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Pellegrini: “Inizio a sentirmi bene”

Lorenzo Pellegrini ha parlato ai microfoni di DAZN prima di Roma-Fiorentina:

Come stai? Chiedi di più a te stesso?
“Assolutamente. È iniziata con uno stop e poi uno ancora più lungo e fastidioso, rientrare dopo quasi due mesi è sempre difficile e bisogna stare attenti, da un paio di settimane riesco a lavorare bene e oggi vedremo come sto. Inizio a sentirmi bene”.

La Fiorentina ha importanti disattenzioni difensive.
“Sarà importante essere aggressivi, giochiamo davanti ai nostri tifosi ed è giusto preparare la gara così, poi spetterà a noi, alle individualità cercare di fare la differenza”.

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Mourinho: “Mi aspetto giustizia dalla Procura, mai offeso Marcenaro. Rinnovo? Parlo con Friedkin ma non di questo”

Le parole di Josè Mourinho alla vigilia di Roma-Fiorentina:

“Buona settimana, intensa, non possiamo farla sempre. Smalling nessuna novità, Marash Kumbulla sta lavorando con noi, sta aumentando i carichi, e potrà darci una mano, magari dieci minuti se non per il Napoli per quella dopo. Sanches e Pellegrini hanno messo nuova intensità nelle gambe. In generale abbiamo lavorato bene sui nostri principi di gioco, una buona settimana”

Fiorentina?
“Avversario di grande qualità, tanti giocatori forti, una rosa forte, hanno battuto il Parma con tante riserve, giocano per i nostri obiettivi. Sarà una partita difficile”

L’incontro con la Procura Federale?
“Dalla giustizia sportiva mi aspetto giustizia, non è stato un problema per me, la mia vita qui a Roma è il lavoro, mi sono presentato spontaneamente, ero felice anche perchè il Procuratore Chinè mi ha dato la possibilità con tutta naturalezza di dire esattamente la verità. Non ho mai offeso l’arbitro, non ho mai messo in dubbio la qualità di Marcenaro, mai. Ho usato un’espressione normale, la utilizzo anche quando parlo di me stesso, riguardo al lavoro e la vita sociale, è stata interpretata e capita male. Durante la partita ha dimostrato di avere capacità di fare quella partita e dopo l’ho detto. Sinceramente non riesco a trovare nessun tipo di problema. Ho espresso questo al Procuratore federale, mi aspetto giustizia. Berardi? E’ un problema del Sassuolo, di personalità, perchè quando mi hanno trovato lì prima e dopo la partita perchè non mi hanno detto niente? Perchè mi salutano con cordialità e sorrisi grandi e il giorno dopo dicono alla stampa che non sono contenti delle mie dichiarazioni, se io non sono contento con un avversario glielo vado a dire. Mi sorprende. Ho il diritto e il dovere di difendere il calcio da allenatore con più di 20 anni di carriera, ci sono delle cose sul terreno di gioco che non possono succedere e invece succedono spesso”

Pinto l’ha difesa strenuamente. Quanto le ha fatto piacere questa difesa? Può essere un segnale anche per il futuro?
“Quando Tiago parla è la Roma, non parla individualmente. In quel momento lì ho sentito la loro vicinanza, mi aspetto sostegno quando non sbaglio, ovviamente non il contrario. Mi ha fatto piacere che la società abbia detto ‘noi siamo qui con te’, mi hanno dato equilibrio emozionale”

Le hanno contestato la battuta sull’ammonizione che avrebbe preso Mancini?
“Non posso parlare di quello che è successo, sono andato con Pinto e l’avvocato Conte, abbiamo trovato il procuratore federale Chinè e abbiamo parlato. Non voglio aggiungere altro”

Aureliano, Maresca e Rapuano per Roma-Fiorentina, hanno avuto diversi problemi con lei e la Roma. Si sente tranquillo?
“Io penso che noi allenatori non dobbiamo parlare degli arbitri prima della partita, ho fatto questa riflessione che ho fatto da solo, una riflessione che ho fatto con Chinè, prima della partita non dobbiamo parlare degli arbitri. Dopo possiamo essere meno o più felici, criticare più o meno, ma dobbiamo lasciarli tranquilli prima della partita”

Se le presentassero il rinnovo di contratto lo firmerebbe?
“E’ una domanda ipotetica perchè non è successo, non mi piacciono i se. Se quel sostegno e vicinanza mi ha fatto piacere? Certo, perchè io do tutto per la Roma e anche se sbaglio mi piace che mi riconoscano questa vicinanza. Con la proprietà parlo ogni giorno, oggi c’era Ryan, non abbiamo parlato ancora del rinnovo”

Sanches e Pellegrini come stanno?
“Abbiamo bisogno di tutti, la nostra rosa senza infortuni e con una buona condizione è una rosa forte, che mi dà diverse opzioni, che mi permette di aiutare la squadra con diverse soluzioni dalla panchina. A centrocampo le opzioni sono tante, Bove è cresciuto non è più il ragazzino che gioca 10 minuti, abbiamo opzioni per cui se non c’è Renato o Lorenzo, oppure Paredes squalificato, non ci sono drammi perchè troviamo sempre soluzioni. Avere tutti disponibili lì è importante, domani abbiamo Pellegrini, Aouar, Cristante, Bove, Paredes e Renato che è migliorato questa settimana. Gli manca ancora qualcosina per arrivare ad un’intensità massimale, Lorenzo ha fatto una settimana di lavoro ottima. Abbiamo tante partite importanti, poi a gennaio ci sarà anche la Coppa Italia, abbiamo bisogno di tutti. La nostra chiara difficoltà è in difesa con i centrali, con Ndicka che partirà sarà ancora più difficile”

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Solet: ”Mourinho è un allenatore per cui vuoi davvero combattere, puoi solo migliorare”

Oumar Solet ha rilasciato un’intervista a GOAL, in cui ha parlato anche di Kristensen, suo ex compagno, e di Mourinho. Il difensore del Salisburgo è uno dei difensori accostati al club giallorosso. Di seguito le sue parole che sanno anche di apertura.

“Ho bisogno di fare uno scatto e crescere come calciatore. Con le qualità e le ambizioni che ho, penso che sia il momento giusto per il prossimo step, che vuol dire trasferirmi in uno dei maggiori campionati e iniziare a giocare grandi sfide ogni settimana. Sono più maturo, ho più esperienze, sia in campionato che in Champions League. Ogni giorno lavoro per essere un giocatore migliore e per questo ho deciso di affidarmi ad un nutrizionista, un personal trainer e un team di comunicazione digitale”.

Sul ruolo e il futuro

”Sono un giocatore utile, che può ricoprire vari ruolo. Posso giocare sia da numero 6 che da difensore centrale, in qualsiasi campionato. Non posso sbilanciarmi per ora, non so cosa mi aspetta. Sono concentrato sul Salisburgo. Passo dopo passo, crescerò”.

Dal rapporto con Kristensen alla Roma di Mourinho
“Rasmus è un amico. È un buon terzino destro e sta facendo grandi cose. Gli auguro davvero il meglio. José Mourinho può essere davvero di grande aiuto per la crescita dei giovani. È uno per cui vuoi davvero combattere. Una grandissima sensazione. Con un allenatore così si può solo migliorare”

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Mancini: ”Mourinho? Il migliore imparo ogni giorno. Sogno di vincere un altro trofeo”

Gianluca Mancini, in una diretta Instagram con Sport Mediaset, ha rilasciato un’intervista in cui ha parlato della sua esperienza alla Roma e del suo rapporto con Mourinho.

La fascia di capitano
“Qui a Roma è una cosa importante che ho imparato a capire stando qui, è un onore portarla anche se il nostro è un super capitano come Lorenzo Pellegrini”

Olimpico sempre tutto esaurito: il rapporto con i tifosi?
“Ci regala ogni volta tantissima emozione, tantissima forza. Ci incitano quando vinciamo, anche quando siamo sotto a volte le ribaltiamo per merito loro. Sono uno che prova a dare sempre il massimo e finire la partita stremato per i miei compagni, lo staff e soprattutto per i tifosi”

L’allenatore che ha inciso di più?
“Qualsiasi allenatore che ho avuto mi ha dato qualcosa, se devo citarne uno Gasperini mi ha dato tanto, facendomi crescere sotto ogni aspetto per stare in Serie A. Oggi ho il migliore e imparo da lui ogni giorno sotto ogni aspetto, sia tattico che psicologico”

Il giocatore che ha inciso di più?
“Se devo fare un nome faccio quello del mio amico Leonardo Spinazzola, ci conosciamo da 8 anni, abbiamo vissuto insieme, litighiamo, ci sproniamo. Ricordo i primi mesi a Perugia in cui giocavo poco e lui mi parlava e mi aiutava a non mollare”

Capitolo Nazionale: come giudichi il girone per gli Europei?
“È tosto, lo sapevamo. La più difficile? La Spagna, però siamo l’Italia e dobbiamo guardare in faccia tutti e giocare con orgoglio, senza paura”

L’avversario più difficile?
“Higuain”

Il gol a cui sei più affezionato?
“Quello che ho segnato alla Juve l’anno scorso, è stato un gol un po’ casuale, in cui ho tirato fuori. Poi abbiamo vinto…”

Il motivo del numero 23?
“Due: il primo è perché mi sono fidanzato e poi sposato il 23 e l’altro è per Marco Materazzi, è anche in suo onore”

Il tuo sogno ancora non realizzato?
“Vincere il prossimo trofeo…qualsiasi trofeo”

Com’è stare in squadra con Dybala e Lukaku
“Prima di tutto sono due ragazzi eccezionali e poi giocatori fortissimi. È bello difendere contro di loro perché puoi imparare, sono due giocatori davvero forti”

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Bove: ”A Roma sto meglio ogni anno che passa. Mou? Un maestro per la mentalità che ci trasmette”

Edoardo Bove si è raccontato attraverso un’intervista a DAZN Talks. Il centrocampista della Roma ha parlato della sua esperienza in giallorosso e del rapporto con Mourinho. Di seguito le sue dichiarazioni.

Come stai a livello fisico? È stato un allenamento duro?
“Si, è stato bello intenso. Abbiamo appena finito e quindi ho ancora un po’ di scorie dall’allenamento, ma sono contento di essere qui“.

Come stava il mister, carico?
“Bene, bene carico come sempre“.

Tu sei nato e cresciuto nella Roma. In famiglia sono tutti romanisti o è stato una scelta tua?
“La mia famiglia mi ha sempre trasmesso questa passione. Poi mio papà ha origini napoletane e mia mamma tedesche e quindi sono un pochino metà e metà. Ho preso un po’ la parte severa da mamma e la parte un pochino più giocherellona e simpatica da papà. La passione per la Roma però l’ho iniziata ad avere fin da bambino. Poi sono entrato a Trigoria quando avevo dieci anni adesso ne ho ventuno e questo è il dodicesimo anno e quindi sono stato più volte qui che a casa. So cosa vuol dire, più passa il tempo e cresci, capisci anche l’importanza di dove sei man mano che vai avanti. È quella la cosa più bella perché magari uno dice sono dodici anni che sei alla a Roma e magari iniziai a diventare una routine e un’abitudine. Invece ogni anno che viene è ancora meglio e spero di continuare così“.

Questi anni hanno fatto la differenza per te per diventare da giovane promessa a punto fisso della Roma?
“Sì, sicuramente hanno fatto la differenza perché sono tutti piccoli step che uno fa in una carriera. Poi ognuno ha un percorso differente, io sono stato fortunato e bravo a sfruttare un determinato tipo di occasione e a rimanere qui per tutto il tempo. Adesso, naturalmente, sono contento di quello che sto facendo. È un momento molto bello perché ti proietti sempre al futuro essendo anche giovane, quindi sei sempre molto attivo e molto energico”.

Anche grandi responsabilità, sei un leader silenzioso della Roma anche perché Mourinho ti ha dato tante responsabilità?
“Si, il fatto di darmi tanta responsabilità mi porta ad avere ancora un rapporto di grande fiducia. Quando un allenatore dà grande fiducia a un giocatore credo che ripagarla sia la cosa più bella. Naturalmente il mister è proprio un maestro sulla mentalità che ci trasmette, sulla cattiveria che dobbiamo avere in campo e durante gli allenamenti. Il fatto che mi abbia trasmesso questa fiducia è dato questa responsabilità mi ha aiutato a crescere. Perché una cosa è giocare senza pressione e un’altra cosa è confermarsi partita dopo partitica che è la cosa più difficile”.

In pratica sei cresciuto in un anno di dieci anni?
“No, in generale la carriera di un calciatore penso porti anche ragazzi giovani a crescere fin da subito. Perché un ragazzo di diciott’anni si trova in uno spogliatoio con anche uomini con figli e gli argomenti sono diversi e le responsabilità sono differenti. Quindi cresci già anche da altri punti di vista. Come se fosse tutto elevato all’ennesima potenza. Anche la maturazione è elevata e vedi miglioramenti. Ma è bello essere così al centro di un progetto”.

C’è qualcosa che senti che ti dà troppa pressione? O c’è qualcosa della tua giovinezza che ti manca?
“Sì e no. Poi quando uno risponde ricorda sempre i sacrifici. È vero magari un determinato tipo di cose un ragazzo di diciott’anni che si affaccia alla carriera professionistica non le può fare. Non tutti possono andare a scuola fino al quinto anno nella stessa scuola senza andare nel convitto della squadra, perché allenandosi la mattina anche tutto l’ambiente scolastico, che è una parte fondamentale, rischi di perderla. Fortunatamente io sto proseguendo gli studi universitari e cerco svaganti anche un po’ con gli studi, perché se poi pensi tutto il tempo al calcio così diventa molto complicato da gestire. Una cosa da gestire e si la voglia di migliorarsi ogni giorno, ma anche la gestione dei tempi perché si sei giovane ma devi stare attento a gestire il tuo corpo. Sono tutta una serie di considerazioni da fare nel momento in cui intraprendi una carriera calcistica. Sono scelte dettate, per me, dalla passione perché è la cosa che amo fare di più al mondo. Perché quando non avrò più voglia di andare al campo ci sarà qualcosa che non va e bisognerà cambiare qualcosina. L’obiettivo è alzarsi la mattina e andare a fare qualcosa che ti piace e di cui sei entusiasta”.

Che modo di svagarsi è lo studio?
“Magari ho sbagliato a usare la parola svagarsi però ho anche altre passioni. Studio economia e management. Mi è capitato anche che ragazzi della Primavera mi chiedessero dell’università ed è bello pensare che puoi essere anche da esempio“.

Per te c’è stato qualcosa che ti ha dato questo esempio?
“Sì, la mia famiglia mi ha sempre trasmesso a che lo studio fosse una parte fondamentale. Con mamma tedesca non scappi, hai un determinato tipo di equilibrio. Poi con papà si è equilibrata la severità. Lui tifa per me“.

C’è un campione o un giocatore che è passato per la Roma e pensi: “Cavolo avrei voluto condividere lo spogliatoio con lui”?
“Calcisticamente il giocatore della Roma che mi ricordo benissimo anche abbastanza recente è Nainggolan. Mi piaceva tantissimo come tipo di giocatore ed era uno dei miei giocatori preferiti. Questo per non essere banale, perché come fai a dire che non avresti voluto condividere lo spogliatoio con De Rossi e Totti?“.

Dopo dodici anni alla Roma ci si abitua mai ad entrare all’Olimpico?
“La cosa che dicevo all’inizio, è incredibile come man mano che cresci e come se ti rendessi conto di tutta la parte che c’è fuori. Dei tifosi, delle persone che lavorano qui. Da chi sta in portineria ai magazzinieri. È proprio una roba che magari quando sei piccolo e cresci qui dentro nemmeno ti rendi conto. Ma man mano che che cresci e inizi a capire più cose l’emozione del vestire la maglia cresce. Perché prendi consapevolezza di dove sei, di quello che hai fatto e di quello che vuoi fare ed è davvero un’emozione che cresce. Capisco cosa rappresento perché essendo stato uno di quei bambini so cosa vuol dire ed è bellissimo“.

Ti capita mai di giocare a tennis?
“L’ultima volta che ho giocato è stata la pausa dopo giugno con un mio amico Flavio Cobolli“.

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Thiago Motta: ”Mourinho sta bene a Roma e mi auguro possa rimanerci per tanto tempo”

Thiago Motta, a margine di un evento al CONI in cui ha ricevuto il premio Andrea Fortunato, ha parlato della Roma di José Mourinho e del rapporto con gli arbitri. Di seguito le sue dichiarazioni.

Le piace Roma come piazza?
“Ho grande rispetto per Mourinho, la Roma ha un grandissimo allenatore e spero che continui con lui per tanto tempo, sta bene a Roma. Io penso al presente a Bologna, a fare il meglio per avere l’immagine mostrata fino ad oggi e lottare con chiunque”.

Come migliorare il rapporto tra allenatori e arbitri?
“Non penso di avere un rapporto complicato con gli arbitri, anche dopo la scorsa partita ho detto che certi arbitraggi devono essere d’esempio, penso a quei giovani che ci hanno arbitrato col Torino. Parlo di fatti, è la mia opinione su cose che ho visto ma non cerco polemica. Del resto ne parlerà il nostro direttore”.

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Mourinho: “Vittoria dei giocatori e romanisti. Ringrazio Friedkin e Pinto per il sostegno”

Josè Mourinho così ai microfoni di DAZN dopo la vittoria sul Sassuolo:

Che sensazioni le lascia questa partita?
“È la vittoria dei giocatori e dei romanisti che sono venuti fin qua. Ringrazio Pinto e la proprietà che nelle ultime 24 ore mi hanno dato sostegno e stabilità emotiva che serve per svolgere questo lavoro, mi hanno dato fiducia. Vittoria importante, sofferta, lottato e meritata. Anche quando eravamo sotto 1-0 siamo stati la squadra migliore. Sono molto felice per i giocatori e per tutti i nostri tifosi. Voglio dedicare una parola a Foti, che ha lavorato moltissimo per questa vittoria, la dedico a lui. Sto parlando in portoghese perché il mio italiano non è sufficientemente forbito e forte per esprimere determinati concetti. Quando ho parlato di stabilità emotiva (in riferimento alla conferenza stampa alla vigilia del match sull’arbitro Marcenaro, ndr), ho parlato di una qualità che nella vita e nel calcio è necessaria per poter rendere ai massimi livelli. Riguardo alla situazione che ha destato un po’ di malumore ai tifosi e allo staff del Sassuolo quando non abbiamo restituito il pallone, mi sono avvicinato a Dionisi e gli ho detto che per ricevere fair play è necessario darlo e nel Sassuolo c’è un giocatore in particolare che è carente in questo”.

(In portoghese, traduzione fornita dal traduttore del club giallorosso, ndr)

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Pinto: “Mou non ha offeso Marcenaro, altri allenatori fanno e dicono di peggio. La Roma dice basta!”

Tiago Pinto ha parlato ai microfoni di DAZN prima di Sassuolo-Roma:

Condivide le parole di Mourinho sulla scelta dell’arbitro, ieri in conferenza?
“Guarda, questo per me è un tema importante perché, voi mi conoscete, cerco di essere tranquillo e non alimentare le situazioni extra campo. Ma arriva il momento in cui magari abbiamo bisogno di dire basta. Noi finora non abbiamo ricevuto nessuna inchiesta dalla Procura, io mi fido del buon senso della Procura e mi fido per due o tre ragioni: la prima è che nelle prime 14 giornate di campionato io e tutti noi abbiamo visto allenatori con atteggiamenti molto più brutti di quelli della panchina della Roma e non è successo nulla; io non faccio esempi, basta andare sui social per vedere degli esempi che sono pazzeschi, e non è successo nulla; in queste 14 giornate io ho visto prima e dopo le partite diversi allenatori che commentano le designazioni, le prestazioni, fanno considerazioni sugli arbitri e non vedo nessun impatto. Ti dico di più, quello che ha detto Mourinho ieri non è un’offesa a nessuno, non è un attacco alla dignità di nessuno: quest’arbitro non ci ha mai fischiato ma ci ha fatto da quarto uomo e noi abbiamo la sfortuna che, quando ha fatto il quarto uomo, ci ha sempre buttato fuori persone dalla panchina. Io dico: se noi non veniamo qua a parlare ci danno la multa, se veniamo a parlare, dobbiamo dire quello che vogliono loro. Io non capisco, ti dico la verità. E mi fa specie, per quello ti ho detto che mi fido del buon senso della procura, che ci sono dei responsabili italiani che dieci minuti dopo che ha parlato Mourinho stanno commentando le parole di Mourinho.
Io ti dico perché: perché se commenti la parola di un altro, hai tre notizie, se commenti quelle di Mourinho nei hai 300. Ma basta! perché noi stiamo secondo me in questa stagione anche cambiando il nostro atteggiamento, facendo le cose fatte bene. Adesso, se un allenatore come Mourinho non può usare la espressione “stabilità emozionale”, non so cosa possiamo dire più”

Nel mercato di gennaio può arrivare un difensore?
“Il mercato è ancora lontano. Noi abbiamo 5 centrali di cui 2 infortunati. La situazione di Smalling è quella che sappiamo, non si sa quando torna. Ndicka andrà in Coppa d’Africa, è ovvio che quello che dice il mister lo pensiamo tutti. È ovvio che lì siamo corti”.

Quindi arriverà qualcuno?
“Vediamo”.

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Pacifici (Pres. AIA): “Parole di Mou inaccettabili, possono generare violenza”

Carlo Pacifici, presidente dell’Associazione arbitri, ha commentato così le dichiarazioni di Mourinho sull’arbitro di Sassuolo-Roma, Marcenaro, di domani: “Parole inaccettabili. Sono dichiarazioni pretestuose e gratuite. Così si crea pressione psicologica sugli arbitri prime della gara”.

“Io ho sempre rispettato il lavoro degli altri e pretendo lo stesso rispetto per il lavoro che stanno facendo gli arbitri. Certe affermazioni possono creare e sviluppare violenza anche e soprattutto nelle categorie minori. Ognuno quindi si deve prendere la piena responsabilità di quello che dice”.

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Mourinho: “Temo il Sassuolo e l’arbitro. Siamo da 4-5° posto senza infortuni. Mercato? Difficile ma se ci fosse una finestrina…”

La conferenza stampa di Mourinho alla vigilia di Sassuolo-Roma:

“Nello sport individuale sei tu da solo, sei tu e le tue capacità, le tue responsabilità, c’è bisogno di coraggio, serve personalità, bisogna stare lì dal primo all’ultimo e per questo mi piacciono molti sport individuali, soprattutto il tennis, quando perdi non puoi guardarti intorno, a dare la colpa intorno, ma devi parlare solo di te. E’ un esempio per gli sport collettivi che riporto anche nel mio ruolo. Se qualcuno pensa che io farò i nomi dei giocatori a cui mi riferivo l’altra sera, perde tempo. Internamente sì, ho avuto una buona comunicazione con i calciatori anche oggi. Quanto è positivo il rapporto con una persona, tanto è più facile dirgli una cosa brutta. Quando c’è empatia e amore è più facile dire certe cose. Ho detto quello che pensavo a questi ragazzi e adesso siamo tutti insieme per andare a Reggio Emilia e prenderci il risultato. E’ una partita che per diversi motivi non mi fa stare confortato”

Insidie del Sassuolo?
“La prima è il Sassuolo, ottima squadra, bravo allenatore, gran progetto per quello che fanno. Giocano 38-40 partite a stagione, arriveranno al top perchè si preparano da una partita, mi preoccupa la loro qualità e le difficoltà che ci hanno sempre opposto. Mi preoccupa Marcenaro, lo abbiamo avuto come 4° Uomo e non ha la stabilità emotiva per gestire l’importanza di questa partita che vale tanto, visto che siamo a tre punti dalla Champions. Non mi lascia tranquillo neanche il VAR perchè abbiamo avuto tanta sfortuna anche con lui. Berardi che è un calciatore assolutamente fantastico, che amo per come gioca, ma deve avere più rispetto per il gioco, per gli avversari, per le sceneggiate che fa spesso per prendere ammonizioni ed espulsioni. Lo amo e lo odio per i suoi atteggiamenti, se fosse un mio calciatore avrei tanti problemi con lui”

Ha avuto sempre buone reazioni dalla squadra dopo certe affermazioni. Come si porta la squadra al livello successivo? E’ solo un problema di qualità dei giocatori in senso complessivo?
“Ho detto ai giocatori oggi che se vogliamo avere l’ambizione di volere di più è questo tipo di profilo qui che ti fa stare sempre in una zona di conforto, che a qualcuno piace mentre a me no. Mi darebbe più adrenalina e emozione allenare una squadra che gioca per salvarsi, stare lì con l’adrenalina del punto che pesa, rispetto a chi sta sempre a metà classifica. Ci sono allenatori bravi che sanno far giocare bene le squadra ma in realtà non competitive. Ho detto ai ragazzi che dobbiamo alzare il tono, avere meno superficialità, è sufficiente questo. Ho vinto il campionato con il Real con 100 punti e uno perso con 93, ogni fine settimana vincevamo noi e vincevano loro, se pareggiavi una volta era un dramma, è duro dover vincere ogni partita, servono gli attributi di tutti. Noi non abbiamo il potenziale per vincere tutte le partite, non abbiamo il potenziale per poter competere con Juve e Inter per lo Scudetto, ma di giocarcela con le altre per il 4-5 posto. Ho detto loro che si può migliorare questa situazione anche con il lavoro di campo, ma è dura perchè non c’è mai tempo. Speriamo che riusciremo a migliorare questa situazione, poi giocheremo in casa con la Fiorentina e avremo una settimana di lavoro finalmente”

Karsdorp un anno fa era un traditore, oggi è tornato titolare, vuol dire che lei sa dare diverse occasioni per riscattarsi? Si aspetta questo anche da altri?
“Possiamo parlare di Karsdorp, visto che mi sono riferito a giocatori che a volte entrano dalla panchina e non fanno il loro, è successo con Karsdorp. Eravamo al limite del divorzio, poi piano piano è tornato in gruppo, si è ripreso il posto, capisco che Ricky è Ricky, ha i suoi punti di forza e qualche debolezza, domani gioca, è fresco, mi aspetto che vada benissimo. Parlare della panchina,  è anche dire che la panchina contro l’Udinese ha vinto la partita, la panchina di Ginevra non ha cambiato niente, ma non abbiamo pareggiato per loro, ma per tutti noi, anche per qualche errore mio, forse ho scelto una squadra che non aveva la compattezza sufficiente. Potevamo anche stare 3-0 all’intervallo e non staremmo oggi parlando di questo”

Qual è il potenziale che secondo Mourinho oggi alla Roma? Serve qualcosa a gennaio?
“In condizioni ideali mi piacerebbe avere più opzioni e più qualità, ma non voglio essere interpretato negativamente, conosco perfettamente la nostra situazione. Siamo sottovalutati come allenatore, squadra, staff tecnico, club e proprietà perchè siamo riusciti a stare lì nella lotta con squadre che hanno altro tipo di potenziale. La mia squadra senza infortuni può lottare. Senza Smalling una partita è dura, senza 3 mesi? Se non rientra a fine dicembre, ha saltato 68 allenamenti e se torna ad allenarsi il 1 gennaio, avrà bisogno di altre settimane per lavorare e recuperare il suo livello. Quando vedete Kumbulla in campo per 15 minuti, fa riscaldamento, poi passaggi etc e dopo è fuori. Kumbulla e Smalling stanno fuori, Ndicka che è venuto qui grazie ad un’ottima operazione di Tiago, ma mi ricordo le sue parole: ‘E’ perfetto all’inizio per la panchina e crescere con te”‘ è diventato titolare per necessità. Abbiamo Cristante ma è adattato. Ormai sono andato in un’altra direzione mentale, ogni partita e ogni settimana ho questi? Andiamo con questi, proviamo a fare con questi, senza lamentarsi ogni secondo, sono molto più positivo di prima. Ndicka a gennaio va in Coppa d’Africa, domani con Marcenaro Mancini prende un giallo al 10’ con Berardi e salterà la Fiorentina, ma andiamo avanti…”

Internamente le è stato proposto qualcosa sul mercato oppure sa già che non si potrà far nulla e la Roma rimarrà con due centrali a gennaio?
“La situazione è complessa, con il FFP esiste anche il rischio che chi prendi non può giocare in Europa o devi metter fuori qualcun altro. E’ una situazione che la proprietà e il direttore gestiscono a livello economico, se mi arriva una finestrina aperta per fare qualcosa sarò contento di poter dare una mano e trovare una soluzione, altrimenti andremo avanti con quello che abbiamo. Prima di terminare fammi dire che con un mio amico allenatore ieri mi ha detto: “Chi è sfortunato con la Roma seconda nel girone di Europa League è la squadra di Champions che vi affronterà”.