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Interviste

Gasp: “Gli alibi nelle mie squadre non esistono. Si perde solo quando si molla”

Gian Piero Gasperini nelle scorse ore è stato protagonista di una conferenza stampa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove è stato accolto da tantissimi studenti tra curiosità, sorrisi e a tratti ovazione.

Come quella riservata al tecnico giallorosso quando ha detto: “Io vi consiglio il coraggio, di avere fiducia e soprattutto Daje, Daje”, strillando tra gli applausi la nota espressione romana. Gasp si sente sempre più parte integrante di questa città, ha compreso il sentimento del tifoso romanista e sta imparando a cavalcarlo.

 
 
 
 
 
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«Perché ho scelto di venire alla Roma – ha detto ieri, professore per un giorno durante l’evento “Il Coraggio di Sbagliare” –? Perché mi dicevano che Roma era una piazza difficile e io voglio le cose difficili. Se fai bene qui hai una gratificazione più alta. Il livello di rischio è il più alto, per questo ho deciso di venire qui anziché accettare altre squadre. Questo mi ha mosso a scegliere la Roma. Si vive di sfide e quando uscirà da questa sfida saprò di aver dato il massimo. Questo vale più di tutto».

«Perchè i calciatori con me fanno bene? Forse prima di andare al Genoa, all’Atalanta o alla Roma non avevano trovato delle squadre che li aiutassero o li facessero sentire importanti. Essere nella Roma oggi deve essere qualcosa che ti dà grande coraggio, non possiamo permetterci di avere timore. Una cosa è fondamentale: io nelle mie squadre chiedo sempre di eliminare la cultura degli alibi. Sì, a volte piove, fa caldo o l’arbitro sbaglia. Ma poi cancelli tutto, togli gli alibi e riparti da te stesso».

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NEWS

‘Svilar e Malen gli intoccabili’: la confidenza di Gasp a Totti

Una cena per conoscersi meglio e chissà, gettare anche le basi di una prossima collaborazione. Francesco Totti e Gian Piero Gasperini come noto, due sere fa si sono incontrati in un noto ristorante del centro alla presenza anche del ‘mediatore’ Vincent Candela.

Prospettive, valutazioni sul lavoro svolto fin qui, necessità future. Per Gasp Totti deve essere il totem attorno a cui costruire l’identità della squadra, l’uomo che parla con i senatori e indirizza i giovani. Quello che tiene le redini dello spogliatoio. Sempre accanto al tecnico.

Come scrive la Repubblica, nel corso della cena sono arrivate indicazioni chiare da parte di Gasperini: se ci sono due calciatori su cui costruire la prossima Roma – sperando di giocare in Champions League – quelli sono Svilar e Malen. Intoccabili. Un messaggio da recapitare ai Friedkin, avvertiti della cena dallo stesso allenatore. 

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APPROFONDIMENTI

Roma, Gasp sa come si fa: negli ultimi 9 anni solo una volta ha peggiorato la sua classifica dopo la 27° giornata

Gian Piero Gasperini ieri sera ha predicato calma e fiducia. Evidentemente nonostante il cocente e beffardo pareggio subito dai bianconeri, ha notato diversi spunti di crescita importanti e non ha voluto comunque nascondere la sua soddisfazione per il livello di prestazione complessivo offerta dalla sua squadra.

C’è un dato interessante che conforta forse le speranze del tecnico giallorosso.

Nei nove anni atalantini, dunque corrispondenti di fatto all’ultima decade di Serie A, solo in una occasione (la stagione 21-22′) ha peggiorato il piazzamento in classifica maturato alla 27° giornata. In otto occasioni dunque ha sempre centrato l’obiettivo maturato a undici giornate dal termine.

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Interviste

L’appello di Gasp: “Animo, siamo ancora davanti e in piena corsa Champions” – VIDEO

Delusione sì, ma non rassegnazione. Gian Piero Gasperini ieri a cominciare dai primi interventi in TV per poi finire e tracimare, in positivo, nel corso della conferenza stampa post partita, ha voluto tenere alto l’animo dell’ambiente giallorosso dopo la rimonta beffarda subita dalla Roma contro i bianconeri di Spalletti.

“Voglio essere chiaro, a caricarmi di energia negativa faccio fatica. È chiaro che ci dispiace non aver vinto questa partita quando a un minuto e mezzo dalla fine fai un bel passo avanti, però porca miseria, animo. Loro hanno esultato come se avessero vinto, noi non dobbiamo andare in depressione. Ci sono 11 partite, non la risolvi due mesi prima, te la devi giocare fino alla fine. Ma è da sempre così. Non vai in depressione perché hai preso due gol così, alla fine il pareggio prima della partita è un buon risultato, dopo questa prestazione è certo che ti dispiace. Però dai, forza, una squadra che gioca così, un po’ di soddisfazione anche! Di là esultano e qua siamo depressi? Siamo 4 punti avanti e abbiamo già chiuso il campionato?”

 
 
 
 
 
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APPROFONDIMENTI

Roma, attacco ‘Malen-centrico’: Gasp studia varie formule per la Juve

La Roma continua a preparare tra le mura di Trigoria la super sfida di domenica sera, che potrebbe definire realmente i contorni della rincorsa Champions dei giallorossi e dei bianconeri.

La formazione di Gasperini a +4 su quella di Spalletti, può indubbiamente sfruttare il vantaggio di aver avuto un’intera settimana a disposizione per definire ogni minimo dettaglio della gara di domenica nella quale il tecnico di Grugliasco quasi certamente, si ripresenterà con lo schieramento canonico.

3-4-2-1 con Svilar tra i pali e la linea difensiva dove Ghilardi sarà confermato al fianco di Mancini e Ndicka. Sugli esterni Celik e Wesley, mentre in mezzo al campo Konè-Cristante. Davanti gli unici veri dubbi.

L’attacco della Roma ruota intorno a Malen che dopo aver sfiorato il gol contro il Milan ma averne trovati ben due contro il Napoli, vuole replicare anche nella sfida di domenica sera. Chi giocherà ai suoi lati o comunque alle sue spalle? Pellegrini-Zaragoza è stata la coppia di partenza delle ultime due gare ufficiali, ma per motivi diversi non ha convinto in pieno.

Venturino può essere la sorpresa a destra, ma occhio sempre al possibile recupero in extremis di Soulè. Un’altra opzione ventilata in queste ore è quella di un centrocampista vero in più dall’inizio. Pellegrini dunque partirebbe dalla panchina, con l’inserimento di Pisilli o El Aynaoui in mediana e lo slittamento di Cristante più alto.

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Tifosi

Tra scaramanzia e ovazione: ecco la ‘Gasp Dance’ – VIDEO

Gian Piero Gasperini è sempre più amato dal pubblico giallorosso. Non solo per i risultati finora ottimi raccolti tra campionato e Europa League, ma anche per qualche siparietto fuori e dentro il campo che lo sta rendendo virale sui social.

Nei giorni scorsi erano apparse su X, ma anche tik tok e Instagram le immagini di una stravagante danza accennata dal mister prima del rientro nel sottopassaggio dell’Olimpico.

Ieri sera dopo la vittoria sulla Cremonese, il tecnico giallorosso ha replicato il medesimo saluto al pubblico presente in Monte Mario. Scaramanzia o un semplice gioco? Lo scopriremo presto…

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Le Voci di Retesport

Petruzzi a RS: “Vittoria targata Gasp. Venturino meglio di Zaragoza”

Fabio Petruzzi ha commentato così ai microfoni di Retesport la vittoria della Roma sulla Cremonese:

“Venturino bene bene, nella ripresa si è vista una Roma completamente diversa, complice i cambiamenti tattici e le sostituzioni fatte da Gasperini. Vittoria meritata, perchè alla fine i giallorossi hanno costruito tante palle gol. Zaragoza? A me non sembra l’esterno tipico del calcio gasperiniano, vuole tanto la palla sui piedi, non calcia quasi mai, sinceramente non mi convince al contrario del ragazzino arrivato dal Genoa: destro, sinistro, calcia in porta, è sfrontato, salta l’uomo”.

“Roma-Juve? Mi preoccupa paradossalmente il momento negativo dei bianconeri. Storicamente sono capaci di ritrovare risorse insospettabili in queste fasi delicate”, ha proseguito l’ex centrale giallorosso.

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Esclusive

Esclusiva RS, Tempestilli: “Champions fondamentale per la Roma. Totti? Spero torni in un ruolo operativo. Non rinuncerei a Pellegrini”

Tonino Tempestilli, ex difensore e dirigente della Roma, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Retesport. Ecco le sue dichiarazioni:
“Siamo in un momento fondamentale della stagione, dove è normale fare delle scelte e guardare con più attenzione alla classifica. Sappiamo che per la Roma, la qualificazione in Champions, è un passaggio necessario per motivi finanziari e contestualmente per poter investire maggiormente sul rafforzamento della rosa. Gasperini sta facendo un lavoro importante”

Su alcuni protagonisti dell’attuale Roma, Tempestilli ha aggiunto: “Conosco bene Ricky Massara, è un dirigente serio e competente. A mio avviso ha rintracciato sul mercato profili di livello, alcuni giovani ma interessanti che stanno emergendo come Ghilardi e Ziolkowski. Penso che bisogna dargli il tempo per svolgere al meglio il suo lavoro in un contesto complessivo di crescita del club”.

Sul possibile ritorno di Totti ha aggiunto: “La Roma è esistita anche senza Totti ovviamente come chiunque altro, ma Francesco rappresenta tantissimo per il club, per la sua immagine internazionale e per la sua storia. E’ ovvio che sarei felice di un suo ritorno in giallorosso, nelle vesti di dirigente ma dovrà essere la famiglia Friedkin a chiarire esattamente in quale ruolo. Penso che abbia le qualità e le conoscenze per svolgere un ruolo operativo, ma è chiaro che in quel caso dovrà assumersi anche lui le responsabilità, dedicandosi h24 alla Roma e alla vita della società”.

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APPROFONDIMENTI

Roma, 113 assenze per infortunio da inizio anno ma il 58% sono di Angelino, Dovbyk e Bailey

Da metà dicembre l’infermeria della Roma ha visto un’impennata di presenze che, sommate alla Coppa d’Africa, hanno costretto Gasperini ad affrontare ogni gara con una media variabile da 5 a 10 assenti. Ultimo esempio Napoli: alla vigilia si pensava che soprattutto in attacco con i ritorni di Soulè e Dybala, la situazione potesse sensibilmente migliorare, invece tutto il contrario.

Paulo ha saltato la sfida, Mati ha giocato il secondo tempo ma evidentemente condizionato. Aggiunti ai due argentini le assenze di Hermoso, Konè, Dovbyk, Ferguson ed El Shaarawy. Contro la Cremonese rientreranno il centrocampista francese e il difensore spagnolo, con la speranza che anche Dybala torni almeno in panchina.

Come riferito dal Corriere dello Sport, tra campionato, Coppa Italia ed Europa League, le gare saltate finora dai giocatori della Roma per infortunio sono 113.

La graduatoria degli indisponibili resta guidata da Angeliño, fermo a 19 assenze stagionali. Lo spagnolo è in recupero e viene ormai convocato con continuità da Gasperini, anche se non scende in campo dalla breve apparizione dell’11 dicembre a Glasgow in Europa League.

Alle sue spalle c’è ancora Bailey, out 17 volte per tre differenti infortuni: il giamaicano verrà raggiunto da Dovbyk (16 partite saltate) domenica contro la Cremonese, mentre Ferguson è destinato con ogni probabilità a superare Dybala — attualmente entrambi fermi a 11 — dato che Paulo dovrebbe tornare a disposizione già nel prossimo incontro.

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APPROFONDIMENTI

I movimenti di Malen e la ‘falsa’ teoria degli scarsi rifornimenti

Donyell Malen è l’anello di congiunzione tra le idee offensive di Gasperini e la pragmatica realizzazione sul campo. La sinergia tecnica tra l’allenatore e il centravanti è tutta racchiusa nella candida ammissione del mister dopo Napoli-Roma: “Se lo avessimo avuto dall’inizio della stagione avremmo qualche punto in più in classifica”.

D’altronde GPG è uomo del fare ma per costruire ha bisogno della materia prima. Dovbyk (definito a luglio ‘uno strumento difettoso’) e Ferguson appiedato da una caviglia cronicamente malata, non riuscivano comunque neanche nel loro miglior momento di forma a tramutare sul campo le richieste tattiche dell’allenatore. Gasp ha bisogno per sua natura di un uomo che sfoghi nella profondità l’enorme mole gioco che le sue squadre tendenzialmente creano in quasi tutte le partite. Una manovra fatta di pressing, costruzione, aggiramento della difesa avversaria.

Quante volte la palla imbucata centralmente addosso all’ucraino è rimasta lettera morta; quante volte invece i tentativi di movimento di Ferguson si sono scontrati con un’intermittenza cronica del ragazzo. Il calcio è dei calciatori, lo fanno i calciatori, gli allenatori indirizzano, studiano, creano ma la resa dipende dai musicisti che interpretano lo spartito nei 90 minuti.

Malen finora è stato uno strumento musicale perfetto: tempi di aggressione eccezionali, capacità di associarsi a tutti i componenti dell’attacco che hanno girato intorno a lui, fisicità ed esplosività nei primi passi quando c’è da mettersi in proprio e fare a sportellate con l’avversario (chiedere ai vari Dossena, Rrhamani e Coco per citarne solo alcuni).

Non a caso i gol segnati, a parte il rigore, sono arrivati tutti da assist diversi e tutti da calciatori differenti. Ma come? Qualcuno ha avuto l’ardire di sostenere che la Roma non producesse un calcio offensivo tipicamente gasperiniano. Che i centravanti fossero riforniti male. Donyell ha spento sul nascere queste false teorie, quasi eretiche se sovrapposte alle consuetudini ultra trentennali del Gasp.

Dybala è stato il primo a connettersi sulle frequenze dell’olandese e a Torino ne ha sfornati due con altrettanti realizzazioni poi dimezzate ad una dal VAR; contro il Cagliari prima Mancini con una palla profonda e centrale che Malen ha raccolto, condotto e accarezzato con un pallonetto dolcissimo; poi è stato il turno di Celik che dopo un’azione vigorosa ha scagliato in orizzontale per l’olandese. Qualcuno direbbe gioco facilissimo ma guardate il movimento che fa l’ex Aston Villa: dapprima alle spalle dei due centrali appostati tra dischetto e linea dell’area, contro-movimento e aggressione dello spazio sul primo palo. Il gol è una consuguenza facile.

Infine c’è stata Napoli dove per tutto il primo tempo, Malen ha tenuto in ansia il trio Beukema, Buongiorno, Rrahmani. Al 7′ tutto in verticale da Pisilli a Mancini, che pesca Zaragoza nello spazio profondo, lo spagnolo controlla e imbuca in area, Malen da rapace dell’area di rigore l’ha piazzata alle spalle di Milinkovic-Savic, bruciato sul tempo.

E pensare che Emery non lo considerava nel ruolo del centravanti. Decisione benedetta.