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Mou, la Roma e la finale di Conference. Il primo passo di un lungo cammino

Non è la Champions, ma ha un valore speciale. Questa finale di Conference è un’occasione, ma anche un ritrovo simbolico di storie personali, sospiri collettivi, senso di appartenenza. Questa finale di Conference è un ponte tra diverse generazioni: tra quella che ha vissuto le stagioni felici di Viola e Sensi, quella che ha assaporato il gusto amaro del digiuno, quella che guarda al futuro con una carica nuova. I tifosi sono tutti lì, uniti da passione e speranza di essere solo al primo passo di un lungo viaggio, che non si ferma certo a Tirana. 

Uno stadio a Tirana, scrive La Gazzetta dello Sport, troppo piccolo per contenere l’amore di un popolo. Un altro, a Roma, abbastanza grande per pacificare la voglia di esserci. Mourinho ha trasformato la stagione della Roma in un progetto da vivere insieme. E lo ha fatto a suo modo, sorridendo e frustando la squadra. In questo clima di grande fiducia tra il condottiero ed il suo popolo la Roma è arrivata a giocarsi la gara più importante degli ultimi anni.

Dall’altra parte Slot è alla prima finale europea. Ha costruito una squadra che ha preso alla lettera uno dei tanti slogan: la miglior difesa è l’attacco. Ecco perché gli olandesi giocano alti: per provare a rubare l’idea insieme al pallone. Vincere sarebbe il trampolino migliore per il futuro. I Friedkin, comunque vada, hanno intenzione di far crescere sogni e ambizioni. Vincere aumenta la voglia di vincere.

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Rassegna stampa

Mkhitaryan forse dall’inizio. Fuori uno tra Oliveira e Zaniolo

Due posti e tre giocatori in lizza. Mourinho accarezza gli ultimi dubbi, dopo la che la rifinitura gli ha consegnato un Mkhitaryan pronto, anche se con un minutaggio limitato. Proprio per questo è probabile che l’armeno giochi dall’inizio. E allora, scrive La Gazzetta dello Sport, dipenderà dalla posizione in cui sarà schierato Micki. Se sarà a centrocampo, allora farà staffetta con Oliveira; se sarà in attacco a quel punto il sacrificato in avvio sarebbe Zaniolo. Un dubbio non banale, anche se, negli spazi che il Feyenoord in genere concede, la corsa dell’azzurro potrebbe essere determinante. In fondo lo stesso tecnico olandese, Slot, lo fa capire quando dice: “Dobbiamo fare quello che abbiamo fatto tutto l’anno, ma la Roma cercherà di impedirlo. E’ probabile che giocheranno molto la palla lunga. A quel punto sarà interessante vedere come reagiscono i nostri nel giocare una finale. Sarà la qualità dei singoli a fare la differenza“.

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Rassegna stampa

All’Olimpico in 50mila

 La finale vera si giocherà a Tirana, ma ce ne sarà un’altra che andrà in scena a Roma, nello Stadio Olimpico, dove saranno in oltre 50mila a tifare Roma tutti insieme. Un evento vero, scrive La Gazzetta dello Sport, un momento che chi non è andato a Tirana vuole vivere insieme. Un modo come un altro per sentirsi dentro l’Arena Kombetare, dove Roma e Feyenoord si giocheranno la Conference League. All’Olimpico i cancelli verranno aperti alle 18.30 e l’evento verrà trattato esattamente come una normale partita di cartello di campionato.

Saranno impegnati 5-600 steward e oltre ai due normali maxischermi dello stadio ne verranno allestiti altri sei: due davanti alla Monte Mario, due davanti alla Tevere e uno davanti a ciascuna curva. Gli otto maxischermi proietteranno le immagini classiche del pre-partita, dall’arrivo del pullman allo stadio al riscaldamento pre-gara e le interviste dei giocatori. Poi dei contenuti speciali predisposti direttamente dal reparto media della Roma che vanno a ripercorrere i momenti più belli di questa stagione. In molti sono scaramantici, ma non José Mourinho. “Il sostegno e la passone dei tifosi può solo fare bene. Se la Roma qualche volta ha perso una finale con la gente all’Olimpico o davanti agli schermi, non è sicuramente per loro“.

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Interviste

Mancini: “Concentrazione ed entusiasmo. Nessuna stanchezza, siamo pronti e vogliamo la coppa”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Gianluca Mancini alla vigilia di Roma-Feyenoord:

Cosa c’è da temere del Feyenoord?
“Nulla, li abbiamo studiati, sappiamo che hanno qualità da centrocampo in su, l’abbiamo preparata in questi cinque giorni, conosciamo punti forti e punti deboli e faremo di tutto per vincere”

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Interviste

Pellegrini: “Vogliamo coronare un anno di grande crescita. E’ la partita più importante della mia vita”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Lorenzo Pellegrini alla vigilia di Roma-Feyenoord:

Cosa ha in più la Roma rispetto al Feyenoord?
“E’ una finale, non mi sento di dire cosa abbiamo in più o in meno, è una finale e faremo di tutto per vincerla, coronando il percorso di crescita di questa stagione con una grande vittoria”

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Interviste

Mourinho: “Mkhitaryan ok, può giocare. E’ una finale, va vissuta con gioia. Nessuna scaramanzia. Squadra concentrata”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Mourinho alla vigilia di Roma-Feyenoord:

E’ stato un lungo viaggio iniziato ad agosto, serata dai grandi significati per tutti?
“Sì è vero siamo arrivati alla fine del percorso di questa stagione, con due finali da giocare nel giro di quattro giorni, la prima finale ci dava quello che noi meritavamo, quello per cui abbiamo lavorato dal primo giorno, come target, cioè giocare l’Europa League nella prossima stagione, siamo riusciti a vincere quella finale lì. Per me quella finale lì era una finale dove non si poteva scrivere la storia, si poteva semplicemente finire il lavoro di una stagione, raggiungendo un obiettivo, però senza scrivere la storia. Per la Roma finale in una posizione di qualificazione all’Europa League è una cosa normale. Questa finale invece è storia, è storia che in parte abbiamo già scritto arrivando qui dopo tanti anni, però quando arrivi in finale, devi fare tutto il possibile per scrivere la storia e vincere la finale”.

Nell’ultima conferenza stampa devo recintare l’euforia. E’ riuscito? Come sta la squadra? Come sta Mkhitaryan?
“Lo abbiamo fatto prima di Torino, era una partita difficile, era importante essere focalizzati su quella sfida, sapere che giocare una finale con una doppia tensione sarebbe stato un problema, non avevamo bisogno di quella tensione extra della mancata qualificazione all’Europa League. Raggiunto quell’obiettivo ora pensiamo solo alla finale. Io e il mio staff già da venerdì sera stiamo insieme a Trigoria, non siamo mai usciti, siamo stati a casa, ovviamente ai giocatori sarebbe stato troppo chiedere questo, ma penso che loro stiano molto bene, la squadra è concentrata, con l’attenzione giusta, con la gioia perchè bisogna averla per giocare una partita così. Mkhitaryan si è allenato oggi per la prima volta con la squadra, una sessione molto piccola, senza nessun tipo di significato in termini di lavoro per la finale, perchè era aperta alla stampa, per lui importante per avere sensazioni positive o no, mi fido molto della sua esperienza, sa interpretare le sue sensazioni, alla fine dell’allenamento mi ha detto che si sente molto bene ed è a disposizione per giocare”

La sua esperienza internazionale, il suo carisma, possono fare la differenza al di là dei valori in campo?
“Penso di no, la gente sbaglia nell’analisi, perchè penso che l’unico motivo per cui esiste questo feeling pro Roma da parte degli albanesi è perchè abbiamo Kumbulla. Se la Roma vince, un albanese alza la Coppa e penso che questo abbia un significato. Ho giocato una Supercoppa Europea – United-Real Madrid – in Macedonia del Nord, è stato bellissimo, una città e un paese in festa, con un’opportunità unica di avere due grandi squadre, Tirana lo stesso. Siamo arrivati ed è facile capire che è un momento importante per loro, che meritano per la loro crescita, lo stadio è molto molto bello, peccato che la capienza sia minima, sono molto contento però di giocare qui questa finale. Di solito le finali sono le ultime partite stagionali, ormai il lavoro è fatto, principalmente per noi che abbiamo giocato venerdì, non c’era nulla da fare in questi 2-3 giorni. La leadership non è una cosa che si può mettere sul tavolo per due-tre giorni, domani è il giorno dei giocatori, gli allenatori sono fuori, cercheremo di aiutare i ragazzi a leggere la partita, ma il lavoro è fatto. Domani è l’ultima partita e fortunatamente è la finale, dico così perché può produrre solo felicità”

Questo suo modo di essere molto serio è perchè questa è una finale? O ha qualche pensiero in più?
“E’ una finale, fino a domani non c’è nessun’altra cosa nella mia testa, assolutamente niente, è solo la finale, è il mio modo di essere, l’esperienza non aiuta, pensavo il contrario invece no, il mio modo di sentire e di essere è uguale alla prima finale, non cambia 20 anni dopo. Se mi vedi più serio è concentrazione, un modo proprio di prepararmi alla partita, ma penso solo a questo veramente”

Lei è un allenatore scaramantico?
“No assolutamente no, sarò uno dei pochi nel calcio, a volte litigo con chi è scaramantico. Mi hanno chiesto con che maglia giocheremo domani, non lo voglio sapere, zero scaramanzie”

Non ha nulla da dire sul fatto che ci saranno 50 mila persone a Roma a vedere la partita all’Olimpico?
“La passione dell’Olimpico può fare solo bene, se la Roma ha perso delle partite con i tifosi allo stadio non è certamente colpa loro”

Come sta dopo il colpo ricevuto da Kumbulla? Cosa farà in futuro Marash?
“Marash mi ha fatto veramente male, scherzando di tutti i giocatori che ho lui dovrebbe essere l’ultimo, perchè è il più pesante di tutti. Pensavo di andare a vedere un evento con le infradito, poi mi sono messo una 44 anche se sono un 42. Marash è un bravo ragazzo, ha imparato tanto, è un bravo giocatore e il prossimo anno sarà con noi al 100% perchè ha grandi potenzialità per diventare ancora più forte”

Se vince domani ha vinto tutte le coppe europee esistenti prima e ora, è un record imbattibile?
“Se vincerò, non sono scaramantico, è la verità, se vinco. Non mi piacciono i se”

Oggi Rocchi le ha dato ragione su tutta la linea, no rigore a Firenze e gol irregolare a La Spezia. Comunque vada domani, la stagione della Roma è positiva?
“Per me sì, è positiva”

Spinazzola è rientrato prima, ha concrete chance domani di giocare?
“No non è un premio, è un giocatore disponibile per domani, ovviamente dopo 10 mesi fuori, è tanto, ha lavorato molto per tornare, gli mancavano i minuti in campo, le sensazione del campo, principalmente quello che ha fatto contro il Torino, 75 minuti in campo, quelle sensazioni sono state positive, domani è un’opzione per noi”


Queste le parole di Mourinho:

Alcuni non hanno mai vissuto una finale. Può fare un corso accelerato per gestire le emozioni per la finale?
“No, neanche la mia. Non lo so, magari gli altri con la mia stessa esperienza possono dire il contrario”.

Che errore non bisogna fare?
“C’è bisogno di fare tutto quello che fai in ogni partita. Per questo dico di pensare sempre alla prossima e la prossima è una finale, l’ultima della stagione, c’è qualcosa di speciale che è un trofeo. Ma si deve fare esattamente lo stesso”.

Sono momenti che aiutano per la mentalità?
“Ovviamente aiuta. Per il gruppo è una parte di un percorso, per i giocatori a livello individuale, per gente che gioca la finale è gente che cresce”.

Come si aspetta la partita? Si aspetta pressing?
“Non lo so, loro hanno avuto tanto tempo per lavorare. Non si sa mai se possono presentare qualcosa di diversa, nel loro percorso hanno avuto partite diverse. Col Marsiglia hanno fatto 0-0 ed era una partita diversa dalla loro filosofia. Non lo so, noi sappiamo come vogliano giocare”.

Mkhitaryan ha la condizione fisica per essere titolare?
“Ha la condizione fisica per aiutare la squadra, pensiamo di sì. Siamo ottimisti, senza squadra ieri ha fatto test veri e oggi con la squadra…sensazione positiva”.

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Fiumicino, la Roma è partita per Tirana. Presente Mkhitaryan (VIDEO)

La Roma poco prima delle 15.00 è arrivata a Fiumicino per imbarcarsi alla volta di Tirana. La squadra giallorossa, con Mkhitaryan aggregato al gruppo, è partita per l’Albania dopo aver salutato alcuni tifosi presenti al Terminal 5 dello scalo romano. Assenti i Friedkin che partiranno domani in solitaria verso Tirana. 

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NEWS

Tirana, atti di vandalismo sul pullman della Roma – VIDEO

Un gesto inqualificabile, che si spera porti all’identificazione dei due soggetti coinvolti. Sui social sta girando in queste ore un video di due tifosi del Feyenoord intenti ad urinare sul pullman della Roma, arrivato due giorni fa a Tirana e parcheggiato dinanzi all’albergo che ospiterà i giallorossi.

https://twitter.com/HooligansTV_eu/status/1529043210877685762?s=20&t=F4rYlRjFIsQc44PrvNjrFQ
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Interviste

Volpato: “Orgoglioso della Roma. Totti? E’ come un fratello maggiore”

Christian Volpato ha parlato ai microfoni di “OptusSport”. Dal suo arrivo a Roma al rapporto con Totti: “La prima volta che sono venuto a Roma ho detto a mia mamma ‘devo incontrare Totti’, lei mi ha detto ‘è un sogno’. Circa tre mesi dopo ci siamo visti e mi ha detto che stava aprendo una sua agenzia e che era interessato a me come primo giocatore, per me era un sogno. Lui è come un fratello più grande per me, parliamo spesso, mi da molti consigli e mi dice di restare con i piedi per terra”

Come hai fatto a passare dall’Asutralia a Roma?

“Non lo so, sono cose che succedono una volta sola. Quando si chiude una porta se ne apre sempre un’altra. Ognuno prima o poi ha la sua chance e questa era la mia. Tony Basha è la persona che mi ha portato a Roma, mise “mi piace” ad una mia foto su Instagram e mi disse “Ho un paio di uomini a Roma, avresti la scuola e allenamenti per sei mesi. Tre allenamenti a settimana, con sveglia alle 5 o alle 6.”

Pensi che Roma sia il posto migliore per fare il tuo calcio?

“La Roma ha uno dei migliori settori giovanili in Italia e nel mondo, in tutte le categorie. SOno orgoglioso di essere qui.

Questo club ha una storia pazzesca, ora anche Mourinho…

“Quando lo hanno anunciato ero felice, lo seguo fin da quando ero bambino. Ho sempre voluto lavorare con lui, e non lo dico solo perchè è qui”

L’esperienza con l’Italia u20?

“È sempre stato un sogno giocare per gli azzurri. E ricevere la chiamata dopo solo due anni qui è stato pazzesco”

Che esperienza è questa per un giovane ragazzo?

“Era la mia prima volta con una nazionale, stare lì con gli altri compagni, indossare lo stemma della nazionale è fantastico”

Se l’Australia ti chiamasse domani?

“Al momento mi sento italiano e penso e vorrei concludere con l’Italia, ma non si sa mai cosa riserva il futuro. Molte cose possono cambiare”

Come è nata la passione per il calcio?

“Grazie a mio nonno, che mi regalò un pallone e delle scare Nike”

Se non avessi fatto il calciatore?

“Avrei seguito mio padre”

Come ti vedi tra 10 anni?

“Come calciatore”

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Interviste

Ancelotti: “Forza Mou! Resto un super tifoso della Roma, guarderò la finale”

Carlo Ancelotti ha commentato così la vigilia di Roma-Feyenoord, ai microfoni ufficiali dell’UEFA: “Ho vissuto 7-8 anni a Roma e sono stato alla grande, avevo 20 anni. Ancora ricordo molto bene quel periodo e rimango un super tifoso della Roma. Ora alla Roma c’è un allenatore che stimo molto oltre che un amico come Josè Mourinho. Certo che guarderò la finale”