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STADIO

Stadio Roma, progetto definitivo entro 10 giorni. I prossimi step

Si avvicina sempre di più la fatidica data della presentazione del progetto definitivo. Secondo le ultime indiscrezioni rilanciate dal Corriere dello Sport questa mattina, il progetto definitivo è in arrivo in Campidoglio entro la fine della prossima settimana.

Dopo lo studio di fattibilità, la conferenza dei servizi preliminare, il riconoscimento del pubblico interesse e la fase del dibattito pubblico, il prossimo step per l’impianto di Pietralata si completerà nel giro di dieci giorni al massimo.

C’è chi sostiene che senza questo passaggio l’iter non possa avanzare. Per la Roma, invece, gli scavi non ultimati non bloccheranno la consegna. In quell’area ci sarebbero inoltre delle cave sotterranee, oltre che un’antica cisterna. La situazione archeologica di Pietralata è nota da tempo e secondo il club non inciderà sulla fattibilità dell’operazione, ma i comitati del “no” sono sul piede di guerra e si dichiarano pronti a far valere in punta di legge ogni loro diritto.

Secondo quanto appreso da Retesport, l’intenzione del club sarebbe quella di presentare il progetto per porlo al vaglio dell’amministrazione che dovrà rivotare sulla pubblica utilità – ci vorrà circa un mese e mezzo – nel frattempo completare gli ultimi carotaggi e consegnare successivamente anche la documentazione relativa agli scavi.

Terminata questa fase si potrà avviare la conferenza di servizi. L’obiettivo? Iniziare i lavori per il 2027, così da essere in linea con le tempistiche Figc Uefa per ospitare Euro 2032

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Esclusive

Esclusiva RS, Petrachi: “Gasp vicinissimo alla Roma 5 anni fa. Pellegrini? Spero resti, è l’anima della Roma. Rimpianto? Non esser volato a Boston da Pallotta”

L’ex direttore sportivo della Roma, Gianluca Petrachi, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport, tra aneddoti del passato legati alla sua esperienza in giallorosso e tematiche del presente, come l’ottimo rendimento della Roma di Gasperini ma non solo.

Direttore come sta? E’ pronto a rientrare?
“La voglia e la passione è smisurata, grande, il calcio è quasi una religione per me. Ho iniziato da giovanissimo, da calciatore prima poi da dirigente, il calcio è la mia vita anche se purtroppo il calcio è cambiato in peggio. Il richiamo c’è sempre, guardo tante partite, giro, sto aspettando l’occasione giusta per ripartire”.

Come è cambiato il mercato negli ultimi 10 anni e lo scouting?
“Tanto, tantissimo, sono arrivate le proprietà straniere, hanno imposto una metodologia di lavoro nuova, legata molto ai numeri, agli algoritmi. Tutte le innovazioni, i dati, gli elementi in più sono positivi ma io resto ancorato al modo di fare calcio nostrano, italiano, alla qualità del lavoro, dello sguardo che si ha sui calciatori. Stanno imponendo dei profondi cambiamenti a chi ha insegnato calcio, cioè agli italiani. Questo forse è l’aspetto più brutto, vogliono spiegarci come si fa calcio. E’ giusto ripeto avvalersi delle tecnologie, ma rimango dell’idea che la sensazione di scegliersi un calciatore deve essere figlia del sentimento che trasferisce al direttore sportivo quel calciatore. La responsabilità deve essere sempre figlia delle sensazioni che hai, in virtù della squadra in cui inserisci quel calciatore e in base all’allenatore che hai scelto e supporti. Se un ds compra un quinto di destra non è un terzino o un quarto, anche se è un grande giocatore, questa scelta può creare un problema”.

Quanto è importante il binomio e il rapporto tra ds e allenatore?
“Parlando della mia esperienza, ho sempre avuto un confronto e un contatto diretto con gli allenatori, deve essere così, in accordo con la proprietà, il ds sceglie un allenatore e così è possibile creare una sinergia. Io guardo dei calciatori, una volta terminata la scrematura dei miei scout, poi propongo un calciatore all’allenatore e lì deve esserci una condivisione. Se tu segui un calciatore totalmente distante per caratteristiche ai profili che servono all’allenatore già hai sbagliato in partenza. Io ho sempre condiviso il mio lavoro con i tecnici con cui ho collaborato. Ai tempi del Torino ad esempio, scelsi di acquistare Bremer, che era giovanissimo e Mazzarri non era convintissimo, lo vedeva ancora acerbo e sicuramente forse lo era, ma a noi non serviva un titolare inamovibile di partenza, ma preparammo in un anno la sostituzione di Nkoulou, io mi sono imposto lì, lo pagammo 5 milioni e Cairo si fidò di me. Mazzarri ci lavorò e questa fu però un’eccezione, tante altre volte gli allenatori non erano convinti di alcune scelte e si seguivano altri calciatori. Le distanze con i tecnici non pagano mai, si rischia di creare situazioni ambigue”.

Gasperini è stato realmente alla Roma cinque anni fa? Lo aveva praticamente preso? Come andò?
“Sì, con Gian Piero ci incontrammo, parlammo a lungo, parlammo di calciatori e visione calcistica o filosofia, ci trovammo d’accordo su tutto. Era un momento in cui il mister poteva lasciare Bergamo dopo diversi anni, era fortemente motivato e intrigato dall’opzione Roma, ma mi disse che doveva prima confrontarsi con la proprietà dell’Atalanta. Aveva e ha avuto sempre un rapporto molto forte con Antonio Percassi, tant’è che poi l’Atalanta riuscì a convincerlo a restare. Fu un peccato, perchè alla luce dei risultati straordinari prodotti anche successivamente, sarebbe stato l’uomo perfetto in quel momento per la Roma. Non sono meravigliato oggi del suo rendimento nella capitale, Gasp è un top manager”.

Da Mancini a Spinazzola, da Veretout a Mkhitaryan e Smalling. Quella campagna acquisti è stata la base della Roma per diversi anni. Ha un rimpianto per il suo percorso romanista e qualcosa di cui va fiero?
“Sicuramente vado fiero del rendimento di quella Roma, del 19-20, quella che ha fatto più punti – 70 – in campionato. Nessuno è riuscito a far meglio di quella Roma lì ricostruita nell’estate del 2019 dopo un anno terribile. Sono stati spesi tanti soldi negli ultimi anni, 50 per Abraham, 20 Shomurodov e tanti altri, ma quella Roma ha fatto più punti. Il rimpianto che forse, se si fosse proseguito il percorso insieme, chissà cosa sarebbe accaduto. Il rimpianto vero è non aver preso un aereo per Boston e andare a chiarire di persona con Pallotta, alcune incomprensioni sorte a distanze tenendo conto che non parlavo direttamente col presidente, ma attraverso Fienga. Il mio inglese purtroppo è pessimo, lui non parlava italiano, questa distanza linguistica mi ha frenato, sicuramente ci saremmo chiariti. Io sono un istintivo, dico quello che penso, sono fatto così e ho questo carattere. E’ un peccato, fa parte della vita. Seguo sempre con affetto la Roma, sento ancora tanti ragazzi eccezionali che sono alla Roma, Mancini, Cristante, Pellegrini ragazzi che hanno vinto la Conference League, che hanno costituito il blocco forte di Mourinho”.

Cosa le piace della Roma attuale?
“E’ la squadra che gioca più in verticale di tutto il campionato, c’è un interscambio di ruoli su cui Gasp sta facendo vedere cose incredibili. Vedere Mancini fare assist e sovrapposizioni, giocatori che passano dalla difesa all’attacco e viceversa, tutti con l’obiettivo di far male all’avversario. Un lavoro straordinario. Certamente quello che manca, è evidente, è un attaccante di livello giusto, con il rispetto dovuto a Ferguson e Dovbyk. Con una punta la Roma ha buone chance di rimanere lì nelle zone alte, perchè fisicamente Gasp ti fa stare al top, non guarda in faccia a nessuno, non fa favoritismi, questo è fondamentale. Ha portato dentro Trigoria una cultura del lavoro incredibile. Per questo avevo scelto lui cinque anni fa, perchè avevo bisogno di una persona forte caratterialmente, che imponesse la sua metodologia di lavoro, che non fosse bellina, simpatica ma dura il giusto. Per qualcuno è antipatico, ma nel calcio meglio essere vincenti e antipatici piuttosto che perdenti e simpatici. Sui giocatori, posso dire che ad esempio Bailey lo avevamo trattato anni fa ai tempi del Leverkusen, ma ci chiesero 25 milioni e non fu possibile chiudere quella operazione, poi abbiamo preso Mkhitaryan a zero, direi una grande operazione”.

Ha un rimpianto di mercato ai tempi della Roma?
“Mah più che un un giocatore nello specifico, ci tengo a sottolineare che riuscii tra mille difficoltà a rifondare la squadra praticamente a costo zero. Vendemmo gente in quel momento inutile tipo Nzoni, Olsen, Schick, etc incassando oltre 80 milioni e investimmo su ragazzi forti, giovani e in grado di far bene come hanno fatto per anni. La società voleva abbassare il monte ingaggi e rifondare, penso di aver iniziato un lavoro che andava in questa direzione”.

Conosce bene Pellegrini e ha detto di esser rimasto in contatto con lui. Pensa che la sua esperienza romanista proseguirà?
“Me lo auguro, Lorenzo è un ragazzo per bene, strepitoso umanamente, un romanista vero e ha qualità importanti. E’ un centrocampista moderno, tiene tantissimo alla maglia, essere profeti in patria è difficilissimo, ha personalità, lo ha dimostrato anche nell’ultimo derby, stava vivendo forse il momento più brutto della sua carriera e ha dimostrato ancora una volta quanto sia legato a questa maglia. Sono convinto che con la benzina che Gasp gli darà nelle gambe, possa fare un salto di qualità ulteriore. Io lo so perchè l’ho vissuto, dentro la Roma ha un peso importante, con i ragazzi nuovi, ha sempre fatto capire a tutti cosa sia la maglia giallorossa, merita questa possibilità di proseguire ancora con la Roma”

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APPROFONDIMENTI

Roma in testa con appena 12 gol all’attivo: mai accaduto negli ultimi 20 anni

Si può guidare il campionato segnando appena dodici gol? Da Trigoria arriva la risposta: sì, si può. La Roma di Gasperini sta riscrivendo le regole della Serie A, con un primato costruito più sulla solidità che sullo spettacolo. Dodici reti in undici giornate: mai, dal 2004-2005 – cioè da quando il torneo è tornato a venti squadre – una capolista aveva segnato così poco.

Un record curioso, interpretabile in due modi. Da un lato, la concretezza e la lucidità tattica di un allenatore capace di valorizzare ogni dettaglio, anche senza un vero bomber. Dall’altro, una squadra che bada al sodo e concede poco allo spettacolo. Fatto sta che Gasperini viaggia con gli stessi punti dell’Inter di Chivu, che in attacco può contare su nomi come Lautaro Martínez, Thuram, Bonny e Pio Esposito.

Nella storia recente, solo due squadre in vetta avevano segnato meno di venti gol dopo undici giornate: l’Inter di José Mourinho nel 2008-2009, ferma a 17 reti, e il Napoli di Antonio Conte nella scorsa stagione, primo con 25 punti e 18 gol. Lo scrive il Corriere dello Sport.

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Le Voci di Retesport

Petruzzi a RS: “Roma dominante, Gasp è un fenomeno! Pellegrini è rinato”

“Ho visto una Roma bella, intensa, dominante. Frutto del lavoro di Gasperini che ancora una volta sta dimostrando di essere un fenomeno in panchina. Senza attaccanti di livello ieri si inventa Baldanzi prima punta, in emergenza totale e la squadra, paradossalmente gioca anche meglio e trova un gol tipicamente gasperiniano con l’inserimento del braccetto e la rete poi di Celik”.

Così Fabio Petruzzi, nell’analisi post partita di Roma-Udinese, ai microfoni di Retesport: “La Roma ha una base solida, una base di calciatori che da quasi un anno intero stanno facendo risultati straordinari. Oggi però Gasp sta innestando i suoi principi su quella base e l’aspetto più bello che noto è la fiducia cieca del gruppo nei confronti dell’allenatore. Pellegrini? E’ il manifesto del lavoro del mister. E’ letteralmente rinato, in questo momento appare più libero mentalmente e in una condizione fisica scintillante”.

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Interviste

Svilar conferma: “Mai lavorato così in ritiro e i risultati si vedono…”

Mile Svilar ha parlato in conferenza stampa a margine della sfida vinta contro l’Udinese, elogiando fortemente il lavoro svolto fin qui da Gian Piero Gasperini:

Le 100 presenze? Cosa rappresenta per te questa squadra e questa difesa?
“Un orgoglio molto grande le 100 partite. Sono molto felice, spero di farne altre 100… La difesa? Grande lavoro, ma la difesa inizia dall’attacco e finisce al portiere. È difficile creare occasioni contro di noi, dobbiamo continuare così senza accontentarci”.

Ti aspettavi una partenza così? Siete sorpresi di questi risultati?
“Non siamo sorpresi. Nei due mesi di ritiro non avevamo mai lavorato così tanto a livello fisico e tattico. La classifica? Non bisogna guardarla, è molto presto. Pensiamo partita dopo partita, non dobbiamo mai accontentarci e continuare in questo modo. Questo lavoro sta portando risultati, crediamo nel lavoro che stiamo facendo e siamo tutti sulla stessa linea. Così arriveranno altri risultati positivi e gioie”.

La parata su Zaniolo? È la difesa più forte con cui hai giocato?
“È la più solida, basta guardare i numeri. Anche prima la Roma non prendeva tanti gol, siamo sempre stati solidi. Non so se sia la migliore, speriamo che possa diventarlo. La parata su Zaniolo? Uno dei miei punti forti è l’uno contro uno, l’ho letto prima e me l’ha tirata addosso”.

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Calciomercato

Il papà di Paredes annuncia: “So che Dybala vuole venire al Boca”

“Io so delle cose, so che Paulo vuole venire. Ha il cuore xeneize. Ho sentito una conversazione tra loro e Paulo ha detto che sarebbe venuto. Paulo verrà, giocheranno insieme. La bambina sarà tifosa del Boca e vedrà suo padre alla Bombonera.”

Queste le dichiarazioni del padre di Leandro Paredes, espresso ieri ai microfoni di Cadena Xeneize, a margine di una grande prestazione del figlio, uscito tra gli applausi scroscianti della Bombonera per la gara disputata nel clasico contro il River.

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Infermeria

Ferguson non risponderà alla chiamata dell’Irlanda

A dispetto delle indiscrezioni delle scorse ore, Ferguson rimarrà nella capitale.

L’attaccante irlandese non partirà per il ritiro della nazionale, dopo l’infortunio alla caviglia della scorsa settimana. La conferma è arrivata in sala stampa direttamente da mister Gasperini.

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Pagelle

Roma-Udinese 2-0, le pagelle di Retesport

La Roma conclude al meglio quest’ultimo ciclo di partite vincendo e dominando in lungo e in largo l’Udinese. A segno Lorenzo Pellegrini dal dischetto, poi Celik nella ripresa.

Prestazioni eccellenti di tutti, da Mancini a Cristante, passando per Svilar e Konè.

Le pagelle di Retesport:

Svilar 7

Mancini 7,5

Ndicka 6,5

Hermoso 7

Celik 7,5

Cristante 7

Konè 7

Wesley 7

Pellegrini 7,5

Soulè 6

Dovbyk 6

Sost.:
Baldanzi 6,5
Ziolkowski SV
Ghilardi SV
El Shaarawy 6
El Aynaoui 6,5

Gasperini 7,5

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NEWS

Serie A, Gasperini miglior allenatore del mese di Ottobre

Gian Piero Gasperini ha ricevuto la ‘statuetta’ del miglior allenatore del mese d’ottobre in Serie A. Domenica in occasione della sfida contro l’Udinese riceverà il premio dalla Lega, come segnalato sui social ufficiali del campionato.

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Pagelle

Rangers-Roma 0-2, le pagelle di Retesport

La Roma torna al successo in Europa League grazie alle reti di Pellegrini e Soulè contro i Rangers Glasgow. Un primo tempo importante dei giallorossi, che rischiano di segnare altre due volte con Dovbyk, autore di un assist.

Nella ripresa traversa di Celik, per una serata che riporta i giallorossi pienamente in corsa per la fase successiva.

Le pagelle di Retesport:

Svilar 6

Mancini 7

Ndicka 6

Hermoso 6,5

Celik 6

Cristante 7

El Aynaoui 6,5

Tsimikas 5,5

Pellegrini 8

Soulè 7,5

Dovbyk 6

Sost.:
Pisilli SV
Rensch 6
El Shaarawy 6
Konè 6,5
Wesley 6,5