Nicolò Zaniolo contro lo Spezia ci sarà. Il numero 22 ha completamente recuperato dal sovraccarico muscolare accusato nelle ore antecedenti alla sfida contro il Verona e quindi domenica sarà regolarmente in campo al fianco di Tammy Abraham.
Nicolò Zaniolo contro lo Spezia ci sarà. Il numero 22 ha completamente recuperato dal sovraccarico muscolare accusato nelle ore antecedenti alla sfida contro il Verona e quindi domenica sarà regolarmente in campo al fianco di Tammy Abraham.
“Una Roma senza carattere, senza personalità, senza cuore, in balia del Verona che ha fatto quello che voleva fino al 60′. Per fortuna poi gli avversari si sono un po’ seduti sul risultato e i ragazzi che sono entrati hanno dato una scossa”. Questo il pensiero di Ciccio Graziani sul delicato momento della Roma ai microfoni di Retesport.
“Non si possono giocare 8-9 partite su 24 e pensare di vivere di rendita. Questi calciatori vanno riportati sulla retta via ma tranne Mourinho, dentro Trigoria, non vedo nessuno in grado di poter irreggimentare questa squadra. Non capisco cosa abbiano in testa i giocatori della Roma, che sistematicamente giocano 15-20 minuti a partita, lasciando agli avversari gran parte degli incontri”
“Sabato si è toccato il fondo, raramente ho visto una situazione come quella attuale. Una squadra senza idee, senza voglia, senza spirito d’appartenenza. Complimenti ai ragazzi entrati nella ripresa che hanno dimostrato con orgoglio cosa vuol dire indossare la maglia giallorossa”.
Così Fabio Petruzzi ai microfoni di Retesport: “Le colpe non sono tutte di Mourinho o tutte dei giocatori. Vedo una Roma disorganizzata, che non sa cosa fare in campo, che porta a deteriorare anche calciatori come Oliveira, che abbiamo visto vagare in giro per il campo. Ma quanto si fa un ritiro? Quando la società è intenzionata ad intervenire su questa situazione”
Will Thornton, agente di Chris Smalling, oggi è stato a Trigoria per un incontro con la dirigenza giallorossa. A testimoniare il vertice è lo stesso agente inglese che ha portato una foto su Instagram, in cui si distinguono i cancelli del centro sportivo della Roma.
Il contratto dell’inglese è in scadenza nel 2023 e Tiago Pinto sta incontrando negli ultimi giorni praticamente tutti gli agenti dei calciatori giallorossi.
Prosegue con forza il corteggiamento della Juventus per Nicolà Zaniolo. Secondo quanto riferisce Nicolò Schira su Twitter, gli agenti del calciatore nei giorni scorsi erano a Torino a colloquio con il club bianconero, che sta studiando da settimane la giusta strategia per convincere la Roma a cedere a giugno il suo talento.
In casa giallorossa al momento, per volontà della proprietà, tutte le trattative di rinnovo contrattuale con i calciatori sono state congelate, compresa quella di Zaniolo, che non ha ancora vissuto di incontri ufficiali, come svelato alcune settimane fa dalla redazione di Retesport. Smentito tuttavia anche il presunto vertice tra gli agenti del calciatore e i dirigenti bianconeri.
Mourinho rischia una lunga squalifica per i fatti di Roma-Verona. Il quotidiano La Stampa riporta che il tecnico portoghese potrebbe prendere 2 o 3 giornate dopo essere stato allontanato dal campo da Pairetto, nel corso del secondo tempo contro l’Hellas: “…Ti hanno mandato a posta, ti ha mandato la Juve…”, oltre al gesto del telefono diretto sempre nei confronti dell’arbitro e l’ingresso in campo con fare minaccioso. Domani il Giudice Sportivo si pronuncerà in base al referto di Pairetto e da quanto è stato riportato dagli uomini della federazione presenti a bordo campo.
Prima il pallone calciato in tribuna, poi il gesto del telefono e le urla mentre provava a entrare in campo. José Mourinho scatenato nel secondo tempo della gara tra Roma e Juventus, furioso contro l’arbitro Pairetto per la direzione di gioco mai uniforme e il poco tempo di recupero concesso dopo le continue interruzioni.
Il quotidiano “La Stampa” oggi ha svelato il presunto labiale di Mourinho nelle parole a Pairetto, dette in campo e nel tunnel degli spogliatoi “...ti hanno mandato apposta, ti ha mandato la Juve…”. Secondo il quotidiano il tecnico rischia tre giornate di squalifica.

Se era un piano – difendere con una linea a 5 “bassa” e sfruttare gli spazi in contropiede – è stato studiato male. La Roma, scrive il Corriere della Sera, contro il Verona, per almeno un’ora, è stata surclassata dal Verona e non ha dato segnali di vita. L’ingresso dei tre Primavera – prima Zalewski, poi Volpato e Bove – ha portato voglia di fare, corsa, sfrontatezza. Il Verona ha smesso di vincere tutti i duelli e la Roma ha ripreso una partita che sembrava già perduta.
Oltre all’apporto della linea verde c’è stata anche una mossa tattica che ha aiutato la squadra: il ritorno della difesa a 4, guadagnando un giocatore a centrocampo e nella fase offensiva. La cartina di tornasole è il rendimento di Karsdorp: terrificante come difensore centrale sul centro-destra, in un’accoppiata deficitaria con Maitland-Niles, e propositivo una volta rimesso a fare il terzino destro, anche se continua a mancare la qualità dei cross e dei passaggi finali.
Mourinho ha detto più volte che il suo modulo preferito resta il 4-2-3-1 ma che la difesa a 3 mette i giocatori più a loro agio. Non essendo un integralista, lo Special One ha scelto da settimane la difesa a 3 (ma contro il Verona è stata a lungo a 5). I risultati, però, non gli hanno dato ragione. In assenza di un vero regista la squadra fatica ancora di più a costruire, rinunciando quasi completamente – caso quasi unico in Serie A – a far partire l’azione dal basso.
La Roma del 3-5-2 si trova spesso con un uomo in meno a centrocampo e con la squadra molto lunga in campo. L’aggressività non è una caratteristica di questa rosa (65 recuperi contro i 74 del Verona) e ancora una volta la Roma ha corso meno della sua avversaria (quasi 5 km).
Certo, non è grave come quando fece il gesto delle manette, nel 2010, durante un Inter-Sampdoria che poi si concluse 0-0. Scrive La Gazzetta dello Sport, quel che è certo è che anche il gesto del telefono fatto da José Mourinho sabato pomeriggio all’indirizzo dell’arbitro Luca Pairetto lascerà degli strascichi.
E non solo mediatici, perché sembra davvero che subito dopo aver visto sventolare il cartellino rosso José Mourinho abbia detto cose molto pesanti nei confronti dell’arbitro di Torino, proprio mentre voleva raggiungerlo in mezzo al campo, venendo però fermato da un paio di suoi collaboratori. Ecco anche perché la Roma preferisce tenere un profilo basso, proprio nel momento in cui Mourinho ha invece deciso di eclissarsi da tutto e da tutti, godendosi in solitaria la sua domenica.
A Trigoria però sono consapevoli che l’inevitabile squalifica potrebbe essere anche pesante, magari due giornate, facendogli così saltare non solo la trasferta di Spezia di domenica prossima, ma anche la gara casalinga con l’Atalanta del 5 marzo. Molto dipenderà dal referto dello stesso Pairetto.
Ma cosa gli ha detto davvero Mourinho? Da ieri, infatti, anche sui social si inseguono ricostruzioni più o meno fantasiose. Chi si è dilettato alla lettura del labiale (evidente in un video diventato quasi virale) è sicuro che la frase sia “ti hanno chiamato, ti hanno chiamato, c…o”, con un riferimento diretto ai soliti poteri forti, quelli che secondo Mourinho ce l’avrebbero con la Roma.
Ma poi c’è anche chi ci ha scherzato su, buttandola sull’ironia: chi scrive “Mourinho fa il gesto del telefono perché voleva chiamare Totti e De Rossi in tribuna per chiedergli di tornare in campo“, chi “Mou voleva chiamare i Friedkin per farsi comprare un giocatore” e chi “Mourinho voleva chiamare un aereo per scappare da Roma“. E poi anche chi scomoda i film (“Fantozzi, è lei?”) o le canzoni come quella degli 883 “Ti sento vivere”, con la foto di Mou che fa il gesto del telefono e la strofa “e ti vorrei chiamare, sì però a quest’ora ti arrabbierai…”.
Il paradosso è servito: José Mourinho, storicamente tecnico abile a gestire calciatori già fatti, a Roma sta allevando ragazzi di diciotto, diciannove anni, molto buoni per il futuro e poco per l’immediato.
Perché, Scrive il Messaggero, se è vero che al club fa comodo la valorizzazione dei suoi piccoli asset, è altresì vero che i piani tecnici erano ben diversi, avendo scelto lo Special. Il traguardo Champions era la stella polare, o almeno doveva esserlo e la Roma ora si ritrova a sperare di rigiocare la Conference, visto che è scesa all’ottavo posto: i soldi della grande Europa prima di tutto, per ripartire in grande stile.
Ma la Roma, oggi, non è una squadra per vecchi, che pian piano si sono smarriti per strada, troppo spesso con l’etichetta dei non adatti, compresi gli arrivi dal mercato, estivo e invernale, a parte Abraham e Rui Patricio (in calo anche lui), gli altri non stanno convincendo granché.
Per questo, a giugno partirà una nuova rivoluzione. Mourinho si è affidato all’esperienza di Rui Patricio, a Smalling e Mkhitaryan, i tre che sono oltre i trent’anni, invece ci si avvicinano solo El Shaarawy e Oliveira, ha scelto Pellegrini come guida, ma il capitano ha risposto presente a inizio stagione poi si è arreso davanti agli infortuni. I risultati dicono che il lavoro svolto fino a ora è un flop e tanti calciatori sono finiti altrove, titolari lo scorso anno, come Villar e a tratti anche Mayoral.
Ciò che conforta è, appunto, il lavoro fatto con i ragazzi, che sono saliti alla ribalta più per inerzia che per una programmazione pensata. Mourinho ne ha messi dentro tanti, cominciando dal lavoro svolto in estate, ma non prevedeva di doverli utilizzare e addirittura che alcuni di loro sarebbero stati decisivi.