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Tifosi

Derby, settore romanista sold out

I tifosi della Roma come sempre hanno risposto in massa in vista della stracittadina di domenica sera.

Sono andati infatti polverizzati già i biglietti di Curva Sud e distinto Sud aperti alla vendita per il pubblico romanista. Saranno tanti anche i supporters giallorossi che siederanno in Monte Mario. In totale circa 18 mila romanisti.

Al netto del cordone divisorio che come all’andata sarà generato in Tribuna Tevere (questa volta ovviamente lato Distinto Sud) sono attesi poco meno di 60 mila spettatori.

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Calciomercato

Difesa in salsa argentina e Paredes conferma: “Ho parlato con Medina e Balerdi della Roma”

Nella prossima stagione la Roma dovrà operare dei sostanziali cambiamenti del blocco centrale difensivo.

Con il ritiro di Hummels, il prestito temporaneo di Nelsson e la necessità di sistemare la pratica Hermoso, allo stato attuale senza ipotizzare cessioni eccellenti, il prossimo allenatore giallorosso ai primi di luglio avrà in ritiro solo Ndicka e Mancini come difensori centrali puri.

In attesa di conoscere anche il destino di Kumbulla, il club giallorosso si sta muovendo con interesse su diversi profili all’estero. Tra questi spiccano due centrali argentini: Facundo Medina attualmente in forza al Lens e Leonardo Balerdi del Marsiglia.

Entrambi protagonisti nel ritiro argentino dell’ultima sosta per le Nazionali, sui due calciatori questa mattina Leandro Paredes ha raccontato un retroscena che lo ha coinvolto direttamente, quasi in qualità di ambasciatore giallorosso: “Con Medina e Balerdi ho giocato in nazionale. Ho parlato con entrambi, sono forti e giovani, possono fare bene qui.”.

Su Medina c’è un’altra curiosità: il difensore centrale argentino infatti è stato scoperto proprio da Ghisolfi alcune stagioni fa quando lavorava nel Lens, prima di trasferirsi al Nizza e successivamente nella capitale.

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NEWS

Bodo-Lazio a rischio rinvio? L’UEFA conferma la gara. I riflessi potenziali sul derby

Bufera di neve che non accenna a fermarsi e la sfida in Norvegia tra Bodo e Lazio potrebbe non disputarsi.

E’ in corso un’attenta valutazione da parte dei delegati dell’UEFA in merito alle condizioni atmosferiche e alla praticabilità del campo, che comunque ha caratteristiche specifiche atte, di base, a resistere alle intemperie e alla neve.

Qualora dovesse essere rinviata a domani la sfida in programma questa sera, anche il derby subirebbe ovviamente una variazione che potrebbe essere la data di lunedì (la Lazio ha già giocato di lunedì e poi di giovedì in questa stagione, ad esempio prima del ritorno col Plzen), ma attenzione perchè per decidere la data di un rinvio serve l’assenso di entrambi i club ed è probabile che i biancocelesti propongano uno slittamento nella settimana in cui si disputeranno le gare di ritorno delle semifinali di Coppa Italia, cioè verso fine Aprile.

L’UEFA comunque a questa mattina ha comunicato ai club che la partita si giocherà regolarmente.

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Allenamenti

Allenamento Roma al Tre Fontane: il 17 aprile nuovo abbraccio con i tifosi – LE INFO

Giovedì 17 aprile, alle 16:00, al Tre Fontane i nostri tifosi potranno assistere ad una seduta di allenamento della Prima Squadra, guidata da mister Ranieri. I cancelli dell’impianto dell’Eur saranno aperti dalle 14:00.

Per partecipare sarà necessario prenotare i tagliandi (gratuiti) segnaposto, a partire da martedì 15 aprile alle ore 12:00 e fino alle 12:00 del 17, salvo esaurimento anticipato dei posti disponibili.

Ogni account MYASR avrà la possibilità di riservare un massimo di due posti e i bambini di qualsiasi età potranno accedere soltanto muniti di tagliando.

Il Club invita inoltre i tifosi a portare una bandiera per colorare di giallo e rosso un pomeriggio indimenticabile.

Link per tutte le info – fonte asroma.com

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APPROFONDIMENTI

Nuovo allenatore, Ranieri e il modello inglese: “Siamo molto vicini”. L’ultima parola sarà di Friedkin

“Noi consiglieremo una serie di nomi, un ventaglio nel quale il presidente sceglierà il nuovo allenatore”. Ranieri era stato chiarissimo due settimane fa nel dipingere i contorni del processo decisionale che porterà all’annuncio del tecnico per la prossima (si spera prossime) stagione.

Sir Claudio questa mattina è entrato ancor più nel dettaglio di un casting che al contrario di quanto molti supponessero fino a qualche giorno fa, è iniziato già da un bel pezzo: “Io e Ghisolfi abbiamo seguito il modello inglese. Siamo partiti da 7-8 nomi per arrivare a 3-4 e l’abbiamo consegnata“.

Dunque i contatti, non solo esplorativi, sono già avvenuti da diverse settimane. Tra allenatori liberi e probabilmente sotto contratto ma in procinto di cambiare aria, i dirigenti di Trigoria si sono fatti un’idea di chi potesse sposare perfettamente la linea sportiva del club nelle prossime stagioni e chi no, riducendo questa lista a 3-4 candidati.

Ranieri con una battuta tipicamente romana afferma poi che la lista è stata già consegnata da tempo a Friedkin. Ribadendo dunque che il processo decisionale è ormai arrivato alla scelta definitiva: “Siamo vicini, molto vicini. Sono convinto che arriverà un buon allenatore”.

Di fatto rispetto al recente passato, quando Friedkin si era affidato ad alcune società di consulenza esterne al calcio, un salto di qualità in meglio c’è stato: se l’allenatore, come traspare dalle dichiarazioni di Sir Claudio, sarà scelto all’interno della short list presentata al presidente si eviteranno colpi di testa un po’ esotici e si rimarrà su indicazioni sportive che provengono da gente che a Trigoria ha piena contezza del valore attuale della rosa e delle reali prospettive di crescita.

Ranieri ha poi tentato di chiarire in un altro passaggio quella frase che si era lasciato scappare in merito al ‘potrà non piacere all’inizio ma dopo sì, conteranno i risultati’ di una ventina di giorni fa: “Perché tante volte a Roma si pensa che arrivi questo o quell’altro e poi i fatti sono diversi. Chiunque arrivi, lasciamolo lavorare. Ora ho detto di prendere un tecnico da Roma e andiamo avanti.”

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APPROFONDIMENTI

Roma, Ranieri dice ‘no alla rivoluzione’ ma sono una quindicina i capitoli aperti

Claudio Ranieri questa mattina ai microfoni de il Messaggero, ha parlato anche del mercato futuro e delle necessità della rosa: “questa Roma non va rivoluzionata, ma migliorata. Servono calciatori che facciano gol”.

In una frase che sarà poi sicuramente approfondita dopo la nomina del nuovo tecnico, ci sono due elementi fondanti delle operazioni che saranno dirette da Ghisolfi nella prossima finestra estiva di mercato.

Nelle idee del club, il lavoro di Ranieri ha permesso di rivalutare parte di quella rosa che era stata totalmente svilita da Juric. Le operazioni sui rinnovi sono già scattate con Paredes e Pisilli, oltre a quello automatico di Dybala ‘centrale per il presente e il futuro’ come ribadito da Sir Claudio e nelle intenzioni della società proseguirà anche con Svilar.

Konè, Soulè, Dovbyk, Angelino, Mancini e Ndicka sono considerati dei cardini della formazione titolare della prossima stagione, sui quali si innestano Rensch e Salah-Eddine acquistati a gennaio. Poi? Non molto altro. Sicuramente Baldanzi è un valore della società ma la sua permanenza dipenderà anche dalle idee del prossimo allenatore.

Rivoluzione o restaurazione?

Sono tanti i calciatori di rientro a Trigoria e già presenti oggi in bilico o vicini all’addio. Tra sicuri partenti, ritiri e calciatori magari da acquistare perchè in prestito, non si può insomma negare che anche la prossima estate tra entrate e uscite i movimenti saranno parecchi.

Gollini ad esempio, arrivato a gennaio, potrebbe essere sostituito un po’ perchè forse non ha del tutto convinto, un po’ perchè il ragazzo necessariamente ha voglia di giocare; Celik si è certamente riabilitato ma ha un anno dalla scadenza e non si parla di rinnovi contrattuali. Ergo è probabile finisca sul mercato per fare cassa, considerato anche l’investimento su Rensch. Al centro, Nelsson in prestito non sarà riscattato, Hummels si ritira a fine stagione, oltre a Hermoso che non vuole tornare. Resterebbero solo Mancini e Ndicka, urgono almeno due investimenti in quel ruolo oltre a capire cosa fare di Kumbulla che all’Everton sta disputando un’ottima stagione e potrebbe essere un buon valore da spendere sul mercato; con Dahl la Roma farà quasi certamente un’ottima plusvalenza.

In mezzo al campo, Le Fèe è da sistemare, Cristante e Pellegrini più fuori che dentro a gennaio, con il capitano soprattutto ad un anno dalla scadenza e forte sensazione che a giugno lascerà (“dipende da Lorenzo se restare o meno, ha sostenuto Ranieri oggi). Zalewski dovrebbe restare all’Inter per 6,5 milioni, Saelemaekers è in prestito così come Gourna-Douath, rimarranno? Il belga nelle intenzioni del club sì, il francese a 19 milioni sicuramente no.

Infine l’attacco: Abraham al Milan si sta rialzando dopo un biennio difficilissimo e condito da uno stop al ginocchio di oltre sei mesi. La Roma vuole monetizzare, che sia in rossonero o in Premier non conta. Shomurodov ha rinnovato fino al 2027 ma è probabile venga messo sul mercato per fare cassa, essendosi anche rivalutato, soprattutto se dovesse arrivare un vice-Dovbyk con caratteristiche diverse.

Il totale dunque fa 14-15 situazioni, di cui una decina sicure e altre in forte dubbio, ma comunque con la tendenza ad un numero di operazioni similare a quella della scorsa estate. Sempre con la speranza come sostenuto da Sir Claudio che la Roma alla fine ne esca sostanzialmente migliorata.

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Tifosi

Inter-Roma, settore ospiti vietato ai tifosi residenti in provincia di Roma. Possibile il ricorso al TAR

Nuovo stop alle trasferte per una parte della tifoseria giallorossa. Ieri è arrivato il provvedimento del Prefetto di Milano che impedisce la vendita dei tagliandi del settore ospiti del Meazza, in vista di Inter-Roma, ai cittadini residenti nella Provincia di Roma.

Si tratta del sesto provvedimento restrittivo nei confronti dei tifosi giallorossi in questa stagione, arrivato dopo i suggerimenti del CASMS che ha analizzato il grado di rischio per l’ordine pubblico di questa sfida.

In realtà le motivazioni addotte nel provvedimento lasciano seriamente perplessi: si passa dal gemellaggio tra i tifosi interisti a quelli laziali (dato esistente da 50 anni e oltre e che in una miriade di altre occasioni non ha impedito ai romanisti di seguire a Milano la squadra), al tentativo di colluttazione tra le due tifoserie avvenuto circa 10 anni fa, per finire al fatto che a Lecce, una quindicina di giorni fa, parte dei tifosi della Roma si sarebbero rifiutati di dirigersi al punto di ‘captazione’ evitando così di essere scortati dalle forze dell’ordine direttamente al via del Mare.

Insomma un provvedimento che non sembra avere basi solidissime ma per essere cancellato servirà un ricorso al TAR come avvenuto prima di Udinese-Roma. Il club e il noto gruppo di avvocati che si era già occupato di questa questione, sono a lavoro per capire se ci sono margini utili per presentare il ricorso e ottenere nuovamente giustizia, visto l’evidente grado discriminatorio e anticostituzionale di tali motivazioni.

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Interviste

Paredes: “Ho scelto la Roma per un altro anno. Senza Ranieri, oggi sarei al Boca”

Leandro Paredes ha parlato ai microfoni de la Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole:

Paredes, come sta dopo il pareggio con la Juventus?

«Bene, è una fase della mia vita in cui sono davvero contento. E pure come squadra siamo in un grande momento. Le 7 vittorie consecutive sono state importanti e anche con la Juventus abbiamo ottenuto un buon risultato. Anche se…».

 Un’occasione persa?

«Di fronte avevamo sempre la Juventus, bisogna ricordarcelo. Ma sono convinto che potevamo fare qualcosina in più, questo sicuro».

Ha rinnovato da poco per un altro anno, il suo quinto a Roma…

«Da quando sono arrivato qui mi sono subito attaccato a questa maglia. Io e la mia famiglia: due miei figli (Victoria e Lautaro, arrivato dieci giorni fa, in mezzo c’è Giovarmi, ndr) sono nati qui. È una piazza che amiamo tanto e sono felice di questo rinnovo: volevo stare qui un altro anno per raggiungere qualcosa di importante con la Roma prima, di tornare in Argentina».

Ma questa famosa clausola a favore del Boca Juniors alla fine c’è o non c’è?

«Il fatto che ci sia o meno cambia poco. Conta invece la mia scelta, che è stata quella di rinnovare. Adesso penso solo a questo, poi quello che succederà lo vedremo più avanti…».

Quanto ha pesato in questa sua scelta Ranieri? Non fosse arrivato lui, sarebbe già al Boca?

«Ranieri è stato molto importante, mi ha fatto tornare a giocare. È vero, in quei due mesi con Juric ho fatto di tutto per tornare al Boca. E anche la Roma mi aveva detto che se le cose fossero continuate così, avrei potuto iniziare cercarmi un’altra squadra».

(…)

Si è dato un perché dell’esonero di De Rossi?

«Per me Daniele era un grande allenatore già quando giocava, figuriamoci dopo. Il suo addio ci è dispiaciuto, eravamo convinti di poter fare molto bene con lui. Ora, però, dobbiamo pensare al presente e goderci quello che stiamo facendo».

Lei ha affrontato la Lazio dieci volte, tra cui sei derby. Ha un ricordo particolare?

«Ne ho tanti, ma penso sempre che la partita migliore sia la prossima. Sappiamo quanto vale per la città, per la Roma, per la classifica e per i tifosi».

Come si vince un derby?

«Come abbiamo vinto gli altri: giocando bene, con mentalità e un po’ di furbizia che abbiamo avuto sempre in questo tipo di partite».

Il derby di Roma le ricorda un po’ Boca-River?

«Sicuramente sì, anche per come lo vive la gente, la città, è un derby molto simile a quello argentino. Ci tengo molto a questa sfida: sarà una gara difficile, ma anche molto bella da giocare».

Se dovessi togliere un giocatore alla Lazio?

«Nessuno. Anzi, spero che giochino tutti. Vincere contro quelli più forti è sempre più bello».

(…)

La Roma ha messo gli occhi su tre giocatori argentini, Medina, Balerdi e Di Cesare. Consigli?

«Con Medina e Balerdi ho giocato in nazionale. Ho parlato con entrambi, sono forti e giovani, possono fare bene qui. Di Cesare l’ho visto solo in tv, ma per quello che mi dicono e un ottimo giocatore».

(…)

 Domenica sarebbe bello vincere con un suo gol?

«Sarebbe un sogno. Io ci credo. Sempre. Gil screzi con Pedro e Guendouzi? Sono cose che succedono, soprattutto in partite calde. In campo ho litigato anche con Messi, figuriamoci. Poi però resta tutto lì. Almeno mi hanno insegnato cosi fin da piccolo».

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Interviste

Ranieri: “Non scappo, ma resto solo se conto e vengo ascoltato. Allenatore? Siamo molto vicini”

Claudio Ranieri ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de il Messaggero. Ecco un estratto:

Non è proprio possibile vedere Shomurodov e Dovbyk insieme?
«Vero, funzionano e sono molto compatibili perché Eldor è una seconda punta, non è egoista, è un generoso per natura. A volte gli chiedo di tirare in porta più spesso. Il problema è che se li schiero entrambi dall’inizio, poi se devo cambiare la partita… mi attacco. Bisogna valutare tutto e non è detto che non possano giocare insieme».

Dal giorno che ha messo di nuovo piede a Trigoria pensava che dopo tre mesi sarebbe stato dove è adesso?
«Sono sincero, dopo una settimana ho pensato che l’avrei rimessa a posto. Dentro di me lo sapevo ma non ci pensavo. La squadra mi dà tutto. Se non trovo il feeling, non va. È stato facile trovarlo».

(…)

Domenica per la prima volta è sembrato che volesse smarcarsi dal ruolo che l’attende in futuro.
«No, no. Io sarò senior advisor, e mo’ traducetelo come ve pare (ride, ndr). So che sarò un punto di riferimento per loro, consiglierò cosa è giusto e cosa non lo è, ma poi a decidere è la proprietà. Credo sia per tutti così».

Ok, però un conto è consigliare, un altro dirigere. Quando le venne fatto il nome di Burdisso da inserire eventualmente in società, rispose un po’ stizzito “E io che ci sto a fare?”
«Scusatemi, ma se arriva un dirigente sopra di me, io che ci sto a fare? I tifosi devono stare tranquilli, io non scappo. Scapinoli? se non conto. Non farò il parafulmine di nessuno».

Che vuol dire?
«Che se non decido e non mi sento importante, io non faccio il parafulmine, me ne vado. Oggi mi sento al centro del progetto. Nel momento in cui mi sentissi al lato di questo, arrivederci e grazie».

Scusi, ci sono avvisaglie?
«Ma no. Perché, i tifosi hanno paura che lasci?».

Beh, durante le conferenze affermava di comportarsi e di pensare anche da dirigente.
«Da più parti è stato scritto che sarò dirigente, allora vi sono venuto dietro. Ma la dicitura è senior advisor».

(…)

E se invece i Friedkin le chiedessero una presenza quotidiana, accetterebbe?
«Ma sì, non è questo il problema. Non è l’etichetta o la dicitura che mi farà stare qui o meno ma se sarò una persona ascoltata o non ascoltata. Il resto, se sono un dirigente, un consigliere, non mi interessa molto. Mi interessa invece capire se quando dirò che va fatta una cosa per il bene della Roma, sarò seguito».

Una cosa che le darebbe la sensazione di non essere ascoltato, potrebbe essere quella di puntare su un allenatore non indicato da lei?
«L’allenatore non è scelto da me, non funziona così. Se ho fatto una lista di nomi, con pregi e difetti, sta anche ai Friedkin deciderlo».

Quando si consegna una lista del genere, quanto è lunga?
«Ghisolfi ed io abbiamo seguito il modello inglese. Siamo partiti da 7-8 nomi per arrivare a 3-4».

La lista è stata consegnata?
«Da mo’».

E i Friedkin hanno scelto?
«Siamo vicini, molto vicini».

È fiducioso che sia un allenatore alla Ranieri?
«Sono convinto che arriverà un buon allenatore».

Perché ha detto che “all’inizio potrebbe non piacere?”
«Perché tante volte a Roma si pensa che arrivi questo o quell’altro e poi i fatti sono diversi. Chiunque arrivi, lasciamolo lavorare. Ora ho detto di prendere un tecnico da Roma e andiamo avanti. Si deve cambiare quando allenatore e squadra non sono più all’unisono. Ma finché c’è il feeling, e queste cose si vedono in campo, si continua insieme. Non esiste sta cosa del ‘giocatore X che ha mandato via un tecnico’, non esiste, velo assicuro».

(…)

I ragazzi le hanno mai chiesto di restare?
«Sì però ho risposto, ”no grazie”».

Che tipo è ten Hag? Simpatico?
«Ci credete che non lo conosco? Mai incontrato. Ho letto che sarei andato a cena con lui. Mai visto. Credetemi, vi prego».

Ci crediamo, anche perché l’altra volta quando abbiamo paventato che ci raccontasse qualche bugia bianca se l’è presa un po’.
«Non me la sono presa. Ma io non racconto bugie».

Nemmeno qualcuna a fin di bene? Dobbiamo credere che a Gasperini non abbiate mai pensato?
«Certamente, ho sempre dettoche più bugiardi dei calciatori ci sono soltanto gli allenatori ex cal­ciatori (e scoppia a ridere, ndr). Torno serio, signori miei andate a chiedere a qualsiasi allenatore se sarebbe felice di allenare la Roma. Chi vi risponderebbe di no?»

(…)

Ci dice soltanto se il nuovo tecnico sarà italiano o straniero?
«No, dopo vi imbroglio tutto. Fate i bravi».

Ha detto che la squadrava migliorata. Quindi non rivoluzionata?
«Sì, non va rivoluzionata. Vi faccio un esempio: state scrivendo, giustamente, che la Roma segna poco. Per il prossimo anno, quindi, dobbiamo prendere calciatori che sappiano fare gol».

Uno che prima li faceva e ora ne fa di meno è Pellegrini.
«È uno dei centrocampisti più forti d’Italia, non ho nessun dubbio e nessuno può smentirmi. Ripartire da lui anche l’anno prossimo? Dipende da Lorenzo. Io lo stimo»

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Calciomercato

Ancelotti a rischio esonero: se non vince la LIGA è pronto Xabi Alonso

Carlo Ancelotti ha più volte ribadito, anche di recente, che non ha intenzione di lasciare il Real Madrid e di voler dunque rispettare il contratto che lo lega ai blancos fino al 2026.

Quello dell’attuale tecnico madridista è un nome, fortissimo, accostato alla panchina giallorossa nelle primissime settimane del 2025 ma a fronte delle sue dichiarazioni, anche di qualche giorno fa, pian piano la suggestione della sua candidatura è venuta meno, almeno mediaticamente.

La pesante sconfitta contro l’Arsenal e i fischi ricevuti anche al Bernabeu dal Real a margine della sconfitta di campionato contro il Valencia, ha riproposto in Spagna in queste ore il dibattito sul futuro della panchina del Real.

La sensazione forte è che se Ancelotti non dovesse vincere almeno la LIGA, possa addirittura rischiare l’esonero. Al suo posto da mesi si parla con forza di Xabi Alonso, che potrebbe chiudere la sua esperienza in Germania dopo un triennio sulla panchina del Bayer Leverkusen.