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Pinto: ”La Champions è la nostra ambizione. Sanches? Una mia ossessione. Marcos Leonardo è un obiettivo”

Tiago Pinto, nella consueta conferenza stampa di fine calciomercato, ha parlato della sessione appena conclusa. Di seguito le dichiarazioni del General Manager giallorosso.

Che pensa di iniziare la stagione a scadenza? A Mourinho verrà proposto un rinnovo: è uomo del presente o anche del futuro?
“Faccio un’introduzione: mantengo la parola, ho sempre detto che non parlo tanto, ma sono disponibile a chiarire le situazioni del mercato alla fine della finestra del mercato. So perfettamente che ci sono altre domande e temi da affrontare. I rinnovi sono temi importanti, trattati internamente e non li trattiamo pubblicamente. In questo momento siamo consapevoli del momento che stiamo vivendo, siamo carichi e motivati per riprendere dopo la sosta il nostro obiettivo e le nostre forze per portare a casa i risultati. Siamo concentrati sulla Roma e su cosa poter fare meglio. I temi li affrontiamo internamente nei tempi e modi giusti”.

Verrà un momento in cui la Roma tornerà a investire sul serbatoio giovani?
“Quando comincia una sessione di mercato penso che dobbiamo mettere insieme tre piani diversi: il piano tecnico, dove vogliamo sempre costruire una squadra migliore della stagione precedente, e se facciamo il paragone tra i giocatori andati via e quelli arrivati la squadra è migliore perché abbiamo più alternative; il piano economico, abbiamo un settlement agreement quindi quando gli altri ds sono andati in vacanza io sono andato a cercare accordi economici per rientrare nel piano; poi il piano strategico: un club come la Roma per uscire da questa situazione è importante prendere giocatori giovani che possano avere risultati sportivi e economici nel futuro. Se avevo pagato 20 milioni Ndicka e Aouar, magari questa non sarebbe stata la domanda. Capisco la domanda, con i paletti stiamo cercando di equilibrare tutti e tre i piani, non è semplicissimo. Non dimentichiamo che dall’arrivo di Mourinho il settore giovanile è sempre stata una parte principale della strategia, lui ha sempre puntato sul settore e ha dato l’opportunità ai ragazzi. Oggi abbiamo due giocatori come Zalewski e Bove che sono ormai di prima squadra e altri due che lavorano sempre in primo squadra. Abbiamo aumentato il monte ingaggi, è legittima la domanda ma siamo riusciti a mettere tutti e tre i piani insieme”.

I due giocatori che ha citato hanno già fatto qualcosa, parlavo di giocatori come Marcos Leonardo.
“Marcos Leonardo è un obiettivo, è vero che questi giovani di prospettiva sono sempre nel nostro orizzonte. Oggi questi giocatori hanno valori importanti, quando abbiamo l’opportunità di farlo e lo facciamo. Ma vogliamo spiegare che Ndicka portandolo a zero sembra uno scarto di qualcuno e così non è”.

La squadra ha l’obbligo di lottare per la Champions? Mourinho è venuto in conferenza parlando di giocatori accostati alla Roma in circostanze particolari, per lei è uno stimolo o come sminuire?
“Sarà impossibile uscire da questa conferenza stampa con la sensazione di scontro con Mourinho. Voglio fare molta attenzione in quello che dico sull’allenatore, non vorrei minimante che possa uscire il minimo scontro tra di loro. Ci diciamo le cose in faccia, siamo motivati e carichi per portare avanti i progetti della Roma. Ripeto, non voglio il minimo scontro con nessuno e il tema Champions dal primo giorno in cui sono arrivato che ho sempre sentito sia la grande ambizione della proprietà. Ed è anche la mia, per me l’obiettivo è quello. Ma se arriviamo o no è un altro tema e se siamo obbligati o no, non sono parole che uso. Dal mio punto di vista, la logica è questa. Se si può giocare con le parole, non penso che io e Mourinho siamo in disaccordo con le cose. Il tema degli infortuni, dico due cose: con tutto il rispetto per la Roma, i tifosi e la città, è ovvio che non siamo il Manchester City. Potevo anche prendere Rice, magari se ero al City non ero io seduto qui, ma uno migliore. Dobbiamo sapere la realtà. L’altro tema è quello degli infortuni: oltre a Dybala, dal momento in cui Mourinho è arrivato il suo staff tecnico e lo staff medico della Roma siamo riusciti a mettere in condizioni interessanti quelli con problemi. Questa connessione è un asset, lo posso usare per convincere i giocatori. Renato Sanches, per non avere dubbi sul futuro, se andrà male l’unico responsabile sono io: sono ossessionato da quel giocatore, lo volevo al Benfica e adesso siamo riusciti a prenderlo. Se avrà problemi nel futuro, sarà colpa mia. Sono convinto che con questo allenatore, lo staff tecnico e medico, con tutto intorno, siamo capaci di farlo rendere. Per questo abbiamo fatto un tipo di contratto che se farà un tot di partire lo dobbiamo prendere. Come giocatore mi fa impazzire”.

Sugli arbitri ci sarà stessa linea dello scorso anno?
“Tutti i miei amici rideranno in Portogallo, il mio storico non è positivo. Siamo alla terza giornata del campionato, non voglio fare guerre né polemiche. Dobbiamo sentire quello che dicono gli arbitri e loro devono sentirci. Io ho un po’ smesso, non capisco più nulla. Non so rispondere. Oggi non capisco nulla e faccio fatica a rispondere. Non riesco a capire la differenza tra Zaniolo a Napoli e Rui Patricio contro il Milan. Non è una critica. Quello che sento che c’è calcio giocato e calcio del Var. Più che polemiche e interviste, le persone responsabili devono sentire quello che dicono allenatori e giocatori. Su alcune cose mi sento in difficoltà a dare un’opinione, quando non capisci l’uniformità e del tempo, non solo in Italia. Sappiamo che con il caldo delle partite e di voler vincere quando ci sentiamo sotto ingiustizie abbiamo atteggiamenti che alle persone non piacciono. Ma faccio fatica a capire la strada che il calcio segue”.

Scamacca, Marcos Leonardo, Beltran, Lukaku: se ci può spiegare la linea.
“Faccio una battuta: ho 38 anni, sono divorziato e non ho figli, sono abituato a prendere no, non è un problema. Non ho seguito attentamente tutti i nomi che ci hanno accostato. Due li abbiamo trattati: per Scamacca abbiamo parlato e non siamo riusciti per ragioni pubblicamente conosciute. Seguiamo Marcos Leonardo da 15-16 mesi, non era una situazione fatta ma l’accordo era sulla buona strada e abbiamo avuto la sfortuna che in un paio di mesi un club storico come Santos lotta per non andare in B, il coordinatore tecnico è stato licenziato, hanno cambiato allenatore e venduto due ragazzi, quindi la situazione si è complicata. Mi è dispiaciuto, ma è ancora un obiettivo e lo conosco bene. Tutti avete riconosciuto che è stato un mercato difficile per i club che cercavano un attaccante, è stato veramente complicato. Penso che tutti qua e i tifosi sono contenti di arrivare al 28 agosto e avere Lukaku invece del 1° agosto e avere Tonino. Su Beltran e la Fiorentina non so di cosa parli, conosciamo Beltran e non so cosa sia successo con la Fiorentina, per me è tutto a posto”.

La cessione Matic: impossibile risanare la situazione? Frattesi?
“Vi piace veramente parlare dei miei insuccessi (ride, ndr). Non voglio dire grandi cose su Matic, mi dispiace e non me lo aspettavo. Le ultime due settimane di Nemanja qua non me le aspettavo, ma sono diverso da voi su queste cose: voi prendete il lato negativo, io positivo. Siamo riusciti a prendere Paredes, non voglio perdere energie su queste cose, succedono, non merita molte più parole. Ho sempre detto che Frattesi era uno dei giocatori che mi piacevano di più, siamo liberi di scegliere, non ho rimpianti e voglio bene a tutti questi giocatori. Penso che Davide e Scamacca saranno importanti per l’Italia, voglio bene ad entrambi. E in ogni caso su Frattesi abbiamo preso dei soldi”.

Soldi che sono già utilizzabili?
“Ti ringrazio per la domanda. Ho bisogno di spiegarlo, magari per colpa mia avremmo potuto spiegarlo. Abbiamo due cose diverse nel piano del FFP: il settlement agreement, quando sono andato in fretta a fare i 30 milioni circa, noi siamo messi bene, tutto entra in questo piano. Dopo c’è un altro strumento che è il transfer balance, che fa monitoraggio dei giocatori nella lista A Uefa tra un anno all’altro ed è difficile metterlo a posto. Abbiamo fatto 15 milioni di euro dalle future rivendite, Zaniolo no perché è andato in prestito. Questi soldi non entrano nel transfer balance. Abbiamo fatto 17 milioni di euro con Missori, Volpato e Tahirovic, loro non erano lista A ma B e quindi non contano. Ho litigato una settimana con Luis Campos per Paredes sulle cifre, abbiamo fatto 2,5 milioni di trasferimento e 2,5 di bonus e deve giocare 80% delle partite da titolare. Nel balance conta il 100%. Con i principi del FFP sono d’accordo e anche con quelli della sostenibilità, ma con questo strumento il nostro lavoro diventa difficile perché arriviamo al momento in cui i due nuovi non possono entrare in lista. È una cosa tecnica, che vi sto spiegando”.

Qualcuno ha scherzato sul suo cambiamento fisico da quando arrivato ad ora. Questioni esterni e portiere.
“Pure io ho capito questo, sono diventato diverso ma sono dimagrito e ho successo. Sono stanco, non lo nascondo. È difficile essere tre mesi sotto questa pressione ed ansia senza dormire e mangiare, non mi condiziona molto la pressione esterna ma voglio fare le cose fatte bene. Infatti dopo la conferenza vado in Portogallo. Penso sia normale il giudizio delle persone su queste tre partite, per fortuna e speriamo avremo 54 partite da fare. Abbiamo Spinazzola, Zalewski, e gli altri che hanno qualità, possono fare meglio come tutti noi, ma sono troppo affrettati i giudizi per tre partite. Avremo margine di crescita, siamo motivati per far meglio e lo faremo, sono sicuro. Sul portiere ancora di più. Quando sono arrivato qui la situazione portieri era un problema. Rui è stato il migliore della Conference, poi nei top della Serie A per clean sheet, ora che non è stato al livello ci facciamo domande. Se giochiamo male, lo facciamo tutti. Ho fiducia in tutti i giocatori al 100%. Se qualche agente di un portiere ti ha detto che li ho chiamati, è bugia”.

Non è pericolo per i giocatori avere allenatore e Gm in scadenza?
“Ho risposto prima, su questi temi dei rinnovi parliamo nelle sedi giuste e non qui. Sono sicuro che in questo momento siamo tutti concentrati su un obiettivo: fare del nostro meglio durante la sosta, poi migliorare quello che dobbiamo quando ci ritroveremo tutti, insieme ed uniti come una famiglia. Ho detto quello sulla situazione dell’allenatore, figuriamoci se mi preoccupo della mia. È l’ultimo dei problemi”.

La trattativa più difficile?
“Sono veramente fortunato, l’ho detto nell’ultima conferenza stampa. Durante la prima estate non potevo uscire di casa dopo la partenza di Dzeko ed è arrivato Abraham, poi Dybala e quest’anno Lukaku. Sono trattative diverse, persone diverse, la cosa principale è far sentire ai giocatori che sono importanti. Non è tema di soldi e contratto, ma far capire che Roma è un club importante dove possono sentirsi importanti. Sono scaramantico, in tutte le sessioni mi piace portare uno così e vediamo nelle prossime. Sono molto fortunato”.

Spettro Arabia Saudita, si è parlato anche di Dybala. Avete mai avuto paura di perderlo?
“Pensavo che la domanda fosse se anche io andassi in Arabia. Ero molto contento di aver portato Dybala, qui mi avete chiesto della clausola e in tutta la stagione se n’è parlato. Abbiamo un grande rapporto con Paulo e il suo entourage, è un essere umano e professionista fantastico, abbiamo una comunicazione onesta, godiamoci il giocatore. Non ero preoccupato e almeno due stagioni possiamo goderci Dybala, poi nel momento giusto in futuro si parlerà di quello. Vi invito a fare una riflessione: quando si è detto e scritto che sarebbe andato via? Dovete riflettere sul chi e per cui si alimenta questa cosa. Non ho mai venduto aspettative fake, per cui ho un grande rapporto con lui, penso che sia contento qui e faremo tutto per continuare qui”.

Quando ha capito che l’operazione Lukaku sarebbe stata possibile?
“Non mi conviene dirlo. Ho tanti difetti ma non sono bugiardo. Non posso dire tre mesi fa, non potevo prenderlo a giugno e luglio. Ho un buon rapporto con le persone che lo seguono, conoscevo la sua situazione. Il mio lavoro è anche questo. Ci sono situazioni al 1° luglio impossibile, devi monitorare e non parlare con nessuno, poi sfruttare l’opportunità al momento giusto. L’intervento dell’allenatore è stato importante, come con tutti, ma in questo caso più importante per il lavoro che hanno. Poi avete visto il coinvolgimento dei proprietari, hanno semplificato il lavoro e hanno sbloccato le cose. Non mi va di dire il momento esatto, ma tutti questi giocatori come Lukaku e Dybala e altri che avevo in testa e non sono riuscito devi aspettare il momento e devi essere veloce. Abbiamo impiegato 4-5 giorni, se parli troppo perdi l’opportunità”.

Il mercato georgiano?
“Kvara è molto forte. Oggi lo scouting è più democratico, si sono tanti giocatori di Paesi non conosciuti circa 10 ani fa e oggi sono importanti anche perché tutti i club cercano di fare il meglio possibile con le minori risorse. La cosa più interessante nel calcio è che il calcio è più democratico”.

Non le chiedo il voto, ma quanto è soddisfatto? C’è un rimpianto?
“La stagione scorsa avete dato un voto molto buono… si vede alla fine. Voglio essere sempre coerente con quello che dico, ho sempre detto che il mercato è il 20-30% del successo sportivo, il lavoro quotidiano è più importante. Da quando i Friedkin hanno preso il club chiaramente hanno fatto investimenti importanti, farlo evolvere dal centro sportivo allo stadio, e la squadra deve essere riflesso di questa strategia e ambizione più delle interviste e delle parole. Dobbiamo mettere i fatti. Nel mio lavoro cerco di fare il meglio e garantire migliori condizioni della scorsa stagione, se mi chiedete se sono contento? Ho sofferto tanto e lavorato tanto, non siamo mai contenti. Ho imparato male dal mio vecchio presidente che quando chiudo una trattativa potevo far meglio. Non sono mai felice. Penso che abbiamo fatto un buon lavoro per rendere giustizia all’ambizione della proprietà”.

Scorrettezza per Zapata?
“Ho anche i miei difetti, sono testardo. Durante una trattativa ho qualità e difetti e ho una cosa magari non molto orientata in Italia: ho un orientamento tedesco, se dico una cosa è quella e basta. Non parlerò mai di scorrettezza, Atalanta e Gasperini possono prendere una scelta. Non posso nascondere di aver parlato con Zapata, non siamo riusciti a prenderlo e abbiamo trovato altre soluzioni. Ripeto: abbiamo parlato con lui, è stata una trattativa e alla fine non è andata in porto e non dirò mai che non lo abbiamo preso per scorrettezza”.

Roma-Milan?
“Ripeto: quando perdiamo lo facciamo tutti, quando vinciamo altrettanto. Non siamo contenti della situazione, ma non c’è motivo di panico. Sono state tre partite, difficili poiché il mercato è aperto, c’è confusioni e ci sono problemi. Ma siamo consapevoli del valore che abbiamo, che possiamo fare meglio. Sono motivato e carico per tranquillizzare tutti, avremo le condizioni per migliorare dopo la sosta. Facendo paragone con mercato e risultati, manca equilibrio e so che qui è difficile a Roma. Il giorno in cui abbiamo Azmoun ho 100 messaggi su Instagram e mi dicono ‘vattene, sei scarso’, scarso lo sono. Prendo Lukaku e mi fanno i complimenti. I giocatori hanno qualità, l’allenatore anche, siamo consapevoli del momento ma siamo carichi e motivati per trasformare il problema in una situazione positiva. Tranquilli”

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Roma, Cassano durissimo: “Mourinho ha vita breve, giocano un calcio indegno”

ROMA MOURINHO CASSANO – Nuovo duro sfogo di Antonio Cassano nei confronti del tecnico giallorosso, andato in scena nel consueto appuntamento social alla Bobo Tv: Non ce l’ho come persona con Mourinho. Ma devo dire quello che penso, non butto fumo negli occhi della gente. Mi hanno rotto per due anni sull’allenatore e per quello che dicevo. L’allenatore peggiore degli ultimi 10 anni è stato lui. Ha fatto giocare la Roma in maniera indegna, schifosa. La gente della Roma si vende l’anima per la squadra e io lo so benissimo. Lui si è accattivato la simpatia dando tanto fumo alla gente, ma se semini vento raccogli sempre tempesta. Non mi importa dei risultati che ha ottenuto. Sono due anni che ce l’abbiamo, la società ha speso tanto, e lui fa figuracce con la Salernitana”.

Poi Cassano ha continuato, rincarando la dose, e rivolgendosi anche al rapporto tra Mourinho e la stampa che segue la Roma: “A Verona ho visto un calcio indegno, di risse e da cinema. Col Milan, in dieci, hanno fatto mezzo tiro con deviazione. La gente che va allo stadio non merita questo. All’epoca si andava bene sul carro di Mourinho, ma ora credo che abbia poca vita lì. Lukaku non lo voleva nessuno e poi è andato alla Roma. Paredes, Ndicka, Aouar sono tutti giocatori forti. Ma con Mourinho nessuna squadra gioca decentemente.

Il calcio deve divertire la gente, nella carriera di Mou non si è mai visto. Non ce l’ho con lui. Ma quando dicono che è bravo a livello comunicativo va fatta una distinzione. Quando sento parlare De Zerbi, Guardiola o Klopp, sento parlare di calcio, quando si parla con lui di calcio devia sempre e i giornalisti cagasotto non replicano“. Ha concluso Cassano nel corso della Bobo Tv sul momento delicato della Roma di Mourinho.

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Roma-Milan, Mourinho non parlerà

Josè Mourinho ha deciso di non parlare al termine di Roma-Milan. Dopo la pesante sconfitta patita dei giallorossi, il tecnico ha deciso di non rilasciare dichiarazioni.

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Smalling: “Vogliamo fare una bella partita per i tifosi. Ho chiamato Lukaku prima che arrivasse”

Chris Smalling ha parlato così ai microfoni di Dazn prima di Roma-Milan:

Dopo due partite bisogna dare una risposta?
“Si sì, è molto importante vogliamo fare una bella partita per i nostri tifosi, non è facile perché il Milan è una squadra forte ma abbiamo fiducia e sappiamo cosa dobbiamo fare”.

Cosa porta Lukaku a questa squadra?
“Si lo conosco molto bene è un grande giocatore e può fare la differenza”.

Gli hai mandato messaggi per convincerlo?
“Sisi, l’ho chiamato prima che venisse e adesso è qui con noi”.

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Trpisovsky (all. Slavia Praga): ”La Roma ci rimanda a piacevoli ricordi. Una fortuna evitare le squadre della Premier League”

La Roma nel girone di Europa League incontrerà lo Slavia Praga. La squadra ceca rimanda a ricordi amari in chiave giallorossa. L’allenatore Jindrich Trpisovsky ha parlato del sorteggio e ci ha tenuto a rammentare il passato: “Volevamo un avversario importante, in modo che le partite siano sullo stile della Champions League. Il desiderio si è realizzato al 100%. La Roma è una grande squadra con un grande allenatore e grandi giocatori, che ci rimanda a piacevoli ricordi retrò per lo Slavia. Per fortuna abbiamo evitato le squadre della Premier League”. Conclude il tecnico: “Non mi piace parlare di favoriti in questo gruppo di Europa League. È un girone nel quale si può andare avanti. Faremo di tutto per centrare questo obiettivo”.

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Lina Souloukou: ”In Europa League vogliamo arrivare in fondo. Un onore lavorare per la Roma”

Lina Souloukou a margine del sorteggio di Europa League ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Di seguito le dichiarazioni del CEO giallorosso.

”Non bisogna sottovalutare i nostri avversari, il livello dell’Europa League è molto competitivo. La fase a gironi è importante, siamo consapevoli del valore della nostra squadra e del nostro allenatore. Visti i risultati degli ultimi anni in Europa l’aspettativa è arrivare in fondo alla competizione. Sono arrivata quattro mesi fa, è presto per me per fare un bilancio di tutta la situazione. Sicuramente la situazione è positiva, lavorando da tanti anni nel calcio conoscevo la passione dei tifosi romanisti, viverla da vicino ogni giorno, che sia in città, allo stadio o in aeroporto, è veramente incredibile. Lavorare in una piazza che ha un sentimento d’amore così profondo è un onore e una grande responsabilità”

Lo Stadio nel 2027 è una deadline vera e propria senza il quale le ambizioni del club non cresceranno?
“Prima di tutto volevo sottolineare la presenza della proprietà nel progetto, lavorare in una società con questa forte ambizione, in crescita continua, è importante per tutti noi che lavoriamo per rendere la nostra ambizione una realtà. La proprietà ha investito molto per costruire una squadra bella dentro e fuori dal campo, la verità è mi sento orgogliosa di lavorare per loro e con loro. Lo stadio e la questione dell’Uefa sono percorsi istituzionali diversi, si intrecciano i tempi stimati ma sono cose diverse. Avere lo stadio di proprietà è importante perché è uno dei pilastri per un progetto sportivo, non c’è nessuna società che ha l’ambizione di arrivare e stabilirsi al vertice senza una propria casa. In parallelo stiamo portando avanti il percorso con l’Uefa, che prevede alcuni vincoli da rispettare ma è un percorso allineato con le regole della sostenibilità finanziaria del mondo del calcio. Anche questo percorso non ha mai impedito finora di realizzare l’ambizione della proprietà. E l’ultima prova concreta è l’arrivo di Lukaku, che è un esempio di come la proprietà anno dopo anno stia rendendo sempre la Roma più competitiva”.

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Friedkin: “Grande colpo Lukaku e grande mercato della Roma”

“Grande colpo Lukaku, è stato un grande mercato per la Roma. Siamo molto contenti”. Così Dan Friedkin, presidente della Roma, ai microfoni di tuttomercatoweb a margine dell’evento dei sorteggi di Champions League andati in scena a Montecarlo.

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Lukaku: ”Accoglienza emozionante, è uno stimolo per dare tutto. Mourinho? Insieme possiamo fare bene”

Romelu Lukaku ha parlato ai canali ufficiali della Roma. L’attaccante belga potrebbe partire dalla panchina nella gara di domani contro il Milan e cominciare a vivere immediatamente l’atmosfera dell’Olimpico. Di seguito le sue parole.

Benvenuto a Roma, ti aspettavi l’accoglienza in aeroporto?
“No, il mister mi ha scritto appena arrivato e mi ha detto di aspettarmi una cosa molto diversa da quello che pensavo, mi sono emozionato. È bello vedere questo, è uno stimolo per dare tutto per questa squadra”.

Hai respirato a distanza l’attesa dei tifosi?
“Sì, quando siamo stati vicini all’accordo tra i club tanta gente mi ha iniziato a dire che a Roma la gente mi aspettava. Io ero concentrato a prepararmi bene per arrivare qui in forma. È stato veramente bello vedere i tifosi così, non vedo l’ora di iniziare a giocare per questa squadra”.

La società ti ha voluto fortemente, quanto ha influito questa volontà chiara nella tua scelta?
“Bastava solo una chiamata. Il proprietario, anzi tutte e due mi hanno chiamato qualche giorno prima dell’accordo e abbiamo parlato per mezz’ora della loro ambizione per la società e per i tifosi. Poi da lì è andato tutto velocemente”.

Hai viaggiato con Dan e Ryan Friedkin, hai avuto modo di parlarci? Ci racconti?
“Sì, abbiamo parlato di quello che si aspettano dalla squadra e da me. Ho ascoltato e adesso iniziano le cose serie. Ho visto la squadra, ho fiducia e poi dobbiamo lavorare insieme per fare le cose bene. Dobbiamo essere umili, a testa bassa e cercare di migliorare ogni giorno per fare dei buoni risultati. Questa è la mia maniera di vivere, spero di aiutare la squadra a realizzare il massimo”.

Conosci bene Mourinho, che effetto ti fa l’idea di lavorare ancora con lui?
“Sì, da quando avevo 11 anni, da bambino, volevo lavorare con lui. Adesso posso dire che per la terza volta posso lavorare con lui. Mi conosce bene, conosce la mia famiglia, sa come sono come uomo. Anche io lo conosco bene. Insieme possiamo fare belle cose, abbiamo una bella squadra. Dobbiamo lavorare e migliorare partita dopo partita”.

Ritrovi come compagni di squadra giocatori di valore che hai affrontato da avversario. Che effetto ti fa?
“Li conosco molto bene, ho visto già tante partite che hanno giocato l’anno scorso e anche adesso. Cercherò di sfruttare questi giorni per analizzare come ogni calciatore gioca e per chiedere cosa piace a tutti loro in campo così da potermi adattare al loro modo di giocare”.

Da avversario conosci l’Olimpico, adesso sarà ancora più bello da giocatore della Roma.
“Sì, mi ricordo qualche mese fa quando ho giocato qui. Era veramente bello entrare in campo e vedere i tifosi cantare e dare tutto per la squadra, è bello essere parte di questo. Sono contento di essere qui”.

Hai un messaggio per i tifosi?
“Grazie per l’accoglienza, non vedo l’ora di ritrovarvi allo Stadio e fare bene per questa squadra. Daje Roma”.

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Pioli avverte: “Roma con i migliori dati difensivi e offensivi nelle prime due”

Stefano Pioli ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Milan:

Domani partita spartiacque?
“Se cominciamo così andrà a finire che ogni partita è quella della svolta. Noi siamo il Milan e giochiamo per vincere. Giochiamo contro una squadra forte, che ha solo un punto, ma che per dati offensivi e difensivi è stata la migliore del campionato. Noi vogliamo cercare di fare bene, di dare continuità, di continuare a crescere”.

Cambierai qualcosa?
“Noi non saremo diversi, vogliamo giocare il nostro tipo di calcio. Saranno diversi gli avversari. Non sappiamo cosa proporrà la Roma, ma noi siamo pronti e preparati per fare il nostro calcio. Più affronti squadre di livello più devi limare gli errori”.

C’è qualcosa che ti piace nelle altre squadre?
“Ho guardato solo le nostre avversarie finora, poi nella pausa vedrò le altre. Io sono concentrato solo sulla partita di domani”.

Lukaku alla Roma complica la trasferta di domani?
“A livello di ambiente poco perché la Roma fa sold out da tante partite. Noi lavoriamo per giocare certe partite in certi stadi. Certe cose non ci spaventano, ma ci stimolano. E’ un acquisto importante sulla carta, poi vedremo cosa dirà il campo perché il campo è un’altra cosa”.

Domani non ci sarà Dybala…
“Con o senza Dybala e Lukaku la Roma è forte, organizzata, molto fisica, pericolosa, che concede poco, forte sulle palle inattive. Dobbiamo essere preparati”.

Si aspettava questo impatto dei nuovi?
“Abbiamo lavorato tanto insieme per prepararci al meglio. Ho insistito sempre una certa idea di gioco e ho dato continuità a certe scelte di campo. Parliamo di giocatori importanti, sono forti e intelligenti. E’ tutto il sistema che sta funzionando, anche se ci sono ancora tante cose da migliorare”.

C’è stato un miglioramento nell’organizzazione difensiva? “Col Torino siamo stati più compatti, però per rispondere a questa domanda vediamo domani, perché affronteremo un avversario diverso. Vedremo che qualità, che compattezza, che equilibri riusciremo a mettere in campo”.

Come procede l’integrazione di Musah, Chukwueze e Okafor? “Sta procedendo bene. Okafor è un po’ più a rilento perché viene da un infortunio, Chukwueze e Musah non hanno fatto amichevoli, ma stanno bene e sono pronti per giocare anche dal primo minuto”.

3 gare in 11 giorni: è un problema? “No, per come vedo i miei. Preferisco giocare in anticipo piuttosto che in posticipo. La squadra sta bene di gambe e di testa”.

C’è una trattativa per Taremi. Sensazioni? “Ho dei dirigenti talmente capaci che tra ieri e oggi non li ho sentiti, perché sanno che sto preparando la partita. Non so cosa stanno facendo. Oggi non m’interessa, domani sera sì. Sono molto contento e soddisfatto della squadra che ho. Domani sera vedremo”.

Pulisic può fare il falso nove? “Tutto è possibile nel calcio, quando ci sono due fattori essenziali, cioè la qualità dei giocatori e la loro voglia di mettersi a disposizione. In questo momento credo sia importante dare certezze alla squadra. Abbiamo cambiato tanto, tra cessioni e acquisti abbiamo cambiato quasi una rosa”.

Krunic ha avuto diverse richieste… “Per me è un titolare del Milan. Non ho mai avuto altri pensieri”.

Oggi i sorteggi di Champions League… “Saremo in aereo durante il sorteggio, speriamo che il comandante ci dia notizie… L’anno scorso abbiamo fatto una grandissima Champions. Vogliamo affrontare la Champions di quest’anno con grande motivazione ed entusiasmo. Essere in terza fascia probabilmente ci vedrà in un girone complicato, ma è normale. Non si ottiene sempre cosa si desidera, ma quello per cui vuoi lottare. Ho imparato che non bisogna mai perdere fiducia nei giocatori; essere positivi, flessibili, capire come aiutare la squadra nei momenti difficili, può essere di buon aiuto per dare una via alla squadra”.

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Totti: “Roma, obiettivo Champions con Lukaku e Dybala. Caffè con i Friedkin in sospeso, vediamo a settembre…”

Francesco Totti ha parlato a RadioSerieA, la radio ufficiale della Lega calcio, della Roma, di Dybala-Lukaku e della maglia numero 10. Ecco l’estratto legato ai colori giallorossi:

“Tante squadre hanno avuto un inizio inaspettato, mi dispiace che la Roma sia partita così e questo mi logora. Siamo soltanto all’inizio però, c’è tempo. Siamo abituati a certe situazioni, il campionato è lungo e l’obiettivo è tornare in Champions. Lukaku? Questa è la bellezza di noi romanisti, quando c’è una cosa grande diventa gigantesca. La passione che hanno i romanisti non si trova in  nessun’altra parte del mondo. Lukaku è un giocatore enorme che fa la differenza e speriamo possa trovare sintonia con Dybala. La coppia tra i due una delle più forti. Speriamo si trovino insieme il prima possibile”

Sulla maglia numero 10 ha detto: “Io non sono il proprietario, l’ho indossata con amore e con tutto me stesso. Il prossimo numero 10 deve saper portare rispetto alla Roma, alla società e ai tifosi. Deve essere un giocatore che starà qui per 20 anni, dare ad un giocatore la maglia numero 10 per un anno o due non è significativo, tantomeno per il calciatore. Paulo da professionista esemplare e persona intelligente qual è ha scelto un altro numero perché le responsabilità sono tante.

Perché non pensi che la Roma non possa vincere lo scudetto? “Perché sono realista. La Roma non è attrezzata per vincere lo scudetto e ci sono squadre più forti. Vedo bene la Juve, per me è la favorita anche perché non ha coppe. Mourinho dentro il tessuto della società? In questo è il numero 1, come gestore e come comunicatore. Dove è andato ha vinto, è l’arma in più per la Roma”

Infine un passaggio su Friedkin e il caffè in sospeso: “Per ora si, a settembre vediamo, magari ci sarà occasione allo stadio, vedremo cosa accadrà.”