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Spalletti: “La Roma non sarà mai una mia nemica. Mourinho un modello”

Luciano Spalletti, tecnico del Napoli, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Roma:

Si è parlato a inizio campionato del ritorno delle ‘sette sorelle’, domani avete la possibilità di eliminarne una dalla corsa per il titolo, come ci arrivate?
Domani è uno scontro diretto con un inquilino del condominio più ambito in Italia, quello in cui tutti quelli che fanno il mio lavoro vorrebbero abitarci. E quel condominio lì resta integro per tutto l’anno, non ci sarà qualcuno escluso prima. Tutti resteranno agganciati alla possibilità di arrivare in Champions, il vero obiettivo di tutti. Del resto se ne parlerà strada facendo.

Le sue emozioni alla vigilia del suo ritorno a Roma?
In generale non bisogna vivere invano. Ho capito una cosa di me in tanti anni di questo mestiere: per essere un allenatore felice ho bisogno di piazze da umori forti. Roma-Napoli è la mia partita, ma questa partita non sarà mai una partita contro un nemico. Sono due esperienze esaltanti della mia storia, è una sfida tra due parti di me. Non c’è nessun passato da sconfiggere per quel che mi riguarda, ma una partita importantissima per il futuro del Napoli e da provare a vincere. Naturalmente domani sarò tutto del Napoli, ma la Roma non sarà mai la mia nemica.

Si aspettava questa condizione della sua squadra?
Ogni tanto quando parliamo, oltre al tempo che si consuma in partita, si consuma tempo anche negli allenamenti ed è facile constatare come si comportano i calciatori nel consumare questo extra-time. Come si sta sul pullman per arrivare allo stadio, come si vive in albergo prima della partita, i discorsi che si fanno anche tra chi gioca meno… Danno dei segnali e con questa squadra sono tutti positivi. Mi fa piacere che sottolineate le risposte di Koulibaly, Mertens, Insigne, Juan Jesus e altri che ora dimentico. Tutti hanno fatto riferimento al comportamento di squadra.

Teme più la rabbia della Roma o la pressione sul Napoli? Una curiosità: come mai indossa dei rosari?
Ne indosso due, sono miei. Finora è stato disattento, li ho sempre avuti… La partita è difficilissima. Le difficoltà ci sono tutte, questa squadra può stare davanti a chiunque, poi ci sono momenti in cui va meglio e altri in cui va peggio. La Roma è forte e ha un allenatore fortissimo, Mourinho è uno di quelli che migliora la qualità dei campionati, ovunque abbia lavorato. Ho sempre guardato i più bravi di me per cercare un modello e lui è uno di questi. Poi c’è la partita, i calciatori devono fare scelte, non devono restare fermi ad aspettare il gioco degli altri o prendere confidenza con il nostro. Sotto questo aspetto sono sicuro che il Napoli saprà da che parte andare.

Totti e la serie tv?
Io per lui ho fatto cose che pensavo non avrei fatto per nessuno. ho amato Roma ed anche lui, rifarei tutto. Col pallone tra i piedi è il più forte che ho allenato e tra i migliori di questa era. Non spoilero la serie che farò io su Totti: speriamo de morì tutti dopo

Napoli la conosceva poco. Lei è cambiato in questi due anni?
Perché, com’ero prima? Non lo so. Dicono che ero nervoso? Il mio non era nervosismo, era simpatia selettiva (ride, ndr)… Lo abbiamo detto nella prima conferenza, mi sveglio in forma e durante la giornata mi deformo. Se lasciate stare la squadra e li fate lavorare in maniera corretta, se capite i momenti difficolta senza creare storie volutamente contrarie, io resto sempre così. Poi mi potete attaccare quanto vi pare, sono più feroce di voi nelle critiche a me stesso. Ma se toccate la squadra, poi si ride…

Due grandi strateghi del calcio e della comunicazione a confronto. Chi rischia di più tra lei e Mourinho?
Essere accostato a lui è un onore, ma Mourinho non è avvicinabile. Ci ha insegnato a dare importanza a ciò che si dice fuori dallo spogliatoio. Rischiamo tutti e due, la partita di domani azzera tutto e in questo momento qui può dare una svolta a entrambe le squadre. Bisognerà essere bravi ad arrivarci al top e proporre il top delle possibilità del collettivo.

Pensa ad un eventuale reazione da parte dei tifosi della Roma? Si aspetta i fischi? Sabatini ha detto che ora sceglierebbe Oshimhen piuttosto che Mbappé.
Sui fischi ne ho già parlato, è già avvenuto. E quei fischi non li merito. So quanto amore e quanta ossessione ho messo per la Roma. Se me li faranno… A quella distanza lì è facile sopportare. Mi farò consolare dai ricordi degli applausi delle magnifiche partite che abbiamo vinto, giocando un calcio spettacolare con calciatori altrettanto magnifici. Abbiamo portato a casa vittorie che hanno fatto la storia della Roma. Su Osimhen la penso così in ogni momento.

Considerando le difficoltà, che aggettivo sceglierebbe per il Napoli di domani?
Dobbiamo essere ‘rimbalzanti’, reattivi a quello che sarà il gioco della Roma, che ha varie soluzioni e riesce a trovare più modi per attaccare. Hanno un po’ le stesse nostre qualità, sul gioco corto con Mkhitaryan e Pellegrini, gli strappi di Zaniolo, Abraham che attacca gli spazi in campo aperto come fa Osimhen. Dobbiamo essere bravi a fare queste cose ed essere veloci nella reazione.

Il 6-1 subito dalla Roma in Conference League, teme che possa essere trasformato in rabbia dalla Roma oppure teme che i suoi si possano adagiare? Che contributo può dare Osimhen?
Sono valutazioni che farà Mourinho, avrei preferito non avessero perso quella partita. Su Osimhen lo abbiamo visto nell’ultima partita, riesce a rendere subito. Si vede il suo marchio di fabbrica, ora ma molto meglio nelle giocate nello stretto. Quando si parla di certi dettagli, lui tenta di metterli in pratica. E ci riesce.

Le trappole del match?
Se riusciremo a fare il nostro gioco, allora le trappole saranno di meno. Se decideranno gli altri, allora avremo più difficoltà. Noi vogliamo pilotare la partita, non fare i passeggeri

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Friedkin infuriati per la sconfitta di Bodo: mal digerite le dichiarazioni di Mourinho

Una serata infuocata nonostante il gelo di Bodo. Il ko in Norvegia, è stato mal digerito dai Friedkin che ieri non erano presenti a Trigoria. Come riferisce il Messaggero, la proprietà – che sta valutando di risarcire i circa 400 tifosi che hanno seguito la squadra a Bodo – ha comunque sentito Mourinho per telefono e come spesso accade, dal muro eretto dal tandem Usa, sono arrivate soltanto reazioni di seconda mano. Dai sussurri che sono comunque circolati, le parole di José non hanno fatto piacereAnche perché il tecnico ne aveva già parlato privatamente con entrambi, inutile quindi reiterarle in modo così diretto in pubblico. Senza contare che asserendo che il Bodo Glimt ha più qualità dei calciatori schierati in campo dalla Roma, ne sono stati disprezzati 6-7 la cui cessione potrebbe essere propedeutica agli arrivi richiesti a gennaio. Le parole di Mou hanno però il merito di sgomberare il campo dalle vie di mezzo: o lo si segue, accontentandolo, oppure si prende in considerazione l’idea che non è l’uomo giusto per il progetto in essere. Nel post-gara, Pellegrini e Mancini hanno parlato alla squadra, provando a riunire quello che José aveva provveduto a scollare. Quarantacinque minuti nei quali i due calciatori hanno ribadito come la sconfitta sia stata di tutti, rincuorando soprattutto Kumbulla e Mayoral, tra i più bersagliati dal tecnico

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Roma, retroscena mercato: Mou voleva Anguissa poi lo stop dei Friedkin per la mancata cessione di Diawara

Tutto nella Roma passa per Dan e Ryannon sono ammesse deroghe. Anche sul mercato, motivo del contendere. E in tal senso c’è un retroscena che aiuta meglio a capire il nervosismo di Mourinho. Come riferisce il Messaggero, quest’estate, venuta meno l’ipotesi Xhaka, la Roma ha avuto la possibilità di prendere Anguissa in prestito. Ma anche per questo tipo di operazione (che il Napoli ha poi chiuso per 400 mila euro) Pinto ha ricevuto uno stop dalla proprietà: prima di un’entrata c’era bisogno che partisse uno tra Villar e Diawara. Non essendosi sbloccata nessuna cessione, il guineano, secondo il gm, poteva sopperire alla lacuna numerica. Di avviso diverso lo Special One: l’impiego che (non) ne sta facendo, ne è la dimostrazione.

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La furia di Mou: “Tra di voi c’è gente che non giocherebbe neanche qui in Norvegia o in Serie B”

Saette nel gelo. Nell’intervallo, tradizionalmente riservato al tè caldo, e a fine partita, prima dello sfogo mediatico. José Mourinho ha incenerito i giocatori della Roma per la figuraccia norvegese. Soprattutto quelli che non ritiene adeguati, per caratteristiche fisiche, tecniche, o per il suo modo di intendere il calcio. Chi era presente nello spogliatoio a Bodo assicura che siano volate parole pesanti. “Tra di voi c’è gente che non giocherebbe nemmeno qui in Norvegia, o nemmeno in Serie B”, erano più o meno i concetti espressi dall’allenatore, che la squadra ha assorbito senza fiatare.

Come riporta il Corriere dello Sport, il resto si è sentito nelle interviste, che ricalcavano un copione familiare. “Adesso capite perché faccio giocare sempre gli stessi. C’è una differenza di qualità tra la squadra titolare e le riserve“. Non sono le frasi pronunciate dopo il 6-1 di Conference League, ma 12 anni fa come allenatore dell’Inter. E’ il suo sistema di mandare messaggi, magari forti, sicuramente incisivi. Non tanto all’esterno ma alla società. Ieri mattina, dopo le poche ore di sonno a Trigoria, Mourinho non ha rincarato la dose. E ha cominciato a dedicarsi al Napoli, una partita che si annuncia delicata anche sul piano ambientale: fin qui i tifosi hanno sempre sostenuto la squadra e la proprietà, ma cosa succederebbe se l’ex Spalletti dovesse infilare la nona vittoria consecutiva? Possibile che Mourinho, chiamando in causa i 12-13 giocatori della squadra principale volesse responsabilizzarli, spronandoli a una reazione immediata. Ma a nessuno è sfuggito che nel secondo tempo, ripartendo dal 2-1 per il Bodo, la Roma abbia aggiunto Mkhitaryan, Cristante e Shomurodov, poi sul 3-1 anche Pellegrini e Abraham. Eppure la squadra si è squagliata nel vento freddo del circolo polare artico, certificando la sconfitta più pesante della carriera di Mourinho.

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Darboe: “Rinnovo? Penso solo a migliorare. Sento grande fiducia da Mou”


Ebrima Darboe 
ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Bodo/Glimt-Roma:

Com’è stato scendere dall’aereo ed essere colpiti dal vento?
“Per me è diverso, non ho mai vissuto in queste temperature”.

Cosa pensi di giocare la partita in questo clima e sul campo artificiale?
“Sappiamo che non sarà facile, ma siamo pronti per giocare e pensiamo solo a vincere”.

Quanto senti la fiducia della società e del mister visto che arriverà un rinnovo di contratto per te?
“Per il rinnovo sono cose di cui parlo con la società tramite i miei procuratori. Io penso solo a lavorare e a dare il massimo per la squadra. Sento tanta fiducia da parte staff del mister, sento di crescere ogni giorno e tutti ci stanno facendo lavorare davvero tanto”.

Parlando della tua crescita in campo, cosa ti manca e su cosa stai lavorando di più? I gol, per esempio. Può essere uno sviluppo per il tuo ruolo?
“Penso che per me sia importante imparare ogni giorno in allenamento, quasi tutti i calciatori hanno da migliorare qualcosa. Non basta mai fare una o due prestazioni giuste e pensare di aver fatto tutto. Sto imparando qualcosa ogni giorno in allenamento”.

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Mourinho: “Bodo avversario difficilissimo, faremo diversi cambi. Zaniolo col Napoli? Possibile”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di mister Mourinho alla vigilia di Bodo/Glimt-Roma:

Farà turnover anche domani?
“Sì, troveremo un campo sintetico, un clima difficile poi abbiamo affrontato un viaggio di 4 ore, con un’altra partita domenica, poi ci sarà il Cagliari, è difficile, non abbiamo tanti giocatori, abbiamo qualche calciatore con alcune difficoltà, dobbiamo per forza fare un po’ di rotazioni”

La differenza tra il campo sintetico e quello naturale? E’ una differenza grande?
“E’ enorme. Ovviamente noi rispettiamo questa situazione perchè nei paesi nordici c’è un clima difficile, quindi nessuna critica. Posso dire che giocatori con una storia di infortuni come Zaniolo e Karsdorp, non possiamo rischiare la stagione in un campo artificiale con queste condizioni. Ovviamente al netto di queste condizioni, ma io personalmente sono felice di essere qui, ho tante partite nelle competizioni europee, mai sono stato in Norvegia, mai in un posto bellissimo come questo, con gente innamorata del calcio che avrà sicuramente l’emozione di una partita europea. Mi auguro che domani vada bene per tutti”

Come vede la partita contro il Glimt?
“Non mi piace parlare dei singoli, perchè se li nomino gli do delle motivazioni, hanno 4 punti, per qualche ragione li hanno, considero il Glimt la squadra più difficile del girone, sanno come giocare, hanno dei principi di gioco definiti”

La sua reazione a freddo dopo quello che è successo contro la Juve?
“Dopo la partita ho analizzato la prestazione dei miei giocatori e non ho voluto analizzare la prestazione dell’arbitro. Sono felice che sia stato così, perchè dopo nella tranquillità e nella freddezza del post partita se devo parlare di nuovo dei miei giocatori e della mia squadra sarà solo per ripetere quello che ho detto e non dobbiamo dimenticare ma ricordare il modo di giocare, l’atteggiamento che voglio nel confronto con squadre superiori alla nostra. Nella situazione dell’arbitro e nel modo in cui la partita è stata diretta sono molto contento di non aver detto niente e preferisco continuare a non dire niente, perchè in quel momento lì il focus era sul gol-rigore, ma dopo quando si analizza la partita c’è tanto da dire, dai primi minuti agli ultimi, sono felice di non dire niente dell’arbitro e seguire questa strada, essere centrato sulla prestazione della squadra”

C’è il rischio che cambierà 10 giocatori su 10, con il rischio che qualcosa non funzioni. Quale sarà il suo sforzo per schierare una Roma all’altezza della situazione?
“I 6 punti che abbiamo con due partite ancora da giocare in casa, ci danno una certa tranquillità, però voglio giocare la partita di domani cercando di dimenticare questa situazione positiva che abbiamo, c’è una partita da giocare e da vincere. Non faremo 11 cambi, faremo qualche cambio, abbiamo 5 cambi in panchina che qualche volta in partita di Serie A è un modo per tanti allenatori di cambiare le partite ed io non ho questo privilegio, ma in Conference League sì perchè avrò in panchina giocatori che avranno la capacità di cambiare la gara. Abbiamo lavorato ieri e oggi sulla struttura che giocherà domani, abbiamo analizzato la squadra del Bodo, che ha più qualità del CSKA e dello Zorya, per questo dico che è una partita molto difficile”

Un aggiornamento sulle condizioni di Zaniolo?
“Sì può recuperare col Napoli, ha una storia clinica da rispettare, ha sofferto tanto, che è nella sua prima stagione dopo la grande sofferenza, per questo vanno rispettate le sue paure, i suoi momenti di incertezza e quando è così meglio riposare, non è buono per un doppio crociato giocare in queste condizioni, vale anche per Karsdorp, dobbiamo proteggerli in questi casi, ma penso contro il Napoli non ci saranno problemi”

Cosa si aspetta dal Bodø/Glimt?
“Giocano sempre con la stessa organizzazione tattica, hanno il loro modo di difendere, pressare e fare transizioni. Non posso fare di più che analizzare quello che è possibile analizzare. Abbiamo visto tutto, cercando di capire e conoscere i giocatori individualmente, il modo di giocare della squadra. Sembra una squadra stabile con quel modo di giocare e non penso cambierà”.

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Bodo/Glimt-Roma, la probabile formazione giallorossa

Sarà ampio turnover domani contro il Bodo/Glimt per Josè Mourinho, che non avrà certamente a disposizione Smalling, Spinazzola e Zaniolo, ma dovrà attingere ampiamente nel novero di quel gruppo di calciatori che finora ha ritenuto delle semplici riserve.

Si ripartirà ovviamente dal 4-2-3-1, con probabilmente sette/undicesimi diversi rispetto alla consueta formazione titolare. Rui Patricio confermato tra i pali, poi spazio a Calafiori sulla sinistra, Kumbulla al centro con Mancini e Ibanez largo a destra come avvenuto contro lo Zorya. Riposeranno dunque Vina e Karsdorp che per motivi diversi hanno necessità di un turno di stop in vista del match contro il Napoli di domenica.

A centrocampo anche Veretout e Cristante dovrebbero partire dalla panchina, con Darboe (oggi in conferenza stampa al fianco di Mou) sicuro del posto davanti alla difesa. Villar e Diawara si giocano il posto per l’altra maglia. Davanti torneranno Carles Perez, El Shaarawy e Shomurodov dall’inizio, con Pellegrini probabilmente costretto agli straordinari a meno che Mourinho non regali a Mayoral la gioia della prima dall’inizio in questa stagione.

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Juventus-Roma 1-0 (16′ Kean) – Giallorossi sconfitti dai bianconeri e Orsato

La Roma affronta la Juventus di Allegri all’Allianz Stadium, nell’8° turno di Serie A. Giallorossi privi di Smalling e Spinazzola, nei bianconeri out Rabiot, Dybala e De Ligt.

LE FORMAZIONI:

JUVENTUS: Szczesny; Danilo, Bonucci, Chiellini, De Sciglio; Cuadrado, Bentancur, Locatelli, Chiesa; Bernardeschi; Kean.

A disp.: Perin, Pinsoglio, Alex Sandro, Pellegrini Lu., Rugani, Arthur, Ramsey, McKennie, Kulusevski, Morata, Kaio Jorge.
All.: Allegri.

ROMA: Rui Patricio; Karsdorp, Mancini, Ibañez, Viña; Cristante, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Mkhitaryan; Abraham.
A disp.: Fuzato, Reynolds, Kumbulla, Calafiori, Diawara, Villar, Darboe, Bove, Carles Perez, El Shaarawy, Shomurodov, Mayoral.
All.: Mourinho.

Arbitro: Orsato. Assistenti: Bindoni – Bresmes. IV uomo: Colombo. VAR: Nasca. AVAR: Costanzo.

RETI: 16′ Kean

CARTELLINI: Ammoniti: Szczesny, Abraham, De Sciglio, El Shaarawy, Shomurodov, Danilo


72′ – Grande occasione Roma costruita da Vina che con una magia si libera di due uomini, entra in area e calcia di punta, provvidenziale la deviazione di Chiellini

66′ – Occasione Roma costruita da Veretout che calcia a giro dal limite, pallone che sfila sul fondo

62′ – Tentativo di Bernardeschi dal limite, rasoiata col mancino che sfila di poco a lato

48′ – Vicinissima al raddoppio la Juve, rovesciata di Bernardeschi, Rui Patricio devia corto e Kean si divora il raddoppio

Inizia la ripresa

CRONACA SECONDO TEMPO

Finisce il primo tempo, Roma immeritatamente sotto

43′ – Calcio di rigore conquistato dalla coppia Abraham-Mkhitaryan. Il VAR verifica se ci fosse fuorigioco sull’armeno, Orsato convalida. Dal dischetto va Veretout che sbaglia, Szczesny para

37′ – Bell’azione della Roma innescata da El Shaarawy che con una finta elude Cuadrado, imbuca in profondità per Vina che crossa in area per Abraham, colpo di testa bloccato da Szczesny

30′ – Tentativo di El Shaarawy dal limite, tiro smorzato e centrale, bloccato da Szczesny

25′ – Si ferma Zaniolo per infortunio al flessore. Entra El Shaarawy

16′ – Vantaggio della Juventus con Kean che svetta di testa in area di rigore su cross di De Sciglio, 1-0 per i bianconeri

8′ – Ancora Roma con Zaniolo che spacca in due il centrocampo bianconero, poi appoggio su Pellegrini che calcia col mancino, pallone deviato in corner

6′ – Occasione Roma con Pellegrini che calcia dal vertice dell’area una punizione tesa sul secondo palo dove sbuca Mancini che schiaccia di testa, respinge Szczesny

Squadre in campo, inizia il match

CRONACA PRIMO TEMPO

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Mourinho: “Abraham sta meglio, decideremo domani. Vina ci sarà. Grande differenza con la Juve, ma non ci snatureremo”

CONFERENZA STAMPA Josè Mourinho ha parlato alla vigilia di Juventus-Roma:

Abraham e Vina?
“L’allenamento di oggi è troppo poco, però viaggia con noi e vedremo domani. Giorno dopo giorno sta migliorando ma vediamo domani. Vina ci sarà”.

La Juventus può lottare ancora per lo scudetto?
“Questa è una domanda da fare ad Allegri, se poi vuoi che ti risponda ti dico di sì. Hanno più di venti giocatori bravi e di qualità, hanno un grande tecnico e sono dei candidati forti alla vittoria”.

Villar fuori dai convocati?
“Perché dice questo? Strano che mi chiede di Villar quando siamo più di venti giocatori, strano mi si chieda specificamente di lui. Non significa che non sia convocato, magari qualcuno lo ha visto mezz’ora fa fuori da Trigoria e ha tratto la conclusione sbagliato. Sarà con noi ma non giocherà. Sta facendo uno sforzo importante sul mio modo di giocare, sta facendo uno sforzo per cambiare il modo di giocare che l’anno scorso era più facile per lui con 5 dietro. Sono contento e arriveranno le opportunità per giocare, magari già domani”.

Chi sono i “risultatisti”?
“Sono quelli che hanno vinto, poi questo nome sembra una cosa negativa. Questo è un concetto sbagliato, io e Allegri abbiamo vinto qualcosa e questo deve essere visto in maniera positiva. Io ho guidato diversi club, sarò contento di salutare Allegri prima e dopo la partita. C’è rispetto e stima, ci siamo incontrati spesso nelle riunioni UEFA a Nyon, siamo stati a pranzo e cena insieme. Non è che siamo grandi amici, però mi piace come persona e abbiamo un buon rapporto, sarà un piacere stare con lui. Sono ovviamente felice che è tornato a lavorare, è stato troppo tempo fermo”.

Orsato potrebbe non essere sereno nell’arbitrare la partita? Che accoglienza si aspetta?
“Prima della partita sono sempre contento dell’arbitro, non mi interessa il passato o i risultati. Tante volte nemmeno sono interessato all’arbitro, parto dal principio che tutti sono bravi e vogliono fare bene. In questo caso Orsato ha una grande esperienza e sono felice. Qualche volta loro sbagliano e qualche volta non sono ovviamente felice e la critica esce. Come punto di partenza, sono sempre contento per l’arbitro e domani non sarà diverso. Sull’accoglienza forse ci sarà la stessa di sempre o forse diversa, non lo so. L’ultima volta con il Manchester United ho avuto una reazione che è stata criticata, però non sanno quello che ho passato per 90 minuti e rimane quella reazione di 10 secondi. Si parla tanto di quel tipo di atteggiamento di rispetto verso la gente, per 90 minuti in quella circostanza non c’è stato rispetto. Non è un dramma”.

Come stanno Shomurodov e Mayoral?
“Bene, se serve giocano. Abbiamo avuto delle difficoltà che grandi squadre in genere non hanno, c’è equilibrio in alcune rose che compensa i titolari. Se non gioca Abraham, abbiamo Shomurodov e Borja Mayoral che stanno bene”.

Il Newcastle?
“Niente da dire, assolutamente niente da dire. Da tanti anni che ho lavorato con una delle più grandi persone nella storia del Newcastle, mister Robson, da quel momento lì ho avuto una connessione con quella gente e quella città, ma nient’altro. Sono qui al 100% con il progetto della Roma e dei Friedkin, nessun problema”

Sente questa particolarmente questa partita?
“La sento come quelle gare che amo giocare di più, ma senza nessun sentimento negativo. A tutti piace giocare le partite più grandi, vale sempre tre punti, vincere ovviamente contro una squadra che è nella parte bassa della classifica vale lo stesso, ma il piacere di giocare contro le squadre e i giocatori più forti è qualcosa che provano tutti”

Ha la sensazione di aver ridotto il gap con le big?
“Abbiamo iniziato il campionato solo da qualche settimana, a volte è difficile rispondere perchè sembra che ripeta sempre gli stessi concetti. Una squadra gioca per vincere la Champions, un’altra per vincere la Conference League, c’è differenza. Una cosa è vincere nove scudetti di fila e chi ne vince zero. Una cosa è lavorare con Allegri 7-8 anni, anche se interrotti e una cosa è un allenatore che arriva tre mesi fa. Una cosa è una rosa co 25 giocatori di esperienza internazionale, un’altra cosa è una squadra con 13-14 giocatori di livello e poi dei giovani che cercano di imparare e arrivare. Però quando inizia la partita, 11 contro 11, fino all’ultimo secondo tutto questo va dimenticato, principalmente noi dobbiamo dimenticarlo, dobbiamo avere la personalità, il coraggio e l’atteggiamento di arrivare lì, fare la nostra partita e vincere”

Avrete diversi big match, che lo scorso anno la Roma non ha mai vinto. Ha modificato qualcosa a livello verbale per far sì che la squadra possa affrontare queste sfide?
“Veramente non lo so, non si possono fare paragoni, l’unica cosa a cui si può pensare è il pragmatismo del risultato, il modo di far crescere la squadra, sono concetti che non posso dire qui. Abbiamo sicuramente un piano di gioco, difficile da preparare perchè non siamo stati tutti insieme questa settimana, abbiamo lavorato su piccoli gruppi e su alcuni aspetti individuali, sicuramente Max già sa qual è la nostra squadra, unica cosa che può non sapere se giocherà Abraham o un altro in attacco, per noi è impossibile sapere chi giocherà di loro, perchè sono tanti, tanti di qualità, tante opzioni, con duttilità, per noi preparare la partita di domani significa in questo caso lavorare più su noi stessi che essere ossessionati dalla Juve. Noi siamo in crescita su una determinata identità, non voglio andare a Torino e pensare la gara in maniera totalmente diversa dal nostro modo di essere, andiamo lì a giocarcela e se non vinciamo voglio che sia per colpa della Juve non nostra”

Cambierà il vostro sviluppo offensivo visto che tenderanno a togliere la profondità?
“E’ normale, è la dialettica del gioco, anche loro vogliono avere un determinato tipo di dinamiche, noi dobbiamo pensarci. Non voglio perdere la nostra identità di gioco, ma non significa offrire loro le cose semplici, che vorrebbero avere. E’ la dialettica del gioco, durante la partita mi piace leggere e adattare, ma purtroppo è più difficile farlo per me che per lui”

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Juve-Roma, attacchi spuntati. Ecco le probabili formazioni

E’ la prima sfida di un tour de force che vedrà Juventus e Roma coinvolte in una serie di sfide molto delicate. I giallorossi hanno voglia di centrare la prima grande vittoria stagionale, per riscattare almeno parzialmente la sconfitta nel derby. I bianconeri non hanno ovviamente ancora abbandonato l’idea di rincorrere il Napoli capolista, ma già domenica si giocano un pezzo di rincorsa Scudetto.

La sosta per le nazionali non ha regalato notizie confortanti a Mourinho ed Allegri. Il tecnico livornese ha perso per covid Rabiot, vedrà rientrare solo per la rifinitura di domani i 4 sudamericani – Danilo, Alex Sandro, Bentancur e Cuadrado – oltre a McKennie, ma soprattutto quasi certamente non avrà a disposizione Dybala e Morata, che si erano fermati contro la Samp alla vigilia dello stop per le Nazionali. A centrocampo al fianco di Locatelli, tornato rinfrancato dopo l’ottima prova da titolare contro il Belgio, ci sarà il mediano uruguyano, reduce da due pesanti sconfitte contro Argentina e Brasile. Davanti due maglie per tre uomini: Chiesa, Bernardeschi e Kean.

In casa giallorossa, sicuramente out Spinazzola e Smalling. Le due situazioni che tengono in ansia Mou a 48 ore dal match dello Stadium sono quelle di Abraham e Vina. Il centravanti inglese si è sottoposto anche oggi solo a delle terapie per curare la forte contusione al piede destro subita in nazionale. La giornata di domani sarà decisiva per capire intanto se Abraham partirà con la squadra per Torino. La decisione ultima sarà presa comunque domenica. Il terzino giallorosso sta rientrando in queste ore dal Sud America e domani si capiranno realmente le sue condizioni fisiche. Si scaldano Shomurodov e Calafiori. 

Le probabili formazioni:

Roma (4-2-3-1): Rui Patricio; Karsdorp, Ibanez, Mancini, Calafiori; Cristante, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Mkhitaryan; Shomurodov. All.: Mourinho

Juventus (4-4-2): Szczesny; De Sciglio, De Ligt, Bonucci, Alex Sandro; Cuadrado, Bentancur, Locatelli, Bernardeschi; Chiesa, Kean. All.: Allegri