Ciccio Graziani è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.
Rensch?Se la Roma ha deciso di prenderlo è perché pensa sia migliore rispetto a Celik, Saud e Sangaré: è una scelta che va vista anche in prospettiva.
Pellegrini? La Roma deve mettersi seduta e dire: ‘cosa vogliamo fare’. Non ci sono vie di mezzo: o si continua insieme e si rinveste sul ragazzo o si trova una soluzione alternativa. A Firenze dicono che potrebbe interessare. Anche Ranieri deve essere più netto nelle dichiarazioni su Pellegrini.
Ciccio Graziani conclude con un pensiero su Roma-Genoa.
La squadra è in crescita: ha trovato fisionomia, certezze e un gioco più veloce e verticale. Bisogna aspettare un miglioramento netto anche da parte di Dovbyk ma la Roma è sulla retta via.
La Roma è alla ricerca di un allenatore di alto livello per rilanciare le ambizioni della squadra. Come riportato da Orazio Accomando di DAZN, il club giallorosso sta seriamente lavorando per portare nella Capitale Carlo Ancelotti a giugno. L’affare non è semplice ma nemmeno impossibile. Dalla Spagna rimbalzano indiscrezioni secondo le quali l’ex allenatore del Napoli avrebbe deciso di lasciare la panchina del Real Madrid a fine stagione, nonostante il suo contratto scada nel 2026.
La #Roma sta seriamente lavorando per portare Carlo #Ancelotti sulla panchina giallorossa a giugno. Non semplice, ma nemmeno impossibile.— Orazio Accomando (@OAccomando91) January 20, 2025
💣😱 ¡El futuro de Carlo Ancelotti ya está decidido!
IL PERSONAGGIO (di Nicolas Terriaca) – La Roma ha chiuso la trattativa con l’Ajax per Devyne Rensch sulla base di circa 6 milioni di euro, bonus compresi. Le parole di Van Basten sul terzino olandese hanno fatto discutere: ‘‘Non ha abilità calcistiche. Con palla, non ha idee o piani e senza palla, sbaglia sempre. È sempre pronto a commettere un errore a partita. Sembra un ragazzo amichevole, ma per il livello dell’Ajax non è all’altezza”. Una bocciatura totale.
Il classe 2003 ha giocato prettamente sulla fascia destra da terzino in una difesa a quattro. In molte occasioni Rensch è stato adattato anche da centrale motivo, per cui, la Roma lo ha scelto. La duttilità è la caratteristica principale tracciata da Ghisolfi prima della gara contro il Genoa: ”Vogliamo un giocatore che possa giocare terzino destro, braccetto e quinto. Deve portare continuità tecnica alla squadra e mentalità per giocare alla Roma”.
Rensch, cresciuto nelle giovanili dell’Ajax, nella stagione 2019-20 è stato nominato il miglior giocatore dell’intero settore giovanile(3° giocatore a raggiungere le 100 presenze in Eredivisie con l’Ajax dal 2000). Un riconoscimento prestigioso che gli è valso la promozione in prima squadra nell’annata successiva: 27 partite, 3 gol e 2 assist. Analizzando i numeri della stagione corrente e di quella passata, le critiche di Van Basten non trovano conferma. Il terzino olandese, infatti, nel periodo, ha commesso appena 2 errori che hanno causato un tiro degli avversari.
Rensch, mediamente, con la maglia dell’Ajax ha partecipato a un gol ogni 492 minuti. Il classe 2003 è il primo difensore della squadra di Amsterdam per passaggi fondamentali serviti (15), è il 2° calciatore per avversari contrastati (39), numero di contrasti vinti (26) e palloni intercettati (32).
La precisione nei passaggi lunghi (79,7%), contraddistingue l’olandese con il pallone fra i piedi: una qualità richiesta da Claudio Ranieri che predilige un calcio verticale. Alto 181 cm, il ventiduenne di Lelystad non soffre i duelli aerei e la percentuale di quelli vinti non lascia spazio a interpretazioni (70,4%).
Rensch è un calciatore che ama accentrarsi in mezzo al campo e creare densità, bravo in conduzione palla al piede e a sovrapporsi, educato a un calcio collettivo e associativo, grande esplosività fisica, resistente nella corsa: chi lo conosce bene, però, lo considera anche un ragazzo poco leader che deve comunicare di più nel rettangolo verde di gioco. Un elemento negativo che potrebbe emergere ancora di più in un Paese straniero, che in questo caso è l’Italia.
Il passaggio di Ryan al Lens sta subendo qualche rallentamento. Come scrive il Messaggero il trasferimento è a rischio perché il portiere australiano non ha superato le visite mediche a causa di un problema al ginocchio. Il club francese ha programmato nuovi test.
La Roma si prepara ad accogliere il primo acquisto del mercato di gennaio. Come scrive Gianluca Di Marzio, il club giallorosso ha trovato un accordo totale con l’Ajax per Rensch.
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Claudio Ranieri ha ridato alla Roma un’identità e un’anima. I giallorossi hanno inanellato una serie positiva di 6 partite senza sconfitte: mai accaduto nel corso di questa stagione nefasta. Sampdoria (4-1), Parma (5-0), Milan (1-1), Lazio (2-0), Bologna (2-2) e Genoa (3-1), ecco le squadre contro le quali la formazione capitolina ha ritrovato se stessa allontanando la peggior versione mostrata nelle gare precedenti.
Dall’arrivo di Ranieri, la Roma, in 12 partite, ha segnato addirittura 26 gol, almeno 2 nel 66,6% delle occasioni (8 gare), raddoppiando la media precedente: da 1,0625 a 2,16. In Serie A, dalla 13° giornata, ovvero il primo match in cui Sir Claudio si è seduto sulla panchina giallorossa, solo l’Inter (25) ha effettuato più reti dei capitolini (17). I numeri testimoniano che Ranieri ha riacceso una squadra spenta recuperando molti calciatori che avevano perso la propria strada.
Cura Ranieri, Saelemaekers il più incisivo: ecco il rendimento di chi ha giocato almeno il 37% dei minuti a disposizione
Ranieri sta cercando di valorizzare la rosa a disposizione e mettere basi solide per facilitare il lavoro al prossimo allenatore che si siederà sulla panchina giallorossa.”La Roma è stata costruita per lottare per posizioni più alte, non so se ci riusciremo quest’anno ma l’importante è dare continuità in modo da dare al prossimo allenatore la visione più reale di questa Roma”.
Considerando i calciatori che, dall’arrivo di Sir Claudio, hanno disputato almeno 400 minuti, ovvero il 37%, il più incisivo è statoAlexis Saelemaekers. Il belga ha sovvertito completamente la situazione: la fascia destra è passata da essere il punto debole, alla zona del campo da cui nascono la maggior parte delle reti. Il classe 99′ ha partecipato a un gol della Roma ogni 90 minuti, insomma con lui in campo la squadra di Ranieri inizia le partite in vantaggio.
Alle spalle del belga c’è Paulo Dybala. L’argentino ha trovato una continuità fisica tale (70,6% dei minuti a disposizione) da giocare 8 partite consecutive dall’inizio in Serie A come non accadeva dal 2019. La Joya ha contribuito a un gol della Roma ogni 109 minuti: numeri che, comunque, non riassumono l’importanza delle sue giocate in campo.
Un altro calciatore che sta beneficiando della cura Ranieri è Artem Dovbyk. Malgrado le critiche ricevute, il centravanti ucraino, progressivamente, sta iniziando a segnare con continuità: 5 gol e 2 assist in 11 partite con Sir Claudio in panchina. Insomma l’ex Girona ha partecipato a una rete ogni 119 minuti.
RENDIMENTO CALCIATORI CON ALMENO 400 MINUTI DALL’ARRIVO DI RANIERI
Saelemaekers: 4 gol, 2 assist e un rigore procurato in 634 minuti (90′)
Dybala: 3 gol e 4 assist in 763 minuti (109′)
Dovbyk: 5 gol e 2 assist in 835 minuti (119′)
Pellegrini: 2 gol e un assist in 403 minuti (134′)
El Shaarawy: un gol e 2 assist in 459 minuti (153′)
La Roma stamane è tornata ad allenarsi a Trigoria dopo il giorno di riposo concesso da Ranieri nella giornata di ieri. Lavoro sul campo per preparare il match di Europa League in programma giovedì alle 18:45 contro l’Az Alkmaar. Recuperato Bryan Cristante che ha preso parte alla seduta odierna.
La Roma ha individuato da giorni in Rensch l’obiettivo di mercato giovane, sostenibile e duttile per regalare a Ranieri una nuova risorsa utile alla causa.
L’accordo con l’olandese c’è da tempo, così come di massima l’intesa con l’Ajax per il suo cartellino, ma dall’Olanda ora frenano sui tempi. Difficilmente – scrive il De Telegraaf – il club olandese lascerà partire il terzino prima del 30 gennaio, cioè prima di aver disputato le due delicate gare d’Europa League.
In più Farioli ha chiesto espressamente un sostituto all’altezza, con Vagiannidis del Panathinaikos in pole.
Alessandro Antonello ieri era era regolarmente in tribuna per seguire Inter-Empoli. Potrebbe essere l’ultima o una delle ultimissime apparizioni del dirigente varesino a San Siro, prima dell’approdo a Trigoria.
I Friedkin da giorni hanno sciolto le ultime riserve e definito gli accordi verbali con Antonello che sarà ingaggiato come nuove CEO del club, carica vacante da quasi sei mesi dopo l’allontanamento di Lina Souloukou.
Per l’annuncio ufficiale però bisognerà aspettare qualche altro giorno. Antonello infatti sta trattando la sua buonuscita con la nuova proprietà nerazzurra e una volta definito tutto potrà intraprendere la sua nuova avventura in giallorosso.
Artem Dovbyk venerdì contro il Genoa ha segnato un gol importante tanto quanto quello di Bologna. Perchè il rigore è valso un punto prezioso per i giallorossi, raggiunto all’extra-time, ma il sigillo ha sbloccato il match contro i rossoblu.
Non gli accadeva da diverso tempo, nonostante nelle ultime gare tra campionato e coppe, Dovbyk sia stato molto più al centro della manovra offensiva, segnando o facendo segnare i compagni (come l’assist splendido a Milano) e in generale contribuendo con le sue sponde a innescare le azioni offensive che hanno portato poi i compagni in rete (es. le due giocate del derby).
Nelle sue prime 26 apparizioni in giallorosso, Artem ha siglato 11 reti. E la buona notizia è che da 5 stagioni consecutive, l’ucraino va in doppia cifra e in tre campionati diversi: 10-14-29 reti al Dnipro, 24 al Girona in Liga la scorsa stagione.
Insomma i gol sono nel sangue di questo centravanti che si è detto però ‘non soddisfatto delle sue prestazioni’. Un’auto-motivazione forte per Dovbyk che però piano piano sta comprendendo meglio le dinamiche del nostro campionato, affrontando squadre e sistemi difensivi più difficili da scardinare rispetto alla Liga spagnola e affinando sempre di più l’intesa con Dybala e compagni.
L’ucraino ha una serie di attenuanti: tre cambi in panchina, fino a 6-7 partite fa, un assetto offensivo e dei compagni di reparto sistematicamente diversi, gli scarsi rifornimenti in area di rigore. Ora la crescita di Dybala, la qualità maggiore sulle fasce assicurata da Angelino e Saelemaekers, stanno contribuendo a migliorare anche lo score dell’ucraino.
Foto Fraioli
Ma chi nella storia della Roma, tra i migliori centravanti degli ultimi 35 anni, ha fatto meglio di Dovbyk nelle prime 26 stagionali?
Su tutti Gabriel Omar Batistuta, fuori concorso per tutti. Il Re Leone, siglò 17 reti nelle prime 26ufficiali con la maglia della Roma, spalmate su quasi tutta la stagione visti i tanti problemi fisici accusati dall’inverno in poi.
In seconda posizione appaiati ci sono Lukaku e Abraham, che condividono con Dovbyk un aspetto: nelle rispettive stagioni con Mourinho hanno giocato da titolari praticamente inamovibili dall’inizio della stagione. Sia il belga che l’inglese, alla prima stagione romanista, hanno messo a segno 13 gol nelle prime 26 ufficiali, chiudendo rispettivamente a 21 Lukaku e 27 Abraham.
Poi c’è Dani Osvaldo. L’italo-argentino, nonostante la deludente stagione con Luis Enrique, siglò 12 reti nelle prime 26 ufficiali.
Successivamente c’è Dovbyk, che ha messo dietro di sé gente del calibro di Vincenzo Montella(10 nelle prime 26), Abel Balbo (9 gol nelle prime 26) di Rudi Voeller (6), Edin Dzeko (appena 5 sui 10 totali siglati nel suo primo anno romanista) e infine Mirko Vucinic che ebbe diversi problemi fisici nella sua prima stagione giallorossa e andò a segno solo 3 volte.