14.5.2022 Roma vs Venezia (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Mourinho deluso
(Foto Gino Mancini)
ROMA DATI OFFENSIVI – Quella di giocare bassa, lasciare campo e palla agli avversari per poi provare a fare male sulle ripartenze, è una scelta ben chiara della Roma, anche se non sempre paga. Tanto è vero che nella speciale classifica del baricentro delle squadre in Serie A i giallorossi sono addirittura quindicesimi.
Come scrive la Gazzetta dello Sport nelle ultime partite i giallorossi hanno spesso e volentieri lasciato proprio il gioco nelle mani degli avversari: due partite su tutte, quella con la Real Sociedad al ritorno e il derby di domenica. Ma anche contro la Juventus. E i risultati negli scontri diretti con la altre big non sono stati certo ottimali, visto che la Roma ha perso due volte con Napoli e Lazio, vinto e pareggiato con la Juventus, perso con l’Atalanta e vinto e pareggiato rispettivamente con Inter e Milan: in tutto due vittorie, due pareggi e 5 sconfitte.
Questo atteggiamento, tra l’altro, fa si che la Roma a volte fatichi a risalire. E anche nel PPDA (il rapporto tra i passaggi avversari fuori dalla propria trequarti e il numero di azioni difensive della squadra difendente oltre la propria trequarti: più il numero è basso più è alto il livello del pressing) i giallorossi sono messi malino, quint’ultimi con 13,5. I dati offensivi della Roma riflettono dunque un calo in termini di produttività e di occasioni da gol.
Due mesi per prendersi la Roma. Saranno settimane chiave per il futuro di Gini Wijnaldum, che dopo aver riconquistato un posto in nazionale (stasera l’Olanda in campo) vuole imporsi anche in giallorosso, in attesa di capire quale sarà il suo futuro. Non è stata certamente una stagione facile per il centrocampista ex Liverpool, che dopo il tanto atteso sbarco a Ciampino e il bagno di folla che lo coinvolse da subito, ha dovuto superare mille difficoltà prima di potersi godere appieno la sua avventura nella Capitale. Il brutto infortunio alla tibia del 21 agosto, la scelta di non operarsi e il lungo calvario prima del tanto atteso rientro. Prima la convocazione del 1 febbraio in Coppa Italia, poi il secondo «esordio» al Via del Mare di Lecce l’11 febbraio. Da lì Wijnaldum ha messo insieme 10 presenze tra campionato ed Europa League, per un totale di 475 minuti e un gol (seppur inutile) segnato all’Olimpico contro il Sassuolo. Tutte da titolare le ultime 4 di campionato, dove si è alternato tra il ruolo di trequarti e quello di mediano. Il lungo stop ha tolto a Mourinho una pedina fondamentale per il suo scacchiere tattico, e ora il portoghese aspetta con ansia suoi progressi. La brillantezza fisica è ancora da ritrovare, ma al momento a Georginio sembra mancare anche il ritmo partita.
Come scrive il Tempo, tutto abbastanza prevedibile dopo sei mesi di assenza dal calcio giocato, ma questa sosta servirà anche a lui per rimettersi in carreggiata. Il miglior Wijnaldum serve alla Roma, ma anche a sé stesso. In estate i giallorossi si sono accordati con il PSG per un prestito con un diritto di riscatto fissato a 8 milioni. Cifra non eccessiva per uno del suo livello, ma quello che sposta nella trattativa è l’ingaggio alto (ora percepisce 8 più 2 bonus, ma se restasse scatterebbe il Decreto Crescita) del giocatore. Il finale di stagione sarà importante in ottica club per decidere sull’eventuale riscatto di Wijnaldum, con l’idea del rinnovo del prestito che al momento non è tra le priorità, vista la scadenza del contratto nel 2024 che obbligherebbe ad un prolungamento con i francesi per partire nuovamente a titolo temporaneo. Superfluo discutere sul valore assoluto, anche dopo un infortunio del genere, ma i paletti del fair-play finanziario e alcuni rinnovi da decifrare (Smalling, El Shaarawy e Belotti), obbligano Pinto a una riflessione e ad un’attenta valutazione (…).
Il futuro di José Mourinho resta un’incognita nonostante abbia un contratto in scadenza al 2024. Senza la Champions e quindi senza i 40/50 milioni che porterà nelle casse del club, sarà complicatissimo fare mercato. E per un allenatore che non perde mai occasione di lamentarsi per le ristrettezze della rosa, rischia di essere un anno di passione. Le incertezze sul suo futuro, però, potrebbero condizionare anche quello di alcuni leader della squadra. Uno su tutti è Paulo Dybala che ha un contratto fino al 2025 ma con due clausole rescissorie: una per l’Italia (20 milioni) e una per l’estero (12). (…) Da risolvere a stretto giro anche i nodi che riguardano Smalling e Matic, entrambi in scadenza il 30 giugno 2023 e non ancora rinnovati. La situazione più calda è quella del difensore inglese che non si avvarrà del rinnovo automatico per un anno alle stesse cifre attuali perché punta a un biennale.
Come scrive il Messaggero, l’Inter e alcuni club di Premier tentano l’inglese con offerte che potrebbero farlo vacillare. Scenario, quest’ ultimo, che al momento sembrerebbe scongiurato. (…) Differente la situazione di Nemaja Matic perché il rinnovo automatico scatterà nelle prossime settimane al raggiungimento delle condizioni sportive stabilite al momento della firma. (…) A scadenza 2023 ci sono anche El Sharaawy e Belotti: il Faraone sta ancora aspettando una chiamata e il Gallo deve centrare degli obiettivi per far scattare il rinnovo per i prossimi due anni. Il 30 giugno scadrà anche il prestito di Wijnaldum, la Roma non verserà la quota del riscatto nelle casse del Psg (8 milioni), ma sarà disposta a trattare.
13.2.2022 Sassuolo vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Frattesi
(Foto Gino Mancini)
“Sappiamo che Frattesi può avere delle richieste importanti, così come è avvenuto in estate. E’ vero che la Roma si è avvicinata molto al ragazzo, noi tra l’altro con la società giallorossa abbiamo un ottimo rapporto visto anche le operazioni che abbiamo fatto a suo tempo come Marchizza, Pellegrini e Politano. Per le caratteristiche che ha, Frattesi credo sia un giocatore che può ambire anche ad un campionato estero di primissimo livello. Non ho dubbi che questa estate ci saranno delle trattative di valore sul ragazzo”. Così Giovanni Carnevali, ad del Sassuolo, in uno stralcio dell’intervista rilasciata a tuttomercatoweb.com.
12.5.2021 Inter vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Conte
(Foto Gino Mancini)
Tra presente e futuro. La Roma pensa a come rialzarsi dopo il derby, ma deve parallelamente capire anche come gettare le basi per il progetto sportivo della prossima stagione. Come scrive il Corriere dello Sport per i Friedkin – Josè Mourinho – è e resta la priorità in panchina, anche alla luce del contratto fino al 2024, che dal punto di vista della proprietà è una base fondamentale per dare continuità al percorso tecnico con il lusitano.
Mourinho da parte sua non ha preso impegni con altri club, ma ha più volte sottolineato di avvertire la necessità di fare un punto della situazione con la società: quanto potrà investire la società per migliorare la squadra? La sensazione è che il risultato di questa stagione possa incidere su queste dinamiche ma non essere essenziale.
Nel frattempo Antonio Conte sta per liberarsi dal Tottenham. Era stato cercato 4 anni fa, ma disse di no perchè ‘non c’erano le condizioni’. Oggi le condizioni strutturali e societarie sono cambiate, non è da escludere un ritorno di fiamma.
24.10.2021 Roma vs Napoli (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Mourinho espulso
(Foto Gino Mancini)
Il metodo Mourinho prevede una grande partecipazione, verbale e non, e il derby è stato l’esempio perfetto. Tra proteste veementi, risse verbali ed espulsioni a pioggia. Un fil rouge che si ripete ormai da un anno e mezzo. Non tanto in campo, visto che la Roma dal punto di vista disciplinare è una delle “migliori” squadre della Serie A. Quanto fuori, gomito a gomito con il suo condottiero. Ma soprattutto costosa per la società che da agosto del 2021, da quando Mourinho è seduto in panchina, ha dovuto pagare alla Lega 102.500 euro per i comportamenti scorretti dei suoi collaboratori. Domenica scorsa il record, con 27.000 euro di multa per l’espulsione di Nuno Santos, quella di Cristante e il ritardo della squadra nel rientro all’intervallo. Contro il Sassuolo Kumbulla è costato 5.000 euro, mentre a Cremona l’espulsione di Mou 10.000.
Come scrive la Repubblica, la panchina della Roma è sempre pronta a schierarsi al fianco del suo allenatore. Un blocco compatto che quando c’è da protestare si muove in massa. E se la massa è squalificata in tribuna, si va di singolo. La modalità a testuggine è un leitmotiv che a Trigoria viene ripetuto come un mantra da chiunque faccia parte della squadra. Da Tiago Pinto all’ultimo dei calciatori, passando ovviamente per il pater familias José Mourinho. Uniti per la causa giallorossa. Mourinho seleziona i propri collaboratori cercando non solo competenze professionali, ma un modo di intendere il calcio e la vita. Per essere l’incarnazione perfetta del portoghese. E delle sue battaglie. Diventate ormai un salasso.
Sembra imminente l’addio di Carlo Ancelotti che al termine della stagione lascerà la panchina del Real Madrid. In Spagna ovviamente impazza il toto-nomi per la sostituzione di Re Carlo. Il quotidiano “El mondo deportivo”, addirittura, ha stilato una lista di “papabili”: in cima alle preferenze ci sarebbe una vecchia gloria come Raul, attualmente allenatore del Castilla, che finora ha allenato soltanto la filiale dei blancos. Come avviene ormai da anni, circola il nome dell’eterno candidato Pochettino. L’argentino attualmente è senza squadra.
Non è da escludere neanche il tedesco Tuchel che ha un palmeres di successi con Dortmund, Paris Saint Germain e Chelsea. Non dispiacciono neanche Xabi Alonso, Oliver Glasner e Aberloa. Poi ci sono o “cavalli di ritorno”. Zinedine Zidane che è senza squadra e Josè Mourinho. Il portoghese è concentrato sulla sua esperienza con la Roma ma con lui nulla può essere dato per scontato.
FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – “Ora non dobbiamo mollare”. Il messaggio è arrivato forte e chiaro all’interno dello spogliatoio, dopo la sconfitta nel derby. A portarlo è stato Josè Mourinho, che sottolineando anche gli errori commessi, ha deciso di sostenere psicologicamente i suoi, perchè consapevole del peso che avranno le gare che attendono la Roma, subito, al rientro dalla pausa. Torino, Samp e Udinese, in mezzo le sfide in Europa League contro il Feyenoord, tutt’altro che agevoli, al di là di un sorteggio che oggettivamente poteva essere decisamente più gravoso per i giallorossi.
CALENDARIO E CALCOLI – L’obiettivo minimo fissato dal club in questa stagione – recentemente ‘attenuato‘ da Pinto – è chiaro da molti mesi: tornare in Champions League e come noto la Roma ha davanti a sé ancora due strade, nonostante i soli 3 punti raccolti nelle ultime quattro sfide di A: l’Europa e il campionato. Il calendario però in campo nazionale, almeno sulla carta, non appare spianato. Sono 3 gli scontri diretti rimasti (contro Milan e Inter in casa, Atalanta a Bergamo) e diverse trasferte insidiose (Fiorentina, Bologna, Monza, Torino) oltre alle gare all’Olimpico con Salernitana, Udinese, Samp e Spezia all’ultima. Complessivamente, alla luce dei vari piazzamenti ancora in gioco, è difficile oggi stabilire a undici giornate dalla fine, chi abbia il calendario peggiore tra le squadre coinvolte nella bagarre Champions, ma quelli di Inter e Roma sembrano nascondere maggiori insidie rispetto a Lazio, Atalanta, Milan e Juve.
Un dato rilevante riguarda anche il numero di scontri diretti rimasti: tutte le squadre coinvolte nella lotta Champions dovranno infatti giocare rispettivamente 3 gare contro le big e in più, Milan, Inter e Juventus anche una contro il Napoli, variabile non da poco soprattutto per i rossoneri, che affronteranno la squadra partenopea al rientro dalle Nazionali, come antipasto del doppio incrocio europeo.
Lazio 3 scontri diretti (Juve Inter Milan)
Inter 3 scontri diretti (Lazio Roma Atalanta) + Napoli
Milan 3 scontri diretti (Roma Lazio Juve) + Napoli
Roma 3 scontri diretti (Atalanta Milan Inter)
Atalanta 3 scontri diretti (Roma Juve Inter)
Juve 3 scontri diretti (Lazio Atala Milan) + Napoli
FOTO ANTONIO FRAIOLI
PER ARRIVARE IN CHAMPIONS SERVIRANNO… – Da contraltare al calendario fa anche la media punti, che in casa giallorossa nelle ultime gare è drasticamente scesa. La proiezione oggi sarebbe di 66 punti e nonostante la soglia Champions sembra essersi abbassata, rischiano di non bastare. Per questo la Roma è chiamata a fare il suo negli scontri diretti, un mini campionato nel campionato più che mai decisivo quest’anno, che vede al di là del Napoli in testa con 27 punti, la Lazio seconda con 18 (di cui 6 nei derby), poi Milan e Juve con 11, Inter a 9 e infine il duo Roma-Atalanta, appaiate, con soli 8 punti, di cui tre conquistati dalla Dea proprio all’Olimpico contro i giallorossi.
Lo scorso anno la Roma di Mou alla 27° giornata era sesta a -6 dalla Juventus quarta. La Conference tolse ulteriori energie, i giallorossi chiusero comunque con un ruolino di marcia di quasi due punti a partita nelle ultime 11 gare, ma la distanza dai bianconeri rimase la stessa. Milan, Inter e Napoli erano in lotta per il titolo e già praticamente qualificate, oggi la classifica racconta una storia diversa. Sul campo dopo il Napoli tritatutto di Spalletti, ci sarebbe la Juventus con 56 punti, ma la sua stagione è sub judice per le vicende extra campo. Poi la Lazio a 52, l’Inter a 50, il Milan a 48 e subito a ridosso la Roma a 47.Dunque una sola lunghezza – con l’attuale classifica dal quarto posto – tre punti se alla Juve saranno restituiti quelli sottratti con la sentenza del caso Plusvalenze. Nel confronto tra la scorsa stagione e l’attuale, sono dunque maturati tra la terza e la quinta-sesta posizione ritardi in classifica, rispetto allo scorso anno, che oscillano tra i 6 e i 3 punti di media. Il che lascerebbe pensare, per un mero calcolo statistico e per la serie di incroci ancora previsti, che la soglia Champions potrebbe essere leggermente sotto i 70 punti e che in caso di arrivo a parimerito sarà fondamentale per gli uomini di Mourinho strappare almeno una (se non due) vittorie nei tre scontri diretti rimasti. E’ tutto aperto, questo il segnale che sicuramente lo Special One cavalcherà, conscio delle possibilità concrete in campo europeo ma anche delle oggettive difficoltà di riuscire in un’altra impesa, dopo quella di Tirana.
25.5.2022 Conference League Finale : Roma vs Feyenoord Nella foto: Pellegrini Coppa
(Foto Gino Mancini)
«Alessio, devi fare il giro largo». «Non me ne frega nulla, io passo dove mi pare». È questo scambio di battute tra un addetto della Lazio e Alessio Romagnoli a dare il via all’acceso post-derby di domenica. Dai tempi del Covid esiste infatti una separazione dei percorsi dei gruppi squadra all’Olimpico, che le società hanno mantenuto anche quando l’emergenza è venuta meno. Evidentemente non domenica. Così prima Milinkovic, poi Luis Alberto ma soprattutto Romagnoli hanno deciso di passare volutamente davanti allo spogliatoio romanista.
Cosa che è stata letta dai giallorossi, già furibondi per la sconfitta, come una provocazione. Da qui lo scambio di battute con Mancini: «Alè, ma fai il serio, anche io ho vinto un derby, ma mica ho fatto tutto sto casino. La smetti di fare il fenomeno?», il tutto condito con espressioni a contorno non certo da educande. Alle quali il difensore laziale ha replicato. Solo in un secondo momento è arrivato il presidente Lotito che, accompagnato dal segretario Calveri, ha provato a sedare il battibecco, aprendone un altro con Mourinho.
Come scrive il Messaggero i Friedkin osservano. Di quanto accaduto domenica sono stati messi al corrente e sono vicini al loro allenatore. Ne è conferma la levata di scudi del loro dirigente di riferimento, Pinto, che ha difeso José con il presidente Lotito: «Non parlare così al nostro allenatore».
“Mourinho è la prassi fatta uomo. Fa un calcio speculativo, io non lo amo. Ma riesce a piegare la squadra al suo progetto. Tu sai perfettamente che tipo di partita farà la Roma, sempre. È una squadra che resta costantemente incollata alle partite: il derby di domenica, giocato per larga parte in 10, sarebbe finito 0-0 senza la doppia invenzione di Anderson e Zaccagni. Se arriva quarto ha fatto un’impresa: non ha una rosa all’altezza, traballa in molti reparti, Dybala è l’unico vero fenomeno”. Questo uno stralcio della lunga intervista concessa da Walter Sabatini ai microfoni de la Gazzetta dello Sport.