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Gestione e turnover, il piano Roma per lo Sheriff

Un giorno di riposo dopo il settebello con l’Empoli , questa mattina la Roma si ritroverà al Fulvio Bernardini per cominciare la preparazione della prima trasferta europea di giovedì contro lo Sheriff .

Oggi saranno quindi da valutare le condizioni dei vari infortunati, sotto lo sguardo di Mou, il suo staff e Tiago Pinto (che domenica sera all’ Olimpico ha avuto un lungo colloquio con l’ex diesse del Milan Massara ). Da Smalling a Pellegrini fino ad Aouar : i tre giocatori ieri hanno proseguito il loro percorso di recupero a Trigoria per cercare di essere pronti il prima possibile. Il difensore inglese oggi sarà sottoposto a test per verificare se sarà in condizione di essere convocato per la partita di giovedì, quantomeno per andare in panchina.

Come cambierà quindi la Roma contro lo Sheriff ? Prima di tutto alcuni giocatori dovranno riposare, soprattutto coloro che già non erano al meglio e hanno giocato dal primo minuto contro l’ Empoli . «Adesso mettete Renato dentro una teca e ritiratelo fuori per il Torino» , hanno scritto diversi tifosi sui social. Di certo Sanches è tra quelli che può essere preservato per evitare troppe gare ravvicinate. A centrocampo tornerà Bove, sugli esterni spazio per Karsdorp e Zalewski. Davanti Lukaku con El Shaarawy ? Possibile, così come il doppio centravanti, quindi Belotti e Big Rom insieme. Per un attacco decisamente di forza, qualità ed esperienza.

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Infermeria

Mancini, niente di grave. In dubbio Pellegrini per l’Empoli

Entro domani Mourinho riavrà a disposizione quasi tutti i nazionali, ma nel frattempo a Trigoria si fa ancora i conti con un’infermeria discretamente piena.

Dei giocatori fermi ai box, Gianluca Mancini sembra in grado di recuperare già per domenica, mentre permangono dubbi sulle condizioni di Pellegrini. In ripresa anche Sanches, Aouar e Zalewski. Dybala tornerà titolare contro l’Empoli.

Fonte: Leggo

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Calciomercato

La Roma vuole un difensore ma servono altre uscite

La Roma non pensa solo alla punta. La società giallorossa vorrebbe ingaggiare anche un difensore, ma l’opzione dipende dalle possibili cessioni. Sfumato Demiral, l’altro nome nella lista del gm portoghese è quello di Oumar Solet, ventitreenne del Salisburgo: profilo visionato attentamente ma adesso frenato non solo dal costo ma anche dall’infortunio al ginocchio subito lo scorso 13 agosto nella sfida di campionato contro l’Austria Vienna e che lo costringerà a rimanere fermo per diverse settimane.

Il Salisburgo non ha precisato il periodo di stop, ma sarà difficile rivederlo in campo prima della metà di Settembre. L’idea della Roma se non riuscirà ad arrivare al francese classe 2000, è quella di cercare un altro difensore in prestito, possibilmente esperto e che abbia giocato anche in competizioni europee. A questo punto Pinto cercherà di trovare la migliore occasione negli ultimi giorni di mercato, quando qualche giocatore potrebbe essere di troppo nel rispettivo club che, quindi, aprirebbe anche al prestito secco.

Come scrive il Corriere dello Sport, sarà molto difficile riuscire a sistemare ulteriormente la rosa visto il ritardo in attacco, adesso la priorità resta anche la cessione di un terzino destro. Sono tre attualmente sulla fascia: Kristensen, Karsdorp e Celik. L’olandese è il principale indiziato a lasciare la Roma: il patto di non belligeranza firmato tra il tecnico e l’esterno dopo la rottura dello scorso novembre è stato rispettato, ma il club non vuole più avere il giocatore in squadra.

Il problema è che non arrivano le offerte. E allora se arrivasse un offerta per Celik sarebbe presa in considerazione. Un doppio addio aprirebbe le porte a un nuovo esterno, ma i giorni di mercato sono sempre meno e le priorità sono altre. Come l’addio di Solbakken. Anche lui può partire, in Italia e all’estero sono interessati a rilanciare il norvegese. Il tempo stringe, la Roma è al lavoro

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Rassegna stampa

Il problema della Roma si è spostato sulle fasce

Gli esterni sono cinque e quindi anche troppi. Vediamoli singolarmente. Uno, Karsdorp, ha vissuto l’estate con la valigia in mano e ancora oggi non l’ha svuotata. Il paradosso è che al momento, proprio Rick resta, per caratteristiche, l’esterno destro più affidabile, per corsa, per capacità di andare in profondità e nell’uno contro uno. E sappiamo come in un 3-5-2, all’esterno tuttafascia, questo si chiede.

Caratteristiche/capacità non riscontrabili in Celik ad esempio, ma che si erano invece intraviste in Kristensen, che però alla “prima” con la Salernitana ha deluso. A sinistra c’è un giovane talento come Zalewski, che l’altro ieri ha sprintato quando è stato chiamato in causa, e Spinazzola (contratto in scadenza e ipotesi di addio ancora in piedi), che non ha ancora ritrovato la vena di un tempo ma che in teoria è l’esterno ideale. Domenica è uscito tra i fischi dell’Olimpico.

Come scrive il Messaggero, la Roma ha atteso, invano, che si concretizzasse per Spina l’offerta degli arabi, per poi affondare il colpo sul sostituto. Alla fine, il problema più evidente emerso dalla sfida con la Salernitana non è stato l’assenza di un centravanti (Belotti ha fatto più che il suo dovere), ma proprio il gioco sulle fasce: non a caso, Mourinho ha cambiato in corsa tutti e due i terzini, sostituendo Spina con Zalewski e Kristensen con Karsdorp (e non Celik, che in teoria è avanti all’olandese).

E’ chiaro che il tempo per esprimersi al meglio va dato a tutti, ma è vero che se queste sono le premesse la soluzione non è in casa. La Roma avrebbe preso un esterno solo in caso di cessione di un altro: di Spina abbiamo detto, su Celik su era affacciato il Fenerbahçe e su Karsdorp, nessuno si è fatto avanti in maniera concreta.

Mou ora spera che Zalewski torni quello della stagione dell’esordio, quando non ha fatto rimpiangere Spinazzola (reduce dal brutto infortunio subito a Monaco durante l’Europeo) e che ha contribuito alla vittoria della Conference. Gli eterni di un 3-5-2 oltre ad essere dei veri registi devono portare anche i gol e assist. Facciamo un conto. Lo scorso anno: Celik 0 gol e 0 assist, Karsdorp 0 e 0, Spinazzola 2 e 6, Zalewski 2 e 1, Kristensen nel Leeds 3-1.

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Calciomercato

Karsdorp diventa un esubero: servono le cessioni

Se Spinazzola e Zalewski non si muovono da Roma, come tutto lascia credere, l’affollamento sull’altra fascia impone a Tiago Pinto almeno una sforbiciata. Nei progetti della società, d’accordo con Mourinho, sarà Karsdorp il giocatore ceduto. Se poi succederà, dipende dal mercato e dalla volontà del soggetto.

Ma anche in difesa e in attacco occorre denaro per sistemare il bilancio, abbassando i costi e producendo plusvalenze. Ibañez resta in bilico, anche se non ha ricevuto proposte significative, così come Solbakken, che è arrivato a Trigoria a parametro zero a gennaio e dunque può fruttare una manciata di milioni: a lui si è interessato il Bologna.

Come scrive il Corriere dello Sport, poi ci sono ovviamente gli esuberi: Shomurodov, Viña, Villar e Reynolds, che non rientrano nel programma tecnico stilato da Mourinho insieme alla società. Insieme pesano sul bilancio per una decina di milioni. Ma la Roma non può svenderli se vuole evitare minusvalenze. Al momento tuttavia, a parte un’offerta non soddisfacente del Westerlo per Reynolds, non si è mosso praticamente nulla. (…)

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Calciomercato

Karsdorp gioca, ma la società vuole venderlo

Ha giocato la prima partita dopo quattro mesi, ha giocato per un tempo nel terzetto difensivo, ma ancora non ha la certezza assoluta di giocare nella Roma nella prossima stagione. Rick Karsdorp ha saputo attraverso il suo agente che l’arrivo di Rasmus Kristensen, nelle intenzioni di Tiago Pinto, ne suggerisce la cessione, probabilmente all’estero dove è più semplice piazzarlo. Lui però, Karsdorp, non ha alcuna voglia di lasciare Trigoria. E paradossalmente potrebbe trovare una sponda in José Mourinho, proprio l’uomo che con lo sfogo di novembre a Reggio Emilia creò le premesse per un traumatico divorzio autunnale.

Come scrive il Corriere dello Sport, dopo lo scontro, e le parole dure nello spogliatoio, i due si sono riappacificati. E anzi Mourinho aveva ricominciato a utilizzarlo con continuità, prima che l’operazione al menisco esterno ne chiudesse a marzo la stagione agonistica. Ora Karsdorp spera che l’allenatore ne chieda la conferma. In quel caso potrebbe essere il turco Celik a finire sul mercato dopo soltanto un anno di Roma: pagato circa 7 milioni, dovrebbe però trovare un acquirente disposto a investire una cifra più o meno simile. E una situazione che Tiago Pinto dovrà gestire: tre esterni destri sono obiettivamente troppi. Nessuna novità invece a sinistra sul fronte Spinazzola: l’offerta saudita non è mai arrivata alla Roma, che in caso di proposte è disponibile a valutare una trattativa.

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Karsdorp ha deciso: resto qui e blocca l’arrivo di Kristensen

Tiago Pinto sta cercando di piazzare Karsdorp, per lasciare spazio al nuovo ingresso, il roccioso danese Kristensen che aspetta giusto un armadietto vuoto per insediarsi, ma Karsdorp non ha alcuna intenzione di mollare la Roma. Zero proprio. Sul mercato è impossibile dare certezze, perché all’improvviso un’offerta inattesa può modificare percezioni e ambizioni, ma a oggi la possibilità che Rick non cambi squadra è concreta. I giocatori sono spesso gli ultimi a sapere le cose ma nel caso di Karsdorp la volontà appare chiara.

Come scrive il Corriere dello Sport, a questo punto, senza puntare i piedi, Karsdorp vuole continuare la complicata avventura romana, cominciata con Monchi e Di Francesco nello stregato 2017, in cui si ruppe due volte, e che sembrava aver raggiunto un discreto grado di stabilità grazie al rinnovo del contratto firmato fino al 2025. Nella prima stagione di Mourinho, Karsdorp era uno dei legionari insostituibili. Non usciva mai.

Nella seconda, anche a causa dei problemi fisici, è stato meno importante ma in prospettiva è considerato molto utile dall’allenatore. Ha ancora 28 anni e se supera gli acciacchi è un terzino adatto al gioco della Roma. Resta da capire se Tiago Pinto riuscirà a rivendere Celik, pagato 7 milioni un’estate fa al Lilla. E’ questo uno dei motivi per i quali l’affare Kristensen non è stato ancora formalizzato con il Leeds. Altrimenti bisognerà convincere Karsdorp a chiudere il rapporto.

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Rassegna stampa

Rivoluzione esterni: da Spinazzola a Karsdorp, nessuno è al sicuro

Spinazzola e Zalewski a sinistra, Karsdorp e Celik a destra: nessuno nell’ultima stagione ha impressionato Mourinho tra infortuni, stanchezza, scelte tecniche e poca attitudine al gioco della squadra. Meno bello ma più efficace. Questo è per lo meno il pensiero di Spinazzola che su Discord ha detto la sua sul calcio di Mou e il suo modo di allenare: “Ha cambiato la mentalità a tutta la Roma. Magari prima del suo arrivo giocavamo meglio ma eravamo poco efficaci, ora io stesso sono cambiato e spesso in tante cose sono diventato meno bello da vedere in campo ma più attento ai dettagli e più furbo in diverse situazioni. Per tutti questi motivi non mi piace parlare di Mourinho solo come allenatore ma prima di tutto come persona che noi tutti giocatori della Roma seguiamo da quando è diventato il nostro allenatore”.

Come scrive iL Corriere dello Sport, parole di stima per il portoghese che punta sulle vittorie e non sul bel gioco, ma che naturalmente non lo mettono al sicuro sulla eventualità di un trasferimento. Dopo non aver brillato nella sfida di giovedì sera della Nazionale, con diversi errori tecnici e poco ritmo, Spinazzola sta chiudendo una stagione caratterizzata da alti e bassi, ma soprattutto con i soliti infortuni che hanno compromesso il suo percorso. Il suo contratto scade nel 2024 e fin qui la Roma non ha mai parlato con il suo agente di un possibile rinnovo. A trent’anni e con la richiesta di almeno un biennale, il club giallorosso sta facendo ragionamenti sul futuro, sempre a patto che arrivino richieste per l’azzurro. Altrimenti si proseguirà insieme, ma con un contratto in scadenza.

Il suo collega di fascia è in aria cessione. Più per necessità di incassare che per demeriti. Zalewski è tra gli argomenti trattati da Pinto a Londra, la sua cedibilità ha attirato l’attenzione di alcuni club di Premier e la sua valutazione si aggira intorno ai 15 milioni di euro. Mourinho lo ha lanciato nel calcio dei professionisti, lo ha valorizzato ma è anche stato costretto a impiegarlo sempre fuori ruolo (nelle giovanili Nicola giocava in attacco), motivo per cui non sempre il polacco è riuscito a esprimersi al meglio. West Ham, Bournemouth e Nottingham Forest sono sulle sue tracce e la Roma davanti alla giusta offerta potrebbe decidere di lasciarlo andare. L’intero incasso sarebbe da iscrivere a bilancio come plusvalenza.

Per Karsdorp si cerca una sistemazione in Olanda (difficilmente un club di Premier punterebbe su di lui per intensità e stato fisico), mentre Celik piace ad alcuni club in Francia e in Germania. La Roma ha necessità di vendere, le altre squadre lo sanno e aspetteranno ad avanzare un’offerta per cercare di abbassare il costo dei cartellini. A Pinto non resta che aspettare e provare a incastrare qualche buona operazione.

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Ansia Roma: Mou ha preparato tre formazioni per la finalissima

Il countdown è agli ultimi minuti, quelli in cui sale vertiginosamente l’ansia e in cui aumentano i battiti cardiaci. Oggi la Roma raggiungerà Budapest dove, domani, giocherà la finale di Europa League col Siviglia, nella sfida che può portare in Paradiso o all’Inferno i due club ormai fuori dalla zona Champions.

Prima di imbarcarsi per l’Ungheria andrà in scena l’allenamento di rifinitura a Trigoria e l’ultimo provino per Dybala, che non sente più dolore alla caviglia partirà di sicuro così come il rientrante Spinazzola. Da capire quanti minuti la Joya avrà nelle gambe e la strategia da adottare in una gara potenzialmente lunghissima. Due le possibilità: farlo partire dall’inizio per provare a dare subito un indirizzo al match o preservarlo per la seconda parte che potrebbe durare fino ai rigori contro un Siviglia che dovrà fare a meno solo di Acuna.

In una Trigoria blindata Mourinho (che parlerà alle 17:45 in conferenza stampa) ha studiato due-tre formazioni da mutare a partita in corso. I dubbi riguardano soprattutto il ballottaggio Ibanez-Llorente e la presenza di Bove che infoltirebbe un centrocampo completato da Matic e Cristante lasciando a Pellegrini il ruolo di creatore di occasioni per Abraham in caso di iniziale esclusione di Dybala. L’altra incognita è El Shaarawy che dovrebbe partire titolare: a sinistra o nella linea dei trequartisti.

Come scrive Leggo, si aggregheranno al gruppo anche gli infortunati cronici Kumbulla e Karsdorp oltre ovviamente al presidente Dan Friedkin e a tutta la dirigenza. Si tratta dell’evento internazionale più importante della storia della Roma dalla finale di coppa Uefa del 1991.

Abituato a queste emozioni, Mourinho si gioca il sesto trofeo internazionale in carriera, il secondo di fila alla guida della Roma. Il futuro è fortemente in bilico (si vocifera di un addio imminente da annunciare dopo la finale) anche se si affievoliscono sempre più le voci che vorrebbero il Psg sulle sue tracce. «Con Mou è più facile vincere, ha trasmesso una mentalità pazzesca. Mi sarebbe piaciuto essere allenato da lui», ha ribadito ieri Totti al sito dell’Uefa. Un endorsement che potrebbe non bastare.

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La Roma verso il Leverkusen: Dybala scalpita, Celik è in forte dubbio

E adesso testa solo sul Leverkusen. Scalpita Paulo Dybala che dopo aver saltato la partita col Bologna vuole scendere in campo dal primo minuto. Ieri mattina l’attaccante si è allenato al Fulvio Bernardini insieme agli altri giocatori che stanno recuperando dai rispettivi infortuni, quindi Smalling, Llorente, El Shaarawy e Karsdorp.

Come scrive il Corriere dello Sport, il Faraone è sempre più ottimista sul suo recupero in vista di Leverkusen: “Work in progress” ha scritto sui social dopo l’allena-mento. L’obiettivo principale della Roma è quello di riuscire a recuperare per giovedì Smalling. Nel quale potrebbe mancare Celik per il fastidio all’adduttore sinistro avvertito col Bologna. L’ennesima doccia gelata per il tecnico che quindi vede privarsi di un altro giocatore sulla fascia. Il turco aveva giocato bene l’andata e aveva ottime chance di giocare alla BayArena. Non c’è pace per la Roma.