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Roma battuta, Mourinho furioso: “Orribili, tutto da buttare”

La Roma affonda nel gelo di Praga, perde la partita, la faccia e il primo posto nel girone di Europa League che adesso, per differenza reti, è nelle mani dello Slavia. Un giovedì da dimenticare anche per Lukaku, che resta all’asciutto dopo una striscia di 14 gare sempre in gol. Stavolta Romelu neppure tira in porta, in un pomeriggio in cui i giallorossi offrono il peggio del loro repertorio: spenti, distratti, con la testa al derby di domenica pomeriggio.

Come scrive il Corriere della Sera, Mourinho , alla fine, è una furia e impone ai giocatori di restare in silenzio : “Siamo stati orribili. Solo Bove, che ha vent’anni, è stato all’altezza della situazione, mettendoci testa e gambe. Lo Slavia ha meritato di vincere e noi di perdere. Non ha funzionato niente. Ho parlato con la squadra, di solito non lo faccio dopo una partita” . Il tentativo di dare subito una scossa prima della Lazio.

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L’autunno di Praga: prestazione disastrosa della Roma contro uno Slavia molto aggressivo

Niente primo posto, niente qualificazione, niente Roma. Magari fosse stata un’amichevole, come da provocazione di Sarri. Mourinho torna dalla trasferta ceca infuriato e infreddolito da uno spettacolo indecente. E ora, essendo lo scontro diretto perfettamente alla pari con lo Slavia, potrebbero non bastare 6 punti nelle ultime 2 giornate per vincere il girone perché i cechi hanno 3 gol di vantaggio nella differenza reti generale.

Come scrive il Corriere dello Sport, il rischio concreto dello spareggio di febbraio è la conseguenza di un black out collettivo e prolungato che ha lasciato la Roma senza elettricità per cento minuti. Può aver inciso il pensiero del derby, più o meno inconscio, che ha consigliato a qualche giocatore (Lukaku per dirne uno) di gestire le energie. Ma la verità è che non c’è stata partita. Il 2-0 allo Slavia sta persino stretto: a tempo scaduto il nuovo entrato Van Buren ha fallito un facilissimo contropiede che avrebbe allargato le proporzioni.

La Roma invece non è mai stata intraprendente e tantomeno pericolosa. Non ha mai giocato per l’obiettivo dichiarato, che era vincere per chiudere a Praga la questione europea e dedicarsi al campionato. Eppure Mourinho era stato di parola, cambiando solo tre giocatori più il portiere rispetto alla partita con il Lecce: dentro Celik a destra e Paredes nel mezzo più Belotti al posto di Dybala nella linea di attacco. Anche stavolta lo schieramento era ibrido, con Aouar molto trequartista e poco mezzala e Belotti a girare attorno al perno belga sull’altro lato. Il 3-5-2 cartaceo diventava dunque spesso 3-4-2-1 con Bove pronto a ripiegare sul vertice basso occupato da Paredes. (…)

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Roma, gioca Lukaku: obiettivo poker e primo posto

Il derby è l’urgenza da affrontare, con le sue matasse emotive, ma la programmazione a medio termine è un contrappeso insistente: se la Roma vince a Praga, completando il poker perfetto in questo mansueto girone di Europa League, certifica il primo posto che vale il pass diretto per gli ottavi e consente a Mourinho di trattare come amichevoli (qui davvero) le ultime due partite contro Servette e Sheriff, che per calendario capitano prima di due pericolose trasferte emiliane: Sassuolo e Bologna.

Come scrive il Corriere dello Sport, ecco perché Mourinho non stravolgerà la squadra contro lo Slavia, che non sta attraversando un periodo scintillante ma merita considerazione, soprattutto quando gioca in casa. Alcuni cambi servono, ovviamente. Dybala non potrebbe giocare titolare neppure se si trattasse di una partita di Champions League. Renato Sanches non ha ancora molti minuti nelle gambe, mentre Spinazzola e Pellegrini sono rimasti a Roma a curarsi: il primo può recuperare per domenica mentre il capitano, che ha un problema muscolare reiterato, potrà andare al massimo in panchina. Poi c’è il dubbio Zalewski che è partito con l’influenza.

Ma insomma, compatibilmente con le necessità gestionali vedremo una formazione accorta. E se la difesa, per forza di cose, non verrà toccata a parte il portiere di coppa che sarà ancora Svilar, è un fatto positivo: alla Roma potrebbe anche bastare un pareggio per chiudere la pratica primo posto a Ginevra tra tre settimane. E persino perdendo 1-0, con lo scontro diretto a favore, Mourinho sarebbe certo di qualificarsi da primo e quindi di evitare i playoff se prenderà 6 punti su 6 nelle ultime due, quando tra l’altro tornerà in panchina dopo la squalifica.

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Mourinho è l’oro della Roma: incassati 70 milioni dal botteghino grazie allo Special One

Un’esplosione d’amore. Da quando sulla panchina della Roma c’è Josè Mourinho, l’Olimpico è diventato questo. E pazienza se a volte le prestazioni non sono esaltanti, se i biglietti quest’anno sono un po’ più cari o se non tutti i settori sono caldi come la Sud.

Da quando il Covid ha lasciato spazio alla passione dei tifosi, l’Olimpico giallorosso è tornato a riempirsi in ogni ordine di posto. Di fatto nelle ultime 43 sfide casalinghe, la Roma ha registrato 41 sold out (solo contro Frosinone e Genoa in Coppa Italia per una manciata di biglietti non è stato registrato il tutto esaurito).

Ok l’amore per la squadra e la passione di sempre, ma il legame speciale tra Mourinho e i tifosi ha portato anche soldi freschi nelle casse societarie. Si stima infatti, secondo il Corriere dello Sport, che finora la società abbia incassato dal botteghino (tra campagna abbonamenti e biglietti) circa 70 milioni di euro. Una cifra tendente a salire ovviamente visto che si va verso un altro sold out (Roma-Udinese) e in generale mancano ancora diverse sfide da qui alla fine del campionato. Compresa eventualmente un’altra campagna europea.

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Mourinho prepara un’altra Roma: tra Slavia e derby almeno 5 cambi

È la settimana del derby. Non quella della possibile qualificazione agli ottavi di Europa League. Quella può arrivare anche più avanti. L’importante domani a Praga sarà non perdere. Perché se l’Europa League rimane il terreno preferito sul quale saggiare le proprie ambizioni stagionali, il derby va vinto. In primis per accorciare il gap con le prime quattro, per recuperare i punti persi nelle prime tre di campionato e per dare una gioia ai tifosi, rimasti fedeli anche nelle difficoltà. C’è poi una questione personale: Mou ne ha già persi tre su quattro.

Il poker se lo eviterebbe volentieri. Dunque, la preparazione di questi giorni è finalizzata a far arrivare la squadra al meglio il 12 novembre.

(…) Come scrive il Messaggero, sarebbe dovuta essere anche la settimana del ritorno di Pellegrini e Spinazzola. Entrambi ieri sono rimasti in infermeria. Ad oggi risulta difficile pensare ad un impiego domenica. Ma soprattutto il Capitano vuole provarci fino all’ultimo.

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Totti e Spalletti, qua la mano: dietro la pace un futuro insieme in Nazionale

Cambiare per entrare nel futuro. Nel secondo tempo della sua vita Francesco Totti sente il bisogno di mettere a posto quello che aveva intossicato il finale di carriera. Cambiare quello che è intorno per cambiare un po’ se stesso. Il messaggio di pace a Spalletti, lanciato con un’intervista e rilanciato con la trasmissione di Fiorello Viva Rai2!, la telefonata in diretta tra i due, l’invito del ct a vedersi non in un luogo privato, ma al Bambino Gesù, nascondono il desiderio del vecchio numero 10 di mettere da parte il passato. È finito quello da calciatore, finito anche quello del rancore.

Totti ha metabolizzato l’addio al campo, alle partite, alle trasferte. È stanco di sentir parlare della rottura fragorosa con l’allenatore che lo ha cambiato e che gli ha fatto vincere la Scarpa d’oro. […]

Come scrive la Repubblica, dal giorno in cui ha messo la tuta dell’Italia l’ex allenatore della Roma ha detto in federazione di voler chiudere e chiarire con il suo vecchio numero dieci. Ha ricevuto decine di telefonate il giorno dell’intervista in cui Totti per la prima volta chiedeva di chiudere. Il presidente Gravina ha voluto con forza la riconciliazione e ha spinto per un incontro non solo pubblico, ma ha pensato all’ospedale Bambino Gesù dove andranno anche Buffon e Di Lorenzo. Un punto di incontro ideale. Che non mette nessuno in difficoltà, anzi.

Un’idea di Gravina per andare incontro al suo tecnico, ma anche per fare un passo (lungo) verso Totti. Soprattutto in vista dell’Europeo 2032 che l’Italia organizzerà insieme alla Turchia, dove Totti è un idolo, ha accordi commerciali, ha investito in una importante catena di cliniche.

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Infermeria

Mou spera nei recuperi di Pellegrini e Spinazzola

La Roma si prepara alla trasferta di Praga, con sguardo sul derby. Come riferisce Leggo, proprio per la stracittadina della Capitale, Mou spera di recuperare Spinazzola e Pellegrini.

Il capitano è rimasto colpito dai bellissimi striscioni in suo sostegno da parte della Curva Sud, ma solo domani saprà se potrà tornare in gruppo per preparare la sfida alla Lazio.

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Il viaggio per Praga con la Lazio nel mirino. Dybala a piccoli passi per tornare al top

Cento minuti o giù di lì, nessuno li aveva immaginati, nemmeno José Mourinho, che si aspettava di superare il Lecce con meno apprensione. Paulo Dybala, invece, è stato costretto all’extra time. Il programma era chiaro: un’ora domenica, e poi il meglio nel derby. Ma lo stesso attaccante argentino ha cambiato programma, vuole andare a Praga e giocare, magari lì un solo spezzone. Vedremo se Mou lo accontenterà, anche se ha fatto intendere che sarà del gruppo che domani partirà per la Repubblica Ceca. Poi sarà derby, che Paulo a Roma non ha ancora vinto, giocando una sola partita, per 45 minuti. […]

Come scrive il Messaggero, Dybala ha dimostrato di essere indispensabile, per capacità tecniche (la giocata di domenica su Kaba, con stop e tiro al volo fuori di un niente ne è la dimostrazione), per l’abilità nell’accendere la partita, per l’apprensione che trasmette agli avversari ogni qual volta è in possesso di palla. Ed è il motivo che, anche se stanco e acciaccato, Mou lo ha tenuto in campo fino all’ultimo contro il Lecce, prendendosi anche dei rischi. Scelta ripagata dall’ultima idea, quella palla delicata per Lukaku-gol. Dopo cento minuti giocati d’un fiato. Mou ora vuole che non finisca qui. E che anche Paulo torni a segnare. Come Big Rom.

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Mou: «Il pubblico ci ha trascinato alla vittoria»

La Roma vince in rimonta grazie alla spinta dei tifosi. Entrambi nel recupero le reti che regalano ai giallorossi tre punti fondamentali per recuperare punti in classifica. Una delle motivazioni principali è stata la carica dell’Olimpico secondo Mourinho, che ha parlato di cuore e mentalità. «È stato possibile solamente grazie alla connessione tra calciatori e tifosi – ha affermato nel post partita – ho allenato moltissime squadre, ma non ho mai visto un pubblico che ti trascina alla vittoria in questo modo. Non è normale un supporto del genere, soprattutto perché quando eravamo sotto con il risultato hanno continuato a sostenerci, loro e la squadra hanno meritato questa vittoria importantissima».
Un rischio controllato per il tecnico portoghese, che con i cambi ha deciso di inserire numerosi giocatori offensivi: «Negli ultimi 15 minuti erava-mo sbilanciati, potevamo perdere per 3-2, abbiamo finito la gara con Belotti quinto di centrocampo e Kristensen braccetto in difesa, anche per-ché il Lecce sa far male grazie alla velocità degli attaccanti. Mi dispiace per Falcone – ha continuato – mi ha detto di essere romanista, ma quando gioca contro di noi gli si dovrebbe dare il premio Yashin, perché para tutto».

Come scrive il Tempo, Mourinho ha poi svelato un retroscena sul calcio di rigore, parlando anche delle condizioni di Dybala: «Non ho mai pensato che potesse giocare 90 minuti, né io, né lui, né il dipartimento medico. È rimasto in campo per l’emozione e per la squadra, ma la sua condizione diceva altro. Dopo la partita gli ho detto che non volevo portarlo a Praga per farlo preparare alla prossima di campionato, ma lui mi ha ribadito di voler giocare. Non doveva calciare nessun rigore o punizione diretta, perché la sua forma fisica non glielo concedeva, per quello dagli undici metri è andato Lukaku. So che Romelu – ha ribadito lo Special One – è un ragazzo sensibile, e quando sbaglia il suo cuore soffre, quindi avere la possibilità di realizzare il gol vittoria è un bene per la squadra e per lui, potrà dormire sereno».

Al termine della conferenza stampa Mourinho si è soffermato anche sul derby: «Mi aspetto la Lazio di sempre, un club con molta esperienza, come l’espulsione di Ibanez lo scorso anno, una squadra che sa gestire bene i momenti della gara». Al termine del match ha parlato anche Azmoun, autore del gol che ha iniziato la rimonta, il primo in Serie A. «Voglio dedicarlo alla mia famiglia – ha affermato l’iraniano – amo Roma, è una sensazione incredibile festeggiare davanti ai tifosi nei minuti di recupero».

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Infinita Roma. Lukaku, estasi e lacrime: Mou vince in 137 secondi

Si finisce con i baci. Li dispensa José Mourinho ad Aouar e soprattutto a Lukaku, ormai “fidanzato” suo e di una Roma che in pieno recupero, in 137 secondi pazzi, passa dall’inferno al paradiso ribaltando un Lecce che non meritava la sconfitta. Invece finisce con un 2-1 santificato dalle reti di Almqvist, Azmoun e Big Rom, che nel primo tempo aveva fallito un rigore destinato ad appassirlo. Non basta, perché poi ci sono soddisfazioni che vanno al di là del contesto.

Ad esempio, presentarsi al derby di domenica davanti alla Lazio, è di quelle che per i tifosi danno un senso alla settimana, così come la classifica, visto che i giallorossi ora sono a quattro punti dalla zona Champions. Merito dell’ennesimo super finale, basti pensare che i padroni di casa in questo torneo hanno realizzato 9 reti negli ultimi 15 minuti, più di qualsiasi altra formazione, mentre i salentini hanno perso finora 5 punti da situazione di vantaggio: solamente Cagliari e Frosinone hanno fatto peggio. (…)

Il piano partita potrebbe cambiare subito al minuto 5’ se Lukaku segnasse il rigore assegnato dall’arbitro per un “mani” di Baschirotto su tiro di Dybala a centro area. Il belga, invece, calcia centrale e Falcone para: è il primo errore dal dischetto in A per Romelu, che da quel momento pare accusare psicologicamente l’errore. La Roma, comunque, continua a tenere il piede sull’acceleratore, perché prima El Shaarawy e poi Aouar vanno vicino al gol, anche se la cosa più bella della prima frazione è il sombrero su Kaba di Dybala, il cui tiro successivo finisce fuori di un niente. (…)

Nella ripresa ci si aspetta un monologo Roma e invece i salentini decidono di sfruttare meglio gli spazi a disposizione per ripartire. Al 27’, lo spunto di Banda porta a un palla ribattuta che Alqmvist mette in porta con una rasoiata. È il vantaggio che costringe Mourinho a mettere in campo tutte le bocche di fuoco che ha in panchina, passando al 4-2-4 che defila Dybala sulla destra, anche se è l’argentino al 34’ che sfiora il pari. Ma il Lecce non arretra, sfruttando anche le incertezze del redivivo Sanches. Anzi, al 40’, il subentrato Strefezza sfiora il raddoppio che blinderebbe persino il sorpasso del Lecce in classifica ai giallorossi. Gli dèi del calcio, però, hanno altri piani. Avere contro Dybala, Lukaku, Belotti e Azmoun fa scegliere a D’Aversa di virare sulla difesa a tre, che però consegna il finale alla Roma. Tocca a Zalewski servire ad Azmoun (46’) la palla per il colpo di testa che sancisce il suo primo gol in Italia, e a Dybala mettere in moto Lukaku, che si libera del tenero Touba per tuonare il suo sinistro in porta. È il 49’, è il delirio, è la certificazione di una Roma che non muore mai. Lo Slavia Praga e la Lazio sono avvisate.