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Dybala vale il terzo posto, ma Mourinho non si fida: “Siamo i nostri primi nemici”

La Roma vince 0-1 a Torino e si prende in solitaria il terzo posto in classifica in attesa del responso sul ricorso presentato dalla Juventus al Collegio di Garanzia del CONI (fissato il 19 aprile) sulla penalizzazione di 15 punti. Questa situazione lascia le squadre in lotta per la Champions League con un grande senso di incertezza e lo sa bene anche José Mourinho, il quale ha commentato la vicenda nel postpartita: “Siete sicuri dei punti della Juventus? In quel caso saremmo quarti, siamo in Italia…”.

“Le partite si vincono quando si segna un gol in più dell’avversario”, ha detto lo Special One al termine del match contro il Torino. La sua Roma ha vinto l’ottava partita nel 2023 senza subire gol, mettendo a referto il nono 1-0 stagionale e il dodicesimo successo con un solo gol di scarto. Anche in questa occasione è stato decisivo Paulo Dybala, il quale ha realizzato su rigore la sua quindicesima rete tra tutte le competizioni.

Come scrive la Repubblica, da domani i giallorossi potranno pensare al Feyenoord: “Ora tornano le tre partite a settimana e per noi è dura. Non voglio pensare da ‘piccolino’. Noi vogliamo pensare come le grandi squadre e questo tipo di squadre non si fa buttare fuori da nessuna competizione, non perde una partita per avere più possibilità di vincere la prossima. Abbiamo una rosa con dei limiti è vero, ma siamo ai quarti di Europa League. Non sono capace di dire che l’Udinese è meno importante del Feyenoord, pensiamo partita dopo partita”.

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Interviste

Mourinho, bordate a Cassano: “Lui si diverte, gli altri lavorano. Non ha vinto niente, a Madrid lo ricordano per la giacca…”

Josè Mourinho, chiamato in causa sulle recenti astiose dichiarazioni di Cassano nei suoi confronti, è intervenuto così in conferenza stampa a proposito di chi gli ha chiesto un commento sulle parole dell’ex attaccante romanista: “Ognuno è libero di avere le sue preferenze e di fare critiche. Ma quando si parla di altri, come Antonio, sono diverse: lui si diverte, gli altri lavorano in modo serio. Se fanno critiche alla Roma o Mourinho non interessa, loro si divertono. Cassano ha giocato nella Roma, nell’Inter e nel Real: a Madrid è ricordato per la sua giacca, con la Roma ha vinto una Supercoppa senza giocare, nell’Inter non ha vinto nemmeno la coppa di Lombardia. Sapete cosa ho vinto con Inter, Real Madrid e Roma. Lui avrà un problema con me, io non con lui. Gli dico solo una cosa: attento Antonio, hai 40 anni e io 60, a volte arrivano i Marko Livaja e dopo è dura”.

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Interviste

Mourinho: “Vogliamo pensare da grande squadra. Avversario per la Champions? Noi stessi”

Mourinho ai microfoni di DAZN dopo la vittoria 1-0 sul Torino:

Concesso pochissimo e avete sbloccato subito?
“Le partite si vincono quando segni un gol di più agli avversari, 1-0 o 5-4 non cambia niente. E’ l’obiettivo del calcio e dello sport, vincere il massimo delle gare che puoi, con le tue qualità, cercando di nascondere i tuoi problemi ma anche sfruttando le tue qualità”

A nove giornate dalla fine siete terzi da soli, non vi potete più nascondere per la Champions?
“Sei sicuro che la Juve ha 59 punti? 

Sareste quarti in quel caso?
“Certo, certo siamo in Italia”

Qual è l’avversario che la preoccupa di più in questa corsa?
“Noi stessi, noi stessi, il fatto di pensare squadra grande e una squadra grande non esce da una competizione, per giocare solo su di una, una gara a settimana. Noi abbiamo questo problema, una rosa corta rispetto ad una Europa League da giocare ogni tre giorni, una Europa League che vale la Champions, per noi è dura, ma io non sono capace di pensare da piccolino, non sono capace di dire che la partita contro l’Udinese sia più importante del Feyenoord e viceversa. Andiamo avanti partita per partita, abbiamo perso Karsdorp per tutta la stagione, forse oggi anche Solbakken. Cerco di pensare da grande da quando sono arrivato. Siamo usciti in Coppa Italia perchè nel calcio puoi perdere, non perchè volevamo perdere. In Europa League sarà lo stesso: andremo in semifinale o il Feyenoord sarà più forte di noi”

La scelta di Dybala da centravanti?
“Grazie mille per i commenti positivi, ogni tanto li merito anche io. Ho avuto difficoltà nella scelta, da un lato sentivamo con lo staff in fase di preparazione, che ci fosse bisogno di gente che facesse uno contro uno e sono Solbakken ed El Shaarawy, allo stesso tempo giocando contro mister Juric il difensore centrale loro quando gioca contro un attaccante fisso lo mette in tasca, con Paulo abbiamo cercato di avere più palla e attaccare poi la profondità. Mi mancava personalità, con Matic e Pellegrini in panchina, anche Ibanez, Solbakken alla seconda da titolare, Diego che è alla seconda anche lui da titolare, quello era un po’ in contraddizione nel preparare la partita. Penso che sia mancato il secondo gol, con questo secondo gol la partita sarebbe stata completamente diversa, invece è stata aperta fino al 96′. Con piacere vorrei dire che l’arbitro giovane, Colombo, con un criterio di giudizio uguale di qua e di là, ha lasciato giocare, mi è piaciuto tanto”

Guarderà Lazio-Juve?
“No perchè andiamo via in aereo e torniamo a Roma. Belotti gli ho spiegato il perchè, lui ha risposto da Belotti “L’unica cosa che mi interessa è che la Roma ha vinto”, questa la sua risposta”.

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Calciomercato

Panchina Roma, se Mourinho lascia i Friedkin punteranno su un altro top allenatore

PANCHINA ROMA MOURINHO -“La mia situazione è molto chiara: dal punto di vista contrattuale ho ancora un anno di contratto e niente. Il calcio è calcio, qualche volta i contratti non sono la cosa più importante”. Così Mourinho dopo Roma-Sampdoria rispondendo alla domanda sul suo futuro, e cercando di spegnere le voci su un’eventuale decisione già presa sulla permanenza in giallorosso.

Come scrive il Tempo, la certezza al momento è una, forse due: il portoghese ha un altro anno di contratto con la Roma, che lo lega alla panchina giallorossa anche per la prossima stagione. Allo stesso tempo, lo Special One attende da tempo un incontro con la proprietà per chiarire obiettivi e strategie future. La decisione definitiva, Mourinho, la prenderà dopo il confronto con i Friedkin, ma tutte le strade (come sempre) portano a Roma. Il tecnico si trova benissimo nella Capitale, l’aria che si respira attorno alla squadra lo ha coinvolto da subito. Inoltre, nonostante le difficoltà, Mou vorrebbe portare a termine il lavoro triennale cercando di attaccare le primissime posizioni della classifica. Dall’altra parte, anche sul fronte societario non c’è il minimo dubbio: avanti con lui.

25.5.2022 Conference League Finale : Roma vs Feyenoord Nella foto: Mourinho bacia Dan Friedkin (Foto Gino Mancini)

La serenità con la quale i Friekdin vivono la situazione legata al futuro deriva da un contratto che scadrà nel 2024, e che nella testa dei proprietari texani non richiede necessità impellenti di confronto. Ma un incontro tra le parti ci sarà, e da quello emergerà una scelta definitiva che il portoghese ha già chiara nella sua testa. Resta decisivo un dialogo costruttivo con la controparte per andare avanti insieme. All’orizzonte non sono previsti perciò scossoni, ma, nel calcio, niente va dato per scontato, e i contratti (come sottolineato dal tecnico stesso) non sono la cosa più importante. In caso di punti di vista troppo distanti, che porterebbero alla separazione tra la Roma e lo Special One, a Trigoria le idee sono chiare: il livello del tecnico deve restare alto, anzi, altissimo.

Roma, decisivo il vertice Mourinho-Friedkin per la panchina

I Friedkin non sono intenzionati a fare passi indietro rispetto al 4 maggio 2021. Nessun contatto tra la proprietà e altri allenatori, che al momento restano un’alternativa di secondo piano. Ma in estate saranno diversi i movimenti delle panchine, e i nomi di top coach liberi sono numerosi. Dal Chelsea (che ha annunciato Lampard come traghettatore, al Tottenham, passando per i possibili ribaltoni di Real Madrid e Psg, con l’Inter sullo sfondo. Alcuni club che hanno anticipato le mosse (come il Bayern Monaco con Tuchel), altri cominciano a sondare l’umore degli allenatori.

Tra i tecnici liberi e pronti a sposare nuovi progetti. In primis Nagelsmann (contattato già nel marzo 2021 prima che il Bayern pagasse la clausola per liberarlo dal Lipsia) appena esonerato, per arrivare a Pochettino, Zidane, Luis Enrique e, infine Antonio Conte. Colui che rifiutò i giallorossi nel 2019 lasciando una porta aperta per il futuro: “Oggi le condizioni non ci sono ma penso un giorno, prima o poi, allenerò la Roma”. Un’estate, insomma, ricca di sorprese sulle panchine dei top club europei, con la Roma che resta a guardare e spera di continuarlo a fare fino a luglio. L’importante è non farsi mai cogliere impreparati, e non è certo il caso dei Friedkin.

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Calciomercato

Offerta araba. Mourinho riflette con il suo staff

MOURINHO OFFERTA ARABA – Centoventi milioni di euro in due anni farebbero vacillare chiunque, compreso naturalmente José Mourinho che sta ancora aspettando il famoso incontro con i Friedkin per capire le strategie future della Roma, e come sarà gestito il suo ultimo anno di contratto. Centoventi milioni di euro fanno vacillare il tecnico, ma chiaramente anche il suo staff che vede in questa proposta l’occasione (economica) della vita. E come dargli torto.

Ecco perché quando pochi giorni fa Mourinho ha ricevuto l’offerta dai vertici dell’Arabia Saudita ha immediatamente radunato i suoi collaboratori per valutare con loro il futuro. Facendo una premessa: la sua idea è quella di restare nel grande calcio e continuare – se possibile – con la Roma. Lo Special One ha voluto sentire le voci di chi da anni lo segue in panchina, di chi fa parte della sua squadra e contribuisce ai suoi successi. C’è chi dopo il discorso del tecnico è stato immediatamente d’accordo con lui, e chi invece preferirebbe considerare meglio la proposta, allettato da uno stipendio senza precedenti.

Come scrive il Corriere dello Sport, sul piatto saudita tre scelte: guidare la nazionale reduce dalla partecipazione in Qatar (con tanto di vittoria all’esordio contro l’Argentina), oppure allenare un club a sua scelta tra l’Al-Nassr (Rudi Garcia è pronto a tornare in Europa) e Al-Ahli. Oltre naturalmente a essere testimonial, o meglio, vero e proprio ambasciatore dell’Arabia Saudita che punta ad aumentare sempre di più la spropria visibilità nel panorama calcistico internazionale. Non solo investendo sui club europei, ma crescendo anche come federazione. (…)

Mourinho non ha quindi chiuso la porta all’offerta, anche prendendo in considerazione il parere del suo staff. I sauditi non non gli hanno imposto un ultimatum nel breve periodo e stanno lasciando tempo al tecnico di riflettere sulla proposta e valutarla attentamente anche in virtù dell’evoluzione della situazione con la Roma. I Friedkin negli ultimi giorni sono stati a Trigoria, hanno visionato gli allenamenti, ma non hanno avuto contatti con il portoghese.

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L’Arabia Saudita vuole Mourinho: offerti 120 milioni. La Roma è la priorità dello Special One

MOURINHO ARABIA SAUDITA – Attenta Roma, perché stavolta José Mourinho tentenna. Non potrebbe essere altrimenti davanti a una proposta mostruosa: 120 milioni di curo per due anni – 60 più 60 – arrivata direttamente dagli alti vertici dell’Arabia Saudita per allenare la nazionale, fresca di onorevole partecipazione al Mondiale in Qatar con la vittoria sorprendente sull’Argentina, oppure un club: l’Al-Nassr o il più modesto Al-Ahli, in questo momento in testa al campionato di seconda divisione. Tutto quello che vuoi, José.

Come scrive il Corriere dello Sport, i sauditi fanno sul serio, vogliono andare fino in fondo, tanto da aver formulato un’offerta flessibile: oltre a garantirsi l’ingaggio più alto mai pagato a un allenatore, Mourinho avrebbe due opzioni, una per stracciare il contratto al termine della prima stagione e una opposta che prevede il prolungamento fino al 2026, l’anno del Mondiale americano. (…) Non è affatto semplice, anche per un uomo molto ricco, rifiutare a cuor leggero una proposta così gratificante. Si sussurra anzi che Mourinho si sia già confrontato con lo staff, dal fido Nuno Santos in giù, incontrando opinioni differenti. Il dibattito interno è aperto, perché dal punto di vista dei collaboratori uno stipendio dal bollino arabo può rappresentare la classica occasione della vita. (…)

Tuttavia Mourìnho non ha cambiato idea. Vorrebbe, anzi vuole restare alla Roma. (…) Aspetta di parlare a Dan Friedkin, al padrone, prima di prendere ogni decisione. È evidente che se il colloquio programmatico, inizialmente previsto per l’inizio di gennaio, dovesse essere ritardato fino a una data che scontenta José, la torta delle percentuali potrebbe subire variazioni clamorose.

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Rassegna stampa

Mourinho-Friedkin, il vertice a fine stagione

MOURINHO FRIEDKIN VERTICE – Distanti una fila di seggiolini dello Stadio Tre Fontane. Entrambi a guardare la vittoria della Roma Primavera in Coppa Italia. Da una parte Ryan Friedkin, seduto accanto a Tiago Pinto e una fila più su José Mourinho vicino ai suoi ragazzi. Un’altra delle tante immagini di questi giorni di vicinanza e totale coinvolgimento della proprietà in tutte le questioni Roma.

Come scrive la Repubblica, di occasioni per fermarsi e parlare di futuro insieme all’allenatore ce ne sarebbero state tante, ma quel momento ancora non è arrivato. Né per la proprietà e – attualmente – neanche per l’allenatore totalmente focalizzato sul campo e sulle partite decisive del mese di aprile. Mourinho i segnali li ha mandati, anche molto chiaramente, nelle ultime settimane. Ma se il buongiorno si vede dalle mosse di questo weekend, l’appuntamento sarà a fine stagione. (…)

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Friedkin, il domani è adesso. A Natale era previsto un incontro con Mou poi slittato

Famiglia Friedkin, che si fa? José Mourinho attende una chiamata dei proprietari per discutere di futuro. La sua intenzione è chiara e definita: restare alla Roma. Tanto è vero che a Trigoria sta già pianificando i programmi dell’estate, con la tournée asiatica che si incastrerà tra gli allenamenti. Ma il contratto in scadenza nel 2024, unito all’incertezza sugli investimenti possibili, è un tema da approfondire.

Non è prevista una svolta imminente nel rapporto con Mourinho, che negli ultimi mesi ha parlato poco e mai a sproposito. Una volta ha sottolineato che «potevo andarmene a dicembre e invece sono qua, non importa se sia felice o meno» ringraziando il Portogallo per avergli offerto la patria. In quel momento era particolarmente sorpreso perché auspicava un incontro nel giro di poche settimane. Doveva esserci e invece è sempre slittato.

Perché il padrone non ha fretta di negoziare. Considera valido l’accordo firmato nel maggio del 2021. La fiducia verso Mourinho è intatta, la stima anche. Il resto è accessorio, secondo una precisa filosofia aziendale: basti pensare che Lorenzo Pellegrini, il capitano della Roma, ha firmato il rinnovo a pochissimi mesi dalla scadenza e Zaniolo non ha firmato affatto.

Come scrive il Corriere dello Sport, un personaggio come Mourinho però richiede attenzione e riguardo. Anche perché, con la sua influenza, può determinare anche le mosse dei calciatori importanti, a cominciare da Dybala e Smalling che ancora non hanno deciso se restare alla Roma.

Mourinho va coccolato, affinché rinunci a priori alle lusinghe di altri club. Nel calcio però le cose cambiano: «Qualche volta i contratti non sono la cosa importante», ha sussurrato lui dopo la vittoria con la Sampdoria. E allora occhio alle sorprese. L’intenzione è precisa: prima per Mourinho viene la Roma. La realtà può tuttavia proporre scenari imprevedibili. La situazione che i Friedkin devono evitare è che Mourinho si fermi a Trigoria solo per mancanza di alternative stimolanti. Ma non avverrà, qualcosa deve succedere prima. (…)

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APPROFONDIMENTI

Sorpresa Llorente: Mourinho lo elogia e ora lo spagnolo può scalare le gerarchie – VIDEO

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Diego Llorente ha disputato ieri, per intero, la sua prima partita in maglia giallorossa, spingendo Mourinho ad un elogio pubblico, che potrebbe anche valere più della singola valutazione sulla prova dello spagnolo.

D’altronde Mou ne conosceva qualità ed esperienza, avendolo svezzato ai tempi del Real Madrid. Le due carriere hanno fatto dei giri immensi e si sono nuovamente incrociate in giallorosso. Dopo un primo periodo in sordina, lo spagnolo ha ricevuto la prima chiamata importante nella sfida d’andata contro la Real Sociedad all’Olimpico. Un ottimo primo tempo, poi chiuso anzitempo per un fastidio muscolare che ne ha rallentato l’inserimento. Ora il processo di adattamento è completo e ieri Mourinho ci ha tenuto a sottolineare più volte la bontà della prestazione dell’ex Leeds, autore di una grande gara in coppia con Smalling: “Non amo fare riferimenti ai singoli, ma quest’oggi voglio elogiare la gara di Llorente. Ha avuto in queste settimane una grande evoluzione, è entrato meglio nelle nostre dinamiche di squadra e oggi, giocando a quattro, sistema non di routine per noi, insieme a Smalling ha disputato una grande gara, ci abbiamo lavorato per una settimana e mi ha colpito la sua prestazione” ha specificato lo Special One.

STATISTICHE E FUTURO

Llorente si è reso pericoloso anche in area avversaria, sfiorando in più di un’occasione il vantaggio, ma sono i numeri difensivi e l’atteggiamento col pallone tra i piedi che ha ‘colpito’ Mourinho: “Diego Llorente con la palla tra i piedi ha più qualità rispetto a tutti gli altri centrali, ha un’uscita più pulita palla al piede, non va in difficoltà, mi è piaciuto molto, l’ho visto sempre concentrato difensivamente“. I numeri confermano la bontà della sua prestazione: oltre ai 3 tiri (di cui 1 nello specchio respinto da Ravaglia), lo spagnolo ha giocato 62 palloni, con il 92% di passaggi riusciti (la più alta dopo Spinazzola), oltre a 4 recuperi difensivi (secondo solo dietro il solito Smalling a 7). Interessante e visibile è stata la dinamica della coppia: l’inglese in uscita alta e marcatura sul centravanti avversario – Gabbiadini – lo spagnolo più regista difensivo, sempre pronto a ricevere lo scarico del compagno e a lavorare sull’ampiezza quando necessario.

Llorente ha giustamente detto ieri sera che per un difensore giocare a tre o a quattro non fa grande differenza, ma il suo habitat naturale sembra la linea a 4, dove ha giocato il maggior numero di gare in carriera, con attitudine anche ai cambi di gioco e allo sviluppo della manovra in verticale. Contro la Real Sociedad ha dimostrato anche grande duttilità nella linea a tre, visto che Mou lo schierò sul centro-sinistra al posto di Ibanez. E’ indubbiamente una risorsa in più e diversa rispetto agli altri centrali e non è da escludere che Mourinho riproponga proprio la coppia Smalling-Llorente che sembra compensarsi al meglio in questo sistema.

Il futuro però è un rebus: il centrale spagnolo è arrivato alla Roma in prestito dal Leeds nelle ultime ore di mercato. Un prestito oneroso da 500 mila euro con diritto di riscatto fissato a 18. Una cifra enorme, che i giallorossi non sborseranno sicuramente per l’ex madridista, ma se Mourinho dovesse restare potrebbe chiederne la conferma, magari trovando una soluzione con il Leeds con il potenziale coinvolgimenti di altri giocatori della rosa giallorossa, oppure nuovamente in prestito, dal momento che il suo contratto con il club inglese scadrà nel giugno 2026.

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Interviste

Mourinho in conferenza stampa: “Futuro? Nessuno sa cosa penso. I contratti non sono tutto nel calcio”

Josè Mourinho ha commentato prima in tv l’esultanza dei Friedkin, ripresi al momento del gol di Dybala dalle telecamere di DAZN: “Loro sono i proprietari e io lavoro per loro, spero siano andati a casa felici”.

Poi in conferenza stampa è tornato sul tema del suo futuro, alla luce anche del pezzo del Corriere dello Sport – a firma Ivan Zazzaroni – che in settimana ha annunciato la voglia di Mourinho di restare a Roma“Quando vai all’Università Gregoriana accanto a un cardinale puoi solo avere belle parole, non puoi dire cose brutte. Avrò sempre belle parole per questi tifosi. Anche oggi ne abbiamo parlato prima della partita, la gente merita lo sforzo, che noi aldilà dei professionisti siamo anche romanisti nel senso di capire quello che loro sentono. Si è costruito qualcosa di bello con tutti questi record di gente allo stadio, sempre sold out. Anche nei momenti in cui i risultati non erano fantastici. Oggi è arrivato dopo due ko di fila, la gente viene sempre ed è molto bello. Per quello che si scrive di me, l’unica cosa che posso dire è ripetere: del mio futuro, del mio stato di anima, parlo solo a casa. E a volte neanche a casa, mi chiudo in me stesso, non parlo con gli amici, con i compagni, con i giornalisti. Se qualche mese fa il nostro Ceo Berardi ha detto che era sicuro che sarei rimasto era una sua interpretazione. Se Zazzaroni ha detto quella cosa è interpretazione sua. Io di questo non parlo con nessuno. La mia situazione è chiara: ho ancora un anno di contratto. Il calcio è calcio, a volte i contratti non sono la cosa più importante. Ma è tutto bello, tranquillo, sempre con l’obiettivo che la prossima è la partita più importante. Con questo spirito che noi non siamo solo professionisti, ma dobbiamo avere qualcosa in più”.