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Mourinho, lo sbarco a Roma tra 7 giorni con un jet privato

José Mourinho e la Roma preparano il primo appuntamento vero. Nei giorni scorsi una delegazione del club ha effettuato un sopralluogo all’aeroporto di Ciampino, nell’ala riservata ai voli privati, per impostare lo sbarco dell’inquilino più atteso a Trigoria. Come riporta quotidiano Il Corriere Dello Sport la data dell’arrivo è stata fissata per il 3 luglio, ma potrebbe anche essere anticipata al 2. Dopo qualche giorno di riposo, anche Guido Fienga è pronto a tornare in pista per partecipare al comitato d’accoglienza.

La stagione della Roma d’altra parte comincia già il 5. Il raduno ufficiale è stato già programmato per il 6 e 7 luglio, quando i giocatori si sottoporranno a test medici e atletici, ma il giorno prima, come da protocollo, tutti i componenti del gruppo squadra saranno sottoposti ai tamponi di controllo. Molti sono vaccinati, quindi si tratterà di una mera formalità. Quanto alla prima esibizione pubblica di Mou, il riserbo della Roma è assoluto. Data inclusa. Non è prevista una conferenza stampa immediata, a maggior ragione se lo stesso giorno l’Italia sarà impegnata nel quarto di finale dell’Europeo. Non è sicuro che la location sarà Trigoria, che non potrebbe ospitare un numero di giornalisti congruo.

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Rassegna stampa

Mourinho porta la Roma a casa sua: ecco l’idea per il ritiro

Mourinho vuol portare la Roma ad allenarsi a casa sua. Da martedì il nuovo segretario Lombardo, accompagnato da una dirigente del marketing, la Pedetta, che ricopre il ruolo di brand manager, è stato a visionare alcune località in Portogallo, tra le quali una è nelle vicinanze di Oporto. Come scrive il Corriere dello Sport, la sede del ritiro è molto probabile che sarà in Portogallo.

Entro questa settimana si prenderà una decisione. La partenza potrebbe avvenire tra il 26 e il 28 luglio, dopo una prima fase della preparazione che si svolgerà a Trigoria e si concluderà con la prima uscita all’Olimpico, programmata per domenica 25.

I test medici all’inizio della preparazione si faranno a Villa Stuart e al campus Biomedico, struttura questa che ha sempre gestito tutti i test anti Covid del club giallorosso. Se verrà scelta la sede del ritiro in Portogallo si disputerà una delle tre amichevoli richieste da Mourinho contro il Benfica. L’ipotesi di un ritiro in Italia non è mai stata presa in considerazione, mentre restano in piedi alcuni soluzioni in Austria e in Germania.

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Costanzo: “Chiamerò Totti”

Maurizio Costanzo è il nuovo ‘stratega’ della comunicazione giallorossa. Nonostante dal club ieri sia stato spiegato off records che il ruolo del noto giornalista televisivo sarà legato soprattutto alla questione stadio, lo stesso Costanzo ha più volte ribadito che si occuperà della comunicazione giallorossa a 360 gradi. Queste le sue nuove dichiarazioni raccolte da la Gazzetta dello Sport:

Ci racconta com’è nata la cosa?
«Chiacchierando con l’a.d. giallorosso Guido Fienga. È stato lui a farmi poi incontrare i due Friedkin, padre e figlio».

E come le sono parsi?
«Sono molto simpatici e ho notato che stanno sempre attenti a quello che dicono. Ho spiegato quello di cui mi sono occupato nella vita e quello che faccio adesso e la cosa è andata in porto. Ho firmato mercoledì».

Di che cosa si occuperà?
«Dei rapporti con giornali, radio e tifosi. Devo ancora capire bene come muovermi, mi sto guardando intorno».

Ha già in mente qualche strategia particolare?
«Il mio obiettivo è soprattutto quello di saldare il rapporto tra i tifosi e il club. Ho in testa diverse iniziative: il primo desiderio che vorrei esaudire è quello di trovare il tifoso della Roma più anziano, mi piace l’idea di mettere le mani nella storia e nella tradizione che questa squadra ha. Poi mi piacerebbe fare qualcosa a Natale, pensavo a degli alberi giallorossi… Senza dimenticare lo slogan che voglio lanciare: “Mejo ‘a Roma”».

Quasi venti anni fa è stato fondamentale nel far scoprire agli italiani la vena ironica di Francesco Totti, tra ospitate al “Maurizio Costanzo Show” e il libro di barzellette.
«È vero e lo rifarei domani».

Siete molto legati, lo ha già sentito?
«Non ancora, ma lo farò presto».

Per saldare il rapporto Roma-tifosi riaverlo in società non sarebbe male. Lei lo vorrebbe?
«Ci parlerò…».

Si dovrà poi confrontare con José Mourinho.
«Ancora non ho avuto modo di sentirlo, lo incontrerò a luglio, ci annuseremo e cominceremo a parlare. Sono sicuro che troveremo insieme la strada giusta da percorrere. Poi ognuno fa il suo mestiere».

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Mou e la vittoria nel Dna: “Non ho bisogno di vincere altri titoli per dimostrare di essere un vincente”

Nuova intervista di Josè Mourinho, che ai microfoni del The Times, ha parlato questa volta solo degli Europei:

“Non credo ci saranno sorprese. Per me Francia, Germania, Italia, Belgio, Spagna, Inghilterra, Portogallo sono tutte sullo stesso livello. 

Ma come fa a ottenere il massimo dai suoi giocatori?

“È facile quando i giocatori, la società e lo staff condividono i tuoi valori. Questo è importantissimo. Faccio un esempio: alcuni allenatori multano chi si presenta in ritardo, io no. Io non voglio punire. Voglio semplicemente che certe cose non avvengano. E se tutto l’ambiente condivide questa mia priorità allora non è necessario punire chi sgarra. Perché può capitare a chiunque di trovare traffico o di dormire mezz’ora in più. La voglia di vincere è nel mio dna. Io non ho mai conosciuto una persona che ha più voglia di vincere e più passione di me. Sono fatto così. Io non ho bisogno di vincere un altro trofeo per dimostrare il mio valore. Si va avanti per passione, per fame, per voglia».

Sui giovani…

 “Alcuni amano il calcio. Altri amano lo stile di vita che il calcio ti dà. Non è la stessa cosa. Io cerco di capire questo. Chi è innamorato del pallone come lo sono io non avrà mai problemi”.

Sui quattro centravanti più forti dell’Europeo: Ronaldo, Kane, Lukaku e Benzema.

“Lavorare con i migliori giocatori del mondo, è una sfida diversa ma una grande sfida. Per un allenatore, c’è molta pressione: “Ho l’oro nelle mie mani e devo assicurarmi che brillerà”. In caso contrario, la pressione è sull’allenatore. Lo sappiamo tutti. Se le stelle non si comportano secondo le aspettative – ha scritto sul Times – è molto difficile per l’opinione pubblica puntare il dito contro il giocatore. È più facile dare la colpa all’allenatore. “Questa superstar non sta giocando alla grande perché l’allenatore non lo sfrutta al meglio, perché il sistema tattico non è adattato bene, perché non dovrebbe giocare in questo sistema”. Se non segna Romelu Lukaku, un ragazzo che è stato fantastico per tutta la stagione, la gente guarderà all’allenatore del Belgio Roberto Martínez. Se Harry Kane, il giocatore con più gol e più assist in Premier League in questa stagione, non segna, cercherà Gareth Southgate. Con Cristiano Ronaldo è lo stesso.Ma allo stesso tempo è una pressione fantastica perché sai che questi giocatori possono risolvere una partita per te: una possibilità e mettono la palla in rete. Vinci una partita serrata, una partita tirata, una partita ai tempi supplementari. Qualsiasi allenatore pagherebbe per avere questi ragazzi dalla propria parte.

Su Romelu Lukaku

Penso che sia il grande momento per lui per dire al mondo: “Sono qui e sono uno dei migliori attaccanti”. Questi due anni all’Inter gli hanno dato la statura e la fiducia in se stessi che prima non aveva. Al Chelsea era ancora un ragazzino. Al Manchester United, era ancora in fase di sviluppo. All’Inter è diventato il top man. È diventato amato: un grande amore dai tifosi, l’amore dai compagni di squadra, ottimi rapporti con l’allenatore. È un ragazzo fisicamente così forte, ma c’è anche un bambino dentro che ha bisogno di quell’amore, ha bisogno di quel supporto, ha bisogno di sentirsi importante. Questo periodo dell’Inter gli ha dato tutto, soprattutto vincendo lo scudetto dopo tanti anni. Ha alzato il suo gioco basandosi su questo lato emotivo delle cose. Ora è un giocatore molto migliore. Per lui è più facile fare il passaggio in Belgio perché gioca lo stesso sistema dell’Inter. È un déjà vu, e Lukaku è cresciuto tatticamente. È un grande momento per dimostrare al mondo la sua evoluzione. Non c’è dubbio che segnerà gol e lotterà per la Scarpa d’Oro. Nel calcio moderno, l’area di rigore diventa un campo minato. Ogni squadra che gioca cinque, sei partite avrà sempre un paio di rigori.

Su Cristiano Ronaldo

Che dire? Ha 36 anni ed è stato ancora comodamente il capocannoniere della Serie A la scorsa stagione con 29 gol con la Juventus. Questo ti dice quanto abilmente abbia adattato il suo gioco da attaccante. Non lo vedi allargarsi con la palla a destra o a sinistra, fare diagonali e attaccare con quei dribbling, ma può ancora risolvere le partite e segnare molti gol. La sua efficienza nella rifinitura è incredibile. Il Portogallo ha altri giocatori creativi: Diogo Jota, Bernardo Silva e Bruno Fernandes. Cristiano, soprattutto in nazionale, gioca da numero 9 con un po’ di libertà di movimento. Un giocatore come Ronaldo sarà sempre protagonista, al centro dell’attenzione. Gli altri giocatori lo sanno. La domanda è come lo sentono. In senso positivo o negativo? Lo provano con gelosia: non è giusto, siamo una squadra, stiamo lavorando sodo e tutta l’attenzione va a una stella?. Oppure possono interpretarlo positivamente, che la pressione è sull’altro e io sono più libero di fare il mio gioco. Queste stelle sono una via di fuga per gli altri. Nella squadra portoghese, il leader è lui, l’uomo principale, il ragazzo che attira tutta l’attenzione e c’è una tale differenza di status che sento davvero che non c’è un solo giocatore che pensa che dovrebbe essere diversamente. Lo accettano tutti. Si sentono tutti protetti da questa aura che circonda Cristiano ed è una cosa molto buona per una squadra. Forse quando se ne andrà avremo un periodo in cui l’ego combatterà: chi è il prossimo, il prossimo capitano e il prossimo protagonista? Abbiamo alcuni giocatori che possono lottare per questo. Immagino che la squadra polacca con Robert Lewandowski sia in una situazione simile. Il problema non è quando c’è Cristiano ma quando non ci sarà.

Su Karim Benzema

Penso che il miglior complimento che puoi fargli sia che Cristiano fosse innamorato di Benzema al Real Madrid. Per Cristiano essere innamorato di un altro attaccante significa che fa molto per Cristiano e fa molto per ogni attaccante che gioca intorno a lui. Probabilmente è l’unico numero 9 che conosco a non essere egoista nel suo gioco. Karim è un ragazzo molto dolce. È molto calmo. È davvero un uomo di squadra. In questo senso posso paragonarlo a Harry Kane. Direi che Harry segna più gol, probabilmente ha più di quell’istinto da attaccante killer. Ma Karim è assolutamente fantastico e quando guardi la squadra francese e immagini Antoine Griezmann e Kylian Mbappé che giocano con Benzema, penso che possa essere qualcosa di grandioso. Mbappé è molto, molto veloce, Griezmann ha un’incredibile capacità di tiro e arriva dietro l’attaccante e tra le linee, e il modo in cui Karim interagisce con gli altri è fantastico. Sta invecchiando ma il suo corpo sembra più giovane. Si prende una cura incredibile della sua salute. La sua vita è cambiata molto da quando era un ragazzo fino ad oggi. È un professionista fantastico. La Francia ha fatto grandi cose senza di lui – erano campioni del mondo e hanno raggiunto la finale degli Europei nel 2016 – quindi ora che l’allenatore lo riporti indietro è perché è sicuro al 100% che funzionerà.

Su Harry Kane

La cosa buona di questi giocatori è che sono anche molto intelligenti. Capiscono molto bene il calcio e capiscono dove possono influenzare di più il gioco. Harry Kane può essere qualsiasi cosa. Se gioca con ali a cui piace attaccare lo spazio, sente chiaramente che il modo in cui può influenzare di più il gioco è quello di andare in profondità e lasciare che altri attacchino per poi arrivare in area in una fase successiva. È un ragazzo a cui piace dialogare con gli allenatori e sono sicuro che lui, Gareth Southgate e Steve Holland abbiano un’ottima comunicazione. L’Inghilterra può giocare con ali come Raheem Sterling e Marcus Rashford, ragazzi veloci, o con Mason Mount, Phil Foden e Jack Grealish, che sono completamente diversi. Harry ha le conoscenze tattiche per adattarsi.

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Mourinho: “Emozionato per la nuova avventura a Roma. Grande empatia con i Friedkin”

Josè Mourinho ha rilasciato un’intervista a The Late Late Show with James Corden. Queste le sue dichiarazioni anche sulla Roma:

Come stai José? Sono un tuo grande fan…
“Non ci posso credere. Devi essere un fan di David Moyes”.

Sì, è incredibile. Allora, sei emozionato per questo nuovo capitolo della tua carriera?
“Sì, lo sono. Ho sentito un ottimo legame con i proprietari. Non è solo la sensazione di lavorare per loro, ma con loro. Mi è piaciuto il modo in cui hanno approcciato, questo mi è piaciuto molto dei Friedkin”.

Quanto tempo della tua giornata passi pensando a quanto vuoi migliorare la squadra?
“C’è tanto lavoro da fare. Zoom rende le cose facili. Non mi piace telefonare, mi piace vedere le persone”.

I tifosi hanno visto la tua reazione al lockdown nel documentario sul Tottenham su Amazon. Era nel tuo contratto?
“Sì, ne ero informato. Ho dato loro la mia opinione. Avrebbe disturbato il nostro lavoro, ma sarebbe stata una buona cosa per il club”.

La mia sensazione era che Mauricio Pochettino non volesse le telecamere lì. Sapevi che era un problema?
“No, affatto. Era una cosa che è stata fatta e non spetta a me chiedere perché o come. Gli aspetti positivi erano più importanti”.

Sai quando qualcosa funzionerà o no a lungo termine. Come al Manchester United, sei venuto a Los Angeles e abbiamo registrato qualcosa per il mio show. Avevo la sensazione che tu pensassi che la stagione non sarebbe finita bene.
“Nella prima stagione al Manchester United abbiamo vinto tre trofei, ma quando ti ho incontrato volevo di più”.

Ricordo che mi ha detto ‘Non ho i giocatori’, ed io ‘No, hai questo e questo’. E tu hai detto che non era abbastanza.
“Sono molto ottimista, ma anche realista. Quando abbiamo vinto Europa League e la coppa, ho pensato che per il passo successivo non sarebbe stato sufficiente. In questa stagione le persone stanno dicendo ‘Grande stagione, siete arrivati secondi’. Io direi ‘Siamo secondi, è una brutta stagione'”. 

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La Roma accelera su Rui Patricio

Titolare della nazionale portoghese agli Europei, della stessa scuderia di Mourinho, che nei giorni scorsi lo incensato ai microfoni del ‘The Sun’, parlando della sua grande esperienza e affidabilità. La Roma – nonostante la necessità di piazzare Mirante e Olsen – acquisterà un nuovo titolare tra i pali e il profilo in queste ore in pole position è quello di Rui Patricio. L’attuale estremo difensore del Wolverhampton, ha un solo anno di contratto e si può acquistare con una cifra relativamente bassa (6-7 milioni). Giallorossi a lavoro tramite Mendes e novità attese già questa settimana.

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Mou chiama Donnarumma: la Roma tenta il colpo

La Roma è alla ricerca di un nuovo titolare tra i pali e nell’ambito del grande corteggiamento europeo a Donnarumma si sono inseriti anche i giallorossi. Come riferisce la Gazzetta dello Sport, nei giorni scorsi Josè Mourinho ha telefonato all’estremo difensore azzurro per attirarlo nella capitale.

Essere lusingati fa piacere a tutti, anche al portiere della Nazionale, ma il mantra di Donnarumma rimane lo stesso: mi fido di Mino. Ovvero Raiola, che è convinto di portarlo a breve in un top club a guadagnare circa 10 milioni a stagione. Paradossalmente, quello dell’ingaggio sembra essere il problema più aggirabile per la Roma (si fa per dire), se non fosse la lauta commissione che c’è da pagare al suo manager.

Donnarumma a parametro zero, infatti, è una sorta di assegno certo per una futura eccellente plusvalenza, che la società potrebbe decidere d’incassare in qualsiasi momento. La questione, però, è che – nonostante il fascino di Mourinho – al momento il portiere ha altre idee per il suo avvenire, senza contare che lo stesso Raiola sarebbe pronto a fornire un altro estremo difensore al club, cioè quell’Areola di proprietà del Psg e nell’ultima stagione andato in prestito al Fulham.

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Roma, dopo Trigoria ritiro negli States: ipotesi Los Angeles

La Roma studia le formule migliori per organizzare il prossimo ritiro estivo. Dopo una prima parte certamente a Trigoria (raduno previsto per il 6-7 luglio), i giallorossi potrebbero volare negli Stati Uniti. Come scrive il Corriere dello Sport questa mattina, la destinazione sarà quasi certamente Los Angeles. Mourinho ha chiesto di ripetere ciò che avvenne per l’Inter del Triplete, una parte della preparazione ad Ucla, la prestigiosa università di Los Angeles. La squadra alloggerà a Beverly Hills e giocherà almeno un’amichevole contro una formazione dell’MLS. 

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Mou telefona a Zaniolo: “Aiutami a vincere”

Uno dei punti di forza di Josè Mourinho è la capacità di lavorare sulla psiche dei calciatori. E con qualcuno lo Special One ha già cominciato: nei giorni scorsi il tecnico portoghese ha chiamato al telefono Nicolò Zaniolo per spronarlo a recuperare pienamente. “Aiutami a vincere, con te sarà più facile”, questo in sintesi il concetto espresso da Mourinho, che vuole riportare il classe ’99 al massimo delle sue potenzialità.

Come scrive il Corriere dello Sport, intanto il giocatore si allena al Kinemove Center, seguito da uno specialista che Mourinho conosce bene: Gian Luca Bisciotti, che ha lavorato nell’Inter del Triplete come preparatore atletico. Naturalmente anche la Roma sta monitorando la situazione attraverso il dottor Manara. Zaniolo da parte sua ha deciso di rinunciare alle vacanze con l’obiettivo di presentarsi al meglio a Trigoria: per lui il rientro è fissato per il 27 giugno, quando ultimerà il suo lavoro personalizzato per poi rientrare in gruppo.

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Esclusiva Rete Sport -Moro (Ex osservatore Inter di Mourinho): “Grande acquisto per la Roma: lui e il suo staff maniacali nello studio degli avversari”

Adelio Moro, ex difensore dell’Inter negli anni 70 ed ex osservatore nerazzurro anche negli anni di Mourinho, è intervento nel pomeriggio ai microfoni di Rete Sport, per raccontare la sua esperienza a contatto di gomito con lo Special One: “Ho lavorato con lui e i suoi collaboratori, andavo in giro a vedere le partite delle squadre che l’Inter poi avrebbe affrontato di lì a poche settimane. Eravamo in tre, io, Bedin e Franco Fontana che operavamo con gli stretti collaboratori di Mou, allenatori di altissimo profilo, delle relazioni che permettevano a Mourinho di capire meglio come affrontare le squadre. Il lusitano è un allenatore che non lascia nulla al caso, penso sia un grande ritorno in Italia e un grande acquisto per la Roma”

“Sono convinto che stia studiando la Roma già da settimane, che abbia visto tutte le partite dei giallorossi di quest’anno e avrà già le sue idee precise in testa in vista della prossima stagione. Con Mourinho era un esame continuo – prosegue Moro – quando andavo il mercoledì ad Appiano, il suo staff mi teneva un’ora e mezza e mi chiedevano ogni particolare delle squadre avversarie, dalla fase difensiva, alla costruzione a centrocampo, fino allo sviluppo della fase offensiva, servivano pagine e pagine di relazione affinché Mourinho potesse cogliere ogni singolo aspetto delle squadre avversarie. E’ un maniaco della strategia e dello studio dei punti di forza e dei punti deboli degli avversari. 12-13 anni fa questo lavoro si faceva sul campo con maggiore solerzia, oggi con la tecnologia è possibile visionare le squadre a distanza”

“Mourinho è un rivoluzionario come lo è stato Sacchi in precedenza e lo stesso Guardiola in epoca recente. E’ un tecnico dotato di una fortissima personalità, di una grande conoscenza del calcio, la sua forza è quella di saper trasferire le sue idee al gruppo, di entrare nella testa dei calciatori” ha concluso Moro.