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Lista UEFA, ora la Roma deve scegliere: solo 3 acquisti su 5 giocheranno in Europa League

Il 6 febbraio, dunque tra 48 ore, la Roma dovrà presentare la nuova lista UEFA aggiornata.

La finestra di mercato invernale, seppur tortuosa e giocata sul filo di lana da Florent Ghisolfi, ha portato cinque volti nuovi in rosa con altrettanti addii: via Ryan, Hermoso, Dahl, Le Fèe e Zalewski; dentro Gollini, Salah-Eddine, Nelsson, Gourna-Douath e Rensch.

Le regole internazionali, in termini di rettifica e nuova stesura della lista UEFA prevedono la possibilità per qualsiasi club di operare fino a tre cambi rispetto alla lista della prima fase di coppa. Ergo la Roma potrà inserire solo 3 dei nuovi 5 acquisti.

Partendo dal presupposto che Gollini sostituirà necessariamente Ryan, Ranieri dovrà operare una scelta strategica su chi inserire tra gli altri quattro calciatori di movimento.

Rensch è favorito per essere tra i prescelti vista la sua duttilità: può giocare largo a destra da quinto come vice-Saelemaekers, esterno basso in una eventuale difesa a 4, braccetto di una linea a tre. Ciò escluderebbe Nelsson, pronto a dare ricambio a Hummels in campionato, qualora la Roma andasse avanti in Europa League.

Resta una casella per due: Gourna-Douath o Salah-Eddine, con il francese – vista l’elevata esperienza nonostante l’età in Europa – favorito sull’olandese. A sinistra inoltre Angelino – titolarissimo – potrebbe essere all’occorrenza sostituito da El Shaarawy, Saelemaekers o lo stesso Rensch.

Ragionamenti a cui Ranieri starà già pensando in queste ore e la risposta definitiva arriverà entro un paio di giorni.

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Roma-Napoli, i convocati: out Zalewski

La Roma ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di domani sera contro il Napoli.

Assente Nicola Zalewski, in procinto di trasferirsi all’Inter. Presente Leandro Paredes.

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Le Voci di Retesport

Petruzzi a RS: “La Roma oggi è una squadra grazie a Ranieri. Sarebbe grave chiudere il mercato così”

Fabio Petruzzi ha commentato così la vittoria della Roma contro l’Eintracht ai microfoni di Retesport: “Gara seria della Roma, disputata con grande concentrazione e sacrificio. I giallorossi hanno fatto il minimo sindacale qualificandosi ai play-off ma la sfida di ieri conferma l’ottimo lavoro di Ranieri sul campo che merita un 10 per aver trasformato, finalmente, la compagine giallorossa in una squadra vera. Dybala è in forma straordinaria, Hummels è un docente universitario, mi auguro di tutto cuore che possa restare un’altra stagione e sono convinto che sarà così”.

Poi Petruzzi commenta anche le difficoltà del club sul mercato: “Le parole su Shomurodov non sono condivisibili. Il ragazzo si impegna e dà sempre tutto, ma non prendere una punta di spessore da mettere alle spalle di Dovbyk sarebbe un grave errore. Ad oggi la finestra di riparazione è gravemente insufficiente, sia perchè non offre a Ranieri migliorie sensibili della rosa, sia perchè era stato promesso altro”.

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Calciomercato

Ranieri annuncia: “Shomurodov resta con noi”

“Ho detto ad Eldor che resta con noi”

I ragazzi gli vogliono bene, sa giocare con una prima punta, quando entra dà il fritto, si allena sempre al 100% poi l’ho avuto a Cagliari e con lui spesso mi incavolavo, quindi se va via con chi mi incavolo? (ride ndr)”. Claudio Ranieri così ai microfoni di Sky Sport annuncia che l’uzbeko rimarrà nella capitale.

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Konè-Ranieri, amore a prima vista: 96% dei minuti giocati dall’arrivo di Sir Claudio

Se Paredes e Hummels sono due ‘monumenti’ della Roma, per Claudio Ranieri c’è anche un insostituibile: Manu Konè.

Il centrocampista francese, ha conquistato la titolarità e l’inamovibilità, complice anche l’assenza di Cristante e la sparizione di Le Fèe, ma lo ha fatto anche perchè le sue caratteristiche si sposano perfettamente con quelle di Paredes in un centrocampo a due.

I numeri confermano la scelta ormai chiara da parte del tecnico romanista. Konè ha giocato 12 volte sulle 14 uscite ufficiali con Ranieri in panchina gli interi 90 minuti senza esser sostituito, in una sola occasione è uscito al 45′ – contro il Milan a San Siro – poichè a rischio espulsione, mentre in Coppa Italia con la Samp era fuori dai convocati. Di fatto Konè è diventato un titolare inamovibile della Roma per Ranieri, al contrario di quanto era avvenuto con Juric dove il suo utilizzo almeno inizialmente era stato piuttosto intermittente.

Il francese ha disputato il 96% dei minuti da quando il tecnico Testaccino è tornato sulla panchina romanista, offrendo ottime prestazioni e restando in campo nonostante qualche difficoltà fisica palesata recentemente a causa di un fastidio al ginocchio che ha saputo gestire senza particolari rischi.

Domenica scorsa a Udine, Ranieri lo ha schierato di fatto da regista al posto di Paredes. E in questo senso il tecnico romanista ha sottolineato la sua straordinaria duttilità: “Può giocare in tutti i ruoli, con la Francia ha già più volte giocato da riferimento basso o regista. Sono innamorato di Manu”.

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Svolta Ranieri: 2.1 punti a partita nelle ultime 8, ma non bastano per il sogno Champions

Se al posto di Juric fosse arrivato subito Ranieri, oggi presumibilmente la Roma sarebbe in corsa per un posto Champions. La quasi certezza la dà l’incrocio statistico tra i numeri fatti dalla Roma in campionato con il croato e quanto è riuscito a produrre Ranieri soprattutto nelle ultime 8 gare ufficiali di Serie A.

Con l’ex tecnico del Torino, la Roma ha raccolto 10 punti in 8 gare, quindi 1.25 a partita. Altresì, nelle ultime 8 sfide di Serie A, la Roma allora 16° in classifica, ha invece totalizzato 17 punti, 2.1 di media a gara, perdendo solo col Como.

Se la squadra di Ranieri dovesse mantenere questa esatta media punti anche nelle prossime 16 sfide di A, realizzerebbe un’impresa nel girone di ritorno con un totale di 41 punti che aggiunti ai 23 fatti a fine andata, porterebbero la Roma a chiudere con 64 punti, in media con quanto raccolto negli ultimi anni sia con Fonseca che con Mourinho.

Questa cifra forse permetterebbe ai giallorossi di qualificarsi all’Europa League, ma la Champions rimarrebbe un miraggio. Oggi come un anno fa, la media del 4° posto si aggira intorno ai 70 punti e anche il quinto rischia di essere centrato da chi totalizzerà circa 67-68 punti (sempre che l’Italia come un anno centri l’obiettivo delle cinque squadre nella massima competizione internazionale).

La Roma ha però un asso da calare: il fattore Olimpico. Dybala e compagni infatti giocheranno quasi tutti gli scontri diretti con le formazioni che la precedono tranne che col Bologna tra le mura amiche: Fiorentina, Milan e Juventus all’Olimpico, oltre al derby. L’unica che i giallorossi affronteranno in trasferta è l’Atalanta, che comunque viaggia al terzo posto in solitaria (46 punti) e al 99% lì rimarrà a fine campionato.

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La prima di Rensch convince Ranieri: “E’ bravo e lo conosco da tempo”

Tre mezzi allenamenti e subito titolare, in trasferta, dove la Roma non vinceva da nove mesi. Non avrà giocato una partita memorabile, ma sicuramente può essere considerato ad oggi, una sorta di talismano. Devyne Rensch ieri a Udine ha giocato la sua prima gara ufficiale in maglia giallorossa e ha mostrato già qual è la sua qualità principale: la duttilità.

Essere versatile oggi nel calcio è un valore, tranne quando tale caratteristica porta a snaturare i calciatori in cerca di se stessi e di una identità chiara. Rensch è un un esterno di qualità, ha una bella corsa ma non è esplosivo muscolarmente. Sa giocare da braccetto, è abituato a fare il terzino di una difesa a 4 e in parte dovrà adattarsi, ma ieri ha mostrato personalità e abitudine a guardare il campo in avanti.

55 palloni giocati, un tiro nello specchio con Sava che gli ha tolto la gioia del gol nel primo tempo, il 75% dei duelli vinti e un salvataggio importante di testa su Thauvin in diagonale. Nella ripresa è scalato in difesa ed è stato meno appariscente, ma la partita imponeva quell’atteggiamento.

Claudio Ranieri ha confermato di averlo seguito con attenzione. Giocherà con discreta regolarità, dando il cambio a Saelemaekers e chissà, forse anche a Angelino visto che sa giocare anche col piede sinistro. Deciderà Sir Claudio.

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AAA cercasi attaccante centrale ma Ranieri non dà certezze: “Abbiamo guardato dovunque, vedremo”

“Riserva di Dovbyk? Abbiamo guardato un po’ dappertutto, staremo a vedere”. Non ha lasciato sensazioni molto positive l’unica dichiarazione, stringata, di Ranieri sul tema centravanti.

La Roma ha iniziato la stagione investendo 40 milioni sul capocannoniere della Liga, ma non ha avuto la capacità di anticipare gli eventi, lasciando alle spalle dell’ucraino Shomurodov che numero nove classico non è mai stato.

Nelle ultime sfide raramente l’uzbeko è subentrato per sostituire Artem, tranne che in qualche finale di gara qua e là. A otto giorni dalla fine del mercato invernale, la Roma continua una caccia certamente complessa ad un vice Dovbyk, ma onestamente non impossibile considerando che bisognerebbe prenderne uno in grado di assicurare, sulla carta, più della media di 3-4 gol che ha realizzato negli ultimi anni Shomurodov.

Certo, quando Ranieri in maniera sibillina afferma che la Roma ha guardato ovunque per rintracciare il profilo giusto, involontariamente inchioda il ds della Roma Ghisolfi alle sue responsabilità. In cinque mesi lo staff dirigenziale del club giallorosso non è riuscito ad individuare l’attaccante giusto? Tra Serie A e B, campionati esteri in Europa? Chiudere così il mercato sarebbe la definitiva conferma della necessità di una sterzata a livello dirigenziale.

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Farioli: “Ricevo tante chiamate fa parte del nostro lavoro”

“Ricevo molte chiamate, in generale. Non riguarda solo me, fa parte del nostro lavoro parlare con colleghi, altri allenatori, direttori. Per discutere di come giochiamo, per parlare di giocatori. Sai che la mia dedizione è rivolta all’Ajax”, queste le parole di Francesco Farioli, tecnico della formazione olandese, accostato alla panchina della Roma nei giorni scorsi.

Farioli sarebbe il candidato di Ghisolfi alla panchina giallorossa, dopo la collaborazione dei due a Nizza. Ieri Ranieri ha glissato sull’argomento definendolo un tecnico giovane e bravo, ma anche aggiungendo ‘aspetterà’, nella coda finale della conferenza, che dai più è stato interpretato come un segnale di chiusura.

Nel corso della conferenza stampa di ieri, Farioli ha commentato anche l’addio di Rensch: “Offerta irrinunciabile”.

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Rensch sfida il tabù olandesi ma Ranieri lo promuove: “Duttilità e qualità”.

Claudio Ranieri ieri ha più volte promosso l’arrivo di Rensch. Il calciatore, sbarcato nel pomeriggio a Ciampino oggi sarà ufficialmente un nuovo terzino della Roma.

Terzino ma non solo, perchè dalle parole di Sir Claudio si evince una certa modernità e duttilità dell’esterno 2003: “È un ragazzo che non ha prepotenza fisica, ma ha dei tempi di inserimento magnifici. Ha buon piede, destro e sinistro. Dove deve migliorare? È bravo, mi piace e ci darà sicuramente delle grandi soddisfazioni”.

E poi ancora: “È un giocatore di cui abbiamo bisogno, ci può aiutare nella fase difensiva”. Quest’ultima affermazione lascia pensare che oltre ad un impiego da terzino classico in una difesa a 4 e da esterno al posto di Saelemaekers, nella mente di Ranieri ci sia l’ipotesi di vederlo in campo anche al posto di Mancini come braccetto della linea a tre.

D’altronde anche chi lo ha allenato in questi mesi all’Ajax considera Rensch una futura stella. Non una fisicità travolgente, ma grandi tempi di gioco, capacità di sovrapporre, di condurre palla internamente, letture sempre corrette, con grandi margini di miglioramento.

Rensch dovrà sfidare però il tabù olandese: a parte Strootman, sono stati diversi calciatori presi dall’Eredivisie o dintorni ma con scadenti risultati, da Karsdorp a Stekelenburg, passando per Emanuelson, Kluivert e lo stesso Wijnaldum, la cui esperienza si esaurì di fatto dopo pochi giorni quando si ruppe il perone.