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Tutto sulle spalle di Tammy a Siviglia

A Siviglia per vincere o pareggiare. La sconfitta della Roma contro il Betis giovedì prossimo non è contemplata perché significherebbe correre il rischio di arrivare terzi nel girone e retrocedere in Conference League.

Come scrive il Messaggero, il ko di Dybala limita le rotazione in attacco, dove tornerà dal 1′ Abraham. Pellegrini tornerà nel ruolo di trequartista vicino a Zaniolo, in mediana Matic è pronto a far coppia con Cristante.

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Dybala gioia e dolore. Spinge la Roma sul Lecce ma si fa male dal dischetto

Il rigore che consegna tre punti alla Roma contro il Lecce, le toglie Paulo Dybala: l’argentino è uscito dal campo in lacrime (“Mi fa malissimo”, il suo labiale) e il fisioterapista Martinelli gli ha tenuto sul quadricipite sinistro un impacco ghiacciato. Lo ha confermato anche Mourinho: “Sta male, per non dire molto male. Difficile rivederlo nel 2022”.

Come scrive la Repubblica, è soprattutto grazie a lui se in una stagione indecifrabile la Roma è lì, a lottare con le primissime, ed ha un punto in meno di Milan ed Udinese, due meno dell’Atalanta. Ieri in rete anche Smalling, per il difensore è il 3° gol in campionato: da solo ha segnato più di Abraham e di tutti gli altri giocatori offensivi insieme, da Zaniolo a Pellegrini, Belotti e Shomurodov. La Roma, però, ha i suoi problemi se in superiorità numerica per 70 minuti ha avuto bisogno di un rigore – anzi, un rigorino – per vincere, sciupando occasioni con Zaniolo, Zalewski e Abraham.

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Ecco la cura per Zaniolo, la Roma difende il suo talento: nessuna multa e rinnovo pronto

Il gesto non è piaciuto, come è giusto che sia. Ma la Roma ha deciso di capire, senza voler calcare la mano. Nessuna multa per Nicolò Zaniolo per l‘inutile espulsione rimediata giovedì sera, all’Olimpico, quando al 93′ di Roma-Betis ha deciso di scalciare deliberatamente Alex Moreno.

Almeno nessuna multa supplementare, considerando che nel codice interno della Roma esiste già una sanzione pecuniaria fissa per chi riceve un cartellino rosso. In altre parola nessuna voglia di punire il gesto, se non nel modo automatico che i giocatori hanno accettato (e firmato) ad inizio stagione.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, dopo averlo “bacchettato” un po’ nei primi giorni del ritiro portoghese, Mourinho ha cambiato registro, anche in virtù di una maggiore disponibilità di Nico. E il portoghese non ha fatto altro che tesserne le lodi: “Ci sta mancando, non abbiamo un altro Zaniolo“, disse José nel momento della sua assenza a causa dell’infortunio alla spalla. E anche mercoledì, alla vigilia, ha sottolineato come “Nico sia un giocatore fondamentale per noi: non è egoista, non si risparmia mai in campo per poi essere lucido sotto porta e aiuta molto la squadra in fase difensiva“.

E allora il piano prevede le coccole. Non solo quelle di Mourinho, ma anche quelle del club. Tiago Pinto, ad esempio, nei giorni scorsi ha iniziato a parlare con Claudio Vigorelli, l’agente del giocatore, per predisporre la piattaforma ideale per un contratto che possa rendere tutti felici. Scadenza 2027, con una base fissa che dovrebbe aggirarsi intorno ai 4 milioni di euro, che con i bonus variabili può arrivare fino a 5.

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Abraham si è perso: ora serve la cura Mourinho

Cercasi Abraham disperatamente. Dov’è finito il centravanti travolgente e spettacolare che con i suoi gol lo scorso anno guidò la Roma alla conquista della Conference League? Si è smarrito nelle aspettative di una squadra più forte, nella pressione per la concorrenza aumentata con l’arrivo di un’altra prima punta come Belotti.

Contro l’Inter era andato in panchina, giovedì Mourinho gli ha ridato fiducia, ma fino a quando è rimasto in campo Tammy non è riuscito a fare un tiro in porta. Prestazione desolante, che ha fatto scattare l’allarme. Il tecnico deve aiutarlo a sbloccarsi, con tutti gli strumenti a sua disposizione. Oggi l’inglese è un giocatore triste e anche i tifosi possono fare la loro parte per fargli ritrovare il sorriso. L’inglese vive con inquietudine questo difficile momento, domani rischia di andare in panchina contro il Lecce.

Come scrive il Corriere dello Sport, la Roma in questo avvio di stagione ha già raccolto quattro sconfitte tra campionato ed Europa League. La squadra di Mourinho sta facendo fatica a trovare il proprio equilibrio, anche a causa di errori sia difensivi sia offensivi che hanno fin qui inciso tanto nei risultati fin qui ottenuti. Ecco perché Mourinho ha estremamente bisogno di ritrovare alcuni giocatori che fin qui non hanno ancora brillato, in primis proprio Tammy Abraham.

Il centravanti inglese sta facendo fatica non solo a trovare il gol ma anche a imporsi nella squadra giallorossa, rimanendo ancora un lontano parente del giocatore che la scorsa stagione ha realizzato 27 gol totali facendo scatenare l’invidia dei tifosi del Chelsea, allora furiosi per la sua cessione.

A giugno il club londinese potrebbe riscattarlo pagando 80 milioni e lui non esclude il ritorno in Premier. Dopo la sconfitta interna col Betis Tammy Abraham ha parlato anche del suo futuro in un’intervista: “La mia concentrazione ora è nel fare esattamente ciò che ho fatto qui la scorsa stagione. Sono felice qui, la squadra è forte, il mister anche, così come la città e i tifosi. Sono felice, ma non puoi mai sapere cosa ci riserva il futuro. Solo Dio lo sa“.

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Zaniolo, i numeri non tornano: il riscatto passa dal Lecce

Il rapporto di Zaniolo con i cartellini continua ad essere decisamente problematico. Giovedì sera, nel finale della gara di Europa League contro il Betis, un calcione rifilato a German Pezzella gli è valso il terzo cartellino rosso dall’inizio della sua esperienza romana, finora condita da ben 34 ammonizioni.

Come scrive la Repubblica, con 117 presenze totali (una media di 23 presenze stagionali), equivale ad un cartellino ogni due gare. Numeri che sono la diretta conseguenza di una esuberanza in campo che fa ancora fatica a domare, alla tendenza nel cercare il contatto fisico con l’avversario di turno, ad un rapporto con gli arbitri che non decolla ma anche un’indicazione ben precisa di Mourinho, che vuole una squadra aggressiva e sempre pronta alla “battaglia” in campo.

Ma l’idea di essere decisivo non può non essere un pensiero per uno del livello a cui ambisce Zaniolo. Gli ultimi numeri, quelli che definiranno il suo rinnovo con la Roma, non sembrano per il momento minimamente preoccuparlo. Sul tema si è espresso anche il gm Pinto: “A suo tempo le cose si sapranno ma al momento la cosa importante è la squadra”.

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Dybala non basta: la Roma chiede gol altri attaccanti

Tre gol in tre, cioè due in meno rispetto al bottino di Paulo Dybala che tra campionato e Europa League ha totalizzato cinque reti. C’è assoluto bisogno che Tammy Abraham, Andrea Belotti e Nicolò Zaniolo, in rigoroso ordine alfabetico, comincino a dare un contributo maggiore in zona offensiva perché alla Roma, in questo inizio di stagione fatto di luci e ombre, mancano proprio i gol degli attaccanti.

Come scrive il Corriere della Sera, magari Mourinho oggi, in conferenza stampa, potrà dare qualche indicazione, ma il fatto che insieme a lui davanti ai microfoni ci sarà Andrea Belotti sembra un’indicazione sulla presenza in campo dell’ex centravanti del Torino. C’è da capire se il Gallo giocherà al fianco di Abraham, magari in un 3-5-2 che preveda l’inserimento dal primo minuto di Camara a centrocampo e la contemporanea esclusione di Dybala e Zaniolo.

Belotti è fermo ad una rete, quella realizzata in Europa League all’Olimpico contro l’HJK Helsinki, mentre Abraham ne ha segnate due, a Torino contro la Juve e a Empoli: hanno portato quattro punti. Zaniolo, invece, è fermo al 25 maggio 2022. Adesso è arrivato il momento di sbloccarsi.

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Gallo di coppa. Contro il Betis Belotti prenota una maglia dal 1′

La certezza ancora non c’è, ma Belotti si candida a sostituire uno tra Dybala e Zaniolo e affiancare Abraham in attacco. Nel frattempo si presenterà in conferenza stampa e racconterà i suoi primi 38 giorni in giallorosso.

Come scrive il Messaggero, per adesso in campionato non è mai partito dal 1′, la partita più lunga che ha giocato in A è stata contro l’Udinese. La peggiore della Roma, finita 4-0. Non ha potuto incidere come avrebbe voluto, ma da quel 4 settembre tante cose sono cambiate. Ha capito di essere una valida alternativa ad Abraham che sta trovando molte difficoltà a ritornare quello dello scorso anno.

Andrea ha scelto una nuova vita calcistica accettando la Roma, si è rimesso in ballo come uomo e come calciatore e si giocherà le sue carte in una stagione che prevede più di 50 partite. Ci sarà bisogno di lui, lo sa il Belotti e lo sa lo Special One che è disposto a dargli fiducia.

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Dybala dipendenti: la metà dei punti li ha firmati la Joya

La Roma è Dybala-dipendente. L’impatto dell’argentino è stato davvero impressionante e anche i numeri lo dimostrano: assist con la Juventus, doppietta contro il Monza, gol e assist contro l’Empoli e gol contro l’Inter. La Joya ha regalato a Mourinho ben 8 punti dei 16 conquistati. Inoltre, anche in Europa League ha timbrato il cartellino contro l’Helsinki.

Come scrive la Repubblica, il dato preoccupante, però, è che senza di lui la Roma non segna: nei 234 minuti in cui non è stato presente, i giallorossi hanno realizzato solo un gol, quello di Smalling contro i nerazzurri. Con l’argentino in campo, invece, i capitolini hanno spedito il pallone in porta in 12 occasioni, di cui 8 in porta.

Per evitare che ci sia troppa dipendenza, c’è bisogno delle reti di Abraham (fermo a due gol), Pellegrini, Zaniolo, Belotti e Shomurodov, tutti ancora a secco.

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Zaniolo, l’ora del rinnovo

Nicolò Zaniolo è vicino al rinnovo con la Roma fino al 2027. Il numero 22 sembra avere un debole per le partite europee, infatti se la media gol-partita in Serie A è pari a 0,14, in Europa sale a 0,37. Come scrive la Gazzetta dello Sport, il suo ultimo gol in campionato allo Stadio Olimpico risale quasi a 3 anni fa. Giovedì i giallorossi affronteranno il Betis in una delle notti europee, una di quelle in cui il numero 22 sa accendersi ed essere decisivo.

Intanto la trattativa per il rinnovo procede a gonfie vele. La scorsa settimana a Milano si sono visti il general manager Tiago Pinto e l’agente del calciatore Claudio Vigorelli ed è possibile che si incontrino nuovamente domani. La base dell’accordo è stata trovata intorno ai 4 milioni più bonus: i premi di squadra sarebbero a obiettivo, mentre quelli individuali potrebbero essere scaglionati. Su questo, però, va ancora limata l’intesa, così come sulla clausola rescissoria da 50/60 milioni di euro. Il feeling tra le parti è ottimo e l’intesa definitiva potrebbe essere raggiunta anche entro 10 giorni.

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Pellegrini ha stretto i denti anche a San Siro: il capitano in dubbio per il Betis

Il problema al flessore della coscia gli si era manifestato già ad inizio partita, a San Siro, quando a un certo punto Lorenzo Pellegrini ha sentito tirare e si è dovuto fermare. Poi il capitano ci ha giocato su, stringendo i denti e alzando bandiera bianca solo nella seconda parte della ripresa.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, qualcuno aveva temuto una ricaduta, lo stesso problema che gli aveva fatto saltare anche le due sfide con la Nazionale italiana in Nations League. Ed invece sembra che sia solo un fastidio, che non ci sia nulla di grave. Di certo c’è che la sua presenza con il Betis Siviglia, giovedì sera, al momento attuale è in dubbio. Più probabile che Pellegrini possa tornare in campo domenica prossima, quando all’Olimpico arriverà il Lecce di Baroni.

Contro gli spagnoli, invece, ci dovrebbe essere il via libera sulla fascia sinistra per Zalewski, con un turno di riposo per Spinazzola. Dietro possibile impiego anche per Kumbulla, che ha oramai recuperato a pieno. Mentre davanti dovrebbe esserci spazio per uno tra Abraham e Belotti. Il secondo a San Siro è entrato meglio del primo, ma tenere fuori per due partite di seguito dal via il centravanti inglese sembra difficile.