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APPROFONDIMENTI

Gasp, totale fiducia e 4 condizioni per restare alla Roma: ecco le richieste alla proprietà

La Roma continua a vivere all’interno di Trigoria una situazione delicata che vede come protagonisti, su posizioni ben distanti e chiarissime quelle anime tecniche scelte da Friedkin un anno fa per costruire, finalmente, una Roma vincente.

In questo senso come riferito da Il Messaggero e la Gazzetta dello Sport, Gasp nella serie di confronti avuti con la proprietà e i suoi delegati, è stato chiarissimo già diversi giorni fa.

Sostanzialmente sono quattro gli aspetti fondamentali che potrebbero farlo propendere per una permanenza e non per l’addio:

Mercato importante

Al primo posto c’è la richiesta alla proprietà della conferma di un budget importante da investire sul mercato nella prossima sessione estiva. Nonostante “i due mercati di sofferenza”, Gasperini ha visto che la Roma quest’anno i soldi li ha investiti eccome. Ecco, la conferma di questo budget per rinforzare la squadra sarebbe già un buon punto di partenza.

Sostituzione del direttore sportivo

Il secondo punto è cambiare il direttore sportivo. Con Ricky Massara i rapporti non sono mai stati idilliaci e soprattutto l’accusa del tecnico è la scarsa tempestività su alcune operazioni, oltre il naufragio di quelle che erano ritenute prioritarie da Gasperini.

Ranieri ai margini

 La terza richiesta è quella di non avere più alcun rapporto di lavoro con Claudio Ranieri, il senior advisior dei Friedkin, l’uomo che Gasp oggi vede un po’ come il nemico numero uno, dopo le interviste rilasciate dallo stesso Ranieri prima di Roma-Pisa.

Piena fiducia

Non solo quella a parole, ma anche nei fatti e in quei lati ‘minori’ ma fondanti della sfera tecnica. Gasperini  vuole essere assecondato anche su altre scelte, che poi sono legate allo staff medico ed a parte di quello tecnico. E’ abituato a lavorare con pochi collaboratori, mentre oggi si ritrova anche la parte che faceva capo proprio a Ranieri. Con questi collaboratori non si è mai acceso il sacro fuoco. Insomma, Gasp vorrebbe quasi pieni poteri, il che sarebbe una profonda manifestazione di fiducia.

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Interviste

Gasperini: “Questi tifosi non meritano il teatrino di questa settimana. Grato alla squadra e al pubblico. Futuro? Vediamo a fine campionato”

Gian Piero Gasperini ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo il pareggio contro l’Atalanta:

Abbiamo visto una partita divertente nel primo tempo. Se il portiere avversario è il migliore in campo significa che la Roma ha prodotto…
“Carnesecchi è stato bravo in molte occasioni. Abbiamo provato più dell’Atalanta a vincere la partita. Nel secondo tempo è subentrata un po’ di fatica, qualche errore in più. Abbiamo cercato il risultato pieno fino alla fine”.

Negli scontri diretti tante volte siete stati vicini alla vittoria…
“A volte ci sono state partite come con la Juve, il Milan, il Napoli… A Como, invece, abbiamo perso ma eravamo in 10. Nel ritorno poi non abbiamo mai perso tranne contro l’Inter”.

Perché secondo lei sono aumentati i gol subiti?
“Fino a dicembre abbiamo avuto continuità di formazione che ci ha garantito grande tenuta difensiva. Poi con Malen abbiamo migliorato quella offensiva. Era difficile tenere quella media, era straordinaria”.

A fine stagione la proprietà dovrà fare una scelta tra lei o Ranieri...
“Guarda, io sono stato tirato dentro a questa cosa da una settimana, non si parla d’altro, non ho avuto, non ho mai dato risposta sotto questo aspetto, continuo a non darle perché non mi sembra una cosa molto bella, molto piacevole per tanta gente, chissà quanta gente c’era stasera allo stadio. Abbiamo ancora 5 partite dove lottiamo ancora per dei traguardi, è un percorso che questa squadra ha fatto a mio parere molto bene, se ancora oggi siamo quattro punti davanti a una squadra forte come l’Atalanta, che l’anno scorso era terza in Champions, è arrivata terza, e quindi lottiamo ancora, lottiamo vicino alla Juve, tutto sommato vedo anche le altre squadre che fanno fatica, anche oggi il risultato del Napoli. Io sono concentrato su questa situazione, poi dopo bisogna chiudere benissimo questo campionato perché per me è stata un’esperienza veramente straordinaria, dove sono arrivato con tanto scetticismo intorno o anche un po’ di rivalità, come succede negli ultimi anni. Io ho una squadra che mi ha seguito fortemente, continua a seguirmi, di questo saranno sempre grati i giocatori, sono grato anche delle gratificazioni che ho avuto dal pubblico fino adesso. Quindi, quello che poi sarà tra un mese e qualcosa, insomma, si affronteranno poi le cose a fine campionato”.

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Infermeria

Rensch e Mancini, stop muscolari: le ultime

Due nuove tegole muscolari per la Roma. Si fermano Mancini e Rensch nella ripresa, costringendo Gasperini al doppio cambio.

Per il centrale azzurro nuovo indurimento alla coscia, dopo una settimana di difficoltà vissuta non del tutto in gruppo. Out anche Rensch dopo un buon cross di mancino: probabile stiramento per l’olandese che rischia di aver terminato qui la stagione.

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Pagelle

Roma-Atalanta 1-1, le pagelle di Retesport

La Roma pareggia in casa con l’Atalanta, complice la rete di Hermoso che ha ripreso il vantaggio siglato da Krstovic. Nella ripresa nonostante l’impegno, sono mancate qualità e guizzi per trovare la via della vittoria.

Le pagelle di Retesport:

Svilar 6,5

Mancini 6

Ndicka 5,5

Hermoso 7

Celik 6

Cristante 5

El Aynaoui 5,5

Rensch 6,5

Soulè 6

Malen 5,5

El Shaarawy 6

Sost.:
Vaz 6
Venturino 6,5
Tsimikas SV
Pisilli 6
Ghilardi 6,5

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PARTITE

Roma-Atalanta 1-1 (12′ Krstovic, 45′ Hermoso) – Pari che non serve a nessuno

La Roma affronta l’Atalanta all’Olimpico con l’obiettivo di accorciare sul quarto posto.

LE FORMAZIONI UFFICIALI:

ROMA 3-4-2-1 – Mancini, Ndicka, Hermoso; Çelik, Cristante, El Aynaoui, Rensch; Soulé, El Shaarawy; Malen.
A disp.: De Marzi, Gollini, Ziolkowski, Ghilardi, Seck, Mirra, Angelino, Tsimikas, Wesley, Venturino, Zaragoza, Pisilli, Vaz.
All.:
 Gasperini.

ATALANTA 3-4-2-1: Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac; Bellanova, Éderson, de Roon, Zappacosta; De Ketelaere, Raspadori; Krstovic.
A disp.:
Sportiello, Kossounou, Ahanor, Bernasconi, Bakker, Musah, Pasalic, Samardzic, Sulemana, Zalewski, Scamacca.
All.: Palladino

Arbitro: Marcenaro. Assistenti: Baccini – C. Rossi. IV Uomo: Sacchi. VAR: Guida. AVAR: Sozza.

RETI: 12′ Krstovic, 45′ Hermoso
CARTELLINI: Ammoniti: Ederson


76′ – Tsimikas per Rensch

75′ – Hermoso colpisce l’incrocio dei pali

71′ – Vaz per Soulè

66′ – Hermoso di testa su assist di Venturino, salva Carnesecchi

63′ – Malen spara all’angolino c’è Carnesecchi che respinge

60′ – Ghilardi, Venturino e Pisilli per Mancini, El Shaarawy e El Aynaoui

46′ – Zalewski dal limite, pallone sul fondo

SECONDO TEMPO

45′ – GOOOOLLLLLLL dell’1-1 realizzato da Mario Hermoso in girata, su assist di Rensch 

32′ – Miracolo di Svilar su Ederson

24′ – Miracolo di Carnesecchi su Malen, su assist splendido di El Shaarawy

17′ – Soulè ancora a giro salva Carnesecchi. Sul corner Hermoso spreca di testa sul primo palo la rete del pari

15′ – Ci prova Soulè a giro, palla deviata in angolo

12′ Rete del vantaggio dell’Atalanta siglato da Krstovic con un tiro in diagonale

PRIMO TEMPO

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NEWS

Ranieri, dubbi sulla sua presenza stasera allo stadio: non pensava di scatenare tutto questo caos

Mentre a Trigoria parlava Gian Piero Gasperini, l’altro protagonista della vicenda, Claudio Ranieri, cosa faceva? Probabilmente stava seguendo la conferenza in diretta. Anzi, quasi certamente lo avrà fatto, anche per ascoltare la presa di posizione del tecnico giallorosso nei suoi confronti.

Di sicuro Ranieri non immaginava di sollevare tutto questo polverone quando si è presentato ai microfoni di Dazn e Sky per chiarire alcuni concetti. In perfetta buona fede, Claudio ha parlato con l’intento di fare il bene della Roma, difendendo il club, i giocatori e i membri dello staff. L’obiettivo era nobile: mettere i puntini sulle i e contenere l’esuberanza di Gasperini. Ranieri voleva lanciare messaggi positivi, soprattutto per proteggere l’ambiente interno giallorosso.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, salvo clamorosi colpi di scena, questa sera Ranieri sarà regolarmente al suo posto allo stadio Olimpico, accanto al direttore sportivo Ricky Massara, per assistere a Roma-Atalanta. Del resto, il dirigente romanista in casa non è quasi mai mancato, fatta eccezione per il periodo successivo all’operazione al ginocchio, quando aveva oggettive difficoltà anche a camminare. Sarà però interessante capire anche come reagirà lo stadio dopo quanto accaduto in questa settimana. Le telecamere cercheranno inevitabilmente il suo volto, proiettandolo anche sui maxischermi, come già successo altre volte.

A quel punto si capirà se l’enorme affetto che la piazza giallorossa gli ha riservato negli ultimi mesi, anzi anni, resterà intatto oppure se qualcuno si lascerà andare anche a qualche fischio. Sarebbe profondamente ingiusto, considerando che appena dieci mesi fa Ranieri veniva considerato uno dei tre totem giallorossi, al pari di Totti e De Rossi. Eppure, in questa ultima settimana, molti in città non hanno compreso il senso di quelle parole e quindi l’ipotesi che anche uno come lui possa essere contestato non è così remota. La risposta definitiva, naturalmente, arriverà questa sera dall’Olimpico, tra possibili applausi o fischi. Poi, certo, bisognerà capire anche quale sarà la decisione di Ranieri, che in questo momento sta vivendo una fase di profonda riflessione, con tanti pensieri che gli affollano la mente.

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Interviste

De Rossi si sfila: “La Roma non ha bisogno di miei commenti in questo momento”

«Di tutto c’è bisogno tranne che io mi metta in mezzo». Sul caos di questa settimana in casa Roma è intervenuto anche Daniele De Rossi che ha vissuto una situazione simile a quella di Gasp.

L’ex capitano e allenatore romanista ha deciso di non specificare un pensiero specifico in merito al caos interno a Trigoria, forse realmente memore di quanto accaduto a lui nel rapporto con Soloukou.

«Di tutto ha bisogno la Roma tranne che io mi unisca ai commenti e soffi sul fumo», ha detto Daniele prima della gara con il Pisa. «Spero che le cose vadano sempre meglio perché se le cose vanno bene a Roma sono contento», ha concluso il tecnico del Genoa. Fonte: Gazzetta dello Sport.

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Friedkin, fiducia a Gasp e conferenza in diretta da Houston: ora serve un segnale

Dan e Ryan Friedkin, nonostante le voci di un imminente sbarco nella capitale, hanno deciso al momento di gestire la delicata crisi interna a distanza. Hanno parlato più volte con i protagonisti della contesa, collegati da Houston in conference call e inviato successivamente il fidato braccio destro, Ed Shipley per provare a sedare momentaneamente gli animi.

Compreso però che la spaccatura non è sanabile ora serve qualcosa di diverso. Pare evidente sia a Gasperini che a Ranieri.

Come riferisce la Gazzetta dello Sport, in questi giorni il presidente giallorosso ha sentito il tecnico in più di un’occasione al telefono ribadendo la piena fiducia nel suo lavoro ma senza aprire all’allontanamento di Ranieri, la persona di fiducia scelta la scorsa estate per guidare la Roma. Questo a Gasperini non basta e nelle prossime ore, dopo la delicata sfida con l’Atalanta, si aspetta un segnale più chiaro dai Friedkin.

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NEWS

Roma-Atalanta, le probabili formazioni e come seguire il match su Retesport

La Roma questa sera alle 20:45 affronterà l’Atalanta nel match delicatissimo che vale un pezzo importante di rincorsa alla Champions. A maggior ragione dopo la sconfitta del Como, i giallorossi devono provare a vincere una grande sfida, per scavalcare la formazione di Fabregas e puntare la Juve.

Ecco le probabili formazioni dei quotidiani:

IL MESSAGGERO
Svilar, Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, El Aynaoui, Rensch; Soulè, El Shaarawy, Malen

CORRIERE DELLO SPORT
Svilar, Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, El Aynaoui, Rensch; Soulè, El Shaarawy, Malen

GAZZETTA DELLO SPORT
Svilar, Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, El Aynaoui, Rensch; Soulè, El Shaarawy, Malen

IL CORRIERE DELLA SERA
Svilar, Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, El Aynaoui, Rensch; Soulè, El Shaarawy, Malen

Il racconto di Roma-Atalanta su Retesport

Segui la sfida e tutte le dichiarazioni dei protagonisti su Retesport 104.2 FM, ma anche sul DAB, in streaming audio su retesport.it, App per tablet e smartphone, Alexa, Google Home e sul nostro canale Twitch.

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NEWS

Gasperini: ”Parole Ranieri? Non me le aspettavo, zero alibi. Non sono una brutta persona…”

Gian Piero Gasperini, alla vigilia di Roma-Atalanta, ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le dichiarazioni del tecnico giallorosso.

Introduzione di mister Gasperini

“Allora, c’è stata questa intervista di venerdì scorso che ha creato tutta questa situazione in settimana. Per me è stata veramente una sorpresa incredibile, perché non c’è stato mai, dico mai, un tono diverso tra me e Ranieri, sia nelle conferenze che facevamo magari con altra gente, oppure nei rapporti tra noi due. Quindi è stata una cosa veramente inaspettata. E dico che in tanti mesi non avevo mai avuto questa sensazione, questi toni da parte sua. Da quel momento in poi mi sono solamente preoccupato, primo di non rispondere, secondo di cercare di, anche se involontariamente sono coinvolto, non creare nessun tipo di danno, nessun tipo di difficoltà alla squadra, principalmente, e anche nel rispetto del pubblico.

C’erano 60.000 persone, ce ne saranno magari 60.000, forse anche di più domani, che vengono allo stadio per vedere la partita, una partita importante, di livello, dove noi abbiamo ancora delle chance per poterci giocare. E credo che la cosa importante sia questa. E quindi gradirei veramente che parlassimo di questo, anche perché non sono intervenuto durante tutta la settimana, non è arrivato da tutti, avrei voluto cercare di impedire tutto questo, ma è stato impossibile da parte mia. E quindi da oggi vorrei veramente che parlassimo di calcio, del rispetto per una partita che alla trentatreesima giornata, una partita dopo tante giornate, dopo un campionato, un percorso che abbiamo giocato insieme, che possiamo, e credo, e mi auguro che sia una bellissima partita”.

Quanto è stata complicata questa settimana?

“È evidente che, mio malgrado, ho subito tutto questo impatto mediatico che c’è stato. Se devo dire, per me e per la squadra, per la partita di domani non deve esserci alibi. Noi abbiamo la testa di giocare una gara, come ho detto prima, dopo trentatré giornate, cioè la 33esima è domani, e quindi siamo in un percorso vicino a quello che sarà il finale. È una partita importantissima per tutte e due le squadre, più per noi, sicuramente. E noi la concentrazione l’abbiamo cercata di spostarla solo ed esclusivamente sul piano tecnico, sul piano della gara, e nel tentativo, per me, fondamentale di non creare né alibi né di arrecare danno alla squadra, danno alla gente, in nessun tipo. Questo è stato l’unico mio obiettivo. Adesso andiamo a giocare la partita finalmente domani e potremo confrontarci per questo traguardo”.

Tra gli assenti della partita con l’Atalanta ci sarà Wesley. C’è stata qualche incomprensione recente con il reparto medico?

“Sì, che a volte è motivo anche di confronto e discussione interna, che è abbastanza normale. Cioè, in questo caso Wesley si sente di poter giocare, perché ha grande generosità, ha voglia di poter giocare, effettua sprint, scatti, tiri, però magari la parte medica considera, giustamente, non lo so questo, che invece ci siano dei rischi o non voglia rischiare. E su questo a volte si innescano anche delle discussioni, si innescano delle problematiche. Di lì a fare tutto un altro tipo di discussione, ci passa. È così, Wesley ha una voglia incredibile di partecipare a questa gara e magari da parte si frena. Adesso vedremo, vedremo anche domani, però l’indicazione, se del medico, l’indicazione di no, io non posso fare nulla. Cioè io mi sono sempre tenuto alle indicazioni mediche, non ho mai forzato. Certo, sì, posso dire cerchiamo di, ma rientra nella dialettica normale, cercando di avere un po’ di coraggio, ma non posso andare a forzare delle situazioni. Tutti gli allenatori dipendono dall’ok medico prima di poter utilizzare un giocatore”.

Questa situazione che si è creata dopo le parole di Ranieri può destabilizzare la squadra?

“Zero. Zero. Zero. Dobbiamo giocare la partita, è una partita importante, nessun alibi, anzi semmai un po’ di benzina in più, un po’ di propellenti in più, credo anche che la gente lo capisca e quindi sosterrà ancora più forte la squadra”.

Lei si sente più vicino o più lontano a restare allenatore della Roma l’anno prossimo?

“Lei continua a parlare di altre cose, io parlo di partita. Non voglio creare nessun tipo di problema, con queste domande lei crea dei problemi. Quindi faccia una domanda sulla squadra o sulla partita di domani. Io qui sull’altra cosa ho chiuso. Se le fa piacere, parliamo di calcio. E io le ho risposto, se mi vuole fare una domanda di calcio sulla partita di domani, le rispondo. Se mi vuole continuare su queste situazioni, ho chiuso”.

Quali scelte intende fare domani?

“Sulle scelte insomma sono quelle, sono quelle a parte i giocatori che sono fuori, che sono in recupero, non è cambiato niente rispetto alla settimana scorsa, se non che abbiamo perso Pellegrini, questo è veramente stato un peccato, anche la natura dell’infortunio che ha subito. Quindi la rosa è ben definita, su quello, e la probabile formazione, c’è il problema di Pisilli, che ha avuto all’inizio settimana una distorsione alla caviglia, che però sembra aver recuperato abbastanza bene, dobbiamo valutare oggi, ma le alternative sono quelle, le alternative tecniche non è che ci discostiamo molto da quello”.

La partita contro l’Atalanta sarà fondamentale per la Champions. Lei ha più volte ribadito che l’obiettivo Champions non le era stato chiesto a inizio stagione e anche la dirigenza lo ha confermato. Da uomo di calcio navigato, lei ritiene che l’approdo o no verso quell’obiettivo possa orientare alcune decisioni che dovranno essere prese a fine anno?

“La società in questo è stata sempre molto chiara e devo dire lo è stato anche Ranieri nell’elencare gli obiettivi di quest’anno. Io ho sempre invece pensato che con molto poco, sarebbe stato possibile, e lo penso ancora perché se siamo ancora lì adesso, e quindi ho sempre spinto in quella direzione per cercare di raggiungere possibilmente l’obiettivo subito. Lo consideravo da subito, da quando sono arrivato, lo consideravo a maggior ragione a gennaio, ma ho sempre spinto in questa direzione per cercare di migliorare la squadra, non per motivi personali, e perché ho sempre creduto che fosse possibile. E ancora oggi, nonostante tutte le defezioni insomma che abbiamo avuto, purtroppo in questi mesi, perché da fine dicembre in poi abbiamo avuto tutta una serie di defezioni importanti. Fino a quel periodo c’è stato uno standard continuo di squadra, di prestazioni e di componenti di squadra, non abbiamo mai avuto fino all’andata delle defezioni così continue e così lunghe. Ci sono stati infortuni di Bailey, Ferguson, Dovbyk, però riuscivamo a compensare. A un certo punto, insomma, da gennaio in poi, si è aggiunto Soulé, si è aggiunto El Shaarwy, Dybala soprattutto, è arrivato Malen. Però ho sempre pensato nella mia testa che noi, anche così, ma con un po’ di idee in più, avremmo avuto ancora più chance. Ma questo rientra nella dialettica dei confronti che ci si fa in qualunque azienda. E ripeto, non sono mai stati dei toni con Ranieri. Mai stati dei toni così aggressivi come con Ranieri.

Adesso siamo qui e giochiamo, giochiamo ancora, nonostante tutto siamo convinti. Domani è una partita che, se riusciamo a battere una squadra forte, una squadra molto forte, che probabilmente, non solo perché è diretta concorrente con noi, ma anche distacco dalla Juventus, distacco dal Como. Anche per loro forse è l’ultima chance, forse non basta neanche. Ma è una squadra che poi ha un passato dietro, cioè, è una squadra che l’anno scorso è arrivata terza, una squadra forte, con una grande rosa, una squadra che ha fatto la Champions. È un ostacolo duro. Quando ero all’Atalanta consideravo sempre la Roma, un limite, no? Cioè, se noi partiamo da Roma, sicuramente siamo in Europa, probabilmente siamo in Champions. La vedevo sempre in questo modo. Ora che sono da questa parte dico, se noi battiamo l’Atalanta, l’Atalanta è una squadra Champions, è una delle squadre più forti in assoluto. Se noi battiamo l’Atalanta, siamo autorizzati a giocare in Champions, meritiamo di giocare la Champions. Paradossalmente adesso sono da questo lato. Ci sono poi l’Inter, la Juve, il Milan, Napoli, che sono sempre state un passo un po’ più avanti. Però questo è il parametro che io mi sono sempre creato. Con l’Atalanta domani è così. È una squadra che fa la Champions da anni, una squadra che è costruita con una rosa importante, senza ritornare poi al passato, e quindi la vedo, la vedo in questo modo per la Roma”.

Le chiedo secondo lei quanto manca alla Roma e cosa la preoccupa di più eventualmente come programmazione futura.

«Ho detto che esiste questa differenza, ho detto che ho sempre lavorato per cercare di migliorare la mia squadra, ho sempre spinto, ho sempre motivato nel tentativo di migliorare la mia squadra per quelli che sono i miei ideali di calcio. Sono stato chiamato qua per sviluppare una squadra per quelle che chiaramente sono le mie idee di calcio, quindi ho sempre spinto in una direzione di certi tipi di giocatori e questo è sempre stato il mio intendimento, senza altri scopi. La mia intenzione è sempre stata quella di cercare di migliorare la squadra per raggiungere subito, se possibile, non aspettare niente, se possibile subito. Se non ci fossero stati tutti questi infortuni sarebbe stata sicuramente, probabilmente più agevole, però ci proviamo lo stesso. Per me l’obiettivo rimane quello».

Cosa pensa di questa Atalanta e di Palladino? Nella partita di andata c’era stata qualche frizione con la panchina avversaria.

“Raffaele l’ho conosciuto quando aveva 17 anni. Andai a vederlo in una partita di Serie C e poi dopo l’ho allenato prima in Primavera, con la quale abbiamo vinto Viareggio, poi dopo l’ho allenato negli anni a Genova e poi, quando ho iniziato a fare l’allenatore a Primavera. Credo di essere stato a lungo un riferimento anche per lui, ma le tensioni della gara sono normali, ognuno tira per la sua squadra, questo mi sembra evidente, poi quando finisce la partita è diverso. Il calcio è calcio, ma è anche giusto che sia così. Io avevo degli amici quando giocavo ci davamo di quelle legnate durante la partita, poi andavamo a cena insieme. Magari ti fai i peggiori insulti, purtroppo l’agonismo è fatto anche di queste situazioni, ma poi deve rientrare tutto nelle leggi dello sport. Sono venuto via da Bergamo che avevo ancora un anno di contratto, con una società che voleva assolutamente allungare il contratto, dove io consideravo che il ciclo si era chiuso perché ritenevo che non fosse più possibile fare da parte mia di più di quello che avevamo fatto. Era giusto che ci fosse qualcun altro.

Avrei mantenuto e rispettato il mio contratto, ma avevo già detto da mesi che non avrei più rinnovato. Sono venuto a Roma perché ho visto una possibilità per me straordinaria e, ripeto, sono contento di questa scelta che ho fatto. Sicuramente a Bergamo è stata una storia lunga, nove anni. Io mediamente sono stato otto anni a Genova e nove anni all’Atalanta, vuol dire che forse non sono proprio una persona così brutta… (ride, ndr). Quindi lavorare con me tanti anni, certo che in nove anni a volte succedono dei punti di vista diversi, però sempre nei limiti delle cose. Probabilmente succede anche tra marito e moglie, non è solo tra chi. Quando si sta insieme tanti anni, si possono tirare fuori 3, 4 episodi, 5 episodi, magari così di scontro. E quanti ne tiriamo fuori di quelli positivi? 50? 150? Si potrebbero tirarne fuori a centinaia. Poi ho fatto questa scelta e sono contento di averla fatta perché la proprietà non era più dei Percassi. La considerazione sull’allenatore non era più la stessa, ma questo senza nessun tipo di problema. Constato questo, ho cambiato e ho cambiato dopo la fine del campionato, quando la società m’ha dato la possibilità di trattare con altre squadre, sennò io andavo avanti ancora un anno”.

Si sente di poter alzare l’asticella?

“Sono venuto con quello spirito. Poi dopo si vedrà anche quest’anno, adesso intanto continuiamo così e siamo lì a giocarci queste ultime sei partite. Io sono venuto con quello spirito, con quella convinzione. Quando ho avuto modo di conoscere questa proprietà, ho detto, ho fatto una scelta anche rispetto ad altre cose e ho scelto perché ritenevo Roma una piazza che, se riesci a fare bene a Roma, hai una gratificazione importantissima. Quindi sono venuto con questo spirito”.

Contro la squadra di Palladino sarà più fattibile rubare palla dall’alto o una costruzione dal basso?

“Queste sono sicuramente due squadre molto simili in questo. Certo, ci sono dei dettagli all’andata, ci sono delle cose all’inizio che per noi erano state molto buone. Dopo abbiamo sofferto molto la loro pressione, soprattutto la loro voglia in quel momento di vincere. Quindi sono due squadre molto equilibrate, lo dice anche la classifica, anche se noi siamo davanti. Sono due squadre che si conoscono, sicuramente. So benissimo che quei ragazzi hanno un nucleo straordinario che garantisce sempre grande competitività, però io sono anche con i miei ragazzi, che hanno avuto uno spirito tutto l’anno strepitoso. Io credo che domani sia veramente una bella partita, una partita molto difficile per entrambe, molto equilibrata. Ecco, questo, mi piace parlare di questo, parlare di questo tipo di scontro. Quindi mi auguro, anzi sono convinto che avremo anche la gente che darà una mano ai nostri giocatori ancora di più per cercare di, perché è una partita non decisiva, cioè decisiva se la perdi, ma se la vinci ti permette di alzare veramente le aspettative. Abbiamo questo obiettivo che non è quello dichiarato, ma è quello che abbiamo sempre voluto io e tutta quanta la squadra, e ce lo giochiamo. Insieme, insieme ai tifosi che devono pensare alla partita. Mi dispiace di questo perché la gente dovrebbe pensare a sostenere la propria squadra per questa partita”.

C’è un qualcosa che ruberebbe dall’Atalanta, rispetto a quanto ha trovato a Roma?

“A Roma c’è tutto, soprattutto nella squadra e anche nell’ambiente esterno c’è veramente tutto per poter far bene, magari con altre caratteristiche. A Bergamo io ho potuto fare bene perché il contesto intorno a me era molto compatto. Il lavoro della società è stato straordinario, chiaramente, e una tifoseria, essendo una sola squadra in una città piccola, compatta, unita a quella che è la squadra e a quella che è la società, questo ha creato un clima ideale. Soprattutto la capacità di aver costruito una squadra forte nel tempo, per tanti anni, una prima squadra dove non c’erano solo dei giovani e dei ragazzi che sono stati valorizzati e hanno venduti per merito della società a delle cifre importantissime che hanno reso questa società ricchissima.

Pensate solo quest’anno, le vendite di Lookman, Retegui, Ruggeri, cosa hanno portato oltre le rendite della Champions. È diventata una società ricchissima, ma la capacità anche di questa società di operare, di costruire insieme a me una squadra, dove c’era però dei giovani, c’era Gomez, c’era Zapata, c’era Ilicic, c’era De Roon, è arrivato a un certo punto Kolasinac, cioè c’è un nucleo molto forte che è andato avanti per anni. E poi è stato sostituito poi da Ederson, integrato da Lookman, Scamacca, cioè è cambiata molto, ma c’è stato sempre un nucleofortissimo non solo di ragazzini e di giovani, ma una squadra forte, che poteva anche poi cambiare con degli introiti per la società straordinaria nel vendere, pensate a Romero, pensate, ma veramente tanti, e reinvestire, facendo utili. L’anomalia dell’Atalanta è stata che per nove anni ha giocato in Europa con le migliori squadre italiane e europee, facendo utili. Questa era la vera anomalia. Facendo utili tutti gli anni, e questa è stata la cosa straordinaria, ma non solo per Gasperini, chiaramente molto per merito di una società capacissima a operare in sintonia con l’allenatore. Poi la proprietà è cambiata, forse anche perché non c’era più il papà con il quale ero più legato (il mister si commuove e lascia la sala stampa, ndr)”.