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Rassegna stampa

Mourinho e Pinto in attesa del rinnovo, ma Friedkin vuole la Champions

Friedkin vuole di più dalla Roma. Al terzo giro di boa della sosta per le nazionali i giallorossi sono solo al settimo posto in campionato, ma ad appena tre punti di distanza dall’obiettivo Champions League (sempre se non dovesse spuntare un quinto slot per la qualificazione di un’altra italiana), fissato dalla proprietà come traguardo da dover raggiungere al termine della stagione.

L’asticella, posta su questa misura dopo l’arrivo di Lukaku, è alta e quindi, anche in considerazione dell’improvviso stop in casa dello Slavia Praga che ha rimesso del tutto in discussione l’accesso diretto agli ottavi di Europa League, la presidenza vuole uno scatto in avanti. Ad ottobre la formazione di Mourinho si era rimessa in carreggiata con cinque vittorie consecutive, ma nelle ultime quattro partite disputate l’andamento è stato altalenante.

Come scrive il Tempo, alla ripresa dopo lo stop c’è bisogno di fare meglio per dare soddisfazione ai vertici societari, con un calendario fitto di impegni (e di big match) fino alla fine del girone d’andata. L’incertezza su quello che sarà il cammino non ha fatto emergere novità sulle scelte per gli accordi in scadenza di due dei perni del progetto tecnico, l’allenatore e il general manager. Mourinho è disposto ad aspettare fino a febbraio per ricevere un segnale dai Friedkin, mentre per ora sono ferme le acque sul futuro di Tiago Pinto, con il tema che però non assume al momento i contorni dell’urgenza.

Pinto, che mercoledì sarà intervistato al Social Football Summit, tiene poi un occhio aperto sul mercato dei difensori, con tanti giocatori che vengono offerti dai loro agenti, ultimo Badiashile, che in questa stagione, tra scelte tecniche e infortuni, ha giocato solo una volta con la maglia del Chelsea. Dal campo: Smalling, Pellegrini, Spinazzola e Renato Sanches nelle scorse ore si sono affacciati a Trigoria nonostante i giorni di riposo. Si avvicina il rientro di Kumbulla.

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Calciomercato

Mou pressa i Friedkin per il rinnovo: aspetterà fino ad inizio 2024

Una volontà precisa, convinta, manifestata attraverso gesti e parole. José Mourinho desidera con tutto sé stesso rimanere sulla panchina della Roma. Dalla promessa ai calciatori dopo Budapest agli elogi alla città e alla tifoseria. Il portoghese si sente amato e a sua volta ama la sua vita nella Capitale. Seppur in una fase diversa della carriera qui ha trovato di nuovo il piacere di lavorare. Ama il suo gruppo di calciatori anche se molti non sono considerati da lui stesso all’altezza. Sente di avere ancora un conto in sospeso con la città e i romanisti, un percorso incompiuto fermato da Taylor in Ungheria.

Come scrive il Tempo, per questo e per tanti altri motivi lo Special One ha chiaro nella mente il proprio futuro, ma sa benissimo che non dipende da lui. Il contratto dell’ex tecnico dell’Inter scade tra pochi mesi, alla fine della stagione. E ad oggi non c’è stato nessun incontro, né colloquio, né tantomeno in agenda è stato fissato tra la proprietà e l’allenatore della Roma. La disponibilità è totale, e anche senza uscite pubbliche la famiglia Friedkin sa benissimo cosa intende fare José. Curioso tornare indietro a due anni e mezzo fa e pensare a quanta forza hanno messo i proprietari per portarlo in giallorosso e quanto ora siano distanti da lui.

Un’abitudine quella dei texani di procrastinare e arrivare a ridosso delle scadenze. Succede spesso con i calciatori e sta accadendo anche con il gm dell’area sportiva Tiago Pinto. Ma José aspetterà ancora per un po’, non per sempre. Le offerte dall’Arabia e i piani incerti del Newcastle rappresentano un piano B per il portoghese, che potrebbe però trasformarsi in una soluzione concreta.

Ad inizio anno José vorrà, legittimamente avere certezze sulla prosecuzione o meno dell’avventura. I Friedkin sono sotto pressione, ma apparentemente non la sentono. Si fanno tante ipotesi su decisioni già prese, allenatori bloccati, e la loro serenità non permette di nutrire troppi dubbi.

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Rassegna stampa

Lukaku non basta. Dove sono i nuovi?

La premessa in questi casi è d’obbligo: in regime di Fpp, fare mercato non è semplice. Paletti, parametri da rispettare, liste da compilare, calciatori da inserire: c’è il rischio di andare fuori giri. La questione però può essere anche ribaltata. In regime di Fpp ogni scelta deve essere ponderata.

Come scrive il Corriere della Sera, i rischi, gli azzardi, le ossessioni, non sono ammesse. Soprattutto per un club che da 5 anni fallisce l’appuntamento con l’Europa che conta e che vede i proprietari, dal loro arrivo, aver speso la bellezza di 800 milioni. Perché poi c’è il rischio che una campagna acquisti estiva, resti aggrappata all’unica operazione voluta e portata avanti proprio dai Friedkin, quando ci si è resi conto che arrivare al leasing di Lukaku – dopo aver provato a prendere nell’ordine Scamacca, Morata, Arnautovic, Marcos Leonardo, Beltran e Zapata – era possibile.

Venti milioni (tra ingaggio e costo del prestito al Chelsea) per l’all-in con vista Champions. Ma Romelu da solo non basta. E finora chi lo ha accompagnato a Trigoria ha ampiamente deluso. Enigmatica la frase di Mourinho nel pre-derby su Aouar: “Ho scelto al suo posto Bove perché lui fa fatica quando l’intensità e l’aggressività della partita sono alte”.

Cosa vuol dire? Che l’algerino può giocare soltanto gare di secondo piano? Ad oggi sembra così: contro Inter e Lazio, ha totalizzato 7 e 0 minuti. Un’anomalia, considerando la grancassa che aveva preceduto il suo arrivo ma soprattutto pensando che in queste due gare la Roma non ha avuto a disposizione Pellegrini (al derby in panchina per onor di firma) e che Sanches al massimo era al 20-30%. (…)

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Interviste

Paredes: “Felice alla Roma, Mou mi ha dato grande fiducia”

Non solo Dybala. Anche Leandro Paredes ha parlato dal ritiro dell’Argentina, in primis sul rapporto interno al gruppo sudamericano: “Non smettiamo mai di parlare. Ogni volta che ci lasciamo, ci sentiamo in chat, teniamo il conto di quanto tempo manca per stare di nuovo insieme”.

“Sto bene, sono felice alla Roma. Ho trovato un allenatore che mi ha dato tanta fiducia, gioco tutte le partite. Spero che continui così. È sempre attento alla nostra Nazionale e ai nostri giocatori, gli piace guardarci”, ha concluso il centrocampista argentino.

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Interviste

Totti: “Roma da quarto posto, spero che Mou resti”

Francesco Totti, ospite della prima puntata della BOBO TV su Radio Serie A (RDS), ha parlato così del momento della Roma:

Vincendo con la Lazio andavi quarto. Gli attaccanti della Roma non hanno tirato in porta, solo Karsdorp nei primi 5 minuti. La Roma è attrezzata per giocare meglio ed è strutturata per arrivare nelle prime quattro, dopo tantissimi anni è il momento di tornare in Champions – le parole dell’ex capitano giallorosso – Gennaio? Acquisti mirati e importanti, giocatori da grandi club, se si amalgamassero tutti si potrebbe arrivare tra le prime 4. Qualcosa in corsa bisogna cambiare, ma da quello che so io si farà fatica a comprare a gennaio. Devi conoscere la squadra, ci vuole tempo ed è finito l’anno”.

L’ex 10 poi ha parlato anche di Mourinho: “Uno dei più grandi al mondo, statisticamente insieme ad Ancelotti è quello che ha vinto più titoli, chapeau. In due anni ha fatto due finali vincendo la Conference, ma nella storia della Roma in Europa non avevi mai fatto due finali consecutive, in 25 anni che ci sono stato io mai. Solo per questo Mourinho va elogiato, si sa Roma che ambiente è, io da tifoso lo ringrazierò a vita. Poi se quest’anno si arriva in Champions… secondo me i grandi allenatori devono stare in grandi squadre e Mourinho deve stare nella Roma. Se rimane sono contento, se va via spero ne venga un altro all’altezza”.

“All’inizio è un po’ così, poi quando scendono dalla Champions diventa un’altra competizione – ha aggiunto parlando dell’Europa League -. Il campo è sempre diverso da quello che sembra prima della partita. Mi prenderanno per matto ma preferisco fare 10 finali e perderle tutte piuttosto che non farle mai, le emozioni le può capire solo chi ha giocato a calcio. Intanto arrivaci, poi se la perdo tanto di cappello”.

“Mourinho sono due anni che fa fare quasi 70 mila persone, anche in amichevole. Quando c’è lui è sold out, ci sarà un motivo no? Dybala è il fulcro della squadra, quello che fa la giocata. Insieme alla forza di Lukaku esce fuori un binomio top che tutti vorrebbero in Serie A – ha continuato – Dybala-Lukaku per me è la coppia perfetta e speriamo ce lo facciano vedere prima possibile. Per Dybala dipende dai problemi fisici, Lukaku invece la butta dentro”.

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SOCIAL ROMA

Mourinho promuove la Curva: “Top come sempre” – FOTO

Josè Mourinho ieri sera, diverse ore dopo la fine del derby, ha pubblicato sul suo profilo IG una foto della Curva Sud durante la coreografia inscenata a margine del derby, con un commento puntuale e laconico: “Top, top, top come sempre”.

Un ulteriore attestato d’affetto nei confronti dei tifosi giallorossi, quasi sempre elogiati dal tecnico soprattutto nelle ultime conferenze stampa.

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Rassegna stampa

Mourinho contro tutti: “Immobile da rosso, Pedro un tuffatore. Massa, così no…”

José Mourinho, alla fine mette nel mirino l’arbitro Massa, accusato di avere messo in difficoltà la i suoi. Già nel corso del primo tempo gli aveva riservato una frase al veleno per una presunta mancanza di secondo giallo di Immobile: “Ti ha mandato a quel paese e non hai avuto le palle per cacciarlo”, gli ha urlato.

Poi, al termine, ha rincarato la dose. “Immobile doveva prendere il “rosso”, invece ha dominato Massa. Lui è un giocatore intelligente, esperto e ha saputo mettergli pressione. Ha fatto due volte quel gesto di protesta e non gli ha fatto niente. Colombo, il quarto uomo, che è bravissimo, mi ha spiegato che non avevano intenzione di dare “gialli” per quei motivi e io gli ho detto: “Ma contro l’Inter, nei primi minuti, Mancini ha preso un giallo per proteste”. E lui mi ha risposto: “Questa è un’altra partita“.

“È vero, ma non lo accetto, perché facciamo parte dello stesso campionato. I miei hanno avuto paura dell’arbitro. Solo con noi ha avuto questo criterio di dare due ammonizioni in 20-25 contro i difensori centrali, e li potevamo andare in difficoltà. Così siamo stati costretti a cambiare la strategia che avevamo preparato perché nell’intervallo ho detto a Karsdorp e Spinazzola di non saltare i loro esterni per non lasciare soli Mancini e Ndicka. Comunque è andata bene. Grazie a Colombo stavolta non ho preso neppure una ammonizione”. (…)

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Interviste

Mourinho: “Il punto meglio della sconfitta. Massa ci ha condizionati”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni DAZN dopo il pari nel derby:

Oggi c’è stato un livello agonistico importante. Che sapore ha questo punto?
“Un sapore di un punto. Quando giochi lo fai per vincere. Il punto è meglio della sconfitta”.

Oggi i cambi sono arrivati tardi.
“Hanno giocato i giocatori nelle migliori condizioni. I tre a centrocampo stavano in una buona condizione, Renato non ha giocato, Pellegrini non ha giocato insieme ad Aoaur. I tre giocatori potevano avere testa e cuore per giocare una gara di questo livello. I due quinti sapevo che sarebbe stato difficile giocare tutta la gara, ma praticamente lo avevano fatto. Dietro abbiamo solo quei giocatori, non ne abbiamo altri. L’arbitro ha avuto un criterio a senso unico contro di noi, abbiamo ricevuto due gialli in 20 minuti e poi siamo andati in difficoltà. Questo cambia tatticamente la situazione, a Karsdorp ho detto di non saltare mai su Marusic, altrimenti Mancini sarebbe rimasto da solo contro Pedro che è un fantastico giocatore ma poteva fare nuoto, si tuffa sempre. I ragazzi hanno fatto una buona partita, con personalità con tanta palla. Il gol è mancato, abbiamo avuto qualche opportunità anche con Bove e li potevamo fare meglio. Anche Rui ha fatto una parata straordinaria”.

Forse è mancata anche un po’ di brillantezza sulla trequarti. Dybala forse è un pochino più indietro.
“Questa è la sua qualità, ha fatto un bel lavoro per noi. Ha dato sicurezza alla squadra, potevo cambiarlo prima ma avevamo bisogno della sua qualità soprattutto contro la Lazio che ha tanta gente in panchina per fare cambi. Se lasciamo palla a loro e ci limitiamo a difendere sarebbe stato difficile. Oggi è un punto”.

Cosa ha detto a Sarri.
“E’ sempre molto simpatico con me, Abbiamo scherzato abbastanza prima della partite sulle parole che ci siamo detti durante la settimana. Ci siamo anche detti che ci vogliamo bene. Dopo la partita ci siamo detti che nessuno dei due piangerà o riderà”.

Un bilancio di questo inizio di campionato?
“Siamo a tre punti dal quarto posto. Per me il campionato è iniziato alla quarta. Le prime tre non erano campionato. Con tutto questo campionato siamo a 3 punti dalla Champions. Se avessimo iniziato alla quarta saremo in zona Champions. Dentro questo campionato abbiamo fatto una performance disastrosa contro il Genoa ma poi abbiamo fatto un campionato d’accordo con il nostro potenziale danneggiato però dal non avere Smalling, Pellegrini e Renato a mezzo servizio. In questo momento siamo in una posizione giusta con il lavoro che la squadra sta facendo. Possiamo migliorare e speriamo di essere più felici con questi giocatori che hanno questa storia clinica. Lavoriamo tutti forte per cercare di prevenirli. Renato ha fatto tre piccole partite. Vediamo se nelle prossime settimane può migliorare. Ci può dare tanto”

E’ soddisfatto quindi nono stante le critiche.
“Delle critiche no mmi interessa. Sono esigente con me stesso. Anche se avessimo vinto 5-0 non avrei dimenticato la partita di giovedì”

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NEWS

Mourinho imbestialito con Massa: “Non hai avuto le p…. di espellere Immobile”

Episodio controverso nella ripresa, che ha fatto letteralmente infuriare Mourinho. Dopo esser stato ammonito nel primo tempo, Immobile ha commesso un brutto fallo ai danni di Mancini nella metà campo della Lazio. Un’entrata che non ha portato al secondo giallo per l’attaccante biancoceleste, che ha portato Mourinho a veementi proteste contro l’arbitro Massa: “Non ha avuto le pa… di espellerlo” il labiale chiaro del mister.

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NEWS

Lazio-Roma, le probabili formazioni e come ascoltare il match su Retesport!

La Roma affronta domani pomeriggio la Lazio nel derby, il primo stagionale, per la 12° giornata di Serie A. Giallorossi privi solo di Smalling, recuperati Pellegrini e Spinazzola.

Nei biancocelesti out Zaccagni, mentre Luis Alberto e Marusic saranno della gara. Josè Mourinho starebbe riflettendo in queste ore sul possibile cambio di modulo: un 3-4-2-1 con due mezze punte alle spalle di Lukaku. Probabile però che dall’inizio si parta con il canonico 3-5-2, per evitare di concedere una superiorità numerica a metà campo agli avversari.

Rui Patricio dopo il riposo in coppa tornerà tra i pali. In difesa Mancini, Llorente e Ndicka. Sull’out di destra tornerà Karsdorp, mentre a sinistra ballottaggio tra Spinazzola e Zalewski. In mezzo al campo Cristante, Paredes e Bove (favorito su Sanches e Pellegrini). Davanti ovviamente Dybala-Lukaku.

LAZIO 4-3-3
Provedel, Lazzari, Patric, Romagnoli, Hysaj; Guendouzi, Vecino, Luis Alberto; Felipe Anderson; Immobile, Pedro

ROMA 3-5-2
Rui Patricio, Mancini, Llorente, Ndicka; Karsdorp, Cristante, Paredes, Bove, Spinazzola; Dybala, Lukaku.

Domani live su Retesport del match a partire dalle 16:00, con calcio d’inizio alle 18.00. La radio è ascoltabile anche in streaming su DAB, App Retesport, retesport.it, Twitch, Alexa e tutti gli altri device.