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Roma, l’asse del gol: Pellegrini torna in regia, Abraham cerca lo sprint. A Siviglia per l’impresa

Più di Dybala, più di Abraham, più di tutti, José Mourinho porta nel cuore Lorenzo Pellegrini. Non tanto, o non solo, per l’indubbio talento, ma per il modo in cui ha imparato a usarlo. Lorenzo è stata la guida tecnica imprescindibile della Roma nel momento in cui Mou si è insediato sulla panchina. Era lui che faceva girare i compagni, era lui che alzava il livello nelle occasioni più importanti. Poi ha saputo gestire bene l’arrivo di Dybala e la risalita di Zaniolo. E adesso deve nuovamente caricarsi la squadra sulle spalle, perché è impensabile che l’Europa della Roma finisca in autunno.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, il Betis gioca bene, nasconde il pallone, colpisce all’improvviso. All’Olimpico l’assenza di Lorenzo è stata pesante soprattutto dal punto di vista tecnico, perché troppo spesso i giallorossi faticavano a tenere il pallone e non c’era nessuno che aiutasse Dybala nella costruzione. Stasera non ci sarà Paulo, ma Pellegrini dovrà legare centrocampo e attacco trovando soprattutto i tempi giusti per infilare la difesa avversaria. Che Pellegrini sappia accendere la luce è cosa nota. Che Tammy Abraham adesso abbia bisogno che qualcuno lo illumini, anche.

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Dybala appeso alla risonanza. Per il derby serve un miracolo

Nove partite senza Paulo Dybala. Nove partite senza il bomber che ha tenuto in piedi l’attacco della Roma. José Mourinho con ogni probabilità dovrà rinunciare alla Joya almeno fino alla pausa per il Mondiale.

Come scrive il Messaggero, il primo indizio è che l’esame strumentale chiarificatore non si è fatto entro le 48 ore dopo l’infortunio rimediato durante la partita contro il Lecce. L’ecografia a cui si è sottoposto lunedì a Trigoria ha dato un primo quadro della situazione e i tempi di recupero oscillano dalle 6 alle 8 settimane. Per definirli con esattezza bisognerà conoscere il tipo di strategia che sceglieranno club e giocatore per il recupero.

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Mourinho prende l’Europa di punta: José prova il 3-5-2 con Belotti-Abraham

“Perdo un uomo a partita, l’assenza di Wijnaldum è drammatica“, lo sfogo di Mou fotografa la realtà, sgretolatasi giorno dopo giorno. La Roma che affronterà domani il Betis a Siviglia è in emergenza: mancano Zaniolo e Dybala, non c’è l’olandese da tempo, Celik è fuori e Karsdorp è appena rientrato.

Come scrive il Messaggero, Mou sta cercando soluzioni offensive, vista la carenza di reti segnate fino a ora, solo dodici su 12 partite. Pellegrini e Abraham – numeri alla mano – sono tra i peggiori per reti segnate rispetto alle occasioni avute: per il capitano il rapporto è di -2,9, per l’inglese -2,8. Ricordiamo che la Roma ha la necessità di non perdere a Siviglia, per non lasciare margini al Ludogorets. Con il 3-4-2-1 sarebbe El Shaarawy ad affiancare Pellegrini nel ruolo di trequartista, lasciando in mediana la coppia ormai di fatto, Matic-Cristante e davanti il solo Tammy, che deve sbloccarsi in Coppa.

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STADIO

Stadio Pietralata, ecco i dettagli del progetto: ‘la fortezza’ costerà 582 milioni

È pronto il piano economico e finanziario per la realizzazione dello stadio di Pietralata. Dal corposo documento di 113 pagine che porta lo stemma dell’A.S. Roma emerge il costo astronomico di cui si farà carico il club per realizzare l’opera, con i suoi annessi e connessi: oltre mezzo miliardo di euro, precisamente 582,1 milioni. Un fabbisogno a cui si prevede di far fronte grazie a quasi 340 milioni di finanziamenti bancari.

Come scrive il Tempo, i numeri del futuro stadio sono messi in fila. Si va dai 55mila posti a sedere (ottomila in meno rispetto all’Olimpico) che potranno essere portati a 62mila per eventi particolari, ad esempio la finale di Uefa Champions League, fino ai 4.044 parcheggi e i diecimila stalli a disposizione per moto e biciclette. La società giallorossa promette di valorizzare l’area, di 160mila metri quadrati, realizzando nel quartiere alla periferia est della Capitale non solo l’arena per i match in casa della squadra, ma anche aree ricettive e dedicate al «benessere e intrattenimento»; zone verdi a disposizione dei cittadini suddivise in un «Parco centrale», attrezzato con playground, auditorium, campi da calcetto, da basket, da tennis e da padel, e un «Parco dello stadio». Dovrebbe essere costruito persino un asilo, attivo tutta la settimana, che in occasione delle partite potrebbe rappresentare un servizio in più offerto ai tifosi e alle loro famiglie.

Secondo il club, l’opera avrà un impatto positivo per la Città Eterna (ma anche per la Regione e per la nazione intera) quantificato in circa 4 miliardi in dieci anni. In cambio, chiede a Roma Capitale la concessione del diritto di superficie per novant’anni. Ma il Comune potrà contare anche sulla realizzazione, nel quartiere, di 13 milioni di opere di urbanizzazione a scomputo (rete ciclopedonale; modifiche e integrazioni alla viabilità per l’accesso allo stadio e una nuova pista ciclabile) e di 16,7 milioni in opere pubbliche. Previsioni, queste, che dovranno tuttavia essere valutate e concordate con il Campidoglio al momento di scrivere la convenzione per l’area. L’impatto dovrebbe essere particolarmente positivo anche sulla rivalutazione del mercato immobiliare e sul fronte occupazionale, con 2500 posti di lavoro in più in dieci anni. Capitolo a parte per tasse e tributi. I giallorossi contano di versare nelle casse del Comune 600 mila euro di Imu a partire dal terzo anno di piano e 700mila di Tari, che dovrebbero arrivare a 800mila dopo sette anni. A queste voci si aggiungerebbe un canone di gestione pari a 200mila euro, sempre dal terzo anno in poi. Costi che la società conta di poter sostenere agevolmente. Anche perché sono ben inferiori rispetto ai flussi di cassa attesi: solo nei primi dodici mesi di attività il ricavo netto è stimato in 51,7 milioni, arrivando a sfiorare i 70 nove anni dopo.

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Furia Mou sulla squadra: “Così io non ci sto”. Il tecnico scuote i giallorossi

Un altro sfogo. Non paragonabile alle sfuriate di Bodø o Milano, ma comunque significativo e incisivo. José Mourinho è molto arrabbiato per le ultime due partite della Roma, come in parte aveva spiegato dopo la vittoria di domenica contro il Lecce. Già la scorsa settimana, all’indomani dell’1-2 incassato al Betis, aveva raccolto i giocatori negli spogliatoi per esprimere tutto il suo disappunto: “Per me non è accettabile perdere una partita del genere, soprattutto in casa. Nella mia carriera ho perso raramente nel mio stadio e non ho intenzione di farlo qui. Magari a voi non importa niente ma a me sì“, è stato il senso del discorso.

Come scrive il Corriere dello Sport, così alla ripresa del lavoro a Trigoria, Mourinho è arrivato ancora più carico: ha interrotto frequentemente l’allenamento, dispensando rimproveri a tutti coloro che sbagliavano un movimento o un passaggio. È il suo modo di scuotere dal torpore una squadra che, “anche per stanchezza fisica e mentale”, deve ripartire senza il suo giocatore più importante. Mourinho pretende una risposta dai suoi uomini più fidati: Pellegrini, Abraham, Mancini, Cristante. Sono loro, insieme a Smalling che però ha sempre fatto il suo dovere, a doversi prendere la squadra sulle spalle in questo momento.

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Dybala, il campionato ad altissimo rischio. In bilico anche il Mondiale

Dal pessimismo generato domenica sera dalle parole di Mourinho su Dybala si è passati ieri mattina ad un cauto ottimismo e poi di nuovo al pessimismo per un’ecografia (ma la Roma non conferma che l’argentino si sia sottoposto a questo esame) svolta a Trigoria che ha evidenziato la lesione al quadricipite femorale della coscia sinistra. L’entità, però, potrà essere stabilita solamente con una risonanza magnetica a cui il giocatore dovrebbe sottoporsi nelle prossime ore.

Come scrive il Corriere della Sera, in caso di lesione di primo grado la Joya resterà fuori per un paio di settimane, poi bisognerà capire come gestire il suo rientro perché è ovvio che Mourinho e la Roma vorrebbero averlo in campo almeno per alcune delle 9 partite prima della sosta (tra cui il derby), ma è altrettanto vero che Dybala non vorrà correre rischi in ottica Mondiale. Se la lesione fosse di secondo grado, l’argentino sarebbe out un mese e in questo caso la partecipazione al Mondiale sarebbe a rischio. In questa seconda ipotesi la Roma sarebbe spettatrice interessata della decisione del ct Scaloni – in contatto con Dybala e con la Roma attraverso Samuel – insieme al calciatore.

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Roma, attacco dalle polveri bagnate: solo 5 gol in 5 attaccanti

L’infortunio di Dybala è un problema doppio: il primo è legato allo stop dell’argentino, con il tasso tecnico che la Roma perde con la sua assenza; il secondo al bagaglio di reti che viene a mancare perché l’attacco giallorosso è chiaramente sterile.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, i numeri delle punte sono impietosi: Abraham ha giocato 11 partite per un totale di 728 minuti, segnando 2 reti; Belotti ha disputato 9 match per 323 minuti in campo con appena un gol segnato. Sarebbe poi ingiusto infierire su Shomurodov: un gol in 4 gare e 60 minuti. El Shaarawy, invece, in 5 partite e 127 minuti non ha mai segnato. Tolte dal conto le tre partite di Europa League, resterebbero solo i gol di Abraham perché gli altri hanno esultato solo in coppa.

Non è un caso che Mourinho stia continuando a cercare soluzioni alternative e fra queste c’è l’idea di puntare sul doppio centravanti. Non è la soluzione prediletta del tecnico, ma già giovedì contro il Betis – vista l’assenza per squalifica di Zaniolo – il test potrebbe essere rilanciato dall’inizio con Pellegrini alle spalle dei due attaccanti.

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Smalling, il «centravanti» aggiunto

In attesa dei gol degli attaccanti che non arrivano, Mourinho si può consolare con quelli di Chris Smalling: con la rete realizzata contro il Lecce, l’inglese è salito a tre gol in stagione ed è il secondo marcatore alle spalle di Dybala (7). Il difensore giallorosso, contando anche le coppe, ha segnato quanto Abraham (2) e Belotti (1) messi insieme.

Come scrive il Corriere della Sera, in carriera Smalling ha realizzato 28 reti in oltre 450 presenze con i club, con la Roma ha alzato la media con 10 gol in 108 partite. Quest’anno è stato decisivo nelle 3 vittorie contro Cremonese, Inter e Lecce. Inoltre, con 1006 minuti giocati l’inglese è il secondo romanista più utilizzato dietro a Ibanez (1035) e davanti a Rui Patricio (990).

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Roma senza Joya

Il primo aggettivo che viene in mente per illustrare il 2-1 della Roma al Lecce è faticoso: a parte un avvio gagliardo, la Roma è una frequente interruzione sul più bello, nel senso che lo sbocco offensivo è il momento più complicato. Mourinho lascia in panchina Abraham e punta su Belotti, dopo il primo tempo rilancia l’inglese e ferma Zaniolo, poco lucido sotto porta. Proprio Abraham conquista il rigore trasformato da Dybala, che calciando accusa il problema alla coscia che lo costringe ad uscire.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, la pressione c’è, ma molto spesso la Roma non riesce ad avere una finalizzazione vincente. L’altro marcatore di giornata è Smalling, già a segno contro Cremonese ed Inter. Il Lecce ha il merito di aver tenuto viva la partita fino all’ultimo, nonostante l’inferiorità numerica per l’espulsione di Hjulmand dopo un intervento scomposto su Belotti, che la Var sentenzia con un rosso ma che avrebbe potuto essere giallo. In 10 il Lecce si scopre vivo e arriva il gol di Strefezza che, dopo un corner e un batti e ribatti in area, firma il pareggio. Nella ripresa c’è lo sprazzo vincente targato Abraham-Dybala. Sul finale il portiere Falcone nega all’attaccante inglese il gol sul colpo di testa, il subentrato Di Francesco costruisce due conclusioni importanti mentre la Roma sfiora il gol con Belotti e Zalewski. Ma ora la grande preoccupazione si chiama Dybala.

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Roma-Lecce 2-1, le pagelle dei giornali

La Roma trova il secondo successo consecutivo in campionato – il terzo nelle ultime 4 gare se si esclude la sconfitta casalinga contro l’Atalanta – grazie agli eroi di San Siro: Smalling e Dybala, che dopo il 2-1 su rigore si infortuna ed esce per un problema alla coscia. Ecco le pagelle dei giornali:

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Rui Patricio 6; Mancini 6, Smalling 7, Ibanez 6,5; Zalewski 6,5, Cristante 6, Pellegrini 6,5, Vina 5; Dybala 6, Zaniolo 5; Belotti 6. Subentrati: Abraham 6, Spinazzola 6, Matic 6, Shomurodov sv, Kumbulla sv. Allenatore: Mourinho 6,5.

CORRIERE DELLO SPORT (R. MAIDA)

Rui Patricio 6; Mancini 6, Smalling 6,5, Ibanez 6; Zalewski 6, Cristante 6,5, Pellegrini 6,5, Vina 6; Dybala 6,5, Zaniolo 5; Belotti 5,5. Subentrati: Abraham 6, Spinazzola 6, Matic 6, Shomurodov sv, Kumbulla sv. Allenatore: Mourinho.

CORRIERE DELLA SERA (L. VALDISERRI)

Rui Patricio 6; Mancini 5, Smalling 7, Ibanez 6,5; Zalewski 6, Cristante 5, Pellegrini 6, Vina 5,5; Dybala 6,5, Zaniolo 4; Belotti 5,5. Subentrati: Abraham 5,5, Spinazzola 5, Matic 6, Shomurodov sv, Kumbulla sv. Allenatore: Mourinho 5.

LA REPUBBLICA (M. PINCI)

Rui Patricio 6; Mancini 6, Smalling 6,5, Ibanez 6; Zalewski 7, Cristante 6, Pellegrini 6,5, Vina 6; Dybala 6,5, Zaniolo 5; Belotti 5. Subentrati: Abraham 5,5, Spinazzola, Matic 6, Shomurodov 5,5, Kumbulla sv. Allenatore: Mourinho 6.

IL MESSAGGERO (A. ANGELONI)

Rui Patricio 6; Mancini 6, Smalling 7, Ibanez 6; Zalewski 6, Cristante 5,5, Pellegrini 6,5, Vina 5,5; Dybala 6,5, Zaniolo 5; Belotti 5,5. Subentrati: Abraham 6, Spinazzola 6, Matic 6, Shomurodov 6, Kumbulla sv. Allenatore: Mourinho 6.

IL TEMPO (F. BIAFORA)

Rui Patricio 6; Mancini 6, Smalling 7, Ibanez 6; Zalewski 6,5, Cristante 6, Pellegrini 6, Vina 5,5; Dybala 6,5, Zaniolo 5; Belott 5,5i. Subentrati: Abraham 5,5, Spinazzola 6, Matic 6, Shomurodov 6, Kumbulla sv. Allenatore: Mourinho 6,5.