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Wesley, ansia Roma. Gasp: “Caviglia molto gonfia”. Possibili esami nelle prossime ore

La Roma ha perso un altro protagonista nella serata di ieri a causa di un nuovo, sfortunato infortunio.

Il brasiliano Wesley, al momento del rigore conquistato a metà del secondo tempo, ha subito un duro intervento alla caviglia da parte di Amir Rrahmani.

L’arbitro Marco Colombo non ha avuto dubbi nell’assegnare il penalty, ma l’ex Flamengo — già non al meglio fin dall’inizio della gara — è stato costretto a lasciare il campo per un trauma contusivo-distorsivo all’articolazione del piede sinistro.

In seguito Gian Piero Gasperini ha parlato di una caviglia molto gonfia: resta la speranza che non ci siano lesioni. Oggi o al massimo domani ci saranno esami strumentali per verficiare le condizioni della caviglia.

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Malen tira 7 volte a partita: la svolta in attacco targata Gasp

Quando Raspadori ha tentennato e ‘non risposto‘ (Ranieri dixit) alla chiamata della Roma, a Trigoria c’è stata una svolta, ad oggi benedetta dai tifosi giallorossi.

Donyell Malen è un nome ‘suggerito’ da mister Gasperini alla società che ha condiviso subito il pensiero del tecnico. Attaccante di caratura internazionale, duttile, 27 anni, nazionale olandese, pronto nell’immediato a migliorare un reparto che dall’inizio della stagione ha palesi problemi d’efficacia sotto porta.

L’operazione è stata conclusa con celerità, evitando anche l’inserimento di altri club come il Napoli. E il sodalizio tra Gasperini e l’ex Aston Villa – che voleva fortemente tramutarsi in un numero nove classico – è sembrato da subito un vero e proprio matrimonio tecnico.

Non a caso lunedì, dopo la vittoria contro il Cagliari, Gasp si è preso sotto braccio l’attaccante complimentandosi con lui per la doppietta ma sottolineando anche che nella Roma potrà realmente esplodere. 3 reti in 4 partite, la media da qui a fine stagione se mantenuta chiamerebbe una doppia cifra abbondante. Tanta grazia per un attacco che finora aveva visto in Dovbyk e Ferguson due terminali a tratti spenti, sicuramente sfortunati ma sicuramente non pienamente centrati nel sistema gasperiniano.

Impressionante il dato dei tiri in porta: dal suo arrivo Malen ha tirato in porta quasi 7 volte di media a partita. Quando inquadra lo specchio mediamente fa gol, alcuni anche di pregevolissima fattura. Malen tira il triplo in media di Dovbyk e il doppio di Ferguson, sintomo che i suoi movimenti, le sue spaziature sull’esterno e la capacità di percepire in anticipo la giocata del compagno, lo mettono in condizione di battere a rete molto di più rispetto ai compagni di reparto.

Qualità da alimentare e perfezionare, visto che il ragazzo sembra avere ampi margini di miglioramento ancora.

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Zaragoza, sufficiente la prima. Gasp: “Ha qualità che ci servivano, ci aiuterà”

Bryan Zaragoza, ultimo dei quattro acquisti di gennaio della Roma, ha fatto ieri sera il suo esordio ufficiale in maglia giallorossa. Una mezz’ora scarsa tra luci e ombre, ma Gasperini dopo la partita ha ribadito la sua stima per il calciatore: “Ha caratteristiche giuste, un giocatore che non avevamo come caratteristiche. Se ha spazi diventa pericoloso, anche nello stretto può saltare l’uomo e creare scompiglio. Bisogna conoscerlo meglio e portarlo ad una buona condizione, non solo per entrare ma anche per farlo giocare da subito”.

I numeri confermano le sensazioni espresse dal tecnico giallorosso: lo spagnolo ha destrezza e capacità di gestire il pallone con qualità assoluta. Ha toccato ben 32 palloni nonostante il subentro nella ripresa, mettendo a segno 2 dribbling su 3 tentati, portando anche all’ammonizione di un avversario. Gasp lo ha schierato dapprima a sinistra nella sua posizione naturale, spostandolo poi sul fronte di destra, visto che a sua volta lo spagnolo aveva dovuto spendere un fallo condito da un giallo per evitare guai su Palestra.

Interessante il guizzo e la capacità di sgusciare via anche dai raddoppi. Certamente questa sua qualità nello stretto potrebbe diventare un fattore interessante nelle partite in cui la Roma dovesse faticare a sbloccare il risultato o si infrangesse contro linee di difesa molto serrate. Ha tentato anche la conclusione, con un paio di cross preciso sui 4 tentati. Interessante il dato dei 6 passaggi offensivi riusciti su 8: questo aspetto lo rende potenzialmente un rifinitore importante quando c’è da imbucare in profondità il pallone e favorire così i movimenti di Malen.

Sono stati giorni molto belli e positivi. In campo sono stato a mio agio, penso si sia visto. Sono stato aiutato dai compagni e dai tifosi. Ho trovato un gruppo molto buono e penso che possiamo fare grandi cose“, ha dichiarato lo spagnolo che ora dovrà integrarsi il prima possibile soprattutto nei meccanismi senza palla del Gasp.

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Malen gol e ora Gasp sorride: l’olandese ha già segnato quanto Dovbyk e Ferguson

Quell’abbraccio finale, il sorriso di Malen e le parole di Gasperini che se l’è portato sotto braccio fino a centrocampo. Il tecnico giallorosso non ha mai nascosto di stravedere per l’attaccante olandese, perchè ha nella testa la prospettiva e la speranza di ricreare quel binomio perfetto che ricalca le storie a lieto fine con i vari Milito, Borriello, Pavoletti, Matri, Muriel, Zapata e Retegui.

Gente che quando ha incontrato Gasperini sulla propria strada ha migliorato sensibilmente il proprio status in carriera, per gol, efficacia e relativi stipendi. Malen a 27 anni si sente centravanti, è il motivo per cui ha rotto il rapporto con Emery dopo appena un anno e ha scelto la Roma perchè ha trovato in Gasp l’alleato giusto per realizzare il suo desiderio.

E’ vero ha fatto e bene, soprattutto in Germania, da esterno offensivo, infatti determinati movimenti a spaziare sul fronte offensivo e a tagliare lateralmente sono figli di quel ruolo lì ricoperto decine di volte in carriera. Ma in area di rigore, nel nostro campionato, può diventare letale. In 4 partite Malen ha messo a segno 3 gol (in realtà 4 perchè uno è stato annullato per questione di centimetri) e ha già fatto le stesse reti di Dovbyk e Ferguson, entrambi con 3 sigilli nell’attuale campionato ma in 13 e 15 apparizioni.

Roba da stropicciarsi gli occhi, considerato che finora nel bignami di Malen si è vista una varietà di giocate di livello assoluto: aggressione alla profondità, dribbling e tiro secchi in area di rigore, spaziature costanti in diagonale e combinazioni con i compagni. “Dovremo cercare di servirlo sempre meglio, sfruttando la varietà delle sue giocate, ma sono straconvinto che possa fare tantissimi gol con la Roma”.

Dalle parole ai fatti servirà il campo, ma chi ben comincia è a metà dell’opera.

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Infermeria

Lesione di primo grado per Robinio Vaz: i tempi di recupero

Si ferma Robinio Vaz. L’attaccante francese ha rimediato una lesione di primo grado al soleo della gamba sinistra.

Il neo attaccante giallorosso ha accusato nel finale della sfida contro l’Udinese un problema muscolare e ieri ha saltato la seduta d’allenamento, alla ripresa dei lavori a Trigoria, dopo il giorno di riposo concesso da Gasperini.

Rimarrà fermo per due settimane.

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Interviste

Ranieri: “Contenti di Gasp, non dice mai parole fuori posto. Rapporto con Massara? Caratteri diversi ma siamo tutti uniti. Nessuna Champions imposta”

Claudio Ranieri ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue dichiarazioni:

“Noi non stiamo chiedendo di andare in Champions, anche se è la voglia di tutti quanti. Con la proprietà si è parlato di un programma triennale, dove l’allenatore ha chiesto un 15-16 giocatori che può far ruotare con in aggiunta dei giovani. Questo è il percorso che vorremmo fare, di almeno tre anni, ovviamente siamo la Roma quindi anche il prima possibile, ma credo che stiamo facendo molto bene, siamo molto contenti del lavoro del mister, di come gioca la squadra, siamo veramente contenti”

Le ultime dichiarazioni di Gasperini?
“Ha detto che quello che sappiamo dall’inizio, la voglia è quella di arrivare il più in alto possibile però stiamo costruendo. Sapete che avevamo detto che avremmo dovuto affrontare due mercati di difficoltà, sono sincero non credevo che si potesse arrivare a così tanti calciatori sia in estate che ora, questo è segno che Gasperini è stato molto bravo. Voleva Malen e lo abbiamo preso, voleva Zaragoza e lo abbiamo preso. Vaz? Lo abbiamo voluto noi tutti, perchè tutti i grandi club stanno investendo sui giovani, ma non a 20 milioni, che come spesa annua poi è inferiore a tanti altri calciatori, ma a 50-60-70 milioni. Noi non possiamo competere a queste cifre con Liverpool, PSG etc. Stiamo cercando anche noi di rintracciare dei ragazzi forti”

Il rapporto Gasperini-Massara e le loro tensioni? Può uscire una sintesi costruttiva?
“Non credo minino l’ambiente interno, non credo portino negatività. Sono due caratteri diversi, Gian Piero gli piace stare lì a martellare tutti, compreso Dio se diventasse ds della Roma, è la sua forza, è questo tipo di persona e di allenatore, che ti pungola, che ti tiene vivo, arriva la mattina e batte i pugni dicendo voglio questo o quell’altro. L’altro è una persona riflessiva, calma, incassa bene e cerca di fare il suo lavoro. Non dimentichiamocelo però, perchè lui è la società, lui sente l’allenatore ma soprattutto la società. Io sto nel mezzo”

Malen e Zaragoza?
“Sono due giocatori di livello, Malen è un giocatore di grande esperienza, nazionale olandese, l’altro ci mancava per caratteristiche. Malen anche ci mancava, si sa smarcare bene, si fa vedere, si muove, sa crearsi le occasioni anche da solo. Zaragoza dovrà capire ovviamente il gioco di Gasperini, ha sempre fatto l’ala molto esterna, ma sa saltare l’uomo, sia all’interno che all’esterno, rompe la marcatura, qualità che ci mancavano”

Dybala e Pellegrini, quale futuro?
“Per la sopravvivenza del club bisogna abbassare il monte stipendi, altrimenti non ce la facciamo con questo financial fair play. Non è che la proprietà non vuole, ma bisogna abbassarlo perchè ci sono dei parametri. In base a quello che dirà il campo, in base a quello che ci dirà il tecnico, in base alle loro richieste e alle nostre possibilità, se ci sarà un incontro si vedrà altrimenti ci si saluta”

I Friedkin quanto sono coinvolti nel futuro della Roma?
“Penso che il progetto sul nuovo stadio già lo dica ampiamente quanto siano coinvolti. Hanno preso un allenatore per tre anni, hanno chiesto allo stesso che vorrebbero tornare in Champions e restarci, puntando poi se possibile a vincere magari lo Scudetto. Questo è il loro modus operandi. Non si può dire all’allenatore ‘Bisogna andare in Champions’. Stiamo lavorando e crescendo. A fine anno dovremo vedere quanti giocatori formati ci saranno e che Gasp reputerà in grado di costituire il blocco di calciatori su cui costruire le fondamenta della Roma. Bisogna portare questo blocco a 15-16 pronti. Lo vorremmo fare il prima possibile, io pure sono un ex allenatore anche io li avrei voluti ieri, ma non tutto si può fare subito. Quando Gian Piero parla non dice una virgola fuori posto, quando i Friedkin me lo chiedono glielo dico anche a loro, ‘Gasperini ha ragione’, perchè è veramente un uomo di grande visione perchè dovremo avere tempo per arrivare alla sua visione. Siamo tutti uniti e intendo proprietà, dirigenti e allenatore per costruire una Roma forte e duratura, ma non si può fare tutto subito”

Totti?
“I Friedkin ci stanno pensando, mi auguro che Francesco possa essere realmente utile, perchè Francesco è una parte della Roma”

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Dybala punta il Cagliari e Gasp spera: le ultime

Paulo Dybala è diventato un giocatore fondamentale anche per Gasperini. Alla luce dei mancati acquisti in estate per completare l’attacco, l’allenatore pubblicamente e poi anche nelle scelte, ha dato la sensazione di essersi aggrappato come i suoi predecessori al talento dell’argentino, purtroppo condizionato dalle fragilità fisiche.

Fortunatamente l’ultimo stop è dovuto ad una lieve infiammazione post traumatica al ginocchio. Escluse le lesioni legamentose, la Joya ha saltato la gara di Udine e da oggi inizierà a svolgere un lavoro personalizzato che nelle speranze dello staff tecnico dovrebbe riportarlo in condizione di scendere in campo lunedì prossimo contro il Cagliari. Obiettivo non certo, ma fissato.

Gasp contro i sardi potrebbe dunque schierare il tridente Dybala-Zaragoza-Malen, che per caratteristiche rappresenta esattamente ciò che aveva immaginato in estate, con ogni calciatore – come profilo – al posto giusto, senza compromessi o forzature.

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Massara-Gasp, rapporto logoro: tutti i motivi della tensione

Non è un mistero e i diretti interessati non hanno fatto molto per nasconderlo, soprattutto dal lato di Gasperini. Il rapporto tra l’attuale allenatore giallorosso e il ds Massara è ormai logoro da tempo. Un feeling che non è mai scattato. Le tensioni che si sono manifestate nei giorni finali della campagna trasferimenti estiva sono riprese e aumentate, in termini di intensità, nel corso di quella invernale.

Gasp nel corso delle ultime settimane ha sottolineato a più riprese il suo disappunto. Per le tempistiche ritardate di alcune operazioni, per delle promesse non mantenute sui nomi tracciati e ben delineati in autunno, per alcune trattative sfumate e per aver visto ‘distogliere’ alcune preziose risorse da giocatori certi a investimenti su calciatori che nell’immediato non assicurano risultati.

Sapeva però anche in quale realtà fosse arrivato, conosceva perfettamente le difficoltà finanziarie del club sottese al rispetto di stringenti paletti imposti dall’UEFA ed era consapevole che queste finestre di mercato avrebbero portato ad una tortuosa costruzione.

Gli investimenti, in termini di spesa, ci sono comunque stati: da luglio un centinaio di milioni sul piatto più potenziali riscatti che accrescerebbero il valore della spesa, seppur diluita in più annualità, a circa 190 milioni di euro.

Ma Gasp smania dalla voglia di alzare subito il livello della squadra, probabilmente ingolosito dalle difficoltà avute da alcune big fino a questo momento e dall’opportunità di poter centrare la Champions al suo primo anno, volano fondamentale in termini di investimenti futuri.

Il direttore sportivo giallorosso Massara, scelto a giugno inoltrato per sostituire Ghisolfi, ha certamente delle attenuanti sul piano delle formule da poter sfruttare in sede di mercato, ma qualche dubbio oggettivamente sulla sua operatività resta. L’allenatore tra novembre e dicembre era stato chiarissimo: ‘servono tre pedine pronte, un terzino sinistro, un numero 11 e un numero 9‘. Lo sapeva il mondo del calcio e lo sapeva bene anche il duo Ranieri-Massara, che ha avuto necessità di un intervento forte della proprietà ad inizio gennaio quando la situazione sembrava in procinto di crollare.

Il silenzio assordante di Lecce, è stata una dinamo che ha fatto scattare il piano di crisi interna. La presenza di Ryan ha rassicurato l’allenatore e nei giorni successivi è arrivato il colpo Malen, ispirato però fortemente dal tecnico: Quando ho saputo dell’opzione Malen, l’ho comunicato al presidente e al direttore sportivo. Massara è stato rapido a chiudere un’operazione già impostato”. Di certo non parole al miele, come quelle spese due giorni fa sul tema dell’Under 23.

Ok l’ex Aston Villa e Zaragoza – calciatore che intriga l’allenatore per le qualità tecniche nello stretto e la rapidità d’esecuzione – ma Vaz e Venturino, che avranno comunque le loro chance come già visto nelle prime due uscite ufficiali dal loro sbarco in giallorosso, sono operazioni da mercato estivo non da gennaio. Gasp sa lavorare e bene con i giovani, ma la stagione sta per entrare nella sua fase decisiva, più infuocata e non si può sperimentare più nulla. Da qui la delusione di Udine.

Cosa resta? La necessità di trovare una sintesi tra queste due posizioni. Massara è un operativo, un uomo abituato a lavorare nell’ombra e a non esporsi. Gasperini è l’architrave tecnica su cui i Friedkin – ispirati da Ranieri – hanno deciso di costruire la nuova Roma.

Forse è arrivato il momento (eufemismo…) che la proprietà chiarisca le posizioni all’interno di Trigoria, magari immaginando di inserire nell’organigramma una figura autorevole ed esperta che possa coordinare e indirizzare il lavoro quotidiano oltre alle inevitabili strategie future. Ruolo che evidentemente Ranieri non può ricoprire, poiché inquadrato da mero consulente del proprietario. Quel solito faccio/non faccio, dico/non dico tipico dei Friedkin che però ha generato in questi anni frizioni similari tra figure diverse da quelle attuali. Il rischio concreto è che se non si interverrà in questo senso, a giugno uno tra Ds e Allenatore non sia più nell’organigramma giallorosso.

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La Roma a febbraio respira: come il Milan, avrà la possibilità di allenarsi di più. Il dato delle big

Con la sfida di stasera a Udine, la Roma terminerà un tour de force incredibile di partite. Da metà dicembre quando la società giallorossa ha salutato per la Coppa d’Africa Ndicka e El Aynaoui, ha di fatto giocato sempre ogni tre giorni al pari delle big impegnate nelle coppe europee, con una media tra i 5 e i 10 assenti a partita.

I giallorossi hanno disputato 11 partite in 43 giorni.

A febbraio la situazione, almeno in termini di impegni numerici, migliorerà sensibilmente. Grazie alla qualificazione agli ottavi di finale di Europa League, la squadra di Gasperini giocherà di fatto una volta a settimana e potrà certamente lavorare meglio, perfezionando alcuni aspetti della preparazione atletica e tecnico-tattica.

Sky Sport ieri sera ha stilato una statistica molto interessante che coinvolge i giallorossi: Roma e Milan (mai impegnata nelle coppe europee) avranno la possibilità di svolgere 16 allenamenti veri (non rifiniture o scarichi) su 28 giorni. Poi il Napoli – uscito dalla Champions – 14.

Molto più basso il dato per Juventus e Inter, che avranno a disposizione solo 7 allenamenti veri in un mese. Per Gasperini non sarebbe stato un dramma giocare due partite in più d’Europa League: “perchè cresciamo solo giocando, alimentando così le rotazioni e stimolando l’evoluzione di alcuni giocatori”. Un dato verissimo che però si può compensare con la possibilità di fare addestramento, inserendo così i nuovi acquisti e magari diminuendo la percentuale di infortuni.

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Le Voci di Retesport

Pugliese a RS: “Sulemana solo un’idea, operazione improbabile. Il mercato potrebbe finire anche così…”

La Roma continua a lavorare sul mercato per trovare le soluzioni utili al fine di regalare a Gasperini un rinforzo in attacco. L’opzione A resta al momento Carrasco come raccontato da Andrea Pugliese (in collegamento da Atene) questa mattina a Retesport, nelle scorse ore dalla dirigenza romanista filtrava un certo pessimismo: “E’ ormai acclarato che il calciatore voglia venire e stia facendo di tutto per volare nella capitale entro la fine del mercato, ma l’operazione resta bloccata. Tra l’altro posso dirvi che in seno alla dirigenza romanista c’è anche un po’ di preoccupazione legata agli intermediari della trattativa, ritenuti non del tutto affidabili. L’Al-Shabab conosce le condizioni della Roma che non cambierà prospettiva. Se da qui a fine mercato gli arabi dovessero cambiare idea allora il belga verrà a Roma altrimenti si rischia di rimanere così”.

Dunque un mercato che in questo finale potrebbe regalare un’amarezza in più a Gian Piero Gasperini che attende da 8 mesi l’acquisto sull’out di sinistra: “Il mister con la società è stato chiaro sin dalla scorsa estate, è del tutto evidente che Vaz e Venturino siano opzioni futuribili, ma nell’immediato rischiano di non poterti dare tanto. Ieri ci spiegavano che l’intenzione ad oggi è di inserire in Lista UEFA i due giovani e Malen, per farlo – salvo altri acquisti – sicuramente saranno rimossi Bailey e Dovbyk, ma servirà un’esclusione eccellente”.

Infine il capitolo Sulemana. Nella serata di ieri Sky Sport ha rilanciato l’indiscrezione dell’interesse della Roma per l’attaccante ghanese: “Un sondaggio effettivamente c’è stato – afferma ai nostri microfoni Pugliese – ma da verifiche effettuate dieci minuti fa posso affermare con ragionevole certezza che si tratta di un’opzione altamente improbabile, per le condizioni e gli eventuali costi che l’Atalanta potrebbe richiedere. Lo hanno pagato 17 milioni e non hanno intenzione di regalarlo alla Roma”.