Categorie
APPROFONDIMENTI

Roma, Pinto è il ‘Football General Manager’. Nessun contrasto con il ruolo della Souloukou

SOULOUKOU PINTO – Focus RS – Lina Souloukou come noto ieri è stata ufficialmente assunta alla guida del management giallorosso. Nello specifico, all’interno del comunicato emesso sul sito ufficiale del club, si specifica che la manager ellenica assumerà contestualmente la doppia carica di CEO e General Manager della Roma.

Questa seconda qualifica, in teoria, è sembrata a molti a primo impatto in conflitto con la carica assunta due anni fa da Pinto nella Roma. Il GM portoghese però, in base a quanto appreso da Trigoria, è stato sin dall’origine nominato ‘Football General Manager’, in parole povere direttore generale dell’area sportiva, con competenze specifiche legate all’attività della prima squadra e a cascata di tutte le altre diramazioni dell’area calcistica del club.

Lina Souloukou avrà evidentemente una carica superiore a quella di Pinto, di fatto assumendo mansioni e specifiche competenze subito al di sotto dei Friedkin nella scala gerarchica della società e quindi al di sopra anche di Tiago Pinto, con il quale collaborerà per ogni aspetto di sviluppo delle strategie del club, senza sovrapposizioni o ridimensionamento delle competenze del dirigente portoghese.

Categorie
Calciomercato

Roma, Aouar sempre più vicino: pronto un quinquennale

La Roma prova ad anticipare la concorrenza e chiudere l’accordo con Aouar. Come scrive la Gazzetta dello Sport, il centrocampista del Lione, in scadenza a giugno, ha trascorso nei giorni pasquali alcune ore nella capitale e si sarebbe incontrato anche con Tiago Pinto, che ieri sera ha commentato così la vicenda: E’ un grande giocatore, i media accostano alla Roma il calciatore da tempo, vedremo cosa succederà”.

In realtà Aoaur si è sottoposto ad alcuni controlli medici al Campus Biomedico, accompagnato da un medico del club giallorosso. Pronto per lui un quinquennale da 3 milioni di euro, per evitare l’intrusione di Betis Siviglia e Napoli.

Categorie
Calciomercato

Roma, tesoro di ritorno: giovani ceduti per giocare e percentuali sulla rivendita. Ecco la strategia di Pinto

PINTO ROMA MERCATO – Se il mercato non è ricco, bisogna andarla a creare quella ricchezza lì, di cui hai bisogno. Ed è proprio quello che ha messo in piedi negli ultimi tempi la Roma, con una strategia ben precisa: cedere alcuni giocatori considerati in esubero a dei club che li facciano giocare e li valorizzino, mantenendosi però percentuali importanti sulle eventuali future rivendite.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, è il caso soprattutto di Riccardo Calafiori, che sta facendo molto bene al Basilea. Ma anche di Daniel Fuzato, il portiere brasiliano dell’Ibiza su cui hanno messo gli occhi alcuni club della Liga. O di Celar, terzo attuale miglior marcatore della Superliga svizzera con la maglia del Lugano. E poi Diawara, Antonucci, Milanese, Ciervo e tanti altri ancora. Ad orchestrare il tutto Tiago Pinto, il general manager della Roma.

Quando Pinto si è reso conto che era difficile andare a piazzare alcuni giocatori della Roma sul mercato incassandoci subito dei soldi importanti, le strade da poter perseguire potevano essere due: o continuare a darli in prestito senza però avere poi la certezza che potessero giocare dovendo spesso contribuire anche all’ingaggio o darli via a prezzi bassi ma mantenendo delle percentuali sulla futura rivendita. Pinto ha optato per la seconda strada. E la Roma ha cercato proprio tutte soluzioni che sposassero da vicino questa linea qui.

Quello che sta facendo probabilmente meglio è proprio Calafiori (3 milioni per la Roma, bonus inclusi), che in Svizzera è tornato ad essere un giocatore importante. Il nuovo allenatore ha iniziato a farlo giocare anche da difensore centrale, sia a tre e sia a quattro. E i risultati sono ottimi. Esattamente come le prestazioni di Fuzato (ceduto per 700mila euro) all’Ibiza, che sta disputando una stagione top. In Svizzera, poi, sta brillando anche lo sloveno Celar (andato via per 206mila euro), che ha trovato il suo eldorado a Lugano. Di gol quest’anno ne sta segnando tanti pure Antonucci, che al Cittadella è già a nove. Anche per lui le esperienze in prestito non erano stato ottimali, da quando il Cittadella l’ha preso è tutta un’altra storia. Infine Diawara, che gestisce il centrocampo dell’Anderlecht e che punta a vincere la Conference League. La Roma lo ha ceduto per 3 milioni, ma spera che crescano presto. (…)

VAI ALLA PAGINA INSTAGRAM

Categorie
Calciomercato

Plusvalenze Roma, servono 50-55 milioni: Ibanez e Abraham i ‘sacrificabili’

I limiti imposti dal Fair Play Finanziario, costringeranno la Roma dei Friedkin a cambiare strategia: servono infatti circa 50-55 milioni di plusvalenze, dopo la cessione di Zaniolo a gennaio per rispettare le prescrizioni dell’UEFA in vista del prossimo mercato estivo. L’obiettivo è tener conto di questa necessità ma anche rinforzare la rosa, in attesa di conoscere il futuro di Mourinho.

Come scrive il Corriere dello Sport i due calciatori che hanno maggiore appeal internazionale sono Abraham e Ibanez. L’inglese, pagato circa 45 milioni due anni fa, non sarà riscattato dal Chelsea per 80 milioni, ma ha un discreto mercato in Premier. Se la Roma e il calciatore decidessero realmente di separarsi, il club punta ad una plusvalenza di circa 20 milioni tra costo storico e prezzo di cessione. Il brasiliano, al netto del grave errore nel derby, ha mostrato una crescita generale. La valutazione della Roma è di 25 milioni.

Poi ci sono i giovani: da Bove a Tahirovic, da Zalewski a Volpato. Anche questi calciatori possono finire sul mercato per ottenere, in questo caso, plusvalenze piene.

Categorie
Interviste

Zaniolo: “Promesse non mantenute, non sono un traditore! Deluso da quasi tutti i miei ex compagni…”

Nicolò Zaniolo ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport, poco più di un mese dopo l’addio alla Roma e il passaggio al Galatasaray:

(…)

In compenso sarà difficile avere amici romanisti: è stato etichettato come traditore.

“È una cosa che mi è dispiaciuta tantissimo. Roma mi ha dato tutto, grazie alla Roma ho vinto e ho esordito in Nazionale, mio figlio è nato lì. Essere definito in quel modo è una brutta batosta”.

Lo ammetta: probabilmente ha sbagliato anche lei in determinate circostanze.

“La verità verrà fuori. Le dico che mi sono sempre allenato, anche se non con gli altri”.

Lei però ha strappato la maglia contro il Genoa: questo per i tifosi pesa.

“È stato solo un gesto di stizza, non di disprezzo. È come se avessi dato un pugno sull’erba. Non voleva essere una mancanza di rispetto”

Sul suo addio ha pesato il mancato rinnovo?

“Potrei parlare ore di promesse non mantenute. Mi dicevano che ero una punta di diamante, invece sono sempre stato considerato solo una plusvalenza. Per due anni mi è stato detto che il contratto era pronto. A gennaio dell’anno scorso avrei firmato a poco più di quello che guadagnavo, perché a Roma stavo bene e sapevo che c’erano problemi con il Financial Fair Play. Dopo tante chiacchiere mi sono stufato. Se io devo riflettere sul mio addio, penso che debbano farlo anche altri”

Però la Roma non aveva in mano offerte che riteneva congrue per lei.

“In realtà c’erano solo Bournemouth e Galatasaray, ma per non aver accettato gli inglesi sono stato messo fuori e i tifosi se la sono presa con me. Alcuni mi hanno inseguito con la macchina, altri sono venuti sotto casa. Io e la mia famiglia ci siamo spaventati perché ci siamo sentiti soli. Era gente arrabbiata, con cui non si poteva parlare. In quei giorni ho spento anche il cellulare perché arrivavano brutti messaggi”

Restiamo nell’ambito della nostalgia: se le diciamo Feyenoord, a che cosa pensa?

“Facile. Alla Roma che lo ha pescato in Coppa. E a me torna in mente quella che probabilmente è stata la notte più bella della mia vita calcistica finora, insieme a quella contro il Porto, in cui segnai una doppietta in Champions, e all’esordio in Nazionale. Proprio aver segnato la rete decisiva in finale contro gli olandesi mi fa sentire la Conference tanto mia. Se poi penso alla festa al Circo Massimo e ai tifosi, mi vengono ancora i brividi, ma non voglio fermarmi qui”.

La Roma passerà il turno contro il Feyenoord?

“Sicuro. Ha una squadra fortissima. Può vincere l’Europa League e arrivare fra le prime quattro”.

Come si è lasciato con i suoi compagni?

“Sono rimasto deluso da quasi tutti. Non voglio fare i nomi. Mi dicevano che erano fratelli ed invece non mi hanno nemmeno salutato”.

Che rapporto ha avuto con Mourinho? Si dice che si adatti meglio ai campioni che ai giovani.

“È un grandissimo allenatore e una grandissima persona. Mi ha fatto giocare quasi sempre. Certo, lui è abituato a gestire i fuoriclasse e io non lo ero. Mi sarebbe piaciuto averlo fra quattro o cinque anni, però mi ha dato tanto lo stesso”

Sarebbe contento se suo figlio Tommaso diventasse romanista?

“Certo. Io la Roma la guardo sempre. Il passato non si dimentica con un trasferimento”.

Categorie
Calciomercato

Frattesi, Carnevali rilancia: “Con la Roma ottimo rapporto, è stato vicinissimo ai giallorossi”

“Sappiamo che Frattesi può avere delle richieste importanti, così come è avvenuto in estate. E’ vero che la Roma si è avvicinata molto al ragazzo, noi tra l’altro con la società giallorossa abbiamo un ottimo rapporto visto anche le operazioni che abbiamo fatto a suo tempo come Marchizza, Pellegrini e Politano. Per le caratteristiche che ha, Frattesi credo sia un giocatore che può ambire anche ad un campionato estero di primissimo livello. Non ho dubbi che questa estate ci saranno delle trattative di valore sul ragazzo”. Così Giovanni Carnevali, ad del Sassuolo, in uno stralcio dell’intervista rilasciata a tuttomercatoweb.com.

Categorie
Rassegna stampa

Le crisi isteriche di Mou&Co. un salasso da 102mila euro

Il metodo Mourinho prevede una grande partecipazione, verbale e non, e il derby è stato l’esempio perfetto. Tra proteste veementi, risse verbali ed espulsioni a pioggia. Un fil rouge che si ripete ormai da un anno e mezzo. Non tanto in campo, visto che la Roma dal punto di vista disciplinare è una delle “migliori” squadre della Serie A. Quanto fuori, gomito a gomito con il suo condottiero. Ma soprattutto costosa per la società che da agosto del 2021, da quando Mourinho è seduto in panchina, ha dovuto pagare alla Lega 102.500 euro per i comportamenti scorretti dei suoi collaboratori. Domenica scorsa il record, con 27.000 euro di multa per l’espulsione di Nuno Santos, quella di Cristante e il ritardo della squadra nel rientro all’intervallo. Contro il Sassuolo Kumbulla è costato 5.000 euro, mentre a Cremona l’espulsione di Mou 10.000.

Come scrive la Repubblica, la panchina della Roma è sempre pronta a schierarsi al fianco del suo allenatore. Un blocco compatto che quando c’è da protestare si muove in massa. E se la massa è squalificata in tribuna, si va di singolo. La modalità a testuggine è un leitmotiv che a Trigoria viene ripetuto come un mantra da chiunque faccia parte della squadra. Da Tiago Pinto all’ultimo dei calciatori, passando ovviamente per il pater familias José Mourinho. Uniti per la causa giallorossa. Mourinho seleziona i propri collaboratori cercando non solo competenze professionali, ma un modo di intendere il calcio e la vita. Per essere l’incarnazione perfetta del portoghese. E delle sue battaglie. Diventate ormai un salasso.

Categorie
Rassegna stampa

Isteria Roma, quanti rossi: ma il club sta con Josè

«Alessio, devi fare il giro largo». «Non me ne frega nulla, io passo dove mi pare». È questo scambio di battute tra un addetto della Lazio e Alessio Romagnoli a dare il via all’acceso post-derby di domenica. Dai tempi del Covid esiste infatti una separazione dei percorsi dei gruppi squadra all’Olimpico, che le società hanno mantenuto anche quando l’emergenza è venuta meno. Evidentemente non domenica. Così prima Milinkovic, poi Luis Alberto ma soprattutto Romagnoli hanno deciso di passare volutamente davanti allo spogliatoio romanista.

Cosa che è stata letta dai giallorossi, già furibondi per la sconfitta, come una provocazione. Da qui lo scambio di battute con Mancini: «Alè, ma fai il serio, anche io ho vinto un derby, ma mica ho fatto tutto sto casino. La smetti di fare il fenomeno?», il tutto condito con espressioni a contorno non certo da educande. Alle quali il difensore laziale ha replicato. Solo in un secondo momento è arrivato il presidente Lotito che, accompagnato dal segretario Calveri, ha provato a sedare il battibecco, aprendone un altro con Mourinho.

Come scrive il Messaggero i Friedkin osservano. Di quanto accaduto domenica sono stati messi al corrente e sono vicini al loro allenatore. Ne è conferma la levata di scudi del loro dirigente di riferimento, Pinto, che ha difeso José con il presidente Lotito: «Non parlare così al nostro allenatore».

Categorie
Interviste

Pinto: “Esemplare la voglia di rientrare di Pellegrini e Belotti. Abraham? Deve spingere di più…”

Tiago Pinto ha parlato ai microfoni di Sky Sport prima del match contro la Real Sociedad:

Su Wijnaldum, cosa cambia tatticamente?
“Penso che cambia abbastanza, le caratteristiche del giocatore sono diverse: porta palla, cerca spazi tra le linee, sta cercando il suo miglior rendimento ma penso che alla fine può essere importante per noi oggi e può essere un buon aiuto per noi.”

Sul ritorno di Belotti e Pellegrini:
“Queste cose a me colpiscono, ho avuto la possibilità di vivere da vicino quello che è stato il loro atteggiamento e come si sono comportati, sempre con la testa di voler tornare il prima possibile. Andrea dopo l’intervento è andato a Trigoria, oggi ringrazio entrambi per questo senso di appartenenza. Sono un esempio per gli altri.”

È più elettrizzato per la competizione vinta l’anno scorso o più emozionato per l’avvicinarsi del derby?
“La competizione europea che abbiamo vinto è il passato, va al museo e non possiamo pensarci. Derby? Quando giochiamo ogni 3 giorni non possiamo pensare a quello che succederà dopo. Ho imparato da Rui Costa una cosa, mi diceva sempre che una grande squadra non ha opportunità di essere euforica quando vince né l’opportunità di deprimersi quando perde, e non ha neanche la possibilità di pensare alla partita successiva. Oggi dobbiamo essere concentrati al 100%, affrontiamo un avversaro complicato ma abbiamo l’ambizione di andare avanti”.

Abraham?
“Ha segnato 7 gol e fatto 6 assist, gli attaccanti hanno altri modi di aiutare ma non possiamo nascondere che sia noi sia lui ci aspettavamo altri numeri. Per gli attaccanti ogni tanto è così. Ha tanta qualità, ci ha aiutato tanto la scorsa stagione e lo sta facendo anche in questa. Abbiamo due attaccanti forti, anche lui deve spingere di più. Sono fiducioso che può darci una mano”.

Categorie
Interviste

Pinto: “Siamo tutti allineati per provare a vincere tutte le partite da qui alla fine della stagione”

Tiago Pinto ha parlato ai microfoni di SKY SPORT prima di Roma-Real Sociedad:

Cosa ti rende più fiero di questa crescita della squadra?
“Il tempo è sempre molto importante per i progetti sportivi. Due settimane fa ho letto che Mourinho non ha perso in casa per 9 anni e questo è il riflesso della sua personalità, esperienza. Ogni giorno che passa è un tassello in più ed è merito del lavoro e della mentalità che ha portato a Roma”.

Che giocatore è Llorente e quanto conosce la squadra?
“Non è un mio acquisto, ma anche di Mourinho. La società fa le cose insieme. Llorente è diverso dagli altri, è forte tecnicamente e viene da un campionato importante. Arrivato qua ha trovato un reparto difensivo in forma e ovviamente doveva adattarsi. Oggi ha l’opportunità per fare vedere perché lo abbiamo preso”.

Forse siamo noi che esageriamo con le critiche?
“L’Italia è l’unico paese in cui se vai a vedere una partita di Serie C trovi 30mila persone. Voi avete come italiani una consapevolezza di aspetti tattici che magari in altri paesi non c’è. A voi piace discutere di tattica, ma quando fai 60 partite a stagione esistono vari momenti. Contro la Juventus ho letto tante cose, ma noi dovevamo vincere e abbiamo avuto l’atteggiamento giusto. Ieri il Milan ha fatto la partita che voleva fare e ha fatto risultato. A tutti piacerebbe giocare bene, ma non è così facile. Tutte le italiane stanno facendo bene i n Europa e ora speriamo di farla anche noi”.


PINTO A DAZN

“Questo tema della Champions lo interpretate come volete a seconda che parli io o Mourinho, il nostro obiettivo è vincere tutte le partite, lavoriamo per questo, non possiamo giocare le partite con la pressione o l’ossessione di andare in Champions, come se fosse questione di vita o di morte. Questa domanda è come Zaniolo lo scorso anno, tutte le volte che vengo qui mi fate questa domanda. Noi siamo tutti allineati come società, staff, allenatore e squadra per regalare grandi risultati alla nostra splendida tifoseria. Il nostro obiettivo è vincere tutte le partite da qui alla fine della stagione”