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Dybala-Pellegrini, a Mourinho servono i loro gol

Dybala festeggia in discoteca con i compagni della nazionale argentina, Pellegrini rimane a riposo precauzionale e non va nemmeno in panchina nel match giocato dall’Italia contro Malta ma sarà regolarmente a disposizione di Mourinho, El Shaarawy si allena intensamente a Dubai in vista della ripresa degli allenamenti, domani a Trigoria, dopo quasi una settimana di vacanza concessa dall’allenatore portoghese.

Come scrive il Corriere della Sera, la speranza dello Special One è che la nazionale faccia bene a Dybala, che nelle ultime gare non ha giocato al suo livello. La sostituzione nel derby, con la Roma in inferiorità numerica, è stata la naturale conseguenza di un periodo di forma non brillante. La «Joya» resta il miglior marcatore della formazione giallorossa con 13 reti tra campionato e coppe, ma deve recuperare un po’ di brillantezza.

[…] Lo stesso sacrificio richiesto a Pellegrini, che rispetto allo scorso anno sta mancando soprattutto dal punto di vista realizzativo. Sono solo 5 le reti segnate finora dal capitano, 2 in campionato e 3 in Europa League. […] Una carta a sorpresa è rappresentata da El Shaarawy. Il Faraone si è dimostrato un vero e proprio jolly per Mou, che lo ha utilizzato a tutta fascia sulla sinistra ma anche da trequartista alle spalle del centravanti.

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Smalling vicino alla conferma. Belotti ed ElSha da valutare

Oltre a Matić, nella Roma si sta lavorando anche sulle altre conferme. Il primo è Smalling, che ha già maturato le condizioni per il prolungamento, il club ha offerto all’inglese un contratto biennale e cifre un po’ più basse rispetto all’ingaggio attuale.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, il difensore ci sta pensando, ma le sensazioni sono positive. in scadenza c’è anche El Shaarawy, che vorrebbe restare. Il gradimento c’è, ma anche lul dovrebbe tasilarsi un ingaggio che è di oltre 3,5 milioni. Anche Belotti, avrebbe clausole che gli permettono il rinnovo al 2025, ma per ora non sono stati centrate.

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Mou, c’è una difesa tutta da inventare

Ultimo giorno di allenamento ieri a Trigoria per il gruppo senza i nazionali (ben 14). Josè Mourinho, infatti, ha concesso ben cinque giorni di riposo alla squadra per poi riprendere martedì prossimo per preparare la sfida di domenica 2 aprile contro la Sampdoria. Uno stop per eliminare le scorie del derby, ma soprattutto per il tecnico portoghese per venire a capo del rompicapo difesa, che alla ripresa sarà tutta da inventare.

Come scrive Leggo, la stracittadina infatti ha lasciato in eredità oltre a un morale a terra anche le squalifiche di Mancini e Ibanez, ma con Kumbulla che sconterà ancora una giornata di stop dopo la follia col Sassuolo e Cristante (usato anche lo scorso anno spesso come centrale in emergenza) anche lui costretto allo stop, lo Special One avrà a disposizione contro i blucerchiati i soli Smalling e Llorente, con il secondo fermato da un problema già alla prima da titolare con la Real Sociedad. Scelte obbligate quindi in quel ruolo, dove Mourinho ora deve solo fare gli scongiuri perché non accada altro. Ma anche sulle fasce la situazione è grave: fuori fino a fine stagione Karsdorp, sulla destra Celik è uscito fuori dai radar e rimane il solo Zalewski (adattato), in un periodo di forma non eccellente. E a sinistra rimane il solo Spinazzola, con El Shaarawy possibile alternativa. Poche quindi le opzioni: difesa a tre con Celik o Spinazzola arretrati, oppure il ritorno al modulo a 4 dietro. E con Dybala di ritorno dall’Argentina solo tre giorni prima della Samp, il rischio è di una Roma che non può commettere altri passi falsi in chiave Champions, tutta da inventare.

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APPROFONDIMENTI

Fabbri-Pairetto, diversi gli errori: calcio evidente di Berardi a Kumbulla, inventati i gialli per Smalling e Matic. La moviola di Roma-Sassuolo

Un episodio particolare che farà molto discutere. Sul risultato di 2-1, dopo un primo tempo particolarmente nervoso per una serie di fischi arbitrali discutibili (su tutti il giallo a Smalling ad inizio gara), al 46′ in area di rigore dopo una mischia e un contrasto di gioco, Kumbulla e Berardi si sono allacciati cadendo a terra. Il neroverde, rifila un calcetto all’albanese che si rialza, perde la testa e reagisce tirando a sua volta un calcio all’avversario. Si scatena un parapiglia che coinvolge le due squadre, Fabbri viene richiamato al VAR da Pairetto e concede il penalty, espellendo il centrale giallorosso.

Evidente il gesto del difensore romanista, ma non viene rivisitato l’intero episodio e non viene preso il provvedimento anche nei confronti dell’attaccante neroverde, come si nota anche dalle immagini divenute subito virali sui social.

Oltre all’ammonizione ridicola di Smalling (petto poi braccio), anche nel secondo tempo Fabbri mostra scarsa lucidità su un intervento prodigioso di Matic in scivolata su Frattesi che il fischietto di Ravenna sanziona con un altro giallo inesistente, costringendo Foti (su sicura indicazione di Mourinho) a sostituire il serbo per evitare ulteriori rischi.

Dubbi anche su un calcio di rigore richiesto dalla Roma per un fallo di mano di Tressoldi su un tiro a giro di El Shaarawy.

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Interviste

El Shaarawy: “Vittoria che dà continuità. Il gol era preparato”

El Shaarawy ha parlato al termine di Roma-Real Sociedad 2-0 ai microfoni di Sky Sport:

Il gol rappresenta l’unione del gruppo.
“Sì, il gol è simile a quello del Napoli ma qui c’è stata una corsa di 60 metri. Il mister ci aveva chiesto di arrivare forte quando la palla arrivava dall’altra parte. È stato importantissimo questo gol”.

La solidità difensiva?
“È figlia della forza mentale del gruppo, che si aiuta tantissimo. Magari in certe partite non abbiamo tanta qualità, ma vanno vinte. Noi siamo stati bravi oggi sia oggi sia contro la Juventus, anche se questa ha un peso maggiore perché dà continuità”.

Cosa hai pensato sul gol?
“Bisogna crederci, ne ho fatto diversi così. Quando la palla è sul fondo il difensore non se lo aspetta più. Non era facilissimo segnare, è stata una bella azione”.

L’esultanza ha qualche significato particolare?
“Il faraone”.

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Rassegna stampa

Con la Real Sociedad una Roma d’attacco: Abraham ed El Shaarawy per sfondare subito

In vista degli ottavi di Europa League contro la Real Sociedad, è lecito attendersi nuove invenzioni. Come scrive la Gazzetta dello Sport, la difesa ad esempio dovrà per forza cambiare pelle perché Ibanez sarà squalificato. Fino a pochi giorni fa il candidato d’obbligo alla sua sostituzione sarebbe stato Kumbulla, ma visto che domenica – quando Mancini nel primo tempo accusava problemi alla caviglia – il primo a scaldarsi è stato il nuovo arrivo Diego Llorente, è possibile che lo spagnolo possa esordire da titolare proprio contro la Real Sociedad, cioè il club con cui ha giocato 88 partite prima di partire alla volta del Leeds, in Premier.

Ma i cambi non dovrebbero limitarsi solo alla difesa. Non è escluso che Karsdorp possa riprendersi il posto da titolare, visto che Zalewski a destra non sempre riesce ad esprimere tutto il suo potenziale rispetto alla prediletta fascia sinistra. Proprio su questa corsia è possibile che Spinazzola possa tirare il fiato per lasciare il posto ad El Shaarawy, che in una partita casalinga sa aumentare la trazione anteriore.

Infine, il rientro di Abraham non è affatto una chimera. Con tutto il rispetto, la Real Sociedad non è la Juventus e quindi, più che il palleggio, servirà la ricerca della profondità e i rapidi rovesciamenti di fronte.

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Calciomercato

El Shaarawy, pressing alto del Besiktas: il club turco lo vuole subito

Il Beşiktaş vuole subito Stephan El Shaarawy in Turchia. Come riporta il sito sporx.com, i dirigenti bianconeri hanno offerto alla Roma 2 milioni di euro per ottenere il via libera al trasferimento del numero 92 giallorosso, il cui contratto con la società capitolina scadrà a fine stagione. Se non riuscisse a convincere la Roma a privarsi del Faraone adesso, il Besiktas proverebbe comunque a prendere El Shaarawy a giugno, a parametro zero.

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El Shaarawy tratta con Pinto il rinnovo a ribasso

L’atteggiamento di El Shaarawy contro il Salisburgo è la perfetta sintesi di quello che chiede l’allenatore ai suoi giocatori. In una notte magica, dove tanti suoi compagni si sono presi le luci della ribalta, l’attaccante è riuscito a mettere un altro sigillo. Quello più importante, per la fiducia totale di Mourinho: «Vittoria di gruppo, ma non posso dimenticare El Shaarawy. È stato sacrificato e mi dispiace perché nell’ultimo mese sta giocando benissimo. Ma ha capito le mie scelte e quei minuti finali sono la dimostrazione di come funzionano le cose tra di noi».

Come scrive la Repubblica, su questo quadro idilliaco inizia ad incombere un’urgenza: il rinnovo di contratto. El Shaarawy andrà a scadenza il prossimo giugno e la Roma ha in mano un’opzione – che difficilmente eserciterà – per il prolungamento di un anno alle condizioni economiche attuali. Circa 4,5 milioni di euro. Per la società giallorossa le cifre vanno riviste al ribasso. La volontà è quella di continuare insieme e Pinto farà di tutto per trovare un accordo pluriennale. Nelle prossime settimane ci sarà un incontro con il suo agente per ridisegnare i confini economici di un rinnovo che tutti vogliono fare. Il giocatore per primo, che non ascolterà nessuna altra offerta prima di essersi seduto al tavolo con la Roma.

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El Shaarawy, trascinatore senza contratto

È l’uomo più in forma della Roma. Due gol nelle ultime sei partite, di cui cinque da titolare. El Shaarawy è diventato uno degli imprescindibili di José Mourinho. Abnegazione e duttilità tattica che lo hanno reso il nuovo centurione del portoghese. Aiutato da uno stato di forma che mai lo aveva accompagnato nell’ultimo biennio giallorosso.

Come scrive la Repubblica, un leader senza fascia — ha solo 7 presenze meno di Pellegrini con la maglia della Roma — più per scelta che per demeriti. Ma El Shaarawy è tanto bello quanto costa. Nel 2021 il suo ritorno (gratuito) in giallorosso costò al club un ingaggio da top player: 4,5 milioni annui, bonus compresi, più il 20% della futura rivendita in mano al calciatore. Cifre insostenibili in un periodo di spending review.

Per questo la trattativa per il suo rinnovo è ferma. Il contratto scade il prossimo giugno, ma da Trigoria non hanno fretta. Soprattutto alle cifre attuali. El Shaarawy vorrebbe continuare la sua avventura in giallorosso e le ultime prestazioni sono lì a confermare la voglia di Roma e di rinnovo. Non casualmente per i più maligni. In attesa di una chiamata di Tiago Pinto, El Shaarawy domani sera proverà a trascinare la Roma agli ottavi di Europa League.

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Da Solbakken agli azzurri rinati: la Roma raddoppia

La gara contro il Verona dovrebbe aver confortato il sempre più cupo José Mourinho sul fatto di avere a disposizione delle seconde linee divenute finalmente affidabili, dovendo attraversare le forche caudine del doppio impegno settimanale, sempre che la pratica Salisburgo venga risolta in modo lieto giovedì prossimo.

Così, in una Roma in cui infortuni e stati di forma hanno a volte ribaltato le gerarchie di inizio stagione, si sono finalmente messi in mostra quei giocatori su cui la dirigenza aveva puntato e che avevano dato per il momento risposte altalenanti. In vetrina c’è andato Ola Solbakken, il norvegese che ha risolto la partita con un gol da attaccante vero.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, l’apprendistato non può dirsi certo terminato, ma Ola ha risposto anche ruvidamente a tanti suoi ex tifosi ed ex compagni del Bodo che gli scrivevano come avesse fatto un errore ad andare alla Roma. Il senso della sua risposta è stato chiaro: “Fatevi i fatti vostri”. E ha avuto ragione.

Ma se Solbakken è una scommessa, forse la migliore notizia per Mourinho è l’aver rivisto quasi ai livelli storici una trimurti italiana che ha scritto pagine importanti non solo in giallorosso. Ci riferiamo a Leonardo Spinazzola, Stephan El Shaarawy e Andrea Belotti, che contro il Verona hanno ritrovato un rendimento da maglia azzurra. Soprattutto il terzino ha messo in mostra alcuni colpi del suo repertorio che hanno incantato, come ad esempio il tacco con cui ha fornito l’assist vincente a Solbakken. Ma anche il Faraone da diverse partite, sia da attaccante che da uomo “a tutta fascia”, garantisce spunti e copertura. Discorso diverso quello per il Gallo che, in attesa di tornare goleador, è tornato almeno a fornire una prova di sacrificio degna dei giorni migliori. (…)