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Lecce-Roma, Krstović trascina i giallorossi e attira l’attenzione di Ghisolfi

Sabato alle 20:45, la Roma disputerà la 30° giornata di Serie A al Via del Mare in casa del Lecce. Il calciatore che ha beneficiato di più dell’arrivo di Giampaolo è Nicola Krstović: 8 gol e 3 assist in 17 gare. Il centravanti montenegrino, altra intuizione di Corvino, è il trascinatore della formazione pugliese: nessuno nel campionato italiano ha partecipato di più ai gol della rispettiva squadra (61,9%). Alle spalle del classe 2000, in questa speciale classifica, lo seguono Retegui (41,3%) e Lukaku (40%) mentre Dovbyk si ferma al 14° posto (29,5%).

Le prestazioni di Krstović, come raccontato da La Gazzetta dello Sport, avrebbero attirato l’attenzione della Roma che è alla ricerca di un attaccante in vista della prossima stagione che possa fare concorrenza a Dovbyk. Il classe 2000, alto 185cm, sta mostrando anche buone qualità nel dialogare con i compagni di squadra, dato che è il 2° calciatore del Lecce per passaggi fondamentali serviti (22). Tutto quello che invece è fonte di critica per il centravanti ucraino, spesso giudicato negativamente per partecipare poco al gioco della Roma. Dovbyk, infatti, a differenza di Krstović, è il 7° calciatore della rosa per passaggi fondamentali serviti (17).

L’attaccante montenegrino, che deve migliorare nei duelli aerei (42,4% quelli vinti), è primo in Serie A per tiri totali (112) e in porta (37): dati che testimoniano come viva per il gol. In campionato ha segnato lo stesso numero di reti di Dovbyk (10), possibile nuovo compagno di squadra nella prossima stagione. Ranieri, consapevole dell’importanza di Krstović all’interno del gioco del Lecce, probabilmente avrà pensato alla strategia più adeguata per anestetizzare le sue giocate e uscire dal Via del Mare con i 3 punti. Ghisolfi, invece, sabato potrebbe ragionare su altro…

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Ghisolfi: ”I calciatori devono rispecchiare i valori della squadra. La Roma ha un’identità diversa da Juve, Milan o PSG”

Florent Ghisolfi si è raccontato ai microfoni di Sky Sport. Di seguito le dichiarazioni del direttore sportivo della Roma.

“Tre dei miei quattro nonni erano italiani, e questa è una parte importante della mia storia. Erano immigrati in Francia, dove vennero inizialmente rifiutati come ‘mangiapasta’”.

Il suo sogno? Ghisolfi è molto chiaro: “Ho sempre voluto fare il direttore sportivo, anche quando ero calciatore. Prima di arrivarci, ho avuto esperienze da assistente e allenatore, fondamentali per comprendere meglio il lavoro dello staff e le esigenze di squadra e tecnico. Il ds oggi è un coordinatore: deve bilanciare giocatori, staff, dirigenti e media, creando un ambiente ideale per tutti. È un lavoro i cui frutti si vedono nel tempo. Al Lens e al Nizza abbiamo costruito progetti solidi che hanno portato entrambi i club in Champions League, ed è questo il mio miglior biglietto da visita”.

Sul come sceglie i giocatori.

“La mentalità è fondamentale nella scelta dei giocatori: devono rispecchiare i valori della squadra. La Roma ha un’identità diversa da club come Juve, Milan o PSG, quindi valutiamo con attenzione sia la personalità dei giocatori che le richieste dell’allenatore. La scorsa estate volevamo una squadra più giovane e fisica, ma per costruire bene serve una struttura solida. Quando sono arrivato, il reparto scouting era azzerato, ora abbiamo un’organizzazione efficace”.

Sulle ambizioni della Roma.

“Non ci poniamo questa domanda, perché sappiamo da dove veniamo. Abbiamo attraversato la tempesta e ora siamo concentrati, senza intenzione di mollare. Vogliamo dare il massimo e vedere dove arriveremo. Non possiamo porci limiti né avere paura. Oggi abbiamo creato una famiglia, un gruppo unito in cui tutti danno il massimo per la squadra”.

Sull’acquisto di Manu Koné.

“La scelta di Manu è stata collettiva: io, l’allora allenatore Daniele De Rossi e tutto lo staff eravamo convinti delle sue qualità fisiche, tecniche e mentali. Sappiamo quanto sia difficile ambientarsi alla Roma, ma lui ha il carattere per imporsi rapidamente. È un esempio del tipo di acquisti che vogliamo: giocatori che aiutino la squadra a crescere. Il merito è suo, si è integrato subito e ha avuto un impatto immediato. Sono orgoglioso di lui e soddisfatto per il club”.

Pisilli è una risorsa per il club: “Esattamente, come detto, volevamo ringiovanire la squadra e abbiamo parlato di Manu e ora anche di Pisilli. Ha una grande mentalità, vuole sempre dare tutto per il club, la squadra e i tifosi. Pisilli rappresenta l’identità che cerchiamo nella nostra squadra. È un ragazzo fantastico, e devo complimentarmi con i suoi genitori per l’educazione che gli hanno dato”.

Ranieri è stato facile da scegliere: “Eravamo in una situazione difficile e la scelta di Ranieri è stata fondamentale per il club. In quel momento avevamo bisogno di una guida e lui ha portato calma, serenità e una ‘forza tranquilla’. Conosce molto bene la Roma e la città, e lavorare con lui è un’esperienza fantastica, soprattutto dal punto di vista umano. Nonostante la pressione, mantiene sempre il sorriso. È la sua ultima sfida alla Roma e ha il sogno di portare il club a grandi traguardi”.

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Roma, 32 anni fa l’inizio di una favola: Totti esordisce in Serie A contro il Brescia

Il 28 marzo non è un giorno come gli altri per i tifosi della Roma. Ben 32 anni fa è iniziata una favola meravigliosa: il lupo Francesco Totti esordì in Serie A in casa del Brescia. Il capobranco Boškov decise di inserire, al minuto 87, proprio colui che scriverà pagine indelebili della storia giallorossa. I presenti non possono essere consapevoli di ciò che sta accadendo: ad appena 16 anni entra in campo con la maglia numero 14 chi successivamente segnerà 307 gol, si legherà per 25 anni solo ed esclusivamente alla Roma vincendo uno scudetto, 2 Coppe Italia, e altrettante Supercoppe italiane.

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Calciomercato

Roma, piace Paixao per l’attacco: il punto

Uno dei temi principali che la Roma affronterà la prossima estate riguarda non tanto la ‘sostituzione’ di Dybala, ma l’affiancamento con un calciatore che possa giocare al suo posto (o al limite insieme) in attacco. Insomma un completamento del reparto, in attesa di capire quale sarà il destino di diversi interpreti.

Il tema della Joya ritorna un anno dopo, ma paradossalmente con prospettive diverse: laddove prima si viaggiò sul filo dell’addio con l’offerta araba dapprima accettata poi all’ultimo rifiutata, oggi Paulo è tornato centrale in termini tecnici nella Roma e nel frattempo è scattato anche un rinnovo automatico a cifre monstre.

Dopo l’infortunio di qualche giorno fa, anche Ranieri ha chiarito che il rientro al 100% ci sarà ma i tempi non saranno brevissimi: “Non è come un crociato, per cui di media ci vogliono sei mesi, ci vorrà meno tempo ma non dobbiamo mettere fretta a Dybala”.

Ergo out fino a fine stagione, poi Dybala andrà in vacanza e rientrerà a Trigoria per inizio ritiro ma non potrà giocare e probabilmente allenarsi con i compagni. Lì saremo già a oltre tre mesi di stop. Agosto sarà il periodo decisivo per stabilire quando l’argentino tornerà al top della condizione. Ci vorrà un po’ di tempo e la Roma non potrà farsi trovare impreparata.

Foto Farioli

Attacco da ristrutturare?

Soulè e Baldanzi sono sicuri di restare, salvo clamorose sorprese. Dovbyk è un investimento oneroso che la Roma vuole venga valorizzato dal prossimo allenatore, salvo che non sia l’ucraino a chiedere di andare. Shomurodov potrebbe essere messo sul mercato, al pari del rientrante Abraham, per fare cassa. Pellegrini come noto è in bilico, sul rinnovo di El Shaarawy non ci sono novità imminenti e Saelemaekers va riscattato.

Da qui la sensazione vivida è che la Roma farà dei movimenti importanti in attacco. A maggior ragione se dovesse scegliere un tecnico (Es. Sarri) che ama giocare con gli esterni offensivi. Un nome che interessa molto ai giallorossi è Paixao del Feyenoord.

24 anni, dunque perfettamente in linea con i parametri che la Roma continuerà ad impostare per svolgere i suoi mercati futuri. Velocità, tecnica, estro e rapidità d’esecuzione, il brasiliano già avversario (e a segno due volte contro i giallorossi), ha raggiunto la maturità definitiva per il salto in avanti. La valutazione supera i 20-25 milioni, ma dipenderà molto anche dai club che si accosteranno all’attaccante che in questa stagione ha realizzato 11 gol e 15 assist, con larghi margini ancora di miglioramento.

Sul brasiliano anche il Napoli, che deve investire sul sostituto di Kvara e potrebbe avere un cash maggiore da spendere.

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Ancelotti shock dalla Spagna: “Chiesti 4 anni di carcere”. Il motivo

Carlo Ancelotti – accostato alla panchina della Roma nelle scorse settimane – rischia un’incriminazione per frode fiscale.

La vicenda è nota da tempo: l’attuale tecnico del Real Madrid, avrebbe distolto all’erario una cifra vicina al milione di euro e legata ai suoi diritti d’immagine.

Secondo quanto riferito dalla Spagna – in particolar modo dal Mundo Deportivo – il Tribunale provinciale di Madrid ha fissato per mercoledì prossimo il processo a Carlo Ancelotti. L’accusa chiede per lui una pena di quattro anni e nove mesi di carcere, accusandolo di aver frodato l’erario per un milione di euro. 

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RETESPORT

Retesport in Esterna: appuntamento sabato da Stellantis &You Roma

Nuovo grande appuntamento in esterna. Sabato mattina tutta la squadra di Retesport vi aspettiamo a partire dalle 10:00, presso la sede di Stellantis &You Roma, in via della Magliana 375.

Grandi promozioni su tutto il parco auto, con scontistiche dedicate agli ascoltatori di retesport e l’estrazione della maglia ufficiale giallorossa.

Vi aspettiamo numerosi fino alle 13:00.

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Le Voci di Retesport

Petruzzi a RS: “Ranieri potrebbe aver bluffato su Gasperini. Identikit di ieri? Sembra riferirsi a…”

Nelle ore successive alla sua conferenza stampa, le parole di Ranieri nelle vesti di manager a tutto tondo in merito alla scelta del prossimo allenatore, hanno ovviamente scatenato in città il c.d. ‘toto nome’ con tante candidature vecchie e nuove che si mescolano.

Fabio Petruzzi ha commentato così la vicenda ai nostri microfoni questa mattina: “Non sono del tutto convinto che il no di Ranieri su Gasperini sia perentorio come tanti pensano. Anche guardando come lo ha detto, mi è parso che Ranieri volesse nascondere la candidatura forte del tecnico dell’Atalanta. E’ il suo ruolo, farà il dirigente e nel calcio le bugie bianche sono all’ordine del giorno”.

Ascoltando per intero le dichiarazioni di Ranieri, al di là della situazione Gasperini, due nomi che penso si possano accostare all’identikit tracciato da Claudio potrebbero essere Sarri e Pioli, due nomi che non sarebbero accolti con favore unanime dalla piazza, che però sanno lavorare e valorizzare la rosa, non hanno pretese eccezionali sul mercato e che rispecchierebbero la necessità della Roma di impostare un percorso a medio-lungo termine”.

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Interviste

Corvino: “Ranieri è un fuoriclasse. Contatti con la Roma? Andiamo oltre…”

Pantaleo Corvino, direttore generale del Lecce, ha parlato ai microfoni de il Messaggero. Ecco le sue parole:

“Il calcio dovrebbe essere trattato come un’azienda e quindi tutto parte dalla scelta di un ottimo management. Invece non avviene. Eppure mettere solo soldi non basta”.

A domanda precisa sui contatti con la Roma, Corvino glissa seccamente: “Andiamo avanti”.

Poi su Ranieri: “Rapporto bellissimo con Claudio. Di tanto in tanto ci scriviamo. Pensi che abbiamo cominciato insieme la nostra avventura in Serie C. Si capiva già che era un fuoriclasse. Spero riesca a raggiungere tutti i suoi obiettivi”.

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Interviste

Hummels: “A Roma sto benissimo. Ranieri? Ha un’autorevolezza naturale”

Mats Hummels ha parlato ai microfoni di DAZN DE. Ecco le sue dichiarazioni:

Il trasferimento a Roma?

“Volevo davvero partire per un’avventura, qualcosa che non avevo ancora fatto, e uscire dalla mia zona di comfort. Ed è successo esattamente quello che volevo. Ci sono stati momenti difficili, ci sono stati momenti molto belli. Anche nei momenti difficili, devi solo stare con te stesso. Penso che ora noi, come squadra, e io personalmente, saremo ricompensati in un certo senso. È davvero bello qui a Roma”.

Conoscenze pregresse di Roma?

“Ero già stato a Roma un paio di volte, sia privatamente che con la nazionale, quindi conoscevo la città e sapevo quanto fosse bella, una città che mi piace. Naturalmente, ho dovuto anche sperimentare alcune cose culturali in un modo nuovo, il che penso sia anche bello. Amo scoprire culture diverse. Mi sono adattato bene. L’unico problema è stato il traffico. Era pazzo, ma mi sono abituato anche a quello. Mi sento molto, molto a mio agio

L’esordio con l’AS Roma…

“Il periodo è stato brutto personalmente, certo, ma anche come squadra perché non abbiamo vinto molte partite e non abbiamo giocato un buon calcio. Prendo sempre queste cose con umorismo. La vedevo quasi ironicamente, perché ero sicuro che se avessi continuato ad allenarmi e a lavorare, il mio momento sarebbe inevitabilmente arrivato a un certo punto. In quel momento ero contento che almeno l’autogol non avesse avuto alcuna influenza reale sul risultato, perché la partita era già persa. Ma ovviamente l’inizio è stato il peggio che si possa immaginare. È un cliché, ma dopo la pioggia arriva il sole e mi era chiaro che sarebbe tornato a migliorare”.

Il caos degli allenatori…

“È stato molto difficile. Sono venuto qui e ho parlato con Daniele De Rossi, dello stile di gioco e del mio ruolo. Poi è rimasto per meno di due settimane dopo il mio arrivo. Era uno stile di gioco completamente diverso, molto contro la palla e che distruggeva il gioco dell’avversario. Ora ci stiamo concentrando di più sui nostri punti di forza e sui buoni calciatori che abbiamo. Il tutto unito ad un’idea difensiva che mi si addice molto bene. Alcuni dei miei punti di forza sono chiaramente nel gioco con la palla. Mi piace esser in grado di avere un’influenza sul gioco della squadra, è più nella mia natura”

Claudio Ranieri?

“Porta con sé un’autorità naturale. È accomodante, simpatico, ma agisce quando conta. È coerente negli aspetti che vuole vedere dai suoi giocatori e nelle sue decisioni su chi gioca. È rispettato perché so che fa tutto il possibile per garantire che la squadra abbia successo. Si aspetta molto dalla squadra, è molto professionale e lavora molto bene. La combinazione di allenatore e squadra si adatta molto bene”.

Lo stile difensivo?

“Come calciatore, impari sempre qualcosa di nuovo se vuoi. Non importa per quanto tempo giochi. Ci sono alcune peculiarità in Italia. Il calcio è diverso dalla Bundesliga. C’è molta difesa uomo a uomo in tutto il campo, non lo sapevo prima. Ecco perché è stato qualcosa di nuovo per me. Ci si abitua anche a questo. Tuttavia, ci sono volute alcune settimane per conoscere questo stile di gioco. Inoltre, ci sono alcuni passaggi e fraseggi, il che mi ha sorpreso un po’ all’inizio”

I tifosi?

“Vedo i tifosi tutti i giorni, al campo di allenamento e allo stadio. La gente è molto emozionata per l’AS Roma e questo è davvero spettacolare e speciale. Posso paragonarlo a Dortmund, dove anche le persone sono così emotive ed entusiaste del calcio. Adoro questo legame dei tifosi con il club”

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A Lecce ballottaggio Nelsson-Hummels

Zeki Celik ieri è tornato a lavorare in gruppo ma a Lecce non partirà dall’inizio.

Il turco siederà in panchina e si preparerà al meglio per tornare titolare contro la Juventus tra una decina di giorni.

Al Via del Mare dunque spazio ad uno tra Hummels e Nelsson. Ieri Claudio Ranieri non ha escluso l’ipotesi di riproporre il tedesco, anche se la valutazione verrà effettuata soprattutto sulle caratteristiche di Krstovic, terminale offensiva della squadra salentina.