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APPROFONDIMENTI

Roma, infortuni in calo del 45% da quando c’è Mou

La Roma e gli infortuni, un problema che ricorre quasi in ogni stagione ma che da quando è arrivato Mourinho, a dispetto di quanto si dice, è stato affrontato e in parte calmierato. Nuovi metodi di allenamento, nuovi campi, nuova esperienza e nuovo rapporto di fiducia tra atleta e staff: da quando c’è Mourinho si respira un’aria diversa e anche il numero di infortuni è calato drasticamente. Rispetto alle tre stagioni precedenti all’arrivo dello Special One, la Roma ha ridotto i problemi fisici del 45%. Quest’anno si sono registrati 12 infortuni (come Lecce e Bologna), che posizionano i giallorossi al quinto posto nella classifica delle squadre di Serie A più sane.
Sassuolo (6), Monza (8), Milan (9) ed Empoli (10), meglio dei capitolini.

Secondo uno studio di Noisefeed, i club con più infortuni seri, cioè superiori a 60 giorni, sono Atalanta e Cagliari, mentre la Roma non ne ha nessuno.

I 12 ko giallorossi hanno come protagonisti calciatori con uno storico importante: Dybala, Sanches, Aouar, Pellegrini, Smalling e Llorente. Poi ce ne sono altri, da Zalewski ad El Shaarawy fino a Mancini, che hanno infortuni meno frequenti ma pagano un normale conto in una stagione in cui si gioca ogni tre giorni. Durante la sosta Mourinho si dedicherà al lavoro specifico, che prevede allenamenti ma anche tanto riposo. Questa è la ricetta giusta per arrivare fino in fondo.

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Interviste

Mourinho: “Farò turnover ma non eccessivo. Dublino? Vinciamo prima il girone. Amo Paredes”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Mourinho alla vigilia di Roma-Servette:

7 partite ogni 3 giorni. Questo è l’elemento da gestire?
“È una situazione che non possiamo nascondere, di cui si parla molto anche da altre parti del mondo valutando la qualità del gioco e l’intensità. Qualche cambio si farà ma non sarà turnover totale perché vogliamo vincere la partita”

Passi in avanti del gruppo in questi giorni? Le pesa non essere in panchina domani?
“Ho fiducia nei giocatori e nello staff, non stare in panchina può avere un piccolo impatto però non voglio andare oltre questo, dipende anche da come andrà la partita. Abbiamo vinto o perso con me in tribuna, non fa grande differenza questo. Dopo la partita contro il Frosinone, come avevo detto contro l’Empoli, con un altro allenatore sarebbe stata una partita di un altro mondo, con noi è stato normale vincere 7-0. Dopo Frosinone ho detto che non eravamo incredibili, così scarsi dopo le sconfitte. Dico questo quando si vince e questo quando si perde. Dopo il Frosinone il nostro lavoro non è cambiato, abbiamo lavorato su ciò che abbiamo fatto bene e ciò che va migliorato. Abbiamo vinto ma non tutto è stato perfetto e abbiamo lavorato, ovviamente è più facile lavorare sulle cose positive perchè migliori in autostima e fiducia, al contrario sulle cose negative serve equilibrio ma non puoi nasconderlo. Oggi abbiamo iniziato a vedere il Servette, dentro i nostri limiti perchè c’è poco tempo per lavorare, ma oggi abbiamo verificato fase offensiva e difensiva, per arrivare senza dubbi, anche se non con grande intensità ovviamente”

L’obiettivo della Roma è di provare a vincere questa Europa League?
“E’ prematuro, il primo obiettivo è qualificarci, secondo finire in testa, per evitare le due partite in più dei play-off contro le squadre della Champions che retrocederanno. Dobbiamo far di tutto per arrivare primi nel girone. L’obiettivo è andare passo dopo passo, dopo vedremo. Se vedi le squadre che sono già in Europa League, ci sono squadre di altissimo livello, se guardi le prime gare di Champions si può già immaginare che qualche squalo arriverà, è molto molto difficile. Lo scorso anno lo era altrettanto ma siamo arrivati a Budapest. Adesso pensiamo ai tre punti di domani, qualifichiamoci da primi e poi penseremo”.

Bove? 
“Quando parlate di Bove dovete ricordare chi lo ha fatto giocare, bisogna dire anche cose positive di me. Quando sono arrivato doveva andare in Serie C a giocare. Domani gioca di nuovo, è un ragazzo sano, lavora incredibilmente bene anche quando non gioca, è una qualità molto molto preziosa nel calcio di oggi dove tanti ragazzi non hanno questa forza mentale. E’ un ragazzo straordinario su questo aspetto, ovviamente più minuti accumula più evolve, ogni minuto che gioca bene o non bene, è uno che acquisisce esperienza e li prende con responsabilità. Gioca domani, è sempre positivo nella squadra, nel secondo tempo col Frosinone si è liberato, ha avuto più spazi, ha avuto l’opportunità di segnare, è un giocatore che cresce e l’orribile allenatore, il sottoscritto, è molto orgoglioso di avergli dato l’opportunità di passare dal livello di Serie C ad un livello importante del calcio italiano”

Paredes quanto sta dando in più alla Roma rispetto ad un Matic? Quanto invece c’è da lavorare quando la palla la hanno gli altri?
“E’ tutto vero, è un prodotto finito come giocatore, non è un ragazzino in fase di evoluzione. E’ quel giocatore là che io ti dico veramente che in fase offensiva mi è piaciuto tanto da sempre e adesso che lavoro con lui dico di più, amo Leandro con la palla, la squadra con lui è diventata una squadra che invece di avere sempre o quasi sempre meno possesso palla dell’avversario, ora ha sempre o quasi sempre più possesso palla, perchè è questa la sua caratteristica. Una connessione importante tra i difensori e la parte offensiva, una grande tranquillità con la palla tra i piedi, se la gode in quella fase. Senza palla è un pochino quello che siamo noi, non solo Leo: non siamo una squadra molto veloce, con una transizione reattiva, dobbiamo cercare equilibrio, per combattere questo tipo di problema. Nell’ultima partita mi è piaciuto questo equilibrio che la squadra ha avuto. La vera opportunità concessa è nata dalla profondità del loro attaccante sorta dalla mancata lettura dei nostri difensori che dovevano anticipare la profondità. Sono basicamente d’accordo con te. Mi piaceva tantissimo Nemanja, per questo motivo ha giocato con me in tre club diversi, mi piace tanto Paredes come giocatore e come uomo, in fase offensiva è un grande calciatore”

Match più importante per il Servette negli ultimi 20 anni, come vi preparate a questa sfida e alle sue insidie?
“Perchè la più importante? Anche per noi è importante questa sfida forse di più, perchè le responsabilità maggiori sono qui. Bisogna rispettare il Servette, non ha fatto bene finora in campionato, ma ha fatto bene nelle coppe. Ha un buon allenatore, l’ho incontrato con l’Anderlecht quando allenavo il Manchester, farò 4 cambi al massimo proprio perchè ho rispetto di loro, è una squadra organizzata con buone individualità. Auguro ai vostri tifosi di vivere una bella serata all’Olimpico, ma vi auguro anche di tornare a casa con zero punti”

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Rassegna stampa

Romelu show: “Mou mi conosce, io penso a tirare e a fare sponde”

La Roma non è solo lui, ma di certo senza Lukaku i guai sarebbero peggiori. “Contava solo vincere – le parole del centravanti giallorosso al termine di Roma-Frosinone -. Abbiamo parlato con il mister, i tre punti erano davvero importanti. Adesso dobbiamo continuare così”. Il segreto del suo inizio, tre gol in 5 gare di A, è anche Mourinho: “Mi conosce bene. Siamo in un momento difficile, ma la stagione è lunga. Io sono concentrato nel fare la cosa giusta: tirare o fare una buona sponda. Presto avrò una condizione migliore e spero che questo ci aiuti a vincere. Dybala? Con ogni compagno che ho avuto mi sono trovato bene, è importante sapere le qualità del mio compagno. Paulo è un giocatore importante, ma dobbiamo fare il meglio per la Roma”.

Fonte: la Gazzetta dello Sport

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Interviste

Mourinho: “Vittoria da squadra vera. Futuro? Ho un contratto fino al 30 giugno”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 2-0 sul Frosinone:

E’ sembrata a tratti la Roma dell’anno scorso?
“Nel primo tempo abbiamo concesso due buone opportunità, per una linea difensiva schierata con un centrocampista e un ragazzo arrivato due mesi fa, ma abbiamo giocato con compattezza, grazie anche a Bove e Paredes che hanno dato una mano, grande sforzo dei due esterni e dei ragazzi davanti. Siamo stati squadra, squadra vera contro una che di Serie B non ha niente, giocatori di qualità, organizzati, mi sono piaciuti tanto”

4 gol in 5 partite per Lukaku? Torna al gol anche Pellegrini…
“Pensavo di essere responsabile che Lukaku non segnasse, come minimo questo qua nessuno mi può fare accuse, Romelu segna qua, al Manchester, all’Inter, ovunque vada. Per fortuna non sono capace di distruggere la sua qualità”

Cosa l’ha infastidita così tanto in questi giorni?
“Quello che ho spiegato ieri, tre mesi fa ero il più amato, il più voluto, ero il panico di chi si vanta. Tre mesi dopo per un inizio di campionato orribile a livello di risultati, ma dovuto a tanti fattori, semplicemente questo. I ragazzi oggi sapevo che oggi avrebbero dato tutto, vincendo oppure no. Noi siamo squadra, siamo amici, siamo uniti. Sono molto molto contento che loro hanno vinto la partita, perchè quando perdi come a Genova non è facile bisogna essere equilibrati emozionalmente, con buona struttura mentale. Ma noi devo dire non abbiamo mai sentito da parte dei tifosi l’anti-Roma, dal pullman a qui abbiamo ricevuto solo applausi. Io ringrazio loro, perchè magari qualche ragazzo poteva risentirne. Sembrava che a Genova avessimo vinto, ringrazio i tifosi”

Oggi è andato in campo prima della partita?
“Ma non dopo la partita, perchè era giusto che si prendessero gli applausi i ragazzi, sono sempre stato il porto sicuro nei momenti di difficoltà, invece mi metto a distanza quando le cose vanno bene e loro fanno le foto”

Futuro?
“Inutile parlarne ora, ho un contratto fino al 30 giugno con la Roma, questo è un accordo serio come spiegato”

Sente la società vicina?
“Non sento o sento, non devo parlarne, la proprietà è la proprietà, l’allenatore deve rispettare la proprietà e non fare nessun commento. Sono contento anche per loro, ovviamente voglio vincere, sono dispiaciuti per il pessimo risultato di giovedì e oggi saranno sicuramente contenti. Io lavoro per loro, per i romanisti e per i giocatori”

Quando pensa di poter recuperare giocatori dietro?
“Oggi stavo guardando la Juve, quando Bremer si è fatto male ed è entrato Rugani, ho detto ‘Max è fortunato’, noi abbiamo Smalling e Llorente fuori, giovedì non ci saranno, speriamo in un miracolino per Cagliari, magari anche Renato che se torna mi consente di far giocare dietro Cristante, ma dobbiamo aspettare e fare con quelli che abbiamo”.


MOURINHO IN CONFERENZA STAMPA

Ieri ha parlato molto.
“Oggi poco”.

Ha parlato di “multifattorialità”. Cosa è mancato del fattore Mourinho per ora?
“La mia risposta è stata probabilmente dare ai giocatori uno stato dell’anima perfetto. Perché dopo la frustrazione, dopo la pressione, dopo le critiche, non puoi entrare in una partita come questa solo col cuore, perché se ci entri solo con il cuore non vinci. Per vincere questa partita devi alzare il livello di intensità, devi equilibrare dal punto di vista emozionale. Non devi entrare in campo e prendere un rosso, non devi perdere la testa sullo 0-0. Col punteggio 1-0 per tanto tempo non puoi perdere la testa pensando al cronometro, bisognava cercare di avere quell’equilibrio. Sono riuscito a trasmettere ai ragazzi questo stato dell’anima, poi automaticamente si vince e si fa bene e si perde e si fa male. Penso che l’esperienza del mio modo di sentire questo momento difficile mi abbia fatto entrare bene nella testa dei giocatori. Hanno dimostrato questo, cercare il primo gol quando loro hanno creato 2 opportunità, non siamo andati nel panico. Abbiamo cercato il raddoppio, sul 2-0 partita finita. Non era il giorno per fare una partita meravigliosa, era impossibile, non c’era freschezza né fisica, né mentale. L’avversario era molto molto bravo, l’ho analizzato prima della partita e mi è piaciuto tanto. Si sentiva la qualità, complimenti a loro”.

Bove può giocare con Cristante e Paredes? Cosa ha Ndicka?
“Evan viene dalla Bundesliga, che è un calcio completamente diverso. Giocava a 3, però è un 3 completamente diverso, con principi completamente diversi. Continuo a dire, e magari qualcuno non è d’accordo, che il calcio più tattico sia quello italiano. Vedo squadre in altri campionati con grandissimi giocatori e solo quei grandissimi giocatori fanno grandi le squadre, perché per il lavoro dal punto di vista tattico l’Italia è il paese più forte. Per un ragazzo come lui non è facile, poi è anche la sua natura. Ha grande qualità, una bellissima gamba sinistra, non è quello di oggi, è veloce, non è un giocatore fortissimo nei duelli individuali, deve migliorare, e dal punto di vista mentale è quello che dicevo ieri, è responsabilità nostra. Un altro che ha bisogno di tempo di adattamento è Aouar, deve conoscere le dinamiche difensive, sono cose per cui ha bisogno di tempo. Al di là di Lukaku che è un giocatore di un livello altissimo, che sa tutto. Quello che dal punto di vista tattico è il migliore è Renato. Gli altri hanno bisogno di lavoro, di tempo e risultati positivi. Questi giorni sono stati duri, sono contento per i ragazzi”.

Ha fatto giocare Dybala tre volte 90 minuti in 8 giorni.
“Giovedì non gioca, è arrivato al limite. Sai perfettamente che se non vinciamo oggi il Colosseo esplode, viene attaccata San Pietro. Non lo farei mai giocare se lui mi dicesse che non ce la fa, mi ha detto l’esatto opposto. Quando è uscito ho detto che decido io, e giovedì non gioca”.

Smalling e Renato Sanches tornano dopo la sosta?
“Spero di sì. Prima della sosta, Renato è no definitivo, per Smalling sarebbe un miracolino arrivare a Cagliari, magari in panchina per aiutarci come ha fatto la Juventus con Rugani gli ultimi minuti. Altrimenti aspettiamo la sosta”.

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Rassegna stampa

Mourinho: “Non sono io il problema. Soltanto Friedkin può mandarmi via”

Segnali. L’italiano è meno fluido del consueto e, nel momento chiave della sua arringa, la mano batte sul tavolo per nove volte. José Mourinho accetta solo cinque domande, ma solo per partorire cinque lunghi monologhi che spaziano dal campo alla vita. Tutti, però, sembrano avere un comune denominatore: «Non sono io il problema della Roma, non lo accetto».

Mourinho non nasconde i limiti della rosa, ma sa che insieme a Pinto hanno fatto una sorta di scommessa su tanti giocatori soggetti a infortuni. «A causa del financial fair play, si dovevano prendere decisioni ma sai che sono rischiose. è una situazione che già conoscevo e poteva succedere. Per il resto, come difensore puro Ndicka non sarà mai come Ibanez, cioè un gladiatore, ma può crescere. Anche Cristante prima non era un genio con la palla, mentre ora è diventato fondamentale». Ciò che Mou non crede, però, è che esista una crisi del terzo anno, come spesso gli è accaduta in carriera. «Penso che il problema non siano gli anni, ma un rapporto che esiste o meno. E qui esiste. Mi piace tantissimo lavorare qui e non sono stato in altri club in cui mi sia piaciuto di più farlo».

Come scrive la Gazzetta dello Sport, eppure stasera, in un Olimpico ancora una volta esaurito, la sensazione è che la più lunga luna di miele della storia delle panchine della Roma sia terminata. Per allentare la pressione, contro il Frosinone occorrerà solo vincere. Altrimenti di Special, alla fine, c’è il rischio che ci sia solo la contestazione di una tifoseria un po’ incredula e un po’ esasperata. Per informazioni, chiedere a Di Francesco, che cadde dalle stelle senza quasi neppure accorgersene.

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Interviste

Mourinho: “Io resto qui, solo Friedkin può mandarmi via”

Josè Mourinho ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Frosinone. Ecco le sue dichiarazioni:

Come deve ripartire la Roma?

“Vogliamo vincere, dobbiamo vincere. Non dobbiamo cercare nessun tipo di alibi, non vogliamo toglierci responsabilità o cercare alibi. Abbiamo fatto 3 partite prima di finire il mercato, quell’unico punto penso che a tanti giocatori ha lasciato un peso importante. Dopo l’incredibile risultato contro l’Empoli, e anche in Europa, ho pensato che quel peso potesse andare via, in campo e fuori. Non è successo a Torino in condizioni normali, visto quello che succede in questa stagione in Serie A dove queste squadre possono fare risultato contro squadre superiori. Quel punto, dopo una buona partita, è diventato negativo. In condizioni normali sarebbe stato positivo. Con il Genoa mi aspettavo continuità e miglioramento, ma non è successo. Se vogliamo dire cosa sia accaduto, sono successe tante cose, svantaggio, pareggio, di nuovo in svantaggio. Anziché migliorare, abbiamo peggiorato subito. Con Cristante in difesa la squadra ha peggiorato, quando siamo passati a 4 siamo peggiorati ancora, Cristante e Ndicka non hanno mai giocato a 4. Sembrava che potessimo pareggiare, arriva invece il terzo gol su palla inattiva, poi il quarto arriva fuori contesto. Quello che dobbiamo fare è avere il coraggio di entrare in campo e accettare una reazione di grande romanismo che può essere appoggio fantastico oppure una manifestazione negativa, dobbiamo avere il rispetto di queste possibili manifestazioni e avere il coraggio di giocare contro una buona squadra che sta psicologicamente bene. Sarà difficile perché abbiamo una pressione extra, serve avere coraggio anche se abbiamo lavorato solo due giorni. Non c’è molto più da fare se non avere coraggio e personalità, peccato non si giochi oggi”.

Firmerebbe il rinnovo?

“Parliamo di una situazione ipotetica e non mi piace. NOn è un successo, non posso darti una risposta. Quello che ti posso dire è che 3 mesi fa, il periodo di Budapest, era quasi un dramma pensare di andare via. A Budapest ho detto di rimanere ai giocatori e allo staff. Tre giorni dopo, contro lo Spezia, ho detto ai tifosi che sarei rimasto. Qualche giorno dopo ho incontrato Dan Friedkin e gli ho dato la mia parola. Durante le vacanze ho avuto la più pazza delle offerte per un allenatore e l’ho rifiutata per la parola che avevo dato a giocatori, tifosi e proprietà. Oggi, 3 mesi dopo, sembro io il problema e non lo accetto. Non leggo e non guardo tv ma le cose mi arrivano. Non lo accetto, io non sono il problema. Nel calcio le cose dipendono da molti fattori, non si può dire il responsabile è quello lì. Sono cose che succedono all’interno di un club, di un’azienda, di una struttura educativa. Quello che tre mesi fa era il più grande problema del romanismo, di Trigoria, dei giocatori, quando tre mesi fa questa persona si compromette con la sua parola, la porto avanti fino al 30 giugno 2024, sarò qui a lottare ogni giorno per i giocatori, per la società, per i tifosi. Solo una persona mi può dire che sia finito tutto prima del 30 giugno ed è Dan Friedkin, solo lui può dirmi di andare via, se non me lo dici io resto fino al 30 giugno, ho dato la parola a tutta Trigoria, ai tifosi, al mondo perché quando parlo io purtroppo parlo al mondo perché la mia carriera è stata fatta così. Sono la stessa persona e fino al 30 giugno io sono qua con i miei giocatori a lavorare per la mia proprietà, solo Dan può mandarmi via oppure Ryan. Non ho paura della pressione esterna, non ho paura dei possibili fischi, se vogliono trovarmi mi trovano a Trigoria, quando decido di andare a cena fuori sto un po’ fuori e vado in albergo per uno-due giorni altrimenti sono sempre qua. Non c’è né paura né mancanza di fiducia, domani sono allo stadio con i miei giocatori, insieme come sempre e come sempre dal primo giorno, ci prenderemo le responsabilità di quello che potrà succedere prima, durante e dopo la partita, l’unica cosa che pensiamo tutti insieme è di vincere la partita domani perché la squadra ne ha bisogno”.

Dove schiererà Cristante domani e nelle prossime partite fino alla sosta di ottobre? Giocherà davanti alla difesa come mezzala, oppure dietro per sopperire al problema del mercato, cioè che sono rimasti più o meno gli stessi difensori più Ndicka?

“Penso che Pinto sia stato qua nei primi giorni di agosto e penso abbia fatto una buona spiegazione, ah sì era settembre giusto. Pinto ha spiegato bene, ha spiegato come la Roma debba ovviare al suo Financial Fair Play, si devono prendere certe decisioni e sai che sono rischiose. Hai dimenticato di dire che Ibanez non c’è più, non abbiamo Kumbulla che è infortunato e l’anno scorso ci dava una mano. Con Smalling out siamo rimasti in tre in un periodo dove si gioca ogni tre giorni, fai tipo otto partite in un corto spazio di tempo. L’infortunio di Llorente fa parte di Diego, è la sua storia clinica e ci ha messo in difficoltà. Come dicevo prima ad Angelo o a Juric, non è il momento di trovare alibi o incolpare qualcuno, questa è una conseguenza di una situazione del Fair Play Finanziario, è una situazione che già conoscevo e poteva succedere. Con il Genoa, il miglior momento è stato il gol e nel momento che facciamo il gol, sembrava stessimo sviluppando qualcosa ma siamo stati forzati a fare un cambio. Non mi piace parlare individualmente dei giocatori, ma ora Cristante ci dà di più, ha avuto un’evoluzione fantastica, nella velocità di esecuzione, non era propriamente un genio con la palla, ma è diventato più sveglio obiettivamente, è importante per noi. La squadra ha peggiorato quando è passato dietro, poi dopo arriverà la domanda di Lo Monaco se giochiamo a 3 o a 4 che è una domanda normale. Per giocare a 4 possiamo giocarci solo con El Shaarawy e Costa, che sarà convocato. Se parlate di Dybala, voi dite che sembrava molto stanco in queste due partite, ho un amico che mi rompe sempre a riguardo. Non dovrei parlare di queste cose con voi, abbiamo una partita domani difficile, importante, una pressione extra, dobbiamo giocarla al massimo della nostra potenzialità. Se mi aspetto di più dai giocatori? Sì, mi aspetto di più da me stesso perché sono sempre molto esigente, però mi aspetto anche di più dai giocatori, quando prendo due gol da palla inattiva, io alleno le palle inattive difensive ma non alleno pure la costruzione bassa per aprirsi sulla linea, non ho detto di lasciare Lukaku da solo lì davanti. Mi aspetto di più da me e da loro. Ho una cosa con i giocatori che senti, senti più meno più meno, ma questi ragazzi sono miei amici, io sono amico loro. Non esiste solo empatia di lavoro, c’è empatia fra di noi e questa è una base che non ha prezzo in questi momenti qua. L’allenatore è un uomo solo nei momenti difficili, ma con loro no. Sono un po’ più solo perché a me piace stare solo, mi piace nascondermi, isolarmi qualche volta, ma con i miei giocatori non mi sono mai sentito da solo. Mi aspetto di più in campo, mi aspetto una mentalità, una fame, una responsabilità diversa e anche gente nuova che è arrivata penso che crescerà alla velocità che gli facciamo vedere come siamo noi. Per darti un esempio, Ndicka come difensore puro e Ibanez mai nella vita, c’è una differenza enorme. Ndicka è più bravo con la palla, ma Ibanez faceva errori con possesso palla e ha fatto errori in partite che non si dimenticano. Con il Genoa abbiamo avuto 7 angoli a favori, su 7 angoli nemmeno una volta abbiamo attaccano prima la palla e come fai a fare gol? Mi aspetto di più dai giocatori e da me stesso, però è più facile dire questo quando c’è amicizia, ho bisogno di più”.
Spalletti disse che il terzo anno è difficile farsi capire dai giocatori. È verè che è può complicao incidere?

“Non la penso così, quando stai bene con una persona non esiste secondo o terzo anno. Anche nel primo anno c’erano dei problemi, sto parlando di rapporti umani. Ho amici che ho conosciuto a 5 anni e che oggi sono ancora miei amici, è la maratona della vita. DOpo 4,5,6 anni in una squadra non è un problema, devi fermarti quando sei stanco del rapporto o non senti più l’amore. Ci sono allenatori che hanno tanti soldi da spendere, che cambiano giocatori con facilità. Se c’è un problema nel Barcellona o nel City, Guardiola paga 100 milioni senza problemi. Penso che il punto di partenza non siano gli anni, ma un rapporto che esiste o non esiste, in questo caso il rapporto esiste. Non voglio tornare alla domanda di Juric sul rinnovo perché è ipotetico, perché da questa porta qua lavoro ogni giorno, mi piace tantissimo e non posso dire che ho avuto dei club dove mi è piaciuto lo stesso o dove mi è piaciuto di più in un altro posto”.

C’è una mossa alla Mourinho per risolvere i problemi della Roma?

“Cosa vuoi che ti dica… la risposta che ti voglio dare è quando ho fatto lo scemo con te e ti ho dato una risposta di ma e poi mi sono scusato. C’è qualcosa che non è andato bene ed è in questo tipo di momenti che uno si deve isolare, una cosa è isolare perché gli altri ti vogliono isolato, non ti vogliono bene e non stanno con te lasciandoti solo. È la cosa più comune, quando si perde l’allenatore è un uomo solo. Un’altra cosa è quando tu sei solo per una tua opzione, è il mio caso. Negli ultimi 2 giorni sono andato a letto alle sei del mattino dopo le partita, poi alle 12:15 alle 19:00/19:30 decidere da solo. Quando hai questo momento, tanta gente parla fuori ma anche dentro. Chi mi dice una cosa, chi mi dice un’altra, se vado da loro sento tante cose perché tutti hanno un’opinione. Ho fatto una riunione ieri con i giocatori e ho iniziato a dire che avrei fatto delle domande e avrei risposto alle domande. Mi sono messo dalla parte dei giocatori e ho risposto come fossero loro, se io dovessi sbagliare tu calciatore devi interrompermi. Ho fatto dieci domande, nessuno mi ha mai detto che avevo sbagliato, ho risposto come avrebbero voluto loro. Conosco loro molto bene e perché non volevo sentire altre campane, volevo dirti questo l’altra volta e invece ti ho detto quella cata lì, ti chiedo di nuovo scusa”.stampa alla

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APPROFONDIMENTI

Friedkin, tra investimenti e Lukaku: proprietà amareggiata, l’obiettivo minimo è la Champions

La presenza nei corridoi di Trigoria di Dan e Ryan Friedkin, in un momento così delicato, denota grande capacità di comprensione della situazione. Ciò che filtra da parte della società è un messaggio chiaro ai naviganti: l’obiettivo minimo è e resta tornare in Champions, soprattutto dopo l’investimento (quasi a fondo perduto) su Lukaku.

La società è molto delusa poiché la squadra deve arrivare in Champions. Un’amarezza che è stata comunicata al gruppo squadra e al GM Pinto già nelle ore successive alla debacle di Genova. Al momento si va avanti con Mourinho, questo l’input dall’alto, ma si pretende una reazione immediata.

La motivazione non è solo sportiva ma anche economica. I Friedkin nei prossimi mesi sfonderanno il muro del miliardo di investimenti nel club dall’acquisto in poi. Cifra destinata a salire sensibilmente vista l’operazione stadio e la volontà della famiglia texana di finanziare gran parte dell’investimento.

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Mou come Giagnoni: un inizio così non accadeva dal 1978

L’ultimo allenatore della Roma che iniziò peggio di Mourinho, nel 1978/79, venne esonerato dopo 6 partite: a Giagnoni subentrò Valcareggi, che si salvò all’ultima giornata. Sono state solamente 2 le partenze peggiori in 91 stagioni in Serie A, l’altra nel 1950/51 con una vittoria e 5 sconfitte e la retrocessione in Serie B. Gli stessi 5 punti di Mourinho li avevano fatti anche Ranieri nel 2010/11, che poi fu sostituito da Montella, Eriksson nel 1984/85 e Liedholm nel 1974/75.

Come scrive il Corriere della Sera, per lo Special One si tratta della peggiore partenza in assoluto, infatti sono stati superati i 7 punti del 2015/16 al Chelsea. Nelle prime 6 giornate di Serie A Mou ne aveva fatti 13 per due volte all’Inter, 12 e poi 13 alla Roma. La sua media punti in campionato (1.59) è appena da 16esimo posto all time tra gli allenatori giallorossi.

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Mou, la notte in bianco a Trigoria e il confronto con il gruppo. I Friedkin gli rinnovano la fiducia

Di ritorno da Genova, Mourinho è rimasto a Trigoria per rivedersi la partita per intero. Nella giornata di ieri il tecnico si è a lungo confrontato con la squadra in sala video, analizzando gli errori e la fase di possesso palla. La gara era stata preparata in un altro modo e quello che l’allenatore avrebbe voluto vedere si è verificato solamente in un paio di occasioni.

I toni? Sono stati quelli utilizzati in queste situazioni quando la delusione per quanto accaduto e la voglia di rivalsa si trasformano in un mix dal quale ripartire. Come scrive il Messaggero, poi spazio alla seduta pomeridiana. La presenza dei Friedkin a Trigoria conferma il momento delicato che sta vivendo la squadra. La società è molto delusa poiché la squadra deve arrivare in Champions, ma la posizione è chiara: si va avanti con Mourinho.

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Mourinho, alle 14.30 la conferenza alla vigilia di Roma-Frosinone

Josè Mourinho torna a parlare. Oggi alle 14.30 il tecnico della Roma parlerà nella sala stampa di Trigoria alla vigilia della gara col Frosinone.