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STADIO

Stadio Roma, spazio e infrastrutture pronte. I Friedkin puntano su Pietralata

In attesa che il Comune di Roma voti la delibera per l’annullamento del progetto di Tor di Valle, i Friedkin continuano a lavorare per la costruzione del nuovo stadio della Roma. I texani sembrano aver individuato l’area in cui poter costruire il nuovo impianto giallorosso. Questo sorgerebbe nella zona del vecchio Sdo (il Sistema Direzionale Orientale), che si trova all’interno del quadrilatero compreso fra via dei Monti Tiburtini, via dei Monti di Pietralata, via dei Durantini e via Amoretti, fino a Largo Sacerdote.

Come riporta la Gazzetta dello Sport I Friedkin avvrebbero a disposizione 120 ettari di terreno e, in aggiunta, la zona sarebbe perfettamente collegata con le strade dellla Capitale grazie alle metro B, la stazione Tiburtina, la Tangenziale, via Tiburtina e il collegamento con l’autostrada Roma-L’Aquila. Resta dunque solo da capire quali saranno i tempi, visto che a breve si aprirà la partita per l’elezione del nuovo sindaco.

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NEWS

Stadio della Roma, idea acquisizione dell’Olimpico

C’è insoddisfazione in casa Roma sul fronte nuovo stadio. Come scrive la Gazzetta dello Sport, accantonare l’ingombrante eredità di Tor di Valle è già di per sé faticoso, ma l’individuazione e il finanziamento di un impianto in una nuova area non sembra semplice.

Così, nella testa dei Friedkin, incomincia a prendere quota l’idea di una “acquisizione” dell’Olimpico per poi ristrutturarlo profondamente. Inutile dire che sarebbe una situazione meno dispendiosa e che avrebbe parzialmente quei requisiti che la nuova Roma richiederebbe, a partire dall’inserimento nel tessuto urbano.

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Rassegna stampa

Svolta Roma, un fondo Usa come partner per puntare alla Champions

La famiglia Friedkin, pur elargendo passione e denaro nel delineare il profilo della sua “creatura”, sta capendo come le «magnifiche sorti» che dovevano materializzarsi a breve, forse avranno bisogno di interventi più strutturali. Insomma, non si può vivere di solo Mourinho. Una cosa è certa: i nuovi proprietari, oltre ad aver pagato la Roma 199 milioni ed essersi accollati i tanti debiti, non hanno lesinato finanziamenti, ormai giunti quasi a quota 200 milioni.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, per questo si sta lavorando per cercare soci di minoranza nel mondo dei fondi statunitensi, che garantiscano liquidità e, in prospettiva, soluzioni strutturali. L’insoddisfazione dei Friedkin, poi, si palesa anche sul fronte nuovo stadio. Accantonare l’ingombrante eredità di Tor di Valle è già di per sé faticoso, ma l’individuazione e il finanziamento di un impianto in una nuova area non sembra semplice. Così incomincia a prendere quota l’idea di una “acquisizione” dell’Olimpico per poi ristrutturarlo profondamente.

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APPROFONDIMENTI

FOCUS RS – Roma, uno stadio in città “vicino ai tifosi” (AUDIO)

“I Friedkin vogliono costruire uno stadio, ma solo l’impianto, che sia il più possibile vicino ai tifosi, aderente al tessuto storico della città e della tifoseria”. Il CEO giallorosso Guido Fienga – intervenuto qualche giorno fa in esclusiva a Rete Sport in occasione della festa per i 20 anni dell’emittente – ha chiarito ancora una volta alcuni parametri del nuovo stadio giallorosso. La proprietà texana come noto ha abbandonato il progetto Tor di Valle, perchè ritenuto non più in linea con le necessità del club in funzione della pandemia e probabilmente impossibile (o quasi) da realizzare viste le annose difficoltà politiche.

VAI AL VIDEO DI FIENGA https://www.facebook.com/watch/?v=579017706413034

La Roma vuole realizzare un impianto da 45 mila posti circa, che preferibilmente insista su aree pubbliche. Gazometro, Mercati generali, Pietralata e Eur le zone individuate, ma prima bisognerà concludere l’iter in Comune per la definitiva chiusura del fascicolo TdV.

Rete Sport ha intervistato Lorenzo D’Albergo, giornalista di La Repubblica, che segue da anni la vicenda stadio e in generale la cronaca cittadina, per capire quali saranno le tempistiche e i prossimi passi ufficiali.

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“Marchio e trofei”, il piano dei Friedkin nella presentazione ai potenziali sponsor

“To the world… together”, “Nel mondo insieme” è lo slogan d’apertura scelto dai Friedkin nel documento di 49 pagine inviato dalla società a tutti i potenziali sponsor, per attirare gli investitori a cui viene offerto lo spazio più prestigioso della maglia – quello del main sponsor visto che Qatar Airways ha deciso di non rinnovare – i diritti sul nome del centro sportivo di Trigoria e la possibilità di stampare il nome della propria azienda sulla manica delle divise al posto di Iqoniq, con cui potrebbe rescindere.

Come riferisce il Tempo, la Roma dà un po’ di numeri agli sponsor: il suo marchio è cresciuto del 217% dal 2013, ha 17 milioni di follower sui profili social e può raggiungere una platea potenziale di 1.72 miliardi di telespettatori della Serie A, la lega in maggiore crescita in Europa (+23%) secondo i dati di Endeavor Analytic.

La fanbase mondiale dei giallorossi è stimata in 400 milioni di tifosi, di cui 66.6 in Europa e ben 130.3 milioni in Cina. E poi ovviamente il potere della Città Eterna, visitata da 23 milioni di turisti nel 2019. “Noi siamo la squadra di Roma – si legge ancora nel documento – ora con una nuova proprietà che ha una visione coraggiosa e vuole creare una delle squadre più grandi al mondo nella città più iconica del pianeta“.

I Friedkin scelgono tre valori che rappresentano il cuore della loro gestione: “Rispetto: è alla base di tutto quello che facciamo. Crescita: il nostro intento è quello di non fermarsi mai e migliorare sempre. Risultati: la promessa che facciamo a noi stessi, i nostri partner e i tifosi“. Poi tre parole chiave come pilastri: “Club: ci assicuriamo che chiunque lavori per noi sia allineato e miri a un’ambizione comune. Comunità: capiamo di avere la capacità di migliorare la società e impattare positivamente sulla vita di tutti quelli con cui entriamo in contatto. Clima: riconosciamo la necessità di creare un futuro sostenibile e il nostro ruolo di educazione ed esempio per tutti”.

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Mourinho: “Emozionato per la nuova avventura a Roma. Grande empatia con i Friedkin”

Josè Mourinho ha rilasciato un’intervista a The Late Late Show with James Corden. Queste le sue dichiarazioni anche sulla Roma:

Come stai José? Sono un tuo grande fan…
“Non ci posso credere. Devi essere un fan di David Moyes”.

Sì, è incredibile. Allora, sei emozionato per questo nuovo capitolo della tua carriera?
“Sì, lo sono. Ho sentito un ottimo legame con i proprietari. Non è solo la sensazione di lavorare per loro, ma con loro. Mi è piaciuto il modo in cui hanno approcciato, questo mi è piaciuto molto dei Friedkin”.

Quanto tempo della tua giornata passi pensando a quanto vuoi migliorare la squadra?
“C’è tanto lavoro da fare. Zoom rende le cose facili. Non mi piace telefonare, mi piace vedere le persone”.

I tifosi hanno visto la tua reazione al lockdown nel documentario sul Tottenham su Amazon. Era nel tuo contratto?
“Sì, ne ero informato. Ho dato loro la mia opinione. Avrebbe disturbato il nostro lavoro, ma sarebbe stata una buona cosa per il club”.

La mia sensazione era che Mauricio Pochettino non volesse le telecamere lì. Sapevi che era un problema?
“No, affatto. Era una cosa che è stata fatta e non spetta a me chiedere perché o come. Gli aspetti positivi erano più importanti”.

Sai quando qualcosa funzionerà o no a lungo termine. Come al Manchester United, sei venuto a Los Angeles e abbiamo registrato qualcosa per il mio show. Avevo la sensazione che tu pensassi che la stagione non sarebbe finita bene.
“Nella prima stagione al Manchester United abbiamo vinto tre trofei, ma quando ti ho incontrato volevo di più”.

Ricordo che mi ha detto ‘Non ho i giocatori’, ed io ‘No, hai questo e questo’. E tu hai detto che non era abbastanza.
“Sono molto ottimista, ma anche realista. Quando abbiamo vinto Europa League e la coppa, ho pensato che per il passo successivo non sarebbe stato sufficiente. In questa stagione le persone stanno dicendo ‘Grande stagione, siete arrivati secondi’. Io direi ‘Siamo secondi, è una brutta stagione'”. 

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Fonseca saluta la Roma: “Ho dato tutto ma dopo l’addio di Petrachi sono rimasto solo. Auguro a Mou di vincere”

Paulo Fonseca ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sky Sport. Questa la versione integrale e completa:

Qual è il sentimento dominante? 

Serenità, tranquillità. Penso di aver dato sempre tutto per la Roma, credo di avere anche creato un grande rapporto con le persone che hanno lavorato con me alla Roma e per me è importante, la relazione che abbiamo creato.

Sul bilancio delle stagioni 

Il primo anno è stato molto positivo, sono arrivati tanti giocatori, un nuovo ds che poi ha lasciato il club. E qui devo essere molto onesto, Gianluca Petrachi ha fatto un grande lavoro, un grande professionista che mi ha sempre appoggiato molto e ho imparato molto da lui. Sono poi capitato nel momento più difficile, con il cambio di proprietà. Nel secondo anno fino a marzo siamo sempre stati tra i primi quattro, poi ci sono stati dei problemi difficili da gestire. Non è facile gestire tanti infortuni, in semifinale avevamo 13 giocatori fuori. Non sono scuse, ma la verità. Abbiamo visto anche cosa è successo al Bayern e al Liverpool, senza giocatori importanti.

Cos’è successo con Dzeko?

I problemi ci sono in tutte le squadre. Insieme alla società abbiamo tolto la fascia a Dzeko ma dopo come professionisti abbiamo parlato e risolto la situazione. Ora non è importante tornare a questo problema. Non l’abbiamo pagata nella stagione, non è stato un problema per la squadra.

L’avete pagata?

No, non è stato un problema.

Cosa lascia dietro di sè?

La consapevolezza che le scelte che ho fatto sono state sempre per il bene della Roma. Penso di lasciare una squadra con una identità, con un calcio positivo, offensivo, lascio una squadra con molti giovani per il futuro.

Parliamo di futuro, Fiorentina?

Abbiamo avuto contatti. Non è importante ora. La Fiorentina ha un grande allenatore.

Italia o estero?

Vediamo. Il calcio italiano mi piace molto, mi piace vivere qui, è un modo di vivere molto simile a quello portoghese. Deve essere una scelta fatta con criterio, devo pensare con calma al mio futuro. Ora so che voglio andare in vacanza con la famiglia, i miei figli, sono stati difficili questi due anni, intensi con il Covid, giocando ogni due giorni. Ora è tempo di stare con la famiglia.

Come gli hanno annunciato che non sarebbe rimasto?

Non è stato un momento specifico. Con la nuova proprietà era facile capire che poteva succedere, è stato un processo normale per me. Poi è arrivato Tiago, abbiamo parlato sempre molto in maniera diretta e frontale. È stato facile capire che questo ciclo era finito.

Si sarebbe aspettato più fiducia?

Non era una questione di fiducia. Quello che ho vissuto con l’addio di Petrachi è stato il momento più difficile. Sono rimasto solo a dirigere la squadra, senza appoggio.

Momenti difficili anche l’errore di Diawara e le sconfitte a tavolino..

Sono cose che non dipendono da me. Una squadra come la Roma non può permettersi certi errori.

È mancato un leader come De Rossi?

Non conosco bene De Rossi, so che era un grande calciatore, un grande leader. Noi abbiamo avuto grandi leader. Mancini è un grande leader, non penso sia stato un problema.

È un pregio o un difetto essere un signore?

Io sono così, sono Paulo Fonseca. Non posso far finta. Penso sia un pregio, indipendentemente dal risultato ci deve essere rispetto. Tutte le persone meritano rispetto da me. Per questo ho sempre creato un buon rapporto.

Vi siete sentiti con Mourinho?

Ci siamo scambiati un messaggio. Abbiamo avuto parole oneste.

Scelta giusta?

È un grande allenatore, gli auguro tanto successo alla Roma.

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A Londra si fa la Roma: blitz dei Friedkin a casa Mourinho

La Roma continua a lavorare sul fronte societario per costruire la migliore rosa possibile per il futuro. Per questo motivo i Friedkin si trovano a Londra, per chiudere affari per il club e soprattutto per confrontarsi direttamente con José Mourinho. Il tecnico portoghese infatti in attesa di sbarcare nella Capitale sta costruendo a distanza la sua prossima Roma. Per questo il derby di domani, oltre che per Fonseca, potrebbe essere l’ultima stracittadina anche per altri giocatori.

Come riferisce la Gazzetta dello Sport, tra questi ci potrebbe essere Fuzato, che nonostante la crescita nel finale verrà ceduto in prestito. In difesa discorso simile per Bruno Peres, con il contratto in scadenza, e Reynolds, che potrebbe andare in prestito per giocare con più continuità. Anche in attacco sono molti i dubbiDzeko vorrebbe rimanere, ma la società sembra sicura di voler tenere Borja Mayoral e puntare su un altro attaccante anche per il futuro. Mkhitaryan è stato il migliore in questa stagione, ma con Mourinho il rapporto non è mai stato dei migliori. Pedro ha già lavorato con il protoghese, ma se la società dovesse ricevere una buona offerta potrebbe lasciarlo partire, vista la presenza dei tanti giovani come Zaniolo, Carles Perez, El Shaarawy e i rientranti Under e Kluivert.

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Mou-Roma, l’amore è scoccato in 10 giorni: ecco tutti i retroscena

‘Carpe diem’. Non c’è miglior proverbio latino per rappresentare la scelta della Roma di puntare, a sorpresa, su Mourinho. Un’operazione di mercato di cui erano a conoscenza solo Dan, Ryan Friedkin e Tiago Pinto. Parallelamente alla trattativa per Maurizio Sarri (si racconta che anche l’entourage del toscano sia rimasto spiazzato dall’annuncio a sorpresa di ieri), una decina di giorni fa sono iniziati i primi contatti tra il GM giallorosso e l’entourage portoghese di Mou. Una prima chiamata esplorativa per non lasciare nulla d’intentato e una prima apertura che ha spalancato le porte all’inizio delle trattative.

Mourinho già il 20 aprile, un giorno dopo l’esonero dal Tottenham, ha iniziato a pensare alla possibilità di tornare in Italia e trasferirsi nella Capitale, aspettando però una chiamata da Trigoria senza offrirsi in alcuna maniera e raccogliendo informazioni sulla piazza.

Poi Ryan Friedkin ha sfruttato un’amicizia in particolare: quella con Matthew O’Donohoe, presidente della CAA, società che gestisce i diritti d’immagine e pubblicitari di grandi personaggi dello sport, tra cui Mou. La Roma si è mossa e ha lavorato d’equipe, ma il giorno decisivo per accogliere il sì del portoghese è il 27 Aprile, quando proprietà e dirigenza è volata Londra, ospite a casa di Mou. Si è parlato di progetti, di budget e di prospettive, lasciandosi cordialmente con l’idea di un’intesa più o meno raggiunta.

Lo scorso weekend, dall’appartamento ai Parioli dei Friedkin, nella notte gli ultimi frenetici contatti con l’entourage del portoghese e l’invio dei contratti: un triennale da 7,5 milioni di euro più bonus, l’ingaggio più elevato per un tecnico nella storia della Roma. Mou porterà i suoi 4 fedelissimi: il vice Joao Sacramento, Nuno Santos, Carlos Lalin e il match analyst Giovanni Cerra, romano e tifoso della Roma. La suggestione è di un possibile ingresso nello staff di uno tra De Rossi e Samuel.

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L’As Roma comunica che Fonseca lascerà il club al termine della stagione

L’As Roma comunica che Paulo Fonseca terminerà la stagione in giallorosso, ma lascerà il club senza rinnovo. Questo il comunicato ufficiale:

“A nome di tutti all’AS Roma, vorremmo ringraziare Paulo Fonseca per il duro lavoro e la leadership dimostrati durante questi due anni”, ha dichiarato Dan Friedkin, presidente del Club.

“Paulo ha guidato la squadra attraverso diverse sfide, incluse la pandemia da Covid e un cambio di proprietà, e lo ha fatto con generosità, correttezza e grande carattere. Gli auguriamo tutto il meglio per i suoi impegni futuri e siamo certi che rappresenterà un fantastico valore aggiunto ovunque andrà”.

Tiago Pinto, General Manager dell’Area Sportiva, ha aggiunto: “Vorrei ringraziare Paulo per il lavoro svolto al Club nelle ultime due stagioni”.

“Anche se i risultati non sono sempre emersi sul campo, siamo consapevoli dei diversi elementi positivi che ci ha lasciato e che continueranno ad aiutarci nella nostra crescita, come i tanti giovani di talento che ha incoraggiato e migliorato e i nostri progressi in Europa League in questa stagione. Alla Roma stiamo cercando di costruire un percorso verso il successo e sono sicuro che Paulo abbia svolto il suo ruolo in questo processo”.

Fonseca ha firmato un contratto biennale con i giallorossi nell’estate 2019, subentrando dallo Shakhtar Donetsk, dove ha conquistato Coppa e Campionato in ognuna delle tre stagioni in cui ha guidato il club ucraino.

In precedenza, aveva allenato Pacos Ferreira, Braga e Porto.

“In questi due anni abbiamo vissuto alti e bassi, ma ho dato sempre il massimo per questo Club e per questa città, che mi ha accolto benissimo”, ha dichiarato Paulo Fonseca. “Voglio ringraziare tutti i tifosi della Roma, le persone che lavorano con noi a Trigoria, i giocatori, coloro che ci hanno sostenuto in questo percorso, in particolare Dan e Ryan Friedkin per il loro supporto continuo da quando sono arrivati e Tiago Pinto, un eccellente professionista, a cui auguro il meglio nel suo percorso in questo club. Abbiamo ancora partite molto importanti da vincere in questa stagione e daremo il massimo come sempre. Grazie Roma”.

Paulo e il suo staff tecnico continueranno a guidare la Prima Squadra fino alla fine della stagione in corso.