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NEWS

Atalanta-Roma a Fabbri. Al VAR ci sarà Maresca

Sarà Fabbri l’arbitro di Atalanta-Roma, match in programma sabato 3 gennaio a Bergamo. Al VAR tornerà Maresca. Cecconi e Bercigli assistenti. Il IV uomo sarà Zufferli.

Il fischietto di Ravenna torna a dirigere i giallorossi dopo l’ultimo Inter-Roma, vinto dai giallorossi in trasferta a San Siro. In quell’occasione furenti polemiche nerazzurre per un rigore negato su Bisseck nel finale.

In totale Fabbri ha diretto la Roma in 18 partite (9 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte).

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Le Voci di Retesport

Graziani a RS: “Ieri formazione logica, la Roma col centravanti gioca meglio. Ora i Friedkin devono…”

Ciccio Graziani, intervenuto ai microfoni di Retesport, ha commentato così la vittoria della Roma: “Finalmente una formazione logica, con un centravanti classico e non è un caso che sia arrivata una vittoria netta, schiacciante. Con Ferguson, che non mi fa impazzire ma è un punto di riferimento, la squadra gira meglio, lo stesso Dybala si esprime meglio. Il successo di ieri ci riporta quarti e chiude una prima parte di campionato ottima da parte della Roma. Ora i Friedkin devono fare solo una cosa: mettersi le mani in tasca e tirar fuori il denaro utile per rinforzare la rosa laddove c’è necessità, per restare lì e lottare fino alla fine su tre fronti”.

“La professionalità è una cosa, il cuore è un altro e non sono in contrasto. Ieri Daniele ha ricevuto un altro tributo importante dalla sua gente. Una gratificazione che si porterà dietro per tutta la vita. Ziolkowski? Comincia a piacermi tanto, bravo nel gioco aereo, forte fisicamente, chiaramente vicino a Hermoso e Mancini può solo crescere. Il polacco mi ricorda Hujisen, ha dei margini di miglioramento enormi”

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Rassegna stampa

Roma-Genoa 3-1, le pagelle dei quotidiani

La Roma ha superato agevolmente il Genoa per 3-1, salendo a quota 33 punti in campionato. I giallorossi hanno così riscavalcato la Juve in classifica, mantenendosi in piena corsa Champions. Una vittoria che sa di boccata d’ossigeno dopo le tre sconfitte nelle ultime 4 sfide stagionali.

Autori di un’ottima prova Konè, Soulè e Ferguson non solo per i gol segnati. L’irlandese ha anche sfornato un assist vincente per la rete del raddoppio siglata dal francese. Perfetta la gara di Hermoso, nuovamente tra i migliori in campo. Ottima prova anche di Ziolkowski in netta crescita.

Le pagelle dei quotidiani:

LA GAZZETTA DELLO SPORT
Svilar 6; Mancini 6,5 (73′ Ghilardi 6), Ziolkowski 6,5: Hermoso 7; Celik 6, Cristante 6,5, (73′ Pisilli 6) Koné 7,5, (85′ Rensch ng), Wesley 6,5 Soulè 7: (56′ E1 Shaarawy 6,5), Dybala 7: Ferguson 7,5 (85′ Dovbyk ng) Gasperini 7.

CORRIERE DELLO SPORT
Svilar 6; Mancini 6,5 (73′ Ghilardi 6), Ziolkowski 6,5: Hermoso 6,5; Celik 6,5, Cristante 7, (73′ Pisilli 6) Koné 7,5, (85′ Rensch ng), Wesley 7, Soulè 7,5: (56′ El Shaarawy 6,5), Dybala 6,5: Ferguson 7 (85′ Dovbyk ng) Gasperini 7,5.

IL MESSAGGERO
Svilar 6; Mancini 6,5 (73′ Ghilardi 6), Ziolkowski 6,5: Hermoso 7; Celik 6,5, Cristante 6,5, (73′ Pisilli 6) Koné 7,5, (85′ Rensch ng), Wesley 6,5 Soulè 7: (56′ El Shaarawy 6), Dybala 6: Ferguson 6,5 (85′ Dovbyk ng) Gasperini 7.

CORRIERE DELLA SERA
Svilar 6; Mancini 6,5 (73′ Ghilardi sv), Ziolkowski 6,5: Hermoso 6,5; Celik 6, Cristante 6,5, (73′ Pisilli sv) Koné 7, (85′ Rensch sv), Wesley 6,5 Soulè 7: (56′ El Shaarawy 6), Dybala 6,5: Ferguson 6 (85′ Dovbyk sv) Gasperini 6,5.

LEGGO
Svilar 6: Mancini 6,5: (73′ Ghilardi sv) Ziolkowski 6,5: Hermoso 7:Celik 6,5: Cristante 6,5: (73′ Pisilli sv) Koné 8: (85′ Rensch sv) Soulè 7,5: (56′ El Shaarawy 6), Dybala 7: Ferguson 7:. (85′ Dovbyk) Gasperini 7,5.

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Infermeria

Soulè, solo una contusione: a Bergamo ci sarà

Matias Soulè ieri sera ha trovato la quinta rete in campionato (la sesta assoluta in stagione), sbloccando così il risultato contro il Genoa.

L’attaccante argentino è stato autore di un’ottima prova contro la formazione di De Rossi, che lo aveva fortemente voluto nella capitale poco prima del suo esonero.

Soulè ad inizio ripresa ha subito poi un colpo che lo ha costretto al cambio. Una contusione al ginocchio che però non ha creato particolari allarmismi. L’argentino contro l’Atalanta ci sarà.

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Pagelle

Roma-Genoa 3-1, le pagelle di Retesport

Non c’è stata storia all’Olimpico. La Roma ha superato in scioltezza il Genoa con un bel tris di reti arrivate nel primo tempo: a segno Soulè, Ferguson e Konè che finalmente si sblocca.

Le pagelle di Retesport:

Svilar 6,5

Mancini 6,5

Ziolkowski 7

Hermoso 7

Celik 6

Cristante 6

Konè 7

Wesley 6,5

Soulè 7

Dybala 7

Ferguson 7,5

Sost.:
Pisilli 6
Rensch 6
Dovbyk 6
Ghilardi 6
El Shaarawy 6,5

Gasperini 7

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APPROFONDIMENTI

Roma-Genoa, le probabili formazioni e come seguire il match su Retesport

La Roma affronta il Genoa di De Rossi, un ritorno che ha fatto scrivere e parlare tanto a cavallo con le festività Natalizie. Un posticipo valido per la 17° giornata di Serie A, che deve riportare i giallorossi – nonostante le mille difficoltà di rosa e infortuni – al successo dopo la sconfitta di Torino.

La formazione rossoblu si è nettamente risollevata dall’avvento di DDR in panchina e ha venduto cara la pelle anche contro le big, perdendo di misura contro Atalanta e Inter nelle ultime uscite ufficiali a Marassi. In più la squadra genoana, ha fatto più punti finora lontano dalle mura amiche (8) a fronte dei 6 casalinghi.

Sono diversi i dubbi di formazione in casa giallorossa: Hermoso ci sarà? Rensch giocherà eventualmente da braccetto o da esterno alto? In attacco Ferguson realmente ripartirà dalla panchina dopo l’ennesima scudisciata dialettica di Gasperini? El Shaarawy o Baldanzi a sinistra?

Foto Fraioli

Roma-Genoa, ecco le probabili formazioni

I giornali hanno previsto il seguente undici:

  • LA GAZZETTA DELLO SPORT
    (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ziolkowski, Rensch; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Soulé, Baldanzi; Dybala.
  • IL CORRIERE DELLO SPORT
    (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ziolkowski, Rensch; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Soulé, Baldanzi; Dybala.
  • IL MESSAGGERO
    (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ziolkowski, Rensch; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Soulé, Baldanzi; Dybala.
  • IL TEMPO
    (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ziolkowski, Hermoso; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Soulé, El Shaarawy; Dybala.

Roma-Genoa, come seguire la partita su Retesport

Live il racconto della sfida sin dal prepartita (h.19:00) poi la radiocronaca dall’Olimpico e tutto il post gara con interventi e contributi dallo stadio non solo in FM sui 104.2, ma ascoltabile anche in streaming audio su Retesport.it, APP, DAB, Alexa, Google Home e sul nostro canale Twitch ufficiale retesport1042.

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Interviste

De Rossi: “Avevo un piano Scudetto, non meritavo l’esonero a Roma”

Intervistato da Massimo Ambrosini in uno speciale natalizio su DAZN, Daniele De Rossi ha parlato della sua esperienza da allenatore ma anche di calciatore alla Roma:

Come hai fatto a coniugare interessi extra-calcistici all’idea di stare sempre qui dentro?
“Mi sono fatto esonerare prestissimo, questa è la soluzione (ride, ndr)”.

Hai rifiutato tante offerte durante il periodo in cui sei stato fermo? Ti sei pentito di alcune scelte?
“No. Non ho rifiutato perché avevo voglia di andare e sono gli altri che hanno rifiutato me. Quando ho rifiutato l’ho fatto forse per la categoria e perché in alcune situazioni non vedevo molto chiaro. Nelle prime due esperienze, in maniera diversa, ho avuto problemi con i dirigenti: alla SPAL ho avuto problemi, ma ora quel dirigente (Fabio Lupo, ndr) lo sento ancora adesso e abbiamo chiarito. Anche alla Roma ho chiarito con l’amministratore delegato (Lina Souloukou, ndr). Niente di clamoroso, ma comunque c’erano problemi. Non voglio mettermi in una condizione in cui possa tornare ad averli e non voglio che passi il concetto che io sia uno che ha problemi con i dirigenti. Alla Spal parlai di quanto io non fossi contento del mercato in conferenza, dissi la verità. Il presidente Tacopina si arrabbiò e mi disse: ‘Chi ti ha detto che puoi dire la verità sulla mia squadra?’. E io lì ho capito tante cose”.

Cosa ti è rimasto dell’esperienza della Roma?
“A vederla adesso un po’ mi dispiace quello che è successo. Nonostante io stia benissimo, mi dispiace perché sta avendo un exploit che io avevo predetto: dissi che certi giocatori il primo anno avrebbero fatto fatica, nel secondo sarebbero esplosi e nel terzo, continuando con quel mercato, avremmo lottato per lo scudetto. Non eravamo proprio pazzi a puntare su questo gruppo, dato che per me è molto forte”.

Non ti credevano quando lo dicevi?
“I presidenti pendevano dalle mie labbra, con loro avevo un rapporto costante. A livello calcistico ho sempre avuto ampia libertà sulle scelte, si fidavano, mi chiedevano e si confrontavano. Mi hanno iniziato a chiedere le cose ancor prima di confermarmi per i successivi tre anni. Da quel punto di vista c’era grande rispetto dei ruoli da parte di tutti. Poi si sono un po’ incrinate le cose e mi dispiace, ma quello che è successo io e il mio staff non lo meritavamo. Non sei mai pronto all’esonero, era molto presto. E’ successo a Genova e ora questa squadra ha un debito con me (ride, ndr)”.

L’hai vissuta come un’ingiustizia?
“Ci vai sopra perché io pensavo e penso di essere a posto con la coscienza. Non ho mai abbassato di un centimetro l’impegno che ho messo lì dentro, non ho mai tradito chi era lì, non ho mai usato il ‘potere’ che avevo in quella città per proteggere me e andare contro i giocatori o per andare contro la società. Se mi fossi tradito da solo non sarei stato così orgoglioso di ciò che abbiamo fatto. Ogni volta che vieni esonerato smetti di vivere ciò che ti piace. Non penso di aver avuto più dolore dall’esonero dalla Roma che dalla Spal, non cambia niente: ti manca il fatto che saluti i giocatori e poi non li vedrai più. Quando ho salutato a Ferrara eravamo in una palestra più brutta di quella di Trigoria, con dei giocatori meno bravi, con una società meno forte, ma il dolore era lo stesso e i ragazzi piangevano tutti… Ti rimane il senso di incompiutezza, quel ‘fammi fare che la rimetto a posto e andremo alla grande’. Questo ti rimane e ogni tanto ritorna fuori”.

Quando sei diventato allenatore del Genoa hai subito guardato il calendario e visto quando saresti tornato a Roma?
“Sì, ho guardato quando avrei giocato con la Roma e la Lazio (ride, ndr)”.

Non vedi l’ora?
“Si tratta di una sensazione particolare. Da bambino la vivi in un modo, da ragazzo del settore giovanile in un’altra maniera, da giocatore in maniera focosissima e da allenatore in modo folle. Ho sempre desiderato tutti i giorni che la Roma vincesse, questa è la cosa che mi fa più ridere. Per una settimana dovrò lavorare per far perdere la Roma… Ora non salto sul divano quando guardo la Roma, ma la vedo da collega e da ex giocatore. Se vince però sono contento”.

C’è stato un momento in cui potevi tornare alla Roma?
“No, non penso ci sia mai stata davvero la possibilità. Hanno fatto una scelta talmente evidente e chiara… A Roma si parla sempre e il mio nome accostato alla Roma funziona sempre. Ma non credo sarebbe stato il passo giusto per me, anche se ovviamente sarei tornato subito perché credo nella squadra e nei giocatori”.

Spalletti?
“Spalletti è geniale. Mi ha sempre spiegato quello che mi faceva fare e lo stesso Antonio Conte. Non c’era niente lasciato al caso ed era tutto nell’ottica di far giocare meglio la squadra. Anche Ranieri diceva: ‘È meglio un’idea mediocre che fanno tutti che un’idea geniale che capiscono in quattro. Io assorbivo tutte le riunioni, quella di Spalletti me la mangiavo con gli occhi mentre c’era gente che sbadigliava. Mi piaceva, sono sempre stato appassionato di calcio sotto l’aspetto tattico. Mi piace capire cosa sta succedendo intorno a me”.

L’avventura al Genoa?
“Tutto molto affascinante. Non so quante squadre abbiano il centro sportivo che sembra la cappella Sistina. Dobbiamo essere bravi a non disperdere tutto questo”.

Parli con i giocatori che lasci in panchina?
“Renzo Ulivieri mi ha detto di non dare troppe spiegazioni perché poi ti vai a incartare. Ho avuto spiegazioni poco convincenti da alcuni allenatori. Nella parte finale della mia carriera ho fatto diverse panchine. Un allenatore mi disse: ‘Oggi non giochi con il Real Madrid perché domenica c’è l’Ascoli ed è più importante. Non dirò chi è, ho scambiato le squadre per non far capire. Resta comunque un bravo allenatore. Se mi dici le bugie mi incavolo…”.

Il tuo sogno era finire la carriera alla Roma?
“Sì, ma ero anche tanto curioso di vedere cosa c’era di fuori”.

Come hai reagito al mancato rinnovo?
“Non ho odiato così tanto smettere quanto avrei odiato trascinarmi in campo. Quando mi hanno comunicato alla Roma la decisione io lo avevo capito, si protraeva da troppo tempo. Giravi l’angolo e vedevi il dirigente che si girava subito per non incrociarti (ride, ndr). L’ho vissuto in maniera molto serena. Avevo paura del dopo, ma io ho chiesto di saperlo. Era l’elefante dentro la stanza, tutti ne parlavano ma io volevo saperlo. Ero curioso e poi volevo salutare i miei tifosi nonostante non sia un amante degli addii. Chiesi a Guido Fienga di dirmi le cose perché avrei voluto fare una conferenza stampa per ringraziare, salutare con un giro di campo. E lui mi disse che l’intenzione era non rinnovare il contratto. Avevo due alternative: provare a convincerli, ma a livello di dignità avrei perso parecchio. Non ti do la gioia di farmi vedere stramazzato sotto la Sud perché voglio rimanere. Volevo uscire con eleganza, rappresento un bel pezzo di Roma e del calcio italiano. Cosa mi cambiava un anno in più? Ero preparato perché avevo visto la fine della carriera di Francesco (Totti, ndr). Quando ha smesso era distrutto, ne ho parlato mille volte con lui e io non volevo stare così male. Ho provato a prepararmi, smettere di giocare a calcio è stata una botta anche per me. Io ho smesso e dopo due mesi c’è stato il Covid: smetti col calcio, smetti di uscire, smetti di vedere persone… Per un attimo mi sono chiesto cose stesse succedendo”.

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Rassegna stampa

Gasp e lo sfogo allo Stadium con Massara: il retroscena

GASP MASSARA – Nel ventre dell’Allianz Stadium, subito dopo il fischio finale della sfida contro la Juventus, Gian Piero Gasperini ha deciso di lasciar cadere ogni filtro. A pochi passi dagli spogliatoi, l’allenatore della Roma si è fermato a lungo a parlare con il direttore sportivo Massara, in questo momento l’unica figura del club capace di ascoltarlo davvero, comprenderne il malcontento e provare a offrirgli risposte concrete in vista del prossimo mercato.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, Gasperini non ha usato giri di parole. Il problema, per lui, è evidente: la Roma attuale dispone di una qualità limitata, soprattutto nel reparto offensivo. Un limite che emerge con forza nelle partite di alto livello e che rende difficile competere con le squadre più strutturate. Da qui una richiesta precisa e diretta alla dirigenza: servono almeno quattro o cinque rinforzi, ma devono essere giocatori pronti, affidabili, in grado di alzare subito il livello della squadra. Non scommesse, né profili da costruire nel tempo.

Le esigenze del tecnico non riguardano esclusivamente l’attacco. Gasperini ha sottolineato come manchi spessore anche in altri reparti, dalla difesa alle corsie esterne, dove servono alternative di valore e maggiore profondità. Ogni zona del campo, a suo avviso, necessita di interventi mirati per rendere la rosa più equilibrata e competitiva.

Durante il confronto con Massara, l’allenatore ha di fatto anticipato i concetti che avrebbe poi espresso pubblicamente in conferenza stampa. Tuttavia, dietro la richiesta di rinforzi non c’è solo una questione tattica o tecnica. C’è anche un tema di rispetto. Rispetto per quei giocatori che, giorno dopo giorno, stanno sostenendo il peso della stagione con grande impegno e sacrificio. Rispetto per una tifoseria che, nonostante le difficoltà, continua a sostenere la squadra e il suo allenatore con convinzione. Gasperini chiede segnali chiari dal club: investire significa credere davvero nel progetto.

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Interviste

Sabatini: “Zirkzee? Massara ci sta lavorando come un fabbro”

Walter Sabatini ha parlato ai microfoni del Corriere della Sera. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Cosa succede a chi vince Juventus-Roma?
«Può avere un effetto dirompente per tutte e due le squadre. Siamo di fronte a una grandissima partita, che può portare i due club a ragionare di scenari impensati: la Roma di scudetto, e la Juventus potrebbe capire di aver accorciato se non azzerato i tempi per la vetta. Perdere sarebbe per la Roma una sorta di collasso di una percezione, per la Juve uno stop innaturale di una squadra in costruzione».

Spieghi meglio la percezione sulla Roma.
«La partita con il Como è stata come una dichiarazione di guerra al campionato, con quella prestazione ha reso la squadra di Fabregas ospite del match. E io vedo tutte le partite del Como, mi divertono. Ma lunedì la Roma ha dato il segnale di una grande forza interiore, è come una squadra che sta sondando un’idea di se stessa e percepisce la vittoria come una necessità. Se è così, lo è per l’allenatore ma anche per i giocatori: il recuperato Pellegrini, Wesley protagonista essenziale, Hermoso che ha fatto un salto di qualità fisico spaventoso, Mancini poi si è quasi del tutto affrancato da un codice di comportamento litigioso tipico della Roma di Mourinho: qualcosa ancora gli è rimasto, ma oggi è il miglior difensore italiano».

Che cosa la lega a Massara?
«Il criterio dell’affidabilità, che compensava perfettamente il mio essere estemporaneo, umorale e schiavo della mia rabbia mai risolta. Ricky è un aggiustatore. Un uomo molto intelligente e preparato. E soprattutto limpido: neanche se si concentra riesce a dire cose fuori posto, rispetta l’allenatore come l’ultimo dei magazzinieri».

Riuscirà a prendere Zirkzee?
«Me lo auguro, so che ci sta lavorando come un fabbro, con quella stessa dedizione. Zirkzee è un giocatore universale. Meglio ancora: ti mette in una situazione universale, quando lo vedi giocare hai un senso di liberazione. Si respira a pieni polmoni»

Chi la emoziona, nelle due squadre?
«Nella Juventus Yildiz, non c’è dubbio: un giocatore meraviglioso, dovremmo essere tutti felici che sia in serie A. Nella Roma dico Soulé: è ben indirizzato nella strada che porta lassù, è uno che decide».

Qual è lo Juventus-Roma di Sabatini?
«Quello che fini con Rudi Garcia a suonare il violino in maniera polemica. Eravamo primi con la Juventus a pari punti, avremmo avuto semplicemente bisogno di non perderla quella partita (finì 3-2 per i bianconeri, ndr), quel risultato ha condizionato tutto il nostro campionato. Ho avuto modo di parlarne con Rocchi (l’arbitro di allora, ndr): mi ha detto che è stata la peggior giornata della sua carriera, io dico che se dentro una partita ci sono tre episodi dubbi e tutti vengono decisi in quel modo…vuol dire che l’arbitro è stato davvero molto sfortunato. È il cruccio che mi accompagnerà per tutta la vita, quella sconfitta».

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Infermeria

Dovbyk, nuova ricaduta. La Roma vuole cederlo all’estero

Artem Dovbyk non riesce ancora a mettersi alle spalle il problema muscolare avuto ormai un mese fa contro l’Udinese. Quel bel movimento in area di rigore e la conseguente conclusione in porta allo scadere del primo tempo, gli hanno procurato una lesione tendinea che l’ucraino pensava di aver smaltito.

L’attaccante verso fine settimana scorsa era tornato a lavorare con i compagni, poi ha accusato una piccola ricaduta che lo ha costretto a tornare a svolgere delle sedute differenziate.

Dovbyk, tra presente e futuro: la Roma cerca acquirenti

Presente sempre allo stadio a sostegno dei compagni, Dovbyk però a gennaio può salutare la Roma. Con Gasperini non è mai scoccata la scintilla, nonostante i reiterati tentativi di metterlo in condizioni di esprimersi al meglio. Sembrava aver trovato fiducia, quando contro il Parma ha messo a segno un gol importante, del momentaneo 2-0 che chiuse la partita. Un paio di buone prestazioni anche a livello fisico, poi il grave stop contro l’Udinese.

Masssara sta cercando sul mercato acquirenti. I suoi agenti, supportati da un noto intermediario italiano, sono a lavoro per verificare soprattutto all’estero se ci sono società disposte a puntare su di lui. Sicuramente in fila c’è il Fenerbahce, a caccia di una punta. Dovbyk è stato offerto anche al West Ham, che sta per cedere Fulkrug. Infine occhio all’asse Roma-Everton: lo scambio di prestiti con Beto forse converrebbe ad entrambe…