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Cristante: “La concorrenza fa bene a tutti. Rapporto speciale con De Rossi”

Bryan Cristante ha parlato ai microfoni di Sky dopo il pari con la Juve. Ecco le sue parole:

Ti aspettavi la panchina di Dybala? “Quando arrivano giocatori importanti poi l’alternanza c’è di più. E’ un punto di forza. Dopo la sosta giocheremo ogni 3 giorni. E’ una grossa mano avere più giocatori forti nello stesso ruolo”. 

Due punti in tre partite e un solo gol segnato. Avete ritrovato lo spirito oggi? “Non è la partenza che volevamo. Abbiamo fatto brutte partite oggi era importante ritrovare compattezza. E’ un punto di partenza. Andiamo via da Torino con una buona prestazione e nessun gol subito”

Tu e Paredes siete alternativi? “Come ho detto prima è importante avere più giocatori nello stesso ruolo. Non si possono giocare 50 partite come la scorsa stagione. Nelle coppe siamo sempre arrivati in fondo e sono tante partite. Per fare buoni risultati è fondamentale”

Ti sei arrabbiato per la situazione con De Rossi? “Sono le solite storie che a Roma piace gonfiare. E’ stata una discussione da campo, roba di 10 secondi. E’ stata dettata dal nervosismo delle due partite senza vittoria ma nulla di quello che si è detto”.

CRISTANTE A DAZN

Alla base della prestazione difensiva della Roma ci sei tu. La vedi come un punto di partenza? “Sì, volevamo trovare compattezza difensiva. Sotto quel punto di vista abbiamo fatto un’ottima prestazione. Uscire da qui senza subire gol non è mai facile. Dopo la sosta dobbiamo ripartire da qui”.

Volevi dare una risposta in campo dopo quello che è successo in questa settimana? “Sì, cerco di darla sempre la risposta in campo. Questa settimana si è parlato tanto e del nulla. Cose inventate e tanto caricate”.

De Rossi ti coinvolge tanto anche in campo. “Col mister ci conosciamo da 7 anni. C’è un rapporto importante. Anche quello che è uscito chiaramente sono tutte cose forzate e inventate. Sappiamo che quando le cose in campo non vanno bene a Roma è facile caricare queste situazioni. L’importante è rispondere in campo”.

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De Rossi: “Buon punto di partenza. Dovbyk? Marcature strette, segnerà tanto. Pisilli? Futuro assicurato”

Daniele De Rossi ha parlato ai microfoni di SKY SPORT dopo il pari di Torino contro la Juventus:

Solidità difensiva, è mancata la proposta offensiva. Cosa aggiungiamo?
“Per noi era importante fare una partita concreta, una squadra compatta dopo averlo cercato a Cagliari e perso con l’Empoli. È un periodo pieno di pressioni a Roma, era importante fare una buona prestazione e uscire da qui con qualche punto. In queste due settimane potremo lavorare non con molti giocatori, ma con più serenità. Sappiamo chi siamo e sappiamo chi saremo quest’anno. Quello che abbiamo visto questa sera è un buon punto di partenza. Non è stata una partita bellissima, potevamo fare meglio con la palla ma avevamo di fronte un avversario molto forte. I ragazzi sono stati molto bravi”.

Come migliora la comunicazione tra squadra e Dovbyk?
“Dovbyk fa paura a tutto quanti, lo conoscono. Motta gli ha lasciato Bremer e Gatti due contro uno tutta la partita, questo ci ha permesso di essere più liberi sui quinti ma eravamo meno pericolosi di quanto avremmo voluto esserlo se ci avessero lasciato un uomo addosso. Non è questione di comunicazione o prestazione incolore, si è dato da fare e ha lottato con la squadra. Adesso arriveranno tanti gol, sono sicuro”.

Hai detto che tra poco tempo la Roma lotterà per lo scudetto, sei convinto?
“Dipende che intendiamo per poco tempo. Non intendevo in questa stagione, era riferito al mercato e sono stati giocatori molto buoni, continuando a fare queste finestre di mercato così positive, inserendo gente di qualità e fame, la Roma non ha una forbice così grande dalle squadre più forti. Ad oggi ci sono squadre molto più forti di noi. Quindi, ne sono convinto”.

Quanto tempo ci vorrà per vedere personalità e da chi ti aspetti che lo trasmetta agli altri?
“Con l’Empoli abbiamo fatto i primi 8-9 minuti molto bene, poi abbiamo rischiato di prendere gol e ci siamo impauriti. Uguale ad oggi. Dovremo lavorare su quelli che sono i nostri concetti, dobbiamo mettere le letture di fronte alla paura, non possiamo prenderci momenti di timore. In questi momenti bisogna anche analizzare che al 94′ Somurodov pressava il portiere, spirito eccezionale. Dobbiamo mantenere la barra dritta quando sembra che stiamo soffrendo perché poi la nostra paura ci fa soffrire di più”.


De Rossi a DAZN

Avete ritrovato compattezza: quanto è contento di questo?
“Sono contento, volevamo ripartire dalla ricerca della compattezza con coraggio e umiltà. Sapevamo che avremmo dovuto difendere contro giocatori bravi, i ragazzi sono stati quasi perfetti e i difensori e i centrocampisti hanno fatto un lavoro incredibile. Potevamo fare un po’ meglio con la palla, è stata una partita pari. Contro squadre forti bisogna fare belle partite essendo solidi”.

Sei soddisfatto della prestazione di Dovbyk?
“Sono soddisfatto. Ha lavorato tanto, era in inferiorità numerica contro Gatti e Bremer e non è facile per nessuno in quelle situazioni. Quando avevamo la palla negli ultimi 20/30 metri dovevamo essere più rapidi per avere maggiore ampiezza, avremmo potuto metterli in difficoltà. Sono sodisfatto della partita fatta dagli attaccanti. Dovbyk farà gol e sembrerà ancora più forte quando tutta la squadra muoverà la palla più velocemente”.

Avete ritrovato compattezza: quanto è contento di questo?
“Sono contento, volevamo ripartire dalla ricerca della compattezza con coraggio e umiltà. Sapevamo che avremmo dovuto difendere contro giocatori bravi, i ragazzi sono stati quasi perfetti e i difensori e i centrocampisti hanno fatto un lavoro incredibile. Potevamo fare un po’ meglio con la palla, è stata una partita pari. Contro squadre forti bisogna fare belle partite essendo solidi”.

Sei soddisfatto della prestazione di Dovbyk?
“Sono soddisfatto. Ha lavorato tanto, era in inferiorità numerica contro Gatti e Bremer e non è facile per nessuno in quelle situazioni. Quando avevamo la palla negli ultimi 20/30 metri dovevamo essere più rapidi per avere maggiore ampiezza, avremmo potuto metterli in difficoltà. Sono sodisfatto della partita fatta dagli attaccanti. Dovbyk farà gol e sembrerà ancora più forte quando tutta la squadra muoverà la palla più velocemente”.

Su cosa insisterà di più durante la pausa?
“Non ci sono i miei ragazzi, vanno tutti in nazionale (ride, ndr). Con lo staff lavorerò per trovare soluzioni e cercare di essere ancora più forti. Con alcuni giocatori lavoreremo di più, ad esempio ne è arrivato uno che non si allena da un po’ di tempo… Dovremmo lavorare un po’ per rimetterlo in condizione”.

Chi è?
“Hermoso. Sta arrivando. Quando eravamo quotati in Borsa non si potevano dire queste cose… Ancora non si possono dire? Ho sbagliato allora (ride, ndr). Qualcuno a Trigoria ci sarà e ci lavoreremo. Altrimenti lavoreremo con i giovani, sono un serbatoio importantissimo per noi. Pisilli ha fatto una partita molto importante contro una squadra così forte. Ci prepareremo al meglio per la partita contro il Genoa. Ci sarà spazio e bisogno di tutti. I sostituiti sono entrati in maniera eccezionale e questo mi fa ben sperare”.

Che sensazioni ti ha dato Saelemaekers? Che jolly può essere? La prestazione di Pisilli?
“Alexis è importante per noi. Per la nostra dimensione era il più importante che potessimo prendere. Nella prima fase di mercato avevamo cercato esterni più istintivi di lui e meno equilibrati, mentre ora abbiamo cercato la compattezza. Saelemaekers è molto forte in fase offensiva e difensiva, sa giocare ovunque. È un acquisto tanto importante. Sono felice per Pisilli, è un segnale per tutti. C’è spazio per tutti quelli che vanno forte in allenamento, quelli così li tratto un po’ meglio rispetto agli altri. Pisilli ha il futuro assicurato, oggi partita più che buona, è un ragazzo incredibile”.

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Konè: “Voglio entrare nella storia della Roma. Sono un centrocampista di rottura e ripartenza”

Manu Konè ha rilasciato la sua prima intervista ai microfoni ufficiali della Roma:

Quali sono le tue emozioni, le tue prime impressioni?
“La mia prima impressione è che sono molto contento di essere qui, in questo storico club italiano. Sono felice di far parte di questo grande club. Non vedo l’ora di incontrare i miei compagni, lo staff e di vedere lo stadio. Sono molto felice di essere qui”.

Cosa ti ha convinto a venire qui, a giocare per la Roma?
“Mi ha convinto il fatto che questo è un grande club, so che si tratta di una società storica italiana, ho anche parlato molto con il tecnico e anche lui mi ha convinto. Mi ha spiegato cosa può darmi il club, visto che anche lui era un centrocampista. Mi ha detto che il club ha grandi ambizioni. Sono molto entusiasta di essere qui e aiutare la squadra”.

Hai dei ringraziamenti da fare per essere qui?
“Vorrei ringraziare la famiglia Friedkin, tutta la mia famiglia, i miei agenti e tutti coloro che hanno contributo per farmi arrivare qui”.

I tifosi non vedono l’ora di conoscerti, ti hanno aspettato molto. Sei contento di questo?
“Sono davvero felicissimo. Ho visto molti messaggi dei tifosi sui social media, che mi hanno reso ancora più entusiasta della scelta che ho fatto. Non vedo l’ l’ora di incontrarli, di vederli allo stadio e di farli felici”.

Quando hai deciso di dire “sì, voglio andare all’AS Roma”?
“La Roma è un grande club, che conosco da quando ero piccolo. Alcuni grandi giocatori sono stati qui e desideravo essere parte di questa storia. Ho parlato molto con il tecnico e mi ha davvero conquistato con le sue parole. Ho visto che ha fiducia in me e mi ha fatto capire che posso aiutare la squadra. È uno degli aspetti principali che mi hanno convinto”.

Sei un centrocampista completo, ma come descriveresti i tuoi punti di forza?
“Onestamente non ho una caratteristica che spicca sulle altre. Essendo un centrocampista cerco di essere un giocatore completo. Sono in grado sia di difendere che di aiutare gli attaccanti. Sono bravo a recuperare palla, a spezzare il pressing e a rompere le linee avversarie. È quello che posso dare alla squadra in questa stagione”.

A chi ti ispiri?
“Paul Pogba è stato un modello per me, perché ha fatto grandi cose in Italia. All’epoca Paul Pogba dava spettacolo in Italia, ogni giovane francese sognava di essere come lui. Ora che sono cresciuto non lo vedo più come un modello, ma quando ero più giovane era il mio idolo”.

L’Olimpiade con la Francia.
“È stata un’esperienza incredibile. Abbiamo giocato in casa, in Francia, davanti a una folla enorme. Abbiamo lavorato duramente per prepararci e abbiamo percepito l’entusiasmo generato dal torneo. Molte persone ci hanno supportato e gara dopo gara siamo arrivati in finale. Purtroppo abbiamo perso, ma abbiamo imparato molto. Possiamo solo essere fieri di noi stessi. Abbiamo riportato un argento in Francia. Sono molto orgoglioso di quella medaglia. Sono al settimo cielo. Non trovo le parole, ma ho sempre sognato di giocare per la Francia e ora il sogno è realtà. Credo di meritarlo, negli anni ho sempre cercato di mettermi alla prova, sia da bambino che nei club in cui ho giocato. A mio parere, le Olimpiadi mi hanno aiutato a essere convocato”.

Come ti senti?
“Sono felice, vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato a centrare questo obiettivo. Era un obiettivo a breve termine e ora l’ho raggiunto. Spero di dimostrare le mie qualità e di restare qui”.

I tuoi nuovi compagni.
“È vero, conosco alcuni giocatori, come Enzo Le Fée. Abbiamo giocato insieme in Nazionale. Ho giocato contro Evan NDicka in Bundesliga. Ovviamente conosco di nome Paulo Dybala e Paredes. Sono felice di far parte di questa squadra e non vedo l’ora di dare il mio contributo. Sarà un’esperienza da vivere giorno per giorno, momento per momento”.

Come si immagina giocare all’Olimpico?
“Sarà un’esperienza da vivere giorno per giorno, momento per momento. Non ci penso molto ma so che è un grande stadio con molti tifosi che amano il calcio e vivono per questo sport. Vogliamo vincere più partite possibili e fare felici i tifosi”.

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De Rossi: “Patti rispettati sul mercato. Konè ha un motore diverso. Mai litigato con Mancini, con Cristante mai alle mani”

Daniele De Rossi ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Juventus-Roma:

Un bilancio sul mercato, anche se c’è la possibilità di fare qualcosa in difesa con gli svincolati. E un giudizio su Koné e Saelemaekers, saranno convocati?
“Salvo problematiche dell’ultima ora, tutti sono convocati e verranno con noi. Valuteremo i minutaggi recenti del loro pre-campionato. Il bilancio è positivo, sono contento del mercato. Siamo inciampati in una cosa che non potevamo prevedere nel completare la difesa, adesso ci metteremo mano. Abbiamo alzato il livello di qualità di questa squadra, abbiamo fatto un lavoro importante e sono contento. Sono contentissimo di Koné e Saelemaekers, mi piacciono entrambi. Uno come Koné per caratteristiche mancava a questa squadra, forse quello di cui avevamo più bisogno e serviva mettere ciccia a centrocampo, lo avevo chiesto più volte nella scorsa stagione. È un acquisto mirato, vale anche per Saelemaekers e per chi è arrivato prima. Siamo cortini in difesa, ma è successo qualcosa difficile da gestire e prevedere, l’operazione Danso mi avrebbe reso molto felice”

Che Juventus ti aspetti?
“Thiago Motta è un amico, non uno che senti sempre ma che abbracci con piacere quando lo vedi. È un ragazzo che sta mostrando che è un grande allenatore non solo per i risultati e per il gioco, ma anche perché ci sono allenatori con il tocco magico che mettono in campo giocatori e fanno gol. Ci sono allenatori che hanno qualcosa di speciale e lo sta mostrando, ci è arrivato con la gavetta e con gli anni, adesso giustamente si sta godendo i frutti del suo lavoro in una big costruita per vincere il campionato. Sono partiti bene, hanno caratteristiche ben precise, hanno fatto un mercato importantissimo, molto costoso, e stanno ottenendo risultati con i giovani. Con Thiago non puoi rilassarti, non ti porti mai da casa la formazione perché può sempre sorprenderti. Stiamo preparando l’idea di Juventus che ci aspettiamo, non il singolo giocatore. Sarà difficilissima, ma possiamo fare la nostra ottima prestazione”.

Rispetto alla Roma di maggio è una squadra più forte? Saud?
“Fare un bollettino o un’analisi è difficile, perché lì avevamo dei mesi di lavoro alle spalle. Credo che stia andando nella direzione che volevo io. Sono stato supportato in quello che avevo chiesto. Per me abbiamo fatto un mercato paradossalmente migliore dell’Inter, ma l’Inter è più forte di noi, parte da un livello più alto e deve mettere dentro 2 giocatori. In un paio di mercati dovremo lavorare come l’Inter: mettere dentro due pezzetti e restare fortissimi. L’Inter ha aggiunto dei pezzi piccoli in una squadra che andava già bene e ieri sera ha fatto paura un po’ a tutti. Per me la direzione importante è quella. Entro poco tempo, se continuerà a lavorare come in questo mercato, non vedo problemi nel pensare la squadra a lottare per lo scudetto. Non è una cosa che raggiungi in un mese o due mesi o in un mercato e sarà sempre più facile fare mercato perché invece di 8-10 giocatori che vanno via perché in prestito, cambi poco. La direzione e i patti dell’inizio sono stati rispettati, sono stato soddisfatto. Nel mentre è sempre difficile gestire il mercato, ma c’è stata collaborazione. Ho visto Saud in due spezzoni di allenamento, in mezzo c’è stato il viaggio in Arabia per il visto. Ieri ha fatto 10 minuti, non volevamo sovraccaricarlo. Ha le caratteristiche che cerco, lo conoscevo poco e ho parlato tanto con Roberto Mancini e lo staff, vedono un futuro campione in lui. Dobbiamo lavorare tanto dal punto di vista tattico e un po’ dal punto di vista tecnico, ha il motore che ci serviva, va veramente veloce. È un ragazzo solare e positivo, dobbiamo aiutarlo a inserirsi con i tempi giusti in una squadra già forte di suo. L’anno scorso sono arrivato e ho detto che questa squadra andava forte e che andava migliorata dal punto di vista fisico e dell’uno contro uno, così è stato”.

Abbiamo saputo che era stata provata la difesa a 3…
“Come l’avete saputo? Quante cose avete saputo che non erano come avete saputo?”.

È stata pensata per uno come Danso o è buona per ogni occasione e ogni difensore che state cercando? Come si incastra in questo progetto la partenza di Bove?
“Noi costruiamo sempre a 3, ho immaginato Danso nella difesa a 3 e ne avevo parlato con lui. Costruiamo quasi sempre a 3, a volte facciamo 3+1, 3+2 o 3-rombo, variamo. Anche l’anno scorso spesso abbiamo abbassato l’esterno, a volte con tre centrali e avete pensato che quello fosse il problema. Si può fare perché tante squadre attaccano con 5 giocatori, non ci siamo inventati nulla. Lo abbiamo visto fare ad altri, anche a Roberto Mancini durante l’Europeo vinto. Potrebbe essere una difesa a 5 più statica nella fase bassa o difesa a 3 che poi diventa a 5, non cambia moltissimo. Dipende dagli interpreti che immagini nella difesa a 4 come potrebbero o non potrebbero essere. L’allenatore deve gestire un mercato in base alle sua idee tattiche e modificare in base alle cose che non si riescono a modificare per mille motivazioni. Bove? Mi dispiace sia andato via, ma non l’ho bloccato e non gli ho detto di rimanere a tutti i costi. Con lui sono stato chiaro, come a tutti i centrocampi, e ho detto che avevo intenzione di mettere dentro un altro paio di centrocampisti più dinamici e probabilmente ci sarebbe stato meno spazio. Con me ha giocato meno di quanto abbia fatto con Mourinho, ha parlato con me e detto che aveva bisogno di giocare e non potevo garantirgli questo spazio. Dispiace perché è forte, è un ragazzo positivo, educato e legato all’ambiente e alle squadra, ma devo fare scelte. Non posso pensare solo se un giocatore mi sta simpatico o alla paura che possa diventare molto forte come lo sono diventati Frattesi e Calafiori. Devo prendermi le mie responsabilità, in questo caso spero quasi di aver sbagliato perché merita di diventare un Nazionale come Frattesi e Calafiori. È in prestito, nulla è definitivo. Rimango con l’abbraccio che ci siamo dati, sperando che resti l’affetto fra di noi. Vale per lui il discorso che è valso per Paulo (Dybala, ndr) pochi giorni fa. Se fossi voluto rimanere l’idolo intoccabile per tutta la vita qui a Roma non sarei tornato e non mi sarei messo in discussione o avrei fatto scelte più populiste, ma devo guardare il campo e anche quello che mi dicono i giocatori. Devo rispettare Edoardo e quanto meritasse di spiccare il volo”.

Quanto è stato complicato gestire il mercato e se ha influito nei risultati?
“È stato complicato, ho sentito le interviste di Di Francesco e Gasperini sul mercato. Noi potevamo vincere queste due partite, ma il campionato è sporcato dal mercato. Siamo tutti sulla stessa barca, infastiditi, per me è una follia e si poteva fare meglio. Sono state fatte cose male, ma anche spezzoni fatti molto meglio. È complicato gestire in corsa, ma è il lavoro dell’allenatore. A volte organizzi un mercato e qualcosa salta, devi pensare a far entrare tutti nel progetto anche chi poteva andar via”.

Si è parlato di un litigio con Souloukou, Cristante e Mancini.
“Di vero c’è solo la discussione con Bryan, abbiamo discusso in campo per 10 secondi ed era una discussione normale. Poi è diventata che che ci siamo messi le mani addosso, è gravissimo. Mi tocca querelare, se inventi bugie sulla mia professione non è normale. Va bene che ho passato 20 anni di carriera sentendone di tutti i colori, ma non va bene. Neanche ho visto Lina durante l’Empoli, con Mancini non è mai successo nulla. Non lo avevo letto e me l’ha detto Mancini. Non c’è difesa, è grave perché il vostro lavoro è dire quello che è successo, trovare scoop ma intentarli no. Non facciamo il bene mio, ma neanche della società. Se c’è qualcosa è giusto scriverla, ma di queste tre cose l’unica che aveva una lontana parvenza di verità è quella con Cristante. Ci siamo scontrati a 20 metri di distanza su una cosa di campo, il giorno dopo ci siamo abbracciati e l’avete fatta diventare una rissa. Per me è tanto grave”.

Quanto è difficile in questa situazione preparare la terza giornata?
“È difficile, ma non sono abituato a trovare scuse e alibi. Ho parlato con D’Aversa prima e dopo l’Empoli e sono nella stessa condizione, ma hanno vinto. Non l’ideale, ma se Dio vuole durerà un’altra partita e poi ci concentreremo su quello che più mi piace e so far meglio, l’allenatore”.

Ha detto che la Juve è costruita per lo scudetto, la Roma per cosa?
“Per migliorare quanto fatto l’anno scorso, la direzione presa è stata rispettata ma non vuol dire arrivare quarti per forza. Non è un obbligo per come siamo costruiti, ma l’obbligo è andare in una certa direzione nella quale credo fortemente. Ci riempiamo la bocca con l’Atalanta, ma ha iniziato 8 anni fa con i vari Mancini e Cristante che erano bambini, il loro lavoro li ha portati ad essere una squadra che costantemente sono in quelle posizioni, come eravamo noi una decina di anni fa. A prescindere da chi ci sarà, tra un paio di anni saremo fissi lì ed è il passo più importante che possiamo fare”.

Se ci fossero stati litigi tra lei e il CEO o lei e il calciatore, verrebbe qui in conferenza a dirlo?
“Faccio una premessa. Quando ho detto subumani mi riferivo a gente che mi augurava dei tumori o altro. Se io avessi litigato con Mancini non sarei venuto qui a dirlo. Non dico che non ho mai discusso con Cristante, dico che non ci siamo menati. Quando dico subumani faccio una battuta alla fine di un discorso ampio. Il giocatore ti risponde perché lo hai scritto e lo hai citato, con Mancini non abbiamo mai discusso. Prima di Roma-Genoa dell’anno scorso ho discusso con Mancini, ci siamo chiariti e quest’anno è perfetto nel suo comportamento. Ma non puoi pretendere che Mancini non ti risponda se scrivi una cosa non vera. Nelle conferenze si dicono mezze verità, ma se senza parlare riceviamo quello che abbiamo ricevuto nell’ultimo mese, pensa se lo dicessimo. In passato è successo altre volte, ma non puoi pensare che nessuno risponda o si stranisca. Non uso Instagram, sto cercando le notifiche perché meno leggo e meglio sto. Mancini ha scritto su Instagram, ma non gliel’ho chiesto io. Non dico che l’hai inventata, ma magari è una polpetta avvelenata. In conferenza non diciamo al 100% la verità, ma non vengo a negare una cosa vera”.

Alla fine del mercato quanta gente di gamba è arrivata?
“Parecchia, con Danso ne avremmo avuta tanta in più ma non è colpa di nessuno. Non significa che chi è meno esplosivo deve uscire dai radar della squadra. Per me è un discorso di essere complementari e funzionali tra di noi, tutti giocatori di gamba diventa confusione ma tanti giocatori di qualità, magari monopasso, diventa prevedibile. Il giusto mix ci aiuta. L’ideale è gamba e qualità”.

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Cassano durissimo: “Dybala restando a Roma ha fatto il male del club”

Antonio Cassano, come al solito, non fa mai zero a zero. Nel corso della diretta Twitch su ‘Viva el Futbol’ ha commentato così la situazione Dybala e la sua scelta di restare nella capitale: “Dybala involontariamente ha fatto un autogol. Perchè? Ha dato lui l’ok per trattare poi arrivato ad un certo punto ha fatto retromarcia. Lui doveva capire che, Soulé che con l’Empoli è stato adattato a sinistra, deve giocare a destra. Dybala facendo così ha fatto un male alla Roma. Ovviamente la gente è contenta ma lui è diventato un grande problema. Se non gioca e la Roma perde la gente dirà che è colpa di De Rossi. Nel momento in cui la Roma gli ha fatto capire che non era incedibile doveva andare via. Ha accettato a trattare e se la squadra araba gli avesse dato tutti i soldi richiesti lui sarebbe andato via. Poi si fa uscire quel che si vuole ma non devono passare da eroi questi personaggi che io personalmente detesto. Anche io ho rifiutato una vagonata di soldi, avevo 6 anni di contratto con il Real e poi sono andato alla Samp a prendere la metà ma non sono un eroe”. 

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Dybala: “Male tutto, troppi errori banali. Ecco perchè sono rimasto…”

Paulo Dybala ha commentato così la sconfitta della Roma contro l’Empoli:

Come hai vissuto questa giornata dopo la permanenza a Roma?
“Ho cercato di viverla come tutte le altre. Uno deve essere professionale e concentrato per fare quello che ci chiede il mister. Oggi non siamo stati bravissimi a fare quello che avevamo fatto in settimana. Abbiamo sbagliato tanto. Dobbiamo continuare a lavorare, speriamo che il mercato chiuda velocemente così sappiamo quelli che siamo e quelli che saremo insieme per tutto l’anno”.

Questa squadra ha tanta qualità, come dovete ritrovare la giusta via?
“Tutti dobbiamo cercare di capire cosa abbiamo sbagliato e guardare gli errori commessi. Secondo me gli errori sono stati tantissimi a livello tattico, anche a livello tecnico e individuale. Sono stati errori banali, alla fine abbiamo cercato di ribaltare la partita ma era troppo tardi”.

Ti senti più responsabilizzato dopo essere rimasto?
“In che senso?”

Ti senti di dover dare di più, che la gente si aspetta di più?
“No, non sento che la mia scelta di restare mi metta pressione in più. In ogni partita e in ogni allenamento cerco di dare il meglio di me, di prepararmi al massimo per dare il meglio per la squadra, per me stesso e per quello che mi chiede l’allenatore. Ovviamente tutto quello che uno cerca di fare bene si ripercuote sull’allegria della gente e uno cerca di fare le cose bene per i tifosi”.

Sei il miglior giocatore del nostro campionato negli ultimi 16 mesi, perché durante la partita sei tante volte lontano dalla porta?
“A volte per abbassarmi e aiutare la squadra in fase di costruzione. Mi sento più comodo vicino alla porta, a giocare nei passaggi stretti negli ultimi metri, ma oggi ho giocato lontano dalla porta, abbassandomi come aperto a destra. Devo lavorare per migliorarmi”.

Perché hai detto ‘no’ a 75-80 milioni di euro?
“(ride, ndr) Tutti guardano quello, io ho messo tante cose sul tavolo per prendere una scelta: la mia famiglia, mia moglie, la città, la squadra, la volontà di tornare in Nazionale. Ho 30 anni, mi sento bene anche se vedo tante critiche sugli infortuni. Cerco di lavorare al massimo ogni giorno, a curarmi bene per rendere al meglio. Sono tantissime cose, poi si parla solo dei soldi. Non posso dire che non pensi quando vedi quella cifra, ma si mettono tante cose prima sul tavolo che mi hanno fatto prendere la scelta di restare”.

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De Rossi: “Mancate energia e intensità. Ora devo scegliere chi va forte. Fischi a Zalewski? Brutto quando accade”

Daniele De Rossi ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la sconfitta contro l’Empoli:

Come avete preparato la partita? Cos’è mancato?
“La voglio rivedere. È mancata energia, è mancata intensità soprattutto nel primo tempo. La palla scorreva lenta, giocavamo sempre indietro e mai in avanti. Quando siamo andati in verticale, cioè come l’avevamo preparata, siamo stati anche abbastanza pericolosi o vicini ad esserlo, con Dovbyk e queste giocate dirette. Contro queste squadre che si sanno chiudere bene se palleggi lentamente, non fai le preventive, non sei attento quando perdi palla, inizi a prendere contropiedi e perdi fiducia, perdi centimetri, perdi spazio e prendi gol. Hanno meritato il gol nel primo tempo. Nel secondo tempo la gente ha iniziato ad andare più forte, abbiamo fatto un buon secondo tempo che non è bastato. Quando non giochi bene nel primo tempo non ti gira neanche bene la fortuna”.

Cosa bisogna fare per trovare la velocità nello sviluppo della manovra e l’identità dello scorso anno?
“Bisogna andare forte. Devo essere bravo a scegliere quelli che vanno forte”.

Hai cambiato modulo. Dovbyk mi sembra in difficoltà sul fraseggio stretto ed è stato servito poco con i cross sulle fasce.
“Sì, i loro quinti aperti ci hanno infastidito e dopo 20 minuti avevo già chiesto di cambiare. Artem va servito in profondità, nello spazio, con la palla alta e gli va tolta pressione dal centro dell’area perché se l’area la riempie solo è impossibile per lui trovare gli spazi giusti. E va servito anche con il fraseggio, soprattutto spalle alla porta negli ultimi 16 metri, abbiamo visti tanti suoi video al Girona in cui teneva palla, appoggiava per il tiro dal limite dell’area. Va servito meglio, va fatta meglio la formazione e vanno fatte tante cose che possono migliorare queste prestazioni. Nel secondo tempo non abbiamo fatto una tattica particolare, eravamo mezzi disperati sul 2-0 e siamo andati fuori giri e così si vincono le partite, si pareggiano e si rimettono in piedi”.

Tanti contropiedi, perché?
“Il fatto che si venisse a prendere palla troppo sui piedi è quello che ho chiesto di non fare e che ho ribadito a fine primo tempo, è quello il motivo per cui perdi palla magari, non sfondi in fase offensiva. Il motivo per cui prendi contropiedi è perché non sei attento sulle marcature preventive, è una cosa sulla quale abbiamo lavorato molto e sulla quale dobbiamo lavorare di più evidentemente. Non è un discorso solo di centrocampisti o attaccanti. Se guardi la prestazione dei difensori sono stati incredibili, un po’ molli sulle preventive nel primo tempo ma poi hanno tenuto il campo da soli”.

È difficile far giocare insieme Dovbyk, Soulé, Dybala e Pellegrini?
“No, i contropiedi non li fanno evitare loro. Da dietro bisogna cercare di essere più aggressivi, fare fallo e cercare di accorciare il campo. Se non ci lavori sopra saranno tante le partite così. Nello scorso anno avevamo il dato secondo cui prendevamo tiri in porta troppo velocemente una volta persa palla e ci abbiamo lavorato un po’, oggi ci siamo ricascati”.


De Rossi a DAZN:

Un commento sull’episodio finale su Shomurodov…
“Non l’ho visto, il corpo di Eldor sembrava muoversi in modo innaturale, ma non ho rivisto le immagini. Se voi dite che era rigore ci credo, non aveva motivo di buttarsi”.

Cosa è cambiato negli ultimi 20 minuti?
“I giocatori erano messi come all’inizio del primo tempo, abbiamo spinto di più. Ci vedevamo battuto e siamo andati forti. Per pareggiare e per segnare bisogna andare forti. Shomurodov è uno che si allena bene, a me serve gente così, che si allena bene in allenamento e che poi in partita va alla stessa velocità”.

Oggi è un po’ venuto meno l’equilibrio. Ti preoccupa?
“Si, perché è quello che ci è mancato anche l’anno scorso, l’ho fatto vedere anche ai giocatori. Ci abbiamo lavorato sopra ma probabilmente non abbastanza. La condizione non è al massimo per qualcuno, fare quei 5-6 metri in più può costare tanto, tra poco magari non sarà così. Con squadre del genere se non sei compatto prendi contropiedi che si tramutano in gol”.

Dybala?
“Non sono soddisfatto della partita di nessuno. Si può fare di più con questi giocatori. Quando perdi in casa non puoi essere soddisfatto, ma non è riferito solo a Dybala. Dovevamo vincere e fare meglio, non solo nei singoli ma anche come squadra”.

Cosa hai chiesto a Dybala e Soulè?
“Di giocare ampi, se avessero giocato vicini saremmo stati scoperti sulle fasce. Dovevamo chiudere sui quinti e ripartire, non sempre è riuscito. Ci lavoreremo, per giocare così aperti ci vogliono caratteristiche fisiche precise”.

Riguardo ai fischi a Zalewski?
“Brutto quando viene fischiato un giocatore. Se ai tifosi è sembrato che Zalewski andava peggio degli altri a me non è sembrato. Zalewski è uno che da sempre tutto e va più veloce di tanti altri. Magari un supporto sarebbe importante per noi. Questa è una città che conosco, ma un po’ ovunque è così. Vengono fischiati i giocatori, verrò fischiato io, è così. Dal mio punto di vista Nicola è un ragazzo fantastico, è uno che ha quel motore di cui abbiamo bisogno”.

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De Rossi: “7 giorni per completare la rosa. Dybala? Gesto emozionante. Soulè può giocare a sinistra. Karsdorp fuori dai miei piani”

Daniele De Rossi ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Empoli. Ecco le sue parole:

Quanto può aiutare questo entusiasmo ritrovato per la permanenza di Dybala? E quanto manca alla Roma per completarsi sul piano dei titolari?

Per completarsi manca una settimana. Mancano sette giorni. Ci sarà tempo per parlarne. Come sempre ho detto è prematuro fare bilanci ora. Per quanto riguarda Dybala è stata una situazione emozionante, ricca di saliscendi. Eravamo sicuri che in ogni caso i tifosi domani sarebbero stati con noi, la sua scelta ha scatenato delle reazioni che tutti abbiamo visto. Oltre a un leader tecnico ora lo vedono come uno che ha preso la decisione per amore, quindi è una bella storia non frequente nel mondo del calcio. Questo è l’amore dei tifosi per i propri beniamini.

L’ultimo Empoli era diverso, che avversario ti aspetti?

Non è mai facile studiare gli avversari perché sai che possono cambiare delle cose in corsa, sono poche partite. Conosciamo D’Aversa, non allena da due partite e sappiamo quello che chiede. L’Empoli ha talento, non prenderei d’esempio l’ultima partita. Sarà difficile, la cosa che mi dispiace è che nelle ultime settimane non si è mai parlato delle partite. Noi siamo stati bravi nella nostra gabbia ad isolarci, ma non è facile. Sono sicuro che se iniziassi a pensare all’Empoli da domani sarà troppo tardi, noi lo abbiamo fatto in questi giorni e abbiamo lavorato in funzione di questa partita. Non sarà così tanto diversa dallo scorso anno, speriamo sarà diverso il risultato.

Quanto è importante il progetto tattico in attacco del 4-3-3? Con il ritorno di Dybala è precluso l’arrivo di un esterno?

Il 4-3-3 come lo intendo io ha gente che gioca con i piedi sulla linea, questo è difficile chiederlo a Paulo. Stessa cosa per Soulé. Possono assolutamente giocare insieme, entrambi hanno un grande talento. Ma ci sono anche gli altri che lo hanno. Sceglierò in base all’avversario chi schierare in campo. Abbiamo due esterni e vediamo cosa succederà negli ultimi giorni, niente sarà diverso da quello che succede nelle altre squadre. Per comprare devi vendere. Dalla prossima settimana non vi dirò più “vedremo” e saremo più consapevoli di chi siamo. Le prime partite sono imbastardite dal mercato, è un casino che infastidisce tutti quanti.

Avete pensato insieme alla società a qualche uscita o sono tutti a disposizione? Karsdorp è fuori rosa?

No, nessuno mi ha mai chiesto di mettere in disparte nessuno. Per quello che riguarda i giocatori che sono usciti e poi rientrati se lo meritavano, tipo Belotti o Solbakken. Meritavano di essere trattati bene. Per quando riguarda Karsdorp è stata una mia scelta e credo che non cambierà. I discorsi societari vanno ascoltati, loro mi hanno assecondato. Per mille ragioni per me non era giusto che avesse spazio qui e spero per lui che lo trovi altrove perché fuori dal campo è un amico. Piccoli fattori tattici, tecnici e comportamentali mi hanno fatto prendere questa decisione.

Su Dybala le hanno chiesto di gestire la questione presenze per il rinnovo?

Io sono un allenatore. Non posso pensare a questo. Paulo è rimasto e verrà trattato come un giocatore importante.

È cambiato qualcosa sull’utilizzo di Dybala?

Paulo sa cosa penso, perché io e lui abbiamo parlato diverse volte. E questo è quello che mi piace. Io sono stato chiaro. Lui sa cosa penso riguardo la decisione che era stata presa. Per me sono tutti protagonisti, lo gestirò in base alla sua condizione fisica come tutti. Ha spinto sempre forte e non ha mai saltato un allenamento, lo gestiremo come gestiremo gli altri. Per voi farà più rumore quando starà in panchina ma io deciderò in base alle mie idee per vincere la partita.

Sul terzino destro perché questo ritardo? Celik può fare il titolare?

Celik ha fatto il titolare nelle partite più entusiasmanti della scorsa stagione. Lo rispetto tantissimo. Se arriverà un giocatore in più si giocherà con lui il posto. Sangaré resta in rosa con noi.

Domenica hai spostato Soulé a sinistra. Domani in mezzo al campo vedremo come mezzala Cristante o Le Feé?

Mi piace come giocatore Soulé. In quei 20 minuti che abbiamo visto a Cagliari ha fatto bene, sicuramente su quella fascia magari determinate cose non le potrà fare ma ne potrà fare benissimo tante altre. Lo gestiremo. Con il rientro di Paredes se giocherà lui, sceglierò la mezzala in base alle sue caratteristiche. Abbiamo tante mezze ali, Bryan sicuramente ci dà una fisicità diversa lì in mezzo al campo.

I tanti giovani che avete come vengono individuati?

Sono colpi di Ghisolfi. Io non li conoscevo, mi vengono fatti vedere e do il mio parere. Poi vengono fatte le operazioni, la mia conoscenza di giocatori ovviamente è limitata. Un direttore sportivo ne conosce di più. La sua abilità sta proprio lì, riconoscere i talenti.

Se tutti i nomi sono stati suggeriti da Ghisolfi, quanti ne mancano di nomi fatti da Daniele De Rossi per completare la rosa?

Si fa una scrematura. Il direttore sportivo ti fa quindici nomi, poi magari uno costa troppo, uno non vuole venire, poi c’è quello che vuole venire alla Roma e allora si va a prendere. Funziona così. Tutti sono nomi passati sotto i miei occhi e per prenderli io li ho ritenuti giocatori forti.

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Pellegrini: “Non siamo soddisfatti del risultato. Vogliamo fare meglio degli ultimi anni”

Lorenzo Pellegrini ha parlato in conferenza stampa, al termine di Cagliari-Roma:

Sulla prestazione.
“È importante vedere le cose che secondo noi sono un po’ mancate lo scorso anno su cui abbiamo lavorato tanto come muoversi come squadra per cercare di essere più forti possibili. Secondo me questo c’è riuscito e questo è un punto di partenza importante secondo me.  Come ho detto non siamo contenti per il risultato. Nel primo tempo abbiamo fatto più fatica per lucidità, tenuta atletica, anche il campo non era un granché, non è un alibi, ma è la verità. Nel secondo tempo abbiamo provato ad alzare i giri ma non siamo riusciti a trovare il gol”. 

Sul gol mancato.
“Sono arrivato in corsa e c’è stato un movimento di Artem che mi ha fatto temporeggiare, come se me la dovesse toccare. Quelli sono istanti, chi ha giocato a pallone lo sa, sono arrivato col passo lungo perché non ho capito se volesse toccarmelo o fare la finta per il difensore. È stato bravissimo Scuffet”. 

Sulle migliorie.
“Io credo che sia importante che la Roma abbia tanta gente pronta e che sappia giocare a pallone. Questa è la strada che si sta prendendo. Come abbiamo visto negli ultimi anni, in campionato non siamo arrivati dove pensavamo potessimo arrivare. Dal mio punto di vista siamo arrivati a fine campionato sempre indietro rispetto agli altri, perché siamo arrivati sempre in fondo in Europa, poi alla fine tra viaggi e partite in più puoi risentirne. Credo che la cosa importante sia più che un giocatore piuttosto che un altro, ormai lo sapete non penso mai di essere più importante di un compagno di squadra, penso che la cosa più importante è quella che vedo: tutti i giorni si arriva al campo, si lavora forte, si pensa alla stessa maniera. Questo da capitano mi rende felice”.

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De Rossi: “Mi spaventa una Roma senza Dybala e senza un eventuale sostituto. Dovbyk segnerà tanto”

Daniele De Rossi ha parlato così dopo il pari con il Cagliari per 0-0, ai microfoni di DAZN:

La prestazione nel secondo tempo?
“Meglio nel secondo tempo, nel primo abbiamo avuto problemi di ripartenza. Ho chiesto di andare più in verticale, senza fomentare il Cagliari. nel secondo tempo meglio, abbiamo avuto occasioni, loro anche. Ho visto cose migliori nel secondo tempo”.

Soulé?
“Deve fare quello, è sempre dentro la partita. Fa cose giuste, poi altre le sbaglia, ma l’atteggiamento è sempre giusto. Cercavamo un calciatore così, sono sicuro che con il tempo migliorerà anche nel rapporto con i compagni”.

Qualche errore negli ultimi 30 metri?
“Sì, si tratta di centimetri. Nel primo tempo ci siamo arrivati poco, dobbiamo analizzare. Ho giocato tante partite così, campo secco, venticello, stadio caldo, ti metti a giocare e poi magari rischi. Nel secondo tempo li abbiamo fatti abbassare e la qualità dei nostri esce un po’ più fuori”.

La spaventa un’odea di una Roma senza Dybala?
“Ne ho parlato. Mi spaventarebbe una Roma senza Paulo o senza l’eventuale sostituto. Se qualcuno andasse via, ma riuscissimo a sostituirlo anche in altre posizioni del campo con calciatori funzionali e forti, si andrà avanti con loro”.

Dovbyk?
“Partita difficile. Non l’abbiamo messo nelle migliori condizioni, meglio nel secondo tempo dove ha fatto molto meglio. Ho la sensazione che farà tanti gol”.

De Rossi in conferenza stampa.

“Sono stati bravi loro, l’hanno messa su un ritmo molto intenso come fanno le squadre di Nicola. Abbiamo giocato in verticale, il campo era secco e la palla non andava e quindi avevo chiesto di non giochicchiare davanti all’area. Negli ultimi 30 metri potevamo fare molto meglio, ma abbiamo avuto delle occasioni”.

I tre nuovi?
“Sono ad un punto iniziale. Enzo la prima parte degli allenamenti l’ha fatta con un gruppo composto soprattutto da giovani della primavera. Li vedo bene, vedo che siamo vicini ad ottenere qualcosa di grande da ognuno di loro”.

Dybala?
“Tempistiche che si chiedono alla persona sbagliata. Lui era con la testa qua dentro, è entrato bene e non aggiunge niente, non penso ci sia bisogno di tornare sopra la situazione Arabia”.

Sulla rosa.
“Numericamente siamo a posto perché siamo tanti. Non si fanno dei bilanci adesso e quando mancano ancora giorni alla fine del mercato. È prematuro fare un bilancio della squadra”.

Baldanzi?
“Sono contento di lui e di come si allena”.