Primi impegni per i giallorossi in giro per il mondo. Brutte notizie sul fronte Shomurodov: l’attaccante uzbeko si è fermato per infortunio all’inguine, dopo una ventina di minuti ed è stato costretto al cambio, lasciando il campo in lacrime.
Zero minuti per Konè – nel match pareggiato dalla Francia contro Israele- e per Pisilli con la maglia azzurra.
23′ minuti in campo per Paredes, partito dalla panchina nella sfida persa dall’Argentina 2-1 contro Paraguay.
La Roma vince ma non convince, soprattutto non mostra quella scossa che Juric aveva preteso (e sperato) nelle sue dichiarazioni di ieri. Dopo il vantaggio di Dovbyk su rigore, conquistato dal migliore in campo dei giallorossi cioè Baldanzi, la Roma ha faticato a costruire occasioni da gol nitide se non al momento dell’ingresso in campo di Pellegrini e Dybala.
Stefano Desideri, ex calciatore giallorosso e collaboratore fino ad un anno fa del settore giovanile della Roma, è intervenuto ai microfoni di Retesport in esclusiva. Ecco le sue parole:
La Roma di Juric? “Non è facile rispondere, ci sono stati tanti cambiamenti, tante scelte un po’ controverse. Se non si sistema bene la società, sono del parere, che è inutile fare altri discorsi. Ho giocato a calcio tanti anni e so che poi il calciatore inconsciamente cerca alibi, se hai una società forte il giocatore è costretto a pensare solo al campo. Vedo poche prospettive se non si sistema la società a tutti i livelli”
I Friedkin? “Nella prima parte della loro esperienza si percepiva anche all’interno la loro euforia, il loro entusiasmo e la presenza assidua. Il tempo ha fatto forse affievolire questa loro passione ed è strano
La situazione Pellegrini? “Ho vissuto in parte la sua situazione, mi sono fatto l’idea che c’è un piccolo malcostume nella tifoseria di prendere di mira in maniera più accesa i romani, le persone che escono dal nostro vivaio. Anche ai tempi miei, i più bersagliati erano i romani quando c’erano periodi più difficili, ma eravamo di più e quindi ci dividevamo i fischi. Non posso credere che sia tifoso della Roma uno che fischia Pellegrini al riscaldamento. Poi sul piano tecnico bisogna trovarne uno più forte, quando la società sarà in grado di prenderlo allora se ne parlerà, altrimenti dati alla mano trovatemi uno più forte. A me risulta che all’interno dello spogliatoio pesi tanto, si esponga, tutto il contrario di quello che sento. Poi la comunicazione esterna non è compito esclusivo del capitano o dell’alleantore, è lì che serve l’intervento della società. Il capitano deve coordinare anche i rapporti tra la squadra, lo staff, i massaggiatori, a me risulta che Lorenzo nello spogliatoio sia un capitano molto affidabile”
L’Under 23? “Sarebbe importantissima per la Roma, proprio per il divario che c’è sempre stato tra il campionato Primavera e la lega di A e B. Penso che la Roma non l’abbia mai voluta fare per questione di costi”
Pisilli? “E’ un centrocampista fenomenale, nella mia visione almeno, un centrocampista forte deve saper fare tutto, occupare tutti i ruoli della mediana e lui ha questa capacità, sa fare tutte e due le fasi, è forte in interdizione, ha corsa, inserimento. Ha una grande famiglia dietro, che è sempre stata tranquilla e lo ha fatto crescere nel migliore dei modi”
Niccolò Pisilli ieri sera ha fatto il suo esordio in Nazionale maggiore nelle battute finali di Italia-Belgio. Ecco le sue dichiarazioni ai microfoni di RAI SPORT:
Le tue sensazioni? “Esordire con la Nazionale è un sogno che si avvera. Quando inizi a giocare a calcio sogni questo momento. Giocare qui a Roma è stato emozionante perché avevo persone a me care sugli spalti”.
Hai avuto paura? “Ho provato a dare il mio contributo, entrare con la paura è sempre peggio. Era un momento delicato della gara, sono contento che abbiamo difeso il risultato”.
Pellegrini? “Era dispiaciuto per l’accaduto, ma lui è un grandissimo giocatore e l’episodio non cambia quello che lui è”.
Nicolò Pisilli ha parlato in conferenza stampa dal ritiro della nazionale azzurra. Ecco le sue parole:
A chi pensi di somigliare? Che giocatore pensi di diventare da grande? “Il mio obiettivo è migliorarmi giorno dopo giorno e imparare un po’ da tutti. Non me la sento di dire un nome, cerco di rubare un pezzettino da tutti i miei compagni”.
Hai un pensiero da dedicare a Mourinho e De Rossi? Quanto le Under sono state importanti per arrivare alla Nazionale maggiore? “Ci tengo a ringraziare De Rossi, Mourinho e Juric, grazie a loro ho avuto l’opportunità di essere qui. Per quanto riguarda le Under dico che quando si veste la maglia della Nazionale è sempre un onore, sono state tutte esperienze che mi hanno arricchito. De Rossi e Mourinho mi hanno dato l’opportunità di giocare, che è la cosa più importante”.
Chi devi ringraziare per essere qui? “Devo ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine in questi giorni”.
Cosa pensi di portare portare di più a questa Nazionale? “La squadra è talmente forte che sarebbe irrispettoso dire di portare qualcosa in più, ma cercherò di dare tutto me stesso”.
Qual è il calciatore a cui ti ispiri? “Non ho un nome preciso da fare. Nel mio ruolo cerco di imparare un po’ da tutti”.
Frattesi recentemente ti ha elogiato e ha detto che spera tu possa diventare un simbolo della Roma, ti piacerebbe? “Le sue parole fanno moltissimo piacere, è fortissimo. Sulla Roma, essendo un tifoso romanista mi piacerebbe, ma è ancora presto per dire se potrò fare una intera carriera alla Roma”. Qual è il giocatore che ti ha impressionato di più vedendolo dal campo? “Non ho ancora tante partite, ma dalla panchina ho potuto vedere l’intensità con cui giocava Frattesi: mi ha impressionato molto”.
Hai come obiettivo quello di far parte del gruppo che tra due anni andrà al Mondiale? “Giocare un Mondiale è il sogno più grande che ogni bambino può avere quando inizia giocare a calcio, me lo auguro con tutto me stesso”.
Dove senti di dover migliorare? “Ancora su tanti aspetti. Forse sui contrasti fisici, devo ancora strutturarmi”.
Sei iscritto all’Università, a che punto sei e che valore dai allo studio? E poi è vero che ti sarebbe piaciuto fare il giornalista? “La mia famiglia ci tiene tantissimo allo studio. Studio Scienze della Comunicazione, ora gioco a calcio e poi vedremo. Il giornalismo mi affascina, ma ora penso a giocare a calcio”
Tanti i temi trattati ieri con Ghisolfi, tra cui anche quella dei rinnovi in cantiere. Situazioni su cui, al netto della possibilità per il dirigente francese di trovare degli accordi formali, servirà necessariamente l’ingaggio di un nuovo amministratore delegato, con poteri di firma, che possa vidimare le rispettive intese.
Sul fronte Pisilli la situazione è emersa indirettamente dalle parole di Ghisolfi: “Per Pisilli abbiamo fatto riunioni con gli agenti, cercando una soluzione il prima possibile, ma ha già un contratto. Giusto sia ripagato per il suo lavoro, ma è importante continui così a essere performante.” Della serie: la contrattazione è in atto, ma non c’è ancora l’intesa economica.
Normale sia così, dal punto di vista degli agenti del ragazzo, che sanno di avere tra le mani una pepita d’oro da valorizzare al 100%. La Roma non ha fretta, non ne ha neanche il ragazzo innamorato del club ed entusiasta di proseguire qui, ma servirà ancora un po’ di tempo.
Svilar in ordine di tempo è la priorità: il portiere belga sta confermando le straordinarie prestazioni di un anno fa, guadagna 1 milione lordo, forse poco meno e serve blindarlo prima che qualche avvoltoio del mercato ci vada sopra pesantemente: “Su Svilar, lo rivedremo, lo merita, le sue prestazioni sono di alto livello”.
Infine Zalewski. Il polacco si allena in gruppo da giorni ma l’accordo e la sua totale riabilitazione non è ancora stata ufficializzata. A Juric serve e Ghisolfi ne ha parlato bene, dando l’idea che a breve la storia si risolverà.
Niccolò Pisilli ieri ha messo a segno un gol pesantissimo, che riunito l’Olimpico in una grande esultanza. Una vittoria molto molto importante, arrivata dopo una prestazione incolore, che ha però riportato sugli scudi il giovane centrocampista di Casal Palocco, che ieri è subentrato nella ripresa, trasferendo la sua elettricità a tutta la squadra.
Molto emozionante la ripresa del gol live, divenuta subito virale, sui social del suo gol arrivata dalla Tribuna Tevere e nella quale si evince anche l’esultanza di Leo Paredes verso la tribuna.
Dopo il successo contro il Venezia, la Roma è tornata subito in campo questa mattina per iniziare a preparare la gara di giovedì contro l’Efsborg.
Da verificare le condizioni di tre calciatori in particolare: Gianluca Mancini, che ha accusato ad inizio gara un fastidio muscolare al flessore della coscia destra, ma è rimasto in campo fino alla metà del secondo tempo. La Roma non ha comunicato particolari problematiche, ma sicuramente una verifica clinica sarà effettuata e giovedì può riposare.
Matias Soulè ha accusato invece una leggera storta alla caviglia durante i festeggiamenti per il gol di Pisilli. Sostituito con Hermoso, non sembra nulla di grave.
Infine Enzo Le Fèe: il francese finalmente dovrebbe tornare a lavorare con il gruppo questa settimana. Juric lo aspetta, visto che ne ha parlato benissimo in conferenza stampa sabato scorso.
Niccolò Pisilli ha commentato così la vittoria con suo gol contro il Venezia per 2-1:
Che emozioni provi? “Segnare in questo stadio e con questa maglia è un sogno che si avvera, è tutto ciò che sogno fin da bambino”.
Durante l’esultanza ti hanno fatto anche un gavettone. “Il mio primo pensiero è stato andare verso i miei compagni, è per questo che ho esultato con la panchina”.
Ti sei fatto un grande regalo di compleanno. “Sono molto contento”.
Come è giocare con Cristante? “Un onore, imparo sempre dai più grandi. Rubare in allenamento dei piccoli dettagli è fondamentale per crescere e migliorare”.
La scelta a sorpresa. Perché Pisilli contro la Juventus non se lo aspettava nessuno.
Ma De Rossi lo aveva promesso domenica scorsa: “Devo fare scelte diverse”. E l’ha fatta fortissima, relegando Paredes in panchina per tutto il match. Una scelta tattica ben precisa per dare maggiore dinamismo alla mediana.
Pisilli si è giocato al massimo la sua prima da titolare con la maglia della Roma. Lui che l’esordio assoluto lo aveva fatto nel maggio del 2023, scendendo in campo per un minuto contro l’Inter. Poi l’anno successivo il gol contro lo Sheriff in Europa League e dopo l’arrivo di De Rossi: “Mi ha impressionato, vederlo dal vivo mi ha stupito”, le parole del tecnico nei primi giorni da allenatore giallorosso. Ieri ha disputato 70 minuti di ordine e timidezza, giocati con il giusto spirito ma senza poter mostrare le qualità che hanno fatto innamorare il tecnico, ovvero l’inserimento in area di rigore.
Pisilli ha controllato Fagioli e ha aiutato Celik nei raddoppi su Mbangula. Un’ora di buona sostanza in mezzo al campo, con gli ultimi 10 minuti giocati da ala destra per fare spazio a Dybala sulla trequarti. Lo scrive la Repubblica.