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Roma, El Shaarawy recuperato

Stephan El Shaarawy è tornato a lavorare in gruppo. Nella rifinitura odierna l’attaccante giallorosso ha svolto l’intera seduta con i compagni, superando dunque l’affaticamento muscolare che lo ha tenuto ai box negli ultimi giorni. Sarà a disposizione contro Lecce ed Empoli. 

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Infermeria

Guai muscolari per El Shaarawy: da verificare per Roma-Cagliari

Nuovi problemi muscolari per Stephan El Shaarawy, che ieri sera ha assistito dalla tribuna al match contro la Juventus, per un fastidio al flessore della coscia sinistra accusato sabato nella rifinitura. Sarà valutato alla ripresa degli allenamenti domani.

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NEWS

El Shaarawy recuperato: a Milano ci sarà

Stephan El Shaarawy ha recuperato e per il Milan sarà a disposizione, a due giorni dal match contro i rossoneri, in programma giovedì pomeriggio. A riferire la notizia è Angelo Mangiante di Sky Sport.

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Infermeria

Roma, El Shaarawy si ferma: lesione al polpaccio della gamba destra

Altra tegola per Josè Mourinho. La risonanza a cui si è sottoposto Stephan El Shaarawy ha evidenziato una lesione al polpaccio destro. Le sue condizioni saranno valutate giorno per giorno.

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Allenamenti

Trigoria, terapie per El Shaarawy. Out altri 4 calciatori

La Roma è tornata ad allenarsi in tarda mattinata, dopo la sconfitta contro il Bologna. Come di consueto per gli allenamenti immediatamente post-partita, il gruppo è stato diviso tra chi ha preso parte alla gara del Dall’Ara e chi è rimasto fuori.  Individuale per Spinazzola mentre El Shaarawy e Pellegrini hanno svolto una seduta di terapie.

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Interviste

Mourinho: “Grande mentalità della squadra. Smalling se è al 100% gioca anche domani. Speranze ancora su Cristante.”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Mourinho alla vigilia di Bologna-Roma:

Nell’emergenza sono nate opportunità, ha cambiato dei ruoli e ha ricevuto disponibilità dai giocatori. Resta un fatto emergenziale o nel calcio moderno tutti devono fare tutto?
“Una mentalità forte, un gruppo forte, empatico, che vuole fare bene, il credito è per i giocatori che non giocano tanto o come nel caso di Diawara che ha giocato pochi minuti, ma lavora tanto con grande professionalità, come gli altri e i giocatori che giocano, lo fanno con grinta e amicizia. Come Kumbulla che entra per giocare per un minuto ma in quel minuto ha fermato una giocata pericolosa, prende un giallo e va a saltare sulla punizione, marca un gigante come Milinkovic, fa il suo lavoro per un minuto ed esce felice perchè ha fatto per la squadra, più della tattica o del ruolo mio, il credito è per i giocatori, per la loro mentalità e per il gruppo”

Le prime quattro sembrava facessero una corsa per conto loro, poi il Milan perde due partite e la Roma ha recuperato sei punti. Potete approfittare di questi stop?
“Per qualche ragione loro sono lì, il campionato non inizia e dura uguale, ci sono squalifiche, infortuni, si perdono partite ma per qualche ragione sono lì. Inter, Atalanta e Milan erano lì l’anno scorso e sono lì adesso, il Napoli è stato dentro fino all’ultima giornata. Se noi possiamo essere vicini, invece di stare lontanissimi, a fare i nostri punti, è ovviamente meglio, è più motivante, ti dà un feeling diverso, invece di 30 punti di distanza, stai lì a 6-7 punti, ti fa capire che stai facendo cose positive”

El Shaarawy può essere utilizzato anche a destra in questo ruolo da esterno?
“Non lo so, perchè non lo abbiamo mai provato, ma se arriva anche lì qualche difficoltà sono convinto che possa farlo bene, perchè sta bene, psicologicamente e fisicamente, la sua anima, si sente giocatore, non giocava con continuità da tanto tempo, l’anno scorso dopo il periodo in Cina, il giocatore perde non le sue qualità ma un determinato livello di gioco. Sta facendo una stagione in crescendo, sta facendo molto molto bene e se deve giocare a destra, con Vina che è rientrato a sinistra, possiamo avere Stephan più offensivo oppure esterno nei cinque come opzione a Karsdorp”

Smalling può giocare ancora titolare domani dopo i tanti infortuni? Può dire qualcosa su Mihajlovic che ha speso parole molto affettuose per lei?
“Su Sinisa dico che non deve ringraziarmi, perchè quello che ho fatto l’ho fatto con il cuore, prima di tutto è uno dei miei, è uno dei nostri, poi è un super amico di un grande amico mio (Stankovic) e automaticamente diventa grande amico mio. Poi noi persone pubbliche, quando facciamo una cosa sbagliata trasmettiamo un’influenza negativa e viceversa, lui sicuramente ha avuto un’influenza molto positiva nei confronti di tanta gente che ha avuto il suo problema, ha dimostrato un coraggio e una forza incredibili, subito uno diventa solidale con la sua lotta, ho grande rispetto e ammirazione per lui. Purtroppo c’è tanta gente che soffre per il suo problema e Sinisa è stato un grandissimo esempio, non si è mai nascosto, ha voluto lavorare ugualmente, nonostante lo sforzo che richieda il nostro lavoro, sono io che in nomi di tanti che lo ringrazio, non lui a me. Smalling in questo momento è un grande calciatore, è importante per noi, ma siamo lì con quattro centrali, non abbiamo problemi adesso in quel ruolo, non deve giocare per forza perchè non abbiamo alternative. Facciamo la gestione, parliamo con lui, abbiamo giocato solo l’altro ieri, decideremo domani e sentirò anche l’opinione del ragazzo, più importante dei controlli e della tecnologia che possiamo utilizzare, sentirò la sua opinione e se mi dirà che se si sente benissimo domani mattina, giocherà, se mi dice che si sente al 99% non al 100% lo proteggo”

9 partite su 21 senza subire gol, quanto c’è di Rui Patricio in questa striscia? Quanto è importante questo dato?
“Il dato è importante, Rui è importante ma la squadra è più importante di Rui. Lui è un portiere forte, tra i migliori e i più regolari in Europa, ma anche con lui abbiamo preso 3 gol a Verona o Venezia, quando la squadra difende bene è più facile per lui, poi ci sono momenti in una partita in cui la squadra non riesce a difendere e il portiere può risolverti il problema, Rui nelle ultime partite non ha avuto molto da fare, ma quando c’è stato da parare lo ha fatto. Siamo molto contenti di lui”

C’è la possibilità di tornare al centrocampo a due domani?
“Vediamo se riusciamo ad avere Cristante e Villar, o uno dei due, è ancora possibile che ci siano, sono passati 13 giorni, i giocatori non hanno sintomi da tanti giorni, quasi dall’inizio, si stanno allenando individualmente benissimo con il nostro controllo a distanza, stiamo aspettando se riescono ad esserci, magari potrebbero farcela”

Potrebbero viaggiare con voi domani?
“Sì è una possibilità, non sappiamo ancora”

Zaniolo in questo sistema nuovo potrebbe essere utile come mezzala? O per lei in questa formula è una seconda punta?
“Nei momenti di difficoltà è importante che la gente sia disponibile per tutti, dobbiamo trovare delle cose che sono possibili e valutare ciò che è impossibili. Ovviamente Nico non può giocare come terzo centrale, può giocare come 10, come mezzala, come attaccante unico, con voglia, empatia, con questa mentalità dei ragazzi può fare tutto. Abbiamo lavorato per tanto tempo con lui nel ruolo di ala, con un certo tipo di libertà e il ruolo più simile e questo da seconda punta, ma nell’emergenza può esser utile in altri ruoli, quello che sta avvenendo per Perez, che ha sempre fatto l’ala destra, nelle ultime due partite da mezzala, insieme a Nico, cosa che non era mai accaduta perchè erano alternativi l’uno dell’altro. Adesso abbiamo perso Pellegrini, fino a gennaio ci mancherà, partita dopo partita valuteremo le difficoltà che avremo, magari oggi recuperiamo Cristante, non lo so, gestiremo le cose come arrivano”

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Interviste

El Shaarawy: “Il progetto dei Friedkin è ambizioso. Mourinho super: spero stia qui a lungo”

Stephan El Shaarawy ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del sito ufficiale della Roma. Queste le parole del Faraone:

Ciao Stephan, come stai?
“Sto bene, mi sento meglio fisicamente. Ultimamente sto trovando molta più continuità a livello di minutaggio e mi sento più in forma. Il gol sicuramente aiuta in questi casi e ti fa sentire meglio anche mentalmente. Dal punto di vista individuale sto vivendo un momento positivo, ma a livello di squadra dobbiamo rialzarci per tornare quelli che eravamo a inizio stagione”.

Ritrovando la forma fisica hai anche acquistato più fiducia rispetto all’inizio della stagione?
“Quando metti più minuti nelle gambe e quando ritrovi la via del gol riesci anche a essere più brillante e questo ti aiuta a livello psicologico. A inizio stagione un giocatore deve essere sempre pronto per riuscire a cogliere le proprie opportunità. Io sono riuscito a trovarmi il mio spazio nella stagione in corso e l’attesa è stata ripagata”.

Cosa ti mancava nello specifico?
“La questione era principalmente fisica, anche perché erano tre anni che non partecipavo a una preparazione estiva. Mi sono dovuto prendere i miei tempi, ma ho dato sempre il massimo e non mi sono mai sentito messo da parte. Con il mister c’è sempre stata un’ottima sintonia e ha sempre dimostrato apprezzamento per me e per le mie qualità”

Ci racconti nello specifico il tuo legame con la squadra e la Città?
“È iniziato tutto dalla prima partita, mi sono presentato con un gol di tacco all’Olimpico, un sogno per un calciatore. Quando me ne sono andato l’ho capito ancora di più: qui avevo trovato una famiglia, ho creato tanti rapporti e con i tifosi ho sempre sentito un legame forte, mi hanno espresso il loro sostegno anche quando ero lontano e il loro affetto ha rappresentato tanto per me. Spero davvero di rimanere a lungo qua, perché mi trovo bene e mi sento a casa”.

Che esperienza hai vissuto in Cina?
“In ogni squadra in cui sono andato mi sono sempre trovato bene con tutti. E anche lì ho trovato degli amici, dentro e fuori dal campo. In Cina ho vinto anche un trofeo ed è stata una bella esperienza per me”.

Hai segnato quarantotto gol, uno in più di Bruno Conti, una leggenda della Roma e del calcio italiano: cosa hai provato dopo aver superato questo traguardo?
“È stata una grande gioia. Sono stati tutti gol molto importanti per me, mi hanno dato tante soddisfazioni. ma io non devo fermarmi, perché penso di poter ancora dimostrare tanto e di poter dare ancora molto a questa Società. Voglio fare sempre di più”

In questa stagione ti sei sbloccato nel gol contro il Sassuolo, con la corsa di tutta la panchina sotto la Sud: cosa hai pensato in quel momento prima di calciare?
“Io sostengo sempre che quando sei lì non devi pensare, perché se pensi troppo succede una cosa: o non fai gol o ti esce un tiro brutto. In quel momento non ho pensato e la palla è andata dove volevo. Quello è il mio tiro a giro, ma non è stato tra i più semplici, il pallone rimbalzava, non era a terra, rischiavo di mandarla in tribuna. Dopo il gol non avevo nemmeno realizzato cosa era accaduto, poi ho visto i compagni arrivare e sono corso sotto la Curva. È stato davvero bello, erano diverse partite in cui non giocavo ed è stato un gol liberatorio. Poi si trattava delle mille partite del mister, non era una cosa da poco”.

Sentivate il peso delle mille panchine di Mourinho o anche con voi, come con tutti, ha svelato solo all’ultimo quanto tenesse a questo traguardo?
“Lo sapevamo della ricorrenza, perché era sui giornali e sui social, ma il nostro obiettivo era solo quello di vincere la partita per la Roma, volevamo arrivare a una vittoria di squadra. Lui è stato bravo a passarci questo messaggio: c’erano solo i tre punti in palio e non una soddisfazione personale. Eravamo concentrati solo su quello. Poi il giorno dopo ci ha invitato tutti a cena e solo in quell’occasione ci ha effettivamente spiegato quanto contasse per lui la sfida contro il Sassuolo”.

C’è un gol in particolare al quale sei più legato tra quelli segnati finora?
“Il primo, contro il Frosinone, è stato importantissimo, perché arrivavo da un periodo negativo e c’era scetticismo nei miei confronti: è stato il gol della rinascita. A livello emotivo, poi, il primo della doppietta contro il Chelsea, con l’Olimpico pieno e in Champions League: un’emozione pazzesca”.

Tornare a giocare in Serie A lo scorso inverno è stato più difficile del previsto o te lo aspettavi così?
“È stato più difficile, sì, prima di tutto a livello fisico. Non era semplice riadattarsi a questo ritmo. In Cina potevo allenarmi solo individualmente. Non avevo squadre con cui allenarmi. Da novembre fino a gennaio ho lavorato sempre da solo. Ho cercato di fare il massimo per presentarmi qui nelle migliori condizioni. Facendo un lavoro individuale non è affatto semplice, perché mancava il gioco di squadra, il tiro in porta, un passaggio con un compagno. Poi mi sono riadattato e sono riuscito a dare il mio contributo per la chiusura della stagione”.

Cosa hai pensato quando la Roma ha annunciato Mourinho lo scorso maggio?
“Era del tutto inaspettato. Ma poi ho capito che la società stava lavorando su un progetto serio e ambizioso. È un progetto a lungo termine, è vero, ma noi siamo professionisti e dobbiamo impegnarci fin da subito per trovare dei risultati positivi nel giro di poco tempo. E avere un allenatore come lui ti stimola tantissimo a dare sempre qualcosa in più. È un grande motivatore e ha creato un rapporto con tutti qui a Trigoria, non solo con i giocatori. È un piacere ascoltarlo, sa caricarti nella maniera giusta. Ha un contratto di tre anni e speriamo di averlo più a lungo possibile con noi”.

Quanto ti sta dando il lavoro quotidiano con il mister e con il suo staff?
“Mi sta dando tanto. Con lui ho avuto una grande sintonia da subito e anche con il suo staff, molto preparato, che noi seguiamo molto. Navighiamo tutti nella stessa direzione e questa è la cosa più importante. Facciamo gruppo, siamo uniti, lavoriamo tutti per il bene della Roma e non per gli interessi del singolo”.

Che cosa ti chiede il mister a livello personale e quanti margini di miglioramento vede nel tuo gioco?
“Nello specifico mi chiede di fare tanta aggressione e pressione nella fase di recupero palla. Mi chiede di aiutare anche in fase difensiva. Vuole abnegazione da parte di tutti nel recupero del pallone”.

Ti è capitato di giocare anche su tutta la fascia: è una novità per te concentrarti anche sulle garanzie che offri dal punto di vista atletico e di supporto alla fase difensiva?
“Non è una vera e propria novità, ho già giocato a tutta fascia in Nazionale nel 3-5-2. So che è uno sforzo fisico maggiore, ma non è un problema per me. Se il mister mi chiede di giocare lì ha la mia piena disponibilità”.

La squadra ha avuto un rendimento altalenante in questa prima parte della stagione: sono arrivate belle vittorie, ma anche sei sconfitte. Come state vivendo questo momento?
“C’è grande fiducia. Anche negli scontri diretti persi, abbiamo dimostrato che comunque delle cose buone le abbiamo fatte. Siamo stati anche penalizzati dagli episodi, è vero, ma siamo i primi a essere consapevoli che potevamo fare più male alle squadre che in questo momento sono più in alto di noi. Ho 29 anni, diciamo che non sono più un ragazzo e so come vanno certe cose: quando un progetto parte ci sta di avere qualche battuta a vuoto. Siamo dentro un processo di crescita che coinvolge tutti, c’è un programma ambizioso da parte della società e c’è grande voglia di riscatto: in questo percorso vogliamo toglierci delle soddisfazioni e ripagare i tifosi che ci hanno sempre sostenuto”.

Quanto percepite le ambizioni della proprietà nello spogliatoio?
“Ce la fanno sentire giorno dopo giorno, sono presenti e lo fanno attraverso i fatti, non solo con le parole: hanno preso uno degli allenatori più forti di sempre e non hanno esitato a investire su un calciatore del calibro di Abraham. Non era semplice gestire la situazione, perché dovevano sistemare diversi calciatori fuori rosa. Ogni giorno ci fanno capire quanto sia importante arrivare in Champions quest’anno e noi non possiamo far altro che ripagare la fiducia facendo al meglio il nostro lavoro”.

Si riparte dal Genoa?

“Sì, dobbiamo cercare di riconquistare i tre punti una partita alla volta. Non è stato un periodo semplice, ma solo preparando bene le partite e dando qualcosa in più sul campo, con la qualità e con il cuore, possiamo riprenderci. Il Genoa può essere una buona opportunità per rialzarci e fare un filotto di partite positive”.

A livello individuale che obiettivi hai da qui a fine stagione?
“Cercare di fare meglio, per me stesso e per la Roma. Devo aiutare la squadra a raggiungere traguardi importanti. Ho anche un altro obiettivo: ritrovare la Nazionale, ora ci sono anche i playoff e per me essere lì a marzo sarebbe una bella soddisfazione. Se ci arriverò, vorrà dire che avrò fatto molto bene con la Roma e mi auguro che questo accada”.

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APPROFONDIMENTI

Roma-Milan, le probabili formazioni: ballottaggio El Sha-Mkhitaryan. Giroud in vantaggio su Ibra

La Roma questa mattina è tornata a lavorare in vista del match contro il Milan. Consueta divisione in due gruppi, con chi ha giocato mercoledì a Cagliari che ha svolto un lavoro differenziato. Individuale per Spinazzola e Smalling.

Quasi certamente Mourinho ripresenterà contro i rossoneri la stessa formazione schierata nelle ultime sfide di campionato. Un solo dubbio sull’out mancino con El Shaarawy – apparso decisamente più in forma – in vantaggio su Mkhitaryan.

Nel Milan recuperati sostanzialmente quasi tutti i titolari: Theo Hernandez e Kessiè erano già rientrati contro il Torino, Brahim Diaz ha superato il covid19. Out Maignan, in porta ci sarà Tatarusanu.

Roma 4-2-3-1 Rui Patricio, Karsdorp, Mancini, Ibanez, Vina; Cristante, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, El Shaarawy, Abraham

Milan 4-2-3-1 Tatarusanu, Calabria, Kjaer, Tomori, Theo Hernandez; Kessiè, Bennacer; Saelemaekers, Diaz, Leao; Giroud

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APPROFONDIMENTI

Mourinho, anche a Cagliari con i suoi ‘pretoriani’ ma El Sha e Darboe sperano

La Roma ha svolto questa mattina la seduta di rifinitura in vista del match di domani sera contro il Cagliari. Presenti regolarmente in gruppo sia Abraham – che è apparso claudicante in più di un’occasione contro il Napoli – sia Zaniolo, che non ha accusato problemi dopo il risentimento al ginocchio di Torino.

Mourinho – così come Mazzarri – non parleranno alla vigilia del match e come noto la Roma (che partirà per la Sardegna nel pomeriggio) non dirama più la lista dei convocati. Lo Special One domenica scorsa ha già preannunciato che schiererà a Cagliari la stessa formazione, quella dei titolarissimi, ma ci sono comunque un paio di potenziali ballottaggi.

Davanti a Rui Patricio, confermato il quartetto difensivo composto da Karsdorp-Mancini-Ibanez-Vina; a centrocampo occhio all’inserimenti di Darboe al fianco di Veretout, visto che Cristante è diffidato e a rischio squalifica in vista del big match contro il Milan. In attacco Pellegrini, Zaniolo e Abraham sicuri del posto, spera El Shaarawy per una maglia sull’out di sinistra, viste le difficoltà fisiche palesate da Mkhitaryan nelle ultime uscite.

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Rassegna stampa

Stop Pellegrini: Miky favorito, El Sha spera

José Mourinho studia la Roma senza Pellegrini. L’espulsione del numero 7 nei minuti finali del match vinto contro l’Udinese ha complicato i piani dello Special One, che sta studiando diverse soluzioni per sopperire all’assenza forzata del suo capitano. L’opzione più accreditata è quella di schierare Mkhitaryan trequartista, con Zaniolo a destra e uno tra El Shaarawy e Shomurodov a sinistra: in carriera l’armeno ha giocato spesso in quella posizione e, per caratteristiche, sembra il giocatore più adatto a sostituire Pellegrini.

Come scrive il Tempo, un’altra soluzione è quella di lasciare Mkhitaryan a sinistra e schierare Shomurodov sulla trequarti alle spalle di Abraham: a Verona, con l’uzbeko nei panni di esterno, il tandem non ha convinto ma accentrando l’ex Genoa l’intesa potrebbe potrebbe migliorare. Meno probabile l’avanzamento di Veretout, con Diawara che prenderebbe il posto del francese vicino a Cristante. Difficile invece immaginare Villar al posto di Pellegrini: lo spagnolo ha seguito l’ultima gara dalla tribuna dell’Olimpico per scelta tecnica – seconda da inizio stagione – e a fine partita non è sceso in campo per la consueta sgambata insieme ai componenti della panchina, a cui si è aggregato Bove.