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Scaloni assicura: “Dybala sta bene, è un grande giocatore”

Paulo è un grande giocatore, per fortuna sta bene, è tornato dall’infortunio ed è regolarmente disponibile”. Così Scaloni, CT della nazionale Argentina, in conferenza stampa sulle condizioni di Dybala, rientrato in gruppo in questa sosta per gli impegni delle nazionali.

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Dybala: “Mourinho ha molto peso per noi. Ora sto bene fisicamente”

“Sono contento di essere tornato. Ho detto a Leo Paredes, quando siamo saliti insieme sull’aereo, che è bellissimo venire qui. Non ho risposto alle ultime convocazioni per infortunio, ma ora posso rientrare. Sto bene fisicamente, ho recuperato bene”. Così Paulo Dybala, intervistato dai media argentini dal ritiro della nazionale.

“Mourinho ha molto peso per noi. Ama molto gli argentini con lui hanno sempre reso e hanno dato qualcosa in più alle sue squadre”

Come ha significato per te dover saltare l’ultima convocazione per infortunio.
“Eravamo pronti per partire e dover restare a casa a causa di un infortunio è molto duro, per come è il gruppo e per come gioca questa squadra. Noi vogliamo esserci sempre. Ovviamente non è così facile perché ci sono tanti giocatori, ognuno dà il massimo nel suo club, ma bisogna farsi trovare sempre pronti”

Dove ti farà giocare Scaloni?
“Gioco dove decide il mister. Nella Roma gioco un po’ più spostato a destra ma ovviamente uno viene qui e si mette a disposizione allenatore”

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Totti: “Roma da quarto posto, spero che Mou resti”

Francesco Totti, ospite della prima puntata della BOBO TV su Radio Serie A (RDS), ha parlato così del momento della Roma:

Vincendo con la Lazio andavi quarto. Gli attaccanti della Roma non hanno tirato in porta, solo Karsdorp nei primi 5 minuti. La Roma è attrezzata per giocare meglio ed è strutturata per arrivare nelle prime quattro, dopo tantissimi anni è il momento di tornare in Champions – le parole dell’ex capitano giallorosso – Gennaio? Acquisti mirati e importanti, giocatori da grandi club, se si amalgamassero tutti si potrebbe arrivare tra le prime 4. Qualcosa in corsa bisogna cambiare, ma da quello che so io si farà fatica a comprare a gennaio. Devi conoscere la squadra, ci vuole tempo ed è finito l’anno”.

L’ex 10 poi ha parlato anche di Mourinho: “Uno dei più grandi al mondo, statisticamente insieme ad Ancelotti è quello che ha vinto più titoli, chapeau. In due anni ha fatto due finali vincendo la Conference, ma nella storia della Roma in Europa non avevi mai fatto due finali consecutive, in 25 anni che ci sono stato io mai. Solo per questo Mourinho va elogiato, si sa Roma che ambiente è, io da tifoso lo ringrazierò a vita. Poi se quest’anno si arriva in Champions… secondo me i grandi allenatori devono stare in grandi squadre e Mourinho deve stare nella Roma. Se rimane sono contento, se va via spero ne venga un altro all’altezza”.

“All’inizio è un po’ così, poi quando scendono dalla Champions diventa un’altra competizione – ha aggiunto parlando dell’Europa League -. Il campo è sempre diverso da quello che sembra prima della partita. Mi prenderanno per matto ma preferisco fare 10 finali e perderle tutte piuttosto che non farle mai, le emozioni le può capire solo chi ha giocato a calcio. Intanto arrivaci, poi se la perdo tanto di cappello”.

“Mourinho sono due anni che fa fare quasi 70 mila persone, anche in amichevole. Quando c’è lui è sold out, ci sarà un motivo no? Dybala è il fulcro della squadra, quello che fa la giocata. Insieme alla forza di Lukaku esce fuori un binomio top che tutti vorrebbero in Serie A – ha continuato – Dybala-Lukaku per me è la coppia perfetta e speriamo ce lo facciano vedere prima possibile. Per Dybala dipende dai problemi fisici, Lukaku invece la butta dentro”.

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Roma, partono Dybala e Lukaku: ecco gli impegni dei 14 nazionali

Inizia oggi la terza sosta stagionale per gli incontri internazionali delle Nazionali. Sono 14 i nazionali che anche in questa occasione saluteranno temporaneamente la capitale per rispondere alle chiamate delle rispettive selezioni.

L’Italia di Luciano Spalletti ha convocato tra i giallorossi eleggibili solo Cristante ed El Shaarawy, rientrato e bene nel gruppo azzurro con l’ottima prova di Wembley di un mese fa. Italia-Macedonia venerdì poi la sfida del 20 contro l’Ucraina, che varranno la qualificazione ai prossimi europei per gli azzurri.

Rientro per i due martedì prossimo, come per Kristensen e Ndicka impegnati rispettivamente con le maglie di Danimarca e Costa d’Avorio. Rui Patricio già lunedì sarà a Trigoria, dopo le gare del suo Portogallo, alle quali però recentemente non ha mai preso parte da titolare. Anche Lukaku e Aouar già da lunedì saranno di rientro, mentre Paredes e Dybala come sempre per quanto concerne i sudamericani torneranno solo tra giovedì e venerdì prossimi.

Zalewski torna in nazionale maggiore dopo la recente parentesi in Under21, mentre Azmoun torna a giocare con l’Iran dopo i gol realizzati nella precedente sosta.

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Lukaku più Dybala, la terapia di coppia per ritrovare i gol

E adesso tocca a loro due, a Lukaku e Dybala. Queste devono essere le loro partite, quelle dove fanno la differenza. Nelle stracittadine non esiste né il passato tantomeno il futuro. Quello che conta è il presente. E allora amen se la Roma ha perso a Praga, si è complicata la vita in un girone a dir poco semplice in Europa League e in campionato sinora viaggia in un anonimato di difficile interpretazione. Bisogna ripartire e paradossalmente il derby è la partita migliore. Quella dove la giocata e l’episodio la fanno da padrone. E allora chi meglio di Romelu e Dybala che abbinano potenza e classe, forza e la qualità.

Come scrive il Messaggero Paulo è reduce dalla paura di Cagliari. Romelu è partito col turbo e ora, se non fosse per l’acuto con il Lecce, appare in leggera flessione. Del resto gioca sempre, senza pause, Mou non sa rinunciarci. Con Pellegrini che al massimo potrà ambire ad un ruolo in panchina, la parte del leone toccherà a Lukaku e Dybala.

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Dybala a Praga riposa

Mourinho cambia le fasce e chiede uno sforzo alla difesa. Dopo la vittoria con il Lecce all’ultimo respiro la Roma è pronta ad affrontare all’Eden Arena lo Slavia Praga in quello che è a tutti gli effetti uno scontro diretto per il primo posto. Cambia il portiere, con Svilar che difenderà la porta romanista. Obbligate le scelte in difesa, con la conferma del terzetto formato da Mancini, Llorente e N’Dicka. Turnover anche sulle fasce: a sinistra si candida per una maglia da titolare El Shaarawy vista l’assenza di Spinazzola e Zalewski influenzato, che sarà comunque presente in panchina.

Come scrive il Tempo, a destra turno di riposo per Karsdorp, con Celik pronto a scendere in campo dal primo minuto. A centrocampo oltre a Paredes e Cristante si contendono un posto Bove, Renato Sanches e Aouar, con l’italiano in vantaggio rispetto agli altri due, mentre in attacco ritorna di nuovo la coppia formata da Lukaku e Belotti con Dybala risparmiato in vista della stracittadina.

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Mourinho prepara un’altra Roma: tra Slavia e derby almeno 5 cambi

È la settimana del derby. Non quella della possibile qualificazione agli ottavi di Europa League. Quella può arrivare anche più avanti. L’importante domani a Praga sarà non perdere. Perché se l’Europa League rimane il terreno preferito sul quale saggiare le proprie ambizioni stagionali, il derby va vinto. In primis per accorciare il gap con le prime quattro, per recuperare i punti persi nelle prime tre di campionato e per dare una gioia ai tifosi, rimasti fedeli anche nelle difficoltà. C’è poi una questione personale: Mou ne ha già persi tre su quattro.

Il poker se lo eviterebbe volentieri. Dunque, la preparazione di questi giorni è finalizzata a far arrivare la squadra al meglio il 12 novembre.

(…) Come scrive il Messaggero, sarebbe dovuta essere anche la settimana del ritorno di Pellegrini e Spinazzola. Entrambi ieri sono rimasti in infermeria. Ad oggi risulta difficile pensare ad un impiego domenica. Ma soprattutto il Capitano vuole provarci fino all’ultimo.

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Dybala: “Ho recuperato al 100%, col Lecce mi sono sentito molto bene. Mou il primo a chiamarmi dopo il Mondiale”

Paulo Dybala ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Gaston Edul, giornalista argentino su youtube. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Innanzitutto come stai?

“Per fortuna bene, ho lavorato tanto. Ho avuto una lesione al collaterale che mi ha causato un po’ di dolore. Però sono riuscito a recuperare rapidamente, in partita mi sono sentito molto bene. Ho avuto un problema simile quando stavo alla Juve, mi sono lesionato il collaterale e avevo lo stesso dolore. Dopo la partita (contro il Cagliari, ndr) c’erano anche le convocazioni della nazionale ed è la prima cosa a cui ho pensato. Poi con i trattamenti e il lavoro specifico ho recuperato in fretta, in 20 giorni come mi avevano detto i dottori”

Cosa significa non poter giocare con la nazionale?

“Orribile, in passato ho dovuto saltare una Coppa America. Ho dovuto cambiare il tipo di lavoro e alcuni trattamenti per non soffrire con gli infortuni. Non essere presente per le ultime convocazioni è stato un dolore grande, ma non puoi farci nulla. La cosa più importante è recuperare in fretta ed essere a disposizione della nazionale e della Roma”

Sulla felicità di Josè Mourinho dopo la vittoria al mondiale dell’Argentina?

“Quando finì la partita con la Francia ero nella stanza per fare l’anti-doping, vado nello spogliatoio, prendo il telefono per parlare con la mia famiglia e vedo 5 chiamate perse da Mou. Credo di averlo chiamato prima di mia madre. Era molto felice perché ama gli argentini. Mi racconta sempre cose bellissime anche di Di María e di Messi, gli vuole molto bene. Ha un grande affetto per tutti gli argentini.”

Hai influito sul ritorno di Paredes a Roma?

“Ho provato a convincerlo, quando ho parlato con lui la prima volta ancora non sapeva se tornare a Parigi o giocare per un’altra squadra. Ho parlato con Mourinho un paio di volte perché sapevo che voleva tornare a Roma. Un giorno, dal nulla, arriva Mou e mi dice: ‘Leandro è disposto a venire?’ L’ho chiamato e gli ho detto di tornare. Mi mancava parlare spagnolo nello spogliatoio, le nostre famiglie si conoscono. Gli piace molto la città, come a me. Questa è una città in cui la gente vive il calcio come in Argentina”

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Le Voci di Retesport

L’idea di Graziani: “Dybala come Baggio nella mia Fiorentina: numero 10 libero di giocare dove vuole”

“Mi piacerebbe vedere Dybala da vero numero 10 alle spalle di Lukaku e Belotti, del belga e Azmoun”. Così Ciccio Graziani ai microfoni di Retesport. L’ex centravanti giallorosso ha parlato dell’attacco romanista, anche in funzione dell’ottimo rendimento di Belotti e del primo gol di Azmoun: “La Roma davanti ha grandissime opzioni in questa stagione. Se stanno tutti bene, magari non in tutte le partite, ma sarebbe bello vedere Dybala da classico numero 10 alle spalle di due punte centrali, in un 4-3-1-2. Tra l’altro direi all’argentino: “Non rientrare mai, non mi servi in fase difensiva, ma mi devi fare la differenza davanti, negli ultimi 40 metri”.

Graziani qui ha legato un suo aneddoto personale, di quando era allenatore della Fiorentina: “Ho avuto la fortuna di allenare Roberto Baggio a Firenze e quando subentrai in corsa trovai Roby molto giù di corda, gli chiesi cosa avesse e lui mi raccontò che Giorgi, il precedente tecnico, gli aveva chiesto un enorme dispendio in fase difensiva e che questa costrizione ne aveva limitato il rendimento offensivo. Dissi a Roberto che dietro non ci serviva a nulla, anzi gli dissi ‘se ti vedo rientrare con un piede nella nostra metà campo ti faccio una multa, ti levo metà dello stipendio’. Ecco, Dybala andrebbe impiegato così, libero di giocare dove vuole”

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Rassegna stampa

Il viaggio per Praga con la Lazio nel mirino. Dybala a piccoli passi per tornare al top

Cento minuti o giù di lì, nessuno li aveva immaginati, nemmeno José Mourinho, che si aspettava di superare il Lecce con meno apprensione. Paulo Dybala, invece, è stato costretto all’extra time. Il programma era chiaro: un’ora domenica, e poi il meglio nel derby. Ma lo stesso attaccante argentino ha cambiato programma, vuole andare a Praga e giocare, magari lì un solo spezzone. Vedremo se Mou lo accontenterà, anche se ha fatto intendere che sarà del gruppo che domani partirà per la Repubblica Ceca. Poi sarà derby, che Paulo a Roma non ha ancora vinto, giocando una sola partita, per 45 minuti. […]

Come scrive il Messaggero, Dybala ha dimostrato di essere indispensabile, per capacità tecniche (la giocata di domenica su Kaba, con stop e tiro al volo fuori di un niente ne è la dimostrazione), per l’abilità nell’accendere la partita, per l’apprensione che trasmette agli avversari ogni qual volta è in possesso di palla. Ed è il motivo che, anche se stanco e acciaccato, Mou lo ha tenuto in campo fino all’ultimo contro il Lecce, prendendosi anche dei rischi. Scelta ripagata dall’ultima idea, quella palla delicata per Lukaku-gol. Dopo cento minuti giocati d’un fiato. Mou ora vuole che non finisca qui. E che anche Paulo torni a segnare. Come Big Rom.