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Rassegna stampa

Abraham ormai è diventato un caso. E in estate può tornare in Premier

Tammy Abraham è ricaduto nel baratro. La sua stagione sembrava aver avuto una svolta dopo la ripresa del campionato a gennaio: tre gol e due assist in sei partite erano un primo passo per tornare ai livelli dello scorso anno quando ha chiuso da cannoniere della squadra. Invece, l’inglese ha mollato nuovamente la presa come è accaduto a inizio stagione. José Mourinho se ne è accorto e lo ha relegato in panchina sperando che il messaggio potesse stimolarlo.

Come scrive il Messaggero, negli ultimi due match contro Real Sociedad e Lazio gli ha preferito Andrea Belotti con tanto di tutore sulla mano fratturata. Una bocciatura, che si somma a quella con la Juve (quando era reduce dai punti alla palpebra), per un attaccante pagato 40 milioni un anno e mezzo fa e che la prossima estate potrebbe lasciare la capitale a prezzi scontati se il suo rendimento non dovesse migliorare.

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Interviste

Sarri ammette: “Fuori dall’Europa? Per i nostri tifosi è più gratificante vincere un derby”

“Ci dispiace essere fuori dall’Europa ovviamente ma credo che per il nostro popolo sia più gratificante vincere un derby. Per l’allenatore significa tre punti, non di più. Poi c’è la gratificazione di aver fatto contenta la nostra gente e questo spero ci dia benzina“. Così Maurizio Sarri in merito al successo nel derby, a margine di un evento a Castiglion Fiorentino.

Il tecnico toscano ha anche aggiunto ai microfoni di Sportitalia: “Mourinho è un animale da spettacolo. Una persona di una simpatia straordinaria, lui sa fare bene il suo lavoro e sa coinvolgerti in certe storie in cui non voglio entrare”.

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APPROFONDIMENTI

Roma, la ‘strategia della tensione’ è un boomerang: dall’arrivo di Mou 16 rossi a giocatori e tecnico, nessuno peggio dei giallorossi in A

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – La sconfitta nel derby pesa tantissimo sull’economia di una classifica che vede i giallorossi scivolare al quinto posto (sesto sul campo considerati i 56 punti reali della Juventus), ma non è l’unica pessima notizia arrivata ieri dall’Olimpico. Nelle prossime ore sarà reso noto il dispositivo del Giudice Sportivo relativo all’ultimo turno di campionato e il conto rischia di essere salatissimo. Contro la Samp infatti la Roma avrà 4 squalificati sicuri: Ibanez, Kumbulla – che sconterà la seconda sanzione dopo il rosso preso col Sassuolo – Mancini e Cristante, che rischia più di una giornata dopo il parapiglia nel finale della stracittadina. Non ci sarà neanche Nuno Santos, che ieri è stato cacciato (per l’ennesima volta da quando è a Roma) al pari di un componente dello staff di Sarri.

In assoluto, da quando Mourinho siede sulla panchina giallorossa, sono 16 i rossi comminati a giocatori e allenatore. Empoli e Venezia seguono a 11, Fiorentina a 10. Nessuno dunque ha un bilancio disciplinare peggiore della Roma in Serie A, dalla prima giornata dello scorso campionato ad oggi. Il conteggio aumenta a dismisura se si dovesse tenere conto delle innumerevoli espulsioni e squalifiche comminate ai componenti dello staff dello Special One.

La ‘strategia della tensione‘, nei confronti di arbitri e avversari, che appare chiaramente una modalità preconfezionata e messa in atto dal gruppo squadra giallorosso, sta tracimando oggettivamente in un clima da ‘Far West’, che rischia di essere alla lunga controproducente. Due anni fa, si accusava la Roma di Fonseca di essere troppo moscia e poco partecipativa a livello emotivo nei momenti di difficoltà. Un limite evidente. Oggi però la Roma di Mourinho rischia di cadere nell’eccesso opposto. La tensione emotiva e la capacità di mettere pressione anche agli avversari è un valore, se non sfora nella nevrosi collettiva. Ieri Maurizio Sarri nelle dichiarazioni ai microfoni di DAZN ha affermato: “Avevamo visto diversi filmati della Roma in campo ed extra campo”. Riguardando la partita con attenzione, alcune sfumature, gestualità ed esultanze in campo (Romagnoli che abbraccia Milinkovic dopo l’espulsione di Ibanez gridando ‘bravo bravo’) lasciano pensare che la Lazio abbia preparato l’incontro, mentalmente, sfruttando il nervosismo della Roma e portandolo a proprio vantaggio. Inoltre, a seguito del caso Serra, la sensazione è che l’atteggiamento arbitrale nei confronti dei giallorossi sia virato verso un’assoluta severità e in parte anche una eccessiva fiscalità. Non è un caso forse che dopo i fatti di Cremona e il deferimento del fischietto piemontese, all’8′ minuto delle due gare contro Sassuolo (Smalling) e Lazio (Ibanez) sia stato ammonito un centrale difensivo giallorosso al primo fallo commesso. Della serie: “Da ora in poi non vi scontiamo più nulla”.

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Mourinho dopo il derby alla squadra: “Ora non dobbiamo mollare”

La Roma ha perso il secondo derby stagionale e al netto del caos avvenuto subito dopo il match tra espulsioni e scontri verbali nel sottopassaggio dell’Olimpico, Josè Mourinho ha raggiunto la squadra negli spogliatoi per analizzare quanto avvenuto in campo.

Secondo La Gazzetta dello Sport, lo Special One pare sia stato comprensivo con la squadra, spronandola a far meglio in vista delle prossime sfide. Il senso complessivo è stato raccontato così: “Abbiamo fatto errori, ma ora non dobbiamo mollare”.

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Rassegna stampa

Ibanez sbaglia, Zaccagni no. Il derby dei nervi va alla Lazio

La Lazio bissa la vittoria dell’andata, fa un passo importante nella corsa verso la Champions, spedisce la Roma a 5 e sale al secondo posto della classifica. Stesso risultato dell’andata, questa volta il man of the match è Zaccagni che con una palla da biliardo regala ai suoi una vittoria pesantissima e la doppietta dei derby in campionato che non accadeva da ben 11 anni.

Come ampiamente preannunciato gara tesa e nervosa, dopo un avvio di studio con la Lazio che fa più gioco al 32′ arriva la svolta della gara: la Roma resta in 10′ per il rosso ad Ibanez ancora una volta (la terza per la precisione) protagonista in negativo nel derby che per lui sta diventando una maledizione. Da quel momento la partita cambia e diventa accesa con la Lazio a caccia di un varco tra le maglie della difesa della Roma che innalza un muro davanti a Rui Patricio chiamato spesso agli straordinari. Prima dell’intervallo mega rissa tra le due panchine, innescata da un battibecco tra Nuno Santos, preparatore dei portieri giallorossi e Pedro l’arbitro manda negli spogliatoi lo stesso Nuno Santos e Marco Ianni, assistente tecnico di Sarri, proprio l’uomo che in Premier accese la famosa rissa tra Mourinho e Sarri in un Chelsea-Manchester United del 2018.

Nella ripresa Mourinho passa al 5-3-1 con Llorente al posto di uno spento Dybala. La pressione dei biancocelesti però, complice la superiorità numerica, si fa sentire sempre di più con Rui Patricio bravo a tenere a galla i giallorossi con un paio di interventi decisivi. Al 19′ però il portiere si deve arrendere a Zaccagni, bravo a sfruttare l’errore di Zalewski e a superarlo con un destro a giro. Mourinho inserisce Matic ed Abraham per Wijnaldum e Belotti, la Roma pareggia sugli sviluppi di un calcio di punizione con un autogol di Casale ma il Var annulla per un fuorigioco di Smalling. Inutili gli ingressi disperati di El Shaarawy e Solbakken, al triplice fischio altra rissa e altri due rossi, uno per Marusic e l’altro per Cristante.

(…) Come scrive Leggo, tensione in campo ma anche nel post gara nella pancia dell’Olimpico con un battibecco tra Lotito e José Mourinho: la scintilla una risposta piccata di Romagnoli a Mancini della Roma, a quel punto il presidente avrebbe chiesto a Luis Alberto di allontanare il difensore ma in quel momento Mourinho è uscito dallo spogliatoio giallorosso invitando Lotito ad andare via «chi sei… qui non puoi stare,», gli avrebbe detto il portoghese. Pronta la risposta di Lotito: «Io sono il presidente della Lazio e tu sei anche squalificato e qui non ci potresti stare». A quel punto è intervenuto anche Tiago Pinto a difesa del tecnico. La procura federale è stata ovviamente informata di quanto accaduto.

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Derby, tensioni e caos negli spogliatoi: Romagnoli provoca, scontro Lotito-Mourinho

ANSA – Le tensioni del finale di partita tra Roma e Lazio si sono trascinate anche negli spogliatoi con un battibecco animato tra José Mourinho e Claudio Lotito. Lo Special One era entrato negli spogliatoi, autorizzato nonostante la squalifica, per parlare con la squadra e uscendo ha incrociato il presidente biancoceleste che stava provando a fare da paciere tra Mancini, Romagnoli e Luis Alberto. “Che ti guardi?”, ha detto il portoghese a Lotito. Immediata la risposta del patron biancoceleste: “Che guardi te, io sono il presidente della Lazio. Tu chi sei? Sei anche squalificato, qui non ci potresti stare”. Alla discussione si sono aggiunti anche i dirigenti della Roma, tra cui Tiago Pinto, con ulteriori sviluppi che si attenderanno dai referti degli ispettori federali.


Come riferisce gazzetta.it secondo l’edizione online del quotidiano, Romagnoli uscendo dal campo avrebbe esultato davanti allo spogliatoio della Roma, da cui è uscito Mancini che lo avrebbe insultato (“pezzo di m…”). A quel punto è intervenuto il presidente biancoceleste Lotito a dividerli.

Nonostante fosse squalificato è apparso José Mourinho – secondo il club giallorosso autorizzato dal commissario – che stava andando verso gli spogliatoi insieme al suo vice Foti per parlare alla squadra. Il portoghese si sarebbe rivolto a Lotito dicendo: “Che cosa guardi? (eufemismo)”. E il presidente biancoceleste avrebbe risposto: “Io sono il presidente della Lazio e tu chi sei? Questa è casa mia, tu non dovresti neppure essere qui”. Gli animi si sono scaldati ulteriormente ed è intervenuto anche il general manager Tiago Pinto, mentre stavano arrivando a contatto Foti e Luis Alberto. È probabile che la Procura Federale apra un’inchiesta per approfondire quanto accaduto.

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Mourinho negli spogliatoi al termine del match: confronto con la squadra dopo il derby

Dopo aver saltato il derby per squalifica, in silenzio – perchè la Roma non ha parlato prima e dopo il match – Josè Mourinho al termine della sfida è sceso negli spogliatoi. Come riferisce DAZN, al termine del match lo Special One è passato nel tunnel che porta agli spogliatoi dello Stadio Olimpico insieme al suo vice Salvatore Foti, come riferito dall’inviato di Dazn, Tommaso Turci. È probabile, dunque, che il portoghese abbia avuto un confronto con la squadra sul derby appena terminato.

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Lazio-Roma 1-0 (64′ Zaccagni) – Vincono i biancocelesti, la zona Champions si allontana

E’ il giorno del derby della capitale. La Roma di Mourinho, dopo l’accesso ai quarti di finale di Europa League affronta la Lazio di Sarri con l’obiettivo di vendicare la sconfitta dell’andata e scavalcare i biancocelesti attualmente a +2 in classifica.

LE FORMAZIONI:

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Casale, Romagnoli, Hysaj; Milinkovic-Savic, Cataldi, Luis Alberto; Pedro, Felipe Anderson, Zaccagni. 
A disp: Maximiano, Adamonis, Patric, Gila, Radu, Lu. Pellegrini, Lazzari, Basic, Marcos Antonio, Romero, Cancellieri, Immobile.
All.: Sarri

ROMA (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Zalewski, Wijnaldum, Cristante, Spinazzola; Dybala, Pellegrini; Belotti.
A disposizione: Boer, Svilar, Llorente, Celik, Camara, Matic, Bove, Tahirovic, Solbakken, El Shaarawy, Abraham, Volpato.
Allenatore: Foti (Mourinho squalificato)

Arbitro: Massa. Assistenti: Alassio-Imperiale. IV Uomo: Maresca. Var: Di Paolo. Avar: Rapuano.

RETI: 64′ Zaccagni
CARTELLINI: Espulsi: Ibanez al 32′ Ammoniti: Ibanez, Luis Alberto, Romagnoli


84′ – Solbakken per Pellegrini

78′ El Shaarawy per Llorente

67′ – GOOOOOOOOOLLLLLL dell’1-1 siglato in mischia dopo la corta respinta di Provedel sul colpo di testa di Mancini, Smalling la rimette dentro e Abraham la spizza in rete. Gol poi annullato dal VAR per fuorigioco

65′ – Abraham e Matic per Wijnaldum e Belotti

64′ – Vantaggio della Lazio con Zaccagni

62′ – Grande uscita di Rui Patricio su Pedro

58′ – Ammonito Romagnoli per fallo in mediana su Belotti

57′ – Ancora Luis Alberto col destro, pallone a lato

53′ – Missile di Luis Alberto che Rui devia in corner

Inizia la ripresa. Llorente per Dybala

Fine primo tempo, giallorossi in dieci

43′ – Nuova tensione in campo. Espulso Nuno Santos e un collaboratore della panchina di Sarri

37′ – Ci prova Milinkovic con una conclusione al volo, palla sul fondo

32′ – Espulso Ibanez per doppia ammonizione

29′ – Conclusione di Zaccagni, para in tuffo Rui Patricio

25′ Ammonito Luis Alberto per una tacchettata su Zalewski

19′ – Risponde la Lazio con Felipe Anderson che calcia dall’interno dell’area, pallone debole che Rui Patricio blocca

18′ – Occasione Roma per Wijnaldum che calcia di potenza, pallone alto

8′ – Ammonito Ibanez per un fallo su Felipe Anderson

Squadre in campo inizia il match

CRONACA PRIMO TEMPO:

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Carica Mourinho: riscattare la gara d’andata. Tutti in ritiro, Spinazzola più offensivo

Parola d’ordine, cancellare l’Europa. Subito, perché Mourinho sa che lì si celano i rischi. Nella testa dei giocatori, come certezze e rilassamento. Ed in questi giorni a Trigoria su questo aspetto è stato un martello. Anche per motivare la squadra a dovere, sulla scia di quanto già iniziato a San Sebastian, quando ha pizzicato Sarri. “La Lazio non avrà una terza competizione, giusto? Mi dispiace solo che l’Uefa dovrà spendere dei soldi per trasportare la Conference League altrove…”.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, Mourinho teme che ci sia un rilassamento tra i suoi e rabbia tra gli avversari, cosa che potrebbe incidere sul derby. Ecco perché in questi giorni ha battuto sul concetto che l’Europa è ormai il passato, non conta più niente. Esattamente come prima del ritorno con la Real Sociedad aveva detto il contrario.

Poi, ovviamente, non sono mancati i riferimenti alla sua squalifica ed al fatto che ritenga ingiusto non esserci. “Non ci sarò, ma è come se fossi lì con voi. E non sentirete la mia mancanza“. Il portoghese ha voluto che la squadra fosse il più possibile insieme, praticamente quasi tutta la settimana. Dopo la tre giorni spagnola, infatti, i giallorossi hanno avuto libero solo il venerdì sera, poi da ieri tutti insieme a preparare il derby.

Per provare a vincere il derby in settimana ha lavorato sull’attacco dello spazio da parte di Spinazzola. Sia nelle ripartenze, sia nelle superiorità numerica, in fase di possesso palla. Di fatto, Spina oggi fungerà un po’ da attaccante aggiunto, per andare a creare problemi a Marusic.

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Lazio-Roma, derby fantasia: gol e invenzioni, il genio Dybala è l’arma in più per il sorpasso

Paulo Dybala da quando è in Italia non ha mai perduto una stracittadina. Oltre ad essere un talismano, l’attaccante argentino ha anche un piede sinistro che canta. Il che, giocando per la prima volta da giallorosso contro la Lazio, può essere la chiave di volta di una sfida che per la squadra di José Mourinho ha il sapore della rimonta e della rivincita.

Dybala è l’uomo in missione per conto dello Special One. E il cannoniere della squadra, l’uomo in grado di segnare anche da fuori area, come dimostrano le 29 reti realizzate da quando è in Italia, quello che sa accendere la fantasia. L’ex juventino ha già segnato sette reti in campionato agli avversari di oggi. Visto che la squadra giallorossa ha nei calci piazzati probabilmente la propria arma migliore per fare gol, nessuno nella Roma sa battere angoli, crossare dalla trequarti e tirare le punizione come Paulo.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, la delicatezza della partita, visto anche il distacco dalla Lazio, è fuori discussione. Il risultato di fine stagione condizionerà il futuro di tanti. Se la questione Mourinho vive del rapporto personale tra l’allenatore portoghese e la famiglia Friedkin, anche la Joya sarà chiamato a fare una valutazione. Che lui stia bene a Roma è chiaro a tutti, ma nonostante abbia vinto il Mondiale – cioè il massimo a cui un calciatore possa aspirare – la sua fame di successi non si è ancora placata e tocca al club giallorosso soddisfarla nel migliore dei modi possibili.

Certo, la clausola di rescissione esiste, e pesa 20 milioni per l’Italia e 12 per l’estero. Però si può anestetizzare aumentando il suo ingaggio da 4,5 milioni a 6 milioni a stagione. Una cosa è sicura: Dybala ha scoperto un affetto del tifo giallorosso nei suoi confronti che vale quasi come un assegno in bianco. È facile pensare che la permanenza di Mourinho sia una garanzia per una Roma sempre più proiettata verso l’altro, ma questo non significa che l’eventuale addio dello Special One significherebbe anche il divorzio sicuro dalla Joya. Sarà una questione di progetti, però da questo punto di vista i Friedkin sono una garanzia. A pensarci bene, proprio come Dybala.