Tredici di Serie A, solo 3 sconfitte, di cui 2 nelle prime due ufficiali contro Napoli e Atalanta, 7 vittorie e 3 pareggi. Il totale fa 24 punti e quarto posto in classifica.
La cura Ranieri insomma funziona, considerando che aveva raccolto la Roma nel momento più buio della sua storia moderna a due passi dalla zona retrocessione.
Al momento la Roma ha recuperato dal 16° posto al 9° con sguardo proiettato sulla zona europea. Nelle ultime 7 gare di serie A nessuno ha fatto più punti dei giallorossi che sono reduci da nove risultati utili consecutivi, tre vittorie di seguito in trasferta, con l’ultimo insuccesso in ordine di tempo a Como.
Prova di maturità della Roma che rischia di vincere largamente a Oporto ma a causa di una serie di episodi, la sfida gira nel momento migliore per i giallorossi. Finisce 1-1 con prospettive per la Roma di superare il turno.
Claudio Ranieri ha parlato alla vigilia di Porto-Roma:
I punti di forza del Porto? “Cosa ho chiesto ai ragazzi resta lì. Il porto ha possesso palla, pressa molto e ha giocatori interessanti. Dovremo fare una grande partita”.
Domani quale sarà la cosa più importante per gestire il ritorno? “Essere super concentrati, mi aspetto un Porto arrembante. Sappiamo come gioca, anche se sanno giocare tipo di gioco. Dobbiamo giocare con intensità e naturalezza, voglio una Roma che giochi sia fuori sia in casa allo stesso modo, ci stiamo lavorando ma non siamo ancora validi. I ragazzi stanno lavorando molto per darmi le soddisfazioni”
La squadra non si sente troppo a suo agio con la difesa a 4. In certe situazioni sembra quasi mancare qualcosa? E’ una sensazione? Insiste sulla difesa a 3 perchè la squadra si trova meglio così? “Io sento sempre il parere dei miei giocatori. Si prende gol perchè non si pressa in avanti, non si gioca compatti, sono spesso di infilata, succede quando non siamo concentrati. A prescindere dalla disposizione a tre o a quattro. Domani può cambiare perdere 1-0 o 2-0, in campionato invece no. Il Porto è una squadra che ti mette lì, ti tiene in area di rigore. Lo Sporting non ha chiuso la partita e alla fine il Porto ha pareggiato. Ci aspettiamo una partita difficile, ma noi faremo del nostro meglio”
Pellegrini lo considera ancora titolare? “Sempre, tutti i miei giocatori sono titolari soprattutto ora che giochiamo ogni 3-4 giorni. È importante e lo stimo molto. Le panchine? Vanno lette che preferisco altri giocatori in altri momenti della gara, so quello che mi può dare”.
Lei ha un’idea per cui la Roma in trasferta è un’altra? “Forse troviamo squadre più forti di noi? Il Como guardate che fa, vedrete che bambola che ci sarà da sudare col Como. Evidentemente in casa gli altri hanno paura di noi”.
Un risultato col Porto può dare una svolta? “Sono curioso, il Porto si trova come noi. Hanno preso una strada di rinnovamento totale, è una squadra giovanissima, siamo tutte e due al di sotto di quelle che sono Roma e Porto. A chi passa il turno darà autostima e convinzione”.
Cosa pensa di Anselmi e Conceicao? “Di Sergio penso bene, ha fatto benissimo qui, gli ho detto che ha rimesso apposto il Milan, deve ancora lavorare tanto per far sì che sia la sua squadra. Ha 38 anni, guida già il Porto, solo meraviglie per lui, gli auguro un futuro roseo, pieno di vittorie, non in questa sfida con noi”
Cosa pensa del Porto di Anselmi? “E’ un’ottima squadra, è la squadra più giovane del campionato portoghese, la seconda in Europa League. Sanno muovere la palla a due tocchi, sarà difficile pressarli, sanno giocare di palleggio e in contropiede, dovremo essere molto attenti. Mi aspetto una bellissima partita”
Anselmi la seguiva quando aveva 12 anni e lei era a Valencia. Ha grande stima di lei? “Mi fa piacere, all’epoca allenavo Lopez. Poi ho avuto un altro simbolo argentino come Batistuta. Se ha 38 anni e guida il Porto vuol dire che ha grandi qualità”.
“Voglio vedere la vera Roma a Venezia“. Il monito di Claudio Ranieri, tra i tanti temi controversi affrontati ieri in conferenza stampa, è giunto forte e chiaro al gruppo.
La Roma, nonostante l’inevitabile pensiero all’andata dei play-off di Europa League contro il Porto, non può permettersi altre battute a vuoto in campionato o cali di tensione. Ranieri lo sa, a maggior ragione in casa di una formazione che giocherà col coltello tra i denti alla disperata ricerca di punti salvezza.
Le scelte del tecnico romano, nonostante le parole in sala stampa, saranno anche propedeutiche e prospettiche in vista della sfida europea. Konè squalificato, Paredes e Hummels a riposo, Dybala e Saelemaekers dalla panchina così come probabilmente Angelino, tra gli highlander della stagione giallorossa.
Nuovi e Soulè dal 1′. Dovbyk torna al centro dell’attacco
Spazio ai nuovi, come preannunciato dal mister. Nello specifico scaldano i motori Gourna-Douath e Salah-Eddine, ma anche Rensch e forse Nelsson.
Da qui nasce la formazione giallorossa che presumibilmente oltre a Svilar, scenderà in campo con il trio difensivo composto da Mancini-Nelsson e Ndicka.
Sugli esterni Rensch e Salah-Eddine, con Gourna-Douath e Cristante in mezzo.
Pellegrini e Soulè dovrebbero agire alle spalle di Dovbyk, ma non è da escludere che giochi El Shaarawy dall’inizio al posto del capitano, apparso spento e spaesato anche a San Siro.
Come seguire il match su Retesport
Il prepartita sui 104.2 FM inizierà alle 12:00. La sfida tra Roma e Napoli sarà ascoltabile anche in streaming audio su retesport.it, APP, Alexa, Google Home, DAB e sul nostro canale Twitch (retesport1042).
Salah-Eddine ha parlato ai microfoni ufficiali del club giallorosso. Ecco le sue parole:
Le tue prime impressioni? “Sono arrivato in un grande club, sono felice di essere qui. Tutti mi hanno accolto al meglio e mi sento bene”
E’ stata una trattativa rapida? “Sì onestamente sì. La trattativa si è chiusa in pochissimi giorni e la famiglia Friedkin mi ha dato tanta fiducia e mi hanno voluto qui. Anche io volevo fortemente venire qui, quindi era già tutto chiaro”
Rensch è arrivato prima di te, hai parlato con lui prima di dire sì alla Roma? “Sì abbiamo parlato prima della firma, l’ho chiamato e mi ha detto cose importanti del club. Mi ha detto: “Se hai la possibilità, devi venire qui”.
Perchè hai scelto il numero 34? “Sì è un numero speciale, tutti sanno perchè l’ho scelto. Lo indossavo anche al Twente ed è in onore di Nouri”
Sei un difensore a cui piace molto attaccare. Quali sono le tue principali qualità? “Sì sono un difensore che ama attaccare, sono veloce, mi piace dribblare, so tagliare dall’esterno verso l’interno”
Quanto è importante per un giovane come te lavorare con Ranieri? “Penso che non potessi chiedere di meglio, è un tecnico di grandissima esperienza, io sono giovane e ho molta voglia di imparare. Penso sia la persona giusta per apprendere tanto”
In che cosa pensi di poter migliorare giocando in Serie A? “Tantissimo, perchè la Serie A è un campionato di primo livello, tra i migliori a livello difensivo. Sono giovane e ho tanti anni per migliorare, voglio farlo”
Conosci la passione dei tifosi romanisti? “Sì ne ho sentito parlare. So che impazziscono per il calcio e questa cosa mi piace tanto perchè anche io sono molto passionale. Credo di essere simile ai tifosi”
Come immagini la prima all’Olimpico? “Ne ho sentito parlare da qualche compagno, non vedo l’ora di giocare la prima all’Olimpico”
Cosa pensi della città di Roma? “Sì vengo da Amsterdam, una grande città ma un po’ fredda. Penso che Roma sia una delle capitali più belle del mondo. Mi piacerà esplorarla”
Il tuo messaggio ai tifosi? “Sono veramente felice di essere qui, darò tutto per questa maglia al fine di raggiungere insieme grandi traguardi. Forza Roma e Daje Roma”
Florent Ghisolfi ha provato a porre rimedio ad alcuni errori commessi in estate. Ha piazzato cinque calciatori e ne ha ingaggiati altrettanti. Le tempistiche e l’annosa ricerca in alcuni ruoli (su tutti il vice-Dovbyk) ha portato a dubitare fortemente del suo operato e le critiche stanno riemergendo in queste ore dopo la sconfitta col Milan.
Il club rossonero, con altre ambizioni e altre finanze da spendere, ha puntato su titolari importanti. Gente come Joao Felix, Walker e Gimenez che ha messo insieme in carriera oltre 100 presenze in Champions League.
Ieri sera il ds francese, sempre più a suo agio con la lingua italiana rispetto ad inizio anno, ha sottolineato ai microfoni di Mediaset di essere soddisfatto per il lavoro svolto nella finestra invernale, nonostante tre dei cinque acquisti arrivati il 3 febbraio: “Sono contento perché abbiamo lavorato allineati e con sinergia con il mister e il mio staff. Siamo contenti del mercato, se consideriamo i paletti del fair play finanziario non ere facile. Dovevamo fare prima le uscite delle entrate e abbiamo fatto 5 uscite e 5 entrate. Pensiamo di aver raggiunto i principali obiettivi. Poi il campo parlerà ma siamo contenti. Stiamo preparando il futuro”.
Ha parlato da dirigente pienamente in sella, a dispetto delle voci e delle indiscrezioni di stampa che da settimana soffiano sull’ipotesi di un suo addio. In realtà da Trigoria continuano a sostenere off records che la posizione del francese è solidissima e quanto meno pubblicamente, Ghisolfi, ha anche incassato i complimenti di Ranieri che ne ha difeso l’operato più volte sottolineando le difficoltà legate ai paletti del FFP.
E Friedkin cosa pensa? Il proprietario americano (che deve ancora scegliere il ds anche all’Everton), prenderà probabilmente una decisione nelle prossime settimane. Possibile che Ghisolfi possa essere affiancato da un’altra figura, più esperta e italiana. Ma questa è tutta una partita ancora da giocare…
Quattordici. Esattamente quattordici sono i nomi finora ventilati dalla stampa sul profilo del nuovo allenatore della Roma. In questa maxi lista va inclusa anche la candidatura di Claudio Ranieri, che fino a metà gennaio, prima delle sue dichiarazioni che hanno spento tale ipotesi, era stata sospinta da diversi media e da una frangia della tifoseria.
Dal Mourinho-bis (che mai e poi mai tornerà con questa proprietà a Roma) al De Rossi-bis (‘è ancora sotto contratto, se devi ripartire dai giovani meriterebbe una seconda chance…‘) passando per una reale stratificazione e altrettanti : i big, Re Carlo Ancelotti (che Ranieri ha smentito nuovamente e che spinge prioritariamente per restare a Madrid), Massimiliano Allegri (libero da mesi ma mai direttamente contattato dal club nonostante le sirene arabe); sotto questa soglia si stagliano profili come quello di Gasperini, che potrebbe rompere con la proprietà dopo le polemiche sul mercato invernale; Pioli – già cercato prima dell’annuncio di Juric, potrebbe liberarsi dal faraonico contratto all’Al-Nassr – Montella, anch’esso contattato due giorni prima del ritorno di Ranieri – ma anche Italiano (difficile da strappare al Bologna visti i risultati eccezionali di questo suo primo anno in terra emiliana), Farioli, contattato a fine dicembre per arrivare ai vari De Zerbi, Mancini, Fabregas frutto anche qui di accostamenti mediatici che non trovano al momento riscontri.
Il tema però non è il nome, ma la pianificazione sportiva e quali obiettivi reali il club vorrà perseguire a partire dalla prossima stagione. Con un reale spauracchio all’orizzonte: che a decidere sia in maniera arbitraria e senza costrutto Dan Friedkin.
E ciò oggi non può che spaventare, considerando che la Roma resta una società acefala, senza un amministratore delegato da quasi un semestre, con un direttore sportivo scarsamente considerato e spesso trincerato dallo stesso Ranieri, ma soprattutto con delle scelte sul campo che sembrano indicare una direzione diversa da quella che Friedkin, ha già dimostrato nel recente passato, di prediligere.
Mentre Ranieri ieri dettava tempistiche e linee chiare: “Al momento non ci pensiamo, più avanti quando avremo chiara la situazione faremo una cernita di profili e sceglieremo, ma l’annuncio sarà a fine stagioen”, è altamente probabile che il proprietario attualmente impegnato in altri 100 business del suo gruppo industriale, si svegli tra una settimana, due o tra un mese e decida di puntare il nome X come avvenuto per Mou, scavalcando qualsiasi linea operativa faticosamente costruita a Trigoria.
Con il rischio che si pensi di ingaggiare il grande nome, non per costruire un futuro di successi con abbinata una squadra di altissimo spessore, ma per sedare la piazza. ‘Panem ed circensem’, dicevano i romani. Ma il calcio rivolto ad una crescita reale, strutturata, graduale ma duratura va in un’altra direzione.
Tra strategie mutevoli, un evidente momento prolungato d’empasse e infine una chiusura col botto, la Roma ha portato a termine ieri sera la sua campagna trasferimenti, lasciando diversi punti di domanda che si spera, qualcuno (principalmente Ranieri), potrà evadere.
Al di là delle spiegazioni sulle motivazioni tecnico-tattiche e su quale filosofia abbia spinto Ghisolfi a scegliere determinati profili rispetto ad altri, la Roma ha condotto una mini-rivoluzione della rosa.
Dieci operazioni totali, cinque in entrata e cinque in uscita. Via Ryan, Hermoso, Dahl, Le Fèe e Zalewski; dentro Gollini, Salah-Eddine, Nelsson, Gourna-Douath e Rensch.
Porte girevoli in attesa del rinnovo di Svilar
L’australiano Ryan, scelto la scorsa estate a parametro zero come vice-Svilar, poichè profilo d’esperienza e affidabilità ha disputato in giallorosso una sola partita: Roma-Samp di Coppa Italia. Si aspettava (o gli era stato promesso…) maggior minutaggio, almeno nelle coppe ma ciò non è avvenuto. La Roma ha trovato nel Lens una sponda utile per la sua cessione a titolo definitivo. Incassati 500 mila euro e di fatto reinvestiti subito su Gollini. L’ex portiere dell’Atalanta è arrivato a titolo definitivo ma gratuito con 1 milione di bonus che probabilmente scatterà dopo un tot di presenze. Contratto di due anni e mezzo per l’estremo difensore che negli ultimi anni ha girovagato molto.
Hermoso bocciato, Nelsson era una prima scelta?
Cambiando modulo a ridosso della fine dello scorso mercato estivo, sia con De Rossi poi ancor di più con Juric e Ranieri oggi, la Roma ha visto sorgere una necessità impellente: ripuntare sui difensori centrali.
Riabilitato Hummels, al fianco di Mancini e Ndicka, Ranieri non è riuscito a dare spazio a Hermoso, che comunque ha dato la sensazione di non essersi mai inserito. Lo spagnolo una decina di giorni fa ha espressamente chiesto la cessione ed è stato accontentato: prestito oneroso da 1.2 milioni al Bayer Leverkusen, ma senza opzioni di riscatto. Il club tedesco coprirà integralmente i 2 milioni lordi, rimasti, del suo ingaggio fino a giugno. Poi in estate si vedrà. Per questo motivo la Roma era a caccia di un’opzione giovane, magari da valorizzare, senza spese folli. E’ stato trattato per quasi un mese Marmol ma il Las Palmas ha preteso senza indugi la clausola da 10 milioni (pagabile in un’unica soluzione). Ciò ha spinto Ghisolfi nel finale a virare prima su Goglichidze (prestito con obbligo da 10 milioni ma con l’Empoli che alle ultime schermaglie ha fatto saltare il banco chiedendo ulteriori bonus) e poi Nelsson. Il danese è arrivato per 500 mila euro di prestito più diritto di riscatto da 10 milioni.
Maquillage sulle fasce: due ex Ajax, nella speranza siano meglio di Karsdorp…
Sugli esterni la Roma ha ragionato su qualità ma anche sulla prospettiva. Dapprima ha chiuso per Rensch, coprendo una casella rimasta vuota colpevolmente nel mercato estivo. Nonostante la compresenza di Saud, Zalewski, Celik e dello stesso Saelemaekers, Ghisolfi che aveva già sedotto (e abbandonato?!) Rensch in estate, lo ha acquistato a gennaio per 6 milioni di euro dall’Ajax pur avendo già un accordo per giugno, quando si sarebbe svincolato.
Poi è stata risolta la grana Zalewski, con una formula che ha il sapore comunque del futuro passaggio a titolo definitivo. L’Inter ha ‘costretto’ la Roma a sottoscrivere un rinnovo ponte, per consentire al polacco di trasferirsi in nerazzurro. Al di là dell’impatto positivo (assist nel derby), la sensazione è che vista l’età e i bassi costi dell’ingaggio, Zalewski rimarrà in nerazzurro. La Roma incasserebbe nel caso 6 milioni di euro, cifra speculare a quella spesa per Rensch.
A sinistra è arrivato poi, in extremis, un investimento necessario. Salah-Eddine è stato prelevato dal Twente per 8 milioni di euro e la speranza di Ghisolfi è che questo affare in entrata sia compensato a giugno dalla cessione di Dahl, che resta un caso anomalo. Arrivato la scorsa estate per circa 4 milioni dalla Svezia, il giovane talento scandinavo non ha mai trovato spazio con i tre allenatori che si sono intervallati sulla panchina giallorossa. Se dovesse essere prelevato dal Benfica a titolo definitivo (tra i club come PSV, Besiktas e altri interessati a Dahl), la Roma incasserebbe 10 milioni, con il 20% su futura rivendita. Intanto Ghisolfi ha messo in cassa 600 mila euro per il prestito, sperando come detto che i lusitani esercitino il diritto di riscatto.
Via Le Fèe, dentro Douath e Ghisolfi tifa Sunderland
Ultimo cambio a centrocampo. Nei primissimi minuti della finestra invernale, la Roma ha ceduto Enzo Le Fèe al Sunderland. Prestito oneroso con diritto di riscatto da 24 milioni che scatterà se il club inglese tornerà a giocare la Premier League al termine della stagione.
Di fatto Ghisolfi recupererebbe con una minima plusvalenza ciò che ha investito a giugno scorso prelevando il francese dal Rennes.
Ieri al posto di Le Fèe, la Roma ha prelevato il giovane Gourna-Douath dal Salisburgo. Prestito con diritto di riscatto, che può diventare obbligo a determinate condizioni per circa 18 milioni.
Conti finali: investimenti e future rendite
Nel complesso dunque una finestra di mercato improntata alla sostenibilità, senza eccessi. E’ mancato l’investimento sulla punta di riserva, così come la cessione di Shomurodov che nei piani del club giallorosso avrebbe dovuto portare altri 6-7 milioni sicuri a giugno.
La Roma ha investito nell’immediato circa 15 milioni di euro, incassandone circa 4, con la prospettiva di arrivare a spenderne 28 se dovesse riscattare sia Gourna-Douath che Nelsson, con potenziali 34 (Dahl e Le Fèe) in entrata se arriveranno i riscatti di Benfica e Sunderland.
In sostanza Ghisolfi ha calmierato i suoi investimenti, per evitare ulteriori rischi considerando il futuro, obbligato, riscatto di Saelemaekers e la necessità di trovare soluzioni utili per diversi calciatori come Abraham, Kumbulla, Hermoso e altri potenziali esuberi dell’attuale rosa.