Stephan El Shaarawy salterà Roma–Inter. Come riporta pazzidifanta.com, il Faraone non ha recuperato dall’infortunio al polpaccio e, domenica alle 20:45, non sarà a disposizione di Ivan juric.
Roma-Inter: El Shaarawy non recupera
Stephan El Shaarawy salterà Roma–Inter. Come riporta pazzidifanta.com, il Faraone non ha recuperato dall’infortunio al polpaccio e, domenica alle 20:45, non sarà a disposizione di Ivan juric.
Piotr Zielinski salta la gara di domenica (ore 20:45) contro la Roma. Il centrocampista polacco, infatti, nella giornata odierna si è sottoposto agli esami strumentali, che hanno evidenziato un’elongazione ai flessori della coscia destra. Di seguito il comunicato dell’Inter.
“Piotr Zielinski si è sottoposto questa mattina a esami clinici e strumentali presso l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano a seguito di un fastidio accusato nella gara con la nazionale polacca. Gli esami hanno evidenziato un’elongazione ai flessori della coscia destra. Il giocatore sarà valutato giorno dopo giorno”.
Dan Friedkin sta raccogliendo frutti straordinari dai suoi investimenti. La diversificazione e la ripresa di diversi settori industriali post covid certamente ha agevolato la ripresa anche per l’imprenditore texano che quest’anno però ha fatto registrare un vero e proprio record di guadagni.
Secondo le stime della nota rivista internazionale forbes, il patrimonio netto del presidente della Roma è salito nell’ultimo anno da 5.5 miliardi di dollari a 7.6.
Attualmente il numero uno del club giallorosso si piazza in 390esima posizione nella classifica degli uomini più ricchi al mondo
La Roma è pronta a scoprire Enzo Le Fèe. Dopo un lungo stop al ginocchio per un infortunio accusato contro l’Empoli a fine agosto, il centrocampista francese è finalmente guarito e da diversi giorni sta lavorando in gruppo.
Nonostante la diffidenza di molti in città, nella testa di Juric l’ex Rennes è un titolarissimo e il retroscena raccontato dal quotidiano La Repubblica questa mattina, affonda le radici ai tempi del Torino quando Juric, studiando a fondo le caratteristiche di Le Fèe e confrontandolo con i suoi centrocampisti, lo riteneva allora migliore di tutti i suoi mediani granata.
Ciò si sposa con le dichiarazioni rilasciate da Juric recentemente su Le Fèe: “E’ forte tecnicamente e a questo abbina una grande capacità di recuperare palla, una grande intensità, tutte qualità che gli sono state inculcate dagli allenatori avuti in passato”.
Dunque nella testa del tecnico giallorosso Le Fèe è un titolare, pronto a prendere il posto di Cristante in mezzo al campo, considerando che Konè e Pisilli sono le due alternative come mezzali di spinta e Pellegrini è considerato un trequartista.
Non c’è dubbio che nel momento in cui si parla di numeri uno d’eccellenza, il pensiero corre subito ai grandi portieri delle principali squadre europee. Si tratta di un ruolo che, però, è cambiato anche un bel po’ nel corso degli ultimi anni, dal momento che il modo di giocatore comporta la necessità di passare, palla a terra, spesso e volentieri dalle parti del portiere, che deve essere in grado di giocare tranquillamente anche con i piedi.
Gli appassionati di questo sport sanno perfettamente come questo nuovo modo di giocare e di impostare l’azione, in alcuni casi porta gli estremi difensori a compiere degli errori anche piuttosto pacchiani. I migliori portieri al giorno d’oggi, però, hanno tutte le carte in regola anche dal punto di vista tecnico per poter affrontare questa situazione in modo più che mai vincente: sul blog di Betway, è stata pubblicata una lista di portieri aggiornata utile a capire quali sono effettivamente i migliori al mondo attualmente.
Come si può facilmente intuire, difendere la porta di una squadra non è affatto facile. Prendendo in considerazione i risultati e le prestazioni degli ultimi anni, non c’è dubbio però che Emiliano Martinez, conosciuto da tutti come “Dibu” sia senz’altro stato uno dei protagonisti tra i pali. Il numero uno dell’Aston Villa si è affermato al grande pubblico soprattutto per i Mondiali disputati in Qatar nel 2022, quando è stato grande protagonista nel corso della finale contro la Francia, risultando decisivo per la vittoria di Messi e compagni, che finalmente hanno potuto alzare al cielo la mitica coppa, dopo tanti tentativi sfumati sul più bello.
Il portiere francese del Milan Mike Maignan, invece, per il suo rendimento rossonero, a suon di parate clamorose, ha senz’altro ottenuto rispetto e riconoscimento a livello internazionale. Prestazioni estremamente positive che l’hanno portato, da leader nel Milan anche a leader e numero uno della sua nazionale. In fondo, Maignan non è solamente un estremo difensore molto sicuro e forte tra i pali, dal momento che riesce a trasmettere sicurezza ai suoi difensori anche quando viene chiamato in causa con i piedi, dato che dispone di una buona tecnica, diventando fondamentale quando, e capita spesso e volentieri, la squadra rossonera costruisce partendo dal basso.
Non c’è dubbio che tra i migliori portieri al mondo si debba annoverare anche l’estremo difensore del Manchester City, ovvero il brasiliano Ederson. Sono ormai diversi anni che il numero uno del City si dimostra affidabile, tranne qualche piccolo passaggio a vuoto stagionale, e in grado soprattutto di giocare con estrema qualità e calma il pallone con i piedi. I suoi lanci hanno una precisione millimetrica, aumentando di conseguenza la pericolosità di tutta la squadra guidata in panchina da Pep Guardiola.
Nel corso degli ultimi mesi c’è un altro portiere che si sta affermando come uno dei più interessanti prospetti in circolazione in Europa, pronto a entrare di diritto nella lista dei numeri uno più forti al mondo. Stiamo facendo riferimento a Gregor Kobel, di nazionalità svizzera, che proprio con la sua Nazionale è il secondo alle spalle di Sommer, portierone dell’Inter. Con la squadra di club, ovvero il Borussia Dortmund, ha messo in mostra una crescita di tutto rispetto, tanto che ormai si può considerare come una piacevole conferma.
Quando si parla di numeri uno, Marc-André ter Stegen, ma anche Jan Oblak sono assolutamente delle certezze per il campionato spagnolo e non solo. Il belga Thibaut Courtois ha saputo riprendersi alla grande con la maglia del Real Madrid, così come il brasiliano Allison del Liverpool e il nostro Gianluigi Donnarumma che veste ancora la casacca del Psg.
Sarà Davide Massa l’arbitro di Roma-Inter. Al VAR, Rocchi, ha scelto Di Bello.
ROMA – INTER h. 20.45
MASSA (foto)
CARBONE – PERETTI
IV: FELICIANI
VAR: DI BELLO
AVAR: DI PAOLO
La Roma ha incontrato il fischietto di Imperia per 29 volte per un bilancio di 10 vittorie, 12 pareggi e 7 sconfitte. L’ultimo precedente è la sconfitta di Empoli di fine campionato scorso.
È dal 2022 che la Roma non ottiene i 3 punti in una partita diretta da Massa, sono 5 le partite consecutive senza vittoria con Massa. L’ultima risale al 2-1 del Meazza contro l’Inter, con le reti di Dybala e Smalling. Da quel match lo score è di 2 pareggi e 1 sconfitta.
Lo spauracchio Thuram, la buona vena – ritrovata recentemente – di Lautaro Martinez, gli esterni con Dimarco su tutti in grandissima forma, gli inserimenti delle mezzali (Barella tornerà titolare). L’Inter di Inzaghi si muove su questi concetti, ormai mandati a memoria come meccanismi di un orologio perfetto o quasi.
La squadra nerazzurra in questo inizio di stagione si è prodotta in prestazioni eccellenti come quella di Manchester, in casa del City, dove avrebbe meritato il successo ma anche in cadute ‘anomale’ come nel derby col Milan, arrivato a quella sfida con Fonseca molto oltre la graticola, quasi cotto.
In questi giorni Juric ha avuto una piccola fortuna: lavorare fisicamente, tatticamente e tecnicamente su diversi titolari rimasti a Trigoria o rientrati prima del previsto.
Svilar, Angelino, Mancini, Hummels, Hermoso (gli ultimi due sperano in una maglia da titolare), poi ancora Cristante, Pellegrini oltre a Dybala e Soulè, con il primo argentino gradualmente di ritorno in gruppo.
Mancavano dunque Celik, Dovbyk e Konè come reali componenti dell’undici titolare maggiormente scelto finora dal tecnico croato. E in chiave difensiva, la Roma per provare a battere l’Inter, dovrà alzare la soglia dell’aggressività e della fisicità.
Per questo in vista della supersfida di domenica le opzioni dietro sono diverse: dal trio Mancini-Ndicka-Angelino che è stato quasi sempre scelto da Juric (tre volte in campionato su cinque complessive compresa l’Europa League), all’ipotesi di aggiungere fisicità con l’inserimento di Hermoso come braccetto mancino oppure di Hummels. In questo secondo caso, Ndicka slitterebbe nel ruolo di centrosinistra dove ha disputato parecchie partite già nella scorsa stagione, prima dell’arrivo di De Rossi e del ritorno alla difesa a 4.
Ma attenzione all’ipotesi, a sorpresa del cambio di modulo, sospinta o sussurrata da qualcuno alla lettura di ciò che è avvenuto lo scorso anno a Torino. Da allenatore dei granata, Juric ovviamente ha sempre impostato la squadra partendo dal 3-4-2-1 ma proprio in occasione delle due sfide contro i nerazzurri, schierò a sorpresa il 4-2-3-1. In questo caso – ipotesi però ad oggi peregrina – i quattro dietro sarebbero facili da individuare: Celik-Mancini-Ndicka-Angelino.
Nicola Zalewski durante un incontro con alcuni tifosi della Polonia ha risposto alla domanda legata alla scelta di non rappresentare l’Italia. Di seguito le parole dell’esterno della Roma.
“Ho scelto la Polonia perché mi sento polacco e, onestamente, la Federcalcio Italiana non mi ha mai chiamato”.
Monchi, attuale direttore sportivo dell’Aston Villa, ha rilasciato un’intervista a Sky Sport in cui è tornato a parlare anche della sua esperienza alla Roma. Di seguito le dichiarazioni dell’ex ds giallorosso.
“A Roma ho vissuto due anni meravigliosi. Forse la prima stagione è andata meglio, ma per me sono una città e un club che rimarranno sempre nel mio cuore. Inoltre a Roma sono cresciuto professionalmente. Contro il Barcellona è stato un momento che rimarrà per sempre nella mia vita, come credo anche per i tifosi. Per me a Roma è stato un momento bellissimo, potrò solo parlar bene di quella esperienza”.
L’esonero di De Rossi?
“Non ho sentito De Rossi dopo l’esonero. Credo sia una situazione difficile, ma non posso dire niente perché non sono più lì. Credo che nessuno possa mettere in discussione l’amore di Daniele per la Roma. Non so cosa sia successo in questi anni, quindi non posso dire di più”.
Siviglia, Roma e poi Premier League”.
Qual è la difficoltà maggiore che si avverte quando si arriva in Inghilterra?
“Non è tanta, alla fine io faccio lo stesso lavoro. Qui però la figura del direttore sportivo è un po’ diversa perché chi comanda è l’allenatore. Io sono dietro le quinte e posso fare di più ciò che mi piace. In quindici mesi avrò fatto 3/4 interviste e anche il rapporto con i tifosi è più tranquillo. Per me è meglio perché credo di poter aggiungere più cose alla squadra. Ho un rapporto diretto con la proprietà americana. Non ho trovato tante differenze, ma posso dire di essere molto contento di lavorare in Premier League e all’Aston Villa”.
La Roma, in estate, ha iniziato ad abbassare il proprio monte ingaggi per contenere i costi, che in rapporto ai ricavi, risultano eccessivamente elevati. Come scrive Calcio e Finanza, il club giallorosso ha il 4° monte ingaggi della Serie A e il 18° in Europa (95,7 mln). Inter (141,7 mln), Juventus (117,6) e Milan (108,4mln), si posizionano rispettivamente in 10°, 13° e 14° posizione alle spalle dei top club europei. Di seguito la classifica completa in cui comanda il Real Madrid (271,2 mln).
