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Roma, spunta Antonello come nuovo Ad: i dettagli

La Roma è sempre a caccia del nuovo amministratore delegato e secondo le ultime indiscrezioni di stampa, riferite da due quotidiani questa mattina (Corriere della Sera e Corriere dello Sport), il nome in cima alla lista in queste ultime ore sarebbe quello di Antonello, attuale ad dell’Inter.

Il profilo

Laureato in Economia e Finanza all’università di Bergamo, è entrato nel mondo dello sport nel 2011 come direttore finanziario di Puma Italia. Con lo stesso incarico è stato ingaggiato dall’Inter nel 2015, scalando posizioni nel corso degli anni. 

L’ECA come punto di contatto

Come era avvenuto per Lina Souloukou, la probabile anzi quasi certa conoscenza diretta tra Friedkin e Alessandro Antonello è avvenuta nel corso delle riunioni dell’ECA.

Antonello molto vicino alla linea politica del presidente Nasser Al-Khelaifi, numero 1 del Psg, che i proprietari della Roma appoggiano sin dai primi giorni dell’acquisizione del club.

Nell’Inter ha la stessa qualifica, Ceo, ma si occupa esclusivamente dell’area corporate, cioè il recinto finanziario dell’azienda. Con l’avvento del fondo Oaktree sembra aver perso potere e, di fronte alla chiamata della Roma che gli offrirebbe un ruolo di comando più ampio, potrebbe anche cambiare squadra.

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APPROFONDIMENTI

Inter, un punto debole c’è: nerazzurri più perforabili rispetto ad un anno fa

Roma-Inter sulla carta appare ovviamente una gara proibitiva. Non tanto per la distanza numerica in classifica (14 punti i nerazzurri, 10 i giallorossi) quanto per il valore delle due rose, l’abitudine dei nerazzurri che lavorano con Inzaghi da tre anni rispetto alla recentissima esperienza di Juric (5 gettoni sulla panchina romanista) e i differenti momenti.

Ma il calcio è strano e regala spesso storie incredibili, soprattutto se ridotto tutto a 90 minuti che spesso sono condizionati da mille variabili imponderabili.

L’Inter è fortissima, ha due rose, ma ha anche dei punti deboli. In questo primo scorcio di stagione la formazione nerazzurra ha palesato qualche scricchiolio di troppo in fase difensiva e la conferma arriva dai numeri.

L’Inter lo scorso anno ha subito 22 reti stagionali in campionato, quest’anno ne ha già incassate 9 di cui ben 5 negli ultimi 15 minuti. Non hanno influito tutte sul risultato finale (ad esempio il gol preso a Udine sul 3-1 o le reti prese in casa col Torino), ma in alcuni casi sì: il derby col Milan con il sigillo di Gabbia nel finale e quella di Messias su rigore a Genova nella prima giornata.

Insomma la formazione guidata da capitan Lautaro Martinez, appare oggi più perforabile rispetto ad un anno fa, nonostante sia riuscita però a tenere immolata la propria porta in Champions contro Slavia Praga e soprattutto Manchester City fuori casa, al cospetto di Halland e company.

Una speranza in più per i tifosi romanisti ma anche un dato che sicuramente Juric starà analizzando da giorni con il suo staff, immaginando magari delle strategie di gara diverse per provare a sorprendere il suo collega nerazzurro.

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Tifosi

Roma, con Inter e Dinamo Kiev ancora sold out lontano

La Roma affronterà due match consecutivi all’Olimpico al ritorno dalla sosta per le Nazionali.

C’è ancora spazio in termini di tagliandi per le due sfide. Come appreso dalla biglietteria giallorossa ad oggi sono previsti 62 mila spettatori per la sfida contro l’Inter, mentre il dato per la gara con la Dinamo Kiev è ancora ‘relativamente’ basso rispetto agli anni passati: previsti al momento 54 mila spettatori.

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Interviste

Acerbi: “Mai stato razzista. In questa vicenda abbiamo perso tutti”

Francesco Acerbi, difensore dell’Inter, ha parlato ai microfoni de il Corriere della Sera dopo il caso del presunto insulto razzista a Jesus che ha portato ad un’inchiesta della Procura Federale e ad una susseguente assoluzione del Giudice Sportivo per ‘carenza di prove certe’.

«Sono triste e dispiaciuto: è una vicenda in cui abbiamo perso tutti. Quando sono stato assolto, ho visto le persone attorno a me reagire come se fossi uscito dopo dieci anni di galera, molto contente di es-sere venute fuori da una situazione del genere: sono state giornate molto pesanti» 

Lei che ha avuto un cancro e una recidiva si è mai sentito discriminato?

«Certo, per questo ritengo che se uno sbaglia è giusto che paghi, come io ho pagato la multa quando ho mostrato il dito medio ai tifosi della Roma che mi urlavano “devi morire. In migliaia lo gridavano a me, che sono guarito due volte da un tumore e che sono testimonia) dell’Airc». 

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Esclusive

Esclusiva RS -Stramaccioni: “Mentalità, empatia e giocatori nel loro ruolo: impatto profondo di De Rossi, ora la Roma se la gioca con tutti”

Andrea Stramaccioni, ex tecnico delle giovanili della Roma tra le altre e attuale commentatore sportivo di DAZN, è intervenuto ai microfoni di Retesport. Ecco le sue dichiarazioni:

Cosa è cambiato da Mourinho a De Rossi nella Roma?
“Sono due modi diversi di approcciare lo spogliatoio e di allenare, non ce n’è uno migliore o peggiore, sarebbe sbagliato dirlo. Mourinho ha un suo modo unico di allenare, Daniele ovviamente mi ha stupito. Ho un grande rapporto di amicizia con lui, ma nessuno poteva immaginare che avesse un impatto così profondo nella Roma, è entrato nelle teste dei giocatori, mentalmente, tatticamente sta facendo un lavoro sorprendente. I tanti giocatori che lo abbracciano, da Dybala a Pellegrini, da Lukaku ad altri, sono un segnale: queste cose nel calcio non si comprano, in poche settimane è riuscito ad impostare un rapporto sul piano dell’empatia incredibile. E’ il termometro di qualcosa che non si allena, ma nasce dal rapporto umano. C’è un atteggiamento diverso di De Rossi rispetto a Mourinho, poi chiaramente i risultati importanti aiutano ma anche quando la Roma non ha giocato grandissime partite come a Firenze, De Rossi c’ha sempre messo la faccia. Mi piace che spieghi sempre da dove nascono certe idee tattiche poi Daniele ora è a casa sua, è a Trigoria, allena alcuni calciatori di cui è stato compagno, leader ma anche allenatore da assistente in Nazionale. Mi capita di vedere delle immagini che arrivano da Trigoria, che raccontano di un rapporto molto diretto, molto genuino tra De Rossi e i ragazzi. La sensazione che dà la sua Roma è che oggi se la può giocare con chiunque a viso aperto, prima l’impostazione era diversa, magari si andava in campo difficili come San Siro e si pensava prima a difendere per ripartire”

Lukaku che momento sta attraversando?
“Forse Romelu è l’unico tassello ancora da sviluppare con questo sistema di gioco. Certe volte ci siamo chiesti perchè Lukaku abbia reso meno in alcune squadre in Premier rispetto a ciò che ha mostrato in Italia. Nel 4-3-3, per il centravanti è un sistema di gioco particolare, che lo costringe forse a tratti un po’ a snaturarsi, perchè deve lavorare molto per gli altri, spalle alla porta, ed è una cosa che lui non ama mentre nell’Inter di Conte e nella prima Roma giocava con un’altra punta vicina, con Lautaro che spesso lavorava per lui, aggredendo la profondità e prendendosi i suoi spazi. Adesso deve cambiare e adattarsi, quando ha giocato così al Chelsea ha fatto fatica. Si sta applicando molto, sicuramente l’evoluzione della posizione di Dybala lo aiuta, meno Paulo gioca esterno e più lo aiuta”

In quali particolari De Rossi ha inciso di più?
“Tante piccole cose, ma ce ne sono due in particolare: la prima è che non hai molto tempo per allenare, per addestrare, giocando poi ogni tre giorni, è stato bravissimo a rimettere tutti i calciatori nel loro contenitore ideale, nel ruolo giusto. Penso a Paredes regista, play in un centrocampo a tre, Pellegrini mezzala tecnica, libera di spaziare e andarsi a prendere la posizione giusta, ma anche El Shaarawy che faceva bene quasi sempre solo quando subentrava, piuttosto che Spinazzola che rimesso a fare il terzino con un uomo davanti a cui sovrapporsi, sta tornando ai livelli dell’Europeo. Il secondo elemento l’ho capito da una battuta che mi fece tra Verona e Salernitana in una nostra chiacchierata: parlando della Salernitana e di alcune difficoltà che all’epoca quella squadra poteva opporre ai giallorossi. Alla fine di questa bella conversazione mi ha detto “Oh poi noi siamo la Roma, dobbiamo andare lì e vincere”. Ecco la mentalità, la voglia di risentirsi forti. Questo è un aspetto fondamentale”.

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Interviste

De Rossi: “Inter la più forte ma lo siamo anche noi e vogliamo batterli. Sanches e Smalling quasi pronti”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di mister De Rossi alla vigilia di Roma-Inter:

Come state preparando questa partita?
“Col coraggio che devono avere i giocatori forti, noi siamo pieni di giocatori forti. Coraggio, intelligenza, conoscenza di chi andiamo ad affrontare. Qualsiasi squadra del mondo è battibile, lo è anche l’Inter che sicuramente è la più forte in Italia. Si alza il livello delle contendenti dal mio arrivo, cambia la metodologia di preparazione alla gara, affrontiamo una squadra abituata a tenere la palla e dominare il gioco. Ma ci sono momenti in cui possono soffrire, momenti in cui potremo dire la nostra. Siamo consapevoli di essere una squadra forte e di poter fare una grande partita”

Martedì scorso in occasione dei funerali di Losi, al di là dei contatti che ha avuto con la famiglia di Losi, cosa è successo nella Roma?
“Io parlo per conto mio, io non ho chiesto data e luogo, la partita del giorno prima, il post partita, mi dispiace molto non esser andato a salutarlo, è un errore, anche se non l’ho commesso in mala fede. E’ una questione di rapporti tra me e lui, c’era un grande rapporto, il figlio è come il padre, sa che tipo di rapporto c’era. Distrazione grave, ma mi dispiace non esser andato. Ho letto qualche ricostruzione un po’ così, non ero impegnato, non avevo cose particolari da fare, mi dispiace perchè ho letto il post del funerale e sono stato disattento, ho chiesto scusa e credo debba finire lì”

Lukaku e questa sfida?
“Cerco di distinguere l’aspetto emotivo da quello calcistico, qui devo parlare alla testa, al cuore e al calciatore tecnicamente. A me basterebbe facesse la partita che ha fatto col Cagliari, ha tenuto posizione, ha allungato la loro difesa, ha tirato in porta 5-6 volte se lo fa tutte le partite farà tanto. Poi è normale l’emozione un po’ c’è quando affronti una tua ex squadra, in generale ci sta di non essere sempre al top”

Continua a definire la Roma forte, tra le sue caratteristiche fa una fatica maledetta nei big match, ha perso 6 partite su 9 contro le grandi. Da cosa dipende secondo lei?
“La casualità non esiste nel calcio, però non voglio commentare scontri diretti che ho solo visto da tifoso, ci sono dei numeri che parlano ed esistono, vediamo come andrà domani e poi potrò fare una valutazione. Ci sta di perdere contro le big, ma a rotazione anche di vincere. A volte in campo ci sono livelli che parlano, l’Inter è tanto forte, così il Milan e la Juve sta tornando lì. Io sto facendo un lavoro per riportare la Roma a credere di poter vincere queste partite, tornare a quella dimensione lì dove anche quando giocavo io vincevamo spesso contro le big. Problema mentale? Parliamo di gente che ha vinto chi l’Europeo, chi un Mondiale, chi ha vinto altre competizioni internazionali. Cercheremo di far sì che questo braccio di ferro spinga dalla parte nostra, ma nella testa i giocatori non credo abbiano problemi particolari altrimenti non avrebbero fatto la carriera che hanno fatto”

Ha un ricordo particolare delle sue sfide contro l’Inter?
“Ci sono stati tanti anni in cui ci siamo divisi e battuti per lo scudetto e le coppe nazionali, a parte tre titoli hanno sempre vinto loro e quindi sono stati più bravi. Era una sfida sentita, bella calda, tra giocatori c’è sempre stato rispetto. Mi dispiace non poter tornare a San Siro da allenatore perchè a parte l’Olimpico, è lo stadio in Italia più emozionante. Penso sarà una sfida bella come nel 2008-2010, l’obiettivo è tornare a giocarla non con 20 punti di distacco”

Quanto può cambiare il ritorno di Smalling? Quanto può avere nelle gambe Sanches in termini di minutaggio?
“E’ fondamentale come gli altri, tutti quanti saranno utili viste le tante partite che abbiamo davanti. Stanno diminuendo la distanza fisica con i compagni, si allenano e al termine fanno ulteriore supplemento fisico, la testa sta tornando, così come il fisico. Quello che vedo mi piace e sono convinto che saranno importanti”

El Shaarawy subito titolare con te, una tua valutazione?
“Uno dei compiti più difficili prima di queste partite contro una squadra che la classifica dice che sta facendo meglio di te, è quello di tenere bene a mente il rispetto sì, ma anche avere un po’ di spavalderia. L’eccesso di rispetto porta paura e così perdi le partite. Servirà intelligenza, capacità di comprendere i momenti. Sappiamo che soffriremo e ci potranno schiacciare, questa consapevolezza vale 10-15 minuti, se poi diventa 40 minuti significa consegnargli la vittoria. Noi possiamo vincere, il Sassuolo ha battuto l’Inter, sul lungo del campionato non siamo in grado di tenere il loro passo, ma nella gara singola possiamo farli soffrire e portare a casa i tre punti. Stephan, lo conosco da tantissimi anni, sta avendo un’evoluzione mentale importante, una volta era troppo buono, morbido forse leggerino, mi arrabbiavo con lui in campo, adesso è giocatore vero, come approccio, come mentalità, quando lo vedevo da fuori entrare faceva sempre la differenza. Mi piace lui e Zalewski che sta facendo bene, punto anche su di lui e sono i due giocatori che possono giocare alti a sinistra, sono contento di questa coppia. In questo momento sto premiando Stephan che ci sta dando qualcosa in più. Se ti dico se gioca Stephan capisci la formazione (ride ndr).”

Inter e poi Feyenoord, ci può stare un adattamento tattico con l’inserimento di Bove?
“Noi siamo concentratissimi su questa, quella dopo è importante, ma metteremo domani la squadra migliore per provare a vincere la partita contro l’Inter. Bove può giocare dall’inizio o subentrare, ma non facciamo rotazioni in funzione della sfida di giovedì”

Ranieri ha detto che sei un predestinato, fino a tre partite fa eri una scommessa. Per De Rossi chi è De Rossi come allenatore?
“Ho letto di essere un predestinato anche due anni fa. Dopo la SPAL in pochi hanno creduto in me, spesso le porte sono rimaste chiuse dopo quei 4-5 mesi non positivi. Predestinati non esistono, io voglio fare questo lavoro, mi piace farlo, un po’ per caso mi sono trovato nel posto dove sognerei di fare l’allenatore tutta la vita. Il fatto di essere arrivato qui, è un segnale importante, mi sento quasi più a casa mia dove è più difficile rispetto a dove il livello è un po’ più basso. Non penso alle etichette ma a fare il mio lavoro e a farlo bene”.

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Calciomercato

Ds Roma, spunta Baccin dell’Inter

Prosegue la ricerca del nuovo ds da parte della Roma. Mentre Lina Souloukou continua a soffiare sulla candidatura di Francois Modesto, sul tavolo di Dan Friedkin è finito un altro fascicolo: quello di Dario Baccin, attuale braccio destro operativo di Piero Ausilio nell’Inter.

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NEWS

Inter, numeri straordinari contro le big: 25 punti su 27

I numeri dell’Inter di Inzaghi spaventano la Roma.

La corazzata nerazzurra ha spazzato via tutte le big del campionato raccogliendo venticinque punti su ventisette a disposizione tra Juve, Milan, Atalanta, Napoli, Roma e Lazio.

Solo i bianconeri sono riusciti parzialmente a fermare Inzaghi con il pareggio di novembre per 1-1 allo Stadium. Una media di 2,77 punti negli scontri diretti contro quella della Roma da 0,75 punti a gara. Sulla carta, guardando prettamente i numeri, sarebbe una sfida a senso unico. I giallorossi in questa stagione hanno battuto soltanto il Napoli, raccogliendo poi tre pareggi (contro Lazio, Atalanta e Fiorentina) e quattro sconfitte, compresa quella a San Siro contro l’Inter.

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APPROFONDIMENTI

Lukaku, l’Inter per tornare al top: solo due reti nel 2024

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – C’eravamo tanto amati, oppure no, forse non fino in fondo per come è finita. La verità di Lukaku sul suo rapporto con l’Inter e il mancato, terzo e definitivo, ritorno in nerazzurro non è mai arrivata. Prima della gara d’andata dalla sponda interista sono arrivati commenti quasi quotidiani sulla trattativa estiva col Chelsea, sfumata per una presunta o reale sparizione del belga al momento delle firme.

Le sliding doors del mercato hanno portato poi Big Rom in giallorosso, con tanto di volo presidenziale a prelevarlo a Londra per scortarlo nella capitale, nel tripudio della gente romanista. Sembrava la scintilla utile a Mourinho per alimentare la sua terza e ultima stagione in giallorosso e inizialmente Lukaku ha risposto positivamente, segnando quasi un gol a partita di media.

Poi la sua forma è calata, la Roma si è incupita, i risultati sono venuti meno e i Friedkin hanno ordinato l’esonero del tecnico. De Rossi è ripartito ovviamente da Lukaku, con la speranza di fornirgli più palloni possibili. Nelle ultime gare ufficiali Big Rom è andato a segno solo contro l’Hellas. Prima ancora due sole reti su nove in campionato contro le big. A secco nel derby (2), contro la Juventus, contro il Milan (2), contro l’Atalanta nonostante i diversi tentativi e anche contro l’Inter, dove però oggettivamente non ebbe mai la possibilità di battere a rete.

Sabato pomeriggio sarà di nuovo sfida ai nerazzurri e ad Inzaghi, che Romelu non ha indicato da capitano del Belgio come miglior allenatore al mondo nelle votazioni dei FIFA Awards. Un’altra frecciatina al suo ex allenatore, colpevole secondo Lukaku di averlo tenuto fuori nella finale di Champions, preferendogli Dzeko.

Le statistiche contro le big del centravanti belga con l’Inter sono incoraggianti per il finale di stagione della Roma: su 57 reti in Serie A, 14 le ha realizzate contro le migliori formazioni d’Italia (nel dettaglio 4 al Milan, 3 al Napoli, 3 alla Roma, 1 rispettivamente a Fiorentina, Lazio, Atalanta e Juventus). Esattamente il 25% del totale.

Il 2024 finora di Lukaku è stato piuttosto opaco: solo due sigilli in sette apparizioni ufficiali. Un problema forse di condizione fisica, di rifornimenti ma anche forse di motivazioni. E’ arrivato il momento di alzare questi numeri e riprendersi la Roma.

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Le Voci di Retesport

Colantuono a RS: “Impatto di De Rossi straordinario. Inter superiore, ma i giallorossi se la giocheranno”

Stefano Colantuono ha commentato così il momento giallorosso ai microfoni di Retesport:

“Il percorso di Mourinho è stato a tratti straordinario, con una gestione del gruppo legato a determinate dinamiche e con modalità evidentemente diverse da quelle di De Rossi, che però ha avuto un impatto molto importante, vincere tre partite consecutive su tre non è mai semplice, soprattutto al subentro in panchina. Le avversarie incontrate dai giallorossi sulla carta erano abbordabili, ma non dobbiamo dimenticare che la Roma quest’anno ha vinto al 95′ contro Monza e Lecce. Ora arriveranno test più impegnativi, a partire dall’Inter sabato. Il calcio che la Roma sta provando a giocare è ancora migliorabile, sicuramente come ha detto Daniele si continuerà sul lavoro impostato tatticamente in queste settimane, ma l’impatto è stato straordinario. L’Inter è la più forte ed è quella forse che gioca meglio, non è una competitor della Roma che lotta per altri obiettivi. I giallorossi hanno la propria filosofia e se la giocheranno, non si parte battuti in nessuna partita di campionato