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Sheva difende Dovbyk: “Ha pagato la situazione della Roma, ora troverà gol e fiducia”

Da bomber a bomber, se poi la nazionalità è lo stessa diventa tutto più semplice. Ai microfoni de il Messaggero, l’ex pallone d’oro Andriy Shevchenko ha parlato di Dovbyk: «Il club ha avuto un inizio di stagione complicato, rendendo questi sei mesi un’esperienza difficile anche per lui. Tuttavia, è un giocatore molto motivato, con un bagaglio di conoscenze preziose acquisite all’estero. Riuscirà a trovare il suo ritmo e ci aspettiamo da lui prestazioni costanti e solide nella seconda parte della stagione».

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Ranieri promette: “No modello Atalanta, con i Friedkin l’obiettivo sarà lo Scudetto. Totti? Lo chiamerò”

Claudio Ranieri ha parlato ai microfoni de la Gazzetta dello Sport. Ecco le parole del tecnico-manager giallorosso:

È appena finito il 2024 e ci si è tuffati nell’anno nuovo. Bilancio e aspettative?

Il bilancio è positivo, salvare il Cagliari è stato bello, lì c’è un popolo che brama per restare in A. Poi pensavo di aver smesso, di viaggiare con la famiglia. E invece è arrivata la Roma. Quando subentri c’è sempre un po’ di sbandamento, il morale dei giocatori non è a mille. Ho cercato di ridargli entusiasmo e sorriso, non servono despoti… Pian piano ci stiamo compattando: abbiamo fatto bene ,ma non ancora come vorrei. La strada nel calcio sempre in salita”.

Quanto manca per arrivare lì dove vorrebbe arrivare?

Manca, manca… In Inghilterra dicono: “Roma non è stata costruita in una notte”. Nessuno ha la bacchetta magica. Mi è stato chiesto di riportare le cose al loro posto, facendo anche da consigliere. Me lo avevano già chiesto al Chelsea, ma avevo detto di no. In Inghilterra non ho le conoscenze che ho qui per fare le cose per bene. Roma è la mia vita, ora ho più esperienza, sono vaccinato a tutto. E poi ho il sogno da bambino, quello di chi andava in curva Sud. E mi piace il doppio ruolo, tra allenatore e dirigente”.

Come ci si divide in due ruoli tra di loro molto diversi?

Ci si organizza: da allenatore vedo i giocatori anche per chi verrà. Tutto e subito non si può, alcuni campioni bisogna anche crearseli. Sono convinto che i nostri giovani siano buoni. Ora se diventeranno campioni lo può dire solo un indovino, ma hanno le qualità per essere giocatori importanti”.

Come giovani si riferisce a Pisilli?

Lui è bravo, ma ci sono pure Baldanzi e Soulé, che sono convinto che presto sboccerà. I giovani vanno supportati, aiutati. E invece si sono trovati in mare aperto, da soli. E anche qui dobbiamo migliorare. Per questo ho puntato su gente esperta come Hummels, Paredes, Pellegrini, Cristante e Mancini, sono loro che devono tracciare la strada. Pensate ad Hummels, si è tenuto in vita solo con la sua grande professionalità, dava il 100% anche se l’allenatore (Juric, ndr) non lo vedeva. Se i giovani sono intelligenti, fanno tesoro di questo e imparano. Ecco, diciamo che io mi sento il martello della società per fare le cose in una certa maniera.

Pisilli e Svilar, però, sono ancora entrambi in attesa del rinnovo di contratto.

Da allenatore e da consigliere ho suggerito di mettersi d’accordo, di chiudere il prima possibile la questione. È bene che i ragazzi siano sereni e che sappiano che la società conta su di loro”.

Prima parlava di Hummels, Dybala e Paredes, che con lei sono rinati…

Sono tre campioni del mondo. Nel calcio non esiste un sistema vincente, sono i giocatori ad essere vincenti. È stato logico ripartire da loro.

Pellegrini invece fatica a ripartire.

È la questione che mi sta più a cuore. Lorenzo è un ragazzo meraviglioso e un professionista esemplare. Ma è un romano atipico, non esterna le emozioni, in questo siamo simili. Resta però uno dei migliori centrocampisti italiani, lui e Lampard mi hanno segnato tanti gol.Ora deve rimettere il sorriso, ma serve anche l’aiuto dei tifosi. Invece sembra che oramai sia stato condannato, che il pollice per lui sia verso. Se si riprenderà? Non lo so, lo spero.

Dopo la partita di Milano ha detto di volersi tenere stretto Dybala.

In generale non voglio gente non felice. Paulo è un campione: se lui vuole restare, deve restare. Il contratto? Non spetta a me, ma alla presidenza decidere se rinnovare o spalmare. A me tocca la valutazione tecnica e capire se può essere un giocatore valido per il nuovo allenatore. E questo Dybala lo è.

Si è posto un obiettivo?

Arrivare il più in alto possibile. Abbiamo sbagliato a Napoli e il secondo tempo a Como. Per il resto sono contento. Anche con l’Atalanta abbiamo fatto una buona partita, poi i cambi hanno fatto la differenza. Loro stanno lì da 9 anni, io qui da un mese”.

Il modello Atalanta può “vivere” a Roma?

Difficile, le aspettative sono diverse. Nei primi 5 anni il presidente Percassi diceva sempre: ‘Dobbiamo salvarci’, facendo il lavaggio del cervello ai tifosi. All’inizio pure Gasperini ha faticato, poi la squadra è salita. La Roma può fare una cosa del genere? No. La Roma deve fare cosa ha chiesto il presidente: tornare tra le prime per andare in Champions League e poi cercare di competere per lo scudetto. Tu a Roma puoi parlare di salvezza quest’anno che sei partito male, ma già dal prossimo devi lottare per andare in Europa”.

Ci racconta il suo rapporto con i Friedkin?

Molto chiaro, come sempre con i miei presidenti: io lotto al massimo per l’idea che mi viene affidata, poi se cambia impazzisco. È successo e me ne sono andato, mi sono sentito tradito. Il nostro invece è un rapporto bellissimo, ci sentiamo spesso. E loro si informano, vogliono sapere.

È vero che gli ha detto: “Siete sicuri di non voler riprendere De Rossi”?
No, di Daniele non ho parlato, loro mi hanno detto che si sono lasciati in ottimi rapporti. È vero invece che su Dybala gli ho detto: “Se sta bene, deve giocare, non accetto intromissioni”. E non ci sono state.

Dove deve crescere Dovbyk?

Nella cattiveria e nella determinazione. Artem è un ragazzo molto sensibile. Era abituato a giocare in modo diverso, ma ora cominciamo a capirci. Forse non ha segnato tanti gol, ma le occasioni se le crea. Lasciamolo in pace, con i gol arriverà la fiducia.

Oggi parte il mercato, dove avete bisogno?

Dobbiamo valutare bene tutto.È un mercato difficilissimo, abbiamo delle idee, ma non tutti ti danno i giocatori. Con 2-3 innesti sarei felice.

Se le dico Allegri e Gasperini?

Non dico niente, sono usciti diversi di nomi. Una telefonata ad Ancelotti? Queste sono leggende metropolitane, la verità è che non ho chiamato ancora nessuno.

E se alla fine i Friedkin decidessero di darle la squadra in mano per un altro anno?

Non lo so, io vado di pancia e di cuore. Bisognerebbe vedere. Dentro di me ora ho questa missione, fare bene con la Roma ed aprire i miei orizzonti. Non ci penso ad un altro anno, ma non ci pensavo nemmeno quando ho lasciato Cagliari. Non avevo smesso perché mi sentissi scarico. Dentro di me il fuoco c’è sempre, ma volevo vedere il mondo”.

Domenica c’è il derby, come si sta preparando?

Il derby è una gara che si prepara da sola. L’allenatore deve fare l’equilibratore, è una partita che sentono in tantissimi, dobbiamo stare sereni. Sarà una sfida difficile, la Lazio è in un momento splendido: gioca bene, crea tanto, sta dove si merita. Sa essere compatta, ha creato problemi a tutti.

Ma lei ne ha vinti 4 su 4…

È acqua passata, io guardo sempre al domani. E noi ora stiamo sotto 15 punti, questa è la realtà.

Sta pensando di riportare dentro Totti?

Devo capire che cosa può e vuole fare Francesco, arriverà il giorno che glielo chiederò. Al Milan Maldini è stato preso in considerazione, ma ora c’è Ibra e non penso possano coesistere. Poi c’è Del Piero che può fare qualsiasi cosa. Noi attendiamo di capire da Francesco cosa vuole fare”.

Nella sua carriera ha vinto tanto o meno di quello che avrebbe potuto vincere?

Alla fine penso che uno abbia ciò che merita. È vero che ho allenato Roma,Juventus, Chelsea, Valencia e Atletico Madrid. Ma in che momento sono arrivato? Io una squadra per vincere non l’ho mai avuta, ho sempre dovuto costruire. Sono super contento di quello che ho fatto.

È mai stato vicino alla Nazionale italiana?

Sì, c’è stato un momento. Albertini mi ha detto spesso: “Sei stato l’unico che mi ha detto di no”. E sapete perché? Perché di mezzo c’era sempre la Roma, che per me è una cosa speciale.

Si può vincere una coppa?

Ci proveremo, non lasciamo nulla di intentato. Sono stato un giocatore da battaglia, ce l’ho sempre messa tutta. Se tu lotti fino infondo, anche le avversità riesci ad aggirarle.Io non credo molto nella fortuna e nella sfortuna, credo nel lavoro.

A fine stagione sarà contento se?

Se i programmi saranno stati portati a termine.

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Ranieri: “Farò di tutto per la Roma e i tifosi. Voglio arrivare in Europa. Friedkin mi ha detto…”

Claudio Ranieri ha rilasciato un’intervista al portale arabo Koora.

Ecco le dichiarazioni del tecnico giallorosso tra presente e futuro: Voglio raggiungere qualcosa di buono in questa stagione e fare di tutto per la proprietà, per i giocatori e per i tifosi. Adesso non siamo in una buona posizione. Arrivare in Europa mi renderebbe felice. Dan Friedkin mi ha detto ‘Claudio quest’anno sei l’allenatore ma l’anno prossimo sarai l’uomo che può spiegare tutto e guardare tutto‘. Sono felice in questo momento”.

Sul suo approccio in giallorosso ha aggiunto: “Ogni situazione può essere una grande sfida. A volte arrivi quando il campionato è già iniziato e devi gestire, come ora. Non ho partite amichevoli per conoscere meglio i miei giocatori ed è difficile per me scegliere, fare un cambio durante la partita e trovare la soluzione giusta. Per questo ho detto ai miei giocatori ‘aiutatemi perché io sono da solo e devo capire 26 persone’.

In una squadra ogni giocatore deve aiutare il compagno. Solo così si può fare qualcosa di buono. Possiamo anche perdere, per me non è importante. Ma voglio vedere la mia squadra lottare fino alla fine della partita. Poi analizzeremo cosa abbiamo sbagliato e cosa abbiamo fatto bene. A Roma sono il quarto allenatore in un anno, ci sono state situazioni diverse e diversi sistemi di gioco ma va bene. L’importante è il lavoro, capire e migliorare”.

Domanda obbligata su Saud: “Credo in Saud, Roma è un buon posto per i giovani giocatori arabi”.

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Mourinho: “Avrei dovuto lasciare la Roma dopo Budapest”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni de il Corriere dello Sport:

Cosa pensi del Var a chiamata e del tempo effettivo?
Sono l’ultimo che può parlare di Var e tempo effettivo. Lasciamo questi argomenti ai fenomeni del calcio. Io sono solo un allenatore e voglio fare solo l’allenatore

I fenomeni del calcio? Scusa, chi?
Gli allenatori bravi che non sanno vincere,, gli esperti dei social media e gente che ha potere decisionale che sa di calcio come io di fisica dell’atomo. Il calcio è il regno della superficialità e dei luoghi comuni e un’etichetta non si nega a nessuno. Di solito quando la gente parla di me pensa a cosa è successo quindici, dodici, otto o dieci anni fa. È così per la maggior parte dei grandi allenatori che di solito guidano le squadre migliori e hanno le maggiori possibilità di arrivare in finale. Negli ultimi anni ho fatto tre finali, una con il Manchester United e due con la Roma. Guardo a tutto ciò un po’ divertito, e allo stesso tempo con orgoglio perché quando fai questo con un club senza storia in Europa, ti rendi conto che hai realizzato qualcosa di speciale“.

(…)

Sul suo rimpianto:
Se parliamo di partite, tanti perché quando perdi pensi sempre che avresti potuto fare diversamente, e di partite ne ho perse parecchie. Se invece ti riferisci alle scelte professionali, il no a Florentino. Mi disse “Mou, non andare via adesso, il difficile l’hai fatto e viene il bello…sapevo che sarebbe stato così, però volevo tornare al Chelsea dopo tre anni in Spagna di grandi lotte…E dopo Budapest. Non per il casino combinato da Taylor, ma per il fatto di non essermene andato subito. Avrei dovuto lasciare la Roma, non l’ho fatto e ho sbagliato“.

Torneresti a lavorare in Italia?
Certo“.

È vero che prima di lasciare Roma acquistati un biglietto per andare a salutare i tifosi all’Olimpico?
Non uno, quattro. Ero in hotel con i miei assistenti che mi dissero: “Mister, meriti di salutare i tifosi e i tifosi meritano di salutare te. Andiamo”. Ci ho pensato qualche ora, poi ho temuto che mi avrebbero accusato di voler disturbare e io non faccio queste, mai“.

Segui ancora Roma e Inter?
Non ho più visto giocare la Roma, l’Inter sì

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Fonseca: “Roma? Speciale affrontarla. Out Leao e Pulisic”

Paulo Fonseca ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Milan-Roma

È la prima volta che da allenatore avversario affronta la Roma. Se lo immaginava così?
“La Roma è la Roma. È un gran club, una grande città. Hanno una grande squadra con buoni giocatori e con un grande allenatore che ha vinto tanto. Tornare qui in Italia e giocare contro la Roma è speciale per me. Ho amici lì, ma domani quando entrerò in campo per giocare sarà come tutte le altre squadre e vorrò vincere e fare una buona partita. Per 90 minuti ho solo un pensiero, vincere”.

Ci fa un bollettino medico?
“Mi aspettavo che potessimo avere Pulisic. Sta bene ma questi ultimi due giorni ha un altro problema alla caviglia e non si è allenato con noi. È un problema sorto durante il processo di recupero, non è pronto per domani, neanche per la panchina. Loftus sta molto meglio, penso che la prossima settimana potrà essere una soluzione. Morata sta bene, è pronto per giocare. Bennacer sta bene, è molto motivato: non ha la condizione fisica per fare i 90 minuti, ma è pronto per giocare e giocherà. Musah e Leao sono più in ritardo, nel recupero, vediamo se possiamo recuperarli per la Supercoppa. Avremo 11 giocatori (sorride, ndr)”.

Come sta Theo?
“Noi abbiamo fatto allenare Theo in questi giorni, ha bisogno di recuperare fisicamente. Anche lui ha la consapevolezza che può fare molto meglio. Sono veramente positivo su Theo”.

Due giorni non bastano per vederlo titolare domani?
“Dobbiamo aspettare e vedere”.

Come cambia con Jimenez al posto di Leao?
“Sono giocatori diversi, Rafa è più forte nell’uno contro uno. Jimenez è veloce, magari gioca più per il cross e l’assist. È diverso. Ma anche Jimenez è un giocatore di iniziativa individuale. Non posso fare grandi paragoni sui giocatori, lui si è trovato bene in questa posizione. Ho una certezza per domani: Jimenez giocherà. Vediamo come esterno o terzino”.

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Spalletti: “Se vuoi costruire una mentalità forte, Dybala va tenuto”

Luciano Spalletti, attuale Ct della Nazionale, è stato ospite ieri sera della Domenica Sportiva. Ecco le sue dichiarazioni in chiave giallorossa:

Una giornata da top player per Dybala.
“Dybala ormai l’hanno visto tutti, è un giocatore che può far girare una squadra intera. Ha questa tecnica e relazionalità con tutta la squadra. Ha qualità ogni qualvolta gli capita la palla sul suo piede, ha confidenza con il gol. Gli manca solo un po’ di struttura e fisicità, è un giocatore top“.

Dybala farebbe bene ad andar via? Farebbe bene la Roma a lasciarlo andar via?
“Diventa difficile poterlo dire per me. So che è un calciatore forte. Una squadra che ha da costruire una mentalità forte è bene che si tenga calciatori come lui“.

Quale è il limite principale di Pellegrini, avrebbe bisogno di cambiare aria per ritrovare tranquillità e sicurezza?
“Probabilmente la situazione che sta vivendo la Roma non lo aiuta, è un calciatore che ha qualità e dovrebbe svilupparle bene in un contesto di classifica differente. Ora la Roma deve pensare a fare queste partite in cui riesce a portare a casa dei punti, dove diventa più operaia in tante situazioni per poi poter esibire la qualità di alcuni calciatori. Pellegrini per me è sotto osservazione, ora come lo è stato precedentemente“.

Come va interpretata la decisione di Ranieri di non fare cambi?
“Dipende dalla lettura, da quello che lui decide che sia importante anche come messaggio da mandare alla squadra. Ha bisogno di risultati, è una domanda che va fatta a lui. Avendo cinque sostituzioni sono tanti i giocatori che rimangono senza giocare e che possono creare delle difficoltà di gestione“.

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Balzaretti: “Dybala è il miglior mancino della Serie A. Futuro? Dipenderà dal prossimo allenatore”

Federico Balzaretti, da inizio 2025 tornerà a lavorare a Trigoria tra area scouting e monitoraggio dei giocatori della Roma in prestito. In attesa dell’ufficialità del suo ruolo – confermato comunque anche da Ranieri recentemente – ieri ha parlato ai microfoni di DAZN tra presente e futuro:

È il miglior mancino della Serie A. Il valore del giocatore è straordinario ed è unico. Giocatori con quella qualità sono rari. Se dobbiamo fare un ragionamento sul suo valore e sull’impatto che ha sulla squadra non ci sono dubbi. Il futuro? Va capito anche in base a chi sarà il nuovo allenatore. La Roma ha ancora obiettivi importanti da raggiungere“.

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Paredes: “Ranieri mi ha dato grande fiducia. Futuro? Penso solo al presente, qui sto bene”

Leandro Paredes ha parlato in conferenza stampa dopo la vittoria sul Parma:

Come hai fatto a diventare monumentale con Ranieri?

“Cerco di allenarmi al meglio ogni giorno. Posso solo ringraziare il mister per avermi dato fiducia, devo continuare così”.

Questa è la migliore squadra?

“Sicuramente, ma in tutti i sensi abbiamo fatto una grandissima partita, abbiamo sofferto poco. Dovevamo fare una partita così dopo il Como, siamo davvero contenti”.

Sul rigore?

“Gli avevo chiesto di calciare la punizione prima, ma voleva fare tripletta. Il rigore me lo ha fatto calciare”.

Saresti disposto a rinnovare? Avete paura che Dybala possa andare via?

“Su Paulo non posso dire niente, non parlo di altri, ma approfittiamo ogni giorno di averlo. Su di me ho sempre detto di vivere la mia carriera giorno dopo giorno. Sono felice a Roma, sto giocando tantissimo e me la continuerò a vivere. Non ho mai pensato al mio futuro”.

Ti senti di dare merito a De Rossi per come sei voluto?

“Si, cerco sempre di continuare a imparare. Ho la fortuna di averlo avuto come compagno ed allenatore, ho sempre approfittato per imparare da lui. Ranieri mi sta dando la stessa fiducia e sono contento”.

Ti senti un monumento? Pensi già al derby?

“Mi sono sempre sentito un giocatore importante per la Roma, spero di continuare così. Sul derby, come ho detto, vivo la mia vita giorno dopo giorno, penso prima al Milan”.

Cosa sta mancando a Soulé?

“E’ un giocatore forte, ha tanto da imparare. Sono sicuro che farà benissimo a Roma”.

C’è stato un momento in cui hai pensato di lasciare?

“Ho passato due mesi difficili. Ho continuato sempre a lavorare ed ora che è cambiato tutto mi sento bene”.

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Ghisolfi: “Nessun contatto con altri club per Dybala, è importante per la Roma”

Florent Ghisolfi ha parlato ai microfoni di DAZN prima di Roma-Parma:

Importante chiudere l’anno bene. Poi a gennaio ci sarà l’opportunità di rinforzare la rosa.
“Dobbiamo lavorare per il futuro ma la partita di oggi non cambierà la nostra strategia. Oggi dobbiamo vedere una squadra con intensità ed entusiasmo”.

Dybala? La società è disposta a sedersi a un tavolo in caso di offerte congrue?
“Per il momento non ci sono contatti con altri club. Dybala è molto importante per la Roma, oggi gioca e spero che faccia una grande partita. La cosa più importante è la squadra e il campo”.

Per puntare al miglior allenatore possibile in futuro bisogna fare bene quest’anno?
“Sì. L’allenatore più importante ora è Ranieri, sta facendo un lavoro incredibile. Vogliamo fare la scelta giusta e dobbiamo essere attraenti, mostrando che stiamo lavorando sulla squadra e che stiamo costruendo una dirigenza con stabilità e coerenza. Con un progetto sportivo molto chiaro, che è in parallelo con lo stadio e sarà molto ambizioso”.

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Saelemaekers: “Ci stiamo ritrovando. Dovbyk? Contenti per i suoi gol”

Alexis Saelemaekers in conferenza stampa dopo la vittoria contro la Samp:

Ti trovi meglio trequartista o quinto?
“Io onestamente mi sento a mio agio dove mi mette il mister, se posso aiutare la squadra cercherò di fare il mio meglio in ogni posizione. A me basta giocare ed aiutare la squadra”.

Stai già pensando alle prossime gare? Parma, Milan, Roma, quanto saranno importanti?
“Tutte le partite sono importanti. Sono stati mesi difficili e adesso stiamo pian piano ritrovando la Roma che conosciamo. Guardiamo partita per partita, mettere in campo quello che ci chiede il mister e andare avanti così”.

Dovbyk si trova bene con te?
“Prima della partita gli ho detto di attaccare lo spazio dietro al difensore perché a me piace fare quel cross lì. Lo abbiamo provato in allenamento ed oggi ha funzionato. Tutta la squadra era contenta per lui”.

Ci aiuti a capire che è successo nel secondo tempo di Como-Roma?
“Non ti so dire il vero motivo di quel secondo tempo. Però la cosa più importante è di dimenticarlo il prima possibile. Penso che la mentalità c’era e l’abbiamo messa in campo, ma può succedere. Dobbiamo guardare avanti”