Categorie
NEWS

La Roma è con Mourinho: nessuna intenzione di esonerare il tecnico

La Roma è in crisi ma la società, al momento, non intende privarsi di Josè Mourinho. La situazione di classifica dei giallorossi è molto critica, con soli 5 punti in 6 partite, ma i Friedkin ritengono ancora Mou l’allenatore giusto per uscire da questa fase di estrema difficoltà. Certamente le prossime tre sfide contro Frosinone, Servette e Cagliari saranno determinanti per sperare in una sterzata, che la proprietà pretende dopo questo inizio shock di stagione, ma la Roma non ha contattato alcun ipotetico sostituto del lusitano.

Mou resterà dunque in sella, salvo stravolgimenti clamorosi, fino a giugno. Oltre quella data la Roma quasi certamente avrà un nuovo tecnico. Conte la suggestione tra i top manager, Thiago Motta il profilo che indirizzerebbe il club verso una maggiore sostenibilità finanziaria.

Categorie
NEWS

Roma, Mourinho e la maledizione del terzo anno

Le terze stagioni in una squadra di solito per Mourinho non sono forieri di grandi presagi e soprattutto di risultati straordinari. La crisi tecnica della Roma ha valicato i confini nazionali e sta facendo parlare anche all’estero, nello specifico in Spagna dove il sito di marca.com, sottolinea come alla fine sarà vero che la terza stagione di José Mourinho è maledetta. Non ha vissuto un terzo anno all’Inter perché è andato al Real Madrid, la sua seconda esperienza al Chelsea non ha completato i tre anni, ha lasciato il Real Madrid dopo un brutto terzo anno e ha lasciato il Manchester United a dicembre…proprio nel pieno della sua terza stagione.

Adesso vive il suo terzo anno a Roma e le cose non si stanno mettendo bene. La sconfitta contro il Genoa (4-1) aggrava una crisi monumentale: sono solo due punti sopra la retrocessione in Serie A. Quello che filtra dalla Roma è che, per ora, il posto di Mourinho non è a rischio. Ma questo fine settimana la Roma affronta il sorprendente Frosinone di Di Francesco (che torna all’Olimpico) in un derby laziale che potrebbe essere decisivo…per rimontare o cadere ancora di più.

“Come può la Roma uscire da questa situazione?”, si è chiesto Mourinho. “Facciamo tutto insieme. Non esiste un mercato aperto, non verrà nessuno. Questa è la nostra squadra…con i suoi punti di forza e di debolezza. Andiamo avanti, non c’è bisogno di piangere”, ha spiegato. (…)

Fonte: marca.com

Categorie
Rassegna stampa

Roma senza gioco e senza carattere: Mou non ha alibi

Scegliete voi l’immagine della Roma a Marassi, nella serata della disfatta contro un generosissimo Genoa. La faccia sconsolata di Lukaku, che sembra invidiare i palloni ricevuti da Retegui Il gol di Gudmundsson, capace di aprire la partita dopo pochissimi minuti?

Come scrive la Repubblica, la rete di Messias, a cui non sembra vero di trovarsi lì, tutto solo in area per trasformare una sconfitta amara in una goleada destinata a restare nel baule dei brutti ricordi giallorossi? (…) La fedeltà tradita dei tifosi romanisti non solo protagonisti dei sold out di cui si parla in tutta Europa, ma li a farsi sentire anche in un giovedì sera che non è certo l’ideale per una trasferta? No, l’immagine della partita tra Genoa e Roma è tutta in quella tripla sostituzione a quasi 20 minuti dalla fine, recupero compreso. Una squadra svuotata, senza idee, tenera e fragile, costretta a tentare il tutto per tutto con tre centravanti, Lukaku, Belotti e Azmoun, due trequartisti come Dybala e Aouar, un attaccante come El Shaarawy nel ruolo di terzino e un solo difensore di ruolo, Ndicka. (…)

Sul piano del carattere, su cui nessuno aveva mai provato mettere in discussione Mourinho. La Roma oggi è invece tutto questo: tenera, slegata, senza neppure quella convinzione, quella compattezza, cavallo di battaglia del suo pilota. Chiamato pesantemente e ufficialmente in causa, perché se per due anni si è parlato della Roma di Mou, oggi non si può slegare il suo nome da un quadro desolante. La crisi insomma è ufficialmente aperta. Una crisi che dovrebbe far riflettere anche chi ha preferito raccontare di una Roma alle prese con la continua mancanza dei giocatori adatti, invece di chiedere spiegazioni su un gioco, ed è paradossale, sempre meno convincente.

Categorie
Rassegna stampa

La Roma è allo sbando: anche Mou sotto accusa

La Roma crolla a Marassi. Il 4-1 in favore del Genoa apre ufficialmente la crisi dei giallorossi, sedicesimi in classifica con 5 punti dopo 6 giornate, appena 3 in più rispetto al Cagliari ultimo, decimo calciatore infortunato (Llorente uscito nel primo tempo per un fastidio ai flessori della coscia destra). Numeri che testimoniano il momento più basso nella gestione di Mourinho, che a fine partita è rimasto in campo con la squadra a prendersi i fischi. (…). Con i 4 gol presi ieri, sono 11 in 6 partite di campionato. «La gente parlava degli errori di Ibanez, ma lui dava solidità in fase difensiva. L’assenza di Smalling è pesante anche se non è corretto dire che l’abbiamo persa per le assenze perché la solidità è anche la conseguenza di uno spirito di squadra che non abbiamo.

Come scrive il Corriere della Sera, ad ogni tiro in porta ricevuto prendiamo gol, non per colpa di Rui Patricio ma ci succede sempre». Cinque punti in 6 partite: uno degli inizi peggiori della storia romanista. «È anche il peggior inizio della mia carriera, ma se non sbaglio è anche la prima volta che si sono giocate due finali europee consecutive. Gli infortuni? Loro hanno giocato 48 ore prima di noi e hanno perso due giocatori, succede a molte squadre». (…) Mourinho ha peggiorato il suo record negativo in carriera (che era a quota 6) stabilito nel 2015 col Chelsea.

Categorie
Interviste

Mourinho: “Peggior inizio della storia della Roma? Pure il mio. Persa solidità difensiva”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la sconfitta per 4-1 contro il Genoa:

“Non ho tanto da dire, non voglio parlare tanto. Alla fine della partita non ho parlato con i giocatori, ho solo salutato, e quando non parlo con loro non mi sento confortato a parlare con le domande di studio. Abbiamo iniziato male, abbiamo preso un gol brutto come a Verona, poi abbiamo pareggiato, ma c’è stato l’infortunio di Llorente e inizia a cambiare la struttura della squadra, poi sul 2-1 abbiamo tolto Mancini per paura della seconda ammonizione e con questo arbitro poteva accadere, abbiamo cambiato ancora e migliorato, sentivo che potevamo pareggiare, loro erano bassi, noi avevamo la palla con un dominio anche se senza grandi occasioni. Lukaku ha segnato ma era fuorigioco, poi è arrivato il 3-1 e lì è finita, con un quarto gol arrivato fuori contesto”

Tanti gol subiti?
“E’ vero sono tanti, senza dubbio. Non voglio dire tante cose ma la gente parlava degli errori di Ibanez con la palla che ogni tanto generavano situazioni iconiche in partite speciali, ma in realtà ci dava una solidità difensiva incredibile. Senza Smalling abbiamo vinto poche partite in queste anni, ma non abbiamo perso questa solidità difensiva per colpa di un assente, perchè quella solidità è conseguenza di uno spirito di squadra, con un blocco basso una volta persa palla etc. Ogni tiro in porta che subiamo è gol, e non parlo di Rui ma della situazione generale. E’ il momento così, il primo tiro è gol, poi il secondo segna Retegui. Con il Torino un colpo di testa con Zapata all’inizio, poi alla fine. Sento questo feeling in panchina e lo sentono anche i giocatori”

Per quanto tempo non si può guardare la classifica? E’ il peggior inizio della storia della Roma nell’era dei tre punti?
“E’ anche per me, ma è anche vero che si sono giocate per la prima volta due finali europee di seguito”

Llorente? Da cosa dipende questa serie di infortuni?
“Abbiamo giocato 48 ore dopo di loro, 4-5 giocatori con storie cliniche difficili, Diego tra questi, ha giocato tre partite di fila e per me non è una grande sorpresa che si sia fatto male”

Il gruppo è forte per uscire da questa situazione?
“E’ il gruppo che abbiamo, non c’è mercato e con questi dobbiamo uscirne, è la rosa che abbiamo con i suoi problemi e le sue qualità. Non c’è tempo di piangere, ma guardare avanti, piangere internamente sì, perchè siamo tristi, soprattutto io per il rapporto che ho con il romanismo. Domenica diventa una partita importante per noi”


CONFERENZA STAMPA:

Cosa è successo?
“Serata negativa: palla persa in costruzione, una costruzione strana perché non preparata. Reazione positiva, con poi il gol del pareggio. Finita con l’infortunio di Llorante che ci ha fatto arretrare Cristante. Secondo gol: bel tiro. Poi il giallo a Mancini ha dimostrato il registro dell’arbitro. Lui è uscito e noi abbiamo cambiato struttura. Poi il Genoa ha fatto il blocco basso, con il gol di Lukaku in fuorigioco ho creduto nel pareggio, ma è arrivato il 3-1. Non c’era più storia”.

Questione fisica?
“No, si sono infortunati anche due dei loro. Come noi con Diego. Quando arriva questa fatica o ci si infortunia o si abbassa la qualità. Se vedi di Dybala che ha giocato dopo anni due partite di seguito, penso che sia una cosa legata a più fattori. Non è solo una questione fisica. Il preparatore atletico è fantastico, lo sono anche chi lavora con lui: gli stessi di Budapest e Tirana. Alcuni calciatori devono lavorare, ci manca ancora la condizione”.

Dai giocatori cosa ha raccolto e cosa si aspetta?
“Solo rispetto, per questo siamo andati sotto al settore. I tifosi non hanno bisogno che parli tanto: sanno quello che penso. Il dolore non è solo mio, ma anche per tutti loro che sono fantastici. Dai giocatori mi aspetto, al di là del rispetto, che nella prossima partita diano il massimo, nonostante la pressione: l’inizio di stagione è pessimo. Se i tifosi avranno una reazione negativa con noi, dobbiamo reagire bene. Il rispetto per loro è intoccabile. I giocatori sono andati lì per iniziativa loro, non mia: sanno cosa vuol dire essere romanista. Non c’è discussione. Non dobbiamo chiedere scusa, perché noi abbiamo il doppio del dolore inquanto professinisti. Dobbiamo andare domenica e fare bene”.

Categorie
Calciomercato

L’agente di Man svela: “Mou lo voleva alla Roma”

Mourinho sa tutto del calcio rumeno. Avrebbe potuto avere alla Roma un calciatore romeno, ma purtroppo il club doveva rispettare il fair play finanziario e non poteva acquistarlo. Mou ha pensato a Dennis Man, ma il Parma era in Serie B. Se il club fosse stato promosso anche grazie al suo aiuto, Man avrebbe preso la strada di Roma”. Così l’agente di Dennis Man, attaccante ducale, Giovanni Becali, ai microfoni di Orange Sport.

Becali è stato nominato proprio da Mourinho recentemente quando una giornalista rumena gli ha chiesto di parlare la sua lingua e il mister, scherzosamente ha risposto conosco solo Becali in romeno.

Categorie
Interviste

Mourinho: “Roma in crescita, dispiace per i due punti persi. Classifica? Va vista a dicembre”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di DAZN dopo Torino-Roma 1-1

Perchè sono mancati i tre punti?
“Perchè abbiamo preso gol su palla inattiva, è difficile giocare contro il Torino contro squadre che hanno questa proposta di gioco, con questa fisicità e intensità. Abbiamo fatto una buona partita secondo me, non è facile creare contro di loro, non è facile giocare di prima su un campo come questo, io prometto che non faccio più critiche all’Olimpico perchè rispetto a questo sembra una passerella. Abbiamo fatto una partita di grande sforzo, con gente come Paredes che qualche settimana fa che non poteva giocare neanche dieci minuti, con una linea difensiva nuova che ha fatto una partita positiva. Mi è piaciuta la mia squadra, l’obiettivo è sempre fare meglio, ma era difficilissimo stasera. Ho il feeling di due punti persi, quando prendi gol su palla inattiva verso la fine. Loro si sono preparati per una settimana, noi abbiamo avuto la coppa, non sono triste con i giocatori ma per il risultato”

Meglio nel secondo tempo sul piano del palleggio, a parte il risultato è un’ipotesi giocare con tre offensivi davanti, oppure lo hai pensato solo per stasera?
“Giocare con tre giocatori offensivi non è facile per noi in funzione dei giocatori che abbiamo, abbiamo tre attaccanti veri e mi piacciono tutti, Azmoun non ha giocato ancora perchè non è in condizione ancora, abbiamo Paulo ed El Shaa o Pellegrini che possono fare questo lavoro sotto punta, Lorenzo non sta ancora al 100%, ha fatto un solo allenamento. Noi se stiamo tutti bene abbiamo più soluzioni per giocare a tre a centrocampo, abbiamo migliorato tanto sulla costruzione dal basso, Paredes da più qualità sulla costruzione, Cristante gioca più alto e si inserisce per andare a fare gol, come sul palo, sono dispiaciuto per il risultato, ma ho visto la Roma in crescita sia individualmente sia collettivamente”

Prendete più gol rispetto allo scorso anno, questione di singoli o di assetto?
“Se vedi la squadra dei cinque dietro, sono 2 e mezzi nuovi, Ndicka, Kristensen e Llorente che ha giocato una decina di partite l’anno scorso. Ibanez non c’è, Smalling non sta bene, Rui ora è al top ma non ha iniziato bene. Dobbiamo trovare equilibrio a centrocampo, mi è piaciuta la coppia Paredes-Cristante, credo che torneremo ad una situazione più normale di non prendere gol, la gente si ricorda degli errori di Ibanez in due partite importanti, ma era difensivamente fortissimo, Smalling per noi è fondamentale, oggi Diego Llorente ha fatto una partita straordinaria in marcatura di Zapata. La classifica non piace, ma è meglio non guardarla, la classifica vera sarà a dicembre o gennaio e noi non saremo lì dove siamo ora”

Lukaku straordinario?
“E’ un giocatore fantastico, non c’è altro da dire sono molto contento di lui, di Belotti e Azmoun che mi piace, ha bisogno di tempo per lavorare”

Categorie
Rassegna stampa

Mourinho su Dybala: “Speciale, vale come Mbappé per il Psg”

Lukaku segna il suo 12° consecutivo in Europa League, in una striscia di reti di fila che sale a 16. Quanto basta per santificarlo come indispensabile, soprattutto se ha Dybala come partner d’attacco. Per questo alla fine Mourinho analizza così la gara: “Il primo tempo è finito con un risultato bugiardo. Faccio fatica a capire l’atteggiamento della squadra, poi però abbiamo meritato la vittoria, anche se sono triste per Sanches. Bayern, Psg e noi non riusciamo a capire il perché dei suoi continui infortuni”.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, Mou sa bene come la Roma sia ai piedi di Lukaku e Dybala. “Con il fisico che possiede a Romelu fa bene giocare, può migliorare solo così. Paulo per noi è come Bernardo Silva per il City o Mbappé per il Psg. È un giocatore speciale, ma non posso utilizzarlo sempre, va gestito. Col Torino lo farò partire dall’inizio, però magari lo dovrò togliere prima della fine perché si giocherà in mezzo alla settimana col Genoa”.

Categorie
Interviste

Mourinho: “Male nel primo tempo, meglio dopo il pari, vittoria meritata. Sanches? Purtroppo è questo”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo Sheriff-Roma 1-2:

Che cosa ha capito di questa partita, guardando dall’alto?
“Non mi è piaciuto il primo tempo individualmente e collettivamente, troppo lento, senza aggressività, senza controllo del gioco, un 1-0 quasi di miracolo, perchè non abbiamo fatto niente per guadagnarlo. Dopo il pareggio mi è piaciuta la reazione, il gol, le altre occasioni e il controllo della partita. Ok senza grande aggressività o ambizione, con un bel controllo e abbiamo meritato la vittoria, che era la cosa più importante in un girone così”

Nel primo tempo Sanches e Aouar? Come sta Renato?
“No tutti e due hanno bisogno di giocare, di ritmo e intensità, Renato è questo purtroppo, che sta sempre a rischio, difficile da capire, al Bayern Monaco non hanno capito, al PSG uguale e noi facciamo fatica a capire, ha bisogno di giocare, nell’ultima partita ha giocato 45 minuti, ha recuperato, era super apposto per giocare oggi purtroppo ha sentito qualcosa. Aouar ha ritmo basso, lo chiamo ritmo della paura, ha giocato un’ora dopo l’infortunio muscolare, ha bisogno di giocare per recuperare”

A Torino Bove meriterà una maglia da titolare?
“Sono tutti titolari, non penso che Bove per questi trenta minuti meriti di più di una settimana fa, è un giocatore affidabile, che sappiamo cosa può fare, due anni fa era un ragazzino che doveva andare in prestito, oggi è un giocatore che mostra potenziale e fa chiedere anche a te se può essere titolare”

Lukaku? Se lo aspettava così presente e carico?
“Sì è un giocatore che ha bisogno di giocare con questa struttura fisica, ha bisogno di agilità, di fare partite. Ho fatto giocare lui, pensavo di cambiarlo prima, ma ne avevo solo uno a disposizione e abbiamo aspettato a 10 minuti finali. A Romelu Lukaku”.

Categorie
Rassegna stampa

Mourinho va a caccia del 27° trofeo: “E a Budapest…”

Le parole contano davvero? Centotredici giorni fa c’era un mondo – quello giallorosso – in fiamme per la finale di Europa League persa a Budapest contro il Siviglia. L’arbitro Taylor era il nemico; agguati e complotti le parole d’ordine di spiriti bellicosi. Sembra quasi un paradosso che oggi la Roma ricominci davvero in una città, Tiraspol, dove l’odore della guerra ha l’inesorabilità del reale. La Transnistria – repubblica non riconosciuta dall’Onu – ha il cuore che batte per la Russia, mentre la Moldavia, da cui si è separata, è più vicina al nostro Occidente.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, José Mourinho stasera dovrà scontare la prima delle 4 giornate di squalifiche inflittegli dalla Uefa per le dichiarazioni di fuoco seguite al match col Siviglia. Eppure la rabbia non si è ancora placata. “Io continuerò a dire – e lo farò fino all’ultimo giorno della mia carriera e anche oltre – che la finale di Budapest noi non l’abbiamo persa. E lo dirò ogni volta che parlerò di quella partita“. Adesso, però, gli tocca gestire la lontananza dai suoi. “Non sarò vicino alla squadra e non potrò comunicare – spiega – , ma mi fido del mio staff. Comunque, anche se non posso parlare con i giocatori, posso esultare ai gol“.

Perché la caccia alla zona Champions, obiettivo del club, è raggiungibile anche tramite la vittoria in Europa League. “Non riesco a scegliere una competizione. Ci sono squadre forti in Italia e in Coppa come Brighton, Liverpool, Leverkusen e Atalanta. Rispettiamo lo Sheriff, ma il nostro traguardo è vincere il girone e non complicarci la vita come fatto lo scorso anno andando ai playoff con un club sceso dalla Champions“.