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Gasperini: “Cosa manca? Un calciatore forte in attacco. Capitano? Chi ha più presenze”

Gian Piero Gasperini ha parlato dal ritiro giallorosso in Inghilterra. Le sue parole:

Mister, qual è il suo primo bilancio del ritiro?
“Buono. Siamo ormai nella fase finale della preparazione. Questo è un posto ideale per il clima e poi abbiamo queste partite già impegnative che sono dei bei test”.

Come sta Dybala?
“È qui con noi e sta seguendo un programma differenziato per recuperare dal suo intervento. Sappiamo che è una situazione da controllare, ma speriamo che dalla prossima settimana, una volta tornati a Roma, possa riunirsi al gruppo”.

Facendo la conta ora, quanti giocatori mancano?
“Non è quello il punto. Il punto è che c’è qualche ruolo che va completato, poi tutto dipenderà da quanto riusciremo a essere forti davanti e lì determineremo la forza della squadra, che sta prendendo una sua fisionomia. Poi qualcuno dovrà completare e rinforzare.”

Cosa serve per essere forti davanti?
“Non è una cosa nostra, ma di tutte le squadre. Spendono tutti grandi cifre per gli attaccanti. Il reparto offensivo è quello più cercato e più costoso. Le squadre con i giocatori forti in attacco sono più competitive.”

Che lavoro state facendo con Dovbyk?
“È stato pagato una bella cifra. Ha dimostrato di essere un centravanti di valore, ha fatto i suoi gol. Stiamo lavorando per migliorare alcune sue lacune, come la capacità di essere in gioco. Non deve essere troppo in anticipo o troppo in ritardo, è come nella musica: se sei fuori tempo, è un problema”.

Cosa manca alla sua Roma?
“Sono contento di tutti i ragazzi, che sono stati encomiabili. È una squadra che lavora, che ha spirito di gruppo, che ha senso di appartenenza. Si potranno dire tante cose ma non che non c’è l’impegno e l’attaccamento alla Roma”

E Wesley?
“È un giocatore che era nella ricerca della Roma. Io lo conoscevo bene perché con l’Atalanta avevamo praticamente chiuso l’operazione, poi è saltata all’ultimo. Non è una mia richiesta specifica, ma un profilo che la società seguiva per quel ruolo. Parliamo di un 2003 che gioca nella nazionale brasiliana e ha grandi margini di miglioramento. Giocare nel Flamengo a quell’età significa avere già un bel bagaglio. Se fosse un giocatore già completo, sarebbe costato un’altra cifra”

Si parla molto di Echeverri.
“Non parlo mai di singoli giocatori che non sono nostri, non ho mai fatto nomi. Ho grande rispetto per l’area scouting della Roma, che è di livello. Io a volte posso dare dei suggerimenti, ma la linea è chiara: a me piacciono i giocatori bravi”.

Che caratteristiche cerca per il trequartista?
“Abbiamo già una squadra quasi formata, anche se in alcuni ruoli siamo un po’ contati. Abbiamo l’esigenza di inserire un paio di giocatori in più, perché non tutti potranno fare cinquanta partite. Questo per quanto riguarda il completamento. Invece il rafforzamento la società è alla ricerca di profili che possano darci quel qualcosa in più”.

Ha già deciso per la fascia da capitano?
“Non c’è un problema sulla fascia, questo è un problema che proprio non esiste. Io ho sempre adottato uno schema che ha sempre funzionato benissimo: ho sempre dato la fascia al giocatore con più presenze. Ho già detto altre volte che i capitani sono 7-8 e spero diventino 15-20. I capitani sono quelli che giocano per la squadra e hanno un grande attaccamento. La gerarchia è sul numero di presenze. Non ci sono altre gerarchie”

Come sta Pellegrini?
“È ancora fermo, ma ha ricominciato ad allenarsi. È rimasto a Roma proprio per iniziare la sua preparazione”.

Ghilardi?
“Sì, rientra nei profili di quello che sta cercando la Roma e del motivo per cui sono stato chiamato. C’è questa esigenza da parte della proprietà di lavorare e costruire anche in funzione futura con ragazzi giovani, con la prospettiva di creare una rosa che possa, nel tempo, diventare sempre più forte”.

Ha visto sorridere i giocatori in questi giorni?
“Spero di sì. Ho trovato un ottimo gruppo, ragazzi che hanno voglia di fare una grande stagione”.

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Baldanzi: ”Sono pronto a restare, devo fare più gol e assist. Gasp? Mai lavorato così tanto”

Tommaso Baldanzi ha rilasciato un’intervista IL Messaggero in cui ha parlato anche del suo futuro. Di seguito le dichiarazioni del trequartista della Roma.

Possiamo allora dire con certezza che rimane.
“Beh, me lo auguro, anche se non decido soltanto io. Spero comunque di si, sono pronto a restare”.

Si parla tanto di questo esterno a sinistra che dovrebbe arrivare. Lei intanto, zitto zitto, si sta ritagliando il suo spazio.
“Sono a disposizione, gioco dove vuole Gasperini. Sto bene, mi trovo bene con i compagni, sono pronto e spero di far bene. A Lens penso di aver fatto una buona gara”.

Per il salto di qualità, non continua a mancarle qualche gol?
“Sicuramente, posso anzi devo fare più gol e assist. L’ho detto anche al termine della passata stagione. Riparto con la stessa convinzione”.

La Roma può tornare in Champions?
“È il nostro obiettivo, ci stiamo preparando. Ci teniamo tanto a partire e fare bene per disputare una grande annata”.

È vero che la preparazione di Gasperini è così dura?
“Posso dirvi che non avevo mai lavorato così tanto. Tra corse e palestra, non ci siamo mai fermati. Spingiamo anche i giorni precedenti alle partite. L’augurio è di andare poi più forti degli altri”.

Dovbyk o Ferguson: come cambia il modo di giocare della squadra?
“Ognuno ha le sue caratteristiche anche se poi fondamentalmente sono due attaccanti centrali, io non trovo tutte queste differenze. Mi auguro solo che possano fare entrambi una grande stagione”.

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Ghilardi: “La maglia della Roma è una grande responsabilità. Qui per vincere”

Le prime dichiarazioni ufficiali di Ghilardi ai microfoni della Roma:

Benvenuto alla Roma. Che effetto ti fa indossare questa maglia?
“Intanto grazie. È un effetto bellissimo, è una maglia storica e molto importante. Farò di tutto per onorarla”.

A 22 anni arrivare in una grande squadra è un obiettivo raggiunto, ma anche una grande responsabilità. Come la vivi? “Certo, è una responsabilità molto grande perché è una società con tifosi che pretendono, ed è giusto che sia così. È una cosa molto bella, io darò il massimo per fare il meglio”.

Come hai vissuto gli ultimi giorni di attesa prima del trasferimento?
“Negli ultimi giorni c’è stata un po’ di attesa e io l’ho vissuta con un pochino d’ansia. Non vedevo l’ora di arrivare, per me è un’opportunità grandissima e non vedo l’ora di poter scendere in campo con questa maglia. Ovviamente ringrazio la società, il Presidente, lo staff e tutti quelli che mi hanno voluto qui”.

Hai già conosciuto bene la Serie A. Quanto cambia giocare per la salvezza rispetto a giocare per obiettivi importanti?
“Sicuramente cambia molto, non solo nelle ambizioni di squadra, ma anche nelle pressioni. Qui non possiamo sbagliare niente. A Verona dovevamo lottare per la salvezza, qua invece dobbiamo lottare per vincere”.

Descriviti come giocatore. Quali sono le tue caratteristiche?
“Mi trovo bene sia in una difesa a tre che a quattro. Destra o sinistra, non ho molte preferenze, penso di sapermi adattare”.

In quali aspetti pensi di dover migliorare?
“Partiamo dal fatto che devo migliorare in tutto, però probabilmente devo migliorare nel gioco aereo e lo farò certamente”.

Avrai compagni di reparto di grande esperienza. Quanto si può imparare da loro?
“Tutto. Da giocatori con così tanta esperienza si può imparare tantissimo. Non vedo l’ora di potermi allenare con loro e imparare”.

Conosci già qualcuno nello spogliatoio?
“Sì, conosco Baldanzi e Pisilli dalle esperienze con le nazionali giovanili e conosco anche Darboe, abbiamo giocato insieme un anno alla Sampdoria. Sicuramente all’inizio mi appoggerò un po’ a loro per integrarmi meglio nel gruppo”.

Conoscevi già Roma? Che sensazioni ti dà l’idea di viverci?
“Sì, ci sono stato in vacanza qualche anno fa e ovviamente ci è piaciuta moltissimo. La città di Roma non ha bisogno di presentazioni, è molto bella e cercherò di viverla al meglio”.

E l’Olimpico che effetto ti ha fatto da avversario?
“L’anno scorso, quando ci ho giocato contro, è stata un’emozione grandissima. Lo stadio pieno, tutti i tifosi che cantavano… anche se erano contro, devo dire che mi gasavano. È una cosa molto bella”.

Un primo messaggio per i tuoi nuovi tifosi?
“Daje Roma”.

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Wesley: “Un onore giocare per la Roma dopo Cafu e Maicon. Dybala il primo a scrivermi. Nel 2021 avevo quasi smesso col calcio poi…”

Il brasiliano Wesley ha rilasciato ai microfoni del club giallorosso le sue prime dichiarazioni:

“Grazie. Sono molto felice, anche per l’accoglienza da parte dei tifosi all’aeroporto. Mi hanno dimostrato grande affetto, alle 6 di mattina c’erano 100 persone ad aspettarmi, ne sono stato felice. Il centro sportivo della Roma è straordinario e ora non vedo l’ora di conoscere anche lo stadio. Spero di vincere l’Europa League e conquistare un posto
in Champions League, sarebbe un sogno”

Cosa ti ha spinto a lasciare il Brasile e accettare la Roma?
“È stato molto difficile lasciare il Brasile, ma venire in Europa è sempre stato un mio sogno. Ora sono in un grande club come la Roma, sono felicissimo e sento la responsabilità. Lo sto facendo per la mia famiglia, sono davvero contento di essere qui e sceglierei ancora di lasciare il Brasile per venire qui. 

Gasperini ti ha voluto fortemente? Sei felice di lavorare con lui?
“Sì, Gasperini è un allenatore eccellente, non vedo l’ora di conoscerlo e di parlare con lui. Lui sa qual è il mio modo di giocare. Sono un calciatore molto offensivo, devo lavorare molto e devo ancora crescere sotto molti aspetti. Mi piace giocare largo, posso giocare sia in una linea a 4 che in un 3-4-3, sempre giocando largo. Come dico sempre, riuscendo a fare bene la fase offensiva di conseguenza posso fare bene  anche quella difensiva, e viceversa. Per questo spero di offrire un buon contributo.

La tua carriera è iniziata in maniera un po’ anomala?
Sì. Ho iniziato a giocare a calcio tardi, nel 2017, quando ho iniziato a provarci seriamente nelle giovanili. Gioco da quando avevo 8 anni, ma ho iniziato a provare a diventare un professionista intorno al 2017-18. È in quel periodo che ho iniziato a fare provini e non li ho superati per 4-5 volte, al Figueirense e al Tubarão. Alla fine ho superato il provino con il Figueirense, ma il club non era in buone condizioni dal punto di vista finanziario. Per cui venni informato che, se avessi trovato un’opzione migliore, avrei dovuto avvisare il club, che mi avrebbe lasciato libero. In quel momento il Tubarão stava crescendo, per cui parlai con i miei procuratori e passai al Tubarão nel 2019, ma poco dopo arrivò il Covid. In quel momento pensai di smettere di giocare e di cominciare a lavorare. Iniziai a lavorare con mia mamma e con mia sorella, in un ristorante dove mia mamma era chef. Là lavoravo come parcheggiatore. Nel momento in cui avevo provato a diventare un professionista, tutto era andato storto, anche a causa del Covid, per cui pensavo che il calcio non fosse nel mio destino. Mia sorella continuava
a mandarmi messaggi, su Instagram. Erano dei testi motivazionali, voleva spingermi a riprendere con il calcio. Alla fine del 2019, scusa, alla fine del 2020, decisi di tornare a giocare dopo un anno di stop, in cui non mi ero mai allenato. Alla fine del 2020 decisi di riprendere e nel 2021 il Tubarão mi contattò, chiedendomi se fossi disposto a giocare 5 partite con loro. Io accettai, visto che non stavo facendo nulla. Contattai il mio procuratore, gli dissi che volevo tornare a giocare e lui mi disse che poteva essere una buona opportunità. Di queste 5 partite nel 2021 ne disputai 3, registrai un video e il mio procuratore lo mandò a tutti i suoi amici. Da quel momento cominciarono a contattarmi per fare provini, poi arrivò la chiamata del Flamengo, sempre nel 2021. Da quel momento in poi…”

Il numero che hai scelto?
“Il 43 è il numero che indossava un grande giocatore come Dejan Petković, ma quando arrivi in prima squadra dalle giovanili non scegli il numero, è il Flamengo che estrae a sorte e te ne assegna uno. Il mio primo numero è stato il 46, ma l’anno successivo sono passato al 43. Dopo aver preso il 43 ho iniziato a crescere costantemente, per cui ho continuato a usarlo e ce l’ho persino tatuato sul collo e sulla gamba, insieme a un simbolo della fortuna. Per me è un numero portafortuna. Paulo mi ha mandato un messaggio, mi ha chiesto come stavo, mi ha detto che mi aspettava qui e di inviargli un messaggio se avessi avuto bisogno di qualcosa. Quando l’ho letto ho fatto un salto e ho iniziato a gridare in giro per casa, a mia moglie: “Dybala mi ha mandato un messaggio!”. Lui è un campione, sono un suo grande fan. Ho parlato con lui, mi ha detto di scrivergli in caso di bisogno al mio arrivo. L’ho ringraziato”

I tifosi della Roma?
“In Brasile si usa molto il termine “pazzi appassionati”, la tifoseria della Roma mi ricorda molto quella del Flamengo. I tifosi hanno una grandissima passione e oggi l’ho visto in aeroporto, ripeto, alle 6 e 10 di domenica mattina. C’era così tanta gente, gente che ama tanto questo club e che vuole il meglio per questo club. Per questo il messaggio che posso mandare ai tifosi della Roma è che darò sempre il massimo. Quando non ci arriverò con la qualità, ci metterò la voglia e la corsa, è questo che ho imparato.” Forza Roma!

Arrivi dopo gente come Cafu e Maicon su quella fascia…
“Sì, è un onore indossare la maglia che hanno indossato questi giocatori. Gente come Cafu e Maicon è fonte di ispirazione per me, per cui sono molto felice di vestire questa maglia e spero che un giorno qualcuno possa ispirarsi anche a me.

Chi vuoi ringraziare per questa chance?
“Sì, prima di tutto ringrazio Dio, per l’opportunità che mi sta dando di realizzare un sogno. Ringrazio anche la mia famiglia, mia moglie, mia figlia, tutti i miei amici, i miei compagni, mia madre, anche lei è molto importante. Ringrazio inoltre la Roma, che sta facendo tutto questo per me. Sto realizzando un sogno che avevo fin da bambino e che ha ogni calciatore, quello di giocare in Europa. Per cui ringrazio tutti dal profondo del cuore, a partire dal presidente, che ha lottato per acquistarmi. Oggi sono qui e sono molto felice.
Daje Roma!

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Gasperini: “Non sono ipocrita, servono altri giocatori. Speriamo di realizzare ciò che abbiamo in testa”

Gian Piero Gasperini ha commentato così la vittoria sul Kaiserslautern:

Soddisfatto di questa partita?
“Sì. Chiaramente è una partita di preparazione, ma abbiamo tenuto il campo bene. La squadra ha già una sua identità, ma è tutto migliorabile così come la condizione. Abbiamo fatto indubbiamente delle buone cose. Nel finale sono entrati tanti ragazzi ed è chiaro che nei secondi tempi cambiando tutta la squadra diventa un altro tipo di partita. Ma qualche indicazione da questi ragazzi c’è comunque stata”.

Cosa chiede di più ai giocatori? L’intensità? In alcune occasioni durante il primo tempo si è messo le mani nei capelli…
“Ora l’intensità non si può chiedere, siamo solo a due settimane di lavoro con i carichi. Questa era la prima partita vera e abbiamo giocato in un ambiente difficile, c’era tanta gente e i tifosi avevano molto entusiasmo. Non si può chiedere molto su quello aspetto, ma dobbiamo avere sempre l’ambizione di sbagliare poco quando siamo vicini l’area di rigore. Lo stop, l’ultimo passaggio e il tiro sono fondamentali e queste cose cambiano le partite. Quando siamo lì dobbiamo essere più precisi, ma siamo sulla buona strada”.

Il gol di Ferguson è l’emblema di ciò che chiede?
“Oggi non avevamo intenzione di pressare il portiere avversario. Loro giocavano molto con il portiere, noi solo qualche volta perché è dispendioso. Ferguson è un attaccante da pressing e può creare queste situazioni. Se si ruba palla così in alto è chiaro che si hanno possibilità di fare gol”.

Ferguson è un attaccante in grado di legare il gioco…
“Dobbiamo conoscerlo e sfruttarlo in profondità, in alcune situazioni potevamo cercarlo di più. Dobbiamo abituarci a far giocare un po’ di più la punta, ma questo fa parte delle cose a cui cerco di rimediare durante la partita”.

Siamo in ritardo sul mercato?
“Welsey sbarca domani ma poi riparte, quindi passerà del tempo…”.

Quanti giocatori mancano?
“Non lo so, ditelo voi stavolta (ride, ndr). Io faccio la conta da maggio, da quando è finita la stagione e si fa in fretta”.
Se dico 4/5 tasselli esagero?
“Questo non è un alibi, questa è la fotografia. E noi non possiamo essere ipocriti. In questo momento basta prendere chi è andato via e chi è assente… L’aritmetica non è un’opinione, basta contare (ride, ndr). Gli allenatori vogliono sempre le cose fatte, perché sennò la preparazione che la facciamo a fare se mezza squadra va via? Questo riguarda tutti, ma di fatto è così. Io spero che quello che abbiamo nella testa si possa realizzare. So che ci vuole più di un mese, ma non so quando perché i tempi del mercato non sono mai quelli degli allenatori. Sarebbe bello realizzare quello che io e la società abbiamo nella testa”.

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Svilar: “Orgoglioso del rinnovo. Vogliamo tornare in Champions”

Mile Svilar portiere giallorosso ha parlato dopo il match amichevole contro l’UniPomezia:

Come stanno andando queste prime settimane con Gasperini?
“Toste e dure ma servono a tutti per migliorare. Abbiamo fatto due buoni test, quindi andiamo avanti”.

Contento del rinnovo?
“Contentissimo e molto orgoglioso”.
Gli obiettivi di questa stagione?
“Vogliamo andare in Champions, dobbiamo lavorare per questo. Roma è una piazza grande e bisogna puntare in alto. Puntiamo alla Champions”.

C’è stato un momento in cui siete stati distanti sul rinnovo?
“Sì, la trattativa è così. Non sono stato molto dentro la situazione, dall’inizio volevo restare alla Roma e questa è la cosa più importante per me”.

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El Aynaoui: “Roma club incredibile. Gasperini? Allenatore straordinario. Sono un centrocampista moderno a cui piace fare gol”

Neil El Aynaoui, ha parlato ai microfoni ufficiali della Roma. Ecco le sue prime parole:

Quali sono le tue prime sensazioni?
“Grazie sono molto contento di essere qui. Ho ricevuto una grande accoglienza qui sin dall’arrivo in aeroporto. Anche oggi durante le visite mediche, insomma è stata un’accoglienza molto calorosa”

Le prime fasi della trattativa?
“E’ iniziato tutto da una telefonata di Massara, ma devo ringraziare tutto il club, la società e la proprietà, per aver gestito così bene la situazione e aver agevolato il mio arrivo”

Hai giocato tanto in Francia, sei un mediano puro. Quali sono le tue caratteristiche?
“Sono un mediano moderno, resistente sul piano fisico, in grado di giocare in entrambe le fasi, generoso e capace di coprire più zone di campo, con grande intensità”

Hai grande senso del gol. Come hai sviluppato questa qualità?
“Prima di giocare in mezzo al campo, giocavo più avanti, per cui ho sempre avuto il senso del gol. Ci sono dei sistemi in cui posso fare entrambe le fasi, è quello che mi piace fare e so fare, per cui quando ci riesco sono felice”

Gasperini?
“E’ un grande allenatore, ha fatto risultati straordinari con l’Atalanta, lo seguivo con interesse quando ero in Francia. Trovo un grande allenatore in un grande club, che propone un calcio offensivo, non vedo l’ora di iniziare a lavorare con lui”

Non sei mai stato in Italia, sei partito dalla città e della squadra più bella del mondo?
“E’ vero, me lo hanno detto prima di arrivare qui. Non è una bugia, sono arrivato in un club veramente incredibile e in una città veramente eccezionale”

Troverai grandi campioni?
“Sì sono impaziente di conoscerli e iniziare a lavorare con loro. Ci sono diversi top player e credo che potrò imparare da loro”

Perchè hai scelto l’8?
È perché sono cresciuto nei pressi di Barcellona, per cui logicamente tifavo per la squadra di questa città e sono sempre stato un grande fan di Andrés Iniesta, quindi ho sempre sognato di indossare questo numero.

Cosa ti aspetti ora?
Come ho detto prima, a breve termine spero di imparare a conoscere il gruppo e di farlo il prima possibile, per cui non vedo l’ora di riprendere ad allenarmi. Più a lungo termine, spero di dare tutto quello che posso alla squadra e di riportare questo club dove merita.
Quindi, penso che questo sia un grande club e vincere dei trofei qui sarebbe meraviglioso.

Tuo padre è stato un grande tennista, rapporto calcio-tennis durante la tua formazione?
“Onestamente non mi ha mai imposto nulla, è stata una scelta naturale che ho fatto da piccolo. Per me c’era solo il pallone, nient’altro, e mio padre ha permesso a me e ai miei fratelli di scegliere quello che ci piaceva, e io ho scelto il calcio in modo naturale,
ma non dimentico il tennis e a volte io e mio padre giochiamo insieme.

La gente romanista?
“Sì, è vero, ho percepito direttamente la passione che c’è in questa città quando sono arrivato, per cui sicuramente vogliamo dare il massimo per i tifosi, perché questa città lo merita. Penso che i tifosi ci daranno un grande supporto e se all’aeroporto ho ricevuto
un’accoglienza del genere, non vedo l’ora di vedere quello che faranno allo stadio.”

Un messaggio ai tifosi?
“Sì, qualcosa. Daje Roma, forza Roma!

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Gasperini: “Mercato? Serve un’accelerata ma la società completerà l’organico. Dybala? Buoni segnali”

“Impatto molto positivo con i ragazzi che ci sono, ragazzi che hanno grande disponibilità, sulla spinta del finale di stagione, anche i giovani sono molto buoni, dimostrano che la Roma ha un ottimo settore disponibilità, si vede che c’è un ottimo ambiente, c’è grande attaccamento ho trovato un gruppo molto disponibile”

Come sta vivendo Roma?
“In questo momento vivo soprattutto Trigoria, dalla mattina alla sera. L’impatto è stato straordinario, questa è una città meravigliosa, ho passato due giorni a cercare casa perchè vogliamo vivere a Roma, c’è traffico ovviamente come per tutti, ma ora si gira meglio per le vacanze”

Mercato?
“Ci sono state un po’ di vicissitudini su varie cose, sicuramente siamo un po’  in ritardo perchè abbiamo iniziato da 8 giorni, tanti giocatori sono andati via, alcuni sono infortunati, abbiamo fretta e voglia di recuperare, dobbiamo partire bene ma in queste condizioni non è facile, ma speriamo ora ci sia una spinta, la società ha dato grande disponibilità a tutti, sappiamo cosa dobbiamo fare, i profili che devono arrivare, giovani forti e pimpanti, mi aspetto sul mercato una bella accelerazione”

Pellegrini?
“Ne avrà ancora un po’, è stato operato al naso, ha iniziato da un paio di giorni ma ha bisogno di parecchio tempo”

Dybala?
“Dybala è arrivato bene, con una buona base d’allenamento, non calcia ancora al meglio ma ha voluto fare una parte di partita e i segnali sono positivi. Falso nove? Solo perchè siamo in emergenza.

Dovbyk?
“Martedì sarà in gruppo, ha avuto solo un affaticamento”.

Squadra adatta alle sue idee?
“Prima settimana è preponderante il lavoro fisico, ma abbiamo cercato già di lavorare sull’identità, nelle prime partitelle si ricercano le posizioni in campo. La squadra rispetto a maggio manca di alcune pedine, sei sono andati via, ci sono degli infortuni, oggi è arrivato Saud, Salah-Eddine non si è ancora allenato, manca Pellegrini. La società sta lavorando per colmare le lacune in organico, con i criteri che abbiamo detto, poi ci sono le esigenze di mercato ma la società ha dato grande disponibilità. Preoccupato? Un po’ sì (ride ndr), tra un mese inizia il campionato, sono sicuro che verrà fatto tutto quello che serve, che la società vuole fare, Massara sta cercando di fare”.

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De Rossi: ”Ottimo rapporto con Friedkin. Gasperini scelta forte, spero possa rimanere tanto a Roma”

Daniele De Rossi durante la trasmissione Calciomercato L’Originale ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Di seguito le sue parole.

“Stiamo lavorando in tanti, tutti i giorni, abbiamo l’aiuto di tutta la cittadinanza di Ostia e del Comune di Roma. Dobbiamo fare tante cose ancora per costruire un qualcosa unico in Italia, non voglio essere presuntuoso, ma sicuramente nel Lazio. È un regalo a me stesso e alla mia famiglia, siamo orgogliosi di questa creazione e l’abbiamo presa in un momento di difficoltà societaria. Abbiamo riportato i ragazzi col pallone tra i piedi su diverse superfici”.

Prosegue De Rossi.

“Se il mio amore per la Roma ha reso più complessa la mia crescita da allenatore? No, l’ha resa diversa dal percorso consueto per gli allenatori: si fa gavetta e si parte dal basso, poi si scala qualche posizione e si arriva ad allenare una grande squadra come la Roma. Io sono stato chiamato lì in un momento di crisi, c’era bisogno di uno che sapesse allenare ma soprattutto calmare gli animi dei tifosi e io l’ho accettata, sfruttata e vissuta anche bene. Non penso che mi abbia danneggiato, lo scopriremo più avanti. Penso di aver fatto 6 mesi buoni nei quali ho capito e sono cresciuto. Il percorso successivo si è interrotto bruscamente, mi ha tenuto fermo per i restanti mesi perché la legge in Italia prevede questo ma in questi mesi non sono rimasto fermo, ho cerato di analizzare le cose fatte bene e le cose sbagliate e il mio staff. È stato un percorso meno consueto ma se sai trarre il positivo penso che non mi bloccherà, lo spero”.

Se mi aspettavo di essere richiamato? ”No, in questa stagione la scelta è talmente forte e positiva per la Roma e per Roma come calcio in città che non ho avuto questa velleità. Durante questa stagione c’è stato un momento di difficoltà e ho pensato chissà, se proprio devo tornare ci torno volentieri”.

I Friedkin? ”Abbiamo consumato un ultimo saluto positivo, c’era dispiacere perché ero stato appena esonerato, dispiacere da parte mia ma anche da parte loro. Penso che dal punto di vista umano volessero più successo di quanto ho avuto. Con i Friedkin dispiaciuto ma c’è gratitudine, ho un buon ricordo sia a livello professionale sia a livello umano. A parte qualche confronto abbiamo avuto sempre un ottimo rapporto”.

David alla Juventus? ”Non era stato vicino alla mia Roma, avevamo chiacchierato, ha sempre fatto gol ed è un ottimo giocatore”.

Rudi (Völler, ndr)? ”Ottimo rapporto, per me era la punta di diamante di quella Roma. Era un vero e proprio idolo, non che non lo fossero Giannini e Conti di quella Roma forse poco vincente ma che mi ha lasciato un ottimo ricordo. Ogni tanto vedo qualche video e quando sento la canzone storica mi emoziono, poi la persona che ho conosciuto mi ha dato una spruzzata di felicità che solo i grandi ti trasmettono”.

“La Champions con l’Ostiamare? Non vogliamo prendere in giro la gente, ma vogliamo portare la gente di Ostia a sognare col calcio. La prima fidanzata? Sì, me la ricordo, eravamo piccoli e si chiama Marta. Non mi ricordo il primo gol con l’Ostiamare, giocavo trequartista e il campo era questo in cui siamo ora. Ricordo che feci una doppietta col Maccarese

La maestra? Ne ho avute tante, non mi ricordo tutto ma ricordo Antonietta. Ho preso bei voti in inglese e con i temi, prendevo voti bassi perché ero distratto, non ero bravo ma dai 13 anni in poi ero vagamente interessato alla scuola e più al calcio. Dai 16 in poi il lavoro mi ha portato sempre più ad allenarmi. Ero curioso e anche presuntuoso, boicottavo l’algebra perché per me non era importante.

Il mio migliore amico di infanzia? ‘Ho avuto varie comitive: posso citare Francesco, Alessandrino, ho avuto una bella infanzia, felice. Luca è l’amministratore delegato, è un angelo custode”.

E ancora sulla sua vita.

“Sono stato sempre particolare nel vestirmi, ero goffo e avevo il mio stile, non ho mai amato le marche e ogni tanto avevo qualche replica fatta male. Cerco di insegnarlo anche ai miei figli. Non mi sono mai piaciute le discoteche: troppe rumore e troppa gente, sono uno che ama il suo spazio libero”.

Cosa provo quando vengo qui? ”Immagino il mio futuro sempre legato a questa città, ho sempre frequentato Ostia nonostante sia a Roma. Magari scelgo orari meno di punta per andare in giro, al pontile, quando c’è meno gente. Ma mi ricorda sempre quanto sono stato felice qui”.

Se sogno un ritorno alla Roma? ”È successo talmente presto. Magari un giorno succederà, non ci siamo lasciati malissimo. Spero che Gasperini duri tantissimo, come all’Atalanta, e che porti lo stesso numero di successi e soddisfazioni come ha fatto a Bergamo e che io possa fare lo stesso da un’altra parte”.

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Massara: “Un orgoglio il ritorno alla Roma. Mercato? Prenderemo giocatori forti, ma ci sono i limiti del Ffp”

Ricky Massara ha parlato ufficialmente ai microfoni del club:

Bentornato alla Roma. Qual è la prima sensazione?
“Tornare in questo Club è per me un motivo di grande orgoglio. Nella Roma ho vissuto dei momenti significativi della mia carriera, legandomi alla città e alla tradizione della società. Ma, al di là del sentimento che ho conservato in questi anni, adesso non vedo l’ora di abbracciare la nuova sfida sportiva che attende tutti noi”.

Che impressione hai avuto parlando con la Proprietà, la famiglia Friedkin?
“Ho trovato una famiglia molto determinata, molto passionale, nel voler regalare delle gioie al pubblico romanista, nel voler conquistare trofei, sono veramente molto determinati, dovremo lavorare sodo per non disattendere queste ambizioni”.

Ritrovi Claudio Ranieri, con cui avevi lavorato già da allenatore. Come ti aspetti di lavorare con lui oggi, che occupa un ruolo diverso?
“Intanto, è un grande piacere ritrovarlo anche se in una nuova veste. Sarà una veste anche per me importante, rappresenta un ponte verso un ritorno più immediato nella realtà romanista, è un grande piacere lavorare con lui nuovamente”.

E poi, Gasperini, l’allenatore della Roma. Qual è la tua visione del tecnico? È anche un allenatore molto esigente, bisognerà essere pronti.
“Questa è una cosa di cui abbiamo bisogno, dobbiamo essere tutti esigenti con noi stessi. Mister Gasperini veramente impersonerà questo spirito nella maniera migliore, i risultati che ha avuto in questi anni sono straordinari, siamo convinti che potrà dare una chiarissima identità alla nostra squadra e portare quello spirito che andiamo cercando tutti quanti”.

Qual è la tua valutazione attuale della rosa della Roma?
“È una rosa di valore, che lo ha dimostrato nella seconda parte della stagione con tantissimi risultati che hanno portato ad una grande rimonta. Ci sono già molti giocatori forti, siamo convinti di poter costruire una squadra ancora più forte”.

Una curiosità è senza dubbio immaginare cosa la Roma farà sul mercato. Difficile fare nomi o ipotizzare ruoli, quali sono gli step che si dovranno compiere?
“Beh, di questo si è parlato tanto, siamo tutti a conoscenza che ci sono dei paletti piuttosto stringenti da rispettare con il fair play finanziario, quindi lavoreremo nella direzione per fare delle cose che possano essere sostenibili, ma comunque funzionali alla crescita della squadra”.

A Massara, si sa, piacciono giocatori giovani e forti, ma anche esperti per fare un giusto mix come ha detto Gasperini. Sarà questa la ricerca della Roma?
“Sarà una ricerca per trovare giocatori utili, funzionali e forti. Il nostro obiettivo è quello di costruire una Roma forte e farla sempre più forte nel crescere di questi anni”.

Quali possono essere gli obiettivi di questa stagione? Gasperini è stato molto chiaro parlando di Champions League.
“Beh, sono molti anni che la Roma non gioca in Champions League e questo è veramente un peccato. Ma non è questo il momento di fare proclami, è il momento di lavorare, lavorare e lavorare”.

I tifosi nutrono stima nei tuoi confronti. Questa è una responsabilità? Cosa ti senti di dire?
“Io sento veramente una grande fiducia da parte dei tifosi della Roma, poi nella Roma, nella società, e questo ci spingerà a fare sempre meglio per riuscire a regalare delle soddisfazioni che tutti meritano”.