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Roma, Dodò opzione per la fascia: piace a Gasp

Da un brasiliano all’altro. Oltre a Wesley, la Roma starebbe pensando ad un altro esterno brasiliano per la fascia opposta.

Si tratta di Dodò, terzino della Fiorentina, che ancora non ha rinnovato il suo contratto con la viola. Una trattativa lunghissima, congelata causa risultati scadenti e il rischio della Serie B.

Come riferisce il Messaggero, Dodò sarebbe un desiderio di Gasperini e con l’addio di Celik, la Roma sicuramente dovrà acquistare un titolare sulle fasce.

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Massara operativo ma ‘a termine’: a Trigoria è casting ds. La situazione

Ricky Massara non si è dimesso. O meglio aveva pensato di farlo quando ha capito che la storia tra la Roma e Ranieri fosse ai titoli di coda, ma dopo 24 ore ha cambiato idea. Dovrà essere la società a licenziarlo con ancora due anni di contratto. Scelta da professionista, rispettabilissima come la necessaria operatività sull’ordinaria amministrazione finché sarà ufficialmente in carica.

Ma questo scenario è palesemente in evoluzione e la spinta all’addio dell’attuale ds è arrivata anche dalle dichiarazioni di Gasperini venerdì scorso: “Nulla di personale, ma tra me e il ds non c’è mai stato feeling tecnico”. Ergo: la Roma cambierà direttore sportivo ed è ovvio che la scelta sarà orientata in funzione delle idee calcistiche dell’allenatore.

La scelta finale sarà sempre e solo dei Friedkin, come su qualsiasi cosa succede a Trigoria da 6 anni a questa parte, ma è logico immaginare che il ds scelto dovrà essere in grado di lavorare in totale sinergia con il tecnico.

Il casting dunque è aperto con diversi nomi in vantaggio rispetto ad altri: se si dovesse scegliere un professionista oggi libero da incarichi con altre società, si dovrebbe andare dritti su Cristiano Giuntoli (che ha un rapporto di affinità totale con Gasperini). Ma non c’è solo l’ex football director giallorosso.

Un altro nome apprezzato è quello di Fabio Paratici (che ha avuto modo di conoscere i Friedkin a Londra un anno fa e qualcuno sostiene sia stato il suggeritore dell’opzione Ranieri quando c’era da salvare la Roma), attualmente alla Fiorentina. Difficile immaginare che lasci, ma una chiamata giallorossa potrebbe ribaltare il fronte delle certezze.

Il Corriere dello Sport tiene viva la pista Manna. Da diversi giorni nomina l’attuale ds del Napoli come la ‘preferita’ della società. Manna però ha un contratto con De Laurentiis condizionato anche da una penale che la Roma dovrebbe pagare per liberarlo. Sullo sfondo altre candidature ritenute però minori o improbabili: D’Amico e Sogliano.

Una certezza però appare chiara: la scelta sarà fatta di concerto con l’allenatore, quindi ad oggi si possono sicuramente escludere ipotesi esotiche. Anche perchè su questo fronte, abbiamo già dato ampiamente…

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Di Bello per Bologna-Roma: bilancio positivo per i giallorossi

Sarà Di Bello l’arbitro di Bologna-Roma.

Il designatore Rocchi ha scelto dunque un fischietto esperto per la sfida del Dall’Ara in programma sabato. Al VAR ci sarà Maresca, AVAR Meraviglia.

Bilancio positivo dei giallorossi con Di Bello. Sono 7 infatti le vittorie consecutive per la Roma, l’ultima in ordine di tempo la sfida casalinga contro la Cremonese dello scorso febbraio.

In assoluto su 34 precedenti, sono 21 le vittorie, 6 i pareggi e 7 le sconfitte.

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Ranieri riceve il premio Città di Roma: “Tutti uniti per un unico scopo”

Claudio Ranieri questa mattina è stato premiato al CONI. In occasione della manifestazione annuale relativa al ‘Premio Città di Roma’, l’attuale advisor giallorosso ha commentato le sue gesta al Leicester e poi nel finale del suo intervento ha espresso poche parole anche sui giallorossi: “Ci aspettiamo il meglio, i ragazzi stanno dando tutto, quindi forza Roma sempre comunque vada. E tutti uniti per un unico scopo!“.

Gradita sorpresa, quella di Claudio Ranieri, al Salone d’Onore del CONI per la cerimonia de ‘Il Premio Città di Roma’. Si tratta di un riconoscimento che OPES aps – Associazione di Promozione Sociale, Ente di Promozione Sportiva riconosciuto da CONI e CIP ed Ente di Servizio Civile Universale – conferisce ormai dal 2015 a personalità o realtà dello sport, delle istituzioni, dell’associazionismo e della cultura che hanno saputo distinguersi per meriti, idee e iniziative, e giunto alla XII edizione.

La presenza del Senior Advisor giallorosso non era stata annunciata e ha colto di sorpresa gli invitati. Nel corso dell’evento si è seduto vicino al Presidente del CONI, Luciano Bonfiglio. Di Ranieri si era parlato anche di un possibile ruolo in FIGC.

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Hermoso, futuro incerto: più probabile il rinnovo se resta Gasp

Mario Hermoso e la Roma si sono ritrovati, o meglio. Grazie al lavoro svolto la scorsa estate da Gasperini, lo spagnolo è tornato protagonista in Serie A dopo una prima stagione da dimenticare.

La società avrebbe voluto dismettere il cartellino dello spagnolo già in estate, ma il campo ha cambiato le prospettive. Per rendimento complessivo, lo spagnolo, nonostante i problemi di pubalgia accusati a partire da gennaio, è apparso a tratti uno dei più convincenti in stagione, mostrando anche una leadership in campo che molti compagni non hanno.

Il legame con Gasperini è forte: il tecnico in autunno lo definì una della colonne della Roma. Ma il futuro ora è incerto. Lo spagnolo ha un contratto formalmente in scadenza a giugno, con un’opzione di rinnovo unilaterale che la Roma potrebbe far scattare da qui a maggio. Per ora però silenzio radio, almeno ufficialmente.

Nelle scorse ore i suoi agenti erano nella capitale – come testimoniato dal calciatore su IG – ed è possibile che ci sia stato un confronto con Massara, ma Hermoso appartiene ad una scuderia importante quindi è probabile che l’incontro (eventuale) con i suoi agenti sia avvenuto anche per altri motivi. Appare chiaro comunque che il futuro di Hermoso sia fortemente legato alla permanenza di Gasperini nella capitale.

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La Roma va in Europa se… tutte le combinazioni

In questo finale di stagione la Roma ha ancora aritmeticamente la possibilità di centrare la Champions. Come? Ovviamente arrivando quarta e scavalcando Como e Juventus. I bianconeri distano 5 punti (ma realmente sono 6 vista la differenza a favore di Spalletti negli scontri diretti), quindi servirebbero due scivoloni della Juve e che la Roma di fatto le vincesse tutte per centrare la qualificazione alla massima competizione europea.

L’Europa League sicura equivale al quinto posto. Se la Roma, come un anno fa arrivasse quinta sotto la Juventus, sarebbe certa di qualificarsi alla coppa che gioca di più da quasi un decennio. Il sesto posto invece è pericolosissimo: se la Lazio infatti dovesse vincere la Coppa Italia, varrebbe la qualificazione alla prossima Conference League. In caso contrario, quindi di vittoria dell’Inter, allora anche il sesto posto varrebbe la qualificazione alla prossima Europa League.

Nel malaugurato caso in cui invece la Roma addirittura scivolasse al 7° posto, per giocare almeno la Conference, dovrebbe sperare nel successo in finale di Coppa Italia dell’Inter. Nel caso contrario non si qualificherebbe a nessuna competizione europea nella prossima stagione.

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Roma, sprint Alajbegovic: dal vertice con Pjanic e il papà, all’accordo sull’ingaggio

Eppur si muove. Nel mare magnum di voci, indiscrezioni, contrasti e tensioni interne, la Roma sta provando a immaginare la rosa del futuro. Per farlo, al di là del confrontarsi direttamente su determinati profili, tutti sono concordi che anche solo numericamente serviranno diversi ingressi nel gruppo squadra. A cominciare dal reparto offensivo, che sarà quasi del tutto rivoluzionato con o senza Gasperini.

Non è un mistero da settimane che la Roma segua con interesse il giovane talento bosniaco Alajbegovic, con due sponsor d’eccezione in chiave giallorossa alle sue spalle: Dzeko e Pjanic.

Quest’ultimo nelle scorse ore era a Roma – come testimoniato sul suo account IG – insieme al papà agente del ragazzo, di proprietà del Bayer Leverkusen e appena riscattato per 8 milioni di euro.

Come riferisce il Corriere dello Sport, è avvenuto un vertice di persona tra i rappresentanti del giocatori e i dirigenti romanisti e ci sarebbe già un’intesa sulla proposta contrattuale: un pluriennale a cifre simili a quelle percepite di Pisilli, con la medesima modalità a salire di anno in anno.

Sono due gli scogli da superare: da una parte la valutazione del cartellino che è rapidamente salita oltre la soglia dei 20 milioni di euro; dall’altra l’elevata concorrenza soprattutto italiana (Napoli e Milan). Pjanic e l’agente del giocatore sono in viaggio nel nostro paese e hanno sicuramente parlato anche con altri club, ma la Roma vorrebbe provare ad anticipare la concorrenza.

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Trigoria, Dybala e Wesley in gruppo

Due buone notizie per Gian Piero Gasperini. Oltre ad avere a disposizione con certezza sia Mancini che Pisilli per la sfida di Bologna, il tecnico giallorosso recupera altri due calciatori.

Si tratta di Wesley e Dybala che oggi sono tornati a lavorare in gruppo. Il brasiliano soprattutto si candida per una maglia da titolare.

Allenamento differenziato per Manu Koné, Devyne Rensch, Lorenzo Pellegrini e Artem Dovbyk.

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Roma, fallimento big match: media punti da retrocessione contro le grandi

La Roma chiude il ciclo dei grandi scontri diretti con un bilancio statistico fallimentare. Il pareggio interno contro l’Atalanta certifica l’incapacità cronica della gestione Gasperini di invertire una tendenza negativa che dura dal 2018. Nelle 12 sfide d’alta classifica disputate in questa stagione, i giallorossi hanno raccolto una media di appena 0,58 punti a partita, rendimento che allontana definitivamente il club dalla zona Champions League.

Come riferito dalla redazione di SololaRoma.it Il ruolino di marcia stagionale contro le prime sette della classe riporta una sola vittoria (1-0 contro il Como all’andata), 4 pareggi (tutti nel girone di ritorno contro Milan, Napoli, Juventus e Atalanta) e 7 sconfitte. L’Inter si conferma la “bestia nera” assoluta, essendo l’unica compagine capace di battere la Roma sia all’andata che al ritorno.

L’interpretazione dei dati evidenzia un paradosso tattico: sebbene nella seconda fase del campionato si sia registrato un lieve miglioramento difensivo, con solo due ko esterni contro Inter e Como, la squadra ha perso totalmente la capacità di vincere. Questo stallo tecnico conferma che il problema della Roma non è legato ai singoli interpreti o ai moduli, ma a una fragilità strutturale nei momenti di pressione agonistica.

Il dato aggregato dal 2018-2019 a oggi è ancora più allarmante: in 80 scontri diretti, la Roma ha ottenuto solo 11 vittorie, a fronte di 28 pareggi e 41 sconfitte. La media di 0,76 punti a partita contro le dirette concorrenti spiega matematicamente l’assenza del club dalla Champions League da otto anni. L’avvicendamento di otto allenatori in otto stagioni non ha prodotto scostamenti statistici rilevanti, indicando che la crisi nei big match è un tratto identitario di cui la proprietà Friedkin non è ancora riuscita a liberarsi.

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Gasp, totale fiducia e 4 condizioni per restare alla Roma: ecco le richieste alla proprietà

La Roma continua a vivere all’interno di Trigoria una situazione delicata che vede come protagonisti, su posizioni ben distanti e chiarissime quelle anime tecniche scelte da Friedkin un anno fa per costruire, finalmente, una Roma vincente.

In questo senso come riferito da Il Messaggero e la Gazzetta dello Sport, Gasp nella serie di confronti avuti con la proprietà e i suoi delegati, è stato chiarissimo già diversi giorni fa.

Sostanzialmente sono quattro gli aspetti fondamentali che potrebbero farlo propendere per una permanenza e non per l’addio:

Mercato importante

Al primo posto c’è la richiesta alla proprietà della conferma di un budget importante da investire sul mercato nella prossima sessione estiva. Nonostante “i due mercati di sofferenza”, Gasperini ha visto che la Roma quest’anno i soldi li ha investiti eccome. Ecco, la conferma di questo budget per rinforzare la squadra sarebbe già un buon punto di partenza.

Sostituzione del direttore sportivo

Il secondo punto è cambiare il direttore sportivo. Con Ricky Massara i rapporti non sono mai stati idilliaci e soprattutto l’accusa del tecnico è la scarsa tempestività su alcune operazioni, oltre il naufragio di quelle che erano ritenute prioritarie da Gasperini.

Ranieri ai margini

 La terza richiesta è quella di non avere più alcun rapporto di lavoro con Claudio Ranieri, il senior advisior dei Friedkin, l’uomo che Gasp oggi vede un po’ come il nemico numero uno, dopo le interviste rilasciate dallo stesso Ranieri prima di Roma-Pisa.

Piena fiducia

Non solo quella a parole, ma anche nei fatti e in quei lati ‘minori’ ma fondanti della sfera tecnica. Gasperini  vuole essere assecondato anche su altre scelte, che poi sono legate allo staff medico ed a parte di quello tecnico. E’ abituato a lavorare con pochi collaboratori, mentre oggi si ritrova anche la parte che faceva capo proprio a Ranieri. Con questi collaboratori non si è mai acceso il sacro fuoco. Insomma, Gasp vorrebbe quasi pieni poteri, il che sarebbe una profonda manifestazione di fiducia.