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Esclusiva Retesport – Bordin (All. Sheriff): “Roma fortissima in attacco, sarà una gara difficile ma vogliamo andare avanti”

Roberto Bordin, attuale allenatore dello Sheriff Tiraspol, prossima avversaria della Roma in Europa League, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport:

Come vi state preparando a questo esordio?
“Speriamo bene, molto concentrati abbiamo visto una Roma molto forte contro l’Empoli, è certamente la favorita del girone. Credo abbia raccolto l’altra sera tutto quello che aveva lasciato per strada in precedenza, ci prepariamo ad una partita difficile”

State preparando una formula difensiva particolare?
“Mi sembra una Roma molto più offensiva, gli attaccanti giallorossi sono straordinari, ma ci sono anche centrocampisti di qualità, la Roma è una squadra importante, che punta a fare bene nella competizione, ad arrivare nuovamente in finale. Sarà una gara molto dura per noi, contro una formazione di livello altissimo”

Che tipo di calcio pratica lo Sheriff?
“Sul livello fisico e atletico bisogna cercare di competere ad alto ritmo, se ci difendessimo davanti alla nostra area rischieremmo di perdere, cercheremo di fare una fase offensiva di qualità, giocando in casa, pensando anche a soffocare le fonti di gioco avversarie. Il nostro obiettivo è andare avanti in Europa League”

Da alcuni anni lavora in Moldavia tra nazionale e Sheriff?
“Ho trovato un’organizzazione eccezionale allo Sheriff, abbiamo un centro sportivo incredibile, decine di campi d’allenamento, strutture di altissimo profilo, due stadi dove poter giocare le competizioni nazionali e internazionali, uno stadio coperto con campo sintetico. Lo Sheriff è un club molto giovane, ma hanno raggiunto in pochissimi anni risultati incredibili, raggiungendo la qualificazione alla Champions e l’Europa League”

Mourinho?
“Parliamo di un allenatore che sa tirare fuori il massimo da qualsiasi giocatore, un vincente assoluto, ha vinto le tre competizioni europee, mi stimola il confronto con lui perchè lo stimo enormemente”

Lo scouting dello Sheriff è di primo livello?
“Sì c’è una struttura molto preparata, abbiamo una percentuale di africani molto alta, quest’anno abbiamo pescato anche in Sud America, Colombia e Brasile ma anche nei paesi dell’est. Il nostro obiettivo è valorizzare questi ragazzi attraverso i risultati anche in Europa e creare un contro valore importante”

Ha allenato Iturbe a Verona, è rimasto sorpreso che non si sia consacrato alla Roma e successivamente?
“Sì perchè aveva tutti i mezzi per fare il salto di qualità, in coppia con Toni fece molto bene, sfruttando la fisicità di Luca e i suoi assist, era un talento incredibile, ha avuto qualche problema fisico di troppo a Roma, mi dispiace perchè credevo potesse esplodere definitivamente”

Giocatori della vostra formazione o talenti da seguire?
“Ne stiamo crescendo tanti, potrei fare i nomi di Joao Paulo o di Garananga, difensore centrale molto giovane che a mio giudizio può fare strada. In generale siamo una squadra interessante e di prospettiva”

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Esclusiva Retesport – De Biasi: “Lukaku un’ira di Dio, vi racconto come sta…”

Gianni De Biasi, attuale CT dell’Azerbaijan, è intervenuto ai microfoni di Retesport. Queste le sue dichiarazioni:

Riascolta l’intervento completo qui


“Dopo l’impresa con l’Albania, da tre anni alleno l’Azerbaijan, ma mi sto rendendo conto che è una situazione complicata. Qui abbiamo solo dieci squadre, il movimento calcistico è ridotto, il calcio non è lo sport principale in Azerbaijan, diciamo che ho più problemi rispetto a Spalletti o Mancini per l’Italia. Qui la mentalità e la cultura è molto diversa dalla nostra, qui prevale molto l’individualismo tanto è vero che in questo paese gli atleti più forti sono in sport individuali e non di gruppo”

Sulla serie A:
“Le favorite sono Milan, Inter e Napoli, poi per la qualificazione in Champions penso ci possano essere sorprese. Le due romane lotteranno per le prime posizioni, ma per lo Scudetto vedo un Milan interessante, con un progetto giovane e di qualità, l’Inter si è consolidata, è forte e ha buttato il campionato nei due mesi invernali e poi c’è il Napoli da campione in carica”

Lukaku?
“L’ho visto 4-5 giorni fa, il Belgio ci ha battuti 1-0 per un gol fortunoso, sta bene fisicamente, è un’ira di Dio. Con quella fisicità lì ne ho visti pochissimi, forse il primo Adriano dei tempi di Parma e Inter. Ha una struttura fisica incredibile. Romelu ha qualità, fisicità, destro-sinistro, Mourinho aveva bisogno di un calciatore come lui. E’ un attaccante difficile da marcare, la Roma si appoggerà su di lui e con Dybala può completare una coppia straordinaria. Romelu a Roma, con quel calore che avete, con quei sold out, penso possa sentirsi realmente protagonista e dare il 110%”

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Esclusiva Retesport – Sorrentino: “Roma da Champions con Lukaku. Rui? Prende gol anche per colpa della difesa”

“Sono stato due-tre volte vicino alla maglia della Roma, peccato mi sarebbe piaciuto confrontarmi con quei campioni giallorossi.” Così Stefano Sorrentino, in esclusiva ai microfoni di Retesport. L’ex portiere di Chievo e Palermo, attuale commentatore Mediaset, ha parlato di Roma, Nazionale e non solo.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/retesport/episodes/Stefano-Sorrentino-a-Retesport-La-Roma-con-Lukaku–da-Champions-e297gjh

Quanto è importante in Italia, per una linea difensiva italiana, avere un portiere italiano?
“E’ molto importante la lingua in generale per la comunicazione in fase difensiva, ti agevola nel trovare l’amalgama giusta, certamente la comunicazione agevola anche il lavoro tattico e il rendimento sul campo”

Nel lavoro del portiere oggi, partendo dai bambini, c’è ancora cura al lavoro tra i pali o si guarda molto alla tecnica con i piedi?
“Io sono vecchia scuola, il portiere deve prima saper parare, oggi mi sembra che si stia andando all’esasperazione opposta, tra un po’ ci metteranno centrocampisti tra i pali. E’ sbagliato, perché prima di tutto i portieri devono dare solidità al reparto e alla squadra”

Rui Patricio? Cosa pensi del suo rendimento attuale?
“Non credo sia una questione d’età, tutti i giocatori hanno momenti positivi e momenti negativi. Chiaramente più cresci con l’età, più devi migliorare la qualità degli allenamenti, della vita per rimanere al top. Rui non gioca da solo, ha commesso un errore ma se subisce occasioni da gol facili, se non c’è filtro, fai fatica”

Vicario è pronto per la Nazionale?
“E’ pronto, mi piace tantissimo ma la maglia della nazionale pesa. Mi dispiace che si stia distruggendo mediaticamente Donnarumma, condivido la scelta di Spalletti di proseguire con lui, perchè la gara di stasera pesa”

La Roma dove può arrivare?
“Con l’arrivo di Lukaku la Roma è obbligata a lottare per un piazzamento Champions o Europa League”

Di Gregorio ti piace?
“E’ un buon portiere, è un ragazzo di qualità, sta lavorando molto bene a Monza, pochi rischi, credo possa essere un buon investimento”

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Esclusiva RS – Kesapli su Friedkin: “E’ un grande presidente, ama la Roma e i romanisti, vuole vincere lo Scudetto”

Dundar Kesapli, giornalista turco e corrispondente per TRT sul calcio internazionale, compreso il nostro campionato e la Roma, ha avuto modo di incrociare a margine degli ultimi sorteggi della Champions League a Montecarlo il Presidente Dan Friedkin.

Una lunga chiacchierata con il numero uno giallorosso, di cui oggi racconta alcuni contorni in esclusiva ai microfoni di Retesport: “Dopo tre anni i sorteggi europei sono tornati a Montecarlo. Presenti tutte le delegazioni UEFA, i presidenti di tutti i club principali, grandi sponsor e c’era anche Dan Friedkin, che per pura casualità ho incrociato nel mio stesso albergo. Quando l’ho visto, partecipando allo stesso evento serale UEFA, ho approfittato della situazione per parlare con lui. Non si sa molto di Dan Friedkin, è un uomo di grande riservatezza, molto rispettoso, credetemi vedendolo anche dal vivo in un evento così, rappresenta molto bene il club giallorosso, è un imprenditore e un uomo di grandissimo spessore”.

“Per rispetto della conversazione che abbiamo avuto ho promesso a Friedkin di non raccontare tutto, ma qualcosa posso dirvelo: garantisco ai tifosi della Roma che si tratta di un presidente straordinario, un grande uomo. In 30 anni di carriera ho conosciuto tanti personaggi nel mondo del calcio. Friedkin ama la Roma, i romanisti, ama la società, sta dando il suo cuore per questo progetto. E’ stata una gioia per lui vedere la gente a Ciampino per Lukaku, i tifosi allo stadio. Mi ha più volte detto: “La Roma non è mia, ma della gente”. Vorrebbe restituire alla gente questo affetto incredibile e ha un grande sogno: provare a vincere lo Scudetto il prima possibile”

“Mi ha detto che il calcio per lui è una grande passione, è rimasto molto colpito dalla sconfitta a Budapest. Su Mourinho? “Non si è espresso in maniera negativa sul tecnico, anzi. Ritiene che sia un grande manager ovviamente, che ha portato la Roma due volte in finale europea. Nonostante questa falsa partenza, confida con l’arrivo di Lukaku, nella straordinaria capacità manageriale di Mourinho di poter risollevare la squadra”.

“Dall’esterno sembra un uomo molto freddo, in realtà parlando con Dan Friedkin è tutto il contrario. E’ un presidente serio, un imprenditore serio, non butta soldi e non butterà mai soldi, ma sta lavorando tantissimo per far crescere la Roma. Sa esattamente quello che fa e ha le idee chiarissime per come far crescere il club. Del futuro di Mourinho sinceramente non abbiamo parlato, era una situazione molto amichevole, non un’intervista formale, quindi ho voluto rispettare l’ambiente che abbiamo trovato. E’ stata una chiacchierata informale

“Nel recente passato, con la precedente gestione, la Roma trattò con Turkish Airlines prima dell’arrivo di Qatar Airways, poi la trattativa con il vettore aereo turco si interruppe dopo i primi dialoghi approfonditi. Parlando con Friedkin, è stato lambito questo discorso e su Turkish Airlines mi ha fatto capire che la possibilità che sia il main sponsor della Roma potrebbe esserci. Friedkin ama veramente la tifoseria giallorossa, è innamorato della piazza, per il calore e l’affetto della gente, è totalmente rapito da questa passione e vorrebbe con sincerità, lo ha detto più volte, riportare lo Scudetto. E’ grande dimostrazione della sua ambizione”

Il possibile ritorno di Totti?Dan Friedkin ha detto è stato un grandissimo calciatore, un talento incredibile, è il simbolo di Roma ma sul suo possibile ritorno non si è espresso”.

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Esclusiva RS – Repice: “Folli le critiche a Mou, ha più trofei che mutande nell’armadio” – AUDIO

Francesco Repice, radiocronista di Radio Rai, è intervenuto ai microfoni di Retesport per commentare il momento della Roma ma anche i primi impegni della nazionale di Luciano Spalletti, neo tecnico azzurro dopo il clamoroso addio di Mancini: “La Roma deve chiaramente ritrovare le sue certezze, è una falsa partenza, ma c’è tutto il tempo per recuperare. La rosa è forte, è da Champions League e in panchina c’è un signore che ha scritto la storia di questo sport. Ritengo folli le critiche espresse con pregiudizio nei confronti di Mourinho. Parliamo di un signore che ha più trofei che mutande nell’armadio”.

Repice ha proseguito sul delicato momento dei giallorossi: “L’anno scorso ad aprile la Roma era terza in classifica, poi sono arrivati gli infortuni a catena che hanno compromesso il finale di stagione. Al di là dei moduli e dei numeri, resto convinto che gli allenatori diano l’organizzazione ma lo spettacolo lo facciano sempre i calciatori. La Roma con Lukaku davanti, aggiunto a Dybala, non può che essere competitiva. Con il belga al top della condizione vedremo una trasformazione della squadra”.

La chiosa finale sulla Nazionale: “La notizia delle dimissioni di Mancini ci ha rovinato l’estate. Penso che la Federazione con Spalletti abbia fatto una scelta logica e razionale, era il meglio su piazza da poter ingaggiare insieme a Conte. Inizia una nuova avventura, sicuramente stimolante, che porterà credo anche alla possibile rivalutazione di alcuni calciatori, ad esempio Zaniolo”.

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Esclusiva Retesport – Nainggolan: ”Tornerei di corsa alla Roma. Lukaku? Vuole vincere, se ha bisogno di qualcosa può contare su di me”

Radja Nainggolan, ex centrocampista della Roma e compagno di squadra nel Belgio di Lukaku, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport per commentare l’arrivo in giallorosso del carrarmato di Anversa. Di seguito le sue parole.

Com’è possibile che sia ancora svincolato?

È un questione economica e di età: sono in attesa vediamo.

C’è qualcosa con il Frosinone? C’è stata una chiacchierata ma non si è fatto niente, sono sereno e aspetto qualcosa di interessante.

Sei ancora un calciatore da Serie A…

Sì, sono convinto di poter dare ancora tanto, per cui, ora non c’è motivo di pensare ad altro.

Te lo saresti mai immaginato di vedere Lukaku alla Roma? Non ci avrei mai pensato. Su Romelu sono state dette tante cose ma la verità non la sappiamo, il problema dell’Italia è che si parla molto anche quando non ci sono delle basi. Lukaku, se si sente amato, è uno che può dare tanto.

Può essere la stagione della svolta per la Roma? I giallorossi 2 anni fa hanno vinto una Conference, l’anno scorso sono arrivati in finale di Europa League, credo che più giocatori di livello prendi e più riesci ad essere competitivo in diversi tornei. Una piazza come quella di Roma merita di giocare la Champions League.

Lukaku è più forte di Dzeko? Lukaku è più potente ed è un calciatore di maggiore profondità. Romelu lo conosco da quando era piccolo, si è allenato per migliorare il tiro, infatti, a lui basta sapere la posizione del campo per sapere dove deve calciare. Dzeko è un giocatore più tecnico ed è di maggiore riferimento per la squadra.

C’è chi dice che Lukaku sia in sovrappeso…

Lui si allena anche in vacanza. Un calciatore che sa che deve andare alla Roma è consapevole di come deve arrivare. Poi è normale che non sarà al 100% ma è un calciatore che cura il corpo, per cui, credo che dopo 2-3 partite entrerà in piena forma.

Cosa è successo contro il Liverpool ad Anfield?

A Liverpool le abbiamo prese poi all’Olimpico le abbiamo date. In aggiunta, ci sono stati degli episodi che con il Var avrebbero potuto cambiare le sorti della semifinale. È stata comunque un’esperienza straordinaria. Contro il Barcellona abbiamo giocato con il 3-4-3, per cui, con il Liverpool ad Anfield siamo scesi in campo con la stessa formazione ma lì è stato difficile. All’Olimpico abbiamo cambiato qualcosa a livello tattico e la differenza si è vista.

Il centrocampo della Roma è completo o gli manca qualcosa? Renato Sanches è forte, però, ha avuto molti infortuni: bisogna capire come sta fisicamente. L’ex PSG mi piace molto è l’unico calciatore esplosivo. Aouar ha caratteristiche diverse, come ogni altro calciatore del reparto, per cui, la Roma ha un centrocampo competitivo.

Lukaku ti ha chiamato? Sì, gli ho detto che se ha bisogno di qualcosa ci sono per tutto dato che conosco l’ambiente. Ci dovremmo sentire anche oggi.

Lo verrai a trovare? Sì, sono stato a Roma fino a 5 giorni fa.

Il reparto offensivo dell’attuale Roma, sulla carta, è superiore a quella della stagione 2016-17 in cui sei stato protagonista?

Secondo me no, c’erano Salah, Dzeko, El Shaarawy, Perotti e poi spesso cambiavano molti calciatori. La nostra squadra era forte dominavamo quasi tutte le partite mentre ora non vedo una Roma dominante.

Ci racconti Lukaku dal punto di vista umano: la mentalità, il ruolo nello spogliatoio

Lukaku ha una mentalità importante: gli piace vincere, è un calciatore vuole alzare i trofei. Fuori dal campo Romelu è tranquillo, gli piace stare con la famiglia e spesso sta con la madre che conosco bene.

Perché Nainggolan è ancora così amato? Ho dato tanto e ho ricevuto altrettanto. La mia mentalità per la città di Roma era perfetta più mi davano e più restituivo tutto in campo.

Garcia potrà fare bene al Napoli? Rudi è un allenatore con una visione di calcio interessante ma ripetere quello che ha fatto Spalletti è difficile. Il Napoli è partito molto bene ma non sarà semplice replicare quello che è stato fatto l’anno scorso.

Perché Martinez non ti convocava? Da quando è arrivato, è finita la mia carriera in Nazionale. Io vivo la vita in maniera normale: il calcio per me è un divertimento poi fuori dal contesto lavorativo esco e mi faccio una bevuta con gli amici.

Nainggolan ha concluso con un desiderio: ”Tornei di corsa alla Roma”.

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Esclusiva Retesport, Petruzzi: “Mazzone era un secondo padre. Allenatore e persona unica” – AUDIO

“Sono addolorato e affranto per la scomparsa di mister Mazzone, per me è stato un allenatore, un maestro ma soprattutto un secondo padre”. Così Fabio Petruzzi, ai microfoni di Retesport, sul suo rapporto con l’allenatore romano morto nelle scorse ore.

Mi ha fatto crescere dandomi fiducia nella Roma, mi ha portato con sé a Brescia e poi a Bologna. Era uno che se doveva rimproverarti lo faceva aspramente, ma con chiunque parli che ha avuto il piacere e l’onore di lavorare con lui, conserva ricordi splendidi di mister Mazzone“.

Mi ricordo che in occasione della famigerata corsa sotto la curva degli atalantini, dopo la partita avendo ormai un rapporto di confidenza assoluta con lui, mi confessò che da una parte aveva sbagliato ma allo stesso tempo ammise che aver ricevuto insulti nei confronti della madre gli fece perdere lucidità, perchè aveva patito molto per la morte della mamma. Lui era così, genuino, intenso, onesto, lui aveva due gemelli: da lunedì e venerdì il fratello buono, gentile, disponibile, dal sabato cambiava totalmente, era intrattabile, voleva concentrazione massima da parte di tutti“.

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Esclusiva Retesport – Tovalieri: ”Scamacca-Morata? Punterei sul primo. La Roma ha bisogno di 2 attaccanti”

Sandro Tovalieri ex attaccante della Roma è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Scamacca o Morata? Sono due attaccanti interessanti. Morata è una sicurezza anche non se non è un bomber. Scamacca è un giovane emergente ma, rispetto allo spagnolo, vede più la porta. Se potessi li prenderei entrambi ma se devo scegliere punterei su Scamacca. L’ex Sassuolo ha fatto bene in Serie A, è romano e romanista e questo è un valore aggiunto. Morata se, vediamo il suo storico, non è un bomber e non ha mai avuto queste caratteristiche: è più una seconda punta che con Dybala potrebbe formare una coppia importante. Il centravanti che devi prendere, però, deve essere un goleador, quindi, punterei su Scamacca che, data la giovane età, è anche più futuribile rispetto allo spagnolo.

Quanto può crescere Scamacca? A Sassuolo ha fatto gol eccezionali: è dotato fisicamente, tecnicamente ed è anche bravo di testa. I margini di crescita sono ampi. La Roma ha bisogno di due attaccanti: Belotti lo stimo, però, è un’incognita. Se la Roma fa altri due, tre colpi oltre a quelli che sono arrivati, la rosa sarebbe rafforzata.

Il centrocampista? Avrei voluto Frattesi ma non è stato possibile. Renato Sanches è un buon calciatore.

Ti convince Rui Patricio, gli affiancheresti qualcuno? Ha fatto bene ogni tanto ha commesso qualche errore ma può succedere nel corso di un campionato. In finale di Conference fece della parate determinanti. Gli avrei affiancato Vicario, peccato che è andato all’estero come tanti calciatori italiani.

Sandro Tovalieri conclude con un pensiero sulla proprietà giallorossa.

I Friedkin sono arrivati in un momento particolare però stanno operando bene: Mourinho, Dybala, Matic e Wijnaldum ne sono la dimostrazione. Se non ci fossero stati i limiti di cui siamo a conoscenza con la UEFA, avrebbero potuto costruire una squadra molto competitiva degna della tifoseria.

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Focus Arabia Saudita, Bellinazzo a Retesport: “Obiettivo della famiglia saudita è il Mondiale 2034. Il calcio italiano rischia di essere schiacciato” – AUDIO

Marco Bellinazzo, giornalista del Sole24Ore, esperto di finanza applicata al mondo del calcio e dello sport, è intervenuto ai microfoni di Retesport per analizzare l’invasione finanziaria dell’Arabia Saudita nel calcio internazionale:

“Non mi aspettavo questa accelerazione, ma la direzione era chiara già da mesi. Il progetto dell’Arabia Saudita è chiaro ed ambizioso, con obiettivi extra calcistici ed extra sportivi, direi di natura geopolitica visti gli investimenti del fondo PIF, del fondo sovrano della famiglia saudita. La costruzione di tante squadre, piene di campioni, non è limitata solo ad aumentare l’appeal della Saudi League, ma l’obiettivo è rivolto a qualcosa di più ambizioso. Il Mondiale del 2030 per l’Arabia Saudita è progetto particolarmente complicato, avevano tentato di candidarsi con altri paesi, ma i tempi sono troppo stretti rispetto ad esempio al Qatar che ha avuto il doppio degli anni per preparare la quermesse mondiale. L’obiettivo è stato spostato al 2034, un anno in cui potrebbe celebrarsi la nascita e il consolidamento di una nuova potenza calcistica, nel frattempo puntando con i propri club a vincere il nuovo Mondiale per Club, con un ulteriore scenario, relativo alla costruzione di una Lega Araba, una sorta di Superlega asiatica. E’ evidente che queste iniziative finanziarie siano lo strumento per ridare centralità ad un paese che vuole scalare le classifiche di credibilità sul piano geopolitico. Il principe bin Salman ha stretto una sorta di patto generazionale con i venticinquenni sauditi, per portare nel mondo arabo una parte dell’Occidente, legato all’entertainment, del glamour, mantenendo però in parte compresse alcune libertà. Il rischio che vive l’Europa calcistica e il nostro campionato, è quello di impoverirsi sempre di più, perchè stretti nella morsa della Premier da una parte e delle nuove realtà arabe dall’altra”.

Riascolta audio con intervista integrale su

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Esclusiva Retesport – Di Michele: ”Scamacca in Italia fa la differenza. Mou? Per un giocatore è il massimo”

David Di Michele, tifoso della Roma ed ex attaccante che, tra le varie squadre con le quali ha giocato ha avuto esperienze con Lecce, West Ham e Udinese, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole nel corso di 1927.

Scamacca? È un giocatore importante che in Italia ha fatto molto bene poi in Inghilterra ha trovato difficoltà a causa degli infortuni. In Serie A fa la differenza: è romano e per la maglia darebbe tutto.

È di gradimento a Mou? Secondo me si: è un giocatore alla Abraham. Potrebbe crescere grazie ai consigli dello Special One: per un giocatore è il massimo essere allenati dal portoghese. Mourinho ha fatto crescere anche calciatori che in rosa, ai nastri di partenza, erano meno importanti.

Si ricomincia con la difesa a 3.

Ormai la usano quasi tutti. I moduli determinano poco, sono i calciatori che fanno la differenza. Date le caratteristiche della squadra, Mourinho ha trovato una quadratura e un’ organizzazione di gioco in questo modo. Con un difensore come Smalling poi è tutto più semplice.

Per Scamacca ha inciso la differenza tra Premier League e Serie A? Quando vieni pagato 36 milioni devi subito dimostrare e questo pesa molto: devi fare la differenza e aumentano le pressioni. La differenza tra la Serie A e la Premier è notevole: in allenamento si va ad un’altra intensità e a livello tattico si lavora poco rispetto all’Italia.

Da avversario, che tipo di allenatore è Mourinho? Mette pressione: solo vederlo ti trasmette tensione e ti incute paura. Lui gioca la partita sin dalla conferenza stampa è un maestro anche in questo.

Mister il suo futuro? C’é qualcosa di importante in pentola ma per scaramanzia non aggiungo altro.