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Abraham: “Concentrato sulla Roma, al futuro non penso. Zaniolo mi toglie pressione”

CONFERENZA STAMPA – La vigilia di Leicester-Roma, ecco le parole di Tammy Abraham:

Tu che conosci il Leicester, che partita ti aspetti? 
“Sono una buona squadra. So cosa ci aspetta. Non ho mai segnato ma domani sarà l’occasione perfetta”

Su Mourinho 
“Uno dei migliori con cui lavorare. Sa come guidarti. Ho bisogno di qualcuno che mi spinga e motivi. Per me è l’allenatore perfetto”

Sei il capocannoniere della Conference e il miglior inglese in Serie A 
“Fare quello che sto facendo dà un’emozione incredibile. Venivo da una stagione difficile e tornare a splendere è fantastico. A Roma sono stati chiari fin dall’inizio e mi hanno aiutato. Spero di finire la stagione vincendo”

E’ passata quasi una stagione dal tuo arrivo, senti di essere cresciuto
“Sono sempre stato un giocatore per cui è importante la fiducia. Ho sempre voluto giocare e segnare. Si tratta di stare al posto giusto e mi alleno e lavoro tutti i giorni per questo. Sono concentrato su domani e vogliamo vincere”

Pensi che questa partita possa essere un duello con Vardy anche in ottica nazionale? 
“Hanno buoni attaccanti. Sono amico di Maddison e sono contento di giocare contro un’inglese. Voglio aiutare la squadra il più possibile”

Con Zaniolo il tuo ruolo cambia, cosa cambia per te?

“Con Nicolò ci capiamo. Giocare con lui mi leva pressione e mi aiuta molto a giocare la mia partita. Con lui sono più libero e più me stesso. Siamo una buona squadra ma ci sono altre buone squadre nel torneo. Se vinciamo dimostreremo di essere i milgiori”

Cosa fa Mourinho di diverso dagli altri allenatori?
“Crede in me. Lampard anche ha creduto in me e questo mi fa essere efficace. Con un manager così fai tutto il possibile”

Sei disposto a dire che pensi solo alla Roma?
“Certo, sono nato e cresciuto in Inghilterra. Devo rimanere concentrato, giocare il mio calcio e per il futuro vediamo. Il mio obiettivo è vincere domani”.

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Mourinho: “La Roma merita la finale. Leicester grande avversario, ma abbiamo le nostre armi”

CONFERENZA STAMPA – La vigilia di Leicester-Roma, ecco le parole di Josè Mourinho:

Conosce bene il calcio inglese e il Leicester, Ranieri qui è stato protagonista assoluto oltre che giocatore della Roma. Vi siete sentiti prima della partita?
“Siamo amici è vero, ma non ci siamo sentiti prima della partita. Dico da tanti anni che altri allenatori in Premier hanno vinto tanti titoli, Fergusson, Wenger, piuttosto che me, Klopp, Guardiola, Ranieri ne ha vinto uno, ma è il più speciale di tutti, per questa ragione qui è un mito, in questo stadio e fu un momento incredibile. Anche se Claudio non è qui, hai fatto bene a ricordarlo. E’ romanista, è di Roma, per lui sarà una partita speciale, se verrà all’Olimpico la vivrà con emozioni speciali”

L’ultima volta che è arrivato in semifinale non è stato in grado di arrivare in finale… (riferimento all’esonero con il Tottenham, ndr). Stavolta ha paura?
No, possiamo vincere. Crediamo che per il lavoro fatto quest’anno per migliorarci meritiamo la finale. Il calcio a volte restituisce i meriti, affrontiamo una grande squadra. Ammetto che nella mia lunga carriera mi sono successe tante cose, ma Levy capisce molto di calcio.

Una curiosità su Rodgers? Che esperienza avete vissuto? E’ vero che non avevate la stessa idea di calcio?
“No non lo so, posso dire che siamo stati insieme nel Chelsea, ci siamo divertiti tanto, abbiamo un rapporto di amicizia, anche se ovviamente il calcio ti porta in differenti direzioni, quando non giochiamo contro voglio il meglio per Brendan, è un grande allenatore, ha fatto un bel percorso, è un ragazzo giovane ancora, ha grandi capacità, gli auguro il meglio. Abbiamo concetti diversi di calcio, giocatori diversi, club diversi, l’importante è che io ho vinto tanto e che lui ha una carriera corta, ha vinto in Scozia, ha vinto titoli qui dove non è facile vincere, ha portato il Leicester in Champions, grande lavoro”

Siamo arrivati al top, in semifinale, a questo punto non si può più parlare di una coppa che vale poco? Che sensazioni ha?
“La verità è che domani giochiamo la tredicesima partita in Conference, abbiamo iniziato contro una squadra che subito dissi avrebbe vinto il campionato turco e ha vinto il campionato facilmente, mi riferisco al Trabzonspor, adesso arriviamo ad un momento chiave, ma giochiamo contro un avversario che non è da Conference, bensì da Europa League. Non è questa la loro competizione, ma la nostra, abbiamo viaggiato tanto, sofferto tanto, pagato anche con punti in Serie A il fatto di giocare giovedì-domenica, meritiamo di andare lì. Abbiamo due possibilità diverse di giocare l’Europa League o attraverso il campionato o vincendo questa competizione, possiamo anche non raggiungerla proprio, questo ti mette pressione, responsabilità, dubbi. Il Leicester della Premier non si preoccupa, perchè non arriverà mai oltre l’ottavo posto, per noi è una situazione diversa, siamo in lotta con Fiorentina, Lazio, e Atalanta, è un momento duro ma di grande motivazione”

Tra la quinta del campionato italiano e la decima della Premier, c’è differenza? La Roma è più forte del Leicester?
“Tante volte sono arrivato in semifinale di coppa europea, quando arrivo lì, in maniera pragmatica, dico sempre: 4 squadre con 50% di arrivare in finale, 25% di vincere la competizione. La prima volta che andai in semifinale col Porto fu il 2002, 20 anni dopo non cambio idea. Le percentuali restano le stesse. Non mi interessa chi sia più forte. Capisco però quello che tu dici, nel calcio c’è tanto lavoro ma anche potenziale economico. Quello che arriva col lavoro ha determinato limite, bravi allenatori, ottime società, bravi giocatori ma c’è un solo limite che sono i soldi per portarti ad un altro livello. Siamo una buona squadra, miglioriamo, come ho detto l’altro giorno, la sconfitta con l’Inter 2-0 e quella 3-1 di due giorni fa è vicina come risultati, ma con una differenza tremenda sull’atteggiamento, sull’essere squadra. Oggi al di là di come finiremo, siamo una squadra con un percorso che mi piace”

Zaniolo vicino a Tammy?
“Non voglio rispondere per non dare vantaggi. Abbiamo vinto contro la Lazio 3-0 con una formazione teoricamente meno offensiva, poi 4-0 col Bodo con Zaniolo in più, buono per me che sono tutti disponibili, questo è importante, ci dà la possibilità di giocare come vogliamo, abbiamo una panchina con soluzioni e non voglio aggiungere molto di più. Il nostro obiettivo domani è giocare per vincere e se perdiamo come abbiamo perso a Bodo vediamo cosa faremo al ritorno, ma magari è il Leicester che con merito ci porta verso una direzione in cui dobbiamo pensare con pragmatismo al risultato finale. Ma domani non scenderemo in campo pensando al risultato positivo del ritorno”

La vera differenza con la Premier è il ritmo?
“In generale penso sia la bellezza delle competizioni europee, penso che ci sia una bellezza culturale, dei principi di calcio che vengono mantenuti. In Italia ci sono poche possibilità attualmente per comprare giocatori che invece in Premier possono permettere. Il Leicester ha tanti giocatori di qualità e non stiamo parlando del Liverpool o del City. Culturalmente però noi possiamo fare della strategia tattica la nostra forza. Gara aperta, ma all’Olimpico ci saranno quasi 300 mila persone o poco meno…”

Il 4 maggio sarà un anno esatto dall’annuncio alla Roma. Un anno fa se l’avessero detto che sarebbe stato qui oggi, avrebbe firmato?
“Certo, quando la gente dice la differenza tra Champions e Conference, ho sempre detto dal primo giorno, che questa è la mia competizione. Non gioco la Champions, ma la Conference, magari Rodgers sente che la sua competizione è l’Europa League. Noi siamo qui in Conference, ad agosto eravamo a giocare il play-off in Turchia, e adesso che siamo arrivati qua, dopo aver pagato con punti questa competizione in Serie A. La Fiorentina ha perso oggi perchè per la prima volta hanno giocato 4 partite in due settimane. Questo si paga con punti, chi non lo fa è la squadra che ha 30 giocatori dello stesso livello. Noi se siamo qui, dopo quello che è successo, dobbiamo prendere questa semifinale con tutte e due le mani e lottare fino alla fine”

Cosa significa arrivare in semifinale?
“E’ un merito di tutti, società, allenatore, giocatori. Se cambieranno la regola di accesso in Champions, con la qualificazione dal ranking, noi saremmo in Champions. Significa che è importante arrivare fino in fondo, i romanisti si motivano, però poi se non arrivi in finale significa poco”

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Leicester, Rodgers: “Ammiro Mourinho. Vardy per 90 minuti? Non ne sono sicuro…”

Il tecnico di Leicester, Brendan Rodgers, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Roma:

“Per arrivare in finale dovremo lavorare molto duramente. La Roma ha un grande allenatore e giocatori fantastici, quindi dovremo dare il massimo”.

Abraham?
“Ha fatto molto bene. Se guardate i suoi numeri ha fatto molto bene. Sembra che sia stata un’ottima decisione. È uno dei tanti giovani talenti inglesi che sono in Europa. La cultura è diversa ma si è presentato molto bene. È una minaccia e conosce il gioco inglese”.

Gli infortuni?
“Per fortuna la lista degli infortuni è diminuita. Bouba Soumare tornerà con la squadra, fuori solo Wilf (Ndidi, ndr) e Ryan (Bertrand, ndr). Fuori anche Eldin (Jakupović, ndr), il nostro terzo portiere”.

Avete bisogno di ottenere un buon risultato all’andata?
“È preferibile. Vuoi avere un vantaggio se possibile, ma non è decisivo come abbiamo mostrato nei quarti. Vogliamo fare una buona prestazione e ottenere un risultato lì. Vogliamo giocare e dovrebbe esserci un’atmosfera incredibile, il pubblico può davvero aiutarci”.

Il tifo?
“È importante, i tifosi possono farti superare il limite. Dipende da noi, dobbiamo mettere in campo intensità e poi i tifosi lo sentiranno. Questo ci consentirà di iniziare bene”.

Mourinho?
“Si è parlato molto di José negli anni, ma è un allenatore speciale e uno dei migliori della nostra generazione. Quando penso agli allenatori con i quali ho lavorato, ho cercato di imparare il più possibile da tutti. Nel 2004 José era il ragazzo che tutti volevano essere. È arrivato da campione europeo, ha dato ai giovani allenatori la speranza di avere carisma. Aveva l’X factor, era semplicemente brillante in tanti aspetti. La sua gestione dei giocatori, i dettagli, la sue tattiche. Ho solo ammirazione per lui. Ci siamo allontanati quando sono diventato allenatore. È uno dei più grandi allenatori, non ha nulla da dimostrare a nessuno. È un vincente”.

Vardy?
“Sarà convocato. È importante aggredirli alti, che ci sia Jamie o qualcun altro.

È una spinta in più avere Vardy?
“È chiaramente un top player, è un grande vantaggio per noi”.

La mia prima semifinale europea?
“Sono stato fortunato ad aver giocato grandi partite, è un’altra per me, ma la cosa più importante è che lo è per il club e i giocatori. Vedete il livello delle quattro semifinaliste. Non vedo l’ora”.

L’importanza di Tielemans?
“È una grande esperienza per tutti i giocatori ed aiuta i ragazzi che l’hanno già vissuta. Per Dewsbury-Hall e altri ragazzi è un’occasione per crescere. Abbiamo bisogno di quel mix”.

Vardy può giocare 90 minuti?
“Non ne sono sicuro”.

È più importante per voi rispetto alle altre tre squadre come unica possibilità di qualificarsi in Europa?
“Ci dà l’opportunità di arrivare nel calcio europeo. Ci piacerebbe arrivare in finale. Se non accadrà, avremo dato tutto. Non si possono paragonare gli altri campionati alla Premier League”.

I giochi mentali di Mourinho?
“Sono per i media, non per gli allenatori. Saremo concentrati sulla partita”.

L’importanza di Evans e Schmeichel?
“Evans si stava solo riposando, è disponibile. Vogliamo difendere bene come squadra e ne sono stato felice nelle ultime settimane. Kasper e Jonny giocano un ruolo chiave, ma l’intera squadra deve difendere bene”.

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Totti: “Vado all’Olimpico perché sono un tifoso della Roma nient’altro. Su Pellegrini e Mou…”

Francesco Totti ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine della finale di Supercoppa Calcio a 8. Ecco le parole dell’ex capitano giallorosso:

Che emozione è tornare a casa?
“Mica è casa mia questa…(ride, ndr). A scuola, ci passavo dai…”

Quando torni all’Olimpico c’è un’ovazione ogni volta
“Sono emozioni uniche ed è qualcosa che nessuno può togliere. Quando vedi tanta gente passionale fa sempre piacere”

Ormai sei all’Olimpico sempre, il ritorno è vicino?
“Sono all’Olimpico perché sono tifoso della Roma, nient’altro”

E’ probabile ma non sicuro” ha detto Malagò
“Sì? E’ tanto che non lo sento…può darsi pure che vado a Leicester”

La Roma arriverà in finale di Conference secondo te?
“Ormai ci siamo, manca un passo. Speriamo di centrare questo obiettivo”

Mourinho è l’allenatore giusto?
“Vuoi discutere Mourinho? (ridendo, ndr)”

Lo scudetto chi lo vince?
“Per me l’Inter”

Un consiglio a Zaniolo?
“Zaniolo deve crescere, con tranquillità e serenità come ho sempre detto. Poi le cose vengono da sole”

Pellegrini?
“Ho sempre detto che era il capitano del futuro, perciò sono contento che si sia ripreso la piazza in mano e tanta gente abbia capito che ragazzo è. Già che sia un ragazzo puro e vero è importante

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Zaniolo: “Vincere la Conference sarebbe un punto di partenza. E su Mourinho…”

Nicolò Zaniolo ha parlato ai microfoni di UEFA.com. Ecco le dichiarazioni del numero 22 giallorosso:

Riavvolgiamo il nastro e torniamo alla partita contro il Bodø, raccontaci i tuoi gol. Iniziamo con il primo.
“È stata la partita perfetta. Abbiamo fatto la fase difensiva e la fase offensiva in maniera eccezionale. Per quanto riguarda la tripletta sono molto felice perché ho aiutato la squadra a vincere la partita e passare il turno. Sul primo gol, nello specifico, quando vedi Lorenzo che ti guarda devi soltanto partire perché poi la palla ti arriva…”.

Sei partito anche qualche minuto dopo sul grande assist che ti ha servito Zalewski.
“Anche lì ‘Zale’ ha fatto una grandissima cosa, ha fatto la transizione offensiva perfetta: poi ho visto lo spazio alle spalle del difensore e mi ci sono buttato, devo dire che è stato bravissimo lui a dare la palla e bravo io a concludere”.

Bella la conclusione anche in occasione del 4-0, il tuo terzo gol personale.
“Sì, sapevamo che il Bodo sarebbe venuto con la linea difensiva alta e quindi ci lasciava molto spazio alle spalle. Quindi avevamo preparato durante l’allenamento ‘palla al terzino, poi scarico al centrocampista e lancio di prima in profondità’. Ed è venuta perfettamente!”

Era dal 23 gennaio che non segnavi, dalla partita contro l’Empoli: qual è la prima cosa che ti è passata per la mente quando hai segnato il primo gol?
“Non è mai stato la mia ossessione il gol, anche perché preferisco fare una grandissima prestazione e vincere la partita anche non segnando. Per fortuna sono riuscito a fare tre gol e ad aiutare la squadra, quindi sono ancora di più felice. Però non è mai stata una mia ossessione”.

È stata la tua prima tripletta nella Roma e anche la tua prima in carriera: l’avevi immaginata così?
“L’avevo sognata così! Non l’avevo immaginata. Stadio pieno, 65mila persone e quarti di finale di una coppa europea, partita decisiva dell’anno. Sì, l’avevo sognata così. Dico la verità, a inizio partita era difficile pensarlo, che potesse succedere, però alla fine ci sono riuscito e sono felicissimo”.

Calcisticamente parlando si può definire quella contro il Bodo la notte più bella della tua carriera ?
“Sì, direi che è stata una delle notti più belle della mia carriera. A partire dall’esordio al Bérnabeu, la doppietta contro il Porto e questa tripletta contro il Bodo sì, sono le tre notti più significative della mia breve carriera, fino ad ora. Anche perché si tratta di tre notti europee”.

José Mourinho: come è lavorare con lui, com’è il vostro il vostro rapporto e quali consigli ti dà?
“Mourinho è uno dei più forti allenatori al mondo! Ha inculcato a tutti l’arte del non mollare mai, dell’essere sempre sul pezzo, dell’unirci l’uno per l’altro per portare a casa i risultati. E speriamo di vincere qualcosa con lui. Dal primo giorno che ci siamo riuniti a Trigoria, abbiamo subito lavorato giorno dopo giorno e tassello dopo tassello per provare a fare qualcosa di importante quest’anno. Con il mister che sa come fare a vincere, penso che abbiamo più possibilità”.

La semifinale contro il Leicester: che tipo di impegno ti aspetti?
“È una semifinale europea. Il Leicester è una squadra forte. Corrono tanto, sono una squadra fisica, la classica squadra inglese. Noi però siamo forti, siamo la Roma, abbiamo dimostrato quest’anno di potercela giocare con tutte: non abbiamo paura, andiamo a giocarci la partita con le nostre carte e con i nostri mezzi”.

Che cosa significherebbe per te vincere un trofeo europeo?
“Sarebbe motivo di grande orgoglio, sarebbe un punto di partenza e non un punto d’arrivo. Per i tifosi significherebbe tantissimo, come per noi! 14 anni di attesa per un titolo sono un po’ troppo tempo. Quindi noi quest’anno ci proveremo a portarlo a casa. Per quanto riguarda il mio rapporto con i tifosi è sempre stato perfetto, eccezionale: sono sempre stati al mio fianco, anche nei momenti brutti degli infortuni. Forse lì ho ricevuto ancora più affetto rispetto a quando gioco: io i tifosi devo soltanto ringraziarli. Saranno sempre nel mio cuore”.

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Abraham: “Mou è come un padre. Amo la Roma e sul Leicester…”

Tammy Abraham ha rilasciato una lunga intervista al sito UEFA.com in vista della doppia sfida contro il Leicester:

Sulla città di Roma…

“Adoro questa città! È un’esperienza che non dimenticherò mai e venire qui è stato un sogno che si è avverato: volevo qualcosa di nuovo. Sono cresciuto in Inghilterra, quindi era bello conoscere una cultura diversa. Qui vedo la storia della città e mi godo il cibo, vivo bene ogni minuto. Sono andato a vedere il Colosseo, ne ho sentito parlare molto da bambino. Ci sono stato un paio di volte e ci passo davanti ogni giorno. Anche con la lingua va bene. Quando sono arrivato non capivo una parola, ma mi sto ambientando, prendo lezioni tutti i giorni e imparo. Se tutto va bene, tra un paio di mesi sarò più sciolto”.

Sui tifosi…

“Prima di arrivare qui, ho parlato con Fikayo Tomori e mi ha detto che i tifosi italiani sono molto calorosi. Una cosa è sentirlo da un tuo amico, un’altra è essere qui e viverlo di persona. Quando sono venuto allo stadio ho solo detto: ‘Wow!’. È una sensazione incredibile scendere in campo con i tifosi che gridano il tuo nome e incitano la squadra. Sono straordinari. Fin dal primo giorno, mi sono innamorato di Roma, della squadra e dei tifosi. Mi hanno fatto sentire in famiglia da subito. Arrivare all’aeroporto e vedere i tifosi che mi aspettavano è stato entusiasmante. Spero di vincere l’Europa Conference League per rinsaldare ancora di più questo legame”.

Sul rapporto con Mourinho…

“Le sue prime parole sono state: “Preferisci restare in Inghilterra, dove piove sempre, o venire al sole a Roma?” Abbiamo riso, ma poi ha detto: “No, sul serio”. L’ho sempre considerato una figura paterna e secondo lui questo è il posto migliore per me in questo momento; posso lasciare un segno nel calcio italiano e farmi conoscere in tutto il mondo, non solo in Inghilterra. Per me era abbastanza. Lui sa quando ci sono con la testa e quando dormo un po’. Sa guidare davvero la squadra e ispirarla a volere di più. È una boccata d’aria fresca. Quando dobbiamo svegliarci, lui c’è. Quando giochiamo bene, ce lo dice ma vuole ancora di più. Un giocatore non potrebbe chiedere di meglio”.

Sul fatto di essere capocannoniere a pari merito in Conference…

“Come “a pari merito”? Pensavo di essere da solo! È una competizione nuova e importante, e molte squadre cercheranno di giocarla in futuro. Per me, segnare ed essere capocannoniere è un onore. Avrei dovuto segnare di più, ma è stata una bella avventura. C’è stato quello scivolone contro il Bodø/Glimt, ma non ci siamo lasciati distrarre. Siamo tornati più affamati di prima e abbiamo vinto la più importante delle quattro partite”.

Sulla sfida al Leicester…

“Stiamo andando forte, siamo convinti e in fiducia. Loro giocano un po’ come noi, sfruttando il contropiede. Hanno giocatori molto veloci a cui piace correre, ma anche buoni centrocampisti. Dobbiamo prepararci con fiducia, perché se siamo in giornata possiamo battere chiunque. Si tratta solo di credere in noi stessi. Tornerò in Inghilterra e questa partita mi permetterà di dimostrare cosa ho imparato in Italia. Sono emozionato, credo che verrà a vedermi tutta la famiglia”.

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Leicester, Rodgers annuncia: “Vardy e Pereira recuperati per giovedì”

Si avvicina la sfida di andata tra Roma e Leicester, in programma giovedì in Inghilterra e il tecnico dei britannici ha parlato ai microfoni ufficiali del club annunciando due ritorni importanti: “Molti dei calciatori che abbiamo visto contro l’Aston Villa saranno schierati contro la Roma. A centrocampo non abbiamo molta scelta, questa è la realtà. I miei giocatori hanno mostrato spirito di adattamento e grande professionalità. Ricardo Pereira sta tornando in forma, sarà fresco e pronto per giovedì contro la Roma. Quest’anno abbiamo avuto poco Vardy, ma ora è tornato e si spera possa dare il suo contributo sino a fine stagione”.

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Inzaghi: “Roma tra le più forti del campionato. Grande consapevolezza dopo il debry vinto”

Simone Inzaghi ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Roma:

Che partita si aspetta?
“Domani sappiamo che affrontiamo una delle squadre più forti del campionato, che è in un ottimo momento allenata da un ottimo allenatore di cui tutti conosciamo il suo percorso sia all’estero sia qui all’Inter. Sta facendo molto bene alla Roma, dovremo affrontarla con altissima attenzione sapendo che per noi è molto importante”

Come si può pensare di lasciare fuori Correa visto il momento?
“Per quanto riguarda i giocatori chiaramente ha fatto un’ottima partita, come l’hanno fatta i suoi compagni. Abbiamo ancora l’allenamento di oggi pomeriggio, domani mattina avremo una piccola sgambata e dovrò cercare di valutare ogni giocatore. A oggi penso siano tutti disponibili eccezion fatta per Vidal, che ha avuto una brutta distorsione nei minuti finali del derby. Domani mattina deciderò la formazione per la partita con la Roma”

Come si affronta la Roma dopo il derby?
“Io penso che la partita di martedì, il derby, ci abbia dato grandissima convinzione. Abbiamo fatto un’ottima gara, ci ha dato la possibilità di fare un’altra finale però è stata molto importante per le nostre convinzioni di squadra, che non si erano mai perse. Abbiamo raccolto meno di quello che potevamo raccogliere, però adesso siamo tutte lì e dobbiamo cercare di fare un finale di campionato nel migliore dei modi”

Tra le cose positive del derby anche un approccio molto positivo e aggressivo. In una fase come questa bisogna sbagliare meno?
“Chiaramente sappiamo che manca un mese alla fine. Abbiamo tantissime partite ravvicinate, quindi sia io, sia la squadra dovremo essere bravi a rimanere tranquilli e sereni, cercando di preparare la partita che viene dopo pochi giorni. Adesso abbiamo vinto un derby importante, che ci dà la possibilità di giocarci una finale. Questo deve essere già lasciato alle spalle, perché domani abbiamo una partita contro una squadra che sta molto bene sia fisicamente sia mentalmente. Bisognerà essere bravi a fare una gara di corsa, aggressività e determinazione, perché affrontiamo una squadra in un ottimo momento. Da qui alla fine troveremo tutte squadre diverse tra loro ma che ci creeranno delle difficoltà”

L’Inter gioca due gare in più rispetto alle rivali in questo finale di stagione. È una cosa negativa oppure no?
“Negativa no, perché la squadra dovrà andare a giocare una finale a cui abbiamo dato tutto noi stessi. È stato un bel percorso, è normale che chiaramente la partita di Bologna avremmo voluta giocarla quando si doveva, però la pandemia non ce l’ha permesso. Adesso si è accavallata in questo finale di stagione, dovremo essere sempre sul pezzo ma ho la fortuna di avere dei giocatori di esperienza che sanno come affrontare determinate partite e come recuperare mentalmente dopo ogni sforzo”

Per Inzaghi è giusto definire che tra Inter-Roma e mercoledì a Bologna ci si giochi quasi tutto della corsa scudetto?
“Questa settimana, chiaramente, avendo i tre impegni con Roma, Bologna e Udinese è importantissima per noi. Lo sappiamo, dobbiamo essere molto lucidi nel preparare così tante partite in una settimana sola. Però la squadra c’è già passata quest’anno con tantissime partite, anche con la finale di Coppa Italia, Supercoppa Italiana e gli ottavi di Champions League arriveremo a cinquantatré partite, tantissime. Dobbiamo affrontarle una alla volta sapendo che ci aspetteranno sei finali”

Quanto le ha dato fastidio che si sia parlato solo di arbitri e della designazione di Sozza?
“So che abbiamo una classe arbitrale, una delle migliore in Europa e secondo me siamo fortunati ad avere una classe così. Chiaramente possono sbagliare loro, come noi, penso che gli episodi si pareggino alla fine”

Come sta preparando la gara contro la Roma
“Per noi è una finale. Sappiamo che affrontiamo una squadra di grande valore che non perde in campionato dal 9 gennaio contro la Juventus. Ci dovremo preparare nel migliore dei modi per fare una grande gara”

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Spalletti non ci sta: “C’è delusione. Mourinho? Noi sempre composti, loro sempre addosso agli arbitri”

Queste le dichiarazioni di Luciano Spalletti al termine di Napoli-Roma 1-1 ai microfoni di DAZN:

Lorenzo Insigne è uscito in lacrime. Per le sensazioni, la delusione è maggiore della settimana scorsa?

Delusione c’è. Partita a lunghi tratti giocata bene. Davanti avevamo una squadra forte che ci ha messo in difficoltà. La parte finale è un dispiacere, avevamo tutti centrocampisti freschi. Non abbiamo gestito bene. Abbiamo preso un gol che poteva essere evitato.

Le lacrime che vogliono dire di Insigne?

Non lo so, non l’ho visto. Il fatto di avvicinarsi al momento in cui deve abbandonare la squadra che ama, sono sensazioni particolari. Per cui dovete sentire lui. Ha giocato una buona partita, si è preso la sue responsabilità.

L’uscita di Lobotka ha tolto certezze al Napoli… Rimetterebbe il terzo difensore?

Terzo difensore o no, già da prima non eravamo fluidi a girare palla. Loro si cambiavano arrivando sul quinto. Che poi non riesca ad acchiappare quello che si vuole sì. Con l’uscita di Lobo la palla è girata peggio, ma non è dipeso solo da lui. Ma solo quello che si è riusciti a fare con quelli dentro, poter girare la palla coi giocatori freschi. Non ci siamo riusciti. Poi l’abbiamo alzata invece di palleggiare. È diventato più difficile.

Delusione sul percorso che invece ha fatto il Napoli…

Io vengo caratterizzato per quello che faccio. Andando a valutare dei periodi. Dico che per lunghi tratti abbiamo fatto un buon calcio. Abbiamo cercato di sistemare qualcosa dentro le partite, per le difficoltà del momento. Secondo me il risultato di oggi ci penalizza per la classifica, ma rende dignità per il calcio giocato. Abbiamo fatto per lunghi tratti un buon calcio. Ci è mancato il palleggio, all’ultimo abbiamo sofferto.

Vuole replicare a Mourinho?

Io non replico a Mourinho. È dall’inizio che dico alla panchina di stare bene. Tutti seduti in panchina. Quando vengono qua gli altri montano sopra a tutti. Alcuni vengono condizionati dalle panchine delle altre squadre. Parlo in generale. Noi siamo stati molto seduti. Di Bello è stato richiamato perchè è calcio di rigore. È successo di non vederlo.

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Spalletti: “Roma avversario difficilissimo. Mourinho è una leggenda”

Luciano Spalletti a due giorni da Napoli-Roma ha parlato in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni:

È cambiato qualcosa dopo le vittorie delle milanesi?
“Noi non possiamo giocare le partite degli altri, diventa pericoloso spendere energie nelle partite degli altri. Noi potevamo provare a non perdere quella precedente, ma anche quella è andata e riduce le nostre possibilità. Le nostre intenzioni non cambiano, andiamo per vincere la partita qualsiasi sia l’avversario”.

Serviranno ulteriori motivazioni? Che partita deve essere con la Roma?
“È un’insidia per noi, come noi per loro, vincerà la squadra che si sentirà più minacciata, che avrà la percezione del pericolo, quella che sarà più esecutiva nei comportamenti da avere nella gara. Non si vince con i ‘forza, dai, andiamo’, ma facendo ciò che si deve fare contro un avversario forte”.

Contro la Roma tutti i tifosi si chiedono: c’è la possibilità di vedere Mertens con Osimhen insieme?
“È possibile, hanno già giocato, anche nel secondo tempo con la Fiorentina c’erano Mertens ed Osimhen, quando la partita era in pari loro c’erano, poi in alcuni momenti ci siamo allungati e c’erano loro due. I tifosi lo chiedono? Sono anche quelli dell’università dove sono stati, ognuno l’ha scritta in modo diverso, poi uno ha cambiato anche modulo. Mi dai la tua formazione? Insigne, Mertens, Lozano ed Osimhen e dietro Lobotka e Anguissa? Tu lasci comunque fuori gente importante come Zielinski e Fabian”.

Fabian come sta? Non è in un buon momento fisicamente. 
“Sta molto meglio, è sulla via del top, ha meno fastidio per questa pubalgia che ha un po’ sofferto. È uno che si può scegliere dall’inizio”.

Come sta Zielinski? Non è brillante ultimamente. E sugli infortunati?
“Di Lorenzo non ci sarà, la prossima sì, Petagna ha reagito bene per ora e quindi si valuterà domani ma le indicazioni sono positive. Zielinski sta bene, ho visto un buon allenamento anche oggi. Gli allenamenti sono stati buoni, tutti a buon livello, poi negli ultimi si abbassa il volume del lavoro e si va con cose più corte per la brillantezza”.

La fase di non possesso era la vostra forza, ma da dieci partite prendete almeno un gol, come si spiega?
“È il contrario di come l’ha presentata lei, la fase di possesso è la nostra forza, se teniamo palla non si prende gol, se diamo il pallino agli avversari è più facile avere difficoltà perché non abbiamo una squadra da urto, d’impatto, ma di fantasia, tecnica, che evita certe cose durante la partita, ma senza quelle cose nella scatola bisogna abbondare di altre e gestire diversamente”.

Si rimprovera qualcosa? Cosa la fa impazzire?
“Sì, queste partite casalinghe dove potevamo saltare addosso alla classifica ed invece abbiamo avuto difficoltà, questa è la cosa che mi ha dato più da pensare, ma quando sembra molto difficile c’è sempre il futuro che è aperto e la possibilità di organizzare qualcosa per delle opportunità e si va a rigiocarci le opportunità rimaste”.

Fa all-in? Metterà tutto sul piatto? O bisogna ancora gestire?
“Mai giocato a poker, non ho tempo, ma non abbiamo mai gestito niente, proprio per infondere suggestione siamo sempre andati avanti guardando in faccia tutti per vincere contro chiunque per creare questa mentalità di vincere sempre e per questo ne abbiamo persa anche qualcuno, non abbiamo mai gestito e non gestiremo mai niente per vincere le partite”.

Ha difeso Fabian e Zielinski, ci spiega il loro momento e se può rinunciare a loro?
“Io li difendo tutti, volevo dire che sono due forti, altrettanto forti, è un giochino pericoloso se ci entriamo dentro, si rischia di dare interpretazioni. È corretto ciò che si dice, ci sono equilibri da mantenere, ma durante una partita dei cambiamenti ci sono stati, ma accettiamo le idee di tutti. La sua formazione è la stessa del collega? Zielo è un giocatore forte, ragazzo eccezionale, e lo farà vedere in futuro, si collocherà nei giocatori top”.

Tecnica e fantasia, lei parlava delle caratteristiche della squadra, quanto si sposano con la pericolosità?
“Dipende dai livelli, più ci si mette qualità ed estro, più si diventa pericolosi, dipende dalle dosi, tutto può essere veleno o medicina, dipende dalle dosi. La pericolosità è in base a cosa si sviluppa, abbiamo vissuto belle partite e dobbiamo giocarle senza rimpianti, anche perdendo qualcuno l’abbiamo giocata e nei primi 30 minuti con la Fiorentina abbiamo avuto almeno 3 situazioni per far gol, poi c’è stato un periodo della gara dove loro sembravano andare più forte gestendo palla e poi abbiamo preso gol che non possiamo prendere, ed un attimo prima del gol potevamo mettere Mertens davanti al portiere facile ma non ci siamo riusciti. Sono valutazioni da fare in maniera approfondita senza eccesso di delusione”.

Con la Fiorentina spesso lancio lungo per Osimhen, ma anche per Insigne che per caratteristiche non ha la gamba come il nigeriano. E’ qualcosa di provato ma non riuscito o loro iniziativa? Forse era più congeniale per Lozano?
“È un’analisi che abbiamo fatto, qualche lancio di troppo c’è stato, ma se ti vengono addosso come fa la Fiorentina e per non farti giocare con la palla sui piedi. C’era da avere distanze più corte, su quello si poteva fare diversamente, fare il corto-lungo e metterla dietro, se la distanza diventa ampia stare corti sulla pallata diventa difficile risalire, ma era un modo per trarre vantaggio, come abbiamo fatto a Firenze ed altri hanno fatto contro la Fiorentina. Su una palla incrociata proprio Insigne è tornato indietro, ma era stato messo di là e poteva andare, ma l’analisi l’abbiamo fatta anche noi. Il calcio è un po’ cambiato, non possiamo paragonarlo a quello degli anni 90, roba vintage”.

Su Mourinho.
“Di Mourinho apprezzo molto la capacità di farti arrivare ciò che pensa, lui arriva quando dice qualcosa, mi ricorda mio fratello Marcello (ride, ndr). Oggi tutti scrivono che non l’ho mai battuto, è vero, in questo momento si avvia a diventare una leggenda e vincere una sfida contro di lui può diventare anche una cosa passata. Per far bene devi battere la leggenda”.