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Roma, l’Inter è più vulnerabile della scorsa stagione: ecco i numeri

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Domenica alle 20:45, la Roma ospiterà l’Inter di Simone Inzaghi allo stadio Olimpico per l’ottava giornata di Serie A. Juric vede la sua squadra in crescita ed è fiducioso: ”Stiamo alzando il livello del gioco, delle pressioni, abbiamo maggiore continuità nella partita. Ho solo sensazioni positive”.

La Roma ha segnato solo 8 gol in campionato ma è la prima squadra della Serie A per tiri (117). I giallorossi dovranno aggiustare la mira ma domenica potrebbero avere comunque le occasioni per far male all’Inter. I nerazzurri, infatti, hanno già incassato 9 reti in 7 gare e hanno subito 30 tiri in porta (4,2 a partita), 10° formazione del campionato. Numeri completamente diversi dalla corazzata che la scorsa stagione ha dominato il torneo. La squadra di Simone Inzaghi ha terminato la passata edizione della Serie A incassando appena 22 gol e concedendo agli avversari solo 113 tiri in porta (2,9 a gara), nessuno fece meglio in Italia.

Negli ultimi 4 match di campionato, l’Inter ha sempre subito almeno una rete: Monza (1-1), Milan (1-2), Udinese (2-3) e Torino (3-2) sono riuscite a superare Sommer. Domenica spetterà a Dybala, Dovbyk e compagni dare continuità a questa tendenza negativa della squadra di Simone Inzaghi, che rimane la favorita per vincere nuovamente lo scudetto.

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Juric vs Inzaghi per la 15° volta, solo una vittoria per il croato: i precedenti

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Ivan Juric contro Simone Inzaghi. Domenica alle 20:45, per la 15° volta, i due allenatori si affronteranno in campo. Il tecnico croato, il 22 settembre, ha esordito sulla panchina della Roma vincendo 3-0 contro l’Udinese mentre l’ex allenatore della Lazio è alla guida dei nerazzurri da 1231 giorni. Due percorsi diversi che si incroceranno allo stadio Olimpico.

Juric è fiducioso: ”La squadra ha margini di miglioramento pazzeschi, vedo ragazzi disposti al sacrificio. Le prestazioni sono in netta crescita e questo è importante. Ho solo sensazioni positive. Stiamo alzando il livello del gioco, delle pressioni, abbiamo maggiore continuità nella partita”.

Juric vs Inzaghi, una vittoria in 14 gare per il tecnico croato: i precedenti

Simone Inzaghi è l’allenatore che Juric ha affrontato più volte. I precedenti tra i due tecnici sono addirittura 14: una vittoria, 3 pareggi e 10 sconfitte per il croato. L’unico successo risale alla stagione 2020-21: Lazio-Verona 1-2. Le squadre di Juric (Genoa, Verona, Torino) hanno incassato complessivamente 28 gol in 14 partite e difficilmente hanno impensierito concretamente le formazioni allenate da Inzaghi (Lazio, Inter).

Il tecnico croato, un anno fa, cambiò anche modulo passando dalla difesa a 3 al 4-2-3-1, ma i risultati non sono cambiati: 2 ko, 5 gol subiti e nessuno realizzato. Vanno sottolineati addirittura 4 match terminati 1-0 a favore di Inzaghi, chissà se la distanza ridotta tra le formazioni che si affronteranno domenica potrà colmare questo gap. Juric è alla ricerca della soluzione giusta per tornare alla vittoria e il recupero di Paulo Dybala, sicuramente, aiuterà l’allenatore giallorosso. Nell’ultimo successo della Roma contro l’Inter (1-2, il 1° ottobre 2022), infatti, l’argentino ha messo la sua firma.

I PRECEDENTI TRA JURIC E INZAGHI

Inter-Torino 2-0

Torino-Inter 0-3

Torino-Inter 0-1

Inter-Torino 1-0

Torino-Inter 1-1

Inter-Torino 1-0

Verona-Lazio 0-1

Lazio-Verona 1-2

Verona-Lazio 1-5

Lazio-Verona 0-0

Genoa-Lazio 2-3

Genoa-Lazio 2-2

Lazio-Genoa 4-2

Lazio-Genoa 3-1

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Rocchi ”insoddisfatto” premia Aureliano che torna ad arbitrare: il circo prosegue

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Il ”circo” prosegue, mutuando le parole di Fonseca. Aureliano, dopo il disastro di Monza al Var, non è stato penalizzato in alcun modo, anzi, tornerà ad arbitrare e dirigerà CagliariTorino. Altra contraddizione di Rocchi, che appena 7 giorni fa, si era dichiarato insoddisfatto: ‘Non sono soddisfatto degli arbitraggi dell’ultima giornata. L’obiettivo è avere una linea comune: possono essere liberi di rappresentare il proprio pensiero, ma se prendiamo una decisione va seguita tutti insieme. Anche con una norma scritta benissimo, resta a chi giudica la possibilità di interpretazione”.

Il designatore degli arbitri faceva riferimento anche al mancato rigore fischiato alla Roma per il pestone di Kyriakopoulos a Baldanzi. Rocchi, infatti, è stato chiaro sul come giudicare questo tipo di episodi: ‘È codificato sempre come rigore, ribadisco che non serve volontarietà”. Ennesima mancanza di rispetto nei confronti del club giallorosso e del sistema calcio che perde credibilità. Aureliano al Var ha indotto La Penna a sbagliare:Stanno correndo insieme, lui è fermo e lui sta guardando il pallone (Baldanzi è fermo o sta correndo?!). Puoi riprendere il gioco. Loro stanno correndo, lo pesta nel piede ma non fa alcuna azione fallosa, ok?”.

Nonostante l’errore grossolano, testimoniato dalla spiegazione errata di Aureliano all’arbitro, il fischietto di Bologna non ha ricevuto alcuna sanzione. Ghisolfi, dopo il pareggio di Monza, non aveva gradito la gestione dell’episodio: ‘Perché il VAR non chiama l’arbitro? È inaccettabile. Esigo rispetto per noi, il mister e i tifosi”. Ecco la risposta di Rocchi: Aureliano arbitrerà per la seconda volta una gara di Serie A in questa stagione. Il fischietto di Bologna viene premiato dopo aver commesso un errore eloquente. Ennesima mancanza di rispetto nei confronti della Roma. Il circo prosegue.

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Calcio e portieri: quali sono i più forti di quest’epoca

Non c’è dubbio che nel momento in cui si parla di numeri uno d’eccellenza, il pensiero corre subito ai grandi portieri delle principali squadre europee. Si tratta di un ruolo che, però, è cambiato anche un bel po’ nel corso degli ultimi anni, dal momento che il modo di giocatore comporta la necessità di passare, palla a terra, spesso e volentieri dalle parti del portiere, che deve essere in grado di giocare tranquillamente anche con i piedi.

Gli appassionati di questo sport sanno perfettamente come questo nuovo modo di giocare e di impostare l’azione, in alcuni casi porta gli estremi difensori a compiere degli errori anche piuttosto pacchiani. I migliori portieri al giorno d’oggi, però, hanno tutte le carte in regola anche dal punto di vista tecnico per poter affrontare questa situazione in modo più che mai vincente: sul blog di Betway, è stata pubblicata una lista di portieri aggiornata utile a capire quali sono effettivamente i migliori al mondo attualmente.

Maignan ed Emiliano Martinez

Come si può facilmente intuire, difendere la porta di una squadra non è affatto facile. Prendendo in considerazione i risultati e le prestazioni degli ultimi anni, non c’è dubbio però che Emiliano Martinez, conosciuto da tutti come “Dibu” sia senz’altro stato uno dei protagonisti tra i pali. Il numero uno dell’Aston Villa si è affermato al grande pubblico soprattutto per i Mondiali disputati in Qatar nel 2022, quando è stato grande protagonista nel corso della finale contro la Francia, risultando decisivo per la vittoria di Messi e compagni, che finalmente hanno potuto alzare al cielo la mitica coppa, dopo tanti tentativi sfumati sul più bello.

Il portiere francese del Milan Mike Maignan, invece, per il suo rendimento rossonero, a suon di parate clamorose, ha senz’altro ottenuto rispetto e riconoscimento a livello internazionale. Prestazioni estremamente positive che l’hanno portato, da leader nel Milan anche a leader e numero uno della sua nazionale. In fondo, Maignan non è solamente un estremo difensore molto sicuro e forte tra i pali, dal momento che riesce a trasmettere sicurezza ai suoi difensori anche quando viene chiamato in causa con i piedi, dato che dispone di una buona tecnica, diventando fondamentale quando, e capita spesso e volentieri, la squadra rossonera costruisce partendo dal basso. 

Ederson si conferma e Kobel è in rampa di lancio

Non c’è dubbio che tra i migliori portieri al mondo si debba annoverare anche l’estremo difensore del Manchester City, ovvero il brasiliano Ederson. Sono ormai diversi anni che il numero uno del City si dimostra affidabile, tranne qualche piccolo passaggio a vuoto stagionale, e in grado soprattutto di giocare con estrema qualità e calma il pallone con i piedi. I suoi lanci hanno una precisione millimetrica, aumentando di conseguenza la pericolosità di tutta la squadra guidata in panchina da Pep Guardiola.

Nel corso degli ultimi mesi c’è un altro portiere che si sta affermando come uno dei più interessanti prospetti in circolazione in Europa, pronto a entrare di diritto nella lista dei numeri uno più forti al mondo. Stiamo facendo riferimento a Gregor Kobel, di nazionalità svizzera, che proprio con la sua Nazionale è il secondo alle spalle di Sommer, portierone dell’Inter. Con la squadra di club, ovvero il Borussia Dortmund, ha messo in mostra una crescita di tutto rispetto, tanto che ormai si può considerare come una piacevole conferma.

Le certezze

Quando si parla di numeri uno, Marc-André ter Stegen, ma anche Jan Oblak sono assolutamente delle certezze per il campionato spagnolo e non solo. Il belga Thibaut Courtois ha saputo riprendersi alla grande con la maglia del Real Madrid, così come il brasiliano Allison del Liverpool e il nostro Gianluigi Donnarumma che veste ancora la casacca del Psg.

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Interviste

Sabatini affonda: “Il silenzio dei Friedkin è un atto di arroganza insopportabile”

Walter Sabatini ha parlato ai microfoni de il Messaggero. Ecco un estratto relativo anche alla Roma:

Per lei la Roma chiuderà davanti alla Lazio?
«Sulla carta dovrebbe, ma it d.s. Fabiani ha lavorato bene. Dele-Bashiru e Nuno Tavares, ad esempio, sono intuizioni gli attaccanti sono bravi. E una squadra forte, che migliora e ha tanti giocatori che risolvono, mentre nella Roma ne vedo pochi»

C’è più gap fra le rose di Roma e Inter o tra Marotta e Ghisolfi?
«Marotta è un grandissimo, Ghisolfi nella migliore delle ipotesi è un bravo giovane dirigente. Agli stranieri devi dare qualche mese per ambientarsi, anche se alla Roma ho l’impressione che ancora non abbiano capito dove sono, come non l’hanno capito i Friedkin, che non hanno mai parlato con la gente. È un atto di un’arroganza insopportabile»

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Roma-Inter, arbitrerà Massa: l’ultima vittoria a San Siro contro i nerazzurri due anni fa

Sarà Davide Massa l’arbitro di Roma-Inter. Al VAR, Rocchi, ha scelto Di Bello.

La designazione completa:

ROMA – INTER     h. 20.45

MASSA (foto)

CARBONE – PERETTI

IV:       FELICIANI

VAR:      DI BELLO

AVAR:      DI PAOLO

Precedenti e numeri

La Roma ha incontrato il fischietto di Imperia per 29 volte per un bilancio di 10 vittorie, 12 pareggi e 7 sconfitte. L’ultimo precedente è la sconfitta di Empoli di fine campionato scorso.

È dal 2022 che la Roma non ottiene i 3 punti in una partita diretta da Massa, sono 5 le partite consecutive senza vittoria con Massa. L’ultima risale al 2-1 del Meazza contro l’Inter, con le reti di Dybala e Smalling. Da quel match lo score è di 2 pareggi e 1 sconfitta.

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Le Voci di Retesport

Colantuono a RS: “La Roma non parte battuta contro l’Inter. Le parole di Juric servono al gruppo”

Stefano Colantuono è intervenuto nel suo consueto spazio mattutino ai microfoni di Retesport. Ecco le sue parole in vista di Roma-Inter e non solo:

“Juric deve cercare di mantenere unito il gruppo. Credo che l’intervista sia stata per trasmettere serenità prima di un big match. La squadra per affrontare l’Inter deve essere serena e questo è il messaggio che l’allenatore ha voluto dare. L’ambiente è caldo, se esasperi gli animi non fai un buon servizio alla squadra”.

“Juric sa bene che l’ambiente è surriscaldato. Però non serve creare ulteriori tensioni perché ne risentirebbe la squadra. L’unica cosa che si può fare è avere un percorso di risultati importanti con la Roma che comunque è solo a 3 punti dalla Champions. Bisogna trasmettere positività anche ai calciatori come Pellegrini che sono nell’occhio del ciclone. La si mette a posto anche con chiarezza nella proprietà”.

Roma-Inter è una trappola più per i giallorossi o per i nerazzurri?
“Se si pensa allo svolgimento del campionato nessuno dei due. Per la partita in sé è molto interessante. Se l’Inter fa l’Inter è dura anche se ancora non è quella della scorsa stagione. I nerazzurri se trovano la giornata è dura per quasi tutte le squadre del campionato. Hanno due rose e grandi potenzialità. Sicuramente i giallorossi partono sotto perché l’Inter è consolidata con un percorso straordinario da svariati anni con questo allenatore. A Roma l’ambiente viene meno ma le partite vanno sempre giocate. Sulla carta sicuramente è favorita l’Inter. Se la Roma farà bene creando anche entusiasmo allo stadio potrà avere le sue chance”.

Juric, lo scorso anno ha cambiato modulo contro l’Inter, come mai?
“Forse per andarli a prendere meglio dato che i quinti dell’Inter sono determinanti e magari si potrebbe lavorare di più in ampiezza dandogli più garanzie. Dimarco oggi è un giocatore che è più un’ala che un quinto. Possono essere tanti i motivi per un cambio di modulo ma lo capiremo solo ad inizio partita”.

Quante volte mister hai detto una cosa e pensato un’altra per lo spogliatoio?
“Questo è normale. Un allenatore deve mantenere la riservatezza. Tornando alla tattica potrebbe costringere i quinti avversari a giocare più in difesa con un 4-2-3-1 che potrebbe far aumentare il raggio d’azione degli esterni di Inzaghi. L’alternativa è far aprire di più i braccetti nel terzetto arretrato e questo non piace molto ai difensori. Magari Juric questa volta non farà così e manterrà con la difesa a 3”.

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Roma, tre ipotesi di difesa contro l’Inter: l’analisi

Lo spauracchio Thuram, la buona vena – ritrovata recentemente – di Lautaro Martinez, gli esterni con Dimarco su tutti in grandissima forma, gli inserimenti delle mezzali (Barella tornerà titolare). L’Inter di Inzaghi si muove su questi concetti, ormai mandati a memoria come meccanismi di un orologio perfetto o quasi.

La squadra nerazzurra in questo inizio di stagione si è prodotta in prestazioni eccellenti come quella di Manchester, in casa del City, dove avrebbe meritato il successo ma anche in cadute ‘anomale’ come nel derby col Milan, arrivato a quella sfida con Fonseca molto oltre la graticola, quasi cotto.

In questi giorni Juric ha avuto una piccola fortuna: lavorare fisicamente, tatticamente e tecnicamente su diversi titolari rimasti a Trigoria o rientrati prima del previsto.

Svilar, Angelino, Mancini, Hummels, Hermoso (gli ultimi due sperano in una maglia da titolare), poi ancora Cristante, Pellegrini oltre a Dybala e Soulè, con il primo argentino gradualmente di ritorno in gruppo.

Mancavano dunque Celik, Dovbyk e Konè come reali componenti dell’undici titolare maggiormente scelto finora dal tecnico croato. E in chiave difensiva, la Roma per provare a battere l’Inter, dovrà alzare la soglia dell’aggressività e della fisicità.

Per questo in vista della supersfida di domenica le opzioni dietro sono diverse: dal trio Mancini-Ndicka-Angelino che è stato quasi sempre scelto da Juric (tre volte in campionato su cinque complessive compresa l’Europa League), all’ipotesi di aggiungere fisicità con l’inserimento di Hermoso come braccetto mancino oppure di Hummels. In questo secondo caso, Ndicka slitterebbe nel ruolo di centrosinistra dove ha disputato parecchie partite già nella scorsa stagione, prima dell’arrivo di De Rossi e del ritorno alla difesa a 4.

Ma attenzione all’ipotesi, a sorpresa del cambio di modulo, sospinta o sussurrata da qualcuno alla lettura di ciò che è avvenuto lo scorso anno a Torino. Da allenatore dei granata, Juric ovviamente ha sempre impostato la squadra partendo dal 3-4-2-1 ma proprio in occasione delle due sfide contro i nerazzurri, schierò a sorpresa il 4-2-3-1. In questo caso – ipotesi però ad oggi peregrina – i quattro dietro sarebbero facili da individuare: Celik-Mancini-Ndicka-Angelino.

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Dybala (quasi) pronto: ecco come Juric intende gestirlo

La parola d’ordine è prevenire. Prevenire gli infortuni più gravi, che per Dybala sono le lesioni muscolari. Tra flessore (soprattutto) e adduttore, l’argentino da quando è a Roma ha accusato ufficialmente dieci stop di natura muscolare ma con diverse gradazioni, dall’affaticamento generico (almeno 2 gare di stop) alla lesione più grave (quella che nel primo anno lo tenne fuori per 33 giorni).

Questa fragilità della Joya si infrange purtroppo con un altro dato inquietante: senza Dybala la Roma fatica, oltremodo, a vincere le partite. Con l’argentino in campo il rendimento è notevolmente migliore. E qui risiede il vero vulnus di tutta la questione. Il club giallorosso già dopo la prima stagione, avrebbe dovuto lavorare di concerto con Mourinho per costruire una squadra in grado di poter sopperire all’assenza della Joya. Costruire le fortune sportive esclusivamente intorno a Dybala è un errore in termini che ancora oggi la Roma rischia di pagare.

Tornando all’attualità, non è chiaro del tutto cosa abbia avuto negli ultimi 15 giorni. Contro l’Athletic Bilbao si è fermato dopo 45 minuti, avvertendo un dolore ai flessori. Gli esami strumentali hanno escluso lesioni e per precauzione è stato gestito saltando integralmente il Venezia. Poi c’è stato il subentro nei 20 minuti finali contro l’Elfsborg. E lì probabilmente c’è stata una piccola ricaduta, mai svelata però ufficialmente dalla società giallorossa. Out col Monza e una prima settimana di sosta vissuta tra fisioterapia e lavori individuali.

Purtroppo – per la Roma e i suoi risultati – il filo sottile della Joya viaggia dunque su due variabili chiarissime: dalla paura di farsi male alla fragilità cronica che lo ha, evidentemente, allontanato a 28 anni dalla Juventus.

Juric oggi ha ribadito in un’intervista che si sta lavorando nello specifico per averlo al top per sempre. La speranza è che Mark Sertori, nuovo collaboratore e responsabile dell’area medico-fisioterapica del club abbia forse trovato la strada giusta per curare i muscoli di Dybala, che con l’Inter tornerà disponibile. La gestione della Joya passa attraverso anche delle scelte drastiche in termini di minutaggio. Esempio? Titolare contro l’Inter, a riposo in coppa e nuovamente titolare contro la Fiorentina. Magari con una gradazione diversa, visto che contro i nerazzurri potrebbe giocare una sessantina di minuti al massimo.

Se Juric riuscisse ad avere un Dybala, al 70%-80% delle partite principali da qui alla fine della stagione, risolverebbe il rebus che né Mourinho (che cercava di sfruttarlo al massimo finchè stava bene), né De Rossi che provò a liberarlo di un ruolo difensivo, lasciandogli libertà totale in campo per evitare di affaticarlo troppo, sono stati in grado di decriptare.

D’altronde i numeri in maglia giallorossa sono chiari: su 118 partite, ne ha saltate 34 totali e in 16 è subentrato nella ripresa o ha giocato appena 45 minuti. Il problema infatti non è tanto o solo il numero di gare in cui è stato assente (e il conseguente crollo del rendimento della squadra), bensì la necessità per l’argentino di assestarsi e salire di condizione nelle primissime gare post stop ai box. Questo aspetto riduce la sua capacità di incidere. Ecco perchè la gestione del minutaggio – seguendo la traccia lasciata oggi da Juric – potrebbe essere la variabile finalmente decisiva.

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Nazionali, Paredes in campo nell’ultima mezz’ora. Zalewski in gol, riposo per Ndicka

Ultimo giro di impegni per i nazionali giallorossi che nelle scorse ore hanno completato il proprio percorso in giro per il mondo prima del rientro nella capitale.

Discreta mezz’ora finale per Paredes nel roboante successo per 6-0 contro la Bolivia.

Ottima prova ancora di Zalewski a segno nel rocambolesco 3-3 tra Polonia e Croazia.

Riposo totale invece per Evan Ndicka con la Costa d’Avorio. 80 minuti per Baldanzi con la maglia dell’Under21 nel pari contro la Repubblica d’Irlanda. Un rigore procurato e sbagliato poi da Gnonto per il folletto giallorosso, autore di un’ottima prova.