“Non è stata una buona prova quella espressa dalla Roma ieri, ma poi l’ha rimessa a posto, l’ha vinta con merito perché è riuscita a ribaltarla, con carattere. E’ un segnale importante soprattutto in questo momento storico, dopo il cambio di guida tecnica”. Così Stefano Colantuono ai microfoni di Retesport.
“Io vedo solo aspetti positivi da questo tipo di vittoria, Juric è arrivato da pochi giorni, non è possibile immaginare che si veda subito una Roma performante rispetto alla sua idea di calcio”.
Sui ‘casi’ aperti legati a giocatori come Pellegrini e Cristante, Colantuono afferma: “Le difficoltà soprattutto di Pellegrini sono evidenti, ma la condizione si ritrova soprattutto giocando. Penso che Juric veda in questi calciatori delle caratteristiche utili, altrimenti non schiererebbe. I discorsi sulle formazioni sono tutti validi, dopo soprattutto, perchè prima nessuno sa come andrà a finire, ma ieri la Roma ha vinto la partita e quindi ha avuto ragione l’allenatore“
Alla domanda finale sul calcio di Juric adatto alle caratteristiche della rosa attualmente a disposizione risponde: “Sono cose che si allenano, l’intensità, la marcatura, le scalature, le preventive. Juric non predica un calcio che arriva da un altro mondo, ha il suo sistema di gioco e i suoi principi, che vanno addestrati. Io credo che oggi i calciatori siano in grado di fare un po’ tutto, sono delle spugne che assorbono. Certo fare questo lavoro quando si vincono, anche partite come quelle di ieri, è meglio”.
Tre gare casalinghe post esonero di De Rossi, due vittorie e una terza sfiorata ma pareggiata per una disattenzione finale contro il Bilbao. Nonostante questo, il clima che si è respirato allo stadio è ancora di contestazione.
Una contestazione che viaggia però su binari diversi. La Curva Sud ieri è ripartita da dove aveva lasciato giovedì scorso: primo quarto d’ora di silenzio, poi la ripresa del tifo – ma solo a supporto della Roma come entità generale e alla maglia – fino al termine del match.
In mezzo uno striscione, tinto di giallorosso che manda un segnale a tutto il resto del pubblico: “Fischiare a gara in corso significa fare il male della nostra maglia. Tifiamo la Roma, sosteniamola in ogni battaglia”. Una sorta di editto che si è scontrato ancora invece con i fischi durante il match rivolti ad alcuni giocatori e piovuti dagli altri settori dell’Olimpico.
Visibile anche per chi era presente allo stadio il momento del cambio di Pellegrini che ha ricevuto un’altra bordata di fischi (come alla lettura delle formazioni) ma dalla Sud diversi tifosi lo hanno applaudito.
Dopo il triplice fischio di Abisso poi la squadra si è rivolta alla curva per il consueto saluto di fine gara, ma come nelle due precedenti occasioni, tra gli applausi di altri settori, sono arrivati i fischi della Sud.
Insomma un clima divisivo tra pensieri e gesti avversi, nella comprensione reciproca delle proprie posizioni, ma che sintetizzato porta ad un ambiente decisamente distante da quello che ha avvolto la Roma nel triennio precedente.
Dopo il successo contro il Venezia, la Roma è tornata subito in campo questa mattina per iniziare a preparare la gara di giovedì contro l’Efsborg.
Da verificare le condizioni di tre calciatori in particolare: Gianluca Mancini, che ha accusato ad inizio gara un fastidio muscolare al flessore della coscia destra, ma è rimasto in campo fino alla metà del secondo tempo. La Roma non ha comunicato particolari problematiche, ma sicuramente una verifica clinica sarà effettuata e giovedì può riposare.
Matias Soulè ha accusato invece una leggera storta alla caviglia durante i festeggiamenti per il gol di Pisilli. Sostituito con Hermoso, non sembra nulla di grave.
Infine Enzo Le Fèe: il francese finalmente dovrebbe tornare a lavorare con il gruppo questa settimana. Juric lo aspetta, visto che ne ha parlato benissimo in conferenza stampa sabato scorso.
Mile Svilar ieri ha messo un’altra toppa enorme alla prestazione incolore e a tratti inguardabile della Roma. Senza le parate miracolose del portierone belga, i giallorossi quasi certamente sarebbero caduti malamente in casa contro il Venezia.
In attesa di notizie sul rinnovo di contratto che nell’auspicio di tutti i tifosi, blindi il portiere a Trigoria, ieri ha parlato nuovamente dopo il match – tra i pochi a metterci la faccia praticamente sempre nell’ultimo periodo:
Come è cambiata la fase difensiva con Juric? “È un modo di giocare diverso e ancora non siamo abituati perché abbiamo fatto una preparazione diversa. Ci serve un po’ di tempo ma stiamo facendo un buon lavoro. Tutti si stanno adattando molto velocemente”.
Quale è stata la parata più difficile? “Quella su Oristanio. Su Pohjanpalo sono andato in tuffo e mi ha colpito, mentre nella seconda sono stato fortunato ad aver messo la mano nel posto giusto. Meno male, è il mio lavoro”.
Quanto cambia quando Angelino gioca da braccetto? “È molto forte sia con la palla sia di testa. Non è alto ma è molto attento e furbo. Spero continui così”.
Pisilli? “Bravissimo ragazzo, diventerà un giocatore molto forte. Sono molto felice per lui e per la nostra vittoria”.
Come ha festeggiato nello spogliatoio? “Due settimane fa ci ha portato la pizza per il suo compleanno, ora deve portare qualcosa di più”.
Niccolò Pisilli ha commentato così la vittoria con suo gol contro il Venezia per 2-1:
Che emozioni provi? “Segnare in questo stadio e con questa maglia è un sogno che si avvera, è tutto ciò che sogno fin da bambino”.
Durante l’esultanza ti hanno fatto anche un gavettone. “Il mio primo pensiero è stato andare verso i miei compagni, è per questo che ho esultato con la panchina”.
Ti sei fatto un grande regalo di compleanno. “Sono molto contento”.
Come è giocare con Cristante? “Un onore, imparo sempre dai più grandi. Rubare in allenamento dei piccoli dettagli è fondamentale per crescere e migliorare”.
La Roma con le unghie e con i denti si ritira su e vince in rimonta contro il Venezia per 2-1, grazie ai sigilli nella ripresa di Cristante e Pisilli. Primo tempo ai limiti dell’inverosimile che i giallorossi avrebbero meritato di chiudere sotto di almeno due reti, poi nella ripresa i cambi di Juric permettono alla Roma di trovare altri tre punti preziosi.
“So per certo da mie fonti che negli ambienti sauditi c’è grande fermento sul capitolo Roma, anzi. Posso dirvi che il principe, bin Salman, con ragionevole certezza sia determinato ad acquistare la Roma attraverso ovviamente il famoso fondo PIF. E’ un’indiscrezione che sta rimbalzando con forza in ambienti arabi non solo finanziari”. Questa la rivelazione di Dimitri Canello, direttore della testata veneta trivenetogoal intervenuto nel pomeriggio ai microfoni di Retesport.
Il focus principale dell’intervista era ovviamente una valutazione sul Venezia, prossimo avversario della Roma domani all’Olimpico (diretta live su retesport 104.2 dalle 14:00).
“Sicuramente il Venezia proseguirà con il 3-5-2, anche dopo le risposte avute contro il Genoa e la vittoria arrivata a seguito della disastrosa prova di Milano. La squadra lagunare a mio giudizio da centrocampo in su non è male e può giocarsela per la salvezza, ma dietro ha grosse carenze. Anche con Vanoli lo scorso anno, nonostante l’approdo in A, ha chiuso il torneo come l’ottava miglior difesa, quindi non al top del campionato di B. Oristanio è stato fortemente voluto da Di Francesco e da Antonelli, me lo aspetto titolare”
In merito alla vicenda del presunto interesse arabo per il pacchetto di maggioranza della Roma, è giusto riferire per completezza di informazione che, come avvenuto di recente per altre indiscrezioni di questa natura, da Trigoria smentiscono contatti in corso per la cessione del club e nello specifico ad esponenti del mondo arabo, aggiungendo che non ci sono mai stati contatti ufficiali con il fondo PIF e l’Arabia Saudita.
Ivan Juric ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Venezia:
La differenza di rendimento tra primo e secondo tempo contro l’Athletic? Che idea si è fatto per spiegare questa differenza? “Nel secondo tempo abbiamo corso più del primo. Fisicamente non c’entra niente, inoltre contro squadre del genere non si può dominare per 90 minuti. Per Hermoso era la prima partita in 4 mesi, motivo per cui si apriva un po’ di meno, ma Svilar non ha fatto una parata quindi vuol dire che la difesa era concentrata e intensa. Possiamo migliorare nell’avere più possesso, mentalmente ci siamo aperti di meno perché eravamo stanchi come Hermoso oppure dipende dal fatto di voler portare il risultato a casa. Lì c’è materiale per crescere. Nel secondo tempo abbiamo corso tanto ed eravamo concentrati, ma sicuramente vogliamo giocare più partite come il primo tempo”.
Giocare ogni tre giorni può aiutare ad assorbire i concetti? “Ho sensazioni estremamente positive, ai calciatori piace e sono partecipi, vogliono giocare il prima possibile. Dopo la partita abbiamo parlato e avevamo sensazioni positive, questo ti porta ad affrontare la partite con grande entusiasmo”.
Come sta Pellegrini? Come lo sta vedendo, come deve reagire a queste difficoltà? “Ha un comportamento eccezionale. Ha lavorato a parte in questi giorni e oggi vuole provare in gruppo. Ha tanta voglia di giocare anche se ha un po’ di dolore, ma vuole esserci. Ha un comportamento esemplare, ha grande voglia di dimostrare chi è”.
Hummels e Dahl? Quante possibilità hanno di entrare nelle rotazioni? “Hummels giocherà il prima possibile, deve ritrovare la condizione giusta. Sta lavorando tanto in questo periodo, vogliamo averlo a un livello buono. Ora stiamo spingendo, spero di inserirlo il prima possibile. Dahl è da valutare bene, è giovane e ha determinate caratteristiche. Bisogna essere lucidi nelle scelte”.
Cosa sta facendo per prevenire gli infortuni muscolari? Come stanno Dybala e Celik? “Celik e Dybala non hanno niente, è escluso qualsiasi tipo di problema. Celik oggi vuole allenarsi e anche Dybala proverà perché si trattava di un fastidio che aveva avvertito. Qui abbiamo uno staff di livello molto alto, Trigoria ti offre il massimo a livello di recupero. Ci sono tante tecniche per migliorare il recupero e lavoriamo su quello. Bisogna avere rose di 20 giocatori per cambiare e chi non gioca deve allenarsi. A lungo termine si gioca solamente senza allenarsi, mentre avere una settimana di lavoro è importantissimo. Bisogna gestire bene la rosa e cercare di includere più giocatori possibili. La Roma deve avere sempre intensità, dobbiamo giocare sempre al massimo per ottenere risultati”.
Ci può descrivere il rapporto con Ghisolfi? “Stiamo comunicando molto, come è giusto che sia tra direttore e allenatore. Mi ha accolto veramente bene, è un rapporto professionale e umano. Sono molto soddisfatto, possiamo dirci le cose in faccia senza nasconderci niente. Sono contento”.
Ha parlato con Le Fée? Rimarrà ancora fuori a lungo?
Le Fée sembrava pronto, ma sentiva ancora fastidio. Spero la prossima settimana possa essere con la squadra. E’ un giocatore che mi piace molto, abbina tecnica a intensità come piace a me, è un ottimo recuperatore di palloni e lo deve al fatto di esser stato allenato in passato da tecnici che lo hanno addestrato in questo senso”
Celik proverà ad esserci. Abdulhamid dà garanzie di esserci?
Penso che con i nuovi giocatori che arrivano da altri mondi ci vuole tempo. L’altro giorno volevo buttarlo dentro per vedere come siamo messi. Col tempo migliorerà. Dobbiamo stare attenti su Hermoso e giocatori che non hanno avuto grandi preparazioni negli ultimi mesi. Il giudizio sarà più avanti, non subito.
Ha già delle coppie in mente per il centrocampo? Konè e Pisilli possono giocare insieme?
A me stuzzicano molto le loro caratteristiche. Voglia di crescere e migliorare. Giovani, ma con grandissima prospettiva. Vediamo l’allenamento di oggi. Sono prospetti con cui mi piace lavorare.
Lorenzo Pellegrini tornerà a disposizione per la sfida contro il Venezia. Il capitano romanista, dopo lo stop in Coppa, domani tornerà a lavorare in gruppo alla vigilia del terzo match consecutivo in casa.
E’ immaginabile, che come avvenuto per Cristante anche ieri, non ci sarà un’accoglienza felice per il sette giallorosso, che però è chiamato in questo momento a tornare in fretta ai suoi livelli, visto anche il problema accusato da Dybala.