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Dybala: “Futuro da decidere”. Zanetti e Totti se lo coccolano

Paulo ti aspettiamo. Amala“. Uno striscione il primo abbraccio di San Siro a Dybala: applausi e luci, un’ovazione appena entra in campo. È la stella dell’Integration Heroes Match.

Gioca circondato da campioni che furono, lui che oggi è in vetrina. Ha scelto il numero 21, anche perché con il 10 alle sue spalle c’è un certo Francesco Totti. Che, per ora da tifoso, continua a chiamarlo: “Dargli la 10 della Roma? Certo, dipendesse da me volentieri”.

Un altro ex capitano, Javier Zanetti, lo ha abbracciato in una sorta di benvenuto. L’Inter, scrive Il Corriere della Sera, vuole chiudere per Dybala entro una decina di giorni, ma nel caldo di San Siro Paulo si nasconde: “Sono contento di essere qui, ho parlato con tante persone – dice l’argentino. Bello quello che ha detto Totti, ma devo ancora decidere il mio futuro”.

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Roma-Feyenoord, schermi e fontane blindati per la finale

Roma si prepara alla grande notte europea di mercoledì, quando i giallorossi di Mourinho scenderanno in campo a Tirana per provare a vincere la Conference League contro il Feyenoord. Oltre 20mila spettatori nell’impianto albanese, quasi 50mila allo Stadio Olimpico di Roma, dove i tifosi giallorossi si riuniranno per vivere insieme le emozioni della finale.

E se la notte dovesse tingersi di giallorosso, scrive Repubblica, la Prefettura ha messo a punto un piano di ordine pubblico per far sì che sia un momento esclusivamente di festa, senza spiacevoli conseguenze: oltre 1000 agenti saranno impegnati nelle aree del centro ed in prossimità dell’impianto. Transenne anche attorno alle fontane monumentali per scoraggiare i bagni dei tifosi. Mentre il servizio di trasporto pubblico si interromperà alle ore 22 per poi riprendere alle 3 del mattino, per evitare un eccessivo afflusso e danni ai mezzi.

La tifoseria romanista sogna e proverà a supportare a distanza gli uomini di Mourinho: il grande dubbio alla vigilia riguarda Mkhitaryan. L’armeno salirà comunque a bordo del charter che, dopo la rifinitura del mattino, condurrà la Roma a Tirana (alle 17.45 prevista la conferenza stampa del mister, accompagnato da Pellegrini e Mancini).

Chi sogna di esser protagonista della finale è Leonardo Spinazzola, che è passato in poco tempo dalla paura di non farcela, di non tornare più come prima, al ritorno in campo, giusto in tempo per poter dare il suo contributo nella sfida con il Feyenoord. “Ora mi sento bene, mi è mancato giocare. C’è stato un momento in cui ho avuto paura di smettere: non vedevo risultati, lavoravo a Trigoria dalle 9 alle 4 di pomeriggio, ma ero come morto. Poi ho fatto un cambio mentale, ho deciso di ripartire e lavorare meglio“.

L’esterno giallorosso non è alla ricerca del riscatto, il passato è alle spalle. Ora sogna solo un successo, in campo europeo, con la maglia della Roma: “Vincere non sarebbe un riscatto, perché l’Europeo sento di averlo vinto. Ma se vincessimo questa finale sarei felicissimo. Per me, per i miei compagni, per il percorso che hanno fatto, per la città e per chiudere quest’anno con un trofeo. Pur di alzare la coppa giocherei anche solo un minuto. Sono già felicissimo di essere qui”.

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Roma si sposta a Tirana

La finale di Conference accoglie i tifosi della Roma già all’aeroporto: per i tifosi in arrivo dall’Italia e dall’Olanda le autorità locali hanno preparato un ingresso formato da una porta da calcio. Attese 50mila persone, più del doppio rispetto a quanto potrà contenerne lo stadio. I primi romanisti sono arrivati già ieri e molti arriveranno nelle prossime ore. La Uefa ieri ha dato indicazioni per l’ingresso allo stadio, la Roma invierà ai tifosi una mail con tutte le istruzioni.

In ogni caso, scrive La Gazzetta dello Sport, l’importante è arrivare a Tirana e per farlo i romanisti hanno scelto tutti i modi possibili: la maggior parte arriverà in aereo, da Roma partiranno una quindicina di charter, molti hanno prenotato voli di linea da Firenze, Verona e Milano, altri arriveranno in macchina via Montenegro o Grecia, altri via nave da Durazzo. Per l’alloggio molti tifosi hanno scelto case e non strutture alberghiere.

Per quanto riguarda l’ordine pubblico, i rapporti tra le due tifoserie non sono buoni, a maggior ragione dopo i fatti del 2015, quando i tifosi olandesi decisero di devastare il centro della città. L’allerta alta c’è per domani, ma da ieri le misure di sicurezza sono imponenti. Le autorità consigliano di arrivare allo stadio in anticipo, l’apertura dei cancelli è prevista alle 18:00: i romanisti potranno entrare dall’ingresso numero 1.

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Spinazzola: “Ho temuto di non farcela. Ora sogno la Conference League”

Leonardo Spinazzola ha rilasciato un’intervista al quotidiano. Il terzino sinistro – tornato titolare nelle ultime due partite (Venezia e Torino) dopo lo spezzone finale con la Fiorentina – ha parlato della finale di domani di Conference League, dell’infortunio e di tanto altro. DI seguito le parole del laterale della Roma.

Allora Spinazzola, a che punto siamo?

Boh, non lo so nemmeno io (ride). No, dai siamo a buon punto. Ho fatto i miei primi step contro Venezia e Torino, mi sono sentito a mio agio. Adesso devo giocare, mi serve minutaggio per tornare, acquisire maggiore consapevolezza anche se quella in realtà non l’ho mai persa. In campo mi sono subito trovato bene, come se fosse trascorso poco tempo dall’ultima gara quando invece, guardando indietro, forse è un bene che mi sia dimenticato quanto accaduto.

C’è stato un momento in questo lungo anno lontano dai campi dove ha temuto di non farcela?

Sì, lo ammetto. È successo quando non vedevo i risultati. Lavoravo di continuo, arrivavo a Trigoria alle 9 di mattina, andavo via alle 16 ma niente. La gamba era come morta, non riuscivo a far crescere il muscolo. Quello è stato il momento più difficile. Mi sentivo impotente e lì ho pensato seriamente di non farcela. Poi è cambiato qualcosa e di colpo sono ripartito, iniziando a lavorare meglio.

Ma è cambiato qualcosa a livello psicologico o fisico?

Non lo so, probabilmente doveva trascorrere soltanto del tempo.

E allora come è possibile che dopo tre mesi ha dichiarato di voler tornare a novembre?

Assicuro che all’epoca ero consapevole di quello che dicevo. Nei primi tempi vedevo tanti miglioramenti che mi hanno fatto pensare di poter tornare molto prima. Tra l’altro essendomi già rotto un crociato, con la testa che avevo in quel periodo volavo… L’Europeo che avevo disputato mi dava forza e mi son detto, perché no? Stavo bene, lo giuro. I primi tre mesi sono stati in discesa, poi mi sono bloccato, di colpo. Il muscolo che non cresceva, i carichi troppo pesanti che non reggevo, ho dovuto fare un passo indietro. L’importante è avercela fatta.

Mourinho ha definito Roma una grande piazza.

Aggiungo fantastica. C’è un popolo che ti spinge, ti sprona. Caloroso, generoso, come abbiamo visto con il Venezia. Quando vede una squadra con la testa, grinta e carattere ti ripagano con un affetto immenso. Ha vinto poco? Eh vabbè, domani proveremo a portare un trofeo.

All’Europeo è stato protagonista assoluto ma poi si è fatto male e ha visto i suoi compagni alzare la coppa. Stavolta dopo aver visto tutte le partite ai box, sogna il percorso inverso?

Me lo auguro per i miei compagni che hanno fatto un grande percorso, per la città, per i tifosi e anche per me. Chiudere questa stagione con un trofeo e magari giocare la finale sarebbe un sogno.

Vive questa finale come una rivincita per quella che non ha potuto disputare?

Sinceramente no, perché mi sento di aver vinto anche io l’Europeo, giocando o non giocando ho dato il mio contributo e voglio darlo anche domani.

Meglio dall’inizio o in corsa?

L’importante è alzare la coppa. Posso giocare anche un minuto o restare in panchina, l’importante è vincere. Non ci penso a partire titolare o meno. Quello che conta è essere disponibile, perché veramente sono felice di esser tornato, di poter correre, di poter aiutare i miei compagni.

Trova delle similitudini tra il gruppo azzurro che ha trionfato la scorsa estate e questo della Roma?

Sì, come compattezza è simile. È chiaro che poi in nazionale essendo tutti italiani è più semplice. Io ad esempio non so parlare inglese, che gli dico a Maitland e agli altri? Al massimo mi posso esprimere a gesti (ride). Scherzi a parte, l’importante è essere compatti in campo.

Un anno e mezzo fa è stato ad un passo dal lasciare la Roma. Guardandosi indietro, ritiene che alla fine sia andata bene così?

Certamente, ma non lo dico oggi, l’ho sempre pensato. Da quel giorno sono migliorato mentalmente, come persona, come atleta e come uomo. Ringrazio il destino? Sì.

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Mkhitaryan verso il sì: ora il ballottaggio è tra Oliveira e Zaniolo

Le scelte sembrano praticamente fatte, manca solo un piccolo grande dubbio. Ed è ovviamente legato a Henrikh Mkhitaryan, che José Mourinho vuole provare a recuperare a tutti i costi per la finale di domani sera. È chiaro, scrive La Gazzetta dello Sport, che sia fondamentale il suo stato di forma. Insomma, se il fantasista armeno sarà in grado di giocare e dare un contributo importante allora andrà in campo, in caso contrario toccherà a qualcun altro. E, nello specifico, a Nicolò Zaniolo.

Il grande dubbio infatti è proprio questo, chi schierare tra Mkhitaryan Zaniolo. Anche se l’impressione è che Micki alla fine possa stringere i denti ed esserci, anche perché dall’infortunio muscolare al flessore destro è passato quasi un mese, visto che l’armeno si è dovuto arrendere nel secondo tempo della partita di Leicester, andata della semifinale di Conference League. E – se si eccettua il 3-0 di Torino – senza di lui la Roma ha faticato da matti a segnare (2 soli gol nelle 4 partite successive all’infortunio).

Insomma, la presenza di Micki è basilare per fantasia, inventiva e pericolosità. Ma anche se l’armeno ce la dovesse fare, probabile che non abbia comunque tutta la partita nelle gambe. Ed allora Mourinho tenderà a farlo partire dal via, per poi toglierlo quando la benzina sarà finita e cambiarlo in corsa con Zaniolo (difficile che possa succedere il contrario, anche perché con l’ipotesi dei supplementari sarebbe rischioso far giocare eventualmente Mkhitaryan fino alla fine).

Tutto questo prevede ovviamente che la cerniera di centrocampo sia composta da Cristante Oliveira (in netto vantaggio su Veretout). Ma se invece Mourinho dovesse decidere di arretrare Mkhitaryan in mediana per aumentare la qualità nel palleggio e nella costruzione dal basso, ad uscire dai titolari sarebbe proprio Oliveira, a scapito invece di Zaniolo, che in questa circostanza potrebbe partire dal via. È una soluzione diversa da quella precedente, che però Mourinho ha già utilizzato in alcune circostanze.

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Calciomercato

Totti: “Dybala? Gli darei la 10. Non penso di tornare alla Roma in estate…”

Francesco Totti, a margine della partita benefica organizzata a San Siro da Eto’o, ha parlato nuovamente di Dybala: “Sì, qualche consiglio glielo posso pure dare. Se a lui darei il numero 10 della Roma? Se dipendesse da me, volentieri. Dipende anche se lo prende, magari vuole un altro numero. Nei pensieri tutto è possibile, nei fatti e nella realtà bisogna vedere dinamiche diverse. Se la volesse gliela darei volentieri, ma non sono io a decidere”.

Totti ha detto la sua anche sulla finale di Conference: “Partita difficile, è una finale, quando ci sono queste partite è diverso, incontri un’altra squadra che ha battuto tanti altri club. Speriamo bene. Tutti possono vincere. Voto a Mourinho? Gli darei sempre 10, sia come uomo e persona che come personaggio. Normale poi che l’obiettivo Champions sia importante per tutti, ci sono state squadre che hanno fatto meglio e la Roma si sta giocando una finale di Conference. Questa è l’estate che mi rivedrà nella Roma? No, non penso”.

Infine una battuta su Pellegrini: “Lorenzo è il capitano, sta facendo bene, sta portando la fascia con orgoglio e onore”.

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Tifosi

Roma-Feyenoord all’Olimpico, toccata quota 45 mila tifosi

Si va verso un altro sold-out, l’ultimo di una lunga stagione di passione. L’Olimpico si tingerà ancora una volta di giallorosso in occasione della finale di Tirana, con la possibilità per i romanisti che hanno acquistato i biglietti di seguire la gara contro il Feyenoord nei vari maxi schermi che saranno dislocati a bordocampo. Previsti ad oggi 45 mila spettatori.

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APPROFONDIMENTI

Roma, la formazione di Tirana ruota intorno a Mkhitaryan: tre diverse ipotesi per Mou

Ruota tutto o quasi intorno a Mkhitaryan. Mentre Mourinho e lo staff tecnico riflettono sulle varie ipotesi di formazione, i sanitari giallorossi stanno tentando di rimettere in piedi l’armeno, affinché possa essere a disposizione dello Special One mercoledì a Tirana. Il recupero dell’ex United – protagonista della finale d’Europa League vinta dal Manchester di Mou nel 2017 – porterebbe probabilmente il tecnico giallorosso a immaginare una Roma, a sorpresa già dal 1′ minuto, con Mkhitaryan nel cuore del centrocampo giallorosso.

Recuperati al 100% Smalling, Karsdorp e Zaniolo, se Mkhitaryan dovesse giocare in mediana, Oliveira partirebbe dalla panchina, con Zaniolo-Pellegrini-Abraham in attacco. E’ doveroso sottolineare che il Feyenoord gioca con un 4-2-3-1 molto offensivo e verticale. E’ probabile dunque che le qualità offensive degli olandesi spingano Mou a riflettere sull’opportunità di schierare dall’inizio una linea mediana più solida, con Zaniolo e Mkhitaryan a giocarsi un posto alle spalle di Tammy Abraham. Dunque tre ipotesi diverse: Mkhitaryan a centrocampo, Mkhitaryan sulla trequarti insieme a Pellegrini (come nel derby) oppure l’armeno in panchina e la stessa formazione che ha battuto il Leicester al ritorno all’Olimpico.

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Interviste

Berardi: “Mou è speciale. Rinnovo Mkhitaryan? Intanto speriamo recuperi per Tirana…”

ANSA – «Mourinho è straordinario, speciale. Vuole sempre vincere, è un grande maestro. Ho imparato molto lavorando con lui», ha detto il CEO della Roma, Pietro Berardi, ritirando il premio ‘Arancio’ dell’Ussi al circolo Aniene. «La società è concentrata al cento per cento per mercoledì sera – le sue dichiarazioni riportate dall’agenzia di stampa -. Rinnovo Mkhitaryan? Intanto speriamo di averlo mercoledì sera».

«Grazie per il premio, sono orgoglioso di ritirarlo a nome dei Friedkin che hanno investito molto nella squadra e per l’amore che hanno per la città. Più che parlare dei risultati sportivi siamo orgogliosi del rapporto con i nostri tifosi – ha aggiunto -. Tanti sold out nel corso della stagione e mercoledì chi non sarà a Tirana sarà all’Olimpico dove ci saranno circa 50 mila persone e questa è la dimostrazione del grande affetto dei tifosi verso la squadra. Per noi questo è motivo di grande orgoglio».

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Calciomercato

Dybala alla Roma? Da Trigoria secche smentite ma stasera Totti incontrerà l’argentino

“Lo incontrerò a Milano e cercherò di convincerlo“. Così Francesco Totti, venerdì scorso, ha acceso i riflettori su un’operazione di mercato che infiammerebbe tutta Roma. Lo storico capitano giallorosso ha annunciato che tenterà di mettere una buona parola sull’eventuale approdo nella capitale di Paulo Dybala, ma da Trigoria frenano. 

Come riferisce ilRomanista.eu, l’operazione viene infatti smentita off records dai dirigenti giallorossi: “Una bugia grossolana. Non c’è niente con la Roma, ma se qualcuno vuole continuare a dirlo faccia pure, noi non possiamo farci niente” sarebbero state le parole arrivate dal Fulvio Bernardini.

L’ingaggio richiesto dall’argentino contrasterebbe con l’esigenza del club di ridimensionare il monte ingaggi e a questo si aggiungerebbe l’impossibilità, nel caso, di poter sfruttare il decreto crescita che dimezza le tasse. Inoltre, un’altra motivazione che allontana il giocatore dai giallorossi è la consapevolezza di non poter giocare la Champions League.

Francesco Totti comunque ci parlerà, ricordando che anche su Mourinho nell’immediatezza del clamoroso annuncio, da Trigoria arrivavano secche smentite…