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Dovbyk sente aria di LIGA: dopo la rete di settembre, vuole un’altra gioia contro il Bilbao

Artem Dovbyk spera di ripetersi. Anzi vuole ripetersi. Dopo l’esultanza rabbiosa al gol decisivo contro il Como – salutata da Ranieri con estrema soddisfazione – l’ucraino punta nuovamente l’Athletic Bilbao, che ha colpito a settembre di testa su assist di Angelino.

La curiosità è che la squadra basca lo scorso anno in LIGA era stata una delle poche squadre a cui l’ucraino non era riuscito a segnare. Dovbyk infatti – come quest’anno nella Roma – anche col Girona aveva ben distribuito i suoi 24 gol stagionali nel campionato spagnolo, segnando almeno una rete contro 14 formazioni sulle 19 affrontate.

Tra le cinque a cui non era riuscito a fare gol in Spagna, oltre al Real Madrid c’era anche l’Athletic Bilbao poi colpito in Europa League alla sua prima ufficiale con la Roma in campo internazionale. La speranza di Ranieri è che possa bissare già stasera, sentendo ancora aria di Liga…

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RETESPORT

Roma-Como 2-1, i gol di Retesport – AUDIO

Una gara soffertissima, vissuta sulle montagne russe, con diversi ribaltamenti di fronte e un secondo tempo vibrante. Roma-Como è terminata 2-1, l’ennesima rimonta dei giallorossi in quest’ultimo periodo grazie alle reti di Saelemaekers e Dovbyk.

Ecco la reazione e il racconto del nostro duo Checco Oddo Casano e Dario Bersani dallo stadio Olimpico.

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APPROFONDIMENTI

Rabbia Dovbyk: i suoi gol valgono 16 punti stagionali

Mano a rotella sull’orecchio in stile Luca Toni, un pugno alla bandierina dopo una linguaccia e l’abbraccio dei compagni. Sono gli istanti della prolungata e sentita esultanza di Artem Dovbyk, che contro il Como ieri ha messo dentro un gol pesantissimo da 3 punti.

Il 14° della sua stagione, la prima in Italia, con tre allenatori e tre rispettive filosofie di gioco diverse, dopo una grande annata in LIGA dove le difese marcano in maniera completamente diversa da quelle italiane. Sullo sfondo una situazione psicologica non facile, visto che l’attaccante giallorosso al pari di quasi tutti i connazionali ucraini ogni giorno è costretto a convivere con il triste pensiero della guerra in patria e con il rischio di perdere i propri cari che vivono a Kiev sotto i bombardamenti da 1000 giorni.

Nonostante ciò Artem non si è mai fermato. Ha convissuto con un paio di problemi fisici che certamente sono stati anche un ulteriore freno alla sua totale affermazione in giallorosso, ma Ranieri sta lavorando sulla testa, sulla tattica e sulle qualità dell’ucraino. Il tecnico testaccino lo ha anche palesemente pungolato nelle ultime conferenze stampa, sottolineando che il ragazzo può e deve ancora crescere. Lo score però fin qui è di tutto rispetto per un centravanti. 14 reti con prospettive di toccare e superare quota 20, sarebbero un numero perfettamente aderente con le aspettative della società che la scorsa estate ha staccato un assegno da oltre 30 milioni.

Ma quanto hanno pesato i gol di Dovbyk nell’economia dei risultati giallorossi? Esattamente 16 punti tra campionato e coppe. La speranza di tutti i romanisti è che prosegua così già a partire dalla sfida contro l’Athletic Bilbao, contro il quale ha già segnato in questa stagione su assist di Angelino.

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Pagelle

Roma-Como 2-1, le pagelle di Retesport

La Roma strappa con le unghie e con i denti la quarta vittoria consecutiva in casa grazie ad un 2-1 in rimonta sul Como, in una gara vibrante fino all’ultimo secondo.

A segno nella ripresa Saelemaekers e Dovbyk. Per l’ucraino 14° sigillo stagionale.

Le pagelle di Retesport:

Svilar 7

Mancini 5

Celik 6,5

Ndicka 6

Soulè 6

Paredes 6,5

Konè 6

Pellegrini 5

Shomurodov 5

Dybala 6,5

Ranieri 7

Sost.:
Dovbyk 7
Rensch 6,5
Saelemaekers 6,5
Cristante 6,5
El Shaarawy 6

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NEWS

Roma-Como, torna tra i convocati Dovbyk

La Roma affronta il Como domani pomeriggio all’Olimpico. Torna nella lista dei convocati Artem Dovbyk, dopo il problema muscolare accusato una decina di giorni fa.

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‘La mia banda suona il gol’: dall’arrivo di Ranieri 19 giocatori di movimento in gol

Si dice che nel calcio non esistano i miracoli, ma Ranieri forse in alcune singole situazioni c’è andato vicino. Chi avrebbe mai pensato che Saud Abdulhamid potesse fare un gol (e un assist) nel calcio italiano? Chi avrebbe mai creduto che Celik potesse segnare dopo tre anni una rete, anche importante, in un turno ad eliminazione diretta in Europa? Chi avrebbe scommesso sulla riabilitazione di Shomurodov? Tanto per citarne solo tre.

Tre di 19, cioè il numero di calciatori di movimento che sono andati a segno almeno una volta da quando Sir Claudio è tornato sulla panchina romanista. Probabilmente si tratta di un record, se circoscritto in un arco temporale così ridotto (da metà novembre ad oggi).

Con Ranieri sono andati a segno tutti i difensori centrali (compreso Hermoso poi ceduto), poi a cascata oltre a sopra citati Celik e Saud, Angelino c’ha preso gusto (3 reti), Saelemaekers è arrivato a 5 sigilli – record personale – poi tutti i centrocampisti, compreso Cristante a segno ieri sera col Monza, infine l’intera batteria di attaccanti capitanata da Paulo Dybala.

Sono rimasti a secco al momento, oltre ai portieri, i nuovi (ma Salah-Eddine è andato a centimetri dal gol contro il Parma), Dahl poi ceduto al Benfica, al pari di Enzo Le Fèe e Zalewski.

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Infermeria

Roma, tegola Dovbyk: out per un problema muscolare

Guai per Ranieri a poche ore dal match contro il Porto. Artem Dovbyk ha rimediato un problema all’adduttore nell’allenamento di rifinitura di ieri.

Per questo motivo non partirà titolare contro il Porto, ma dalla panchina.

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Dovbyk o Shomurodov? Ballottagio a Oporto

Fino a 20 giorni fa non c’era partita. Dovbyk sempre titolare, in casa, in trasferta, in campionato e nelle coppe. Poi il mercato di gennaio, che doveva portare un vice dell’ucraino e il ribaltone finale.

Shomurodov ha giocato un paio di spezzoni con voglia, tigna e qualità, un gol contro l’Eintracht e un buon impatto contro l’Udinese, a quel punto Ranieri comprese le difficoltà della società di arrivare ad un sostituto migliore, se l’è tenuto stretto, condendo forse i commenti con qualche iperbole di troppo.

Nelle scelte però poi Shomurodov è stato mandato in campo nei big match contro Milan e Napoli. A Dovbyk è toccato il Venezia. E ora a Oporto? Nelle scelte generiche di un tecnico si mettono in fila una serie di variabili: condizioni fisiche, strategie, caratteristiche. L’uzbeko non è un 9 di riferimento con l’ucraino, è un attaccante di movimento, che crea spazi ma in area fatica. Dovbyk a Milano entra e alla prima mezza palla fa gol.

Che tipo di partita farà la Roma? Non c’è l’obbligo di vincere o recuperare un risultato di svantaggio. Nelle ultime sfide contro le big Ranieri ha scelto una strategia attendista con improvvise verticalizzazioni. Ciò porta a pensare che a Oporto potrebbe scegliere ancora Shomurodov, ma lasciare Dovbyk in panchina nella seconda ‘finalina’ di stagione dopo Milano, avrebbe il sapore della bocciatura quasi definitiva.

Insomma il ballottaggio è aperto e nelle prossime ore Ranieri, tenendo conto di tutti questi fattori, farà una scelta.

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ShomuroBoh? Da esubero a titolare con Napoli e Milan. Intanto Dovbyk è a quota 13…

Tra le principali remore o critiche rivolte a Claudio Ranieri in queste ore, c’è la scelta a sorpresa di confermare Eldor Shomurodov titolare a San Siro, dopo la sfida col Napoli.

Un attaccante, non un centravanti o un bomber, che la Roma ha tenuto in rosa come vice-Dovbyk nonostante sia stato in procinto di lasciare il club tre volte nelle ultime due sessioni di mercato.

La prima ad inizio agosto, quando la dirigenza romanista aveva trovato un’intesa con l’Atlanta United, ma l’affare si narra sia saltato a causa di un errore formale. In estrema sostanza la dirigenza romanista avrebbe inviato in ritardo i documenti finali per il trasferimento, non rendendosi conto del diverso fuso orario tra Italia e Stati Uniti, con il gong del mercato americano ormai scoccato.

A fine agosto dopo la rete contro l’Empoli e complice la necessità di intervenire improvvisamente sue due tre ruoli al fotofinish della finestra estiva, De Rossi ‘accettò’ di trattenerlo in rosa come alternativa all’ucraino, ma con probabile vista sul mercato di gennaio per porre rimedio.

E ad inizio della finestra invernale e per oltre 20 giorni il leit motive è sempre stato lo stesso: “fuori Shomurodov, dentro un altro attaccante che possa essere una reale alternativa a Dovbyk”. Era tanto vera questa affermazione che con Ranieri, l’uzbeko non vedeva il campo a volte neanche come quinto cambio. Qualche scampolo di gara qua e là, addirittura il falso nove con Dybala al posto di Dovbyk in diverse gare, anche importanti. Poi un rinnovato amore tra Ranieri e Shomurodov, ha portato a panchinare per due volte consecutive un centravanti che invece ieri sera, subentrando ad inizio ripreso al primo pallone ha fatto centro.

Ma perchè due giovedì fa ad Alkmaar, in una gara che la Roma doveva vincere a tutti i costi (e che poi ha perso) quando è uscito Dovbyk, non è entrato Shomurodov ma Soulè, con l’uzbeko in panchina per 90 minuti?

Eldor non si è mosso male neanche ieri sera ed è vero che entrando ad Udine ha cambiato l’inerzia della partita, contribuendo alla rimonta giallorossa, così come ha segnato poi contro l’Eintracht e disputato una prova generosa col Napoli. Ma complessivamente continua a mostrare caratteristiche chiare. Shomurodov non è un centravanti, è una seconda punta con discreto fisico e grande esplosività nei primi passi. Potrebbe tranquillamente giocare con Dovbyk (perchè non ieri sera nel secondo tempo?), ma averlo trattenuto come unica alternativa al titolare è un errore grave. E intanto l’ucraino è arrivato a quota 13, mentre i suoi compagni di reparto, in termini di gol, sommati faticano tutti insieme a raggiungerlo…

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Dovbyk, solo 8 palloni toccati ma nella ripresa la Roma ha prodotto 14 cross in area

C’è uno strano e inquietante ossimero tecnico-tattico nella sfida persa dalla Roma in Olanda, contro l’AZ Alkmaar e ruota intorno ad Artem Dovbyk.

Il centravanti ucraino nel primo tempo di ieri ha toccato la miseria di 8 palloni, senza grandi risultati, con una sola conclusione nello specchio che non ha impegnato particolarmente Oduro. E’ stato più visibile nel costante corpo a corpo con Goes, che lo ha marcato senza lesinare qualche colpo proibito. Ammonito, è stato sostituito al termine del primo tempo da Ranieri che ha parlato di scelta legata all’eccessivo nervosismo del ragazzo: “Era stato puntato dall’arbitro, me lo ha detto anche il quarto uomo. Ho preferito evitare rischi e poi inserendo Soulè siamo stati più verticali”.

Su questa seconda affermazione di Ranieri, ruota il cambio di ritmo e di intensità della Roma che effettivamente nella ripresa, sfruttando anche un po’ di calo fisico dell’AZ, è riuscita ad alzare il baricentro creando potenziali pericoli maggiori (a parte la grande occasione sprecata da Dybala).

Ma la contraddizione è nell’interpretazione di alcuni calciatori dal primo al secondo tempo. Come mai nella ripresa, con un centravanti di ruolo, la Roma a parte un paio di situazioni, non è riuscita a mettere in area cross utili per il suo numero 9 e nella ripresa, senza attaccante centrale, ne ha scagliati in area e a due passi anche da Oduro ben 14?

Una delle tante contraddizioni tattiche che poi si scontrano con l’assenza di un sostituto all’altezza dell’ucraino. Perchè in panchina la Roma ha solo Shomurodov, non propriamente una prima punta e in generale scarsamente utilizzato da Ranieri. Ma su questo capitolo, la responsabilità primaria è della dirigenza.