Nel match contro il Salisburgo di questa sera la Roma taglierà un traguardo importante: 1 milione di spettatori in gare ufficiali nella stagione 2022-23. Un numero esorbitante, la logica conseguenza di uno stadio Olimpico che sarà tutto esaurito per la ventiquattresima gara nelle ultime venticinque. In realtà, considerando le presenze (65.303) nel match contro la formazione ucraina, il traguardo del milione di presenze sarebbe stato tagliato domenica scorsa contro il Verona. Limitandoci alle gare ufficiali, però, i dati parlano di 982.786 spettatori, a cui vanno aggiunti gli oltre 62 mila presenti stasera all’Olimpico: la gara che ha fatto registrare il maggior numero di presenze è quella con il Lecce.
Come scrive il Corriere della Sera, il merito è da attribuire in parte alla politica dei prezzi messa in atto dalla società, che ha favorito i tifosi con pacchetti dedicati a costi accessibili, in parte alla buona stagione che sta disputando la squadra, che è rimasta quasi sempre dentro o a ridosso della zona Champions. Mourinho al termine della gara vinta domenica scorsa all’Olimpico per 1-0 contro il Verona: “È vero – aveva detto lo Special One – che siamo al ventiquattresimo tutto esaurito, ma non tutti sono uguali. Con un tifo come quello che dello scorso anno contro il Bodo lo stadio vince le partite da solo, se invece la gente fa qualche fischio non mi piace”. Non ci saranno fischi questa sera, ma l’atmosfera delle grandi occasioni: il Salisburgo è avvisato.
Nicola Zalewski ha parlato dopo la sconfitta contro il Salisburgo ai microfoni di RomaTv
“Una partita con un risultato un po’ bugiardo. Siamo stati sicuramente noi i padroni del gioco oggi, ma sono convinto che il risultato non rispecchia la prestazione fatta. La settimana prossima abbiamo un’altra partita, sicuramente sarà un match diverso. È già capitato lo scorso anno a Bodo di perdere la prima partita, poi la seconda è stata a senso unico. Siamo convinti che anche quest’anno sarà così con loro”.
Adesso bisogna pensare al campionato, ma come dicevi tu tra una settimana sarà tutta un’altra partita all’Olimpico… “Sì, noi ragioniamo partita dopo partita. Adesso c’è il Verona, poi penseremo subito al ritorno. Cercheremo di fare più punti possibile in campionato e di arrivare più a fondo possibile in questa competizione”.
Anche perché questa sera ci ha dato la consapevolezza che si può recuperare… “Sì, è una partita alla nostra portata. Oggi abbiamo perso un po’ immeritatamente. Io, come tutti dentro lo spogliatoio, sono convinto che la seconda partita sarà una gara a senso unico”.
14.5.2022 Roma vs Venezia (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Abraham delusione finale
(Foto Gino Mancini)
La Roma si ferma sul palo, due volte, a Salisburgo e subisce la rete dell’1-0 nel finale che porta avanti gli austriaci nel doppio confronto europeo. Giallorossi sfortunati e imprecisi però sotto porta con Abraham che sbaglia la rete del vantaggio ad inizio primo tempo.
NUMERI RS – La Roma oggi pomeriggio volerà in Austria per affrontare domani l’andata dei play-off di Europa League contro il Salisburgo. Dopo la modifica parziale dei tornei continentali e l’introduzione della Conference, i giallorossi affrontano questo turno di qualificazione per la prima volta nella loro storia. Assimilando però i play-off ai ‘vecchi’ sedicesimi di finale, i giallorossi hanno sempre superato il turno nelle ultime quattro occasioni. L’ultimo passo falso risale al 2009/2010 contro il Panathinaikos.
Quello di domani sarà il primo doppio incrocio europeo tra Roma e Salisburgo: i giallorossi hanno affrontato in tre occasioni formazioni austriache, ottenendo due vittorie e un pareggio, mentre i padroni di casa hanno ricevuto per 11 volte formazioni italiane, ottenendo 4 vittorie, 2 pareggi – l’ultimo l’1-1 contro il Milan in questa edizione della Champions League – e 5 sconfitte.
Vista la giovane età di Matthias Jaissle – tecnico del Salisburgo – non risultano precedenti contro Mourinho, che è imbattuto contro le formazioni austriache nei 4 incroci del passato: 2 successi contro il Wolfsberg e 2 contro l’Austria Vienna.
José Mourinho si trova davanti a un bivio: confermare la squadra di Lecce contro il Salisburgo, oppure preservare i titolari in vista del Verona e non rischiare di perdere terreno in campionato.
Come scrive il Messaggero, turnover azzerato o comunque limitato al minimo: difesa titolare composta da Mancini, Smalling e Ibanez; il miglior centrocampo con Matic e Cristante; l’attacco più pericoloso con Abraham e Dybala.
Confermato anche Pellegrini che in Puglia è apparso più lucido e meno imballato, sulle fasce Zalewski a destra ed El Shaarawy a sinistra. A proposito di esterni, Karsdorp è stato reintegrato e verrà convocato per la trasferta in Austria.
FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Intensità e pressing alto, al grido di ‘gioventù al potere‘. E’ la ricetta magica del Salisburgo – prossimo avversario europeo della Roma – e in generale della metodologia di lavoro, imposta dal gruppo Red Bull sulle squadre di cui da anni detiene il controllo. L’età media della rosa lo dimostra: 21,5 anni.
Numeri e Filosofia
Matthias Jaissle, tecnico della squadra austriaca, non fa eccezione. Classe 88′, quasi 35enne, il giovane allenatore applica un 4-3-1-2 stretto che si fonda su due caratteristiche ben delineate: partecipazione attiva al gioco di quasi tutti gli effetti e gran numero di calciatori ad aggredire l’area di rigore. Anche Jaissle, in perfetto stile Red Bull, è un prodotto della filosofia e della metodologia del gruppo: un ‘laptop trainer’, emerso dalla scuola Rangnick che ha formato per quasi due decenni tutti i tecnici della galassia Red Bull. Ha infatti iniziato a muovere i primi passi nelle giovanili del Lipsia e del Salisburgo per poi spiccare il volo in prima squadra. 74 finora le panchine in tutte le competizioni, dal 2021: 52 vittorie, 13 pareggi e solo 9 sconfitte. L’ultima in ordine di tempo, ma ai rigori, contro lo Sturm Graz in coppa d’Austria, una macchia in questa stagione per il Salisburgo vista l’abitudine a sollevare quasi ogni anno il double, coppa-campionato nazionali. Impressionante il dato dei gol complessivi realizzati dalla formazione austriaca da quando Jaissle siede sulla panchina: 175.
Uomini da tenere d’occhio
Tatticamente è una squadra che pratica una manovra veloce, con partecipazione attiva degli esterni, una delle due mezzali pronta ad inserirsi in area di rigore, Sucic il trequartista centrale a rifinire per le due punte: Okafor-Fernando o Okafor-Adamu.
Il rendimento casalingo è stato sporcato solo dalla sconfitta per 2-1 contro il Chelsea, per il resto hanno raccolto tra campionato e coppe solo risultati positivi, disputando un’ottima Champions League con il terzo posto e quindi i play-off di Europa League ottenuti all’ultimo turno dopo la sconfitta a San Siro contro il Milan. Gioventù vuol dire freschezza e fame di emergere, ma anche un deficit in termini di esperienza internazionale che dovrebbe favorire, sulla carta, la Roma. A tenere la barra dritta della squadra è il capitano Andreas Ulmer, 37 anni, la chioccia del gruppo.
La potenziale stella è Benjamin Sesko, sloveno, classe 2003, di ruolo prima punta: eleganza e gol spettacolari (7 in questa stagione) già ceduto per 20 milioni al Lipsia nella prossima stagione. Occhio anche a Pavlovic: il gigante serbo, acquistato dal Monaco la scorsa estate e messosi in luce nel corso dell’ultimo Mondiale, è stato accostato anche alla Roma in vista della prossima stagione. Il doppio confronto potrebbe essere occasione per chiedere qualche informazione in più.
23.4.2022 Inter vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Tifosi Roma
(Foto Gino Mancini)
Trentanove giorni e tre trasferte dopo, ecco di nuovo i tifosi della Roma in trasferta. È passato più di un mese dai fatti dello scorso 8 gennaio, dagli scontri a Badia al Pino con i sostenitori del Napoli che hanno portato al provvedimento del Ministero e al divieto di trasferta di due mesi per le due tifoserie. Una sentenza che riguarda le gare di campionato, quindi le trasferte già scontate a La Spezia, Napoli e Lecce.
Come riporta il Corriere dello Sport giovedì sera il settore ospiti dello Stadio Salzburg (sold out) si riempirà con duemila romanisti pronti a sostenere la squadra nel playoff d’andata contro il Salisburgo. Le autorità austriache hanno dedicato la centralissima Rudolfskai come punto d’incontro per tutti i tifosi giallorossi al seguito della squadra.
Dalla via che costeggia il fiume Salzach sarà istituito un servizio navetta bus gratuito che porterà i tifosi allo stadio (mezz’ora di viaggio). Dopo la sfida del 28 febbraio a Cremona, i romanisti potranno tornare in trasferta a cominciare dalla gara a Torino contro i granata.
FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Lo sport per accrescere il fatturato dell’azienda madre e creare un modello invidiato in tutta Europa. E’ questa la filosofia imprenditoriale che ha spinto Dietrich Mateschitz, businessman di origini austriache (scomparso alcuni mesi fa all’età di 78 anni) e cofondatore della Red Bull a colonizzare negli ultimi 25 anni diverse discipline sportive, investendo centinaia di milioni di euro e accrescendo il valore sul mercato della famosa bevanda energetica. “E’ proprio il caso di dirlo: abbiamo messo le ali anche al calcio”, affermava scherzando, ma neanche troppo, un dirigente del Salisburgo anni fa.
LO SBARCO NELLO SPORT – Prima le scuderie in F1 e in MotoGP, poi due squadre di Hookey, in ultimo è arrivato anche il calcio. Ovviamente partendo da Salisburgo, terreno d’origine e antica passione del patron della Red Bull, per passare poi al Lipsia, alla franchigia di New York e recentemente al Bragantino in Brasile. Il modello gestionale è sempre lo stesso: risanamento, investimenti sulle strutture, metodologie di lavoro ferree e valorizzazione del prodotto, che nel calcio sono i giocatori giovani da crescere e vendere, senza dimenticare i successi sul campo. L’azienda ha un fatturato di 7,80 miliardi e il pallone ne è entrato a far parte solo nel 2005, dopo più di 25 anni di intuizioni vincenti e innovative.
“Mateschitz? È un grande imprenditore al quale piace vincere”. Così Giovanni Trapattoni, che nel 2007, dopo avere vinto a Salisburgo il decimo campionato della sua vita (sette in Italia, uno in Germania, uno in Portogallo e uno appunto in Austria), spiegava ai microfoni di Repubblica la bontà del progetto sportivo del club austriaco. Ma una delle armi vincenti è sicuramente l’agglomerato di squadre e di conseguenza le varie sinergie di mercato che sono state create in questi anni, attirando anche più di qualche polemica extracampo.
MODELLO GESTIONALE E STRATEGIE – Due uomini su tutti: Freud, ds del Salisburgo e per tanti anni Rangnick a Lipsia (per settimane cercato anche da Roma e Milan negli scorsi mesi). Sono i dirigenti che hanno interpretato al meglio la filosofia societaria, formando centinaia di collaboratori. Il modello gestionale è chiarissimo per tutti: un vastissimo settore di scout ricerca giovanissimi calciatori in tutto il mondo.
Sono 400 mila i giocatori analizzati con una serie di filtri che valutano ogni singolo aspetto. L’enorme database viene messo a disposizione delle direzioni sportive che sulla base di una struttura piramidale devono solo selezionare i profili più adatti in base alle necessità tecnico-tattiche del momento o alle priorità sportive. Dall’analisi dei dati si arriva ad una scrematura e da lì l’ingaggio degli stessi a basso costo.
Il secondo fondamentale step è la formazione: i ragazzi vengono inseriti in un contesto che li valorizza e li cresce sul piano tecnico-tattico, ma anche umano. Sport e istruzione, testa e carattere. In genere si parte da Salisburgo, si vince e si partecipa anche alle coppe europee stabilmente, poi si passa a Lipsia per consacrarsi e poi via in una grande squadra. Cinque su dieci tra le cessioni più costose nella storia del Salisburgo sono andate poi al Lipsia. Keita, Sesko, Szoboszlai, Haidara e Upamecano. Tre di loro sono ancora lì. Ci sono stati anche i casi Haaland e Manè, grandi giocatori che partiti da Salisburgo hanno poi spiccato il volo. Nel loro caso senza bisogno di passare al Lipsia. Per riassumere: crescita, vittorie e plusvalenze, la specialità della casa: negli ultimi 5 anni oltre 250 milioni di euro di plusvalenze, top 5 a livello europeo. “Vendere i giocatori è un male solo quando non puoi rimpiazzarli adeguatamente” disse Cristopher Vivell, direttore dell’Area Scouting del Red Bull Salzburg dal 2015.
Quando nel 2005 la Red Bull acquista il Salisburgo, il club austriaco aveva vinto solo tre titoli nazionali (con una finale di Coppa Uefa persa nel 94′). A distanza di 17 anni sono 13 i titoli nazionali vinti e 9 le coppe d’Austria. Un dominio assoluto che ha permesso alla squadra di assestarsi ad un buon livello anche nelle coppe europee tra partecipazioni a Champions ed Europa League: il miglior risultato dell’era Red Bull in questo senso è la semifinale d’Europa League persa contro il Marsiglia ai supplementari nel 2018. Successi sul campo e sguardo alle future plusvalenze: secondo i dati di transfermarkt oggi la rosa del Salisburgo vale oltre 200 milioni di euro e l’età media è realmente impressionante: 21,3 anni.
CONTESTAZIONI E FALLIMENTI – Come tutte le rivoluzioni, non potevano mancare i contestatori. Quando la Red Bull è sbarcata a Salisburgo, ha raccolto in eredità un club che ha vissuto per anni tante peripezie sul piano finanziario e aveva cambiato nome già tre volte – Gerngroß Salzburg (1973-1976), Sparkasse Salzburg (1976-78), Casino Salzburg (1978-1997) e Wüstenrot Salzburg (dal 1997) – un contesto dunque ideale per il c.d. rebranding, cioè la modifica del nome della squadra, con annesso restyling totale del marchio. E’ comparsa ovviamente la scritta Red Bulla davanti al nome della squadra e nel logo del club due tori rossi che incornano un pallone in un cerchio giallo, oltre alla variazione anche dei colori sociali (dal viola al biancorosso). Questo profondo stravolgimento ha spinto una parte della tifoseria austriaca a contestare aspramente la nuova proprietà a tal punto da fondare un club parallelo (come avvenuto a Manchester, sponda United) che oggi milita in terza divisione. Nel 2008 la Red Bull ha investito anche in Ghana, creando un avamposto anche nel paese africano, con un investimento iniziale di 5.5 milioni ma a livello tecnico non sono stati scovati al momento straordinari talenti.
Come tutte le dinamiche sportive di un certo impatto economico e di un certo successo sul campo, sono emersi però negli ultimi anni alcuni effetti collaterali. Oltre alle contestazioni subite dal Lipsia in Germania, dove da anni la proprietà Red Bull è avversata dalle tifoserie di tutto il paese e anche da alcuni club, nel 2018 è divampata anche la polemica internazionale, dipesa della possibilità che Lipsia e Salisburgo si potessero affrontare in Champions League. Il regolamento sulla carta infatti prevede che due team del medesimo proprietario non possono competere nella stessa manifestazione. Una vicenda che ha creato più di qualche imbarazzo in sede UEFA ma che non ha scalfito la massima istituzione continentale. Sul tema in questione è arrivato infatti il parere favorevole poichè secondo l’UEFA solo il Lipsia è riconducibile direttamente all’azienda di energy drink mentre per il Salisburgo si configura un impegno sotto forma di sponsorizzazione. La realtà è diversa, in quanto le due squadre sono effettivamente di proprietà del colosso austriaco, ma con formali discendenze diverse. Un precedente rischioso, che l’UEFA ha liquidato forse con eccessiva celerità.
La Roma si è mossa in tempi non sospetti su Belotti, offrendo una cifra ritenuta congrua a Trigoria per un calciatore che tra un anno andrà a scadenza. 15 milioni più bonus, proposta al momento rigettata da Cairo. Tiago Pinto sta attuando la stessa strategia per tutti, compresi Xhaka e Rui Patricio: in questa prima fase di mercato la Roma, che non vuole partecipare a giochi al rialzo o buttare via soldi, fissa delle valutazioni che ritiene oggettive e congrue oltre le quali difficilmente andrà.
Per questo si lavora anche su altri fronti per cercare alternative di livello e in attacco in alternativa a Belotti è stato individuato Patson Daka.
Tiago Pinto, infatti, in attesa della risposta definitiva del Toro per Belotti è sulle tracce dell’attaccante 22enne zambiano del Salisburgo. Sessantotto gol (e 27 assist) in 125 partite per l’erede di Haaland. E la pronta segnalazione dello scouting del portoghese che lo valuta 20 milioni. Il suo arrivo coinciderebbe con la permanenza di Dzeko le cui quotazioni sono in rialzo.