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NEWS

Il retroscena sul gol di Mancini e la frecciata a Smalling di Mou

“Mancini si è avvicinato alla panchina perchè aveva dolore alla gamba, ma non al muscolo, al tendine, non all’adduttore al tendine. Ha preso un antidolorifico, giocherebbe anche senza una gamba e infatti è andato anche a saltare e ha fatto gol”. Così Josè Mourinho al termine del match contro l’Udinese in merito al gol del vantaggio di ieri siglato da Gianluca Mancini.

Il centrale azzurro non è al 100% e poco prima del gol si è avvicinato alla panchina per prendere un antidolorifico, poi Dybala ha aspettato che andasse a posizionarsi in area di rigore prima di battere proprio sulla sua testa la punizione che ha portato al vantaggio.

Evidente la nuova frecciatina di Mourinho alle condizioni fisiche di Smalling. Il tecnico ha sottolineato la parola ‘tendine’ due volte, con chiaro riferimento all’inglese che soffre di una tendinopatia da mesi ma ‘si sta tirando indietro, non riesce a giocare sul dolore’ aveva dichiarato sul suo conto sabato in conferenza.

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Rassegna stampa

Roma, che Joya. Mou è quinto

Il cinque non sarà il numero perfetto, ma chiudere la giornata al 5° posto in classifica, con affaccio sulla zona Champions distante solo tre punti, rende speciale la domenica della Roma, brava a scavalcare d’un colpo Atalanta e Fiorentina e a superare i 4500 gol in Serie A (4501 per la precisione), dietro solo a Juventus, Inter e Milan.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, l’ostacolo Udinese, reduce da una striscia di cinque pari e una vittoria in campionato, poteva preoccupare, ma alla fine la qualità – anche della panchina – fa la differenza, sia pure come sempre nel finale, quando la carica “da bandito del calcio” dello Special One (suo il copyright) sa mettere qualcosa in più nella testa dei suoi.

Quanto basta perché finisca con un 3-1 santificato dalle reti di Mancini, Thauvin, Dybala ed El Shaarawy, con la Joya che mette il dito sul naso invitando al silenzio (“c’è gente che parla troppo“, spiegherà alla fine), mentre tutto l’Olimpico – come facevano i tifosi dell’Inter – cominciano a cantare “José Mourinho la-la-la-la“. Un messaggio in chiave rinnovo per i Friedkin, che per ora non raccolgono.

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NEWS

La Sud è tutta per Mou: cori per lo Special e mano sul cuore di Josè

Sul risultato di 2-1, dopo che l’Olimpico e come sempre la Curva Sud in testa aveva rialzato i decibel per spingere la Roma a ribaltare l’inerzia di inizio ripresa contro l’Udinese, al minuto 88′ si sono levati cori quasi unanimi a favore di Josè Mourinho.

Una sessantina di secondi che non è passata inosservata neanche dalle parti della panchina. Lo Special One infatti si è rivolto verso la Sud, ringraziando e battendosi la mano sul cuore, a conferma ormai di un rapporto indelebile tra il tecnico e la parte più accesa del tifo romanista.

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Interviste

Mourinho: “Grande reazione, ma era facile da chiudere prima. Panchina eccellente stasera”

Josè Mourinho ha parlato così ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 3-1 contro l’Udinese:

Che vittoria è? Si aspettava un secondo tempo più tranquillo?
“Colpa nostra, era una partita facile da chiudere. Non lo abbiamo fatto e abbiamo aperto la porta alla reazione dell’Udinese. La nostra reazione è stata fortissima, in panchina avevo giocatori per cambiare la partita e non ho scelto male. I ragazzi in campo mi hanno dato una risposta forte. Sembra che ci piaccia attaccare verso la porta sotto la Sud e che vogliamo battere il record di gol negli ultimi minuti, ma qualche volta si possono perdere punti in questo tipo di partite. Quando l’avversario è in difficoltà devi finirlo e non l’abbiamo fatto”.

La sua esultanza con il raccattapalle?
“Ho esultato per il gol che ha chiuso la partita. Con i cambi abbiamo perso organizzazione su palla inattiva e solidità difensiva. Quando segni all’85’ mancano ancora 10 minuti di giocare, quindi non avevo grandi sicurezze dalla difesa. Avremmo potuto chiudere la partita con il terzo gol oppure avremmo sofferto. Dopo il 3-1 mi sono rilassato, era un bambino per fortuna e non un poliziotto (ride, ndr)”.

Avete provato a fare la partita anche nel finale.
“Abbiamo lavorato sulla transizione, l’Udinese ha più gamba di noi ed è più veloce. La soluzione quindi era non perdere il pallone e l’abbiamo fatto bene. Dopo il gol dell’1-0 avremmo dovuto chiudere la partita perché l’avversario era fragile”.

Lukaku-Dybala-Azmoun può essere una soluzione dall’inizio?
“È un po’ sbilanciata solo perché la natura di Dybala e Azmoun non è basata sulla disciplina e sull’organizzazione difensiva. Con loro due puoi perdere equilibrio. Amo Azmoun, ma gli manca qualcosina per essere un giocatore alla Mourinho in fase difensiva. Ha qualità pazzesche. Oggi buona panchina, c’erano anche Belotti e Aouar”.


Mourinho in conferenza stampa

Una squadra fisica come l’Udinese si batte con la qualità. È la chiave della serata?
“È la chiave positiva, poi la chiave negativa è che hai il controllo della partita e devi approfittare della difficoltà dell’avversario dopo il primo gol, ma non l’abbiamo fatto e l’Udinese è rientrata in partita. I friulani sono forti quando perdi i palloni, nel primo tempo non abbiamo perso molti palloni, i quinti hanno fatto bene. È mancata quell’ambizione, per fortuna poi nella ripresa abbiamo avuto una grandissima reazione, la panchina era ricca di soluzione. Tante volte piango perché non ho soluzioni, oggi devo dire che era una panchina ricca. Ho fatto dei cambi, la squadra ha risposto molto bene. Nel secondo gol c’è tanta qualità, ma anche poca organizzazione. Dico sempre che il calcio caotico crea problemi all’avversario, ma anche a livello tecnico. Abbiamo fatto i cambi e trovato stabilità per 10 minuti, è una vittoria importante e se non avessimo vinto sarebbe stato molto frustrante. Per noi è fondamentale perché squadre vicino a noi hanno perso punti e se non sbaglio l’Italia sta pure vincendo la Coppa Davis, complimenti”.

Pellegrini? La qualità dalla panchina dà tante soluzioni, potrebbe essere qualche type=’text/javascript’ idea?
“Mi dispiace tantissimo che Kristensen e Azmoun non possono giocare in Europa League perché in Europa c’è spazio per provare e per fare cose diverse dalla Serie A. Per Azmoun non c’è tanto spazio per giocare titolare quando ci sono Dybala e Lukaku, è dura. Ma oggi avevo tante soluzioni, l’unica debolezza era dietro perché siamo pochi. Ma quando siamo tutti o quasi tutti abbiamo la possibilità di fare quello che abbiamo fatto oggi, mi sono sentito a mio agio nella difficoltà di poter cambiare la squadra”.

Come mai non si riesce a chiudere definitivamente una partita?
“Siamo noi con le nostre qualità e i nostri difetti. Magari abbiamo il coraggio, l’atteggiamento, la capacità di assumere rischi e di ribaltare tante partite come abbiamo fatto in questi due anni e mezzo. È una qualità legata anche ai tifosi. Ho allenato 6-7 squadre e quando la squadra è in difficoltà i tifosi vanno a casa o fischiano, mentre qui la gente non va a casa e ti sostiene. Questo crea un clima negli ultimi 10-15 minuti che aiuta la squadra a fare quello che fa spesso. Oggi lo abbiamo fatto di nuovo prendendo due punti extra molto importanti”.

Prima del gol di Mancini, il difensore è venuto da lei. Gli ha detto qualcosa?
“È venuto da me perché aveva bisogno di antidolorifici. Aveva un dolore e lui conosce il suo corpo, non è muscolare ma tendine, non è adduttore ma tendine. Mancini gioca anche con una gamba sola fino alla fine, ha anche segnato e gli ho detto solo di restare lì”.

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PARTITE

Roma-Udinese 3-1 (20′ Mancini, 57′ Thauvin, 81′ Dybala, 90′ El Shaarawy) – Tris col brivido, giallorossi in scia Champions

La Roma affronta l’Udinese all’Olimpico nella 13° giornata di Serie A. Giallorossi ancora privi di Smalling, Sanches, Abraham e Kumbulla.

LE FORMAZIONI:

ROMA (3-5-2): Rui Patricio; Mancini, Llorente, Ndicka; Karsdorp, Cristante, Paredes, Pellegrini, Spinazzola; Dybala, Lukaku.
A disposizione: Svilar, Boer, Kristensen, Celik, Zalewski, Bove, Aouar, Pagano, Belotti, Azmoun, EI Shaarawy.
Allenatore: Mourinho.

UDINESE (3-5-1-1): Silvestri; Ferreira, Bijol, Perez; Ebosele, Samardzic, Walace, Payero, Zemura; Thauvin; Success.
A disposizione: Okoye, Padelli, TIkvic, Masina, Kristensen, Kabasele, Kamara, Lovric, Camara, Zarraga, Pereyra, Lucca, Akè, Pafundi.
Allenatore: Cioffi.

Arbitro: Massimi (Termoli). Assistenti: Rocca e Raspollini. IV Uomo: Marcenaro. Var: Paterna. Avar: Longo.

RETI: Mancini 20′, Thauvin 57′, Dybala 81′, El Shaarawy 90′
CARTELLINI: Ammoniti: Ferreira, Samardzic, Success, Pellegrini


90′ – GOOOOOOOLLLLLL del 3-1 della Roma realizzato da Stephan El Shaarawy con un gran destro a giro

81′ – GOOOOOOOOOLLLLLLLL del 2-1 della Roma siglato da Paulo Dybala, che sulla sponda di tacco di Lukaku buca centralmente e insacca alle spalle di Silvestri

77′ – Girata di testa di Cristante su cross di Paredes, pallone fuori. Bove e Zalewski per Paredes e Karsdorp

63′ – El Shaarawy e Azmoun per Pellegrini e Spinazzola

57′ – Pareggio dell’Udinese con Thauvin di testa sul secondo palo

54′ – Ancora Udinese, Walace spara dal limite, parata a terra di Rui

49′ – Angolo di Pellegrini che pesca ancora Lukaku, pallone di poco fuori

48′ – Conclusione potente di Pellegrini dai 35 metri ma centrale, Silvestri blocca

Inizia la ripresa

SECONDO TEMPO

Fine primo tempo

22′ – Ancora Roma con Spinazzola che pesca in orizzontale Pellegrini, conclusione mancina parata da Silvestri in tuffo

20′ – GOOOOOLLLLLL del vantaggio della Roma realizzato da Mancini di testa su assist di Dybala su una punizione dai 30 metri

15′ – Angolo di Pellegrini, colpo di testa di Mancini di poco a lato

1′ – Subito uno squillo dell’Udinese con Bijol che di testa colpisce alto sopra la traversa

Squadre in campo, inizia il match

PRIMO TEMPO

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Infermeria

Smalling è sempre più un caso: sta meglio ma non torna

Bisogna aspettare ancora qualche settimana per rivedere in campo Chris Smalling, forse addirittura un mese. È Mourinho nella conferenza stampa prepartita di ieri ad aggiornare il bollettino riguardante il difensore inglese. “L’infortunio c’è. Ci sono persone che hanno più capacità di sopportare il dolore e Smalling non è un ragazzo che sa giocare soffrendo, si tira un pochettino indietroIl suo infortunio è difficile, è una grande frustrazione per me perché è in un ruolo in cui abbiamo necessità. Dobbiamo avere pazienza, non devo massacrarmi così come non devo farlo con lui”.

Come scrive il Tempo, un’ammissione addolcita dalla verità: Smalling non sta bene, ma solo lui può decidere quando tornare a giocare. E ad oggi non ha la sopportazione del dolore tale di fare uno sforzo in più. Il tecnico poi, ha chiarito tempi e modalità di recupero dell’ex Manchester United, che non potrà ovviamente sperare di tornare immediatamente a lavorare con i compagni di squadra. “Vediamo quando torna, nell’ultima settimana non ha fatto neanche un minuto fuori dal dipartimento medico, non sa neanche se fa freddo o caldo. Questa però è stata la prima settimana senza dolore, abbiamo programmato che la prossima settimana possa tornare in campo con il preparatore atletico“.

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NEWS

Roma-Udinese, domani la conferenza stampa di Mourinho

Josè Mourinho tornerà a parlare. Dopo l’intervista ai microfoni della RAI, domani alle 12.30 a Trigoria sarà nuovamente protagonista in conferenza stampa alla vigilia del match casalingo contro l’Udinese.

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Le Voci di Retesport

Colantuono a RS: “La precarietà del contratto di Mou non inciderà sui risultati della Roma” – AUDIO

“Mourinho è uno straordinario professionista, la precarietà del suo contratto non inciderà sulla squadra e sul rendimento della Roma”. Così Stefano Colantuono, al commento delle dichiarazioni del tecnico giallorosso, nel corso del suo intervento mattutino a Retesport.

“Le dinamiche extra spogliatoio non incidono più di tanto sul gruppo squadra. I giocatori devono pensare a fare il proprio lavoro e a giocare, Mourinho si vedrà il suo futuro con la società, sono situazioni loro. I giocatori devono isolarsi ma sono spesso abituati, ad esempio a cambiare allenatori in corso d’opera. I giocatori sono fuori da queste dinamiche, rinnovo o non rinnovo. Mourinho oggi è il tecnico, devono seguirlo come stanno facendo”.

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Calciomercato

Mou aspetta il rinnovo ma Friedkin riflette: la situazione

Le dichiarazioni di José Mourinho hanno confermato la sua intenzione di prolungare il contratto con la Roma: “Non so se resto. Rinnovo? Mai parlato finora con Friedkin.” Il pensiero del tecnico, seppur laconico, è chiaro sul futuro, lasciando aperto qualsiasi scenario. Al momento, però, non è giunto alcun segnale dalla proprietà.

Secondo quanto riportato da calciomercato.com, i Friedkin sembrano essere in attesa, forse per valutare i risultati sportivi fino a metà stagione, prima di prendere una decisione definitiva sul futuro di Mourinho, potenzialmente a gennaio.

Nel frattempo, la proprietà sta esplorando alternative. Una possibilità è affidare la guida della Roma a Thiago Motta, mentre un’altra opzione potrebbe essere l’investimento su un altro allenatore di spicco come Antonio Conte. Tuttavia, nel caso dell’ex allenatore della Juventus, sono richieste garanzie sul fronte del mercato e la situazione con i vincoli della UEFA potrebbe complicare la trattativa.

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Rassegna stampa

Mou, futuro in bilico: “Dialogo con i Friedkin ma non di rinnovo”

Si dice che un taglio di capelli possa offrire anche una nuova prospettiva sul mondo. Sarà per questo che le immagini che ieri rimbalzavano sui social di José Mourinho sulla poltrona di un parrucchiere di calciatori vip, ha fatto pensare che forse qualcosa stesse per cambiare. (…) Il messaggio che il tecnico lancia alla Roma è da ascoltare. «Ho parlato con i Friedkin, anche se non di rinnovo», dice ai microfoni di Rai Sport”. D’altronde, la domanda del giornalista centra il cuore dell’attualità, visto che il popolo giallorosso vorrebbe che allo Special One fosse prolungato il contratto. “Non so che cosa rispondere ai tifosi che chiedono se resterò. Con la proprietà ho contatti. L’ultima volta che ho parlato con il presidente Dan Friedkin è stato dieci minuti dopo la fine della partita la Lazio, mentre ero al telefono nel mio ufficio. La settimana scorsa, invece, ho parlato con il figlio Ryan. Ma parliamo di oggi, dell’attualità, del lavoro da fare, non di rinnovo”.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, la sensazione forte, insomma, è che Mourinho aspetterà ancora fino all’inizio del prossimo anno eventuali segnali dalla proprietà statunitense. Se per febbraio, però, non fossero arrivati, a quel punto prenderebbe in considerazione anche altre offerte, con netta predilezione per quelle che possano giungere dalla Premier League, magari da club in ascesa stile il Newcastle. L’impressione è che le offerte arabe – ovviamente imbattibili dal punto di vista economico (si parla di cento milioni per due stagioni) – sarebbero prese in considerazione solo per ultimo, nonostante il portoghese poco tempo fa abbia detto: “Un giorno allenerò lì”.