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Roma-Venezia, disponibili biglietti aggiuntivi nel distinto nord-ovest

Per l’ultima gara casalinga della Roma in questa stagione, in occasione della sfida valida per la 37a giornata di campionato contro il Venezia in programma sabato sera all’Olimpico, il club giallorosso annuncia che sono a disposizione nuovi biglietti. Il comunicato della Roma:

Nuovi biglietti a disposizione dei romanisti per Roma-Venezia, giornata numero 37 di Serie A.

Considerata la grande richiesta, il Club ha ottenuto dalle autorità la possibilità di vendere il settore distinti nord-ovest, generalmente dedicato agli ospiti.

Come era già avvenuto in Roma-Bologna, la decisione darà la possibilità ad ancora più tifosi giallorossi di non mancare all’ultima partita casalinga della stagione. Vi aspettiamo.

Fonte: asroma.com

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Interviste

Mourinho: “Resto a Roma e il prossimo anno lottiamo per la Champions. Matic? Grande giocatore”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di Sky Sports UK. Una lunga intervista in cui ha affrontato diversi temi, dai singoli, agli obiettivi di squadra:

Mkhitaryan?
“Noi abbiamo vinto insieme tre titoli (Community Shield, Coppa di Lega, Europa League) al Man United, purtroppo gli ultimi tre titoli del Man United. Dico ‘purtroppo’ perché, sì, mi piace molto, molto il club e auguro il meglio. Abbiamo vinto tre titoli insieme, quindi tutto è andato bene. Nella seconda stagione, le cose sono andate diversamente. All’inizio dell’anno la gente diceva: “Miki con Jose non ha alcuna possibilità, Jose è il tipo di ragazzo quando le cose vanno male non vanno mai più bene’, è stato dimostrato esattamente il contrario. Eravamo molto maturi, onesti l’uno con l’altro in quel momento anche con Mino, riposa in pace Mino, la discussione è stata molto buona. Cerco sempre di essere molto onesto con i giocatori. Ho visto che il mio progetto a Roma ha bisogno di un giocatore come Miki, capisco anche la sua importanza nel gruppo e sta vivendo una stagione fantastica”.

Smalling?
Con Chris (Smalling) si trattava di trovare un equilibrio sul suo corpo che gli permetta di giocare regolarmente. Ha esperienza e ha grandi qualità. Anche tatticamente in relazione al sistema di gioco della squadra e all’organizzazione difensiva. Chris sta facendo molto bene in questa stagione, giocando a un livello che mi rende davvero felice di lui perché è un giocatore fantastico. È riconosciuto in Italia come ‘Smalldini’, metà Smalling, metà (Paolo) Maldini. Sta facendo cose incredibili per noi”.

Quali sono gli obiettivi per la seconda stagione?
“Vogliamo provare ad entrare in Champions League, ma quando si guarda al livello di investimento di Inter, Milan e Juventus, ci si rende conto che questi posti dovrebbero essere chiusi. C’è un quarto posto, la scorsa stagione era l’Atalanta, in questa stagione è il Napoli, possiamo arrivarci la prossima stagione? Penso di sì. In questa seconda parte della stagione, dopo il mercato di gennaio, abbiamo fatto piccoli cambiamenti abbastanza per migliorare la squadra. Non sono fortunato come alcuni allenatori che possono comprare quello che vogliono. Facendo le cose con un criterio possiamo migliorare le cose. La prossima stagione dopo quest’anno di lavoro ed evoluzione a tutti i livelli penso che abbiamo una possibilità e questo è il prossimo obiettivo per la prossima stagione”.

Le piace Matic?
“Non mi piace mai parlare di altri giocatori, non penso che sia un bene per me, per il club, per i giocatori. Tutti conoscono il mio rapporto con Nemanja, è uno dei ragazzi che ha la mia fiducia. Abbiamo vinto insieme, abbiamo combattuto insieme anche nello United. È un giocatore fantastico, ma questo è il tipo di risposta che non va bene per me o per il giocatore”.

Sul futuro.
“In questo momento, tutto è molto calmo perché ho altri due anni di contratto. Il club non si è avvicinato a me per cercare di estendere in modo da non mettermi in una situazione di accettazione o non accettazione. Tutto è calmo, stabile e così deve essere. Devo finire la stagione nel miglior modo possibile e iniziare al 100% la prossima stagione perché non sto cercando un cambiamento, la mia gente lo sa. Non potevo lasciare il club nella mia seconda stagione, non potevo farlo al club. Quindi la prossima stagione sono qui. Ho imparato cos’è il Newcastle e come apprezzare molto il club attraverso gli occhi e il cuore di Sir Bobby. Sono molto felice che abbiano trovato la loro stabilità. Eddie (Howe) sta facendo un buon lavoro, il club ha dato gli strumenti per un cambiamento nel mercato di gennaio e auguro loro il meglio”.

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Rassegna stampa

Retesport lancia l’hashtag #AnticipateLaRoma: i tifosi chiedono l’anticipo di Torino-Roma

La Roma è l’unico club italiano a raggiungere una finale europea dopo anni, eppure non ci sono segnali di apertura sull’anticipo dell’ultima gara di campionato contro il Torino

La Roma dovrebbe giocare domenica 22 maggio, poi due giorni dopo partire per Tirana e giocare il giorno successivo la finale. Il club ha chiesto di anticipare la gara a venerdì 20 maggio, la Lega fin qui non ha dato una risposta positiva.

Romanisti facciamoci sentire: #ANTICIPATELAROMA

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Roma, quasi persa la battaglia per l’anticipo contro il Torino

Serviva un punto, a Firenze, anche per preparare al meglio la finale di Conference. Il punto, scrive il Corriere della Sera, non è arrivato e i programmi di Mourinho per Tirana (mercoledì 25 maggio) si sono complicati. Lo Special One aveva chiesto l’anticipo dell’ultima giornata, in trasferta contro il Torino, a venerdì 20 ma il via libera dalla Lega Calcio pare quasi impossibile. 

L’a.d. Luigi De Siervo ha parlato a Rai Sport: “L’anticipo non può esser concesso seduta stante, la regola è che le gare con lo stesso obiettivo si giochino in contemporanea. Al netto di un principio generale, analizziamo ogni possibilità”.

Tradotto dal burocratese: la classifica e gli interessi legittimi delle squadre in corsa dicono no al piano di Mou, anche se l’Italia non vince una Coppa europea da 12 anni (l’Inter del triplete allenata dallo Special One). Sono in palio tre posti europei per 4 squadre: 2 in Europa League e uno in Conference, a meno che la Roma non arrivi settima o ottava ma vinca la finale di Tirana, in quel caso l’Italia avrà tre rappresentanti in Europa League e nessuno in Conference. Le squadre sono: Lazio, con 62 punti; Roma, Fiorentina e Atalanta con 59. La prossima giornata vedrà Roma-Venezia sabato 14 (ore 20.45), MilanAtalanta domenica 15 (18) e Sampdoria-Fiorentina (18.30) e Juventus-Lazio (20.45) lunedì 16.

Nessuna combinazione di risultati – nemmeno la più favorevole: vittoria della Roma e sconfitta di Fiorentina e Atalanta – può dare ai giallorossi l’aritmetica qualificazione all’Europa League, tagliandola così fuori dalla contemporaneità dell’ultima giornata.

Lazio e Fiorentina, in più, giocano la trentasettesima giornata di lunedì e non accetterebbero un anticipo dell’ultima giornata al venerdì. Tutto da vedere, ma probabile, che la Roma ottenga almeno l’anticipo al sabato. 

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Polemica sui biglietti per la finale. Anticipo al venerdì, scontro vicino

Gli ultimi 10 mila biglietti per la finale di Tirana del 25 maggio all’Arena Kombëtare sono andati a ruba nel giro di un’ora. La Uefa, scrive Il Messaggero, li ha messi in vendita ieri alle ore 12 e chiunque nel mondo ha avuto la possibilità di collegarsi al sito, registrarsi e tentare l’acquisto. Una modalità che non sarebbe stata comunicata al Feyenoord: “Non siamo stati informati dalla Uefa di una vendita anticipata dei biglietti per la finale. Tutto ciò è inaccettabile“, è il tweet d’accusa del club.

Le migliaia di richieste, però, hanno mandato in tilt il sistema, bloccando le vendite per circa un’ora. La procedura prevedeva l’accesso alla waiting room in attesa che venisse sbloccato l’acquisto, poi bastava scegliere una delle quattro fasce di prezzo (la 1 a 125 euro, la seconda 85, la terza 35 e la quarta 25) e completare la transazione.

Tutto abbastanza semplice se non fosse stato per l’elevata domanda che ha fatto crollare il sito e tutti quelli che erano in attesa. Successivamente è stato comunicato che la vendita sarebbe ripartita alle ore 14: in molti si sono fatti trovare pronti e qualche fortunato è riuscito ad accaparrarsi il titolo d’accesso. Gli altri si sono riversati sui social criticando la scarsa disponibilità e la scelta di disputare la finale in un mini-stadio da 22 mila spettatori (ridotti a 18 mila per sicurezza).

Polemica chiama polemica. Cresce il malcontento della Roma per non sapere ancora se otterrà l’anticipo a venerdì dell’ultima giornata di campionato contro il Torino. La richiesta è stata inviata ufficialmente alla Lega Calcio il 6 maggio. Ieri da via Rosellini è trapelata una prima risposta ufficiosa che rimanda la questione a lunedì.

Il motivo è semplice: prima di decidere, si attendono i risultati della Lazio e della Fiorentina, impegnate rispettivamente nei due posticipi con Juventus Sampdoria.

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Errori incomprensibili. Aia, arbitri e Var: serve un cambiamento

Il Var è nato per correggere il più possibile gli errori, anche se ultimamente induce addirittura l’arbitro a sbagliare (vedi Fiorentina-Roma), scrive La Gazzetta dello Sport. In ogni caso gli errori non potranno mai essere eliminati al 100 per 100, perché come in campo così al monitor c’è sempre un uomo: e può sbagliare. Ma ci sono errori ed errori. Alcuni, per quanto gravi ai fini del risultato, possono essere compresi, perché legati alla dinamica delle azioni, alla forza degli impatti, alla confusione in aree affollate, tra grovigli di gambe. Ma quando gli errori sono evidenti e gli arbitri non vengono richiamati o quando anche al monitor si persiste nell’errore, allora gli sbagli diventano incomprensibili. E quando qualcosa non si riesce più a comprendere, vuol dire che il problema è grave e pericoloso. Perché insinua dubbi in dirigenti, tecnici, giocatori, tifosi, fa scatenare polemiche e rende credibili proteste e vittimismi. Certi svarioni non solo decidono, condizionano, indirizzano partite, più o meno importanti, ma gettano una macchia sulla stagione e costringono a riflettere sull’organizzazione del sistema arbitrale, sulla figura del presidente Aia (che non si vede e non si sente), sul faticoso lavoro tra alti e bassi del designatore, sul livello dei suoi stretti collaboratori, sulla qualità bassa dei fischietti esperti e giovani, sul rapporto arbitri-varisti.

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Dopo gli arbitri, la Lega: non c’è pace per la Roma

La Roma è ancora in attesa di scoprire quando scenderà in campo con il Torino per l’ultima giornata di campionato: attraverso una mail inviata alla Lega, il club giallorosso ha chiesto ufficialmente che la sfida con i granata possa esser anticipata a venerdì 20 maggio, per permettere alla squadra giallorossa di poter preparare con tutta calma la finalissima di Conference League, in programma il 25 maggio all’Arena Kombatere, scrive La Repubblica.

La risposta della Lega ha mandatosu tutte le furie i dirigenti giallorossi: una decisione ufficiale non arriverà prima della giornata di lunedì 16, una volta maturati i verdetti della penultima giornata di campionato. E così è ufficialmente calato il gelo tra le parti. In tal senso si è espresso pubblicamente Luigi De Siervo, ad della Lega Serie A: “Torino-Roma? L’anticipo non può esser concesso seduta stante, la regola è che le gare con lo stesso obiettivo si giochino in contemporanea. Al netto di un principio generale, stiamo analizzando ogni possibilità“.

La Roma vuole che si giochi venerdì, il rischio concreto che sia costretta a scendere in campo nella giornata di sabato esiste eccome, a soli quattro giorni dalla sfida con il Feyenoord. La non decisione della Lega mette in stand-by la macchina organizzativa giallorossa, che non è nelle condizioni di pianificare voli e spostamenti verso l’Albania, con il conseguente lavoro atletico che la squadra dovrà osservare in avvicinamento alla finale.

La Roma è dispiaciuta e adirata, l’atteggiamento attendista della Lega è visto come una mancanza di rispetto nei confronti dell’unica squadra italiana ancora impegnata nella competizioni europee, per di più una finale, in un contesto storico in cui il calcio italiano fa fatica ad eccellere. 

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Finale Conference, tutto esaurito. Sito Uefa subito in tilt

Da ieri lo stadio di Tirana che ospiterà la finale di Conference League il 25 tra la Roma e il Feyenoord è ufficialmente sold out. L’annuncio è arrivato nel pomeriggio da parte della Uefa, scrive il Corriere della Sera, pochi minuti dopo l’apertura dei botteghini virtuali dove si potevano comprare circa 10 mila biglietti rimasti a disposizione dei tifosi di entrambe le squadre.

Il cartello “tutto esaurito” è stato esposto dopo un’ora, ma già trascorsi pochissimi minuti era praticamente impossibile finalizzare l’acquisto. Già prima di mezzogiorno centinaia di migliaia di tifosi hanno fatto il loro accesso al sito della Uefa.

Dopo un’attesa di alcuni minuti, solo i più fortunati hanno potuto accedere alla fase successiva, quella della scelta dei biglietti divisi in quattro categorie di prezzo – 25, 35, 85 e 125 euro il costo – ma anche in questo caso solo pochissimi sono riusciti ad avere il via libera per l’acquisto.

Alla stragrande maggioranza è comparsa la schermata di errore“Sfortunatamente non siamo in grado di portare a termine la tua richiesta. Ci scusiamo per l’inconveniente“. La maggior parte dei tifosi ha provato fino allo sfinimento, prima di abbandonare, sconfitti per non essere riusciti ad aggiudicarsi il preziosissimo tagliando. La gestione di tutti i biglietti da parte della Uefa ha creato scontento, non solo nei tifosi.

Sconcertato anche il Feyenoord, non informato dall’Uefa di una vendita anticipata dei biglietti per la finale.

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Mou senza pace: “Spiegate tutto”. E il club è con lui: “Siamo stanchi”

Di polemica in polemica, scrive La Gazzetta dello Sport,  la sensazione è che gli arbitridovremo presto andarli a cercare sempre più lontano, visto che questi del Belpaese – causa ricambio generazionale in corso – stanno convincendo sempre meno. Le frecce più acuminate in questa sorta di battaglia virtuale che si è scatenata, le ha senz’altro scagliate José Mourinho, anche perché obiettivamente la Roma ha avuto parecchio da lamentarsi su quanto è avvenuto in questa stagione. L’ultimo atto di questa sorta di via crucis è avvenuta due giorni fa a Firenze, con lo Special One che ha sintetizzato la stagione in questo modo: “Siamo stati vittime di tanti episodi che non hanno spiegazione.

Stavolta, però, l’allenatore portoghese non è stato il solo a parlare, perché a supportarlo è sceso in campo anche il general manager Tiago Pinto. “Ci sono delle situazioni che non capiamo – ha tuonato –. Non voglio contabilizzare i punti persi, ma ci sono stati episodi a nostro sfavore frutto di chiari errori. Abbiamo sempre cercato il dialogo con gli arbitri, ma ora sono stanco. Ci fanno i complimenti perché rappresentiamo l’Italia nelle Coppe, ma queste cose non cambiano le classifiche“. Tutto vero. Di certo, però, le lamentele di Mourinho per questioni arbitrali in questa stagione – fra piccole e grandi – sono state tantissime: 12 in campionato, 1 in Coppa Italia e 2 in Conference League. C’è da segnalare, però, che non sono mancate le partite in cui lo Special One ha fatto i complimenti ai direttori di gara, così come agli avversari che lo hanno battuto. Le sconfitte stagionali, in effetti, non sono state poche, 14, di cui 11 in campionato, dove i giallorossi hanno solo un punto in più rispetto allo scorso campionato, quando in panchina c’era Fonseca.

Grazie soprattutto all’input della famiglia Friedkin, la Roma ribadisce di avere sempre cercato il dialogo con i vertici arbitrali, senza mai cercare di scavalcare l’Aia per approdare direttamente nelle stanze della Federcalcio. La stessa società, inoltre, fa capire come la stessa comunicazione muscolare di Mourinho sia cambiata nel corso della stagione, non sparando più ad alzo zero. C’è stato anche l’ingresso nel club dell’ex arbitro Calvarese per spiegare al meglio il regolamento. Nel tentativo di non mettere in difficoltà gli arbitri è stato chiesto anche a giocatori e staff di non esagerare mai nelle proteste. Ma la pazienza giallorossa è nuovamente terminata.

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“In finale ci sarò”: ecco come Mkhitaryan punta il Feyenoord

C’è chi lo ha incontrato per strada dalle parti dell’Eur e anche chi ha avuto la fortuna di farci anche colazione insieme. Henrikh Mkhitaryan è stato chiaro, rispondendo in modo netto alle domande su un suo possibile utilizzo il prossimo 25 maggio a Tirana, per la finale di Conference League. “Si, per la finale ci sarò“. Su questa promessa la Roma vuole costruire un bel pezzo di speranza di portarsi a casa la coppa europea.

In carriera, scrive La Gazzetta dello Sport, Mkhitaryan ha giocato 16 finali, vincendone 10 e perdendone 6. I trofei vinti sono invece in tutto 12, perché Henrikh ha saltate due finali per infortunio, finali che poi la sua squadra ha vinto (una supercoppa di Germania con il Borussia Dortmund nel 2013/14 e una Coppa di Lega con il Manchester United). Resta, però, uno abituato a giocare le sfide decisive.

L’idea della Roma è ovviamente di rimetterlo in piedi qualche giorno prima dell’appuntamento di Tirana, magari di fargli giocare anche qualche minuto in casa del Torino. In questo momento sta lavorando molto sulla forza, in particolare su quella eccentrica, facendo anche esercizi per la contrazione e l’allungamento del muscolo infortunato.  Presto passerà anche ai cambi di direzione e la prossima settimana dovrebbe tornare a toccare il pallone, mettendo dentro nel piano di recupero anche i tiri in porta.