Sarà l’effetto Ranieri o forse il fatto che i tifosi della Roma, che vinca o che perda, non lasceranno mai la squadra sola. Comunque la si legga, lo zoccolo duro dei romanisti ha deciso di non abbandonare la squadra, soprattutto in trasferta.
Nonostante il delicato momento sportivo e le difficilissime gare che attendono Ranieri al suo terzo esordio sulla panchina giallorossa, a Londra – in Europa League – ci sarà il pienone di romanisti.
Il settore ospiti dell’impianto londinese del Tottenham sarà gremito di romanisti: sono attesi infatti circa 3 mila supporters giallorossi.
Grande attesa invece in merito al settore ospiti del San Paolo: nelle prossime ore arriverà la decisione dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive, in merito alla possibilità di un’apertura, seppur parziale e rivolta ai non residenti nel Lazio, oppure alla chiusura totale.
Contro il Bologna si è toccato il fondo, sul campo, portando all’esasperazione totale anche la tifoseria.
Quella stessa tifoseria che nel corso dell’intero scorso triennio aveva riempito all’inverosimile l’Olimpico, al di là dei risultati. Una sessantina di sold out consecutivi a cavallo tra l’esperienza di Mourinho e la coda finale diretta da De Rossi.
Pensare a quello stadio lì, pieno di passione, amore, cori, entusiasmo e paragonarlo allo spettarle Olimpico di ieri, semi vuoto già dall’inizio della ripresa, fa impressione.
La tifoseria della Roma, in primis la Curva Sud, ha tentato ogni strada: ha contestato aspramente il giorno dopo l’addio di De Rossi, ha scioperato in alcune partite casalinghe 10 minuti, 15 minuti, un intero tempo, è tornata a sostenere solo la maglia, riempiendo tutti i settori ospiti e ingoiando bocconi amari senza soluzione di continuità (Svezia, Firenze, Bruxelles e Verona).
Ieri la Curva ha iniziato richiamando all’ordine la squadra, poi ha sostenuto la squadra, ma la scintilla non si è mai accesa, anche perchè in campo l’undici scelto da Juric non ha dato mai la sensazione di voler lottare per vincere.
Ad inizio ripresa è iniziato lo sciopero e l’abbandono del tifo. Tra striscioni esposti in Sud e Tevere (indegni, tutti colpevoli, avete rotto il ca…), e un graduale svuotamento prima dei settori più caldi e poi di parte delle due tribune.
Molti tifosi si sono diretti verso il piazzale antistante la Monte Mario, ma poi l’iniziale ipotesi di contestazione si è spenta dinanzi all’ingente cordone di protezione predisposto dalla polizia all’uscita dei cancelli dello stadio, dove transitano autorità, dirigenti, il pullman della squadra e le auto private dei calciatori.
Al termine del match dopo un’altra sonora salva di fischi rivolta ai calciatori, lo stadio si è svuotato nel giro di pochi secondi. Fuori esposti striscioni contro la squadra. La gente è stanca e ora, per questi signori, ricostruire la propria credibilità agli occhi della tifoseria sarà veramente dura.
Prosegue il clima di contestazione, seppur goliardico, nei confronti di Dan Friedkin. Dopo aver annunciato e poi smentito nel giro di 24 ore la loro presenza qui nella capitale, ecco la prima reazione pubblica del tifo giallorossa.
Fuori dall’Olimpico a margine di Roma-Bologna è stato affisso uno striscione laconico: “Friedkin, Chi l’ha visto?” con lo storico marchio del programma Rai della Sciarelli.
Nonostante la crisi di risultati, il sentore di disaffezione che si respira in città da parte di tanti tifosi che in queste ore stanno rivendendo il proprio biglietto in vista della sfida casalinga contro il Bologna, lo zoccolo duro dei supporters romanisti non molla la presa e nemmeno la maglia.
Sono attesi questa sera a Bruxelles circa 1200 tifosi giallorossi che riempiranno il settore ospiti non nello stadio di casa dell’USG.
Perchè il piccolo impianto da 9’400 posti – il Joseph Marien – edificato nel parco di Duden, nella vicina contea di Forest, non è a norma per le competizioni UEFA. Per questo la gara di questa sera contro la Roma si disputerà nello stadio ‘Re Baldovino’, impianto sorto dalle ceneri dell’Heysel, dopo la tragedia della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, quando persero la vita 39 persone.
Dopo la disfatta di Firenze, lo stadio Olimpico ieri sera ha emesso un altro verdetto. Non è più l’ambiente coeso, elettrico, coinvolgente di qualche mese fa.
In aggiunta a questo, nonostante il dato dei (presunti) presenti 60 mila spettatori, segnalato dalla biglietteria giallorossa, erano tanti gli spazi vuoti nelle due tribune, ma anche nei distinti sud e in Nord.
Non è andata in scena una contestazione di carattere ‘coreografico’: zero striscioni, zero mutismo o quarti d’ora di assenza. La Curva Sud alla lettura delle formazioni non ha dato alcuna importanza ai giocatori e al tecnico della Roma, intonando un coro incessante “Roma ale ale Roma ale” durato 5-6 minuti.
Il resto del pubblico ha riservato fischi assordanti alla squadra all’inizio e al termine del riscaldamento, così come alla lettura delle formazioni, dove i più colpiti sono stati Cristante, Pellegrini e Mancini, oltre al tecnico Ivan Juric.
Durante la gara una Sud, stile anni 90-2000, ha tifato in maniera incessante dal primo all’ultimo minuto, partendo da un coro chiaro “Tirate fuori le p….” e chiudendo solo al termine della gara con i canonici fischi rivolti al gruppo che si era avvicinato a salutare.
Nuovo attacco dialettico dei tifosi giallorossi alla Roma. Nella notte è stato affisso dinanzi ai cancelli d’ingresso del centro sportivo giallorosso uno striscione diretto a tutte le componenti: “Società di pagliacci, squadra di pipponi… preparate le valigie, fuori dai coglioni”.
La disfatta di Firenze, il ‘caos calmo’ di Trigoria, la distanza siderale tra i proprietari del club e i tifosi, i risultati in generale, sommati sono fattori che probabilmente hanno sancito un punto di non ritorno – per questa stagione – tra i tifosi e la Roma.
La squadra è stata duramente contestata già nella notte di domenica, al rientro a Termini, da parte di una cinquantina di ultras che ha fatto capire ai calciatori che aria tira.
Delusione, rabbia e rassegnazione sono i sentimenti che emergono ascoltando vocali e dirette di migliaia di ascoltatori che quotidianamente intervengono sulle frequenze di retesport e tutto questo sentore si sta tramutando in un primo, evidente, dato.
In occasione di Roma-Torino, domani sera, l’Olimpico non sarà sold out anzi. Si stima per ora una presenza, teoricamente massiccia, intorno ai 58-59 mila spettatori (con 40 mila abbonati). In altri tempi lo stadio sarebbe andato esaurito in poche ore. Il dato è aggravato dal fatto che anche con la vendita di tre gare a prezzi scontati nel famoso ‘pack’ (Dinamo Kiev-Torino-Bologna), non ha prodotto l’effetto sperato o forse ha calmierato una prevendita che sarebbe stata ancor più fiacca.
A questo si aggiunge anche un’altra circostanza, che si sta manifestando da diverse settimane e che è visibile anche sul sito della Roma, nella sezione dedicata: la rivendita di parecchi biglietti da parte degli abbonati.
Cliccando online sul portale giallorosso è possibile visionare in tutti i settori, a partire dalla Curva Sud e i distinti (sold out in abbonamento) decine di posti liberi che sono in fase di ‘rivendita’. Un ulteriore segnale del possibile, parziale, ma oggettivo distacco della tifoseria nei confronti della Roma.
Mats Hummels è evidentemente un caso. Nonostante il tentativo di Juric di dare una spiegazione di natura tecnica (“Vedo meglio Ndicka nel ruolo di libero della difesa a tre, ma il momento di Mats arriverà”...), il tedesco meriterebbe oggettivamente più spazio.
Non solo perchè è tra i 50 candidati al pallone d’oro, ma perchè un calciatore del suo spessore complessivo non può non giocare neanche un minuto in una Roma così in difficoltà.
“Non so perché non ho giocato. Sono a disposizione del mister, se mi fanno giocare ci sono”, questa è la frase – secondo ilmessaggero.it – che Hummels ha riferito a tanti tifosi che lo hanno incrociato in serata, dopo la gara, tra le vie di Trastevere.
Nonostante l’allarme pre gara di un possibile mancato sold out, la Roma comunica che gli spettatori all’Olimpico per la sfida contro la Dinamo erano oltre 61 mila, raggiungendo quindi il limite consentito alla vendita nei settori dedicati ai giallorossi.
Presenti larghi spazi vuoti nel settore ospiti vista la presenza di un centinaio solo di sostenitori ucraini.
A livello ambientale, prima del match applausi per i nuovi, su tutti Dovbyk, alla lettura delle formazioni da parte dello speaker dello stadio, ma fischi assordanti per Zalewski, per Celik e anche per i soliti Cristante e Pellegrini. Fischi infine per Juric, beccato dal pubblico.
La Curva Sud, al contrario di quanto avvenuto domenica scorsa non ha contestato la società, ma ha tifato dall’inizio alla fine per la squadra. Poi sono arrivati fischi al gruppo al termine del primo e del secondo tempo, per l’abulica prestazione della squadra.