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Ryan-Gasp a braccetto: ieri due nuovi vertici. Il vicepresidente sarà al Bentegodi

Ryan Friedkin e Gian Piero Gasperini viaggiano a braccetto. Un binomio sempre più solido, sulla scorta dell’enorme stima reciproca che è nata tra i due e cresciuta nel corso della stagione.

Come riferiscono diversi quotidiani ieri ci sono stati altri due vertici tra l’allenatore e il vice presidente: uno breve prima dell’allenamento e uno a seguire con sul tavolo due temi preminenti: la questione cessioni e il ds.

Il vicepresidente giallorosso, salvo sorprese, sarà al Bentegodi al fianco della squadra per seguire l’ultimo importantissimo match di campionato che potrebbe valere la Champions.

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APPROFONDIMENTI

Panchine, si muovono quasi tutti i big: Guardiola, Mou, Conte, Xabi Alonso e non solo. Il quadro

Rivoluzione in panchina. Potrebbe essere il titolo di una puntata su Netflix o di un buon libro. Dai club più quotati a quelli meno importanti, ci saranno diversi spostamenti e diversi addii anche particolarmente dolorosi.

Mou e Pep, si parte da loro, necessariamente: lo Special One ha trovato l’intesa definitiva con il Real Madrid e la prossima settimana brinderà al suo ritorno sulla panchina del club spagnolo.

Guardiola invece dirà addio al Manchester City: dopo 20 titoli, Pep lascerà la formazione inglese in eredità a Enzo Maresca che a sua volta dopo due vittorie importanti al Chelsea, già aveva abbandonato i blues a metà stagione.

Sulla panchina del Chelsea ci sarà Xabi Alonso e Klopp? Per ora resta fermo. Zidane sarà il nuovo CT della Francia dopo l’ultimo Mondiale per Deshamps, ma veniamo in Italia.

Antonio Conte e il Napoli si saluteranno a fine stagione. Al posto del salentino diretto alla guida della Nazionale azzurra, è pronto a tornare a Castel Volturno Maurizio Sarri, con l’obiettivo di vincere quello Scudetto sfumato anni fa.

L’Atalanta ripartirà da Giuntoli, ma non da Palladino (ipotesi forte per la Lazio di Lotito). Thiago Motta può essere il candidato giusto per la Dea.

Fabio Grosso è diretto a Firenze mentre c’è ancora da capire quale sarà il futuro di Allegri, visto il fronte ‘anti’ guidato da Ibra. E Italiano? Possibile sia un altro candidato forte per l’Atalanta, anche se ha un altro anno di contratto a Bologna e alla fine potrebbe completare il suo ciclo. Occhio alla Juve e a Spalletti, la fine negativa della stagione potrebbe provocare qualche scossone inaspettato.

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Rassegna stampa

Dan Friedkin affida la Roma a Ryan: il vicepresidente al centro del rilancio

Una scelta non casuale, ma ragionata. Dan Friedkin, per mille motivi sempre più distante fisicamente dal club giallorosso negli ultimi tre anni, ha deciso di affidare al figlio Ryan il compito di gestire in presenza questa fase di ristrutturazione del club.

La presenza anticipata a Trigoria, le trattative sui rinnovi con i calciatori in scadenza, i dialoghi costanti con Gasperini per il reset degli staff sportivi e medici con sguardo sul mercato che verrà, ma anche l’ingresso e quel discorso negli spogliatoi prima del derby.

Il binomio Gasp-Ryan Friedkin è ciò che il proprietario del club (Dan) voleva creare in questa fase per ripartire la Roma, con vista Champions vista l’importantissima sfida di domenica contro l’Hellas. Lo riferisce il Corriere dello Sport.

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NEWS

Gasp e quell’abbraccio della Sud: inchino e saltelli sotto la curva – VIDEO

Gian Piero Gasperini si preso la Roma e ora anche definitivamente il pubblico romanista, che non lo ha mai abbandonato.

Il tecnico giallorosso dopo la vittoria nel derby e la sfilata di tutta la squadra, è tornato sotto la Curva per prendersi l’abbraccio del suo pubblico. Braccia al cielo, due inchini e saltelli rivolti verso la Curva con tanto di foto ricordo.

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Interviste

Gasperini: “Qui per vincere in 3 anni. Per uno che viene da Bergamo conquistare il pubblico romanista vale più di uno Scudetto”

Gian Piero Gasperini ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 2-0 contro la Lazio:

Allegri si complimenta con Gasperini: “Non era facile fare il lavoro che ha fatto a Roma in un ambiente difficile…”
“Grazie Max. Abbiamo ancora 90 minuti da giocare. Un campionato straordinario, tante squadre in pochi punti. Oggi è stata un’emozione enorme. Siamo felici perché sappiamo che dipende da noi e non da altre squadre. Possiamo raggiungere domenica questo traguardo”.

Aveva speranza e consapevolezza che qualcuno potesse fare un passo falso?
“Ce lo auguravamo ma non era facile. Poi alla fine ha perso la Juventus in casa. Noi eravamo concentrati sulla nostra partita che era molto difficile contro una Lazio di valore e che ha recuperato elementi. Primo tempo di difficolta, poi l’abbiamo sbloccata. Complimenti a questi ragazzi. Ora non dobbiamo farci prendere troppo dall’entusiasmo. Domenica è l’ultimo passo di questa rincorsa incredibile. Dobbiamo festeggiare oggi”.

Questa squadra ha saputo reagire nei momenti di difficoltà e oggi ha dimostrato un grande cuore. Mancini è l’emblema…
“Mancini ha fatto una doppietta in un derby che rimarrà indelebile. Questa squadra ha avuto tanti capitani che ha saputo amalgamare anche i nuovi che sono arrivati. Non ho avuto problemi di nessun tipo. Tutti hanno cercato di dare il massimo. Sono stati rari i momenti difficili, addirittura pensiamo che il 3-3 contro la Juve è stato un momento difficile invece quella è stata una partita che ci ha dato consapevolezza di avere qualità, di fare gol, cosa che nel girone di andata facevamo fatica. In tanti sono andati in gol”.

Proverà a trattenere Dybala?
“Questa è materia della prossima settimana. La fortuna è che qui c’è la proprietà, diventa tutto più facile perché sono in grado di dare risposte sul momento. C’è la volontà della società, del calciatore, sicuramente io sarei molto contento per lui e tanti altri. Abbiamo superato il fatto di avere diversi giocatori in scadenza. Sono stati professionali, hanno dimostrato attaccamento alla Roma. Non abbiamo ancora raggiunto il traguardo ma il giudizio sui ragazzi non cambia”.

GASPERINI IN CONFERENZA STAMPA

Ora il destino è nelle mani della Roma. Quanto vale questa vittoria?
“Dobbiamo essere felici. Adesso dipende da noi, non dobbiamo più sperare nei risultati degli altri e questo è comunque un vantaggio rispetto alle ultime settimane. La partita a Verona sarà difficile perché tutte le squadre stanno facendo il massimo, lo abbiamo visto anche oggi. Intanto siamo felici della vittoria nel derby, abbiamo una settimana per preparare quest’ultima gara. Se riusciamo a vincere possiamo dire di aver fatto qualcosa di straordinario oltre le aspettative”.

Il primo pensiero che ha avuto al termine della partita? Un mese fa ci credeva solo lei…
“Io ci credevo perché ho giocato tanti campionati e anche tutte le altre volte che sono andato in Champions ho sempre dovuto giocare al massimo fino alle ultime giornate. Sapevo benissimo che quando si arriva in questo periodo di stagione diventa un altro campionato. Credo che ci siamo dati tanto a vicenda con i ragazzi, è stato un bel connubio. Ho sempre ringraziato i giocatori per la loro disponibilità fin dai primi giorni di ritiro su questo non ho mai avuto dubbi. Stiamo facendo una stagione straordinaria per quello che abbiamo costruito nello spogliatoio. Non ho mai avuto problemi, solo piccole cose normali quando si vive insieme. C’è grande attaccamento a questa squadra che come me ha sempre creduto in questo risultato. Ora ci manca una partita e dobbiamo essere bravi come lo siamo stati nelle 37 prima. Ora andiamo a Verona ed è ancora da conquistare”.

Raramente ho visto un allenatore così scatenato a fine partita. Lei è venuto qui per vincere qualcosa di importante?
“Assolutamente si, mi sono dato 3 anni di tempo. Queste piazze non possono stare 10 anni senza risultati, riuscire ad arrivare in Champions è difficile, ci sono le big più il Como. Atalanta e Bologna, la Lazio stessa che ha una rosa importante. Mi ero posto questo traguardo. Le squadre sono sostenibili quando fanno risultati, allora si alza il valore di tutti, giovani e meno giovani, di chi gioca e chi no. L’obiettivo è fare squadre forti e giocare per obiettivi alti”.

Come è cresciuto il rapporto tra lei e il pubblico?
“Il pubblico è sempre stato sold-out. Abbiamo fatto 19 partite in casa più le coppe sempre con lo stadio pieno, questo avviene in pochi posti. Sono piemontese, scuola Juve, sono cittadino onorario di Bergamo e l’Atalanta è un acerrima nemica. Ero la persona meno adatta per entrare in sintonia con la gente, ma io sono venuto qui per fare calcio e credo che la gente mi abbia apprezzato per questo. Poi è chiaro che contano i risultati, però la cosa più importante è aver conquistato la credibilità della gente, è un successo più grande dello Scudetto”.

I gol di Mancini è una casualità che sono identici?
“Straordinario fare una doppietta nel derby, lui di gol così ne ha fatti parecchi. Poi il fatto di averli fatti nel derby rimarrà indelebile nella sua carriera”.

Quanto le dispiace dover giocare una partita così contro una squadra scarica e la Curva Nord vuota?
“Mi dispiace che non siano venuti i tifosi della Lazio, il derby è della gente ma questa è una scelta dei tifosi, non siamo responsabili di niente. Loro hanno giocato mercoledì ma nel calcio di oggi chi fa le finali è così, è capitato anche a me di giocare la finale di Coppa Italia e subito dopo la finale di Europa League. Questi ormai sono alibi che non tengono più, è importanti che non ci si pensi più”.

È più felice Gasperini o più arrabbiato chi non è riuscito a portarsi a casa Gasperini la scorsa stagione?
“Agli altri non penso. Io sono molto felice con i miei giocatori e con l’ambiente. Chi non è felice scusi?”.

La Juventus…
“Ah, non ci pensavo proprio. Io sono felicissimo per me e posso parlare per me”.

Cosa ha provato al fischio finale?
“Ho la sensazione di essere ad un passo dal traguardo. Ora dipende da noi questa soddisfazione. Abbiamo fatto qualcosa che ci siamo prefissi noi oltre le aspettative. Quando superi il tuo record è molto bello. Noi facciamo calcio e cerchiamo di dare soddisfazioni alla gente e oggi ho visto persone felicissime. Quando dai soddisfazione a gente che vive l’umore della settimana in base al risultato della Roma è bellissimo. Abbiamo fatto felici tanta gente, ora speriamo di farlo ancora domenica. Abbiamo parlato già troppo”.

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Allenamenti

Pellegrini e Dovbyk, recuperati. Per il derby Gasp avrà tutta la rosa

Una prima volta, che sa di rimpianto. Domani Pellegrini e Dovbyk torneranno a lavorare in gruppo. Il 7 giallorosso ha ovviamente più chance di partecipare rispetto all’ucraino alla stracittadina. Ma il tema vero è un altro.

Per la prima volta da gennaio Gian Piero Gasperini avrà a disposizione tutta la rosa, salvo Ferguson fermo da sei mesi e impossibile da recuperare.

Un unicum assoluto considerando la sfilza di assenze a cui ha dovuto far fronte il tecnico in questo girone di ritorno, con una media di 4-5 calciatori assenti fino ad un massimo di 8-9 in alcune occasioni.

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Interviste

Gasperini: “Sul 2-1 pensavo alla Conference. Complimenti ai ragazzi, vittoria meritata. Rinnovo Dybala? Chi lo sa…”

Gian Piero Gasperini ha parlato ai microfoni di SKY SPORT. Ecco le sue parole:

Si diverte con queste partite?
“Mi sono divertito alla fine e anche la gente si è divertita. La partita è stata di livello. Abbiamo fatto un primo tempo buonissimo, ma abbiamo preso qualche contropiede di troppo. Il Parma sta benissimo e giustamente ha battagliato alla grande. La partita è stata difficile. Nel finale l’abbiamo ribaltata, ma abbiamo avuto tante occasioni”.

Tra i protagonisti Dybala. Ha detto che quella del derby sarà l’ultima partita davanti ai tifosi della Roma…
“Ha detto così? Da contratto? Magari, chi lo sa. C’è ancora una settimana di tempo per arrivare al derby. Paulo è stato bravissimo anche oggi. È rientrato dopo tanto tempo, ci ha dato qualità. Peccato non averlo avuto per tanto tempo”.
Ti aspettavi un secondo tempo così? Qual e è stato il cambio più decisivo?
“Quello di Rensch. Ha fatto gol e rigore. In termini di risultato ha cambiato la partita. Noi abbiamo fatto sicuramente un ottimo primo tempo. Non è facile recuperare le energie per riportarsi in vantaggio con una squadra che sta così bene come il Parma che ripartiva in contropiede con pericolosità e fisicità. Hanno messo dentro anche Pellegrino. Noi abbiamo avuto un grande spirito sotto quello aspetto. La squadra è straordinaria da inizio anno. Abbiamo avuto occasioni con Malen, il portiere ha fatto un paio di parate incredibili. Sembrava una partita un po’ stregata per il numero di occasioni. Quello che non siamo riusciti a fare in tanti calci d’angolo, poi è successo tutto negli ultimi minuti”.

C’è un bellissimo gruppo che pensa di arrivare in alto. Complimenti anche per i cambi…
“Complimenti ai ragazzi per come sono entrati. Io ho fatto i complimenti dal primo giorno a questo gruppo. Sotto quell’aspetto la squadra non è mai mancata. Ora certi cambi sono cresciuti, abbiamo recuperato qualche calciatore come Dybala e Soulé. Ci manca Pellegrini, oggi anche El Shaarawy. Cambiare la gara con i cambi e ci è riuscito poche volte, significa che siamo più pronti”.

GASPERINI A DAZN

Qui le immagini di come si è goduto il gol…
“Fare gol nel recupero mi è capitato, ma rarissime volte di passare dal 2-1 al 2-3. È la prima volta che non guardo un rigore: stavo guardando la gente, ma il tabellone lo faceva vedere quindi l’ho visto uguale”.

Dopo il gol di Keita si è seduto in panchina. Ha pensato fosse finita?
“No, non pensiamo mai fosse finita fino a quando l’arbitro non fischia. Però è chiaro che le condizioni erano difficili, mancava poco ed eravamo sotto. Stavo pensando alle occasioni che avevamo avuto e alle parate di Suzuki straordinarie. Pensavo alla Conference…”.

Eri molto arrabbiato per la gestione della partita nel secondo tempo, ma la squadra ha avuto una grande reazione…
“Non è facile arrivati a questo periodo del campionato, ci può essere qualche calo, perché cambia il clima, cambia la pressione. Abbiamo preso veramente un brutto gol, il tiro passa in mezzo a tre e loro hanno preso fiducia. Bravissimo Strefezza, ma sono episodi che ti fanno veramente incavolare perché sono un po’ gratuiti. Tornare in vantaggio contro una squadra che ha preso entusiasmo, dopo aver speso tanto, non era facile. Ci sono state quelle 3-4 occasioni importanti dove non siamo riusciti a fare gol e lo subisci, sembrava un a giornata storta. Va premiato lo spirito di questi ragazzi. Abbiamo avuto una serie infinita di calci d’angolo e poi è arrivato questo a tempo scaduto. L’abbiamo ribaltata, il rigore mi sembra netto. Capisco il Parma, perché perdere così fa male, ma noi abbiamo meritato, abbiamo fatto una buona partita contro un Parma molto motivato”.

Sul rigore si sono organizzati Malen e Dybala? C’è altro da dire su Malen?
“Sul rigore è una tecnica, tutti andavano addosso a Dybala per distrarlo. Quando sono andati via abbiamo dato palla a Malen. È un ragazzo tranquillo, non molto espansivo. Si è inserito benissimo nello spogliatoio, non è un capogruppo, ma è un ragazzo straordinario. Ha sempre questo viso sereno e ci tiene moltissimo. Ha delle motivazioni straordinarie, è un ragazzo che ci ha alzato il livello in campo e ci siamo affezionati anche al ragazzo”.

Sono partite che fanno venire voglia di legarsi ancora a Dybala per altre partite?
“È stato un peccato averlo perso per così tanti mesi. Speriamo di non doverci rammaricare. Oltretutto stava molto bene prima di doversi fermare per tre mesi. Ero convinto che sarebbe stata un’annata straordinaria per lui perché l’avevo visto giocare a livelli alti, quindi è un peccato. Però adesso ce l’abbiamo. Poi lui ha tutte le energie del mondo, a fine partite era ancora fresco e pimpante”.

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Interviste

Gasperini: “Futuro? Conta solo il campo. La società sta pensando al resto. Konè? Vorrei restasse ma nessuno è incedibile”

Gian Piero Gasperini ha parlato in sala stampa alla vigilia di Parma-Roma. Ecco le sue dichiarazioni:

In campo avete dimostrato grande reattività. Sul binario del futuro c’è reattività?
“Il primo binario è quello che conta. Domani siamo a Parma, a tre partite dalla fine. Per noi è decisiva, la concentrazione massima è su quello. Sul resto sono situazioni molto legate a quello che la società vuole fare, perciò bisogna rivolgersi a loro. Ritardo? Non mi sembra che nessuno viaggi veloce, sono tutti impegnati con il campionato. Le cose magari si evolvono più velocemente con la fine del campionato.”

Questa rosa, per essere competitiva ad alti livelli, di quante pedine ha bisogno?
“Che questa rosa sia un gruppo valido lo dimostrano i risultati di quest’anno, le reazioni che hanno avuto in tutto questo campionato. Nei momenti di difficoltà ha sempre reagito e fatto buoni risultati, si è tenuta in posizione alta di classifica. Per il resto si vedrà quest’estate, io sono dell’idea che bisogna sempre migliorarsi e mettere elementi che possono portare valore aggiunto quando si può.”

La Champions è determinante per fare una squadra più forte o ha avuto garanzie?
“La Champions ti porta più risorse, quindi tutti vogliono arrivare in Champions per quel motivo. Fino a qualche anno fa non fregava a nessuno del quarto posto. Se hai più risorse economiche hai più possibilità di operare sul mercato. Il mondo però è pieno di società che sanno operare bene sul mercato anche in assenza di risorse così importanti.”

A che punto è il casting per il ds? I Friedkin la stanno coinvolgendo?
“In questo momento siamo concentrati sul campionato e la partita di domani. Tutte le ipotesi riguardano varie squadre, quindi i casting si sprecano. In questo momento, personalmente sono concentrato sulla partita di domani.”

Ha detto che non vuole lavorare con idee di altri. Chi sono questi “altri”? Cosa ne pensa del ruolo di manager all’inglese?
“Secondo me allenatore e direttore sportivo devono lavorare insieme, non ognuno per strade diverse. Devono raccontarsi poche storie, parlarsi con sincerità e vedere quello che si può fare per il bene della società e della squadra, con un unico obiettivo: migliorare tecnicamente la propria squadra, andando a ricercare giocatori con le caratteriste necessarie all’allenatore per migliorare il proprio gioco, compatibilmente alle esigenze del direttore sportivo nello spendere certe cifre. Vedo due ruoli molto legati e vicini, sia come idee di calcio, sia come possibilità di potersi aiutare e sostenere, con la finalità di migliorare la squadra. Continuo a dire che parliamo troppo poco di calcio. Parliamo di tante cose, meno che di calcio. Gli unici argomenti sviluppati sono questi. È calcio anche quello? Ha ragione, ma a me non interessano. Il mio modo di giocare mi ha portato a dei risultati, quindi cerco di portare avanti i miei punti di forza. Vado alla ricerca di giocatori e situazioni che possono aiutarmi a sviluppare il gioco che voglio fare.”

Vuole puntare su Koné la prossima stagione? Lo ritiene incedibile?
“Nel calcio moderno l’incedibile non esiste più da nessuna parte, forse nelle squadre top top top mondiali. La differenza la fa sempre l’aspetto economico. Di fronte a offerte irrinunciabili tutti, tolti pochissimi, sono rinunciabili. Ma queste offerte irrinunciabili sono pochissime e rarissime. Koné è un giocatore forte, mi piacerebbe averlo anche la prossima stagione. Spero continui a giocare per la Roma. Poi di fronte a un’offerta irrinunciabile forse ti può consentire di fare altre cose. Mi sembra un discorso che fila, e che vale per tutti”.

Raccogliamo testimonianze di un suo iper-attivismo nelle vicende extra-calcio. Cosa c’è di vero?
“In questo momento sto lavorando solo ed esclusivamente sulla squadra per vincere la partita di domani. Tutte le altre questioni saranno discusse con la società se sarò coinvolto. In questo momento la proprietà è impegnatissima, quando riterrà opportuno di poterlo fare accelererà su questo. Però la società si muove, probabilmente non è ancora il momento giusto.”

Questa Roma perché dovrebbe andare in Champions?
“La Roma potrebbe andare in Champions, ma la differenze è minima, lo meritano anche le altre. È sempre stata lì per tutto il campionato, a battagliare. A eliminazione sono andate via Lazio, Atalanta, Bologna, noi siamo rimaste lì e si gioca tutto sul filo di un punto. Per me è stata soddisfacente. Se andassimo in Champions sarebbe un risultato che ci darebbe grande soddisfazione.”

Confermerà l’undici titolare visto contro la Fiorentina o aggiungerà qualcosa davanti?
“La Roma sta facendo bene, siamo in un momento di fiducia. Ogni partita è diversa e incontriamo una squadra che ha fatto bene, si è tolta dalla lotta per non retrocedere. È una squadra tranquilla, ma abbiamo visto la scorsa settimana che il campionato italiano è diventato bello fino alla fine. Anche squadre che non hanno obiettivi chiari giocano al meglio. È molto positivo. Domani per vincere col Parma dovremo fare molto bene.”

Ha detto “se sarò coinvolto”. Ancora non è sicuro?
“Non soffermiamoci sulle parole, andiamo sul succo del discorso. Arriverà il momento in cui dovremo essere una squadra forte, in cui c’è convinzione da parte di tutti di quello che andremo a fare. Su questo non possiamo permetterci dubbi o incertezze.”

È soddisfatto di Soulé?
“Soulé ha fatto bene, poi ha avuto questo periodo molto lungo e sofferto di pubalgia. Questo gli ha lasciato qualche strascico che sta superando. Non è al meglio sicuramente dal punto di vista fisico, però il suo contributo è sempre molto importante. Leader tecnico? È un giocatore importante.”

Cuesta non ha vissuto le dinamiche di campo prima di diventare allenatore, che ne pesa?
“Ho avuto modo di conoscerlo l’estate scorsa. È un ragazzo molto preparato. Effettivamente ha saltato molti ostacoli ed è arrivato direttamente in alto. Alcuni devono fare una strada tortuosa, altri prendono la direttissima e lui è tra questi. A volte è più rischioso in questo modo, però lui ha dimostrato di acquisire sempre più fiducia. La sua squadra è solida e ha fatto risultati importanti. Ha salvato il Parma con diverse giocate d’anticipo. È stata una squadra concreta. Per un allenatore così giovane è un traguardo importante.”

Come stanno Angelino e Dybala?
“Dybala si sta allenando regolarmente da un paio di settimane, quindi sta migliorando. Non è tanto una condizione per lui, quanto di forza in quella gamba, di recuperare la forza di tiro. Angelino ha avuto una stagione inaspettata da parte di tutti, difficilissima. In questi ultimi giorni, per la. Prima volta stiamo vedendo il giocatore che è stato l’anno scorso, e questo ben sperare soprattutto per la prossima stagione. È un giocatore forte che purtroppo è mancato tutto l’anno.”

Le operazioni di Wesley e Bailey risultano intercediate da Pietro Scala, amico di Ryan Friedkin, che non ha un ruolo nella Roma ufficiale, ma di fatto. Questo rapporto particolare è la ragione per cui è stato l’intermediario?
“Sono la persona meno indicata per spiegarglielo. So parlare dell’aspetto tecnico. Sotto l’aspetto contrattuale io non partecipo mai alle trattative.”

Non conosce chi tutela questi giocatori?
“Posso anche conoscerli, alcuni più, alcuni meno. Per esempio non conosco il procuratore di Bailey. Non partecipo alla stesura dei contratti e neanche alla trattative. Non credo ci siano allenatori che possono aiutarla in questo senso.”

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APPROFONDIMENTI

Manna-Roma, Friedkin gli offre il triplo. Gasp, colloquio anche con D’Amico. Ma tutto resta in sospeso

Il ds della Roma è uno dei temi dominanti che il club dovrà risolvere quanto prima. Giovanni Manna e Toni D’Amico sembrano in quest’ordine, il primo nome e il secondo della lista dei desideri. Ma sono anche i più difficili da strappare rispettivamente a Napoli e Atalanta.

Gasperini ha avuto un colloquio, prima del match contro la Dea, con D’Amico. Uno scambio cordiale di idee, per comprendere anche le sue prospettive in vista della prossima stagione. Un solo anno di contratto e un rapporto non più idilliaco con la società. Su D’Amico pendono però due ombre: da una parte Percassi che lo lascerebbe andare solo se individuato il sostituto ideale (il sogno è Sartori); il Milan. Il club rossonero infatti punta come un anno fa a D’Amico per sostituire Tare.

L’altro nome come detto è Manna. Secondo il Tempo, all’attuale ds del Napoli che percepisce circa 350 mila euro, i Friedkin hanno offerto quasi il triplo, quindi una cifra intorno al milione di euro. Prospettive allettanti dunque di carattere sportivo e soprattutto economico, ma De Laurentiis non ha ancora preso una decisione e sicuramente la Roma rischia, nella migliore delle ipotesi, di dover attendere i tempi organizzativi del Napoli che potrebbe salutare Conte e accogliere Sarri.

Nei giorni scorsi nelle call tra Gasperini e la proprietà, la lista presentata alla società americana sul profilo del nuovo ds include anche i nomi di Pradè, Giuntoli e Paratici, idee però per il momento tenute in disparte da Friedkin che vorrebbe più un braccio operativo del mercato che un dirigente maximo dell’area sportiva (Giuntoli alla Juventus guadagnava quasi 3 milioni).

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Calciomercato

Gasp all’inglese: Friedkin vuole affidargli le chiavi sportive della Roma

Con l’addio di Ranieri, si avvicina la svolta interna alla Roma. A Gasperini i pieni poteri dell’area sportiva. Questa è l’idea di Dan Friedkin per dare seguito alle parole ben chiare espresse nel comunicato d’addio dell’ex Senior Advisor.

Come riferisce il Corriere dello Sport, la proprietà vuole investire Gasperini di un ruolo all’inglese, un manager a tutto tondo con il quale condividere la scelta del prossimo direttore sportivo, oltre alla ristrutturazione di staff medico e staff atletico. Di conseguenza anche le linee guida sul mercato sarebbero dettate dal tecnico.

Mentre Corbin Friedkin è a Trigoria, il fratello Ryan è in missione per incontrare diverse personalità, dirigenti e manager futuri. Ora serve l’accelerazione decisiva sulla programmazione.