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Mourinho, oggi la consegna della panchina d’oro vinta nel 2010 – FOTO

Un premio ricevuto a distanza di oltre 10 anni. Josè Mourinho ha ritirato oggi a Trigoria la ‘panchina d’oro’ della stagione del Triplete, quando con l’Inter vinse tutto in Italia e in Europa. All’epoca lo Special One non ritirò il premio a seguito di alcune polemiche, oggi ha incontrato a Trigoria il presidente dell’Asso allenatori Renzo Ulivieri e Demetrio Albertini, in rappresentanza della Lega di Serie A.

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Interviste

Zeman, nuovo affondo su Mourinho: “Ha portato la Roma in finale di Conference? Torneo di bassissimo livello”

Zdenek Zeman ha parlato ai microfoni di Rai Radio 1, nel giorno del suo compleanno, rispondendo anche ad una domanda sulle recenti dichiarazioni di Mourinho nei suoi confronti, espresse prima del derby di ritorno: “Non sa che ho vinto anche la C2. Ma il discorso è che il problema non è chi vince o quanto vince. Lui ha vinto in squadre dove anche prima di lui si vinceva, tranne che a Porto. E quindi penso che così sia più facile. Io voglio fare cose difficili e non facili”.

Zeman torna anche a commentare il cammino della Roma in questa stagione: “Mourinho ha portato la Roma in finale di Conference League? È un segno di quello che è questa competizione. Che coppa è? È una competizione di basso livello, una coppa nuova dove giocano i paesi calcisticamente sottosviluppati. C’è stato anche il Barcellona ma penso l’abbia lasciata apposta”.

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Interviste

Venezia, Soncin ci crede: “A Roma per l’impresa”

Andrea Soncin, tecnico del Venezia, ha parlato in conferenza stampa a due giorni dalla sfida contro la Roma in programma sabato sera all’Olimpico:

Squadra che vince non si cambia?
“Squadra che vince è una bella iniezione di fiducia per tutto il gruppo. Poi ogni gara fa storia a sé, a seconda dell’avversario e delle condizioni dei nostri giocatori. Il successo dà morale non solo ai titolari, anche ai subentrati e anche all’ambiente”.

A livello tattico c’è stata una certa continuità.
“In tutte e tre le partite sono state tre sfumature dello stesso sistema, per sfruttare al meglio le caratteristiche nostre in relazione a quello che insieme allo staff abbiamo ritenuto potesse tornarci utile. Penso questo schema abbia dato le giuste misure alla squadra, in possesso e non possesso, fornendo più soluzioni e dando sensazione di compattezza”.

Il rientro di Ampadu ti porterà a escludere qualcuno dei titolari che hanno vinto con il Bologna?
“Vorrei arrivare all’ultimo giorno con più problemi di questo tipo. Svoboda ha fatto una prestazione importante, Ampadu ha già fatto vedere cose notevoli e sarà una scelta in più per me”.

La Salernitana che gioca prima può essere uno svantaggio?
“Essendo esseri umani le situazioni esterne è inevitabile che condizionino. Però penso che ci aspetti una partita di altissimo livello, in uno stadio pieno, se vogliamo vedere il rovescio della medaglia può anche essere un vantaggio, è questo il disequilibrio delle ultime giornate. Probabilmente mantenere la contemporaneità sarebbe stata la cosa più sensata, senza entrare nel merito delle scelte della Lega. Comunque vogliamo continuare così, solo in questo modo potremo sperare di avere ancora qualche chance nell’ultima giornata”.

Incontrerai Mourinho…
“Sarà una grande emozione e un orgoglio, è uno dei tecnici più titolati della storia e un grande comunicatore. In campo però ci va la squadra, voglio vedere lo spirito visto in questi giorni”.

Ebuehi?
“Ebuehi è rientrato in gruppo, chiaramente è indietro di condizione, ma è valutabile come scelta”.

Come hai visto Johnsen dopo il gol?
“È stata la reazione di un giocatore che per le sue possibilità ha dato meno di quanto avrebbe potuto, ha avuto una reazione di gioia ma anche un po’ di rabbia, è giusto così. È un giocatore che può dare tanto alla causa Venezia, ai giocatori col suo estro qualcosa devi concedere, ma se stanno nelle dinamiche della squadra poi escono perle come quella di domenica. L’infortunio? Sicuramente ha pesato, ci vuole un po’ a ritrovare la condizione giusta, poi è un giocatore che vive d’istinto, di situazioni, sfruttando velocità e tocco”.

Che Roma troverete?
“Penso che davanti a 65-70 mila persone troveremo una Roma che ha bisogno di punti per chiudere il discorso qualificazione all’Europa. Penso troveremo una Roma combattiva, anche diversa da quella vista a Firenze. Ci stiamo però preparando al meglio perché è una chance di fare un’impresa in uno stadio pieno”.

Sono arrivati primi gol per Kiyine e Johnsen.
“È stata un’iniezione di fiducia per tutti, in primis per i giocatori, portare i giocatori che non avevano mai realizzato ad attaccare di più è stato uno degli obiettivi di questi dieci giorni di lavoro. Cerco sempre di convincere i ragazzi che con più giocatori attacchiamo più aumentano le probabilità di segnare, poi è chiaro che le loro caratteristiche fanno la differenza”.

Ceccaroni sembra ora anche più intraprendente.
“Mi rifaccio su cose molto semplici, nella fase di costruzione molto dipende dall’avversario, più sono aggressivi più dobbiamo andare sulla verticale, più sono attendisti e più abbiamo spazio per andare a invadere. Questo è il suo pane e acquisendo più coraggio ha attaccato anche lui di più l’area di rigore, i miei concetti sono molto semplici, per un calcio efficace. Può giocare sabato? Sì, l’intervento è ok e giocherà col tutore”.

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Roma-Venezia, arbitra Sozza. Di Paolo al Var

L’AIA ha reso note le designazioni arbitrali per la 37° giornata di Serie A. La Roma sarà impegnata sabato 14 maggio alle ore 20.45 con il Venezia, allo Stadio Olimpico di Roma. Direttore di gara sarà Simone Sozza. Alla Var: Di Paolo con l’Avar Di Martino. I due guardalinee saranno Lo Cicero e Galetto, quarto uomo Minelli.

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Roma, ufficializzata la nuova maglia: esordio col Venezia – GALLERY

La Roma ha ufficialmente presentato la maglia per la stagione 2022/23. Un look semplice ed elegante con due tonalità di rosso divise al centro. La novità più grande riguarda il logo “ASR” ripetuto più volte su tutta la trama della nuova divisa giallorossa. I dettagli, così come il logo dello sponsor tecnico e quello di Digital Bits, saranno di colore giallo con un bottone a chiudere le estremità di un colletto stile “coreana”.  Nelle foto di presentazione della maglia presenti, oltre al capitano Pellegrini e a Roger Ibanez, anche Tammy Abraham e Nicolò Zaniolo.

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Rassegna stampa

Obiettivo Champions 2023, il primo sulla lista è Matic

Il prossimo anno sarò ancora alla Roma“. Non che ci fossero molti dubbi, ma José Mourinho – scrive Il Corriere della Sera – sgombra il campo da qualsiasi possibile ipotesi di addio a fine stagione, anche in caso di vittoria di un “titulo”, cioè la Conference League, come successe invece con l’Inter del triplete, lasciata per il Real Madrid.

In questo momento – le parole a Sky Uk – tutto è molto calmo perché ho altri due anni di contratto. Il club non si è avvicinato per cercare di prolungarlo, in modo da non mettermi in una situazione di accettazione o non accettazione. Tutto è calmo, stabile e così deve essere. Devo finire la stagione nel miglior modo possibile e iniziare al 100% la prossima perché non sto cercando un cambiamento, la mia gente lo sa. Non voglio lasciare il club nella mia seconda stagione, non posso farlo“.

Dopo un primo anno di assestamento, nel prossimo la squadra punterà a conquistare un posto in Champions: “Vogliamo provarci, ma quando si guarda al livello di investimento di Inter, Milan e Juventus ci si rende conto che questi posti dovrebbero essere chiusi. C’è un quarto posto, la scorsa stagione era l’Atalanta, in questa stagione è il Napoli. Possiamo arrivarci? Penso di sì. In questa seconda parte della stagione, dopo il mercato di gennaio, abbiamo fatto piccoli cambiamenti per migliorare la squadra. Non sono fortunato come alcuni allenatori che possono comprare quello che vogliono, ma facendo le cose con criterio possiamo migliorare. Il prossimo anno avremo una possibilità. Matic? Tutti conoscono il mio rapporto con lui, ha la mia fiducia. Abbiamo vinto insieme, abbiamo combattuto insieme anche nello United”.

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Zaniolo-Roma, dopo la finale le manovre per il rinnovo

Ancora tre partite per chiudere la sua quarta stagione con la Roma, la prima dopo il doppio infortunio che ne ha segnato il percorso e con esso – inevitabilmente – anche il processo di crescita. Tre partite, scrive La Gazzetta dello Sport, in cui Nicolò Zaniolo ha voglia di togliersi qualche piccola grande soddisfazione, ad iniziare dalla finalissima di Tirana, quella in cui il prossimo 25 maggio la Roma affronterà il Feyenoord nell’ultimo atto della Conference League.

Ma anche tre partite che separano Zaniolo dal suo presente e futuro. Già, perché a fine stagione la Roma e il giocatore si metteranno a tavolino per decidere cosa fare. Andare avanti ancora insieme o meno? La volontà oggi tende sostanzialmente verso la prima opzione, almeno per un altro anno, almeno per la prossima stagione. Di mezzo, però, c’è anche il rinnovo del famoso contratto, quello che Nicolò si aspetta da alcuni mesi e che a Trigoria hanno “congelato”.

Fino, appunto, al termine della stagione. Il valore del giocatore non è in discussione, è ovvio. Per la Roma resta un asset, anche se non intoccabile, come ammesso dallo stesso Tiago Pinto subito dopo la fine del mercato di gennaio. “Nessuno può sapere se resterà con noi anche il prossimo anno“, disse all’epoca il general manager giallorosso. Ed allora, passat queste tre partite, cosa succederà davvero? Semplice, ci si metterà a tavolino per capire insieme come strutturare il futuro.

A Trigoria sanno che Zaniolo fa gola a molte squadre, ma finora nessuna si è ancora presentata con un’offerta ufficiale. Che, è bene intendersi, per i Friedkin non può essere inferiore ai 65/70 milioni di euro. Quello è il valore che la proprietà dà al giocatore in caso di eventuale cessione (ricordando anche che il 15% della vendita dovrà essere poi girato all’Inter, in base agli accordi stabiliti nel 2018).

Ma siccome – appunto – offerte non ne arrivano, allora è probabile che la Roma e Zaniolo a fine mese si siedano allo stesso tavolo per parlare del rinnovo del contratto (quello attuale ha scadenza 2024). Se invece non si arriverà a una fumata bianco sul contratto, allora è possibile davvero che le strade si possano dividere.

Nel caso dovesse succedere, Zaniolo preferirebbe restare in Italia, con la Juventus che gli ha messo gli occhi addosso da tempo e il Milan che è lì alla finestra, per capire cosa succederà. Ma dovesse arrivare una super offerta dall’estero, sarebbe anche difficile dire di no. Al Liverpool di Klopp, per esempio. O al Tottenham di Conte, tanto per citare due squadre che continuano a monitorarlo da tempo. Prima, però, ci sono quelle tre partite. E la voglia di lasciare il segno, da qui al prossimo 25 maggio.

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Roma, i Friedkin lanciano l’OPA sul 13,20% di azioni ancora sul mercato

La Roma si appresta a lasciare la Borsa dopo oltre 20 anni di militanza nelle quotazioni azionarie. I Friedkin infatti hanno lanciato un’OPA sul 13,20% del capitale dell’As Roma, non nelle loro mani. I proprietari del club pagheranno a ciascun azionista aderente all’offerta un corrispettivo di 0,43 € ad azione, per un esborso massimo di 35,69 mln €. 

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Roma, giustizia è fatta: la sfida col Toro si giocherà di venerdì

La battaglia della Roma e dei tifosi giallorossi, scattata oggi sui social anche con l’hashtag #AnticipateLaRoma rilanciato da Retesport, è stata vinta. Come riferito da Matteo Pinci di Repubblica e da Marco Juric su Twitter, il match contro il Torino sarà anticipato a venerdì, per consentire ai giallorossi di preparare al meglio la sfida di Tirana contro il Feyenoord.


Solamente Torino-Roma si giocherà venerdì sera”, le parole del numero 1 della Lega. A riportarlo è l’account twitter di ‘Sportface’. 

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Roma-Feyenoord, arbitrerà Kovacs: un precedente positivo in questa stagione

L’arbitro della finale di Tirana sarà Istvan Kovacs, romeno, che ha già diretto i giallorossi in occasione della vittoria casalinga contro lo Zorya del girone di qualificazione di questa stagione.

Gli assistenti saranno Vasile Florin Marinescu e Mihai-Ovidiu Artene anch’essi romeni. Il IV uomo sarà lo svizzero Sandro Schärer. Al VAR i tedeschi Marco Fritz, Christian Dingert e Bastian Dankert.